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Mickey7: un viaggio nel fantascientifico mondo di Edward Ahston

Mickey7‘, in arrivo nelle librerie italiane il 21 febbraio per Fanucci Editore, è un romanzo di fantascienza scritto da Edward Ashton.
Il seguito ‘Antimatter Blues‘, ancora inedito in Italia, è uscito a marzo 2023 in patria.
Oltreoceano ha riscontrato un grande successo tra gli appassionati del genere e non solo. È stato anche candidato come uno dei migliori romanzi di fantascienza da Goodreads.

All’inizio Edward Ashton, volendo esplorare il paradosso del teletrasporto, aveva scritto un racconto più breve, ma spronato da Navah Wolfe, ha approfondito fino a farlo diventare un vero e proprio romanzo di ben 324 pagine. Ci ha messo la bellezza di sette anni a scriverlo.
Ma di cosa parla dunque questo thriller fantascientifico?

In un futuro lontano, l’umanità è riuscita ad espandersi fino alle stelle colonizzando nuovi mondi. Mickey Barnes, nome di battaglia Mickey7, è un colono spaziale con un lavoro piuttosto particolare: è un ‘sacrificabile’, ovvero è una cavia per la colonia su Niflheim, un pianeta ricoperto di ghiaccio.
Ogni volta che muore (evento che si ripete con una discreta frequenza), viene rimpiazzato da un clone depositario delle sue memorie.
Il problema è che tutto questo procedimento ha un costo non indifferente e la colonia è a corto di risorse, inoltre le creature del posto non sono molto amichevoli. Come se non bastasse, un giorno Mickey si ritrova sdoppiato (cosa proibita e gravissima), mettendo così a dura prova la sua capacità di sopravvivenza e l’equilibrio della colonia.

Il regista della pellicola ha affermato che ci saranno molti cambiamenti rispetto al romanzo da cui è tratto il film. La regia è affidata al regista, produttore e sceneggiatore sudcoreano Bong Joon-ho. Considerato uno dei migliori registi orientali, la scelta sembra molto azzeccata per un romanzo come “Mickey7”, infatti i suoi film sanno mescolare molti generi e affrontare temi sociali molto complessi.


Le sue opere sono spesso caratterizzate da una satira pungente e da una profonda riflessione sulla condizione umana.
Tutto ciò fa ben sperare in un adattamento cinematografico che sappia rendere giustizia alla ricchezza tematica del libro.
Nel 2020, grazie all’acclamato film Parasite, di cui è regista, sceneggiatore e anche produttore, si aggiudica la Palma d’Oro al Festival di Cannes e successivamente tre Premi Oscar: migliore sceneggiatura originalemiglior regista e miglior film.
Insomma, non proprio bazzecole, ci pare di capire.
Il ruolo del protagonista è invece affidato a Robert Pattison (Twilight, Tenet e Batman) e nel maggio del 2022 si uniscono al cast Naomi Ackie (Whitney – Una voce diventata leggenda, Star Wars – L’ascesa di Skywalker), Toni Collette (Il Sesto senso, Giurato numero 2, La fiera delle illusioni) e Mark Ruffalo (Avengers nel ruolo di Hulk, Povere Creature!, The Adam Project),  mentre Steven Yeun (The Walking Dead) nel luglio seguente.

Le riprese sono iniziate il 2 agosto 2022, negli studi Leavesden a Londra, e sono terminate a dicembre dello stesso anno.

A quanto pare il film sarebbe dovuto uscire il 29 marzo del 2024, ma è uscito nelle sale cinematografiche solo il 31 gennaio 2025. Mentre, qui in Italia, avremmo dovuto vedere al cinema ‘Mickey17‘ ( il regista ha affermato che ha scelto di cambiare il numero del titolo perché rispetto al romanzo, ha fatto morire Mickey più volte) a gennaio 2025, ma la data di uscita nella sale cinematografiche è slittata al 6 marzo 2025.

Ci riserviamo di leggere “Mickey7” prima di pronunciarci. E naturalmente vedremo il suo adattamento cinematografico, affidato a un regista famoso e talentuoso, interpretato da un cast di alto livello, che non fa che suscitarci grandi aspettative promettendo un evento cinematografico da non perdere.

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‘Alchemised’ di SenLinYu è il dark fantasy che moltə aspettano.

*Aggiornamento settembre 2025*

©️Avendell

Quarta di copertina:


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i migliori romance storici: un viaggio nel tempo tra passione e intrighi

Un Tuffo nel Passato con il Cuore che Batte: Il Fascino dei Romanzi Rosa Storici

I romanzi rosa, con le loro storie d’amore appassionanti e coinvolgenti, hanno da sempre affascinato un vasto pubblico di lettrici (e lettori). Quando queste storie si fondono con l’ambientazione storica, il risultato è un genere letterario ancora più ricco e avvincente: il romanzo rosa storico, o historical romance.

Questi romanzi ci trasportano in epoche passate, offrendoci uno sguardo su mondi lontani, con i loro usi, costumi e società. Non si tratta solo di una cornice, ma di un vero e proprio elemento narrativo che influenza le dinamiche tra i personaggi e lo sviluppo della trama. Che si tratti dell’Inghilterra Regency, della Scozia medievale, dell’antica Roma o dell’America del XIX secolo, l’ambientazione storica fa da sfondo a passioni travolgenti, intrighi di corte, sfide sociali e amori che superano ogni ostacolo.

Uno degli aspetti più apprezzati di questo genere è la capacità di combinare la passione romantica con l’accuratezza storica (o almeno una sua rappresentazione romanzata). Molti autori si documentano approfonditamente per ricreare atmosfere autentiche, pur prendendosi delle libertà narrative per esigenze di trama. Questo permette al lettore di immergersi completamente nella storia, vivendo le emozioni dei protagonisti in un contesto storico ben definito.

Le eroine dei romanzi rosa storici sono spesso donne forti e indipendenti, che si ribellano alle convenzioni sociali del loro tempo. Devono affrontare sfide complesse, come matrimoni combinati, restrizioni di genere, conflitti familiari e sociali, ma trovano sempre la forza di lottare per il loro amore e la loro felicità. I protagonisti maschili, d’altro canto, sono spesso figure carismatiche e affascinanti, a volte tormentate da un passato oscuro, ma capaci di un amore profondo e sincero.

Il genere offre una grande varietà di sottogeneri e ambientazioni. Si va dai Regency romance, ambientati nell’Inghilterra del periodo della Reggenza (inizio del XIX secolo), noti per i loro dialoghi brillanti e le atmosfere raffinate, ai romanzi ambientati nel Medioevo, con i loro cavalieri e le dame, fino ad arrivare al periodo vittoriano, al Far West o ad altre epoche storiche. Questa diversità permette ai lettori di trovare sempre nuove storie e ambientazioni da esplorare.

Spesso non considerati al pari dei loro parenti ‘ricchi’ i romanzi rosa storici offrono un’evasione romantica nel passato, combinando passione, avventura e storia.
Sono un genere letterario che continua a evolversi e a conquistare nuovi lettori, grazie alla sua capacità di emozionare, intrattenere e far sognare.

Ne abbiamo scelti alcuni:

  • I bridgerton, Julia Quinn





Outlander – Diana Gabaldon
Georgette Heyer

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Il robot selvaggio è tratto da una serie di libri imperdibili

Durante la visione del bellissimo film di animazione Dreanworks ‘Il robot selvaggio’ si sono sprecati quantitativi inverosimili di lacrime.
Ma sapere che il film non è solo, è tratto da un libro, anzi è tratto dal primo libro di una serie riempie di gioia perché è una storia assolutamente meravigliosa che non si può fare a meno di amare.
Attualmente, la serie “Il robot selvaggio” di Peter Brown è composta da tre volumi, ognuno dei quali offre una nuova avventura e approfondisce la storia di Roz, il robot protagonista.
Sono stati pensati per ragazzi ma sono perfetti anche per gli adulti perché hanno una profondità e una delicatezza veramente rara, e toccano temi come la diversità, l’accettazione di sé, l’amore familiare e l’amicizia che può nascere al di là di ogni avversità.

  • Tecnologia e natura possono andare d’accordo?
    Una macchina programmata dall’uomo può imparare a provare dei sentimenti, e persino ad amare?

    Quando Roz apre gli occhi per la prima volta, scopre che è sola su un’isola remota e selvaggia. Perché è lì? Da dove è venuta? E, cosa più importante, come sopravvivrà in quell’ambiente difficile?
     
    Rozzum unità 7134 è un robot femmina programmata per sopravvivere in qualsiasi condizione. Un giorno si sveglia su un’isola dopo il naufragio della nave su cui viaggiava. Con estrema fatica e determinazione, Roz impara il linguaggio degli animali, si costruisce una casa e adotta un’ochetta rimasta orfana con cui instaurerà un profondissimo legame. Ma, in un mondo lontano governato dalla tecnologia qualcuno la sta cercando, e non è disposto ad arrendersi senza combattere…
    Un libro splendidamente illustrato, una storia profonda, tenera e travolgente sull’accettazione del diverso che dimostra come, ove esista rispetto e amore, sia possibile coesistere in armonia quando le differenze si trasformano in nuove possibilità. 

  • La fuga del robot selvaggio
    Dopo aver imparato come sopravvivere in un’isola selvaggia, il robot Rozzum unità 7134 (Roz per gli amici) è adesso intrappolata in una fattoria in cui deve lavorare. La famiglia che ci vive non è male, soprattutto i due bambini, ma nel suo cuore Roz non ha mai dimenticato la libertà a cui era abituata, gli animali suoi amici, e soprattutto Beccolustro, l’ochetta che ha adottato e che adesso è suo figlio. Ma la sua isola è lontanissima, e per raggiungerla dovrebbe attraversare una frenetica città smisurata e tentacolare, con il terribile rischio di essere scoperta e distrutta. Nei suoi circuiti però, l’amore scorre più potente di qualunque software, e Roz comincia così il suo difficile viaggio, in cui dovrà confrontarsi con la creatura più pericolosa di tutte, ma anche l’unica che potrà rispondere alle sue domande: l’uomo.
    Una tenera storia di determinazione e coraggio che fa commuovere e riflettere sulla natura dell’amore e dell’individualità.

  • Roz il robot si è creata una casa improbabile su un’isola idilliaca densa di foreste, fiori selvatici e amichevoli abitanti animali, tra cui il suo giovane figlio Beccolustro. La vita sull’isola è perfetta, finché una foca in punto di morte non si riversa sulla riva e avverte di acque pericolose e torbide che stanno scorrendo verso l’isola, portando nuovi pericoli per gli animali.

    Roz presto capisce che deve marciare tra le onde e intraprendere un’incredibile avventura sottomarina per trovare un modo per proteggere la sua amata isola e tutti coloro che ci vivono…


Chi è Peter Brown?

Peter Brown (24 febbraio 1979), statunitense, è diventato autore e illustratore di libri per bambini dopo aver lavorato a diverse serie animate per la TV.
I suoi libri si trovano spesso nelle classifiche dei bestseller del New York Times e gli sono valsi importanti premi e riconoscimenti, tra cui il Caldecott Honor, l’Horn Book Award e due E.B. White Awards.





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Romanzi dark academia da non perdere

Questo (sotto) genere letterario, con i suoi misteri, le atmosfere cupe e i protagonisti intellettuali, ha conquistato molti lettori. E anche noi siamo tra questi.
Dark academia però è prima di tutto un’estetica nata online e sui social, anche se probabilmente sarebbe più corretto dire che è una rivisitazione in chiave contemporanea di correnti già esistenti che facevano capo, per esempio, a nomi del calibro di Oscar Wilde ma anche e soprattutto ad artisti e personalità del periodo Romantico, Lord Byron, Percy Shelley, Mary Shelley e Edmund Burke.
La derivazione è quindi principalmente dalle culture europee dell’alta borghesia del XIX secolo, dalla passione e dal revival dell’estetica del gotico. La borghesia di questo periodo enfatizzava un’educazione liberale in cui latino, retorica e classici erano materie normalmente insegnate. Adesso invece sono quasi universalmente viste come insolite, addirituttura esoteriche (con buona pace dei nostri liceali classici), creando un fascino che presenta la scuola o l’università come un’attività che coltiva un’aura mistery, che sviluppa una curiosità e una diligenza che non si vedono comunemente nella scuola contemporanea.
Il primo vero fandom ad alimentare la Dark Academia è stato quello di Donna Tart (considerata regina madre della Dark Academia) ma anche molti altri fandom hanno contribuito allo sviluppo. Molti degli elementi visivi per esempio possono venire dalla serie 
di Harry Potter, che era popolare all’epoca della nascita di questa estetica; il set dei film (in gran parte girata all’Università di Oxford), la stravaganza che circonda lo studio delle materie magiche, i libri rilegati in pelle e il mistero sono chiari collegamenti all’estetica di Dark Academia. Nel 2017/2018 su Tumblr si parlò molto di Deads poets society (da noi conosciuto con il titolo L’attimo fuggente), anche questo pervaso di quella stessa estetica decadente.
E poi è arrivato TikTok e dopo anche il bookTok ad alimentare questo filone.
Da allora è stata solo crescita.

Ma che cosa rende un romanzo Dark Academia?

Innanzitutto le ambientazioni prestigiose: spesso università, collegi esclusivi o antiche biblioteche. I protagonisti sono spesso intellettuali: personaggi brillanti e ossessionati dalla conoscenza.
Le atmosfere sono cupe e misteriose: segreti, cospirazioni e un senso di pericolo incombente. Ci sono poi dei temi ricorrenti: amicizia, rivalità, potere, la ricerca della verità e il confronto con il passato.

Una volta capito questo, ci rimane il dubbio sul perché leggere Dark Academia?
Sicuramente per immergersi in atmosfere affascinanti e farsi trasportare in mondi ricchi di storia e mistero. Inoltre sono un mezzo per riflettere su temi importanti: amicizia, lealtà, il desiderio di conoscenza e il peso del passato sono solo alcuni dei temi esplorati.
E se non basta ancora c’è un motivo di base, scoprire nuovi autori e mondi, infatti il genere Dark Academia offre una vasta gamma di romanzi e molti sono le autrici e gli autori che si sono cimentati nello scrivere qualcosa con questa tematica e questo stile, è davvero difficile non trovare qualcosa che ti appassiona.

Ti consigliamo alcuni romanzi da regalare, ovviamente il genere è ampio e i volumi potrebbero essere molti, questa è la nostra selezione:

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Elsewhere, Liz e la nuova dimensione di Altrove: un viaggio oltre lo specchio con Gabrielle Zevin

E se dopo la morte ci fosse una seconda possibilità?
Dall’autrice di Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow, una nuova toccante storia con un ricco e affascinante potenziale narrativo.
Tutta la vicenda è raccontata dal punto di vista di Liz, scomparsa a causa di un incidente automobilistico che si ritrova in una nuova dimensione dove tutto è perfetto, ordinato e pulito, e dove si ritorna bambini per poter tornare sulla Terra.
La premessa di “Elsewhere” è affascinante: un luogo dove le persone vanno dopo la morte, un luogo dove si può ricominciare, dove si possono incontrare i propri cari perduti. Ma questo “Altrove” non è un paradiso stereotipato, è un luogo pieno di sfumature, di emozioni contrastanti, dove i personaggi devono fare i conti con il loro passato e con le scelte che li hanno portati lì.

“Elsewhere” è un romanzo che ci tocca nel profondo, che ci fa ridere e piangere, e che ci lascia con una sensazione di speranza e di rinnovato apprezzamento per la vita. Se siete alla ricerca di un libro che vi faccia riflettere e vi emozioni, non potete perdervi questo capolavoro di Gabrielle Zevin.

Liz non sa com’è finita ad Altrove. Sa solo che non può più tornare indietro ed è quindi obbligata a restare in quello strano posto fatto di spiagge bianche, palazzi eleganti, negozi affollati; un posto in cui lei non conosce nessuno e in cui nessuno può ammalarsi, né invecchiare, né morire. E il motivo è semplice: sono già morti. Proprio come Liz, che è rimasta vittima di un incidente d’auto. Adesso, come tutti gli abitanti di Altrove, diventerà sempre più giovane, fino a tornare neonata, pronta per essere rimandata sulla Terra. Solo che Liz vorrebbe compiere sedici anni, non averne di nuovo quattordici. Vorrebbe imparare a guidare, andare all’università, provare sulla propria pelle l’emozione del primo amore, non ripercorrere un’infanzia che non vedeva l’ora di abbandonare. Vorrebbe riabbracciare i genitori e il fratellino, non essere costretta a fare conversazione con una nonna mai incontrata prima. In altre parole, non è pronta a lasciare andare una vita che non ha mai avuto nemmeno il tempo di assaporare. Però a poco a poco scoprirà che anche questa esistenza al contrario può essere piena di gioia e di sorprese…

Gabrielle Zevin è nata a New York dove vive tuttora. Dopo essersi laureata in lettere ad Harvard ha intrapreso la carriera di scrittrice e autrice cinematografica. Nel 2007, per la sceneggiatura di Conversations with Other Women, il film con Aaron Eckhart e Helena Bonham Carter, è stata nominata agli Independent Spirit Awards, i prestigiosi premi per il cinema indipendente americano.
Entrato nella classifica del «New York Times» grazie al passaparola dei lettori, La misura della felicità è in corso di traduzione in tutto il mondo. Nel 2016 pubblica L’ altra metà del mondo (Nord, 2016), in Italia già pubblicato nel 2007 per le Edizioni Frassinelli, con il titolo Frammenti di una storia d’amore. Nel 2018 Nord pubblica il romanzo La vita in un istante.

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Sally Rooney: Il Fenomeno Letterario Contemporaneo

Sally Rooney.
Il fenomeno editoriale degli ultimi anni con milioni di copie vendute in tutto il mondo. Con i suoi quattro romanzi ha raggiunto un grande successo e una cerchia di lettori che apprezzano il suo stile di scrittura e i suoi romanzi sentimentali capaci di mostrarci le fragilità umane, con storie molto contemporanee.
All’interno dei romanzi di questa scrittrice ci sono alcuni elementi che si trovano sempre: amicizie che diventano amori e viceversa, erotismo, politica e capitalismo, malattie croniche (ad esempio una delle protagoniste create dalla mente della Rooney soffre di endometriosi) e relazioni sentimentali spesso complicate.
Inoltre nei suoi romanzi non c’è distinzione tra il parlato dei personaggi e tutto il resto del testo, cosa intrigante, ma non apprezzata da tutti i lettori.
Di certo, se volete leggere o regalare un romanzo diverso dal solito, un po’  fuori dai cliché e dal mainstream, la Rooney è quello che fa per voi.

Parlarne tra amici

Frances è troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. O almeno cosí pensava prima di incontrare Nick. Bobbi, la sua ex amante, e Melissa, la moglie di Nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. O almeno così pensavano. “Parlarne tra amici” si può leggere come una commedia romantica o un manifesto femminista. Si può leggere come un libro sul tradimento ai tempi di WhatsApp o su ciò che nei rapporti di coppia non cambia mai. Ma in qualsiasi modo si decida di leggerlo, “Parlarne tra amici” è un romanzo universale sui complicati capricci dell’amore.


Persone normali

Connell e Marianne frequentano la stessa scuola di Carricklea, un piccolo centro dell’Irlanda rurale appena fuori Sligo. A parte questo, non hanno niente in comune. Lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell’amore e del rispetto. Lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d’altri (quella della madre di Marianne). Nell’inventario di vantaggi e svantaggi, l’inferiorità economica di Connell è bilanciata sul piano sociale. Lui è il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre Marianne, che nella pausa pranzo legge da sola Proust davanti agli armadietti, è quella strana ed evitata da tutti. Se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. Ma Connell e Marianne sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l’una vicino all’altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili»: nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non è che boicottaggio di sé. Certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso Trinity College cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. Perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto Connell quanto Marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. In un modo o nell’altro entrambi aspirano alla normalità, Connell per un’innata benché riprovevole pulsione di conformità, Marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all’autodistruttività. C’è Jane Austen in queste pagine, la forza del suo dialogo, la violenza sotterranea delle sue relazioni, e l’omonimia di Marianne con l’eroina del suo romanzo più celebre ne è un indizio. Per anni Marianne e Connell si ruotano intorno «come pattinatori di figura», rischiando la vita e salvandosela, chiedendosi, promettendosi, negandosi, dimostrandosi che quella che li lega è una storia d’amore.


Dove sei mondo bello

Alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su Tinder. Eileen lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l’affitto. Simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. Felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua è una fuga. Alice, Eileen, Simon e Felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent’anni, si chiedono se esista davvero, al di là, ancora, un mondo bello in cui sperare. In un bar di un paesino irlandese sulle coste dell’Atlantico una giovane donna aspetta un uomo che ancora non conosce. Lei si chiama Alice e di mestiere scrive romanzi. «E ci fai dei soldi, giusto?» le chiede lui, il suo Tinder date, poco più tardi. Si chiama Felix e con la letteratura non ha niente a che fare; per vivere sposta merci in un magazzino gelido. Il loro primo incontro è un completo flop, eppure Alice, reduce da un crollo psicologico, lo invita ad accompagnarla nel suo prossimo tour promozionale a Roma. Dei soldi Felix non dovrà preoccuparsi, ci penserà lei, con i proventi di un lavoro che giudica «moralmente e politicamente inutile», il solo che voglia fare. Frattanto a Dublino la sua amica Eileen, come lei ventinovenne, per pochi spiccioli sistema la punteggiatura di articoli non suoi per una rivista letteraria su cui un tempo ha pubblicato un unico pezzo degno di nota, e per il resto scorre le pagine social dell’uomo che l’ha lasciata e cerca di rimettere insieme i cocci di ambizioni e speranze dimezzate mentre, ai margini del suo scontento, Simon, un consulente politico bellissimo e cristianamente promiscuo, chiede di essere guardato. Con Alice Eileen condivide la sensazione che «ci troviamo nell’ultima stanza illuminata prima delle tenebre, testimoni di qualcosa». Le vivide mail che le due donne si scambiano affrontano i temi della contemporaneità minacciata, dal contrasto fra la società dei consumi e la miseria della moltitudine al crollo della civiltà nella tarda Età del bronzo, dalla perdita del senso del bello con l’avvento della plastica agli effetti corrosivi della fama sulla cultura. Ma, mescolato all’armamentario pubblico dell’impianto intellettuale millennial, si fa strada proditoriamente, quasi felicemente, l’urgenza del privato desiderio. «Ecco che nel bel mezzo di tutto, con il mondo messo com’è, l’umanità sull’orlo dell’estinzione, io mi ritrovo qui a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?» domanda Alice. Ci sono i corpi, in questa dimensione, ci sono il dissacrante, anti-cliché Felix, e l’accogliente, inarrivabile Simon, c’è perfino l’illusione di una comunione vivifica che sappia sciogliere i solipsismi. «E di cosa parlano, i tuoi libri?» vuole sapere Felix da Alice al loro primo incontro. «Oh, non so, disse lei. Delle persone».


Intermezzo

Alla morte del padre, Peter e Ivan vedono sconvolto il precario equilibrio della loro esistenza. Nascono nuovi amori, esplodono vecchie ruggini, si creano inedite alleanze. E in questo interludio si intravede la vastità potenziale di ogni vita. A parte il fatto di essere fratelli, Peter e Ivan Koubek sembrano avere poco in comune. Peter è un avvocato di Dublino sui trent’anni – affermato, abile e apparentemente irreprensibile. Ma, ora che gli è morto il padre, prende farmaci per dormire e si barcamena con fatica fra due relazioni con donne molto diverse: il primo, imperituro amore, Sylvia, e Naomi, una studentessa universitaria per cui la vita è un’unica lunga barzelletta. Ivan è un campione di scacchi ventiduenne. Si è sempre considerato uno sfigato, un paria, l’antitesi del suo disinvolto fratello maggiore. Ora, nelle prime settimane dopo la perdita del padre, incontra Margaret, una donna più grande che esce da un passato turbolento, e rapidamente e intensamente le loro vite si intrecciano. Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive – l’opportunità di scoprire quante cose un’unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi.

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I 5 libri da regalare per gli amanti delle serie TV

Natale è alle porte e con lui arriva il panico da regalo perfetto. Soprattutto se il destinatario è un ibrido tra lettore accanito e cinefilo seriale.
Chi non ha mai ricevuto un libro che, pur essendo bellissimo, non era esattamente quello che desiderava? E chi non ha mai sognato di ritrovare sotto l’albero la propria wishlist, magicamente trasformata in realtà?

Quest’anno, vi proponiamo di regalare un’esperienza.
Il libro da cui è tratta la serie preferita non è solo un regalo, è un’opportunità per scoprire come la storia prende vita in una nuova forma e per confrontare le due versioni. Immagina la gioia del tuo amico/a nel riscoprire i personaggi che ama, immergendosi in una narrazione più profonda e ricca di dettagli.

Abbiamo selezionato per te alcune chicche letterarie, ma la lista potrebbe essere infinita. Se ti va condividi nei commenti i tuoi abbinamenti libro-serie preferiti.

E se il tuo amico/a avesse già il libro? Niente paura!
Abbiamo pensato anche a questo. Scopri le nostre alternative originali nel prossimo post del Calendario dell’Avvento.

  • I leoni di Sicilia, Stefania Auci | serie disponibile su Disney +


    Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile. Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

  • Il problema dei tre corpi, Cixin Liu | Serie disponibile su Netflix


    Nella Cina della Rivoluzione culturale, un progetto militare segreto invia segnali nello spazio cercando di contattare intelligenze aliene. E ci riesce: il messaggio viene captato però dal pianeta sbagliato, Trisolaris, l’unico superstite di un sistema orbitante attorno a tre soli, dominato da forze gravitazionali caotiche e imprevedibili, che hanno già arso undici mondi. È quello che i fisici chiamano “problema dei tre corpi”, e i trisolariani sanno che anche il loro destino, prima o poi, sarà di sprofondare nella superficie rovente di uno dei soli. A meno di non trovare una nuova casa. Un pianeta abitabile, proprio come il nostro. Trisolaris pianifica quindi un’invasione della Terra. Sul Pianeta azzurro, nel frattempo, l’umanità si divide: come accogliere i visitatori dallo spazio? Combattere gli invasori o aiutarli a far piazza pulita di un mondo

  • One Day, David Nicholls | serie disponibile su Netflix

    È l’ultimo giorno di università, e per Emma e Dexter sta finendo un’epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno l’intera vita davanti, da afferrare a piene mani. Sono a letto insieme, abbracciati. Lui è bello, ricco e ha il dono di sembrare sempre in posa per una foto. Lei fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, domani lasceranno l’università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l’uno accanto all’altra, nell’alba che lascia intravedere il loro futuro e le loro speranze. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d’estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per vent’anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Ironico, intelligente, malinconico, questo romanzo cattura l’energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l’intricato corso dell’amore e dell’amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.

  • La svastica sul sole, Philip K. Dick | serie disponibile su Prime

    Le forze dell’Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale e l’America è divisa in due parti, l’una asservita al Reich, l’altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l’Italia ha preso le briciole e i nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folclore e dalla cultura americana, e tutto sembra ruotare intorno a due libri: il millenario I Ching, l’oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi del Reich, un testo secondo il quale l’Asse sarebbe stato in realtà sconfitto dagli Alleati.
    La svastica sul sole racconta la Storia e le sue possibilità, la realtà e le riscritture, lo scontro culturale tra Oriente e Occidente, l’invasione della spiritualità nella vita quotidiana, il dramma morale di chi deve sopravvivere in un regime di sottomissione

  • L’amica Geniale, Elena Ferrante | serie disponibile su Rai Play

    Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

    L’amica Geniale | Storia del nuovo cognome | Storia di chi fugge e di chi resta | Storia della bambina perduta

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‘L’UNITÀ’ di Ninni Holmqvist. Distopico o rassegnazione? – recensione

Parlano del libro: “Un romanzo d’esordio sorprendente. Scorrevole e ipnotico, offre una testimonianza impressionante sul modo in cui la società svaluta la creazione artistica, mentre celebra la procreazione, e una speculazione su cosa potrebbe succedere se tutto questo fosse portato all’estremo. Per i fan di Orwell e Huxley”

«L’Unità mi è piaciuto moltissimo. Sono sicura che ne rimarrete incantati, come è successo a me».
Margaret Atwood

L’atmosfera che si respira è quella della rassegnazione, di teste chinate senza alcuna prospettiva se non quella morte e della distruzione, a piccoli passi, del proprio corpo.
Premetto che è il primo romanzo distopico non classico che leggo e come primo approccio, nonostante una trama con un buon potenziale, lo sviluppo della storia non mi ha soddisfatta.
Mi sono sempre interessata alla sfera letteraria della distopia ma non ho mai avuto il coraggio di uscire dai binari del mondo del colosso George Orwell.
Da un certo punto di vista, penso che questo romanzo sia particolarmente realistico e che non si discosti troppo da quello che potrebbe essere uno scenario (inquietante e terrificante) del prossimo futuro.
Mi spiego meglio: nel libro viene presentata una società che sfrutta gli esseri umani inutili (ad esempio la protagonista è una donna cinquantenne senza figli) ovvero ‘prodotti su i quali fare dei test’ per svolgere esperimenti farmacologici, psicologici e donazione degli organi per aiutare la popolazione socialmente utile (essere umani che hanno un lavoro e procreano, quindi mandano avanti la società) al funzionamento degli ingranaggi.
Un gran mix tra ‘Il racconto dell’ancella‘, ‘1984‘ e il film ‘The Island‘.

La storia è raccontata in prima persona dalla protagonista Dorrit, i personaggi secondari sono pochi e secondo me anche poco approfonditi, anche l’io narrante non è da meno. Ci viene raccontato davvero molto poco della vita della protagonista.
L’ ambientazione mi ha messo molta angoscia.
Non c’è alcuna prospettiva né fiducia, il nichilismo totale. Non è presente neanche la soddisfazione, il piacere di rendersi “utili” negli ultimi momenti di vita.

A distanza di giorni dalla conclusione del libro ho la sensazione che non mi abbia lasciato molto su cui riflettere.
La scrittura è semplice ed è un racconto in prima persona senza infamia e senza lode, dallo stile molto piatto. Mi ha ricordato un anziano che narra la sua vita ai nipoti.
La protagonista ha un momento in cui può scegliere, coglierà l’occasione?
Per scoprirlo, ovviamente, dovrete leggere il libro.

Per quanto riguarda l’impalcatura letteraria il libro scorre bene ed è composto da capitoli brevi. Nonostante tutto, ti permette di incollarti alle pagine senza accorgerti del tempo che passa.
Come struttura penso sia tra le mie preferite perché non mi ha annoiata o demoralizzata soprattutto se già la trama per me è complicata da seguire credo che un libro fatto bene possa ridurre i problemi.

Non giudicare un libro dalla copertina” ma io lo faccio comunque…
La copertina è molto semplice e minimale. La Fazi Editore, come sempre, punta all’essenziale!

La donna in primo piano, che rappresenta la protagonista, mi ricorda le statue greche quasi impassibili davanti allo scorrere del tempo e della vita. Si nota la rassegnazione nel suo volto. In contrapposizione abbiamo la natura sullo sfondo con questi fiori che sono in piena primavera quasi a voler simboleggiare la nascita di un qualcosa di bello e nuovo.

In conclusione, questa volta mi trovo in seria difficoltà sulla votazione finale, perché penso che il libro abbia del potenziale inespresso che però non sono riuscita a cogliere fino in fondo.
Forse voleva essere un libro esistenzialista? Non lo so ma non sono stata soddisfatta dalla lettura per cui il mio voto, al momento, è 2 stelline su 5.


Quarta di copertina:
Un giorno di inizio primavera Dorrit, scrittrice cinquantenne single e senza figli, viene accompagnata all’Unità. D’ora in avanti vivrà lì. Quello che la accoglie è un luogo idilliaco, almeno in apparenza: una struttura all’avanguardia dotata di eleganti appartamenti immersi in splendidi giardini, dove vengono serviti elaborati pasti gourmet e ci si può dedicare alle più svariate attività. I residenti sono accomunati da una caratteristica: non hanno figli né una vita sentimentale stabile. Finalmente libera dal giudizio sociale che ha sempre percepito come un peso, Dorrit è felice di poter fare amicizia con persone come lei. Ma c’è un prezzo da pagare: gli ospiti dell’Unità, chiamati “i dispensabili”, si trovano lì per un motivo ben preciso. Faranno da cavie per una serie di test farmacologici e psicologici, per cominciare, e poi doneranno i loro organi, uno per uno, fino alla cosiddetta
“donazione finale”. Anche loro, così, saranno utili alla società: si sacrificheranno per chi, nel mondo fuori, è genitore. Dorrit è rassegnata al suo destino e desidera soltanto trascorrere i suoi ultimi giorni in pace, ma presto incontra un uomo di cui si innamora follemente, e l’inaspettata felicità da cui è travolta la costringe a ripensare ogni cosa.
Nel suo romanzo d’esordio la svedese Ninni Holmqvist, una narratrice formidabile, immagina un mondo lontano eppure pericolosamente vicino. L’Unità, considerato un classico moderno e già molto apprezzato in patria e all’estero, racconta una storia vivida, commovente e attualissima, che racchiude un’acuta riflessione sulla società odierna e l’identità femminile.


Chi è l’’autrice?

Ninni Holmqvist è nata nel 1958 e vive nella Scania, in Svezia. Ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Kostym. L’Unità, uscito in Svezia nel 2006, è il suo primo romanzo, grazie al quale ha ottenuto un successo internazionale: è stato tradotto in dieci paesi e i diritti televisivi sono stati opzionati. Quando non scrive, lavora come traduttrice e insegna Scrittura creativa.

Pubblicato in: #fantasy, #romance, romantasy, Romanzo

‘Onyx Storm’ di Rebecca Yarros sarà in libreria a gennaio 2025 e fa già scintille con gli estratti pubblicati.

Il tempo pare che stia passando molto lentamente. Da quando è stata rivelata la data di uscita, i lettori di tutto il mondo sono in trepidante attesa. Per farci soffrire ancora di più sono stati pubblicati degli estratti che non fanno altro che aumentare l’hype. La scrittrice considera questo romanzo il migliore mai scritto fino ad ora della serie e dalle anticipazioni non possiamo che confermare.
Il primo estratto è stato pubblicato qualche mese fa dalla stessa autrice, invece il secondo è stato pubblicato l’11 novembre sulla rivista Cosmopolitan. Il terzo romanzo della serie The Empyrean Onyx Storm, di Rebecca Yarros, sarà pubblicato il 21 gennaio 2025 da Red Tower Books. Il romanzo arriverà in Italia in contemporanea per la casa editrice Sperling & Kupfer.
Non vediamo davvero l’ora di avere tra le mani questo romanzo.
Ed è già preordinabile.

Vi lasciamo qui sotto i tre estratti in italiano in modo da poter soffrire tutti insieme!


Il secondo è decisamente più lungo e ci lascia con il fiato sospeso. Cosa starà succedendo? A che capitolo siamo?

Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

‘Piccole cose come queste’ il nuovo film interpretato da Cillian Murphy dopo l’Oscar per “Oppenheimer” è tratto dal romanzo bestseller di Claire Keegan

Piccole cose come queste‘ (Small things like these, 2024) è un toccante dramma storico ambientato in Irlanda negli anni ’80 ed è un adattamento cinematografico da ‘Piccole cose da nulla‘, racconto breve di Claire Keegan.

  • Autore: Claire Keegan
    Traduttore: Monica Pareschi
    Editore: Einaudi
    Collana: Einaudi. Stile libero
    Anno edizione: 2022
    Pagine: 104 p., Brossura
    EAN: 9788806251635

La pellicola, con data di uscita in Italia 28 Novembre 2024, è diretta da Tim Mielants (Peaky Blinders) e vanta la partecipazione di Cillian Murphy (che è anche produttore insieme a Ben Affleck e Matt Damon) come protagonista, una candidatura al Festival Internazionale del Cinema di Berlino e la vittoria dell’orso d’argento, sempre a Berlino, per la miglior interpretazione non protagonista, di Emily Watson.

  • Irlanda, 1985. Bill Furlong (Cillian Murphy) è un commerciante di carbone, un uomo taciturno che ha dedicato la vita al lavoro, alla moglie Eileen e alle loro cinque figlie. Quando per caso scopre un terribile segreto nascosto nel convento locale, diretto da Suor Mary (Emily Watson), i ricordi più dolorosi del suo passato tornano a galla. Sarà il momento per Bill di decidere se voltarsi dall’altra parte o ascoltare il proprio cuore e sfidare il silenzio di un’intera comunità

Il premio Oscar Cillian Murphy offre una performance sbalorditiva nei panni del padre devoto Bill Furlong e non avevamo alcun dubbio, non solo perché è un attore di grandissimo talento ma anche perché con questo film Murphy torna nella sua Irlanda e lo fa con un film che è adattamento di un libro di un’autrice irlandese che ama, la già citata Claire Keegan.

  • Nata nel 1968 nella contea di Wicklow, in Irlanda, Claire Keegan è cresciuta in una fattoria, un’esperienza che ha profondamente segnato la sua scrittura e che ritroviamo spesso nelle ambientazioni rurali e nelle storie di vita semplice delle sue opere.

    Gli inizi e la formazione

    Dopo aver frequentato la Loyola University di New Orleans, ha conseguito un Master all’Università del Galles e un Master in Filosofia al Trinity College di Dublino. Questa solida formazione accademica, unita alla sua profonda conoscenza del mondo rurale irlandese, le ha fornito gli strumenti necessari per costruire una prosa raffinata e allo stesso tempo accessibile.

    L’esordio e il successo

    Il suo esordio letterario avviene nel 1999 con la raccolta di racconti “Dove l’acqua è più profonda”, un’opera che le vale il prestigioso Premio Rooney per la letteratura irlandese. Da quel momento in poi, la sua carriera è stata in continua ascesa, Piccole cose da nulla (Einaudi 2022), è stato finalista al Booker Prize.  Un’estate (Einaudi 2023), da cui è stato tratto il film A Quiet Girl, ha vinto il Davy Byrnes Award è considerato dal «Times» uno dei migliori romanzi degli anni Duemila.

DLIN DLON – comunicazione di servizio

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Recensione di ‘Acqua e Nuvole’: quando l’abito non fa il monaco, un romanzo di Daniel Charneux

“Sapevano da una fonte pura che colui che aggiunge parole toglie significato”

Lo zen d’altri tempi…
Il libro ci racconta della vita di un monaco zen di quasi due secoli fa. Nella sua vita semplice sono nascosti tanti insegnamenti che permettono al lettore di comprendere come anche nelle piccole cose possiamo trovare la bellezza del mondo.

La storia risulta molto facile ed immediata, non si vuole insegnare o convertire il lettore ma lo scopo è quello di raccontare, né più né meno.
Alcuni direbbero che questo libro rappresenta un vero e proprio balsamo per la nostra anima scomposta da una vita caotica, consumistica, frustrante che non ci permette di fermarci un momento ad ammirare la vita che scorre.
I grandi saggi del passato affermerebbero “Panta Rhei”: bene questa potrebbe essere la sintesi perfetta per questo romanzo.

Acqua e nuvole è stato uno dei libri più semplici ma allo stesso tempo più profondi che io abbia mai letto in vita mia.
Penso che l’autore sia riuscito a trasformare momenti di quotidianità in un quadro
bellissimo che riesce a mettere in pausa lo scorrere del tempo.
Il libro ci insegna il
“benaltrismo”.

“Era lui che seguiva il sentiero o il sentiero che lo portava?”

L’impalcatura letteraria.
Il libro non risulta pesante nella lettura ed è impostato con capitoli molto brevi, come piacciono a me, ti permette di rimanere incollato alle pagine. La scrittura potrebbe essere definita “aneddotica” quasi frammentaria.
Il font e l’interlinea sono molto agevoli, questa è una caratteristica che apprezzo della casa editrice, particolarmente attenta ai bisogni dei suoi lettori.

Non giudicare un libro dalla copertina” ma io lo faccio comunque
È vero, la prima regola per un lettore dovrebbe essere questa ma io sono una lettrice anticonformista!
Per questo libro potremmo trovare una citazione più azzeccata, ovvero “L’abito non fa il monaco”. Devo però essere sincera con voi, in questo caso la copertina fa il monaco in tutti i sensi.
Una grafica devo dire molto rilassante ed azzeccata per il contesto letterario dell’opera. Basterebbe osservare il disegno per farci venire voglia di meditare! Lindau come ogni volta risulta essere una casa editrice attenta ad ogni dettaglio e coerente con l’opera.


Giudici siamo arrivati al voto finale!
Il libro, come avete capito dai paragrafi precedenti, mi è piaciuto molto!
Mi ha tenuto compagnia in questi primi giorni d’autunno molto frenetici per l’inizio della routine.
Il mio voto complessivo è di 5 stelline su 5.


Le info.

Titolo: Acqua e nuvole
Autore: Daniel Charneux
Traduzione: Laura Ferloni
Pagine: 216
Argomenti: Narrativa, spiritualità, Giappone

Quarta di copertina: Protagonista di questo delicato romanzo di Daniel Charneux è Ryōkan Taigu (1758-1831), monaco seguace della Sōtō-shū, una delle due maggiori scuole giapponesi del buddhismo zen, e poeta. Figlio di un amministratore benestante e destinato a replicarne la carriera, fin da piccolo trascurò la compagnia dei suoi coetanei per dedicarsi alla lettura e allo studio dei testi degli antichi saggi e dei poeti. Per un po’ cercò di conformarsi alle aspettative familiari, studiando per subentrare al padre nell’amministrazione del villaggio, ma il sentimento di estraneità per quel mondo e le sue regole si fece sempre più forte. Finì per abbandonare quella strada ed entrare in monastero, continuando a studiare, a scrivere
poesie e a coltivare l’arte della calligrafia. Diventato monaco, scelse di abitare in una capanna poverissima dove visse per anni, dedito alla meditazione e alla poesia e perfettamente appagato dalla pura gioia dell’amore per tutte le creature. Era ormai sessantenne quando, andata distrutta la sua dimora da eremita, tornò a risiedere in un monastero dove trascorse l’ultimo tratto della sua vita. Fu lì che stabilì una perfetta comunione spirituale con Teishin, una monaca poetessa di quarant’anni più giovane che gli fu accanto negli ultimi giorni.


L’autore.

Daniel Charneux è nato nel 1955 in Belgio, a Charleroi. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo, Une semaine de vacance, che ha ricevuto il Prix du Comité des Usagers de la Bibliothèque centrale du Hainaut. Sono seguiti altri romanzi, raccolte di racconti, di poesie, testi satirici e biografie che hanno ricevuto svariati riconoscimenti tra cui il Prix triennal hainuyer de littérature française Charles Plisnier, il Grand Prix littéraire France – Communauté française de Belgique, il Prix Gauchez-Philippot e il Prix Alex Pasquier.


La casa editrice.

Edizioni Lindau
“Siamo una casa editrice indipendente, nata a Torino nel 1989.
Pubblichiamo libri di letteratura e saggistica, dal cinema all’attualità, dalla scienza alla psicologia.
Diamo voce alle opinioni, anche (e soprattutto) fuori dal coro.
Lindau è il nome di una piccola città situata su un’isola nel lago di Costanza.
Nata nel IX secolo su un preesistente insediamento romano, guadagnò rapidamente importanza grazie alla sua posizione adatta ai traffici. Con Federico II ottenne il diritto di fortificarsi e lo statuto di «città libera», e nel 1445 istituì il Mailander Bote, un servizio di collegamento postale con Milano, che ne fece un fondamentale nodo commerciale.
Proprio la sua immagine di città libera e operosa, circondata dalle acque alimentate dal Reno, su cui si affacciano tre diverse nazioni europee (Germania, Austria, Svizzera), al centro dunque di un continente determinante per la storia e la civiltà del pianeta, ha ispirato la scelta del nome quando a Torino, nel febbraio 1989, fu fondata la casa editrice.”

DLIN DLON – Comunicazione di servizio

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