Pubblicato in: Romanzo, tratti da libri

‘Bones and All’ di Camille DeAngelis, una storia d’amore… horror?

Il piccolo principe di Hollywood è tornato a far parlare di sè negli ultimi giorni.
Di chi parliamo? Del bel Timothée, ovviamente.
Chalamet, oltre a seguire i consigli del veterano Leonardo di Caprio ed essere il primo uomo a finire sulla copertina di Vogue in 106 anni di storia dell’editoriale, sta anche per tornare sul grande schermo.
Nel 2021 abbiamo potuto apprezzare il talento di questo giovane attore, classe ’95, in due pellicole: nel ruolo di Paul Atreides nell’acclamato ‘Dune‘ (ne abbiamo parlato qui e potremmo non smettere mai di parlarne) e anche in ‘Don’t Look Up‘ (film geniale, tristemente ai limiti del realismo, che se vi siete persi dovete assolutamente recuperare) distribuito sulla piattaforma Netflix.
Ma perché vi stiamo parlando di lui?
Perché si torna a parlare di pellicole cinematografiche liberamente ispirate da un romanzo.
In questo caso parliamo di Bones and All, un horror sentimentale, per due volte vincitore della 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Il premio per la migliore regia è andato a Luca Guadagnino, regista del film, con cui Chalamet ha già lavorato in ‘Chiamami col tuo nome’ (2017). Il premio Mastroianni come miglior attrice emergente è andato a Taylor Russel, coprotagonista del film.

Questo nuovo adattamento cinematografico che uscirà nelle sale il 23 novembre ed il cui primo trailer è stato rilasciato il 10 agosto è tratto dall’omonimo romanzo Fino all’osso di Camille DeAngelis, edito nel nostro bel paese da Mondadori.

Concentriamoci un momento sul romanzo e non sul nostro bel piccolo principe.
La particolarità di questo romanzo e della sua controparte recitata è appunto la trama.
Maren Yearly, è una sedicenne che veste sempre di nero, con un problema d’affettività (e/o di dieta, a discrezione del lettore). La ‘dolce’ ragazzina infatti non può fare a meno di divorare chi le si affeziona troppo.
Evviva il cannibalismo!
La cara mamma è costretta a mettere dentro degli scatoloni tutta la loro vita e scappare ogni volta che la figlia ha finito un ‘pasto‘.
Questo si ripete fino al giorno in cui dice basta e abbandona la figlia che si mette, giustamente diremmo, alla ricerca del padre, incontrando sul suo cammino lo scheletrico Lee, interpretato da Chalamet.

Quella sera ho scoperto che ci sono due tipi di fame. Ce n’è uno che posso soddisfare con gli hamburger e il latte al cioccolato, ma c’è un’altra parte di me che resta in attesa. Può aspettare per mesi, magari anche anni, ma prima o poi dovrò cederle. È come se ci fosse una voragine dentro di me, e quando assume quella forma là c’è soltanto una cosa che la possa riempire.


Nel film, come capita molto spesso, ci sono alcune diversità, ma il succo è lo stesso e non credo che venga stravolto il senso del romanzo.
Un grande rischio per Guadagnino che è riuscito – forse, chi lo sa – a portare sul grande schermo qualcosa di ‘diverso’ dal solito.
La cosa incredibile è che l’autrice Camille DeAngelis è una vegana fin nelle ossa, passatemi la metafora, ed ha scritto un romanzo sul cannibalismo.
Sinceramente non sono particolarmente curiosa di leggere il libro o di guardare il film perché in questo preciso istante ho un po’ di nausea al pensiero, ma mai dire mai.
Timothée potrebbe convincermi.
Per i più coraggiosi e con lo stomaco decisamente molto più forte del mio lascio il link per l’acquisto del romanzo e la trama.

@Rossella Zampieri


Maren Yearly è una giovane donna che desidera ciò che desiderano tutti: vorrebbe essere ammirata e rispettata. Vorrebbe essere amata. Ma Maren ha anche delle esigenze particolari e segrete, che l’hanno costretta a una specie di esilio dal genere umano. Si odia per quella cosa brutta che fa, e per ciò che la cosa brutta ha fatto alla sua famiglia e al suo senso di identità, per come la cosa brutta determina il suo posto nel mondo e il modo in cui le persone la vedono e la giudicano. In fondo, non ha scelto lei di essere così. Perché Maren Yearly non si limita a spezzare cuori: li divora. Letteralmente. L’amore può avere molte forme diverse, ma per Maren finisce sempre nello stesso modo: lei che nasconde le prove e sua madre che carica i bagagli in auto. Ma quando, il giorno dopo il suo sedicesimo compleanno, la madre l’abbandona, Maren decide di andare in cerca del padre che non ha mai conosciuto. E finirà per scoprire molto più di quanto si aspettasse: perché, oltre a suo padre, sta cercando se stessa.

Camille DeAngelis ha scritto alcuni romanzi per adulti, una guida turistica dell’Irlanda e due libri di non-fiction, Life Without Envy e A Bright Clean MindBones and All ha vinto l’Alex Award dell’Associazione Americana dei Librai nel 2016. È diventata vegana nell’aprile del 2011.

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‘Per lanciarsi dalle stelle’ di Chiara Parenti diventa un film Netflix.

«Vorrei che per una volta tu provassi a lasciarti andare, a non aver paura di fallire, a non dire “no”, a fare quello che davvero vuoi. E sai come si vince la paura? Facendo proprio quello di cui si ha paura! Mettiti alla prova, ti sorprenderai tu stessa di quello che sei in grado di fare. Non dimenticare il mantra: “Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi!” e vedrai che più cose fai e più trovi la forza per farne altre. Sono poche le cose che abbiamo davvero ragione di temere, credimi.»

Il signor Netflix sembra non darsi pace, continuando a sfornare mensilmente titoli su titoli, molti dei quali sono tratti da romanzi. Pare proprio che ci stia prendendo gusto e se da una parte noi lettori possiamo esserne anche contenti, dall’altra un brivido di ansia è sempre presente.
Giusto per citare: Persuasione, Le 7 vite di Lea, Guida astrologica per cuori infranti, I Bridgerton… ed è solo una piccola parte dell’immenso catalogo di Netflix tratto da romanzi.
Ma torniamo a noi: la piattaforma più famosa al mondo sta per colpire di nuovo.
Il 5 ottobre, uscirà infatti una nuova commedia tratta dall’omonimo romanzo di Chiara Parenti (classe 1980) scrittrice lucchese, già autrice di molti bestseller.
Per lanciarsi dalle stelle è uno di quelli ed è edito da Garzanti.
Sole Santoro, ha venticinque anni ed è ha un disturbo dell’ansia: anche la cosa più insignificante si trasforma, per lei, in un’impresa titanica. L’unica che la capisce davvero è la sua migliore amica Stella (nel film invece si chiamerà Emma) e che purtroppo scomparirà prematuramente, dopo un loro litigio. Le lascerà una lettera dove la sprona a lasciar perdere le sue paure ed iniziare a vivere e dunque con l’aiuto di nuovo amici ed una dose non indifferente di coraggio Sole si metterà in gioco, iniziando forse a vivere davvero la sua vita.

Prodotto da Lotus Production, la pellicola cinematografica è diretta da Andrea Jublin, la sceneggiatura è stata affidata ad Alice Urciuolo già autrice di SKAM ITALIA, sempre disponibile sulla nostra piattaforma preferita.
‘Per lanciarsi dalle stelle’ è una romcom tutta italiana con nel cast dei giovani attori di talento. Nel ruolo della protagonista troviamo infatti Federica Torchetti, classe ’95, conosciuta per aver recitato nel film ‘ La scuola cattolica’ sulla strage del Circeo. Al suo fianco Lorenzo Richelmy nel ruolo di Massimo il fratello di Emma e Cristiano Caccamo che interpreta il ragazzo capace di scombussolare ancora di più Sole.
Il romanzo è ambientato in Molise, ma il film è stato girato e sarà ambientato nella splendida cornice di Polignano a Mare, in Puglia.

Netflix, 5 ottobre 2022

Le sorprese però non finiscono qui: il 18 ottobre infatti esce ‘Per sfiorare le nuvole‘ il seguito del romanzo da cui è tratto questo film, sempre edito da Garzanti. Vi lasciamo solamente la copertina per non spoilerare niente, ma molto probabilmente seguiremo ancora le avventure di Sole sul grande schermo.


Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore. A sostenerla c’è Samanta, un’adolescente in lotta con il mondo che ha paura persino della sua immagine riflessa. Rivedendosi in lei, Sole prova a smuovere la sua insicurezza e a insegnarle ciò che ha appena imparato: è normale avere paura, quello che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa. Ma c’è un unico istante che Sole non è ancora pronta a vivere. L’istante in cui deve confessare la verità al ragazzo di cui è da sempre innamorata. Una prova più difficile di tutte le altre. Perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine e confondere. E per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola.

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Avete preso il quaderno per i compiti delle vacanze di Blackie edizioni?

SPEGNI IL CELLULARE

PRENDI UNA MATITA

ESERCITA LA MENTE!

Le tanto agognate ferie si stanno finalmente avvicinando e si inizia già a pensare a quali libri ci faranno compagnia al mare, in montagna o anche solamente a casa con un bel ventilatore puntato sulla faccia.
Da qualche anno c’è un nuova moda estiva: i Compiti delle vacanze per adulti.
Che tu sia all’aria aperta o dentro casa questi volumi sono compagni ideali per poter passare qualche ora di svago, imparando cose nuove e divertendoti.
Ti sembrerà di essere tornatə a scuola, solo che questa volta ti piacerà fare i compiti delle vacanze!
Quest’anno mi faranno compagnia, dunque, anche questi tre fantastici quaderni delle vacanze editi da Blackie Edizioni! (Sono stati i primi e sono gli originali, poi se ne sono aggiunti mooolti altri).
Tre volumi ricchi di cruciverbaenigmiquizlabirinti e altre attività con cui ingannare le ore sospese, da soli od in compagnia per detossinare il cervello e rimpolpare la mente confusa dal caldo degli ultimi mesi.

Rinfrescante come il Cornetto o una birra gelata.
Puntuale come una coda sull’A4 o il panino all’Autogrill.
Immancabile come una hit della Bertè o le repliche in tv.
Come un tramonto, una risata, la sabbia sotto i piedi, il sole sulla pelle.

A differenza dei giochi che si possono trovare in edicola tutte le settimane questi volumi seguono i trend dell’anno non lasciandosi sfuggire svariate (e molto aggiornate) ispirazioni e argomenti di attualità che possono riguardare il cinema, la musica, le serie tv, i social media, i libri e tanto altro ancora per creare dei giochi sempre stimolanti e nuovi adatti a tutte le età.
Da poco tempo ormai ci sono svariati alternative che si possono trovare in libreria o sugli store online. Questo ci fa capire quanto in realtà siano apprezzati i compiti delle vacanze per gli adulti suggerendoci che questo nuovo passatempo sta piacendo molto.

I creatori di questi brillanti volumi sono…

Daniel López Valle ha lavorato per giornali e media spagnoli, ma è conosciuto soprattutto per aver partecipato più di una volta a Saber y Ganar, un Chi vuol essere milionario spagnolo. Sapeva sempre tutto, soprattutto nel gioco finale impossibile: “El Gran Minuto”. Partecipava ogni volta che aveva bisogno di soldi. Oggi è autore del Quaderno, odia la birra e i ragni, gli piacciono le sedie larghe, le lunghe passeggiate e il whiskey (non necessariamente in quest’ordine).

Cristóbal Fortúnez è un pittore e illustratore madrileno, mente irrequieta e creativa in grado di rappresentare l’imprevedibile e dare forma alle occorrenti follie che pensa col suo “compagno di Quaderno”. Si potrebbe dire che Cristóbal è una macchina da immaginazione. Al di là dell’arte, passa il suo tempo a provare diversi tipi di pizza e a prendersi cura del suo gatto Disfrutòn, al quale a volte mette il gel.

La stesura italiana è invece a cura di

Dario Falcini nato a Domodossola (sì, quella) nel 1984, vive a Milano. Giornalista, è direttore del magazine Rockit, collaboratore di Blackie Edizioni e cura l’edizione italiana del Quaderno. Ha lavorato per diverse testate e come autore tv. La pandemia ha avuto effetti tutto sommato limitati sul suo stile di vita.


a cura di Rossella Zampieri

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Persuasione di Jane Austen vs Persuasione di Netflix – recensione

“Non conversavano insieme, non si parlavano se non per scambiarsi i saluti richiesti dalla più elementare buona educazione.
Una volta avevano rappresentato tanto l’uno per l’altra! Ora nulla! Vi era stato un tempo in cui, avrebbero trovato estremamente difficile smettere di parlare tra loro. […] non potevano esservi stati altri due cuori così aperti, altri gusti così simili, altri sentimenti così all’unisono, altri volti così amati.
Ora erano come estranei; no, peggio che estranei, poiché non avrebbero mai potuto diventare amici.
La loro era un’estraneità perpetua.”

Credevamo che la fortunata serie Bridgerton del mondo Shondaland, di cui abbiamo ampiamente parlato qui, ci avesse ormai abituato ad un taglio più moderno ed all’avanguardia, ma evidentemente non si era fatto i conti con i fan di Jane Austen.
La nuova trasposizione cinematografica, tratta dal romanzo Persuasion di una delle scrittrici più conosciute nel panorama della narrativa neoclassica a livello mondiale, è uscito da poco più di una settimana ed è già stato fortemente stroncato dalla critica e dai fan accaniti della Austen.
Terzo adattamento cinematografico di questo romanzo, dopo quello del 1995 e del 2007, è diretto da Carrie Cracknell, regista teatrale per la prima volta dietro una macchina da presa. Nei panni dell’eroina anticonformista Anne Elliot c’è Dakota Johnson che parla direttamente agli spettatori, rompendo la quarta parete.
Diverso, e forse fin troppo a dire di molti.
Persuasione non ha convinto in quanto considerato troppo moderno.
Se lo prendete non paragonandolo al romanzo, sappiate che non è male: è leggero e la particolarità sta proprio nel fatto che la protagonista parla direttamente agli spettatori.
E’ anche vero che siamo stati abituati a Pride & Prejudice (2005) capolavoro di Joe Wright – si riguarda ciclicamente ogni anno – e dal più recente Emma (2020) diretto da Autumn de Wilde con una splendida Anya Taylor-Joy nei panni della protagonista ed è plausibile che all’inizio si possa rimanere spiazzati, soprattutto per il linguaggio non adatto all’epoca e per i costumi che non appartengono al periodo regency, ma il film non è inguardabile.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma dopo aver guardato il film su Netflix sono andata a leggere il romanzo e devo dire che in alcune parti mi stavo davvero addormentando.
In soldoni, esiste nell’universo cinematografico qualche film decisamente peggiore.

Persuasione è l’ultimo romanzo scritto dalla Austen prima della sua morte. Il titolo, a quanto si dice non scelto dall’autrice, si riferisce al fatto che la giovane Anne Elliot, figlia di un baronetto, viene persuasa a rompere il fidanzamento ed a non sposare il marinaio Frederick Wentworth in quanto povero e non adatto ad una donna del suo rango.
Otto lunghi anni dopo i due si rincontrano: lei è ancora sola ed è ancora circondata dalla sua fastidiosa famiglia bigotta, lui al contrario ora è Capitano ed è ricco. [me cojoni!… e scusate il francesismo. ]
Tra incontri voluti probabilmente dalla provvidenza, sguardi e sospiri, silenzi e brevi frasi, alla fine tutto ovviamente sarà risolto e vivranno tutti più o meno felici e contenti.
Come ogni eroina di Jane Austen che si rispetti avrà il suo lieto fine.

A cura di Rossella Zampieri

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

La Libraia Tascabile, un podcast di Spotify

Non esiste il libro perfetto per tutti, ma esiste il libro perfetto per te.

Potrebbe essere l’incipit di un romanzo, di un romanzo che parla di libri ma in realtà è un podcast (contenuti audio diffusi via internet) chiamato appunto ‘La Libraia Tascabile’ di Cristina Di Canio, prodotto da Chora Media in esclusiva su Spotify.
Di cosa stiamo parlando?
Tutto parte nel lontano 2010 quando Cristina Di Canio, classe 1984, decide di lasciare un contratto a tempo indeterminato per aprire la sua libreria chiamata ‘la Scatola Lilla’ per via delle dimensioni e del colore delle pareti. Oltre ad essere una libraia è anche un formatrice di librai ed una consulente editoriale. Il 1 giugno 2022 è uscito il suo romanzo La libraia tascabile, edito da Giunti Editore. Per lei i social media sono una parte fondamentale della vita di un lettore perché citandola leggere è sempre condividere storie.

Una mattina d’autunno, in libreria arriva la mail di Alberto, un anziano cliente, con dentro l’identikit di una donna: “Non so niente di lei, se non che porta una borsa molto grande, verde acqua, in cui rifugia gli occhi e le mani quando qualcuno la guarda. Cerca qualcosa e non lo trova mai, secondo me fa solo finta, per non incrociare lo sguardo degli altri…”. Alberto sa che Cristina, la sua libraia, saprà trovare il libro giusto per questa donna schiva. E sa che quel libro, come una mano tesa, aprirà la porta a un incontro. Le librerie sono posti così: che a tintinnare sia la porta d’ingresso o la notifica di un messaggio dei lettori, da lì passano i fili di molte vite che intessono con i libri la tela invisibile di nuove storie. Tutto questo però non sarebbe possibile senza il quotidiano impegno di fare la spola con i grossisti, alzare la serranda, aprire scatole, spolverare copertine, gestire fatture e resi… Ci sarebbe da scoraggiarsi, ma la protagonista di queste pagine non aspira a essere una libraia qualunque, lei desidera farsi “libraia tascabile”: sa bene di non poter tenere nel suo piccolo negozio tutti i libri che vorrebbe, di non conoscere tutta la letteratura del mondo, ma vorrebbe poter scivolare nelle tasche dei suoi lettori come una di quelle edizioni economiche che, da ragazzi, ci hanno fatto innamorare per la prima volta. Perché un buon libraio è una creatura straordinaria, che sa far tornare i conti e organizzare eventi, che si sente parte di una grande rete fatta di persone e per questo non teme le nuove possibilità offerte dal web, che – soprattutto – legge instancabilmente i libri e gli animi di coloro che li cercano. In queste pagine la libraia tascabile ci racconta i suoi incontri, ci svela che cosa accade quando la serranda si abbassa, ci contagia con la sua incrollabile fiducia nel potere trasformativo delle parole.


[Se volete acquistare il romanzo cliccate qui!, altrimenti scorrete l’articolo per sapere di più sul podcast]


Dove eravamo rimasti? Ah sì…nel 2010 Cristina diventa la fiera proprietaria de ‘La scatola Lilla’ ed è così che comincia la sua avventura.
Avete presente quando andate in libreria, prendete in mano un libro, leggete la quarta di copertina e quel primo incontro fra voi e la storia non è andata a buon fine?
Ok, bene capita a tutti. Niente panico.
Poi fate dei giri lunghissimi – settimane, mesi, anni – e magari riprendete in mano quel romanzo scartato per svariati motivi e ecco che la storia vi divora e vi apre nuovi orizzonti? Ed ecco la magia.
Rileggendo e consigliando uno stesso titolo la libraia Cristina si è innamorata milioni di volte di diversi personaggi ed ha potuto viaggiare – senza ritardi di voli e senza passaporto! – in mondo di non sospettava neanche l’esistenza.

E ogni volta che ho trovato una storia ho subito voluto condividerla: “Per fortuna il libro non prevede monogamia!”. Il libro dev’essere amato da tantissime persone e amato in maniera diversa. Perché i libri sono questo, i libri sono vita. Ci sono lettori che li stropicciano, piegano le pagine, li sottolineano, anche con la penna! E altri che aprono le pagine con delicatezza. Ci sono lettori che prestano i propri volumi agli amici e altri che ne sono gelosi. E ci sono libri che abbiamo divorato in una notte e altri che ci aspettano in fondo a una pila, sperando che presto venga il loro turno.

La Libraia Tascabile” è quel podcast di cui non credevi di avere bisogno fino a quando non hai ascoltato il primo episodio. Dove i classici ed i titoli contemporanei vengono riscoperti e scoperti e tu vorrai avere subito il libro tra le mani per poterlo leggere.
La Libraia Tascabileè il podcast che ha la capacità di raccontare la letteratura al di là del tempo perché non è importante quando questi libri siano usciti freschi dalla tipografia, l’importante è quanto ancora siano capaci di parlarci, di emozionarci e di farci viaggiare in mondi a noi ancora sconosciuti.

Noi siamo arrivate all’episodio 4, abbiamo già tipo 5 libri in coda da leggere e manca poco alle vacanze.
Sinceramente? Non vediamo l’ora!

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Salem’s Lot (Le notti di Salem): il libro più pauroso di Stephen King diventa un film.

Da poco c’è stato il ComiCon e, nel corso del Salone Internazionale del Fumetto e del Gioco, è stato presentato il nuovo trailer di Salem’s Lot-Le notti di Salem, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo horror di Stephen King pubblicato nel lontano 1975. Per la stesura del romanzo ci vollero 8 mesi: tre per la prima stesura, tre per la seconda e ancora due per il risultato finale.
Il romanzo è dedicato alla figlia Naomi Rachel King, con la frase “… promesse da mantenere.”
Nel 1999, in una prefazione scritta, King discute sul bestseller di Stoker: Dracula, lo scrittore formula una teoria ove sostiene che Il Signore degli Anelli sia molto simile a Dracula, nello specifico Frodo nel ruolo di Jonathan Harker, Gandalf per Abraham Van Helsing e Sauron per il Conte.
Le notti di Salem (Salem’s lot) è il secondo romanzo di King pubblicato dopo Carrie (1974) e durante gli anni ci sono stati parecchi adattamenti televisivi.
Nel 1979 viene realizzata una miniserie TV in due parti Le notti di Salem di Tobe Hooper, diventata in Europa un film da 112′ per il cinema. Nel 1987 fu girato il film I vampiri di Salem’s Lot seguito delle vicende raccontate nella miniserie del 1979. Nel 2004 fu girata un’altra miniserie: Salem’s Lot, più aderente al libro rispetto alla prima versione.
La Warner ha fissato la data d’uscita di Salem’s Lot per il 9 settembre 2022, proprio nello stesso slot in cui era stato programmato a suo tempo IT.
Alcune informazioni sul romanzo ed il trailer del film:

Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell’avvento del Male a Jerusalem’s Lot, meglio conosciuta come ‘salem’s Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell’horror. Questo piccolo classico contemporaneo viene ora riproposto in un’edizione illustrata arricchita da una nuova introduzione, due racconti e un sostanzioso apparato che raccoglie le pagine eliminate nella stesura finale.

Il film è diretto dal maestro dell’horror moderno James Wan e la sceneggiatura è stata assegnata a Gary Dauberman, già sceneggiatore dei due film basati sui romanzi di Stephen King e direttore dell’horror Annabelle torna a casa. Poco si sa su quanto questo adattamento sarà diverso dal libro di King.

Il prossimo film tratto da Stephen King ad arrivare nelle sale sarà Firestarter, di cui abbiamo visto il primo trailer con Zac Efron. Vi lasciamo il trailer qui sotto:

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Arriva il seguito de ‘La verità sul caso Harry Quebert’ di Joël Dicker

“Il primo capitolo è fondamentale, Marcus. Se ai lettori non piace, non leggono il resto del libro. Tu come intendi cominciare?”
“Non lo so, Harry. Pensi che un giorno ci riuscirò?”
“A fare cosa?”
“A scrivere un libro.”
“Ne sono certo.”


Sono passati dieci anni dall’uscita del romanzo ‘La verità sul caso Harry Quebert‘ (titolo originale dell’opera La Vérité sur l’affaire Harry Quebert), edito da Bompiani.
A fine maggio esce ‘Il caso Alaska Sanders‘ continuazione del romanzo che ha fatto parlare di sé per parecchio tempo.
In occasione dell’uscita l’autore Joël Dicker, svizzero classe ’85, parteciperà al Salone Internazionale del Libro. Nel 2012 è stato insignito dei premi Goncourt des lycéens e Grand Prix du roman de l’Académie française ed è considerato uno dei più promettenti scrittori degli ultimi tempi.
Mica male, non credete?
Apprezzatissimo ‘La verità sul caso Harry Quebert’ ha ricevuto numerosi premi in Francia, è stato tradotto in 33 lingue ed è considerato un best seller in Europa. In Italia è rimasto nella classifica della top 10 per diverse settimane.
A detta di alcuni lettori che hanno letto il romanzo sembra ci siano diversi riferimenti: il primo è un omaggio verso Philiph Roth con il suo ‘La macchia umana‘ ed il secondo si pensa essere un riferimento a Lolita di Vladimir Nabokov per la storia proibita con una minorenne.
La scomparsa di una ragazzina invece ricorda la serie tv ‘I segreti di Twin Peaks‘. Parlando di serie tv l’autore ha raccontato in un’intervista che mirava, con questo romanzo, ad ottenere lo stesso effetto che la serie TV Homeland ha avuto su di lui.
“Vedi una puntata, poi un’altra, poi cominci a fare delle stupidaggini tipo vederne quattro di fila di notte così il giorno dopo non riesci a lavorare

Romanzo che non si riesce a mettere giù, a lasciare. La lettura è veloce, quasi famelica, con colpi di scena che tengono sulle spine il lettore per tutta la durata delle settecentosettantanove pagine, almeno così dicono alcuni.
La numerazione dei capitoli è particolare perché è invertita: si parte dal capitolo 31 e si scende tipo ‘conto alla rovescia’.
All’interno del romanzo vi è una piccola guida per chi vuole diventare uno scrittore (i due protagonisti sono due scrittori), infatti all’inizio di ogni capitolo ha come inizio uno scambio di battute sull’arte della scrittura tra Harry Quebert e Marcus Goldman.
Su questo bestseller ci sono pareri discordanti: c’è chi l’ha divorato e chi invece l’ha abbandonato.
Noi non abbiamo ancora avuto modo di leggerlo, ma il libro è stato preso in prestito da una santa biblioteca ed è salito subito in classifica nella lista dei libri da leggere. Vi assicuriamo che è davvero un bel tomo.

Esiste anche una miniserie statunitense del 2018 tratta dall’omonimo romanzo di Dicker diretta da Jean-Jacques Annaud. Composta da 10 episodi della durata di 45 minuti ciascuna. Nel ruolo di uno dei protagonisti abbiamo Patrick Dempsey (compianto Dott. Derek Shepard di Grey’s Anatomy) nel ruolo di Harry Quebert.


Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Guida astrologica per cuori infranti: dal libro di Silvia Zucca alla serie tv su Netflix.


Chiudo gli occhi. E penso alla cassetta di Dirty Dancing. “Nessuno può mettere Baby in un angolo”. E lei con sicurezza si alza e fa vedere a tutti di che pasta è fatta, anche se è bruttina e ha il nasone. La rivincita delle pseudozitelle.

Quarta di copertina: Trent’anni passati da un po’, single (non per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come “tagliatore di teste”. Insomma: non ce n’è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l’astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una “vera” lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l’anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda.

Due edizioni in meno di 5 giorni ed è arrivato subito in classifica: un caso editoriale straordinario.
I diritti di questo romanzo sono stati venduti in 15 paesi prima ancora che venisse pubblicato in Italia.
Guida astrologica per cuori infranti‘ racconta con pungente ironia ed estro i successi e i disastri di una donna piena di vita, di contraddizioni, di speranze e che come spirito guida ha lo Zodiaco. Perché anche se non crediamo nelle stelle, non possiamo fare a meno di guardarle (o di leggere gli oroscopi).
Dopo un successo letterario del genere, potevamo aspettarci che il Sig. Netflix ne tirasse fuori una serie tv, ed infatti: così è stato.
E ci ha visto giusto anche questa volta. Avevate dubbi? Noi, ovviamente no.

“Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno.”

C’è chi guarda l’oroscopo tutte le mattine e chi mente.
Anche se non credete nei segni zodiacali e pensate che sia una boiata immane perdere tempo a leggere l’oroscopo non potrete fare a meno le guardare questa serie tv e vedere cosa si ha da dire sul vostro segno zodiacale.
Prodotta da Italian International Film, a metà tra Bridget Jones e New Girl, ‘Guida Astrologica per cuori infranti’ ci ha tutti convinti fin dal primo minuto.
Diventata una di quelle serie da vedere per poter staccare un po’ la testa e stata creata da Michela Andreozzi e Bindu De Stoppani.
Viene considerata un piccolo gioiellino della televisione italiana e le fantastiche riprese di una splendida Torino valgono metà della serie.
Divertente e carina, senza grandi pretese, la serie tv conta ben 2 stagioni suddivise in 6 puntate, da 35 minuti ciascuna, chiamate (che ve lo dico a fare?) come i segni dello Zodiaco.
E comunque ve lo diciamo, no more Saturno contro. Ci sono buone speranze, in questo 2022, che una gioia arrivi per tutti.

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‘The Time Traveler’s Wife’ – la nuova serie targata HBO

Nell’ormai lontano 31 luglio 2018 l’emittente televisiva americana a pagamento HBO (Home Box Office), il servizio televisivo americano più vecchio e longevo (Novembre 1972) in quel degli States, ha annunciato la produzione della serie tv ‘The Time Traveler’s Wife‘, basata sull’omonimo romanzo best seller di Audrey Niffenegger.
HBO è produttrice di serie televisive di successo come Sex and the City, L’amica geniale, Games of Thrones ed Euphoria (giusto per citarne qualcuna…House of Dragon vi dice per caso qualcosa? Appunto.) e siamo quasi certe che non avrà sbagliato neanche questa volta.
Il trailer della serie, in uscita a maggio, è stato diffuso da qualche settimana, ma ha già raggiunto 787.487 visualizzazioni sulla piattaforma YouTube.
Scritta da Steven Moffat, sceneggiatore di serie del calibro di Sherlock e Doctor Who (ci pare d’intendere che è già esperto di viaggi del tempo), si dice entusiasta di questo nuovo prodotto, infatti dice:

Ciò che è elettrizzante dell’interazione tra viaggi nel tempo e storia d’amore, è che rende il fenomeno comune di un matrimonio completamente felice, di nuovo interessante. Le storie d’amore, o i film d’amore, tendenzialmente finisco all’altare.

Alla regia troviamo David Nutter, noto per aver girato episodi di serie di successo e molto conosciute come ad esempio Smallville, Supernatural, Roswell, Il trono di Spade, The Mentalist.
The Time Traveler’s Wife avrà 6 episodi da 50 minuti ciascuno ed i protagonisti saranno Rose Leslie (la nostra amata Ygritte di Games of Thrones) nei panni di Clare Abshire e Theo James (il bel Quattro della saga Divergent e l’affascinante Sidney in Sandition) nei panni di Henry Detamble.

Nel lontano 2009 questo romanzo è stato già portato sul grande schermo dal regista tedesco Robert Schwentke, con protagonisti Rachel McAdams ed Eric Bana.
La differenza sostanziale tra il film e la serie tv è proprio il punto di vista raccontato: infatti nella serie tv verrà raccontata la vita di coppia durante il matrimonio e si scenderà nello specifico sul dono (o maledizione?) del protagonista Henry.
Non avendo ancora avuto modo di leggere il romanzo (non vi preoccupate l’ho già ordinato per poterlo leggere prima della serie tv), siamo davvero in trepidante attesa.
L’aspettativa è davvero alta, lo ammettiamo, anche perché stiamo parlando di un colosso come HBO ed aspettarsi grandi cose da questa serie tv è quasi scontato.


Quarta di copertina: Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto trentaseienne nel prato di casa. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent’anni e lui ventotto. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata, o sua figlia prima ancora che sia nata…


Chi è Audrey Niffenegger?

Audrey Niffenegger (South Haven, Michigan, 1963) artista visiva, insegna al Columbia College Chicago Center. Oltre al romanzo La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (2005), bestseller internazionale che in Italia ha venduto decine di migliaia di copie ed è diventato anche un film, ha pubblicato le graphic novel The Three Incestuous Sisters (2005), The Adventuress (2006) e The Night Bookmobile (2010).

articolo a cura di @Rossella
Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

Lo strano mondo di Carrie Pilby di Lissner Caren è un film. Lo sapevate? Noi no.

Ci sono delle volte in cui escono film tratti dai libri e lo scopri solamente quando guardi la suddetta trasposizione cinematografica, magari anni dopo.
Il carizzimo Neflix, migliore amico di molti di noi, ha aggiunto al suo catalogo qualche anno fa Carrie Pilby, commedia drammatica del 2016 diretta da Susan Johnson e scritta da Dean Craig e Kara Holden. E indovinate un po’? Esatto: basato su un libro.
In questo caso l’omonimo romanzo best seller (inutile dire messo nel carrello anche questo. Ciaone stipendio!) è ‘Lo strano mondo di Carrie Pilby’ di Lissner Caren.
Sappiamo ben poco di questo romanzo, oltre a non essere così semplice da reperire.
Sul sito dell’autrice è possibile leggere (in inglese) la novella, ecco il sito ufficiale della scrittrice.
Vediamo nel dettaglio:


Quarta di copertina: Carrie Pilby non si sente o proprio agio da nessuna parte. Ha finito il college da poco, ha 19 anni, è un genio ed è convinta di essere circondata da esseri immorali, lascivi, ipocriti. L’unica persona che frequenta regolarmente è il suo analista, e quando questi se ne salta fuori con un piano a cinque punti per aiutarla a scoprire ‘gli aspetti positivi dell’interazione sociale’ Carrie, che preferirebbe starsene rintanata nel suo nido, è obbligata a guardare il mondo sotto una nuova luce.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 9 settembre 2016. A novembre 2016, la The Orchard ha acquisito i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti. Il film è stato distribuito in edizione limitata il 31 marzo 2017, in sei sale, e poi è diventato disponibile tramite video on demand il 4 aprile 2017. E’ stato il film iTunes più visto nella categoria dei film indipendenti per le prime tre settimane dalla sua uscita, ha poi tenuto il terzo posto durante la quarta settimana. In Italia è appunto distribuito su Netflix.

Carrie Pilby è una bambina prodigio di 19 anni che vive da sola a New York City. È sempre la persona più intelligente nella stanza, ma è troppo infelice per godersela. Con difficoltà a interagire, ha difficoltà a frequentarsi e a fare amicizia, ma ha sempre qualcosa da dire. E mentre può analizzare tutto, indipendentemente dalla situazione, ha più difficoltà a capire se stessa.
Carrie chiede al suo terapeuta, il dottor Petrov, in una sessione settimanale perché si pone così tanta enfasi sulla felicità. “Ci sono delle persone brillanti e infelici”. Ma il terapeuta, amico di lunga data del padre (assente e vedovo) di Carrie, è molto consapevole di quanto sia unica. Originaria di Londra, Carrie vive a New York da quando aveva 12 anni, quando sua madre è morta e ora da sola a Manhattan. Ha saltato tre classi, laureandosi all’Università di Harvard a 18 anni. Un anno dopo, lavora per uno studio legale come revisore di bozze su insistenza di suo padre, ma non ha davvero bisogno del lavoro.
Carrie è chiaramente sola e si sente strana, nonostante le apparenze esteriori. Ha trascorso l’ultimo anno in gran parte nascondendosi nel suo appartamento e vedendo il dottor Petrov. Quindi, le crea una lista di cose da fare per aiutarla a uscire dal suo auto-isolamento, “Dai una possibilità all’umanità” e trova gioia nella sua vita: trova un lavoro. Farsi un amico. Prendi un animale domestico. Andare ad un appuntamento. Fai qualcosa che ti piaceva da bambino.
Le sue avventure includono un appuntamento al buio con un ragazzo fidanzato, l’amicizia con un collega estroverso ma gentile e “il ragazzo della porta accanto”, che incontra mentre interpreta un didgeridoo nel vicolo dietro il loro condominio. Alla fine si conoscono attraverso una passeggiata in giro per la città.
Occasionali flashback sulla sfortunata storia d’amore di Carrie con il suo professore di inglese quando aveva solo 16 anni. Queste scene serie aiutano a spiegare le sue contraddizioni: saggezza intellettuale oltre i suoi anni combinata con l’immaturità emotiva di un’adolescente.
Quando Carrie inizia a completare l’elenco, le sue opinioni su sesso, romanticismo e mondo iniziano a cambiare, così come il modo in cui vede le relazioni e l’umanità.

L’avete visto? Avete letto il romanzo? Noi recuperemo al più presto! Non sia mai che ci perdiamo un pezzo per strada.


Chi è Lissner Caren?

Fin dal college, Caren ha lavorato come redattrice di giornali e reporter nel nord del New Jersey, coprendo storie e caratteristiche politiche cruente (e talvolta stravaganti). Ha anche pubblicato articoli seri sul New York Times, sull’Atlantic CityLab e sul Washington Post. Ha pubblicato satira sul Times , McSweeney’s, National Lampoon, la sezione “Funny Women” di Rumpus , Harper’s, il Philadelphia Inquirer, la rivista di ex studenti dell’Università della Pennsylvania e in altri ottimi punti vendita. Vedi i link intorno al sito.
Caren è cresciuta a Freehold e Old Bridge, nel New Jersey, dove la storia e i misteri suburbani l’hanno ispirata a inventare storie. Si è laureata all’Università della Pennsylvania durante i ruggenti anni ’90 e si è trasferita nel nord del New Jersey. Ha co-ospitato “Tuesday Night Trivia” a Manhattan per cinque anni.   
Attualmente sta finendo un nuovo romanzo, oltre a un libro di memorie nerd. 

Pubblicato in: approfondimento

23 APRILE – Giornata internazionale del Libro

Quel Sant Jordi prometteva di essere un giorno da cani.
«Allora quasi quasi è meglio non mettere le bancarelle in strada.»
«Nemmeno a parlarne. Don Miguel de Cervantes e il suo collega don William Shakespeare non sono morti tecnicamente lo stesso giorno, il 23 aprile, invano. Se sono schiattati entrambi con una tale precisione nella stessa giornata, noi librai non saremo da meno e non ci lasceremo intimorire. Oggi usciamo a unire libri e lettori anche se il generale Espartero ci bombarda dal castello di Montjuic.»
«Almeno mi porterai una rosa?»
Il Labirinto degli spiriti, Zafón

Noi, abitanti della penisola a forma di stivale, abbiamo San Valentino il 14 febbraio con cuori e cioccolatini e c’è chi invece ha fiori e libri.
Il giorno 23 Aprile, infatti, non è stato scelto a caso dall’UNESCO per festeggiare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, conosciuta anche come la Giornata del libro e delle rose, festeggiata in tutto il mondo con molti eventi e manifestazioni.
La giornata è basata su una tradizione catalana: in questa data ricorre la festa di San Giorgio, patrono della splendida città di Barcellona e della Catalogna ed è considerato il giorno più romantico dell’anno.
Ma per quale motivo si è scelto proprio questo giorno?
Presto detto! Sono venuti a mancare nel 1616 (manco si fossero messi d’accordo) Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega considerati dei pilastri della cultura universale ed è per questo che si è scelto il 23 aprile. Istituita nel lontano 1996 nasce con l’obiettivo di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright.


La lettura ed i libri, rappresentato tutt’oggi uno strumento di conoscenza e di approfondimento e sono un prezioso mezzo d’informazione di apprendimento culturale. Sono indispensabili per poter superare incertezze e precarietà legate ad una società improntata sulla globalizzazione e sul cambiamento.
Oltre a questo, è opinione di molti, considerare la lettura come un piacere ineguagliabile (anche gratuito se si utilizzano quei fantastici edifici chiamati che noi chiamiamo Biblioteche) capace di portarci in mondi, epoche e vite diverse e poterci dare la possibilità di avvicinarci ad esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo la nostra consapevolezza su quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico e la nostra personale conoscenza del suddetto cosmo.

Tutto parte da una tradizione di origine medievale: la leggenda vuole che sia stato proprio San Giorgio (Sant Jordi) il cavaliere che sconfisse il drago, salvando il popolo e la principessa minacciati dalla mostruosa creatura. Il sangue sgorgato dalle ferite fece fiorire immediatamente delle meravigliose rose rosse, una delle quali venne regalata da Sant Jordi alla principessa. In memoria di questo mitico accadimento, nel giorno dedicato a Sant Jordi – il 23 aprile, appunto – in Catalogna si festeggia regalando un libro e una rosa alla persona amata ed anche i librai donano un fiore, quel giorno, ai lettori per ogni libro comprato.

Photo credit: Casa Batllo, by Karen Matthews


A Barcellona la tradizionale passeggiata per le Ramblas che invade di banchetti pieni di libri e di rose era uno degli eventi più suggestivi dell’anno.
Sempre durante la giornata camminando Lungo Passeig de Gràcia, oltre alle bancarelle di rose e di libri, si può ammirare quella meraviglia di Casa Batlló, il famoso capolavoro di Gaudì. La leggenda di Sant Jordi e il drago rivive sulla facciata dell’edificio con il dragone e con le rose intrecciate (Gaudì infatti si ispirò alla storia di Sant Jordi).

Con il coronavirus non è stato possibile festeggiare come si deve questa giornata, ma si spera che quest’anno sia possibile farlo con tutti i crismi.

C’è anche un libro ad hoc che parla proprio di questo giorno:
Màrius Serra – Il romanzo di Sant Jordi

È il 23 di aprile, giornata mondiale del libro, celebrata gloriosamente a Barcellona. Dalle 5:55 alle 23:59, il tempo scorre in fretta, scandito da capitoli brevi e fulminanti. In un’atmosfera frenetica e festosa, tra banchetti di libri e di rose, maratone di lettura, dirette radiofoniche, feste alternative e feste ufficiali, seguiamo le mosse dell’assassino, di una giovanissima interprete spaesata, di un editore disincantato, di un appassionato di giochi che segue alla lettera gli insegnamenti dell’Uomo dei dadi di Luke Rhinehart, di uno scrittore che vede la trama del suo romanzo realizzarsi pericolosamente nella realtà. Si ride e si sorride parecchio, ma attenzione a non farci distrarre: come diceva Edgar Allan Poe, il posto migliore per nascondere qualcosa è in piena vista, e la soluzione del mistero potrebbe essere sotto il nostro naso… teniamo gli occhi aperti!

Pubblicato in: approfondimento

22 APRILE – 5 libri per la Giornata mondiale della Terra

Riscaldamento globale, abuso dei combustibili fossili, effetto serra, buco nello strato di ozono, isole di plastica grandi come piccoli continenti, aria irrespirabile, migrazioni climatiche e poi ancora pandemia, guerra. Potremmo andare avanti per giorni a elencare e spiegare l’antropocene. Ma la giornata di oggi vuole essere anche uno stimolo per informarsi, per guardare alle buone pratiche che ciascuno di noi può mettere in atto per ridurre il proprio impatto e la propria impronta ecologica.
Non nascondiamoci, certo che possiamo fare qualcosa. No, non tutto chiaramente, non molto in effetti, ma sarà meglio di niente o no?
Oltre a votare persone sensate che facciano interventi veri e non fasulli green deal che cosa possiamo fare?
Ciascuno di noi può fare qualcosa, le famose 3R sono ormai conosciute a tutti:


-Ridurre il consumo di beni e servizi, evitando sprechi e il ricorso a strumenti e attività molto inquinanti;
-Riutilizzare i prodotti usati, imparando a ripararli, riadattarli, condividerli e rigenerarli;
-Riciclare più materiali possibili tramite una raccolta differenziata ben fatta, così da trasformare uno scarto in risorsa (per esempio su questo, avete l'app Junker che vi aiuta a differenziare ogni singolo prodotto ed a gettarlo nell'apposito bidone dell'immondizia?).


Si potrebbe anche andare a calcolare la propria impronta con uno dei tanti tool possibili e gratuiti online, come quello del WWF. E in seguito cominciare, se non lo si è già fatto, a modificare le proprie abitudini personali e familiari nei seguenti ambiti:


- alimentazione;
- mobilità;
- consumo di elettricità;
- gestione dei rifiuti.

Ma stiamo perdendo il focus… ritorniamo alla giornata di oggi e alla sua istituzione.

Da mezzo secolo si lotta per salvaguardare il nostro pianeta e la GMDT è considerata la più grande manifestazione ambientale del pianeta.
Correva l’anno 1969, precisamente Ottobre, quando l’attivista per la pace e sostenitore per un mondo più green, John McConnell, durante la Conferenza UNESCO tenuta a San Francisco, propose di istituire una giornata dedicata alla bellezza del nostro Pianeta.
Un invito a prendere consapevolezza del patrimonio che ci circonda che dev’essere protetto e tutelato.
La proposta ottenne consensi e l’anno successivo, il 21 Marzo 1970, si celebrò proprio a San Francisco la prima giornata della Terra. Un mese dopo venne istituita dal senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson la Earth Day, la giornata della terra, voluta anche dal presidente John Fitzgerald Kennedy.
L’evento, dal carattere ecologista, coinvolse esclusivamente gli Stati Uniti.
A renderla una manifestazione internazionale fu Denis Hayes, primo coordinatore dell’Earth Day, che riuscì a far varcare i confini dell’evento, arrivando a coinvolgere più di 180 nazioni. Ad oggi, questa manifestazione coinvolge un miliardo di persone in ben 192 paesi.
L’Earth Day prese definitivamente forma a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California. Questo disastro ambientale portò il senatore Nelson a decidere che fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.

“Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Si può anche leggere tantissimo in merito, in molte forme differenti, saggi o romanzi e letteratura scientifica. In occasione di questa importante giornata vi consigliamo alcuni libri, alla nostra portata, che affrontano temi riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta.

#1

A un certo punto della loro storia gli esseri umani hanno iniziato a percepire di aver tragicamente incasinato la situazione climatica del proprio pianeta. «Ma come mai nessuno ci ha avvisati prima?» chiesero spaesati in coro, mentre gli scienziati che nell’ultimo secolo avevano cercato di dare l’allarme si accingevano a prendere la rincorsa per tirare ceffoni sul collo all’urlo di «kivemmurt’». Poi arrivò una ragazzina svedese di 15 anni, tale Greta Thunberg, che organizzò uno sciopero e divenne icona mondiale della lotta ai cambiamenti climatici. «Ma allora siete str…!» urlarono gli scienziati. Qualche scettico tra la popolazione si chiese: «Ma perché fanno parlare lei e non parlano mai gli scienziati? Ci dev’essere qualcosa sotto». «Ma allora siete proprio str…» riurlarono gli scienziati, per poi accasciarsi in posizione fetale e morire annegati nelle proprie lacrime. Come è evidente, gli esseri umani sono degli erotomani dell’autodistruzione. Del resto sono i rappresentanti di una specie megalomane che vanta l’invenzione della bretella e delle palline antistress con la faccia di Nicolas Cage, ma soprattutto che è riuscita in pochi secoli a mettere in atto una crisi climatica (quasi) irreversibile. Barbascura X, in questa commedia tragicomica, racconta con sarcasmo e irriverenza il disastro ambientale del nostro tempo attraverso gli occhi di Rino Bretella, l’ultimo malaugurato superstite umano, catapultato casualmente in un futuro molto lontano per un’anomalia spazio-temporale avvenuta nella sua cucina. Un libro che è la parodia di una specie, ma anche il suo manifesto autodistruttivo.


#2

Nostra recensione.
«Non voglio la vostra speranza. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in un’emergenza. Come se la vostra casa fosse in fiamme. Perché lo è.» Greta Thunberg ha parlato chiaro ai grandi del mondo e ha iniziato così la sua battaglia contro il cambiamento climatico, convinta che «nessuno è troppo piccolo per fare la differenza». Lo “sciopero della scuola per il clima” di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutta Europa centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #fridaysforfuture. Greta ha dato inizio a una rivoluzione che non pare destinata a fermarsi, una battaglia da combattere per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno. “La nostra casa è in fiamme” è la storia di Greta, dei suoi genitori e di sua sorella Beata, che come lei soffre della sindrome di Asperger. È il racconto delle grandi difficoltà di una famiglia svedese che si è trovata ad affrontare una crisi imminente, quella che ha travolto il nostro pianeta. È la presa di coscienza di come sia urgente agire ora, quando nove milioni di persone ogni anno muoiono per l’inquinamento. È il «grido d’aiuto» di una ragazzina che ha convinto la famiglia a cambiare vita e ora sta cercando di convincere il mondo intero.


#3

Nostra recensione.

Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».


#4

L’ultima volta che Myra ha sentito la voce della sua primogenita, Row stava gridando. Le urla come una lama, mentre la bambina scalciando cercava di divincolarsi dalla stretta del padre che la trascinava su una barca. Poi, solo una scia d’acqua dove prima c’era la sua famiglia. Sono passati otto anni da allora e il mondo è completamente cambiato. Gli oceani si sono innalzati e hanno trasformato l’America in un arcipelago, i suoi abitanti rifugiati su pochi lembi di terra circondati da una distesa d’acqua. Bande di pirati infestano il mare in cerca di cibo e donne da usare per la riproduzione. C’è chi si allea per creare una nuova società e chi invece naviga in solitudine su imbarcazioni di risulta, tentando di sopravvivere. Indipendenti e fiere, Myra e la sua figlia minore Pearl, di otto anni, veleggiano sulla loro piccola barca, vivendo di pesca e baratto, dopo che la loro casa in Nebraska è stata sommersa, poco prima della nascita di Pearl. Myra non ha mai smesso di cercare la figlia perduta. Dentro il cuore e nell’anima sa che Row è ancora viva. E farà di tutto per trovarla. Finché un giorno, combattendo contro un pirata che sta cercando di rapire Pearl, Myra ritrova fra le sue mani un ciondolo appartenuto a Row, prova che la ragazza è sopravvissuta ma è in pericolo. Abbandonando la sua usuale cautela Myra decide di partire con Pearl verso nord. È un viaggio pericoloso, ma Myra non può fare altro, deve salvare la figlia perduta anche a costo di mettere a rischio la propria vita e quella di Pearl… Un romanzo d’esordio sul cambiamento climatico e uno sguardo pieno di forza ed evocativa immaginazione su quello che potrebbe essere il nostro futuro.


#5

Nostra recensione.

Quando fu inventata più di cento anni fa, la plastica fu presentata al mondo come il materiale delle meraviglie. In effetti, negli anni ha risolto moltissimi problemi. Ora, però, ce ne sta ponendo uno del tutto nuovo: il suo smaltimento. Nel 2050 si stima che negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Una minaccia concreta per la fauna marina e non solo. Le microplastiche ingerite dai pesci, infatti, possono risalire la catena alimentare fino a noi. È vitale, quindi, risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo. Subito. Martin Dorey, scrittore, surfista e fondatore del Beach Clean Network, ci spiega come fare. Grazie alle sue “soluzioni in 2 minuti”, facili accorgimenti da mettere in atto a casa e al lavoro, con i figli o fuori con gli amici, possiamo davvero cambiare le cose in meglio. Evitare l’uso di oggetti superflui come le cannucce, sostituire le posate usa e getta con quelle di metallo e i sacchetti della spesa con borse di cotone, optare per prodotti sfusi o con meno imballaggio, passare dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto… sono tante le azioni che, senza troppa fatica, riducono il consumo di plastica. Piccoli cambiamenti che possono davvero fare una grande differenza.