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Il nuovo libro di Licia Troisi: ‘Poe. La Nocchiera del Tempo’

Finalmente ritorna Licia Troisi con un fantasy dai risvolti fantascientifici: non vediamo l’ora di conoscere la protagonista femminile che si preannuncia foriera di una carica eccezionale.

Sarà il primo volume di una nuova saga intitolata ‘Le guerre del multiverso’, definita per ragazzi ma sicuramente adatta a essere letta un po’ da tutti.
‘Poe. La Nocchiera del Tempo’ uscirà l’otto marzo edito da Rizzoli e con una copertina davvero bellissima!
Sono già disponibili le prevendite in formato cartaceo e digitale.

Prezzo: 17.00 €
Pagine: 480
Tipologia: CARTONATO
Data di uscita: 08/03/2022

La quarta di copertina:
Poe è un’umana, che deve fare i conti con una Terra devastata da una misteriosa catastrofe. Allontanata dal suo mondo come reietta all’età di quindici anni, ha perduto tutto: amici, affetti, posizione sociale, ma grazie alla sua straordinaria forza d’animo, al coraggio e alla spavalderia ha saputo cavarsela, e oggi, a venticinque anni, è una Cercatrice abile e famosa, una dei pochi in grado di viaggiare attraverso i Pozzi, passaggi interdimensionali che collegano tra loro i mondi del multiverso. Quando le viene affidata la missione di recuperare per un misterioso committente un’arma devastante, tanto potente da fomentare una terribile guerra sul pianeta Mechanica, le viene affiancato Damyan, Cercatore come lei ma dalle orecchie a punta, i capelli ricci e verdi e gli occhi arancioni. A Poe la cosa non piace per niente: lei è abituata a cavarsela da sola, nel bene e nel male, la responsabilità di un compagno può essere un impedimento e trasformarsi in un peso troppo grande da portare. Nonostante tutte le sue resistenze, giorno dopo giorno i due diventano una squadra formidabile. Ma questa volta portare a termine la missione non basterà, questa volta Poe decide di andare a fondo di tutto ciò che c’è dietro, e invece di consegnare l’arma ai committenti architetterà un piano che la riporterà al passato, alle sue origini, agli affetti, e forse anche a una sorella che credeva perduta per sempre.

Chi è l’autrice?
Licia Troisi è nata a Roma nel 1980. Ha iniziato a scrivere da bambina e non ha mai smesso, neppure mentre studiava per prendere la laurea in astrofisica. Ha esordito come autrice nel 2004 con Le Cronache del Mondo Emerso, alle quali sono seguite, tra gli altri, La Ragazza Drago, I Regni di Nashira e La Saga del Dominio. Ha conseguito un dottorato di ricerca in astronomia ed è anche autrice di libri di divulgazione scientifica, tra cui l’ultimo La sfrontata bellezza del cosmo, vincitore del Premio Cosmos e finalista del Premio Asimov. Ama leggere – anche fumetti, in particolare i manga – e ascoltare musica rock e classica, ma più di tutto i Muse.

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Crystallum Saga, Giovanni Cacioppo – segnalazione

Editore: Self Publishing | Prezzo: € 18,99 | Data di pubblicazione: 27 novembre 2021

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Assediata dal più potente esercito del continente, la città di Amanastre invoca l’insperato aiuto del suo antico custode. L’ultima speranza dei popoli rimane legata a doppio filo al tesoro celato nei secoli.
La caccia alle ombre ha inizio. Forte di una nuova determinazione, Cora, con l’aiuto di Meyane e Gherial, partono per una ricerca serrata contro un nemico sfuggente e meschino, tra foreste minacciose, valli dimenticate e deserti mortali.

Nuove storie si diramano davanti agli occhi dei giovani di Lud, mondi lontani attendono di essere liberati e il destino del mondo è tenuto stretto tra le loro mani.

1.
A detta della signora Flint dovevano trovarsi un lavoretto estivo. E ufficialmente era proprio questa la loro intenzione.
Come se Aran e Cora avessero potuto anche solo immaginare di rubare una collana, coinvolgere il povero Fez e attraversare il continente. Tutto questo per assistere al più grande evento degli ultimi anni.
Ma loro avevano deciso di mettere la testa a posto, lo avevano detto chiaramente e soltanto i malpensanti avrebbero potuto supporre il contrario. I malpensanti… ed Elidana. Perché lei ha sempre qualcosa da ridire.
II.
Sono passati anni dalla loro separazione. Ma il rimorso, la paura, la colpa, sentimenti che fanno ormai parte del passato.
Sentieri pieni d’insidie attendono di essere calpestati.
Il tempo della fuga è terminato, adesso è il momento di riprendere in mano il proprio destino. Riparte da qui l’avventura di Cora e dei suoi amici. Ma, ricorda, non tutto è come sembra, non tutto è come viene raccontato e loro, faranno bene a tenerlo a mente.

III.
Le ombre si sono mosse, gli equilibri del continente si sono incrinati.
Una voce trasportata dai venti del nord porta con sé l’eco del cambiamento, ma è nel passato che Cora dovrà trovare risposte, un passato che affonda le mani nell’origine delle sue sventure.
Nel deserto, intanto, Sabbia brama vendetta, un desiderio che lo spingerà verso un destino a cui non era preparato.
Tra antichi misteri ed eredità riscoperte, il giro di boa è a un passo.
Numerose verità verranno a galla e districheranno la matassa di incertezze che ha accompagnato i personaggi durante la loro avventura.
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Book jumpers, Mechthild Gläser – recensione

Book Jumpers (Die Buchspringer) 
di Mechthild Gläser, Giunti, pag. 352, euro 12
Amy Lennox ha lasciato la Germania per passare le vacanze sull’isola scozzese dove è nata, e dove ancora vive sua nonna, nel castello di famiglia. Nonostante le proteste della madre di Amy la nonna rivela alla ragazza che alla loro e a un’altra famiglia, la famiglia Macalister, nel castello vicino è affidato un compito molto importante da secoli, ovvero impegnarsi a proteggere la letteratura. Per poterlo fare, sono dotati dall’età di cinque anni a quella di venticinque della capacità di ‘saltare’ dentro ai libri per controllare che tutto si svolga per il verso giusto, con l’obbligo di non interferire con le trame. È così che Amy conosce Will e Betsy, eredi dell’altra famiglia, e subito dimostra un gran talento nel rapporto con i libri. La trama è intervallata da frammenti di una fiaba bruciata per sbaglio secoli prima, i cui personaggi (una principessa, un cavaliere e due cortigiani), usciti dal mondo letterario, vivono tra gli uomini. Il cavaliere e i due cortigiani insegnano vestiti da monaci le regole per i nuovi eredi, mentre la principessa è scomparsa. Verso la metà del romanzo iniziano i problemi, perché un misterioso ladro ha cominciato a rubare le idee che contraddistinguevano dieci libri, così comincia la ricerca, che non impiega molto per volgere alla soluzione.

Mechthild Gläser (Essen, 1986) è una scrittrice tedesca di letteratura fantasy. Ha studiato Politica, Storia ed Economia; vive nella regione della Ruhr. Le piace inventare storie e ha presto iniziato a scriverle, il suo romanzo, Book Jumpers, ha catturato in pochissimo tempo l’attenzione del web e ha esaurito, in soli tre mesi, le prime due tirature, divenendo in Germania un immediato best seller.
Nel 2013 è stata premiata con il Premio Seraph nella categoria esordienti per il suo primo romanzo Stadt aus Trug und Schatten.

I suoi lavori:

La recensione
[a cura di Bianca Casale]
Le premesse erano davvero delle migliori, idea di base sogno di ogni lettore che si rispetti: entrare e uscire a piacimento dal mondo letterario. Poi però arriva la dura realtà, l’enorme potenzialità di questo romanzo si scontra con una narrazione carente e una caratterizzazione dei personaggi a volte davvero ai limiti del cliché paradossale. Tutti gli adulti in questo volume sono degli incapaci e si barcamenano in maniera egoistica tra l’abbandono dei figli e l’idiozia più assoluta.
Ma non è tutto da buttare, sia inteso. Sarebbe soltanto da riscrivere da capo tenendo il plot e buttando tutto il resto.
Anche l’ambientazione, una romantica isola scozzese, risulta uno sfondo poco definito e manca completamente della presenza che ci si aspetterebbe da una natura così forte e aspra come quella del nord della Scozia.
Lo spunto Montecchi vs. Capuleti, alias la secolare rivalità delle due famiglie a cui appartengono i due rampolli protagonista e co-protagonista è sviluppato a livello scuola dell’infanzia. Si tratta di un romanzo definito YA ma la situazione in realtà è che, forse, risulta adatto a ragazzi delle medie, a prova di questo l’editore Giunti lo consiglia per età di riferimento 12 anni.
Tralasciando l’estrema prevedibilità della storiella amorosa tra i due suddetti rampolli, priva di qualunque pathos e tensione, rimane solo l’intreccio che in effetti scorre velocemente e fa giungere alla fine in pochissimo tempo.
Risultato complessivo raffazzonato e poco soddisfacente, lascia con la sensazione che manchi qualcosa ed è un vero peccato perché sarebbe stato un grandissimo romanzo d’avventura se si fosse spinto un po’ di più sulla prosa e sulla costruzione di personaggi e ambientazione.
Speriamo che nei successivi romanzi la Glaser sia maturata in tal senso.
Immediatamente si fa il paragone con ‘Il caso Jane Eyre‘ di Jasper Fforde dove però vi era il filo portante dell’ironia oltre a una concordanza nella trama che qui manca del tutto. Ma, dobbiamo dirlo, non era un romanzo definito per ragazzi quindi in effetti il paragone regge solo fino ad un certo punto: salti nel mondo letterario.
Riassumendo: per noi Book Jumpers è un’occasione sprecata quasi del tutto se letto da un pubblico adulto ma sicuramente godibile per ragazzi tra i 10 e i 15 anni.

Per meglio rendersi conto ecco un estratto:

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FantasyEra: un magazine per il Fantasy!

Dal 17 giugno è stato dato il via alla campagna crowdfunding per realizzare il magazine Fantasy Era. Prospettive inedite sul genere saranno al centro del nuovo cartaceo dedicato all’immaginario fantasy. Con un occhio particolare alla sostenibilità.

Il 17 giugno è partita la prima campagna Kickstarter di Fantasy Era, portale di informazione dedicato al fantasy e alla cultura fantastica. La campagna di raccolta fondi è destinata a finanziare la produzione del semestrale cartaceo, realizzato dalla redazione, dai collaboratori e dai partner.  


In caso di raggiungimento dell’obiettivo di finanziamento, l’obiettivo sarà quello di divulgare il fantasy e le sue innumerevoli declinazioni, grazie ad approfondimenti tematici, contributi di artisti e scrittori, rubriche e articoli dedicati alla pop-culture. Un numero da collezione, il numero zero, in parte interattivo e capace di far respirare la vera ampiezza di un genere spesso vituperato, di cui spesso si ignorano le storiche origini; il progetto è rivolto a chi voglia coltivare la passione, essere aggiornato sulle novità e scoprire nuovi luoghi e prospettive differenti. Tra le firme del numero d’esordio, Licia Troisi astrofisica e autrice fantasy italiana più venduta al mondo, grazie al successo delle saghe del “Mondo Emerso”; Oronzo Cilli, collezionista, membro della Tolkien Society inglese e direttore della Collana di studi sulla vita e sulle opere di J. R. R. Tolkien; Andrea Tortoreto, docente di filosofia, autore del volume Filosofia della Fantascienza. Oltre a monografie e saggi accademici ha pubblicato racconti di fantascienza sulla Writers Magazine Italia e su Il Magazzino dei Mondi


«Dietro al progetto di Fantasy Era Magazine c’è una redazione che lavora insieme ormai da anni – spiega la creatrice e responsabile del progetto, la giornalista Valentina Isernia – nata nel 2016 dall’idea di riunire appassionati di tutta Italia. Sono i redattori, gli artisti, i videomaker e content creator accomunati dalla passione per il genere che hanno voluto partecipare e contribuire a comunicare un mondo affascinante e emozionante con un occhio di riguardo anche alla storia e, sorprendentemente, alla scienza». 

Fantasy Era è un portale web ma è anche social, con una pagina FB che conta quasi 24mila follower.

«In un periodo difficile per i giovani che vogliono tentare di intraprendere percorsi nuovi, abbiamo puntato sui potenti strumenti offerti dal web per concedere la possibilità al gruppo di autofinanziarsi, creando con le proprie forze, dai contenuti alla veste grafica e al materiale promozionale, qualcosa che fosse la sintesi di ciò che li appassiona. L’obiettivo è colmare un vuoto presente nell’attuale proposta editoriale».

Un progetto che, in linea con i principi dei suoi creatori, guarda al futuro con l’obiettivo della sostenibilità: «Abbiamo molto a cuore la lotta alla sostenibilità – spiega Bianca Casale, architetta e caporedattrice, curatrice del blog partner Il Bistrot dei Libri – ed è per questo che abbiamo deciso di inserire fra i goal della campagna la stampa su carta riciclata; ci rendiamo conto che si tratta di un rischio, dato l’inevitabile aumento del costo, ma siamo certi della consapevolezza che si tratti di un investimento che ripaga noi e i nostri lettori».

Fantasy Era, inoltre, è progettata seguendo principi di inclusività linguistica e culturale. Al di là delle tematiche trattate, la versione su carta verrà realizzata con un’attenzione particolare al linguaggio di genere e all’utilizzo per i testi interni di font ad alta leggibilità.


Un progetto curato da un team di professionalità eterogenee, ma tutte formate negli anni da esperti del settore dell’informazione all’etica giornalistica. A sostenere il team, è infatti la cooperativa di giornalisti IdeaDinamica, team di giornalisti professionisti eclettici e multidisciplinari:

«Siamo felicissimi di sostenere questo ambizioso progetto editoriale – spiega Mario Maffei, presidente della cooperativa di giornalisti IdeaDinamica – non solo perché la sua ispiratrice, Valentina Isernia, è vicepresidente della nostra casa editrice, ma anche perché manca in Italia una rivista “colta” su un filone letterario amatissimo dal pubblico».

Alle dichiarazioni di sostegno si è unita anche Marilù Mastrogiovanni, giornalista e presidente del premio mondiale per la libertà di stampa “Guillermo Cano” dell’Unesco:

«Valentina ha inseguito questo sogno con caparbietà fin da giovanissima, entrando nella redazione del giornale d’inchiesta “Il Tacco d’Italia” in punta di piedi, appena maggiorenne, conquistandosi uno spazio tutto suo e costruendo la sua professionalità con umiltà. Ha coltivato il suo talento con rigore e le ali che le sono spuntate sono più forti di quelle dei suoi draghi, ma lievi e delicate, come quelle delle sue fate. Immersa nel suo mondo magico, è la persona più concreta, forte e tenace che io conosca; la “nostra” vicepresidente è un esempio per tutti noi! Vola, Valentina, Vola!»

La campagna terminerà il 16 luglio 2021 e la rivista, insieme alle ricompense, sarà inviata ai suoi sostenitori nel mese di ottobre 2021. Tutti i contenuti e gli ospiti del numero zero sono disponibili al link della campagna Kickstarter.

Info e contatti:

 Ufficio Stampa Fantasy Era
 Valentina Isernia

  Il Nostro Asporto - Capriccio di Como
391 7246389
redazione@fantasyera.it
www.fantasyera.it

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Il priorato dell’albero delle arance -Samantha Shannon

Recensione dello ‘special guest’ Fabrizio Pressi 

Trovo difficile avvicinarmi ai romanzi ‘fantasy’ e non per il fatto che i mondi del ‘fantasy’ non mi piacciano, anzi, son sempre altissime le aspettative, la voglia immensa di finir rapito in un mondo fantastico di eventi mirabolanti col rischio di rimanere deluso da cliché e stereotipi sviluppati malissimo, da personaggi piatti più delle pagine del libro sul quale son scritti: non è il caso del “Priorato dell’albero delle arance”. Promosso a pieni voti per quanto mi riguarda.

Bisogna non farsi scoraggiare dalla grandezza del volume, 816 pagine, insolito in un periodo storico dove, per far fronte all’esigenza editoriale ed al marketing, nonché ad un’aumentata pigrizia del “medio lettore”, si tende a suddividere tutto in saghe invece di presentare al pubblico un libro voluminoso; non è stato il mio caso, avendolo letto in formato digitale, non lo sarebbe stato ugualmente ed anzi, vista la bellezza del romanzo acquisterò anche il cartaceo, non me ne vogliate: si tratta di una forma di ‘feticismo da libro’.

Detto ciò, parliamo della storia del priorato, cerchiamo di capire se vale davvero la pena di perderci fra le sue pagine: per me sì, eccome.

L’autrice parte fin da subito, in un gioco sapientemente sviluppato, rimbalzando da capitolo a capitolo tra Oriente ed Occidente sviluppando parallelamente la vicenda su due fronti differenti che via via si intrecceranno. Scopriamo di esser stati catapultati all’interno di un mondo che presenta tre grandi territori —l’Oriente, l’Occidente ed il Meridione— divisi economicamente, politicamente e geograficamente da un grande oceano.Book Review: 'The Priory Of The Orange Tree' by Samantha Shannon ...

Sono passati quasi 1000 anni dal grande evento che ha visto i popoli di questa terra uniti contro la venuta del più grande dei mali: il ‘senza nome‘ e la sua armata draconica; un mostro immenso elevatosi dagli abissi della terra, un drago malefico che ha sconquassato il mondo intero. Allora fu sconfitto, ricacciato negli abissi, non ucciso. Oggi potrebbe tornare, forse.

In Occidente è il regno di Sabran Nona, ultima regina della casata dei Berethnet, a detenere il potere politico ed anche quello religioso. Sabran discende direttamente dal Santo, e la religione del luogo è incentrata sulla sua figura. È ferma credenza che finché una regina Berethnet sarà sul trono il “senza nome” non potrà tornare. È una terra che odora di alto medioevo, con regole rigide e spesso incomprensibili, con una corte imposta ed una paura —spesso legata all’ignoranza sul resto del mondo —di tutto ciò che la religione di stato non espliciti.

In Oriente è tutt’altra cosa: il commercio è più sviluppato, anche se limitatamente alla terra orientale. I draghi, non quelli draconici ma quelli che arrivano dal mare, sono ascoltati e venerati come Dei. La paura verso la ‘peste draconica’, un morbo non ancora sconfitto e che arriva dai draghi del “senza nome” è talmente alta che il commercio ed anche i rapporti diplomatici con l’occidente e con il meridione non esistono e se uno straniero si facesse trovare sulle loro terre sarebbe subito giustiziato. In questa terra troviamo Tané, giovane guerriera, la quale ha dedicato la vita intera all’addestramento per diventare ‘cavaliera di draghi’, il più rispettato e nobile ordine cavalleresco, gli unici che possono cavalcare i draghi di mare e che hanno l’onore di condividere con loro una sapienza antica. L’imperatore ed i draghi di mare sono indissolubilmente legati.

Il Meridione lo scopriamo prima indirettamente e poi via via in maniera più diretta grazie al terzo personaggio chiave del romanzo: Eadaz du Zāla-uq Nāra (Ead per gli amici) e profuma di deserto, di the alla menta e di dervisci. Ead si trova lontano da casa sua, inviata alla corte di Sabran sotto mentite spoglie per proteggere la regina Sabran e la sua possibile discendenza. Eadaz è una monaca guerriera, il priorato delle arance è una versione clericale che ricorda le amazzoni: tutte guerriere. Inoltre sono maghe, nutrono la loro forza magica grazie ai frutti dell’albero delle arance, protetto e venerato all’interno del priorato. Il priorato stesso è nascosto agli occhi del mondo, la loro setta segreta cerca a suo modo una strada per scongiurare il ritorno del ‘senza nome’.

In Occidente la magia è considerata eresia, per loro i draghi dell’est sono uguali all’armata draconica, gli stessi orientali sono eretici perché venerano i draghi di mare, una cosa sola risulta importante: la regina deve prender marito e deve procreare la regina futura, solo così si potrà proseguire la stirpe del Santo e salvarsi dal ritorno del ‘senza nome’. Ma qualcosa potrebbe andare storto, alcune cose a dire il vero…

Anche in Oriente alcuni accadimenti sembrano minare la tranquillità: l’apparizione di un forestiero prima e dei pirati dopo; questi ultimi solcano il grande oceano commerciando clandestinamente carne, scaglie e denti di drago per fini non sempre nobili.

In meridione un grave avvenimento rischia di destabilizzare il priorato stesso.The Priory of the Orange Tree (With images) | Orange tree, Books ...

Tutto sembra collassare in un vortice via via più intenso dove ogni personaggio principale, e la ruota di personaggi secondari che agitano il mondo del romanzo, dovranno vedersela non solo con i nemici esterni ed il rischio del ritorno imminente del ‘senza nome’ ma per risollevare le sorti stesse del mondo e vincere un’eventuale ultima guerra, saranno costretti a rimettere in gioco le proprie credenze, le proprie convinzioni, la propria fede.

Tre amuleti, una strega, due alberi sacri, una discendenza lunga 1000 anni ed il risveglio del ‘senza nome’. Le tre eroine saranno all’altezza del compito che il destino ha loro imposto? 

In tutto questo susseguirsi di eventi che incalzano egregiamente tessuti insieme  spicca ed è da sottolineare, la forte propensione alla libertà dell’amore, sopra ogni altra cosa e la componente totalmente femminile delle protagoniste del romanzo.

Tre donne, a loro modo forti e determinate, che sì, nutrono ognuna i propri dubbi – come potrebbe essere diversamente per dei personaggi – ma che con enorme coraggio si presentano come capaci di portare a compimento grandissime cose.

L’amore poi, non ve n’è uno, nella storia, che non sia autentico e sincero. Come a ribadire in una seconda trama che si dipana non tanto dagli accadimenti della storia stessa, quanto dal destino che l’amore stesso ha in serbo per i personaggi, che non esiste differenza di genere quando si devono compiere grandi gesti o  ci si innamora, che non esiste differenza di culto che possa tenere lontano le persone, che non esistono confini (se non quelli immaginati dalle nostre gabbie mentali) e con essi differenze nel genere umano. Un enorme inno alle libertà individuali che non si può non notare e soprattutto apprezzare.

Straconsigliato.


ilpriorato
Titolo:
Il priorato dell’albero delle arance
Autore: Samantha Shannon
Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 22,00 cartaceo
Pagine: 816 pagine
Data di uscita: 30 Novembre 2019
Valutazione: ✐ ✐ ✐ ✐✐

Quarta di copertina:

LA CASATA DI BERETHNET ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.

Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

L’autrice:

Samantha Shannon è nata a Londra nel 1991. Nel 2013 ha pubblicato La sognatrice errante, il primo dei sette volumi della serie La stagione della Falce, a cui sono seguiti The Mime Order nel 2015 e The Song Rising nel 2017, tutti bestseller internazionali, tradotti in ventisei lingue. Imaginarium Studios, inoltre, ne ha acquisito i diritti cinematografici. Il Priorato dell’Albero delle Arance è il quarto romanzo dell’autrice.

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Morte di una strega – Mariangela Cerrino

 

FRONTE-MORTE-DI-UNA-STREGA

La cosa che più mi affascina dei libri di Mariangela Cerrino è la sua capacità di farti immergere fin dalle prime parole nel periodo storico in cui è ambientato il romanzo.

Apri il libro ed ecco la magia: luoghi e personaggi sono lì presenti, li vedi e più procedi nella lettura e più ti sono a fianco.

E tu leggi, leggi fino alla fine perché sempre più ti sembrano reali. L’estrema ricerca storica e la fedeltà nella descrizione dei luoghi che stanno alla base dello scritto fanno in modo che il racconto scorra fluido.

Questo libro parla di un periodo storico difficilissimo e angosciante, la Francia del 1314 con l’Inquisizione che rendeva sempre più bui i tempi e in cui soprattutto le donne non avevano nessun potere per elevarsi al di sopra di oggetti e, anzi, quelle poche che come l’eroina del libro, si distinguevano per la loro intelligenza e capacità venivano condannate a morti orribili, tacciate come streghe.

Adèmar, signore di Cly, è un illuminato, capace di “vedere oltre” grazie a intuizioni, premonizioni che gli aprono mente e sprazzi di futuro. Medico, forse mago, con grandi tragedie alle spalle, dovrà scontrarsi con un giovane inquisitore dalle grandi ambizioni. L’incontro con Iseline, donna con conoscenze di medicina e non solo, è assolutamente inevitabile, e i loro sentimenti, descritti con leggerezza e riservatezza che ne fanno un sentimento universale, come a dirci che gli uomini e le donne nella loro ricerca d’amore non sono assolutamente cambiati nei secoli. Il finale, come una bella alba ci fa intravvedere una speranza e un seguito che aspettiamo con impazienza.

recensione a cura di Angela Betta Casale

Casa Editrice: Leone editore
Prezzo: € 13,90 cartaceo – € 2.99 e-book (amazon, bookrepublic, ibs)
Pagine: 360 pagine
Data di uscita: marzo 2020
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐

La trama nel dettaglio: Adémar de Cly ha trent’anni, è un medico erudito e possiede RETRO-MORTE-DI-UNA-STREGAuna dote che lo pone costantemente in pericolo: lui vede oltre. Può sapere quello che non è ancora accaduto e scoprire i segreti di chi gli sta accanto. Di ritorno dall’esilio volontario, dopo aver vendicato la morte della moglie e del figlio, Adémar giunge alla corte del pontefice ed è chiamato a destreggiarsi tra conti in sospeso, complotti e delitti. È proprio in questa occasione che incontra Isaline, una giovane donna rinchiusa nel Castello, che conosce a fondo l’arte della medicina e che è stata accusata di aver ucciso suo padre, ma che si rivela per lui un’ottima aiutante. Nonostante la tregua sembri vicina, l’ombra dell’Inquisizione si posa sul loro amore, e il malvagio domenicano Janus promette al valoroso Adémar che presto giungerà la sua fine.

L’autrice: Mariangela Cerrino è nata a Torino nel 1948. Appassionata di storia americana, fin da giovanissima è autrice di numerosi romanzi storici editi da Sonzogno (firmati con uno pseudonimo), tra cui Blue River (1966) e L’anima selvaggia (1977). A partire dagli anni Ottanta, esplora il genere fantasy e la fantascienza e dà vita ad alcuni tra i suoi testi più celebri. Tradotta in Germania e in Spagna, ha vinto il Premio Italia grazie al racconto Il segreto di Mavi-Su. L’ultimo romanzo pubblicato, prima di questo, è il thriller Il Ministero delle ultime ombre (2015). Attualmente collabora con numerosi editori, quotidiani e settimanali.
Per saperne di più la bio del sito ufficiale qui.

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2 settembre 1973 – Namaàrie professor Tolkien

“No!” disse Thorin. “In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio!”

Così si congeda Thorin ne ‘Lo Hobbit‘ ed è con queste parole che vogliamo immaginare il congedo di J.R.R. Tolkien dalla terra dei vivi. Accadde oggi nel 1973, Tolkien morì a Bournemouth nel Dorset, aveva 81 anni.

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Targa sulla panchina dedicata a Tolkien agli University Parks di Oxford.

Il professore di Oxford visse una vita che possiamo definire in molti modi fuorché insignificante, nacque in Sudafrica sul finire dell’Ottocento da famiglia inglese, attraversò i primi anni di vita e il primo quarto del Novecento tra trasferimenti, la perdita di entrambe i genitori e l’affido ad un tutore cattolico. Eccelse da subito nelle capacità linguistiche, crebbe orfano e si innamorò di Edith, vinse una borsa di studio e partì per la guerra, finì nella Somme e si ammalò.
Si sposò nel 1915 prima di partire per il fronte.

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l’ingresso della mostra “Maker of Middle Earth” tenutasi nel 2018 a Oxford, presso la Biblioteca Bodleiana.

Tornò dalla Francia segnato dal conflitto e avendo perso molti amici. Poco dopo nacquero i primi due figli e il professore cominciò la sua carriera accademica.
Tra il 1920 e il 1930 scrisse moltissimo e nel 1937 pubblicò ‘Lo Hobbit’.

La creazione della Terra di Mezzo prese buona parte degli anni successivi, fino al 1954/55 quando pubblicò, in tre volumi ‘Il Signore degli Anelli’.

Fu grande amante dalla natura e dopo il ritiro dal lavoro, avvenuto nel 1969, si trasferì con la moglie nella cittadina costiera di Bournemouth. Edith morì nel 1971 e lui la seguì due anni dopo.

 

 

 

 

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La lapide al Wolwercote Cemetery di Oxford

Dopo aver condiviso la vita giacciono insieme nella tomba del Wolwercote Cemetery dove la lapide ricorda i loro nomi e i loro soprannomi: Luthien e Beren.
Potremmo parlare della religione, della sua influenza sull’intero genere Fantasy e più in generale sulla letteratura, potremmo fare illazioni sull’ipotetico messaggio politico dei suoi scritti, potremmo. Ma non oggi.
Oggi rendiamo omaggio al nostro professore preferito, lo salutiamo con deferenza, prendiamo atto della sua mancanza e del suo lascito.

 

Namaàrie professor Tolkien.

 


A cura di Bianca Casale

 

 

 

 


A cura di Bianca Casale 

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I suoi primi 40 anni. La storia infinita.

 […] ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.

Il primo settembre del 1979 uscì in Germania la prima edizione de ‘La storia infinita’ (Die unendliche Geschichte) di Michael Ende, in un volume curatissimo con copertina rigida in seta e un doppio colore d’inchiostro: rosso per il testo ambientato nel mondo che tutti conosciamo e verde per le parti trattanti Fantàsia.

Due colori del testo, perché il libro è un bellissimo esempio di metanarrazione, per semplicità possiamo dire che si tratta di un romanzo nel romanzo.

Il protagonista di questa storia è Bastiano Baldassare Bucci, un bambino del mondo reale che viene catapultato, attraverso la lettura di un libro, nel Regno di Fantàsia. Qui incontrerà, Atreiu giovane guerriero della tribù dei Pelleverde, incaricato dall’Infanta Imperatrice per trovare una soluzione al dramma che sta vivendo il Regno di Fantàsia: la terribile avanzata del Nulla.
Il Nulla è una forza misteriosa che mano a mano ingloba e fa sparire intere regioni del Regno.

In Italia abbiamo dovuto aspettare il 1981, per avere un’edizione di questa meraviglia,  merito della Longanesi.
Nel 1984, dopo il grande successo del romanzo, ecco la celeberrima trasposizione cinematografica del regista Wolfgang Petersen, celeberrima sì ma Michael Ende,  dopo aver visto la prima del film, avrebbe dichiarato, arrabbiato per le notevoli modifiche che produzione e regista avevano applicato alla storia: «…auguro la peste ai produttori. M’hanno ignorato. Quello che mi hanno fatto è una zozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico».[1]
Risultati immagini per artaxEnde intentò addirittura una causa che però perse, il film intanto diventò un successo e chi è stato bambino in quel periodo, senza alcun dubbio, amò alla follia quella pellicola e pianse a dirotto per la scena di Artax, il cavallo di Atreiu.

Il libro è, ora come nel 1979, un capolavoro assoluto. Ricco di allegorie e di una mitologia creata dall’autore per raccontare il mondo di Fantàsia, il viaggio di Bastiano dentro Fantàsia e dentro se stesso. Romanzo di formazione pieno di magia che spinge il lettore, giovane ma anche adulto, a ripensare alla creatività e alla fantasia come chiave di volta della vita intera.

All’epoca accolto in maniera eccelsa dal pubblico ma non troppo apprezzato dai critici ‘La storia infinita’ compie 40 anni e sembra, nello stesso momento, scritto ieri e antico.
Gli strati di lettura sono quasi infiniti come nel titolo si suggerisce, rileggerlo da adulti è un piacere della riscoperta e un godimento raro. Leggerlo da bambini è, invece, la chiave per un viaggio che ha un ritorno solo: lo stupore magico.


Ende è, forse, l’autore tedesco contemporaneo più famoso, morì nel 1995 dopo una vita piuttosto travagliata; ci ha lasciato una serie di opere, meno celebri de ‘La storia infinita’: ‘Momo’, ‘Lo specchio nello specchio’, ‘La notte dei desideri’ per citarne qualcuno.
In ‘Momo’  Ende scrive:

Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un’unica ora ci può sembrare un’eternità, ed un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quell’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.

La dimora per ‘La storia infinita’, ormai quarantenne, è nel nostro cuore.

a cura di Bianca Casale
Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY, Narrativa contemporanea, Romanzo

L’ombra del primo re – Lorenzo Sartori

Risultati immagini per l'ombra del primo reTitolo: L’ombra del primo re
Autore: Lorenzo Sartori
Casa Editrice: Gainsworth Publishing 2016
Pagine: 322 pagine
Prezzo: € 17,00 cartaceo Ebook: € 3,99
Valutazione: ✐✐✐✐✐

Descrizione:

Nel regno di Tidor, una nebbia perenne avvolge la misteriosa foresta di Liwiz e si dice che sia frutto del maleficio di una strega.
Il re Yudra è pronto a dare la propria figlia, Sari, in sposa al cavaliere che sarà in grado di eliminare la strega e far finalmente alzare la nebbia. Per l’occasione, indice un torneo ma non sa di aver innescato così una serie di eventi destinati a rompere un equilibrio antico e a mettere a rischio l’esistenza del regno e tutto ciò che ha di più caro.
Sviluppato su tre racconti legati tra loro, L’ombra del primo re è un romanzo fantasy costruito su atmosfere fiabesche, battaglie epiche, malefici, intrighi di corte e numerosi colpi di scena.


La recensione breve:

Vi piace il genere fantasy? Leggete ‘L’ombra del primo re’.
Non vi piace il genere fantasy? Leggete ‘L’ombra del primo re’. Sicuramente lo apprezzerete anche se non siete soliti leggere questo genere.

La recensione normale:
L’ombra del primo re è un romanzo ascrivibile all’universo fantasy formato da tre racconti legati tra loro a comporre una trama unitaria e ben costruita. La narrazione si dipana come un grande affresco complessivo, ma diviso in un trittico.

Ascrivibile al fantasy, si diceva, ma un fantasy in cui i mondi sono credibili e veritieri senza essere descritti con troppi fronzoli, la storia prosegue lontana da lunghe descrizioni che portano altrove senza dirci nulla. La digressione inutile, difetto che molti autori fantasy tendono ad avere, forse per rendere più vero un universo altro, per creare quel mondo prima per loro stessi, poi per i lettori.
Sartori non ne ha bisogno, la sua scrittura è asciutta ma esemplare e attenta, pervasa da una vena ironica e divertente, ci accompagna direttamente a Tidor e Ekon, la foresta di Liwiz ci incuriosisce come se fosse dietro casa nostra.

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Ed è proprio a casa che ci sentiamo leggendo L’ombra del primo re, perché per noi amanti del  fantasy questo è il romanzo perfetto, non perché vi paia di averlo già letto, come accade a volte. No, assolutamente, stavolta è perché i personaggi sono credibili, realistici e ben tratteggiati, perché il grande lavoro fatto sui caratteri e sulle personalità, sull’immagine dei singoli personaggi, lo rende maturo e allo stesso tempo moderno, scorrevole e avvincente.
Sono molti i personaggi femminili in figure centrali, cosa piuttosto rara in un fantasy “classico” soprattutto se scritto da un uomo. Belle anche le mappe, il cui autore è Enrico Ricciardi (Erregrafica).
Speriamo di incuriosirvi con un plauso particolare al mutaforma, bellissimo personaggio.  Plauso che, però, si allarga allo scritto tutto e allo scrittore suo creatore.
Sartori non scrive solo fantasy, anzi tra i suoi lavori di fantasy troviamo solo questo, ed è infatti una vera eccezione.
Fatevi un favore, procuratevelo.

A cura di Bianca Casale, una versione di questa recensione è presente anche sul portale Fantasy Era.


L’autore

Lorenzo Sartori è nato a Brescia nel 1967 e vive tra Crema e Milano. Dal 2000 è editore e direttore responsabile della rivista Dadi&Piombo, la prima testata italiana che si occupa di wargames e ricostruzioni storiche in miniatura (www.dadiepiombo.it).
Autore di diversi giochi di simulazione, storici e fantascientifici, alcuni dei quali tradotti in diverse lingue e apprezzati in tutto il mondo, è direttore artistico della rassegna DeGenere e del festival Inchiostro (www.festivalinchiostro.it)
La sua produzione letteraria spazia dal genere fantasy al thriller, dall’horror alla fantascienza. Ho pubblicato i seguenti romanzi: Home Run (romanzo breve, Sad Dog Project), Sonata per violino (romanzo breve, Sad Dog Project), Memory Download, La Sindrome di Proust (Alcheringa Edizioni), Michael Farner (Nativi Digitali Edizioni), L’ombra del primo re (Gainsworth Publishing).
Nel 2018 è uscito per Plesio il romanzo Alieni a Crema, (la nostra recensione) in cui si ipotizza che una delegazione aliena venga a far visita alla cittadina lombarda (per maggiori info)

 

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Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY, Romanzo

La Regina dell’Aria e delle Tenebre

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Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 19.90
Pagine: 802 pagine

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Quarta di copertina:

E se la dannazione fosse il prezzo da pagare per il vero amore?

Nella Sala del Consiglio l’aria è impregnata di un odore metallico di sangue. Qui, poco distante dal corpo esanime di Robert Lightwood, tra le braccia di Julian giace Livia Blackthorn, la pelle del colore del latte, anche lei ormai priva di vita.
Niente sarà più come prima dopo la carneficina che ha appena avuto luogo nella roccaforte degli Shadowhunters.
All’indomani della morte di Livvy e dell’inquisitore, infatti, il Conclave è in fermento e sull’orlo della guerra civile.
Parte della famiglia Blackthorn, devastata per la perdita di Livvy, vola a Los Angeles, dove cercherà di scoprire l’origine di una malattia che sta provocando la progressiva distruzione della razza di stregoni.
Nel frattempo, Julian e Emma, ricattati dal nuovo Inquisitore, nel disperato tentativo di mantenere segreto il loro amore proibito partono per una pericolosa missione nella Terra delle Fate con l’obiettivo di recuperare il Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi potentissimi per riportare indietro i defunti. Quello che scopriranno, però, è un segreto che potrebbe annientare l’intero loro mondo e gettare così un’ombra scura sul loro futuro. Per questo, Emma e Julian saranno costretti a lanciarsi in una vera e propria corsa contro il tempo per salvare se stessi e il mondo degli Shadowhunters prima che il potere mortale della maledizione parabatai distrugga quello che hanno di più caro.
Autore: Cassandra Clare è nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la famiglia, trascinandosi sempre dietro bauli di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si è fermata a Brooklyn dove, per non farsi distrarre dai gatti e dalla TV, scrive i suoi libri nei bar e nei ristoranti.
La saga “Shadowhunters” ha appassionato milioni di lettori amanti del genere urban fantasy con decine di milioni di copie vendute nel mondo. La saga ha ispirato un film per il cinema uscito nelle sale nel 2013 e una serie TV in onda dal 2016.
Della serie “Dark Artifices” sono usciti per Mondadori Signora della mezzanotte (2016) e Signore delle Ombre (2017). Sempre con Mondadori sono stati pubblicati anche Storie di illustri Shadowhunters e abitanti del mondo dei Nascosti (2016) e Le cronache dell’Accademia Shadowhunters (2017)


Non sono me stesso senza di te. Quando sciogli il colore nell’acqua, dopo non puoi più separarlo.

Con la Regina dell’ Aria e delle Tenebre siamo giunti alla conclusione della trilogia The Dark Artifices, in ordine cronologico infatti narra vicende successive a The Mortal Instruments.
Chi conosce tutta la saga degli Shadowhunters sa benissimo che ogni volta che esce un nuovo capitolo non c’è limite alla tragedia. Cassandra Clare è molto brava a tenere sulle spine i poveri lettori che soffrono e gioiscono insieme ai loro beniamini. Se sei un fan di questa saga almeno uno dei tuoi personaggi preferito è morto, di sicuro.
Ma veniamo a Emma e Julian, i beniamini di turno per questo volume.
Emma Carstairs e Julian Blackthorn – come i loro predecessori Jace Herondale & Clarissa Fairchild e l’amato/odiato triangolo William Herondale – Theresa Grey – James Carstairs – ci ha fatto patire non poche sofferenze.
Sono innamorati, ma Sed lex, dura lex. Per la Legge Shadowhunters ai parabatai (compagni di battaglia) è proibito innamorarsi perché può portare a gravi conseguenze.
Julian e Emma cercano in tutti i modi di reprimere i loro sentimenti, cercando in questo modo di proteggere la loro famiglia.
Intorno all’amore proibito dei due protagonisti si mischiano altre rocambolesche avventure: una Guerra Civile, qualche matrimonio, altri triangoli amorosi, negromanzia e molto altro.
Vi faccio uno spoiler, giusto per tranquillizzarvi e darvi la possibilità di leggere il libro senza ansie, come non è successo a me.
Nessuno di importante muore. Ripeto: nessuno muore.
Lo so questa cosa ha dell’incredibile, ma dato che dobbiamo ancora riprenderci da tutte le altre morti precedenti direi che è una cosa buona, no?
Ho passato tutte le 802 pagine con l’ansia che da un momento all’altro un personaggio importante morisse ed ho tirato un’enorme respiro di sollievo quando sono arrivata alla fine e c’era anche un bel lieto fine.

Come sempre, Cassandra Clare ti tiene incollato alle pagine con uno stile fluido, veloce e accattivante. Ogni volta che si legge un libro di quest’autrice si ha la sensazione che le piaccia giocare al gioco delle tre carte e che ci riesca magnificamente, rendendo ogni libro quasi indispensabile per il lettore. Non per niente Shadowhunters è una delle saghe Urban Fantasy più conosciute al mondo.

Una grande pecca di questo libro, purtroppo, è la traduzione e anche i molti refusi ed errori grammaticali che ho riscontrato durante la lettura.
Inoltre, in questa edizione uscita il mese scorso, sono stati inseriti dei contenuti speciali che ho apprezzato moltissimo e alla fine del libro troverete anche una sorpresa. Tutto considerato, comprerei la Clare anche a occhi chiusi.
Ormai sono anni, dal lontano mio quindicesimo compleanno, che seguo questa Saga e non riuscirei a staccarmene neanche se volessi.Quindi per preparsi in tempo, quando esce il prossimo libro?
Sono già in astinenza.

[ A cura di Rossella Zampieri ]

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Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY

I due Regni: Le strade di Voros – Alessia Palumbo

Titolo: I due regni – Le strade di Voros

Autore: Alessia Palumbo

Casa Editrice: ekt edikit

Pagine: 540 pagine

Prezzo: € 18,00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐


Trama: 
Farwel è riuscita a sciogliere il sigillo e ricongiungersi a Idai e ai suoi alleati, mentre il tempo della resa dei conti con la Comandante è sempre più vicino. L’Incantatrice e il visconte sono finalmente giunti a Voros, alla ricerca di antichi alleati che possano dare loro una possibilità in più per trionfare contro la Città Intera. La giovane Farwel, invece, parte per Sehiro per partecipare ai Due Regni, che le potrebbe permettere di diventare Incantatrice. Tuttavia, scoprirà che la prova non è affatto come se l’era aspettata e riuscire a superarla diventerà una corsa contro il tempo. Le Strade di Voros è il terzo capitolo della saga I Due Regni.


Recensione:

di Fabrizio Pressi

N.B. una versione di questa recensione è stata pubblicata su FantasyEra

Ed eccomi qua finalmente e nuovamente a parlare di Farwel.
Farwel che mi stregò ormai due anni e mezzo fa, quando conobbi Alessia Palumbo al salone del libro di Torino, e mi trovai a divorare i primi due volumi come non avveniva da un pezzo con altri romanzi.
Del primo libro ho scritto qui (link alla recensione del primo libro) e di una sola cosa mi spiace: di non aver fatto la recensione del secondo volume, vorrà dire che avrò la scusa in futuro per rileggerli tutti.
Veniamo a noi, la premessa è d’obbligo per tutti coloro non si siano ancora trovati immersi in quel fantastico mondo e che vorrebbero capire di cosa si tratta.
I Due Regni, quadrilogia della giovane scrittrice Alessia Palumbo. Tre dei quali già pubblicati, il quarto in fase di scrittura e/o revisione (Alessia sicuramente lo sa meglio di me).

È la storia di una giovane maga: Farwel. Maga in un mondo dove i maghi vengono perseguitati perché diversi, dove gli stessi poteri magici devono essere nascosti, dove non si è liberi di essere se stessi perché nati così.
È un mondo crudele quello in cui si muove la nostra protagonista. Costretta a nascondersi (in un modo che manco immaginereste), Farwel si ritrova, suo malgrado a diventare la luce da seguire, colei che potrebbe salvare dalla tirannia della Comandante tutta la stirpe magica.
Non voglio dilungarmi su cosa avviene nei primi due romanzi, un’idea potreste farvela leggendo la precedente recensione o altre, forse scritte meglio della mia. Oppure un enorme consiglio: leggete direttamente i libri.
Ed arriviamo al terzo volume: Le strade di Voros.
Cercherò di essere più esaustivo possibile senza incorrere in fastidiosi spoiler ma, e non me ne vogliano coloro i quali non hanno ancora letto questo capolavoro, non posso che anticipare alcune cose parlando di una storia ormai avanzata rispetto al lontanissimo inizio di questa favola…
Ritroviamo ormai in questo volume una Farwel adulta e finalmente possiamo conoscerla nelle sue vesti più care e tremende al contempo.
Finalmente facciamo la conoscenza di Farwel adulta, cosa che ci è concessa in maniera alquanto sporadica nei primi due volumi (ma non voglio dirvi come mai, altrimenti dove sta il gusto della lettura). Farwel con i pesi che si porta appresso, con i dolori di cui solo lei è a conoscenza.
Quello che risalta nell’universo creato da Alessia Palumbo è proprio il dolore della protagonista, la sua “umana”, “vera”, “naturale” essenza di donna che lotta con tutte le sue forze, affinché il male non abbia il sopravvento, “umana” nei suo sentimenti e poi maga. Incantatrice. Il grado più alto a cui gli stessi maghi possano anelare. Quanta sofferenza per raggiungere quel grado. Quanto le è costato arrivare ad oggi?
Di capitolo in capitolo, così come ci ha, fin dal primo libro, abituato la scrittrice, si torna al passato, si torna al presente.
Si rimbalza tra la gioventù ormai quasi del tutto perduta, tra gli studi all’accademia e la Farwel del presente. A combattere contro una città, La Città Intera, vessillo di crudeltà e cecità ignobile, la quale ormai sta quasi sterminando del tutto i maghi. Donne, bambini, uomini, uccisi solo perché “nati maghi” in un razzismo viscerale e che ribolle delle più ataviche paure e si nutre dei più antichi “diversi”.
Farwel da giovane la si segue con il fiato in gola, in apprensione perché chiamata alla prova delle prove: I Due Regni. È grazie a questa che potrà, se riuscirà nell’impresa, finalmente diventare Incantatrice. E con il serbatoio di magia che ha a sua disposizione, forse una, se non l’Incantatrice più potente della sua era.
Farwel da adulta la si sostiene nel suo dolore, ogni nostra cellula è spremuta dal sangue, è intrisa di gravità. E’ fardello del suo compito, siamo quasi portati a credere che solo i nostri occhi possano aiutarla ad andare avanti. A combattere per una causa giusta. L’aiutiamo pagina dopo pagina in un compito che non vorrebbe mai aver la necessità di portare avanti. La accompagniamo lungo una strada che solo un destino crudele ha potuto descrivere e dalla quale lei non può spostarsi.
Ad accompagnarla, con noi, troviamo il visconte Idai, fidato compagno ritrovato dopo anni di peripezie e strade di vita differenti intraprese dopo gli studi.
Nel cuore (anzi nei sogni) sempre Drator, l’oscura sua presenza a stritolarle l’animo.

Farwel è sicuramente un personaggio maturo e complesso e non lo sono da meno i personaggi che gravitano intorno a lei nel suo mondo.

Alessia Palumbo, lo ribadisco in maniera ancor più convinta, se possibile, di quanto feci per la recensione del primo libro della saga, è un’autrice piena di capacità.

Il suo fantasy non è assolutamente scontato. Con pochi tratti sicuri riesce a pennellare un mondo complesso e a renderlo vivo senza mai scadere nel banale, nel già visto.

Non mi resta che consigliarvene la lettura, che ribadire la mia ammirazione per un lavoro magnifico e per la penna di Alessia, che mettermi lì in un angolo leggendo qualcos’altro attendendo trepidante in cuor mio l’uscita dell’ultimo volume, sperando che quel momento non arrivi troppo tardi, che sperare di trasformarmi in un beta-reader.

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Ready Player One [Player One]- Ernest Cline

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Titolo: Ready Player One

Autore: Ernest Cline

Casa Editrice: DEA Planeta, Edizione ©2017

Pagine: 443 pagine

Prezzo: € 17.00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Accompagnamento Musicale:  3 Is a Magic Number, Schoolhouse Rock


Trama:

Chiunque abbia la mia età ricorda esattamente dove si trovava e che cosa stava facendo nel preciso istante in cui, per la prima volta, sentì parlare della Caccia. 

È una fredda mattina di gennaio del 2045 quando la notizia destinata a sconvolgere la vita del giovane Wade rimbalza sugli schermi di tutto il mondo: il creatore di videogiochi più profilico e geniale di sempre, James Halliday, è morto nella notte senza lasciare eredi.
Che ne sarà di OASIS, il formidabile contenitore di universi virtuali da lui ideato? E dei milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di trascorrere le proprie esistenze nei suoi strabilianti meandri, piuttosto che nella realtà di una pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie e dall’ingiustizia sociale? La risposta è contenuta in un video che Halliday stesso ha diffuso poco prima di morire: una caccia al tesoro globale, una sfida virtuale ispirata ai mitici videogiochi della sua ( e della nostra) adolescenza. Chiunque riuscirà a scoprire per primo la serie di indizi disseminati da Halliday, decifrandone il complesso viluppo di citazioni e rimandi, riceverà in premio la sua immensa fortuna e il controllo di OASIS. Per Wade, nerd fino al midollo e appassionato di retrogaming, è l’occasione di riscattare una vita ai margini. Ma la I.O.I.,  multinazionale tra le più potenti e spregiudicate, non ha alcuna intenzione di restare a guardare e, pur di mettere le mani su OASIS, si prepara a giocare una partita che più sporca non si può.
Acclamato come il primo, grande romanzo dell’Era digitale Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione. Capace di stupire ed emozionare, e di proiettarci in un futuro che è già presente.



Recensione:

La piattaforma divenne presto la ragione principale per connettersi alla rete, al punto che, con il passare del tempo, “OASIS” divenne sinonimo di ” Internet”. E OS, tridimensionale, semplice da usare e offerto gratuitamente dalla GSS, divenne il sistema operativo più celebre a livello globale. Nell’arco di pochissimo, miliardi di persone in tutto il mondo avevano cominciato a lavorare e a giocare ogni giorno sulla realtà virtuale. Ci si incontrava, ci si innamorava, ci si sposava senza aver mai messo piede nello stesso continente. I confini tra la vere identità di un individuo e quella del suo avatar iniziarono a confondersi.
Era l’alba di una nuova era, un’era in cui il genere umano avrebbe trascorso la maggior parte del tempo libero all’interno di un videogioco.

Qualcuno dice che per leggere ed apprezzare questo libro devi avere circa 40 anni.
Secondo noi, invece, non importa quanti anni tu abbia.
Puoi essere nato negli anni ’70, come l’autore di questo libro e come la più vecchia delle due padrone di casa qui al bistrot, in questo caso saresti molto fortunato (e probabilmente molto più preparato sulle citazioni sparpagliate all’interno del libro).

Puoi essere nato negli anni ’90, come la più giovane delle due padrone di casa qui al bistrot, forse un po’ meno fortunato, ma non per questo in minor misura preparato a Ready Player One.
Oppure puoi essere un giovinetto, nativo digitale degli anni 2000, forse poco fortunato, ma adatto comunque a leggere questo libro. O magari sei uno di quei ragazzoni nati negli anni ’60 o ancora prima, e allora è proprio il caso che tu lo legga questo libro, per capire che cacchio è successo nelle teste di tutte le generazioni successive.
Non farti fermare dal tuo anno di nascita.
In barba a chi dice che non si può amare questo libro se non si capiscono i riferimenti alla cultura popolare anni ’80.

Se non sei un nerd nato negli anni ’70: pazienza. Pazienza anche se non cresciuto a pane, pac-man e Spielberg.
Tu hai la conoscenza a portata di mano. Tu. hai. la rete.
Sfruttala. Se non sai informati e vedrai che leggere questo libro sarà come andare al Luna Park: divertente e adrenalinico.
Entrerai in OASIS, il gioco online che conta milioni di giocatori, sta aspettando solo te! Il mondo fuori è alla deriva. Qui e pure là.

coverQuesto romanzo è adatto a te nerd, a te geek e pure a te videogiocatore di qualsiasi età; se ti piace la fantascienza e l’avventura hai appena trovato il libro giusto per te.
Forse un requisito necessario è che tu creda nell’assunto: “uscire di casa è un’abitudine sopravvalutata”.
Ready Player One, o Player One come preferisci chiamarlo, è la Bibbia della cultura pop anni ’80, dei primi veri videogiochi e della cinematografia dell’epoca.
È il ricordo, l’omaggio verso un’epoca ormai passata, ma non è la classica “operazione nostalgia”.
È il manuale delle giovani marmotte nerd (con tutto che forse il “Manuale delle giovani Marmotte” è già sufficientemente nerd di suo).
È la guida.

È un romanzo avventuroso, avvincente e spassoso, una distopia che parla dell’era digitale, sempre più reale nel tuo presente, il mondo scintillante dei bit e il mondo marcio fuori. Ah dici che c’è qualcosa che ti suona familiare? Non pensarci, leggi Ready Player One.
Ready Player One è fantamagnifico.
È un piccolo gioiello della narrativa pop contemporanea che non deve mancare nella tua  libreria.
Compralo e leggilo. Possibilmente nel fine settimana perché ti assicuriamo che staccarsi da quelle quattrocentoquarantatrè pagine risulta quasi impossibile.
Magari leggilo adesso, prima di essere tra quelli che dirà: “ah, ma guarda è uscito un film di Spielberg tratto da”.

Prima di essere tagliato fuori dall’enorme privilegio di poter criticare a prescindere il suddetto film in quanto: “ma manco lontanamente bello e spiritoso come il libro”.

Leggilo, anche solo perché il suo autore ha una DeLorean dal nome ECTO88.

Leggilo soprattutto se non sai quanto figo sia possedere una DeLorean dal nome ECTO88.

Cioè no, aspetta, se non sai quanto figo sia possedere una DeLorean dal nome ECTO88 lascia perdere. Forse è meglio se non perdi tempo con questa roba ma nemmeno con questo blog. Ciao, è stato bello finché è durata ma ora è meglio lasciarci.

Leggilo, così magari qualche genio dell’editoria si sveglierà e pubblicherà Armada anche in Italia.

P.S. Gli abbiamo dato 5, perché 7 su 5 era fuori scala.

P.P.S. Se il film sarà brutto non so come potremmo reagire, se leggerai di due matte torinesi sulle pagine di cronaca potremmo essere noi.

© Bianca Casale
© Rossella Zampieri

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