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Jonathan Strange e Il Signor Norrell, Susanna Clarke

Recensione a cura di Giulietta Frattini

È meglio partire in maniera onesta: sì, ci sono romanzi fantasy che sono scritti in modo più accattivante (e non come un romanzo storico di fine Ottocento), altri che hanno storie avventurose e protagonisti epici (il signor Norrell non è quello che si definirebbe “uno spigliato uomo di compagnia”) e sì, ci sono libri che hanno trame più oscure, e ci sono anche libri più cinici e più spietati nei confronti dei propri personaggi. Ma a dispetto delle quasi 1000 pagine, non c’è un romanzo fantasy come Jonathan Strange & il signor Norrell nel mondo (per lo meno se consideriamo i romanzi fantastici inglesi scritti negli ultimi settant’anni, parola di Neil Gaiman.

Jonathan Strange & il signor Norrell è il primo (ma non unico!) romanzo di Susanna Clarke, un’opera di esordio la cui stesura ha avuto una durata record: undici anni, dal 1992 al 2003 (pubblicato nel 2004) ma capace di fruttare all’autrice il premio Hugo di miglior romanzo nel 2005 (anno in cui è stato pubblicato anche in Italia con Longanesi).

È un libro che bisogna leggere con pazienza ed attenzione, in modo da apprezzare i giochi di parole che i nomi inglesi lasciano intendere (a volte lasciati in originale ma nel complesso stupendamente tradotti in modo da rispecchiare il senso trasmesso dall’originale).

Tutto ciò che appare nel libro è un grande percorso fatto di primi passi (nel mondo nella magia, prima, e poi come maghi), l’esperienza e l’esuberanza, l’egoismo, l’amore, la vita e, insieme, la morte.

La narrazione è costruita come se gli avvenimenti raccontati siano fatti storici realmente accaduti, sullo sfondo delle vicende dei vari personaggi il lettore può seguire anche un’altra storia: quella della mitologia originale (una fusione di vari miti tradizionali inglesi del nostro mondo) grazie ad un ricco apparato di note a piè pagina che riferiscono non solo dettagli biografici sui personaggi storici realmente vissuti, il duca di Wellington, Lord Byron e Giorgio III, ma anche di personaggi fittizi appartenenti al mondo della magia. Tra le note non manca anche una dettagliatissima bibliografia dei volumi e dei trattati sulla magia da cui sono tratte le informazioni che i personaggi si scambiano tra loro. Alcune delle note a piè di pagina sono enormi e interrompono la narrazione. Tuttavia, sono importanti per capire la storia in tutte le sue sfaccettature e aiutano ad aggiungere ulteriore peso alla sensazione di guardare un mondo che è come il nostro (solo meglio).

Punto di congiunzione tra queste due “storie” è la libreria che entrambi i due maghi protagonisti adorano, i libri che consultano e scrivono e, verso la fine, li caratterizzano. I libri sono ovunque nelle vicende dei nostri eroi e le vicende dei nostri eroi sono nei libri, la conoscenza della parola scritta svolgerà un ruolo determinante nell’evolversi della trama.
Norrell è cauto, studioso e autocosciente, Strange è sconsiderato, aperto a nuove conoscenze più pratiche. È ansioso di spingere i limiti del suo insegnante oltre l’approccio limitato alla magia e di mettere in pratica i magici insegnamenti ricevuti.
Combatte nella guerra napoleonica per rendere grande e nobile la magia arricchendone la sua fama mitologica mentre Norrell rimane nella sua biblioteca, a distanza, limitandosi a lanciare magie meteorologiche per spaventare e facilitare l’inseguimento dei francesi. I loro caratteri contrastanti, impuntati sulle proprie ferree convinzioni, li spingono ad agire, a volte, anche in maniera non proprio esemplare.
Strange è giovane, ma è anche pratico per le esigenze del suo paese, non sorprende quindi che l’Inghilterra stessa lo preferisca al suo maestro, il signor Norrell.

«Può un mago uccidere un uomo per magia?” Chiese Lord Wellington a Strange. Strange si
accigliò. Sembrava non gradire la domanda. “Suppongo che un mago potrebbe”, ha
ammesso, “ma un gentiluomo non lo farebbe mai»

I lettori che amano i classici ottocenteschi, con la loro prosa elegante che dispiega la trama senza trascurare nessun dettaglio scenico (l’opera sembra scritta proprio da un’inglese dell’Ottocento, da una Jane Austen alternativa), avranno di che rallegrarsi da questa lettura. Coloro che invece prediligono ritmo e azione rischiano di dover combattere la noia non poco.
La componente magica si manifesta in incantesimi momentanei, dai fini prettamente pratici o, al massimo, scenografici. Nessuno spettacolare duello di magia o altisonante incantesimo da imparare.
L’apice di questo tipo di narrazione lo raggiungono i due maghi protagonisti: i loro scambi di opinioni rappresentano un duello all’arma bianca molto piacevole da seguire.
Certo, non è scorrevolissimo ma neanche difficile.
L’unica pecca sentita in maniera sensibile da un lettore non inglese è il dibattito filosofico sul carattere dell’Inghilterra e sulle distinzioni tra nord e sud, noiose in quanto in qualche modo non accessibili e prive di rilevanza per il lettore straniero. In un certo senso si può leggere tra le righe delle similitudini con il mescolarsi delle diverse culture nel nostro secolo.
Jonathan Strange e il Signor Norrell resta comunque un classico della letteratura fantastica, una favola per adulti descritta con precisione e con una cura tale da volerne ancora nonostante il finale perfetto.

La BBC America è riuscita ad acquistare i diritti per la trasposizione dell’opera, dando vita
nel 2015 ad una serie di soli sette episodi, scritta da Peter Harness e diretta da
Toby Haynes, con Bertie Carvel e Eddie Marsan nei ruoli rispettivamente di Jonathan
Strange e di Gilbert Norrell (che potete vedere sulla copertina dell’edizione più recente del
romanzo).



Quarta di copertina: Il romanzo ci porta in un Ottocento inglese alternativo, in cui la magia c’è stata
davvero ma è ormai scomparsa, rimangono quasi solo leggende come quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza delle fate con la ragione umana.
Ma dalle regioni del Nord, un tempo visitate da elfi e folletti appare, il signor Norrell un uomo dalle straordinarie abilità e capace di far parlare le statue della cattedrale di York. La notizia sembra segnare il ritorno della magia in Inghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizi magici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Si imbatte in ciarlatani, finti indovini, personaggi equivoci e in un uomo, un “mago” riconosciuto di nome Vinculus, che gli parla di profezia in cui due maghi faranno rinascere la magia inglese:

«Due maghi appariranno in Inghilterra. Il primo avrà paura di me, il secondo vorrà trovarmi, il primo sarà governato da ladri e da assassini, il secondo cospirerà per distruggere se stesso. Il primo seppellirà il suo cuore in un bosco oscuro, sotto la neve, ma continuerà a sentire il suo dolore. Il secondo vedrà ciò che gli è più caro in mano al suo nemico»

Uno dei due maghi è sicuramente il signor Norrell. L’altro chi sarà (spoiler, ma non troppo: la risposta si trova nel titolo del romanzo)?


Dicono dell’autrice.

Susanna Clarke, classe 1959, ha avuto un successo clamoroso con il suo romanzo d’esordio Jonathan Strange & il Signor Norrell (Longanesi, 2005): pubblicato in trentaquattro paesi e finalista al Man Booker Prize, il libro ha venduto quattro milioni di copie, è stato accolto come l’opera inglese più grande e originale pubblicata dai tempi di C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien ed è stato definito da Neil Gaiman «il più grande fantasy inglese degli ultimi settant’anni». A quindici anni di distanza, pubblica un nuovo romanzo: Piranesi (Fazi, 2021)

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Segnalazione: Il ciclo delle anime vol. 1 e 2, Maurizio Cometto

Casa Editrice: Delos Digital | Prezzo: € 3,99 solo in ebook | Data di pubblicazione: 16 marzo 2021

Quarta di copertina: Un aliante giocattolo che sparisce in mezzo al cielo. Il richiamo di un rapace proveniente da un’altra dimensione. Pianti di bambini che si odono in fondo a una voragine dentro uno sgabuzzino. Cosa lega tutti questi fenomeni?

Solo la signora Lena lo sa. Lei vive nel retrobottega della sua ferramenta, e attraverso la tenda di perline spia la vita di Vallascosa. Conosce tutti i segreti del paese, molti dei quali riguardano Michele Valloni, un ragazzino in perenne rotta con il padre.

Sarà Michele ad affrontare la misteriosa maledizione della “muta” che incombe su tutti i bambini. Ma si tratterà solo del primo passo verso un’incredibile avventura che lo porterà, per fortuna non da solo, alla ricerca di una città meravigliosa.

Avvincente romanzo fantastico di formazione, dall’ambientazione tanto familiare quanto misteriosa, L’aliante scomparso è il primo volume del ciclo Il libro delle anime.


Prezzo: € 4,99 | Data di pubblicazione: 13 aprile 2021

Quarta di copertina: Volando a dorso di una grande poiana, da una Valframés mutata dalle sue azioni, Michele è arrivato alla Città delle Anime, proseguendo il suo percorso di crescita. Ma prima di affrontare le nuove e terribili prove che lo aspettano, deve orientarsi, comprendere il mondo che gli sta intorno e gli equilibri di potere tra i suoi abitanti: le anime Sognanti, le anime Brillanti e quelle Reiette. Tante cose da apprendere e da capire in poco tempo, per radunare un gruppo di coraggiosi e proseguire il suo viaggio verso il settimo anello e la Coda dello Scorpione, luoghi tenebrosi che custodiscono la risposta a molti misteri.


Dicono dell’autore.

Maurizio Cometto è nato a Cuneo il 29.09.1971.
Tra i suoi libri pubblicati, la raccolta L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici (Il Foglio, 2008), il romanzo per istantanee Cambio di stagione (Il Foglio, 2011), la raccolta di racconti weird Magniverne (Il Foglio, 2018).
Ha pubblicato numerosi racconti in antologie, siti internet e riviste, tra le quali le nostre Robot ed Effemme. Con Delos Digital ha pubblicato la prima versione di L’aliante scomparso, finalista al premio Odissea, del quale verranno presto resi disponibili i seguiti su questa stessa collana, a completamento del ciclo.
Laureato in Ingegneria Meccanica, vive a Collegno.
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Recensione: Il cerchio di pietre, Enrico Graglia

È colpa vostra. Avete smesso di credere a tutto quello che non potete toccare e state distruggendo il vostro mondo, pezzo per pezzo. Però le vostre paure sono intatte. Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso. E così ogni epoca ha i suoi mostri. E noi li incarniamo tutti.

Edito da GoWare editore, ‘Il cerchio di pietre‘ è quella storia che non ti aspetti e che credevi di non aver bisogno di leggere finché non inizi effettivamente a farlo e ti ritrovi così: catapultato dentro, insieme ai protagonisti.
É quel romanzo che salta subito agli occhi, per originalità e stile di scrittura fresco dell’autore; leggi la trama e ti incuriosisce, però non riesci a decidere: a volte noi lettori siamo dubbiosi ed è questo che ci frega. Nella testa una vocina continua a sussurrare: “Però, secondo me quel romanzo, ambientato in Italia…”
Cosa vuol dire poi dark? É un fantasy, un horror? Ma veramente è ambientato in Piemonte? Un cerchio di pietre, ad Asti?
Ti poni molte domande quando inizi a leggere Il cerchio di pietre, ma la risposta finale è una sola, che poi è una domanda: come ho fatto a non leggerlo prima? Perché mi è sfuggito?
L’idea è senza alcun dubbio geniale, sotto ogni sua forma: la trama, l’ambientazione ed i personaggi sono molto ben delineati.
Enrico Graglia, con questo romanzo d’esordio esplosivo, un po’ dark, fantasy e horror, riesce a catturare l’attenzione e a non farla perdere per tutta la durata della lettura; unico nel suo genere sotto molto aspetti, un’interessante lettura.
Accattivante – a tratti particolarmente crudo – non manca di colpi di scena. Non manca di parti piene di brivido ma, se siete appassionati del genere, ci andrete a nozze; se, invece, non siete avvezzi a questo tipo di lettura non escludo un lieve senso di spaesamento.

Lo scontro tra bene e male, le fragilità umana: temi sapientemente trattati attraverso la figura di un giovane uomo che ha appena iniziato a vivere e quella di chi, invece combatte con i propri demoni.
Graglia ha fatto sicuramente centro, con un romanzo di cui senza timore vi consiglio la lettura.

Enrico Graglia è stato così gentile da concederci una piccola intervista, rispondendo ad alcune nostre domande.

1) Come ti è venuta l’ispirazione per “Il cerchio di pietre?”

Anch’io da ragazzo andavo al fiume con gli amici, come Vincenzo, uno dei tre protagonisti del
romanzo; un giorno ho trovato un punto in cui l’acqua era più profonda e scura e ho immaginato
che qualcosa potesse nascondersi lì sotto. Ci sono voluti anni per capire di cosa potesse trattarsi, ma quella è stata la prima immagine, l’idea da cui si sarebbe poi sviluppata – in fasi successive – l’intera trama. Le fonti di ispirazione in corso d’opera sono state moltissime: dalla narrativa di Stephen King e di tanti altri autori del fantastico, agli innumerevoli film horror e di fantascienza visti, alla passione per l’Antico Egitto, all’interesse per antropologia, archeologia ed esoterismo, alla storia e alle tradizioni del Monferrato, ai viaggi in Norvegia, ai sogni, alla scrittura, alle esperienza di vita… posso dire di averci messo davvero tutto me stesso.

2) Quali sono i tuoi ‘scrittori guida’?

Due scrittori hanno influito più di ogni altro sul mio immaginario. A dieci anni ho letto “Il Signore
degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, che mi ha indirizzato al fantastico e resta il miglior romanzo che io
abbia letto. Da adolescente, le opere di Stephen King – tutt’ora il mio autore preferito – mi hanno spinto a scrivere. Sono sempre stato un lettore onnivoro: mi piace spaziare dalla narrativa, classica e contemporanea, alla saggistica, soprattutto di argomento storico e scientifico, ai fumetti. Tra gli scrittori moderni che attualmente leggo più spesso ci sono Richard Matheson, Clive Barker, Terry Pratchett, Joe R. Lansdale, Joe Hill; tra i classici Marcel Proust, Fedor Dostoevskij, Jack London.

3) Hai altri progetti in corso?

In questo periodo sto revisionando il mio secondo romanzo, finito circa un anno fa, e proseguo la stesura del terzo; entrambi attengono alla sfera del fantastico, ma in modi molto diversi. Ho anche ricominciato a scrivere racconti.

4) Come mai hai ambientato il tuo romanzo in Italia?

Perché credo che uno scrittore debba parlare di ciò che conosce. E perché amo profondamente l’Italia in generale e il Piemonte in particolare, tra astigiano e torinese: è la mia terra ed è ricca di tradizioni, suggestioni e spunti narrativi. Il paese immaginario di Castelvecchio d’Asti, dove è ambientata gran parte del romanzo, è la trasposizione letteraria di Castiglione d’Asti – il cui caratteristico campanile compare nell’illustrazione in copertina – , che è il mio posto nel mondo.

5) Lo consideri più un dark, un fantasy o un horror?

Direi che si tratta di un romanzo di genere fantastico, in cui rientrano aspetti dark fantasy e horror, con qualche accenno fantascientifico. Ma credo non sia soltanto questo: c’è anche molto realismo, una forte connotazione territoriale, le dinamiche che legano un gruppo di ragazzi di provincia, una storia d’amore, la vita di un uomo in cerca di riscatto… più elementi, insomma, che prescindono da una classificazione di genere, a volte un po’ limitante.

6) Si nota molto quanto tu abbia studiato per la stesura di questo romanzo. Quanto hai impiegato per scriverlo?

Mi fa piacere che si noti, perché ho dedicato davvero molto tempo alla stesura del romanzo e alla ricerca che c’è dietro. In totale, le varie stesure hanno richiesto circa sette anni, dal 2011 al 2018.
Poi ci sono voluti altri due anni per trovare la casa editrice adatta e concludere il processo di pubblicazione. Nel frattempo, “Il Cerchio di Pietre” ha vinto il premio Vallavanti Rondoni 2019 per la narrativa inedita.

Ringrazio l’autore Enrico Graglia per avermi inviato l’ebook del suo romanzo e aver risposto alle mie domande.



Quarta di copertina: Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre. I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Dicono dell’autore.



Enrico Graglia, nato a Torino nel 1980, non ricorda di aver trascorso un giorno della sua vita senza leggere. In casa non c’era un televisore e nel 1990 Il signore degli anelli cambiò per sempre il suo immaginario, indirizzandolo al fantastico. Al liceo scrisse i primi racconti, ispirato dalla letteratura italiana e rapito dai libri di Stephen King e Clive Barker, che rimangono tra i suoi autori preferiti. Laureato in legge, oggi vive in Piemonte, sulle colline del Monferrato. Il cerchio di pietre, vincitore del premio Vallavanti Rondoni 2019, è il suo romanzo d’esordio.

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Recensione: ‘Sotto i soli di Gwalthur’, Mala Spina

Con ‘Sotto i soli di Gwalthur’ Mala Spina regala fantascienza “Sword and Planet con cyborg imbranati contro aliene feline, dinosauri mutanti e intelligenze artificiali egomaniache. Tra Flash Gordon, Avatar e John Carter di Marte”.

Il romanzo è diviso in capitoli narrati dal punto di vista della protagonista femminile Zorya, cacciatrice nativa di Gwalthur e altri da quello dell’agente Securforce Ben Sawyer. Sono tante le fonti di ispirazione che pervadono tutta la narrazione e a detta della stessa autrice ci sono ‘dentro’ anche film come Il pianeta ProibitoGuardiani della galassia e Avatar. Il romanzo è una grande avventura di scoperta e peripezie ed infatti, l’idea iniziale di Sotto i soli di Gwalthur è quella di un re-telling di Le avventure di Robinson Crusoe.

La definizione esatta del genere a cui appartiene Sotto i Soli di Gwalthur è il PLANETARY ROMANCE, dove Romance è inteso come Romanzo. Si tratta di storie basate sull’esplorazione e la scoperta delle meraviglie di pianeti alieni esotici e spesso primitivi.

Ma tralasciando le categorie, i generi e sottogeneri, è impossibile non amare questo bel romanzo avventuroso e divertente.
Duecentosessantacinque pagine con sedici illustrazioni sono proprio poche quando la narrazione corre al ritmo di dinosauri assatanati e inseguimenti da parte di umanoidi cacciatrici inferocite. Impossibile è anche non amare Ben Sawyer e Zorya: il primo è un umano con un braccio bionico e un chip neurale, argomento che non ama particolarmente come impareremo nel corso della lettura, mentre la seconda è una giovane cacciatrice appartenente ad una tribù autoctona del pianeta, è quasi umana se non fosse che è parzialmente ricoperta di pelo e dotata di coda.

Insomma non dobbiamo dare nulla per scontato mentre voltiamo una pagina dietro l’altra di questo avvincente romanzo, non scontato e ben architettato. La scrittura scivola via veloce e si ha l’impressione che i due protagonisti, con l’aggiunta dell’intelligenza artificiale Kowalski, siano perfettamente costruiti e fatti per essere letti da noi.
Un plauso anche alla ‘questione femminile’ che pervade il romanzo, la nostra Zorya vuole evadere dalle costrittive leggi della sua tribù e si arma di coraggio e forza nel distaccarsi da tutto quello che conosce per seguire il suo sogno e la sua volontà nonostante le enormi difficoltà a cui andrà incontro.
Troverà sul suo cammino Ben Sawyer, anche lui un uomo costretto, un soldato addestrato che ha dimenticato chi è a causa del chip neurale che gli hanno impiantato quelli della potentissima Corporazione e solo grazie ad un caso fortuito recupera parzialmente la sua libertà di pensiero.
La loro diversità parrebbe insormontabile ma di fronte alle difficoltà trovano la loro strada anche se fatta di difficoltà e coraggiose azioni, combattimenti e incomprensioni che spesso virano in gag ironiche.
L’intelligenza artificiale e il confronto tra il cyber e il reale, materico mondo è trattato con grande capacità narrativa, inoltre la tensione tra i due protagonisti è ben costruita e mai scontata.
Adatto a chiunque ami la fantascienza ma anche a chi non predilige il genere, per la sua godibilità può piacere anche alla fascia definibile YA. Qualche ora di intrattenimento puro e di buon livello sono assicurati con questo romanzo edito da Plesio.
Sarebbe davvero bellissimo se l’autrice tornasse a raccontare ancora altri accadimenti sotto i soli del pianeta Gwalthur.

Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle legge tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur

Dicono dell’autrice.

Mala Spina è lo pseudonimo di una scrittrice toscana appassionata di narrativa del fantastico e collezionista di fumetti. Lavora nel campo dell’editoria, illustrazione digitale e web design.
Scrive storie Fantasy, Steampunk e Horror. Ha pubblicato in proprio l’urban fantasy “Victorian Horror Story”, la black comedy horror “Il Mangiapeccati” e la serie fantasy-sword and sorcery “Altro Evo”.
Ha pubblicato racconti brevi in varie antologie: “L’oro dell’uomo nero” in Zappa e Spada per Acheron Books. “Testa di santo” in Eroica per Watson Edizioni. “Quattro regole di sopravvivenza agli zombie” in Zomb! Saga per Dunwich Edizioni. “Ultimo treno per Uomo Morto” in N di menare per Lethal Books.
Sito Internet: www.AltroEvo.com

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Un’umile rubrica: Una serie di sfortunati eventi, un infausto evento

Il Bistrot dei Libri presenta

un’umile rubrica a cadenza mensile sui volumetti di Una Serie di Sfortunati Eventi di Giulietta Frattini – Un Interessante Inizio (Una Serie di Straordinari Libri)
Lemony Snicket – Un infausto inizio (Una Serie di Sfortunati Eventi)

Il primo libro della saga de Una Serie di Sfortunati Eventi è senz’ombra di dubbio uno dei più famosi romanzi per ragazzi, complice anche la sua comparsa nell’omonimo film del 2004 e di una serie Netflix di grande successo (tre stagioni, dal 2017 al 2019).

“Se vi interessano le storie a lieto fine, è meglio che scegliate un altro libro. In questo non solo non c’è il lieto fine, ma nemmeno un lieto inizio e ben poco di lieto anche in mezzo”

Il libro racconta la storia di tre fratelli molto sfortunati: Violet Baudelaire (l’inventrice), Klaus Baudelaire (il lettore) e Sunny Baudelaire (dai denti affilati),ma noi li sentiremo più spesso chiamare gli orfani. Fin dalla prima pagina viene messo bene in chiaro il leitmotiv del romanzo: la morte e come viene affrontata. I ragazzi si trovano sulla riva di Spiaggia Salmastra e ricevono la terribile notizia dell’incendio nella loro casa e della conseguente morte dei loro genitori. Incaricato di portarli dal loro tutore, il signor Poe, l’ingenuo banchiere di famiglia, li porterà dal malvagio Conte Olaf.  Senza farsi scrupoli l’uomo tenterà di impadronirsi in tutti i modi dell’enorme patrimonio degli orfani, arrivando addirittura a sposare la povera Violet, mascherando il tutto con una commedia teatrale. Infine, una volta scoperto, il conte Olaf è costretto a scappare (senza però pagare le conseguenze delle sue azioni… lo rivedremo presto) e i ragazzi verranno accompagnati dal signor Poe dal nuovo tutore.

Dalla sinossi pare un libro triste: ai giovani orfani accadono molti eventi sfortunati in serie (come da titolo della saga): perdono la casa, nell’incendio muoiono i genitori e il loro tutore si rivela un uomo che vuole solo la loro eredità. Tre bambini intelligenti e dalle capacità straordinarie vittime di un mondo di adulti malvagi (o sprovveduti, come il signor Poe o la giudice Strauss), ma la tristezza dura poco: procedendo nella lettura il lettore scopre che in realtà è un libro divertente e molto avventuroso. Non si può che immedesimarsi nei giovani Baudelaire e fare il tifo per loro, tenendo il fiato sospeso per scoprire se i loro piani per sfuggire ai tranelli del Conte Olaf faranno sì che il bene trionferà. 

Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è che l’autore, Lemony Snicket, dialoga spesso con il lettore inserendosi nella prosa: spiegando il significato di alcune parole [«Ultimamente» disse il Conte Olaf, «temo di essere stato scostante». La parola ‘scostante’ è meravigliosa, ma non descrive esattamente il comportamento del Conte Olaf verso i ragazzi. Essa non descrive una persona che mette tre persone a dormire in un solo letto, le costringe a sbrigare lavori pesanti e le prende a schiaffi.] o raccontando fatti accaduti nella sua vita (addirittura invita più volte ad abbandonare la lettura del libro per dedicarsi a letture a detta sua più divertenti…)

Curiosità. Il vero autore è Daniel Handler, ma tutta la vicenda è raccontata come se il narratore fosse “Lemony Snicket”, personaggio di fantasia, il cui nome compare sulla copertina di tutti i libri e a cui vengono attribuite la presentazione e la conclusione del volume.

Questa lettura (ma in realtà tutta la serie) è un classico per ragazzi, ma io mi sento di consigliarlo anche a lettori adulti che amino l’ironia (a volte un po’ nera), il citazionismo letterario (vi dice nulla il cognome dei Baudelaire? O i figli Edgar e Albert del signor Poe?), e i libri brevi. I capitoli sono scorrevoli e si prestano particolarmente bene anche alla lettura ad alta voce, vista la trama molto lineare.

Quindi, se volete seguire le avventure degli orfani Baudelaire e risolvere tutti gli enigmi di questa serie, non posso fare altro che dirvi: continuate a leggerci!

Al prossimo mese con La stanza delle serpi!

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A cura di Giulietta Frattini

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Segnalazione: Sotto i soli di Gwalthur – Mala Spina

Casa Editrice: Plesio Editore| Prezzo: € 13,00 | Data di pubblicazione: 28 dicembre 2020 | Link Amazon


Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle leggi tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur.


Dicono dell’autrice:

Mala Spina è lo pseudonimo di un’autrice toscana appassionata di fantastico che lavora nel campo dell’editoria, illustrazione e web design. Ha pubblicato l’urban fantasy Victorian Horror Story, la black commedy Il mangiapeccati, la serie Altro Evo e il libro interattivo Gremlins ad alta quota. Il suo sito è http://www.altroevo.com

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Segnalazione: I legami delle tenebre. Inganni – Francesca Caizzi

Editore: Plesio Editore| Prezzo: € 15,00 | Data di pubblicazione: 15 dicembre 2020 | Link Amazon


Quarta di copertina: C’è qualcosa oltre il mondo che vediamo. Le tenebre strisciano nelle esistenze degli uomini, minacciandoli senza che questi se ne accorgano. Max lo sa. È più di una vita che insegue e dà la caccia alle creature degli inferi, fuggendo dai demoni che attanagliano la sua anima. In una Vancouver ignara delle creature che la infestano, una nuova minaccia si affaccia sulla scena, costringendo Max e la sua Squadra Omega a intervenire. Presto sarà costretto a confrontarsi con il passato, rivelare segreti sepolti e fare i conti con le conseguenze di un accordo stretto con il Diavolo in persona.


Dicono dell’autrice:

Francesca Caizzi è appassionata di serie tv, videogiochi, libri e fumetti. Ama i k-drama e gli anime. Insegna scrittura creativa alla Scuola di Fumetto Inkiostro di Foggia.
È arrivata tra i 300 finalisti di IoScrittore 2017. Ha esordito con il fumetto FANGO, per Edizioni Inkiostro.
I legami delle tenebre – Inganni è il suo primo romanzo.

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Segnalazione: Pericoli di un viaggio nel tempo, Joyce Carol Oates

Casa Editrice: La Nave di Teseo | Prezzo: € 19,00| Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2021

Quarta di copertina: Adriane S. Strohl vive negli SNAR (Stati del Nord America Rifondati) una confederazione nata dopo i Grandi Attacchi Terroristici e la conseguente Guerra Contro il Terrore. Uno stato retto da un governo onnipresente e opprimente che non consente nessun tipo di dissenso. Adriane è solo una ragazzina di diciassette anni, idealista e curiosa, quando viene arrestata dalla Sicurezza Interna per aver osato fare delle domande a scuola. La sua condanna è quella di essere rimandata indietro nel tempo di ottant’anni e di scontare la pena a Wainscotia Fall, nel Wisconsin, per studiare nella locale università. Lasciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione” per poter poi tornare a casa, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere sul mondo Wainscotia e sulla realtà che è costretta a vivere, con risultati al contempo devastanti e liberatori. “Pericoli di un viaggio nel tempo” è un romanzo distopico, visionario e sorprendente, che racconta la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva, ma è anche una potente storia d’amore, splendidamente narrata dalla più grande scrittrice americana contemporanea.

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Segnalazione: La superficie della realtà – Biro, Libero Parri, Simone Lombardi

Casa Editrice: Edikit edizioni | Prezzo: € 16,00 cartaceo, € 4,99 | Data di pubblicazione: 2 Ottobre 2020

Quarta di copertina:
Valery è un’assassina cinica e spietata al soldo di Ipersfera, una società
antichissima e segreta. I metodi violenti e coercitivi dell’organizzazione la spingono presto a ribellarsi e a voler mettere alla prova l’esistenza di
Ipersfera stessa.
Progetta quindi di uccidere l’unica persona che rappresenta un legame tra lei e la società: la sua diretta superiore, la sua guida e mentore. Il piano però non
andrà secondo le aspettative di Valery, scatenando un vortice di imprevisti e colpi di scena.
Attraverso le parole di Parri, le illustrazioni di Biro e la colonna sonora di
Lombardi, sarete trascinati nel mondo di Valery; un mondo oscuro, fatto di haiku, tatuaggi, assassini e galeotti.



Dicono degli autori.

Biro (illustratore) nasce a Brescia nel 1974 e da quando ha memoria disegna le creature che gli affollano la mente. Nel 2005 decide di aprire un laboratorio di idee che chiamerà l’Ozio: uno spazio dove lavorare e ospitare differenti realtà artistiche. Si possono apprezzare i sui murales in diversi bar e ristoranti di Brescia (Latteria Molloy, Box Pub, Bar 24h), su alcune scuole e teatri (Scuola primaria di Flero, Teatro Comunale di Borgosatollo) e nel giardino botanico Heller Garden. Ha inoltre lavorato diversi anni come docente presso l’Istituto San Clemente e vinto il premio come miglior installazione all’Ambient Festival e come migliore illustrazione per la rivista Historieta Patagonica. Tra le sue pubblicazioni, il fumetto “Zero e Uno” (Maledizioni) e il libro di illustrazioni “Buon viaggio Tarek” (Liberedizioni).

Simone Lombardi (compositore) pianista da una vita, si occupa di colonne sonore da 15 anni. Compone musica per immagini, installazioni e performance teatrali.  Nel 2019 è uscito il suo primo disco solista, “7Words” album dalle sonorità neoclassiche. Insegna all’accademia Santa Giulia di Brescia Sound Design, Mix e Audio. Vive e lavora a Brescia.

Libero Parri (autore), classe 1981, vive, legge e sogna a Castegnato, un borgo alle porte di Brescia. Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “L’isola delle idee” (Bookabook). Dal Maggio del 2019 collabora con l’emittente digitale Radio Play Time in qualità di speaker, conducendo la rubrica “Tokyo Blues”, dove  intervista persone che hanno mollato tutto per inseguire il proprio sogno.