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Un raggio di buio, Ethan Hawke – RECENSIONE

L’ultimo romanzo di Ethan Hawke, A Bright Ray of Darkness – Un raggio di buio (SUR, 2022) parla della complessità di una persona che fa i conti con se stesso, in tutte quelle parti che sono spesso contraddittorie e, se vogliamo, anche antipatiche.
I precedenti lavori autorali erano meno personali forse, di certo io li avevo apprezzati moltissimo. Questo però è diverso, più difficile.
Il narratore e protagonista è un attore, padre, marito, fedifrago e aspirante vero artista. L’alter ego di Hawke si chiama William Harding e non cerca solo di lavorare come attore, ma di creare opere che siano artisticamente significative.

Solo perché soffri, non vuol dire che si sia qualcosa che non va.

Incontriamo William a Broadway alle prese con una produzione teatrale shakespeariana, l’importante e ambizioso Enrico IV (lui interpreta Hotspur), di un acclamato regista e che può contare su un cast eccezionale. La star di Hollywood deve mettersi alla prova come attore di teatro: può reggere il confronto in una compagnia teatrale di livello? Può rendere giustizia al Bardo e può irretire le orecchie e gli occhi di Broadway? 


Preferiremmo andare in rovina piuttosto che mutare
Morire piuttosto nella nostra paura
Che salire sulla croce di ogni giorno
E lasciar morire le nostre illusioni.
(W.H. Auden, L’età dell’ansia)


Lotta per lasciarsi alle spalle una vita di pettegolezzi scandalistici, paparazzate e glamour hollywoodiano, per dimostrarsi un attore degno e serio.

Guardalo l’amore che muore: quello sì che è una pallottola che sfonda i carri armati. Quando i bambini da portare a scuola, le lavatrici da stendere e i piatti da lavare piovono sulle braci del tuo matrimonio come una pisciata su un falò all’alba. E l’unica cosa che ti resta è tanto di quel fumo che ti pare di soffocare. A quel punto il cuore ti smette di battere. E se ti succede a trentadue anni, mi spiace per te.


Purtroppo viene ributtato incessantemente di fronte al suo passato a causa dei problemi irrisolti con la sua amata, e ormai quasi ex, moglie famosa che però ha tradito. La paternità è l’unica cosa stabile nella sua vita, anche l’unica che sembra venirgli bene spontaneamente. 

Ovviamente risulta un romanzo autobiografico. È difficile non solo dimenticare che l’autore è un pluri-candidato all’Oscar e un artista straordinario sul palco, sullo schermo e in televisione. È anche difficile non pensare al passato similare dell’attore-autore. 
Bisogna operare uno sforzo e cancellare queste nozioni, per arrivare al netto del libro. Un romanzo su un uomo, un attore, alle prese con le difficoltà della vita.

Il tempo, da solo, non guarisce proprio niente. Il tempo può far dimenticare: ma non raddrizza le cose semplicemente passando. Bisogna tornare alla fonte e riparare quello che si è rotto.

William non risulta piacevole: è difficile simpatizzare con lui perché sembra sbagliare in continuazione e va a cacciarsi in situazioni pericolose, misogine, sicuramente malsane e certamente ammantate di vanità. Ma un personaggio non deve essere simpatico, e nemmeno per forza un eroe senza macchia per attirare i lettori. 

Per la mia testardaggine e la mia stupida presunzione, mi puoi perdonare?


Inutile dire che leggendo continuavo a sperare che William potesse cambiare drasticamente. Smettere di fumare, bere e cercare la condiscendenza…per cominciare.
Ma no: è un po’ ipocrita, un po’ imbroglione e anche un essere umano consapevole dei propri errori ma che forse tenta troppo poco per cambiare se stesso. 
È solo sul palco che sembra sentirsi vivo e vibrante. Questa è una triste verità per un attore: è più a suo agio nell’essere qualcun altro che non se stesso. Certamente cerca e ottiene consigli non richiesti da una sfilza di persone. A volte, si droga o beve alcol come se fosse acqua. O regala un cucciolo ai figli…
William Harding è sempre in attesa di qualcosa. 
Il romanzo ci ricorda di smettere di aspettare e di iniziare a fare. 

Non ti far ingannare, non c’è niente di più emozionante di ciò che è. Il prossimo istante non sarà più speciale di questo che stiamo vivendo. Proprio questo qui. Tutti i momenti della nostra vita sono indistruttibili. Capisci? “Essere o non essere” non vuol dire ammazzarsi o meno, significa porsi la domanda: Hai intenzione di essere sveglio e presente rispetto alla tua vita? Lo capisci che l’oggi non è un ponte verso un altro posto?

Scommetto che molti lettori prenderanno Un raggio di buio e penseranno: “oh, proprio quello di cui abbiamo bisogno: un altro attore riccone bianco e privilegiato che si lamenta delle carenze del suo mondo”. Anche a me è successo in alcune parti, lo ammetto.
Ma poi ho anche pensato che solo perché la posizione di qualcuno è elitaria, diversa o privilegiata non significa automaticamente che possiamo etichettarla come irrilevante. E poi Hawke ci racconta i retroscena di una produzione teatrale e raggiunge momenti di amore per la drammaturgia che sono evidenti pezzi di verità.

Se provi e riprovi il discorso di Amleto di fronte agli attori, se lo provi mille volte, quando arriva il momento quel discorso lo reciti bene. Se non lo provi abbastanza, no. La sorte è quello che resta dopo la pianificazione

Tutti vorremmo che le nostre vite rappresentassero qualcosa di profondo e vero ma, dentro nel profondo, siamo tutti un grande casino. 
Siamo tutti delusi e deludenti, un raggio di buio. Va bene…purché lo sappiamo e possiamo andare oltre. 
E anche questo romanzo, scritto in maniera davvero egregia, ci aiuta ad andare oltre.

Vivi e ama la tua miseria


E ditemi se è poco.



Quarta di copertina: William è un giovane attore di talento che ha raggiunto il successo a Hollywood e ha davanti una nuova sfida: debuttare a Broadway nell’Enrico IV di Shakespeare. Ma alla vigilia dell’inizio delle prove una sua scappatella finisce su tutti i giornali e i siti di gossip: William dovrà gestire una seria crisi familiare insieme alle dinamiche di gruppo all’interno della compagnia teatrale, in vista di una delle performance più importanti della sua carriera. Un romanzo autobiografico e corale che racconta la tensione fra vita privata e immagine pubblica, e alla possibile disumanità della fama e del successo contrappone la potenza della creazione artistica.


Chi è Ethan Hawke?

Ethan Hawke nasce ad Austin, in Texas, il 6 novembre del 1970. I suoi genitori, James Steven e Leslie Carole, decidono di trasferirsi in New Jersey poco tempo dopo e in breve arrivano alla separazione. La madre parte per la Romania, dove è tuttora impegnata in attività di volontariato e sostegno alla popolazione locale. Ethan, invece, rimane negli USA, col padre e il fratello, e già al liceo sceglie di studiare recitazione presso il McCarter Theater di Princeton, prima, e poi in Inghilterra e a Pittsburgh. Attore, sceneggiatore, scrittore e regista statunitense, Ethan Hawke inizia a recitare da adolescente, percorrendo una carriera che l’ha portato a divenire, negli anni ’90, una star a tutti gli effetti. Tra personaggi complessi e delicati, la sua formazione teatrale è stata valida alleata per mettere in risalto tutte le sue capacità, fino al raggiungimento del ‘prestigio’ e del rispetto di cui gode oggi, da parte di tutto il panorama Hollywoodiano.

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La verità sul caso Harry Quebert,  Joël Dicker – RECENSIONE

«Vorrei insegnarti la scrittura, Marcus, non perché tu possa imparare a scrivere, ma affinché tu possa diventare uno scrittore. Scrivere romanzi non è una cosa da niente: tutti sanno scrivere, ma non tutti sono scrittori.»
«E come si fa a sapere di essere uno scrittore, Harry?»
«Nessuno sa di essere uno scrittore, Marcus. Glielo dicono gli altri»

Non ho mai letto niente di quest’autore e la santa biblioteca è riuscita a farmi avere il libro in questione in tempi brevi. Sinceramente è stata un’attesa lunga (anche se è durata solo un giorno, alla fin fine) perché ero in fermento: volevo leggere al più presto il romanzo. Anche in vista del Salone del libro di Torino dove sarà presente Dicker…

Avete presente quel prurito alle mani che vi assale quando desiderate di avere quel determinato libro a tutti i costi nelle vostre grinfie? Ecco, immaginate il mio disagio.
Ho raccolto informazioni sul romanzo ‘La verità sul caso Harry Quebert‘, edito da Bompiani, in occasione dell’uscita, a fine maggio, del sequel.
Dopo averne parlato qui alla fine della fiera ero curiosa come un gatto.
Non potevo non leggerlo. Le 776 pagine non mi spaventavano e la fama di questo romanzo lo precedeva.
Piccolo riassunto: il secondo romanzo di Dicker (il primo è Gli ultimi giorni dei nostri padri) riscuote un grande successo, tradotto in 33 paesi ed in poco tempo scala le classifiche di vendita, posizionandosi al primo posto per parecchie settimane. Pare ci siano dei riferimenti a Philip Roth, Vladimir Nabokov e alla serie tv ‘I segreti di Twins Peaks’
Viene fuori anche una serie tv e dopo dieci anni dalla pubblicazione esce il seguito del fortunato romanzo. Pazzesco, non trovate?
Inutile dire che le aspettative crescono e anche di tanto.
All’inizio le aspettative erano talmente alte che credevo che mi avrebbe inevitabilmente delusa.
Avevo sentito parecchi pareri discordanti ed ero confusa: ha vinto premi ed è stata adattata una miniserie televisiva… non poteva essere così scontato.
Insomma, è decisamente nell’olimpo dedicato ai bestseller di qualità!
Ho iniziato a leggere e subito la storia mi ha preso, trascinandomi nella torbida Aurora, tranquilla cittadina completamente scossa dall’arrivo di un grande scrittore appena trentaquattrenne che scrive il romanzo più importante di tutta la sua vita seduto al tavolo numero 17 di una tavola calda, il Clark’s Diner, nell’estate del 1975. Conosce Nola Kellergan, quindicenne dai lunghi boccoli dorati e dagli occhi verdi, che gli farà capire cosa significa amare e lo aiuterà a concludere il suo romanzo.

Ora, tutto quello che di positivo dicono del romanzo, per quanto mi riguarda, è pura verità: la lettura è famelica, quasi ossessiva oserei dire. Non si riesce a mettere giù il libro fino a quando non si arriva alla fine della storia. E direi che l’intento di Dicker è riuscito, alla grande.
Il ritmo del romanzo è incalzante, la scrittura scorrevole si fa leggere che è una meraviglia. Il romanzo è numerato al contrario: si parte dal capitolo 31 fino ad arrivare al capitolo 1, come se fosse un conto alla rovescia.
Ogni capitolo ha una piccola guida di consigli al suo interno su come scrivere un romanzo di successo. In questo particolare caso è Harry Quebert, insegnante di Marcus a guidarlo attraverso questi trentuno consigli in un botta e risposta illuminante.
Le settecentosettantasei pagine, di cui ammetto le prime duecento sono un po’ da superare per poter far ingranare la lettura, ti tengono con il fiato sospeso fino a che non si scopre chi è davvero l’assassino. Vi assicuro che di ipotesi ne ho fatte parecchie, ma alla fine non sono arrivata ad indovinare.
Un romanzo accattivante, scritto in modo impeccabile e per nulla scontato: l’intreccio delle storie dei personaggi è intricato ed affascinate e non si perde il filo del discorso, come può capitare quando il romanzo ha molti protagonisti.
La madre del protagonista Marcus Goldman meriterebbe davvero un premio ‘come miglior personaggio secondario‘ perché è davvero esilarante e con i suoi dialoghi stempera un po’ quell’atmosfera da thriller poliziesco.
Io sono nella categoria di chi ha divorato il romanzo perché mi è piaciuto davvero tanto e sono un po’ preoccupata ora del seguito. Sarà all’altezza del primo o no?
Dovrò leggerlo (spero divorarlo) per scoprirlo!

recensione a cura di Rossella Zampieri

Chi è Joël Dicker?

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. La verità sul caso Harry Quebert è il suo secondo romanzo. Il primo, Gli ultimi giorni dei nostri padri (Bompiani, 2015), ha ricevuto il Prix des écrivains genevois nel 2010. La verità sul caso Harry Quebert ha ottenuto il Grand Prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des lycéens 2012.

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La formula dell’attrazione, Paola Chiozza – recensione

Inseguiamo le stelle perché questo mondo non ci basta.

Il pianeta Terra per Rebecca Pennington e Chase Reeve Goldsmith non è abbastanza. Entrambi geni, ambiziosi con ogni cellula dei loro corpi sono pronti a tutto per inseguire i loro sogni.
Immaginate di essere al liceo, giovani e brillanti, vi rendete conto di amare il vostro peggior nemico, il tempo passa e le strade si dividono fino a che il fato vi fa incontrare di nuovo dopo 16 anni: è evidente che niente sarà come prima.
Avete immaginato?
Molto bene, ora se siete fan del genere romance non potete assolutamente perdere l’ultimo romanzo di Paola Chiozza, scrittrice apprezzata tantissimo per i suoi romanzi rosa e chick-lit.
Assicuro che vi farà brillare gli occhi e vi convincerà anche a (ri)vedere 2001: Odissea nello Spazio, il capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick del 1968.
Non avevo mai letto niente di questa autrice e sono davvero, davvero contenta di averlo fatto perché il libro è spaziale, per rimanere in tema con la trama.
Un enemies to lovers (purtroppo è difficile uscirne una volta entrati in questo circolo vizioso) e office love un po’ diverso dal solito. All’interno della storia di Chase e Rebecca troviamo gli astri e lo spazio, quasi dei co-protagonisti: un argomento non molto usato per scrivere dei romanzi d’amore e devo dire che il risultato finale è buono.
Spassoso e frizzante, scorre velocemente fino al tanto agognato happy ending per i due nemici che scoprono alla fine di amarsi (o si amano già dai tempi del liceo?).
L’editing è ottimo calcolando il self-publishing e si vede tutto il duro lavoro svolto per rendere il romanzo il più verosimile possibile.
Inoltre, vorrei tanto che esistessero tutte le magliette che il protagonista Chase indossa, e per fortuna ogni tanto toglie anche per la gioia delle lettrici e di Rebecca!
Se avete voglia di leggere qualcosa di leggero e volete passare qualche ora in compagnia di personaggi divertenti fatevi un regalo (ogni tanto ci sta!) e acquistate l’ultimo romanzo di Paola Chiozza.
Su Spotify è possibile ascoltare la playlist de ‘La formula dell’attrazione‘, inutile dire è che sul mio account sta andando in loop da quando ho concluso il romanzo ed è finita nelle mie preferite.



Quarta di copertina:
Venere in acquario? Luna nella terza casa? Rebecca Pennington non crede nelle stelle, ma ci lavora. È ingegnere aerospaziale, risolve il Cubo di Rubik in sette secondi e nella vita ha una sola certezza matematica: odierà in eterno Chase Reeve Goldsmith.
Poco importa che lui sia l’uomo più sexy, ricco e intelligente che abbia mai conosciuto, sarà sempre il suo peggior nemico.
E non solo: Rebecca si prenderà la sua rivincita, perché l’azienda in cui lavora sta per ottenere un contratto storico con la NASA, battendo il progetto di Chase.
Tutto bellissimo. Peccato che l’accordo vada in fumo all’ultimo minuto.
Per Chase Reeve Goldsmith il cielo non è un limite, ma il punto da cui guardare la Terra. A soli trentaquattro anni è arrivato in alto, in tutti i modi possibili.
È il CEO dell’agenzia aerospaziale che si è appena aggiudicata il contratto con la NASA, è miliardario, è un genio irresistibile e – Dio, questo è meraviglioso – ha appena soffiato la vittoria da sotto il naso della sua peggior nemica: Rebecca Pennington.
Sarà lui a spedire un razzo su Marte, non la ragazza che al liceo gli ha portato via tutto.
Chase è convinto che sia finita così, ma non ha fatto i conti con Rebecca che, con un piano ben architettato, decide di farsi assumere dalla sua agenzia per riprendersi ciò che lui le ha rubato.
Lavorare insieme non sarà facile… sarà un massacro!
Chase è abituato a dare ordini e avere persone che li eseguono senza fiatare, peccato che Rebecca non si faccia comandare da nessuno.
Lei ha intenzione di essere la sua spina nel fianco, lui di renderle la vita un inferno.
Quando l’attrazione non è più solo una formula fisica, ma passione incontrollata… sarà amore o sarà una guerra stellare?


Chi è Paola Chiozza?

Quarta di copertina:
Paola Chiozza è una scrittrice di romanzi di narrativa femminile. È nata nel 1990. Da sempre amante della lettura, scrive il suo primo romanzo a soli diciassette anni. Nel 2013 si iscrive alla writing community Wattpad e inizia a condividere le proprie opere sul web. Nel corso degli anni ha vinto diversi concorsi letterari. È stata ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino e ha collaborato con RAI Radio 2 per la trasmissione “Ovunque6”. Il suo romanzo d’esordio “Punizione divina” ha venduto oltre 25.000 copie.

Le sue attuali pubblicazioni sono: Punizione divina, Conflitto di interessi, Bad Obsession #1, Bad Reputation #2 , Nessuno mi può giudicare, Patto con il Diavolo

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La biblioteca delle ultime possibilità, Freya Sampson – recensione

Le biblioteche sono luoghi in cui un bambino di otto anni può scoprire per la prima volta le meraviglie del mondo, in cui un’ottantenne sola può trovare un contatto umano imprescindibile. In cui un’adolescente può ritagliarsi un prezioso angolino di quiete per fare i compiti, e un’immigrata che è da poco nel paese può inserirsi in una nuova comunità. Le biblioteche sono luoghi in cui tutti, ricchi e poveri, di qualunque provenienza, possono sentirsi al sicuro. E possono avere accesso a informazioni in grado di renderli più consapevoli di loro stessi.

La biblioteca delle ultime possibilità‘ racconta soprattutto l’amore per le biblioteche e quello che rappresentano per molte persone. Io per prima ho dei meravigliosi ricordi di quando mia mamma mi accompagnava in biblioteca e ci passavo interi pomeriggi. Ho potuto leggere alcuni testi che negli anni sarebbero diventati i miei preferiti.
Conservo con cura la mia tessera della biblioteca anche se ormai, con la nuova tecnologia, non serve più.
Ecco, cosa si respira all’interno di questo libro: il piacere di avere un posto sicuro dove rifugiarsi e sentirsi a casa, come a casa propria.

June Jones è un’assistente bibliotecaria di 28 anni, lavora nella stessa biblioteca di quartiere dove sua madre l’ha portata da bambina mentre lavorava lì come bibliotecaria. La Chalcot Library è una casa per June quanto quella che condivideva con sua madre, morta di cancro tre anni prima.
June è ancora avvolta dalla nuvola del dolore mentre si muove lentamente attraverso le routine della vita. Si sveglia, mangia, si reca in biblioteca, torna a casa, mangia, legge, dorme e di nuovo da capo il giorno seguente. 
Chi la circonda cerca di incoraggiarla ad andare avanti con la propria vita e ad uscire di più, ma June pensa di stare bene così com’è.

Fino a quando, ovviamente, le cose cambiano quando il consiglio (ovvero il governo nel Regno Unito) annuncerà tagli al budget e la necessità di chiudere sei biblioteche. Naturalmente, Chalcot, la biblioteca di June è una delle sei. Viene convocato un incontro in cui la comunità inizia a radunarsi e i clienti abituali della biblioteca, un meraviglioso cast eclettico di personaggi, giovani e meno giovani, guidano la ‘resistenza’. June è riluttante a partecipare alle proteste ma quando pensa ai clienti abituali individualmente e ai motivi per cui ciascuno si reca in biblioteca, lei inclusa, si rende conto del motivo per cui devono salvarla. Comincia ad arrabbiarsi per la decisione sconsiderata e mercenaria del consiglio.

La biblioteca delle ultime possibilità non è solo la storia di come la comunità di una piccola biblioteca combatte per cercare di salvarla, o anche il viaggio di June per trovare la sua voce e fiducia, ma come ogni utente è supportato dall’assistenza e dalla gentilezza del personale della biblioteca, e l’un l’altro. La comunità si riunisce e scopre che la loro biblioteca non è solo un edificio con libri, ma offre molto di più. E la soluzione migliore si trova coinvolgendo tutti…


Un romanzo pieno di dolcezza e di amicizia, di ribellione e determinazione, ma è anche ricco di citazioni. I riferimenti letterari provengono dalla narrativa contemporanea e dai classici di tutti i generi e completano magnificamente la storia.
Difficile non trovare tra i tanti romanzi citati almeno quattro o cinque che sono già nel personale scaffale di Goodreads tra i letti e riletti.
I personaggi sono ben caratterizzati (alcuni tra i personaggi secondari sono meravigliosi) e le 288 pagine scivolano via in fretta. Alla fine vorrete andare in una biblioteca e rimanerci per un po’ ad ascoltare il sussurro dei libri.
I libri sono un rifugio sicuro dove la mente può estraniarsi e proteggersi e chi ama leggere sa perfettamente di cosa sto parlando.
In relazione a quanto detto, degna di nota è anche la genesi del libro,  Sampson scrive che la sua speranza è che alle persone venga “ricordato quanto siano importanti le nostre biblioteche: un rifugio per alcuni, un’ancora di salvezza per il mondo per altri e un luogo di libri e compagnia per tutti noi”.
Forse non una trama eccessivamente ambiziosa, quindi, ma una storia genuina, sentita e commovente che inviterà dolcemente i suoi lettori ad accocolarsi nella semplice magia delle sue pagine.


Si era resa conto che il personaggio di un romanzo non avrebbe mai potuto ferirla come sapevano fare gli essere umani.

Quarta di copertina: June Jones, timida bibliotecaria trentenne, non ha mai lasciato il sonnolento villaggio inglese in cui è cresciuta. Solitaria e riservata, preferisce trascorrere il tempo sepolta nei libri piuttosto che avventurarsi nel mondo, e si chiude sempre di più in se stessa e nei ricordi, sopravvivendo con cibo da asporto cinese e rileggendo i suoi libri preferiti a casa. A un certo punto, però, il consiglio comunale annuncia di voler chiudere la biblioteca dove June lavora e lei è costretta a uscire da dietro gli scaffali e trovare il coraggio necessario per salvare il proprio lavoro, il cuore della comunità e il luogo che custodisce i ricordi più cari di sua madre. Un gruppo di eccentrici ma devoti frequentatori della biblioteca decide di portare avanti una campagna, “Friends of Chalcot Library”, per impedirne la chiusura e June, sostenendo la stessa causa, si apre ad altre persone per la prima volta da quando sua madre è morta e scopre cosa vuol dire avere degli amici. Incontra inoltre Alex Chen, un vecchio compagno di scuola diventato avvocato, che è tornato in città per prendersi cura del padre malato, ed è disposto a dare una mano. I sentimenti di Alex per June sono evidenti a tutti tranne che a lei, ma la vita riserva sempre delle sorprese e, per salvare il luogo e i libri che significano così tanto, June dovrà finalmente imparare a fidarsi degli altri. Per una volta, è determinata a non cadere senza lottare. E forse, combattendo per la sua amata biblioteca, potrà salvare anche se stessa.

La biblioteca è molto di più di un contenitore di libri. Le biblioteche sono come una rete, pronta a salvare quelli di noi che rischiano di essere abbandonati a se stessi.


Chi è Freya Sampson?

Freya Sampson è l’autrice di due romanzi, The Last Chance Library e The Lost Ticket/The Girl on the 88 Bus. Ha lavorato in TV come produttrice esecutiva e i suoi crediti includono due serie di documentari per la BBC sulla famiglia reale britannica e una serie di serie di fatti e di intrattenimento.
Ha studiato Storia all’Università di Cambridge e nel 2018 è stata selezionata per l’Exeter Novel Prize.
Vive a Londra con il marito, due bambini piccoli e un gatto antisociale.

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Ti odio, anzi no, ti amo – Sally Thorne – RECENSIONE

Abbiamo parlato il mese scorso di The Hating Game, in occasione di San Valentino e curiosa come un gatto non potevo che leggere il romanzo che ha scatenato le romantiche di tutto il mondo, compresa me.
Non avevo alte aspettative, anche perché ho scoperto il romanzo, esordio di Sally Thorne, grazie alla pellicola cinematografica e avevo già i sudori freddi aspettando un film che non avesse niente a che fare con il romanzo ed un libro con i soliti cliché di un romanzo rosa. All’inizio appare proprio così, come un grande classico: lei odia lui, lui odia lei e poi alla fine…
In effetti la quarta di copertina trae in inganno, ma sono rimasta piacevolmente stupita.
Non è il solito romanzo rosa.
Ora, non lo considero un romanzone, ma rispetto a molti altri ha decisamente del potenziale. Scritto bene, la lettura è scorrevole e fluida e si ride anche, che non guasta mai.
Il film, strano ma vero, è simile al romanzo, ma come è ovvio tutte le sfaccettature del libro il film non può certo darle.
Durante la lettura del romanzo ci sono degli aspetti interessanti non presenti nel film. Consiglio per chi ha letto il libro di guardare il film e viceversa.
Non si distruggono uno con l’altro ed entrambi sono piacevoli.
Il finale è – come il miglior romanzo rosa che si rispetti – da carie, ma le romantiche come me apprezzeranno. Oltre ad iniziare a cercare un uomo nella realtà che somigli vagamente a Josh.
Vi avverto io, mie care, non esiste. Non in questo universo, per lo meno.


Quarta di copertina: Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il gioco degli sguardi, il gioco dello specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del gioco della grande promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

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L’eredità dei Maddox, Christina Courtenay – RECENSIONE

‘L’eredita dei Maddox è un romanzo a doppia linea temporale ambientato principalmente nel IX secolo e nell’odierna Svezia. La trama ruota attorno alla storia dei due personaggi principali: Ceridwen, una giovane donna celtica di un villaggio gallese, e Haukr, il “Falco Bianco”, un capo vichingo. I due personaggi si incontrano per caso quando Haukr e i suoi uomini fanno irruzione nel villaggio di Ceridwen: la giovane donna è tra i prigionieri riportati all’insediamento vichingo per lavorare come schiavi o essere tenuti in ostaggio in attesa del pagamento di un riscatto. Ma quel giorno non sanno che quel raid cambierà le loro vite…
Tornando ai giorni nostri ecco Mia che eredita un cottage estivo in Svezia, appartenuto all’amatissima nonna, e deve decidere se venderlo o tenerlo. Di nuovo un incontro casuale, in un museo porta Mia a conoscere Haakon e soprattutto a indagare su ciò che potrebbe essere nascosto nel passato della sua proprietà, ed è allora che la sua vita inizia a ‘risuonare’ con ricordi che non sono suoi, ma di Ceridwen, complice un anello che appartiene alla sua famiglia da sempre. In Haakon ‘risuona Haukr e in Mia ritroviamo Ceridwen.
Presto capiamo che si tratta di amore a doppia linea temporale: la storia è ben ritmata ed è nel complesso piacevole da leggere. L’autrice mostra una buona conoscenza della storia e della cultura delle tribù vichinghe nel IX secolo, e l’andamento della narrazione che segue i ritrovamenti dei reperti negli scavi è piuttosto interessante.
I personaggi principali sono, purtroppo, un po’ stereotipati mentre gli antagonisti sono macchiette, totalmente cattivi e negativi, in tutti gli aspetti della loro personalità. Personalmente trovo preferibile quando i personaggi sono meno polarizzati verso gli estremi, sembrano più reali.
Alcuni dialoghi sono anche un po’ tirati e qualche volta ridondanti, non sono sicura che un vichingo nel IX secolo avrebbe mai risposto con delle frasi che paiono uscite da una serie TV attuale.

A parte questo, è una storia romantica e ben scritta, scorrevole e che sicuramente può piacere ai lettori interessati all’era vichinga e al romanticismo senza tempo.


Quarta di copertina: Mia si trova davanti a un dilemma. Ha appena ereditato dalla sua adorata nonna il cottage di famiglia in Svezia e, ancora affranta per il lutto, subisce la pressione del fidanzato Charles che le consiglia insistentemente di vendere quella vecchia casa e comprare un appartamento a Londra, dove vivono. Mia sa bene che i desideri di sua nonna sarebbero stati altri. L’avvio di uno scavo archeologico proprio nel giardino della proprietà le consente di prendere tempo: a quanto pare ci sono preziosissimi manufatti che potrebbero tornare alla luce. E Mia è sollevata di poter rimandare per un po’ quella scelta tanto difficile. Così parte per la Svezia, dove fa la conoscenza dell’affascinante archeologo Haakon Berger, responsabile dei lavori. Mentre lo scavo procede, tra i due sembra nascere un’intesa particolare… Cercando di resistere all’attrazione crescente, Mia e Haakon iniziano a ricostruire la storia di una nobildonna gallese, Ceri, e del misterioso vichingo noto come “Falco Bianco” che la portò via dal suo popolo. Può una storia d’amore antica di secoli condizionare due vite nel presente?


Chi è Christina Courtenay?

È una pluripremiata autrice di romanzi storici. È per metà inglese e per metà svedese e ha trascorso l’infanzia nei Paesi scandinavi: grazie a questa esperienza ha sviluppato una vera e propria passione per la storia dei vichinghi e i paesaggi suggestivi dei fiordi. Ha pubblicato undici romanzi e ha vinto due volte il prestigioso premio della Romantic Novelists’ Association. Vive in Galles. 

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Nulla ti cancella, Michel Bussi – RECENSIONE

2010: Maddi Libèri è un medico generico e vive a Saint-Jean-de-Luz, ha una vita piena con Esteban, suo figlio di 10 anni. Un giorno d’estate lo lascia solo sulla spiaggia, una piccola abitudine per rendere più autonomo il bambino, qualche minuto e sarebbe tornato dopo aver preso il pane in panetteria. Ma l’abitudine non è sempre una buona amica e l’amatissimo figlio scompare.
Dieci anni dopo Maddi ha ricostruito la sua vita in Normandia ma torna sulla spiaggia di Saint-Jean-de-Luz in una sorta di personale pellegrinaggio.
Sulla spiaggia c’è un bambino. Uguale il costume da bagno, identica altezza, stessa corporatura, medesimo colore di capelli. Si avvicina. Il tempo si blocca. È Esteban, o il suo gemello perfetto. Maddi viene colta immediatamente da una vera ossessione, sapere chi è questo bambino. Si chiama Tom, vive a Murol in Auvergne. Lo segue al più presto. Decide di stabilirsi nella regione dei vulcani e comincia a seguire il piccolo. Più Maddi spia Tom, più le somiglianze con Esteban sembrano inspiegabili: sono identiche anche le passioni e le paure. Non ha senso. Oppure sì?
Fino a che punto Maddi sarà disposta a spingersi per scoprire la verità e salvare suo figlio (o questo bambino che gli somiglia così tanto)? 
Quello che quasi subito si rende palese è che Tom è in pericolo. E pare che solo lei possa proteggerlo.


Quando ci presentiamo sulla terra non cadiamo dal cielo, non veniamo lasciati da una cicogna. Siamo attesi, siamo accolti, e appena apriamo gli occhi abbiamo bisogno di un milione di punti di riferimento che ci guidino, una voce, un odore, una coperta calda […]
Non saremo mai altro che il risultato delle migliaia di tracce in cui ci imbatteremo, di migliaia di sassolini bianchi che altri hanno seminato sul nostro percorso. Li raccoglieremo o non li raccoglieremo. Chiunque lascia sassolini bianchi quando passa sulla terra, chiunque. Puoi chiamarla o non chiamarla reincarnazione.

L’intero romanzo è costruito attorno alla potenziale reincarnazione del giovane Esteban. Più la trama va avanti, più gli elementi portano a crederci. Il lato razionale spinge a cercare indizi per contrastare questa possibilità. Si inizia a svolgere una vera e propria indagine parallelamente a quelle che avvengono nel romanzo. 

«Ed è serio, questo professor Stevenson?
Voglio dire, è uno scienziato, ha un laboratorio? Cioè, sono chiacchiere o gli si può credere?».

«Che intendi con “gli si può credere”?».
«Be’, a quello che dice. Le testimonianze sono vere o no?».
«Cos’è secondo te che permette di stabilire se una cosa sia vera o no?».
«Non… non lo so… Immagino che se la maggior parte della gente pensa una cosa questa debba essere più vera che falsa».

Michel Bussi ci propone una storia ricca di colpi di scena. La trama di partenza poteva sembrare facile, una madre che perde il figlio e cerca di riempire il suo vuoto avvicinandosi al figlio di un altro. Tuttavia, l’autore ci proporrà una storia sorprendente ed enigmatica, flirtando dolcemente con il soprannaturale. Gioca con i nostri nervi fino alla fine mantenendo la suspense fino all’ultima pagina. Tutti i pezzi del puzzle andranno a posto a poco a poco per offrirci non un colpo di scena finale, ma un totale capovolgimento della situazione.  
Bussi al 100%: mistico, talvolta irrazionale, avvincente e profondamente psicologico. Tutto è creato per renderci dipendenti e mandarci dritti contro il muro dell’intrigo.
Si aggiunge a questo un’ambientazione scelta con occhio clinico e splendidamente descritta ed il lettore è preso nella tela. I personaggi sono strutturati bene anche se talvolta non troppo approfonditi, alcuni di essi avrebbero meritato un maggiore spazio, forse il fatto che il libro sia già piuttosto voluminoso ha influito su questa scelta.
Un romanzo avvincente con una costruzione impeccabile e una scrittura raffinata.
Il finale è perfetto, ricercato e impossibile da anticipare, ma forse un po’ troppo “grande” per convincere completamente. Nonostante questo, Niente ti cancella è un romanzo pazzesco che non si riesce a mettere giù fino a quando non è finito e che non può mancare nella nostra libreria. 


Quarta di copertina: Una mattina di giugno del 2010 Esteban, di dieci anni, scompare sulla spiaggia basca di Saint-Jean-de-Luz. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente. Dopo le infruttuose ricerche della polizia locale la dottoressa Maddi Libéri, madre di Esteban, lascia il Paese basco e va a rifarsi una vita in Normandia. Torna a Saint-Jean-de-Luz dieci anni dopo, quasi in pellegrinaggio, e sulla stessa spiaggia vede un bambino di dieci anni che è la copia identica di Esteban, indossa lo stesso costume, ha addirittura una voglia nello stesso punto della pelle in cui l’aveva Esteban. Si apposta, lo spia, riesce a scoprire che il bambino si chiama Tom e vive con la madre a Murol, un paesino dell’Alvernia, antica zona vulcanica al centro della Francia. Colpita dalla straordinaria rassomiglianza e dalle incredibili coincidenze, Maddi si trasferisce a Murol, dove apre uno studio medico e segue da vicino Tom, scoprendo presto che corre un grosso pericolo. Vuole salvarlo, ma l’interesse che mostra per un bambino non suo suscita sospetti in paese. Nel frattempo le coincidenze si moltiplicano. Tom sembra la reincarnazione di Esteban, concetto inaccettabile per la mente scientifica della dottoressa Libéri e allo stesso tempo barlume di speranza per la madre inconsolabile. La ricerca della verità di Maddi segue un percorso parallelo di scientificità e irrazionalità, e a complicare le cose contribuiscono due misteriosi omicidi.


Chi é Michel Bussi?

Autore francese di gialli più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Tra le sue pubblicazioni per E/O figurano: Tempo assassino (2017), Mai dimenticare (2017), La doppia madre (2018), Il quaderno rosso (2018), La follia mazzarino (2019), Usciti di Senna (2020), la saga distopica N.E.O La caduta del sole di ferro (2020) e Tutto ciò che è sulla terra morirà (2021).

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La serie delle “Audaci Zitelle” di Lisa Kleypas – recensione

Annabelle, Lilian, Evangeline e Margherite
a cura di Rossella Zampieri

Chi legge spesso romanzi rosa conoscerà sicuramente Lisa Kleypas, scrittrice apprezzata in tutto il mondo per i suoi romanzi d’amore sia storici che contemporanei.
Chi ha già avuto esperienza con lei o chi è suo assiduo fan sa perfettamente che questa autrice non delude mai le aspettative (almeno fino ad ora, personalmente, non è mai capitato): con il suo stile romantico e scorrevole allo stesso tempo riesce sempre a tenere alta l’attenzione di chi legge.
La serie vittoriana riedita da leggereeditore, e prima ancora edita da mondadori, è stata molto apprezzata in tutto il mondo.
È la prima volta che mi cimento con un suo romanzo storico e per non farmi mancare niente ho deciso di iniziare dalla quadrilogia Wallflowers, nota in italiano come ‘Audaci Zitelle‘ a cui è collegata la serie ‘Hathaways‘ che mi riservo di leggere prossimamente.
Wallflowers significa letteralmente “fiore da muro“, ma nel quotidiano viene utilizzato per esprimere la situazione piuttosto antipatica di “fare da tappezzeria“.
Ora se per questo febbraio, mese del rosa, desiderate qualche storia d’amore più elaborata vi consigliamo di andare sui grandi classici come Orgoglio e Pregiudizio, o Emma o ancora Cime tempestose, ma se desiderate qualcosa di più leggero sicuramente la saga delle Wallflowers è da tenere in considerazione.
Perché si chiamano così?
Siamo in epoca vittoriana e l’hobby principale delle signore – prima del ricamo e delle tazze di tè – è trovare un marito, per una donna nubile non è certamente considerato favorevole il fatto di fare da tappezzeria.
Annabelle, Lilian, Evangeline detta Evie e Margherite detta Daisy: quattro giovani donne piene di speranze, sogni e timori che sembrano destinate – chi a causa della timidezza, chi per disgrazie sociali e ancora per la propria provenienza – a restare per sempre ai margini di una sala da ballo o di un qualsiasi evento mondano aspettando che l’uomo della loro vita si accorga finalmente di loro.
Per uscire da questa condizione diventeranno inseparabili amiche tra i salotti londinesi e stringeranno un patto, creando un club denominato appunto ‘Le Zitelle‘, decidendo di unire le forze sull’obiettivo: trovare per tutte un uomo che le ami e convolare a nozze con adeguata convenienza, ovviamente.
Oltre ai quattro romanzi principali esistono anche due ‘spin-off’: magia di un amore e l’ultima sorpresa.
Insomma, se si decide di cominciare questa storia si deve mettere in conto un tempo abbastanza lungo da passare tra salotti londinesi, sfarzosi pranzi e cene nella campagna dell’Hampshire e interessanti incontri amorosi un po’ ovunque.
Una lunga lettura piacevole che in queste giornate ancora fredde è perfetta con una buona tazza di cioccolata o anche una buona tisana, per restare in tema con le care wallflowers.
Perfetta anche per sentirsi tutte, felicemente, un po’ zitelle.

Quarta di copertina: Lady Aline Marsden è stata cresciuta con uno scopo: concludere un matrimonio vantaggioso con un membro della propria classe sociale. Invece si è donata a John McKenna, uno stalliere. Una trasgressione imperdonabile, al punto che, per proteggere John dall’ira paterna, Aline gli fa credere di volerlo respingere a causa della sua umile condizione. Così il giovane viene cacciato dalla proprietà e lei confinata in campagna, lontana dalla vita londinese. Trascorsi dieci anni, l’ex stalliere ha fatto fortuna ed è tornato, più ardito e affascinante di prima, per vendicarsi della donna che gli ha infranto il cuore. Ma tra loro la magia è immutata, e John dovrà decidere se portare a termine il suo piano o rischiare tutto per quell’unico vero amore.


Quarta di copertina: Annabelle, Lillian, Evie e Daisy sono quattro giovani donne piene di speranze, sogni e timori, stanche di aspettare che l’uomo della loro vita venga a cercarle: l’amicizia le renderà più audaci e intraprendenti, e d’ora in poi si aiuteranno l’una con l’altra. Annabelle è affascinante e colta, di nobili origini, ma senza dote. E solo nelle fiabe i principi sposano le povere fanciulle, lo sa bene. Ma il suo algido orgoglio le impedisce di accettare il corteggiamento di Simon Hunt, ricco borghese e impetuoso seduttore, ben diverso dagli aristocratici che vorrebbe accalappiare. Almeno fino a quando lui non le ruba un bacio che non riesce più a dimenticare… Così inizia tra i due un gioco di seduzione e desiderio, in cui ben presto non sarà più chiaro chi insegue e chi fugge. Fino a quando la mossa più imprevista di tutte, l’amore, li lascerà senza fiato. Il primo romanzo di una serie dedicata a quattro donne dalle passioni coraggiose, pronte a sfidare le rigide regole della società vittoriana.


Quarta di copertina: Accadde al ballo, dove la splendida Lillian Bowman scoprì che il suo temperamento da americana, diretto e sfrontato, non era ben visto nell’affettata società inglese. Soprattutto agli occhi di Lord Westcliff, Marcus, lo scapolo d’oro più insopportabile della città. Accadde in giardino, dove Marcus e Lillian scoprirono che un solo appassionante bacio poteva valere più di mille arroganti pregiudizi, e persino più di un profumo afrodisiaco! Accadde in autunno, quando Marcus, l’uomo che non aveva mai perso il controllo delle sue emozioni, scoprì di essere tutt’altro che una roccia: con Lillian ogni tocco era una squisita tortura. Ma quell’insolente americana non era senz’altro nella lista delle “donne da sposare”…


Quarta di copertina: Evangeline Jenner è molto timida, e sarebbe anche molto ricca, se solo potesse entrare in possesso dell’eredità che le spetta. Pur di strapparla alle grinfie dei suoi disonesti parenti, è determinata a infrangere le convenzioni e a rivolgere allo scapolo impenitente Sebastian St Vincent la proposta più oltraggiosa di tutte: quella di matrimonio! Trascorrere più di un minuto in compagnia del visconte rovinerebbe la reputazione di qualsiasi fanciulla, ma non quella di Evie, certa di non voler entrare nella sua collezione di cuori spezzati. Tanto riservata quanto testarda, Evangeline è pronta a sfidarlo: si concederà a lui solo quando saprà dimostrarle di essere fedele. Un patto col diavolo o una scommessa d’amore? Annabelle, Lillian, Evie e Daisy tornano a scaldare la più fredda delle stagioni con l’audacia dei loro sentimenti.


Quarta di copertina: Dopo tre deludenti stagioni in società, il padre di Daisy Bowman non usa mezzi termini: sua figlia deve trovare un marito, molto alla svelta. E se Daisy non incontrerà l’uomo dei suoi sogni, allora sarà costretta a sposare quello che suo padre ha scelto per lei: Matthew Swift. Daisy è terrorizzata, sposerebbe chiunque altro piuttosto che quel borioso, rude individuo. Ma non ha fatto i conti con l’insospettabile charme che Matthew userà per conquistarla. Il ragazzo gracile e ambizioso che aveva conosciuto si è trasformato in un uomo attraente, maturo, pieno di vitalità. Proprio quando Daisy sta per arrendersi alla passione, però, scoppia uno scandalo che rischia di mandare all’aria tutto… L’ultimo capitolo della serie Wallflowers, quattro inseparabili amiche che fanno diventare la Londra vittoriana ironica, divertente e spregiudicata come la New York di Sex and the City.


Quarta di copertina: Quando Rafe Bowman arriva dall’America per incontrare Natalie, la figlia bella e a modo di lord Blandford, Londra risplende delle luci e delle decorazioni dell’imminente Natale. Intrigante e fascinoso, con la reputazione da avventuriero del Nuovo Mondo, Rafe è sicuro di fare colpo sulla fanciulla. Il matrimonio è garantito. Invece il destino ha in serbo ben altro per lui: Hannah, la cugina di Natalie. E mentre Rafe deve scegliere tra denaro e amore, inaspettatamente scocca dentro di lui una nuova scintilla.


Chi è Lisa Kleypas?

Nata in Texas nel 1964, Lisa Kleypas è una delle scrittrici di romanzi rosa più amata. Nel 1985 è stata nominata Miss Massachusetts e nel 1986 ha anche partecipato al concorso di Miss America 1986 ad Atlantic City. Amante della lettura da sempre è un’appassionata di romanzi d’amore. I primi romanzi che ha scritto arrivano tutti dai tempi dell’università – ha studiato scienze politiche – quando frequentava il Wellwsley.
Dopo aver conseguito la laurea, i genitori l’aiutarono decidendo di sostenerla economicamente dandole la possibilità di concludere il suo manoscritto. Alla giovane età di ventuno anni vendette il suo primo romanzo. A causa di un evento climatico la famiglia perdette la casa e fu costretta a ricomprare almeno i beni di necessità e fu così che Lisa Kleypas decise di dedicarsi al rosa, perché per sfuggire al momento di sconforto in cui era scivolata la sua famiglia comprò un romanzo rosa.
I suoi romanzi sono sempre in vetta alle classifiche, tradotti in quattordici lingue e vende milioni di copie in tutto il mondo.
Attualmente la Kleypas vive con il marito Gregory ed i figli a Washington.

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Pandora, Susan Stokes-Chapman – RECENSIONE


Una storia ambientata nell’Inghilterra georgiana, siamo nel 1799, combina elementi della mitologia greca con personali tradimenti, inganni e una diffusa avidità. Una storia piena di suspense e intrighi che viviamo come avvincente e appassionante, mentre facciamo un viaggio nell’affascinante mondo dell’antiquariato.
Sul sito ufficiale dell’autrice scopriamo quale sia stata l’ispirazione iniziale per questo romanzo: l’affondamento, avvenuto nel 1798, dell’HMS Colossus, vascello che trasportava gran parte della preziosa collezione di reperti archeologici greci del diplomatico William Hamilton. 

La protagonista Pandora/Dora vive con suo zio Hezekiah in un negozio di antiquariato in pessime condizioni che un tempo era di proprietà dei suoi genitori. Tuttavia, nel corso degli anni, Dora ha scoperto molto poco sulla morte dei suoi genitori, tranne il fatto che sono morti improvvisamente in seguito a un incidente in un sito archeologico, lasciando molte domande senza risposta.

Dopo aver terminato la scuola, Dora concentra le sue ambizioni nel design di gioielli, ma nel suo intimo sogna ancora di poter far tornare il negozio dei suoi genitori agli antichi fasti; quando un vaso decorato arriva al negozio, il suo interesse viene immediatamente stuzzicato. Non solo perché questo tesoro è un oggetto di indubbia bellezza e sicuramente misterioso, ma anche perché da esso è in grado di trarre ispirazione per la sua gamma di gioielli. Il suo interesse prenderà una direzione diversa quando verranno alla luce il valore storico e l’alone di mistero quasi mistico attribuiti a questo pezzo archeologico. Il vaso di Pandora?

Nel frattempo, Edward Lawrence entra nella sua vita attraverso un intermediario e così i loro mondi s’ incontrano e scontrano. Li seguiremo in un viaggio di scoperta interpersonale ma anche di rivelazione di una pericolosa rete di frodi e inganni dove Dora dovrà affrontare realtà che forse non è ancora pronta ad accettare.

Sicuramente un bel libro da leggere senza troppe pretese, narrativa storica con una sana spolverata di mitologia: una storia per tutti con il punto forte di una trama e un’ambientazione davvero interessanti e che mescolano archeologia, mistero e una ricca dose di fantasia. I personaggi principali (a parte lo zio che pare davvero un cattivo da cartone animato) sono tratteggiati con garbo e ci sono abbastanza intrighi e narrazione per mantenere il lettore interessato fino alla fine. 
Risulta un po’ prolisso in alcune parti, soprattutto inizialmente per poi accelerare troppo verso la fine. Qualche pecca la possiamo perdonare contando che si tratta di un romanzo di esordio di una così promettente autrice.


Autore: Susan Stokes-Chapman
Editore: Neri Pozza
In commercio dal: 27 gennaio 2022
Pagine: 352 p., Brossura
EAN: 9788854522756

Londra, 1799. Un tempo rinomato, l’Emporio di Antichità Esotiche dei Blake, racchiuso fra un caffè e la bottega di un merciaio, ha da offrire soltanto opere contraffatte, armature scalcagnate e ninnoli privi di valore da quando è finito nelle mani di Hezekiah Blake dopo la tragica morte di suo fratello Elijah. Stimati archeologi e collezionisti, Elijah Blake e sua moglie Helen sono rimasti uccisi dal crollo di uno scavo in Grecia. L’incidente ha lasciato illesa Pandora, la figlia della illustre coppia, ma ha determinato la sciatta decadenza dell’Emporio, rapidamente divenuto una bottega di polverose cianfrusaglie nelle mani sbagliate di Hezekiah. Gli anni sono passati e Pandora, detta Dora, è ora una giovane donna che sogna di diventare un’artista orafa. Un sogno che lei coltiva con caparbietà mentre trascorre le sue ore nell’Emporio in cui l’inettitudine e l’oscura attività dello zio trascinano sempre più il nome dei Blake nell’infamia e nell’oblio. Un giorno, di ritorno al negozio, una scena spaventosa si schiude davanti agli occhi della ragazza: di fronte all’Emporio giace, ribaltato, un carro. Il cavallo, sdraiato sul fianco, sembra illeso, Hezekiah, invece, è intrappolato sotto l’animale. Attorno a lui tre uomini malvestiti, con il terrore negli occhi e l’odore salmastro dei marinai addosso, armeggiano e imprecano alla scalogna mentre fissano una cassa incrostata di molluschi rimbalzata sul selciato. Nei giorni successivi Hezekiah, malconcio e sospettoso, chiude la cassa a chiave nello scantinato e vieta alla nipote di accedervi. Che cosa c’è in quella cassa? Perché Hezekiah è impallidito quando la nipote glielo ha domandato? E per quale motivo ordina a chiunque di non mettere piede nello scantinato? Incapace di tenere a freno la curiosità, Dora si avventura nello stanzino buio e umido per imbattersi in qualcosa che cambierà per sempre la sua vita.


Chi è Susan Stokes – Chapman?


Susan Stokes-Chapman (1985) è cresciuta a Lichfield, Staffordshire, ha studiato per quattro anni alla Aberystwyth University, laureandosi con un BA in Educazione e Letteratura Inglese e un MA in Scrittura Creativa. Lavora nell’istruzione superiore e attualmente vive nelle West Midlands. Nel 2022 Neri Pozza ha pubblicato in Italia Pandora, il suo romanzo d’esordio.

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Recensione: Le vite nascoste dei colori – Laura Imai Messina

Recensione di Giulietta Frattini

Sono stata attirata da questo libro per tanti motivi: la copertina così delicata e così giapponese, la parola “colori” nel titolo perché è un’idea veramente molto personale, la scrittrice italiana che avevo adocchiato in altri titoli che non ho ancora avuto l’ispirazione per leggere.

La storia parla di Mio e del fatto che grazie alla sua visione tetracromatica, il colore diventa il centro della sua vita. Ma la storia parla anche di Aoi – capiamo subito essere una persona importante dato il nome – che però di colori ne vede pochissimi in quanto daltonico.
In mezzo alla loro storia d’amore si intrecciano le storie delle loro famiglie, con un colpo di scena abbastanza scontato ma che si inserisce perfettamente nella narrazione, e delle persone che frequentano l’atelier, l’agenzia funebre e il negozio di colori Pigment.

Tra i personaggi secondari mi sono piaciute tantissimo le due bambine Alma e Rui, che prendono lezione sul colore da Mio. La piccola Rui ha un trauma che si porta dietro dalla precedente famiglia e la nuova madre adottiva spera di farla stare bene tramite queste lezioni. Tuttavia questa storia svanisce letteralmente nel nulla e mi è dispiaciuto molto non vederne la fine – era anche un ottimo spunto per imparare aneddoti interessanti sui colori.

La cosa che colpisce nella lettura è la capacità di Mio di nominare i colori come nessun altro: una miriade di aggettivi, nomi e perifrasi usati per descrivere ogni colore che dà al lettore la certezza di immaginarsi un colore “giusto”: non un nero qualsiasi, ma un “nero mezzanotte con una punta di luna”. Bellissimo.

Romanzo assolutamente consigliato se volete una lettura colorata e leggera, ma con una punta di malinconia.


Il libro

pp. 328
€ 18,50
ISBN 9788806248475

Nero mezzanotte con una punta di luna, indaco che sa di mirtillo, giallo della pesca matura un attimo prima che si stacchi dal ramo: Mio sa cogliere e nominare tutti i colori del mondo. Ha appreso l’arte dei dettagli invisibili guardando danzare ago e filo sui kimono da sposa, e ora i colori sono il suo alfabeto, la sua bacchetta magica, il suo sguardo segreto. Aoi, invece, accompagna le persone nel giorno piú buio: lui prepara chi se ne va e, allo stesso modo, anche chi resta. Conosce i gesti e i silenzi della cura. All’inizio sembra l’amore perfetto, l’incanto di chi scopre una lingua comune per guardare al di là delle cose. Ma il loro incontro non è avvenuto per caso.

Non sempre nascere con un dono è un vantaggio, di certo è una responsabilità. Mio è una giovane donna dallo sguardo speciale: i suoi occhi sono capaci di cogliere ogni minima sfumatura e dare un nome a tutte le tonalità, soprattutto quelle invisibili. Nell’atelier dove la sua famiglia cuce e ricama kimono nuziali con gesti preziosi tramandati da generazioni, ha imparato fin da piccola la potenza dei dettagli, scoprendo in segreto le vite nascoste dei colori. Ma a custodire un segreto, in questa storia, non è la sola. Aoi possiede la sensibilità rara di capire a prima vista chi ha di fronte: la sua agenzia organizza cerimonie funebri, e lui – allo stesso modo di un mago – sa sempre come accompagnare i vivi e i morti nel giorno piú buio. Quando i loro destini s’incrociano in una mattina qualsiasi, Mio e Aoi si specchiano l’una nell’altro come due colori complementari. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che il loro incontro non è stato casuale: ancora non lo sanno, ma le loro esistenze stanno per entrare in collisione. Laura Imai Messina sa raccontare il potere magico delle cose di tutti i giorni, fa scintillare le coincidenze, anima le storie come in una danza da cui si sprigiona, semplicemente, il prodigio dello stare al mondo. E il Giappone, luogo di tutte le contraddizioni, è l’alambicco ideale di questo incantesimo. Cosí per le strade di Tōkyō, città da sempre scagliata verso il futuro, si celebrano ogni giorno le antiche pratiche di una cultura millenaria, i rituali dei matrimoni e dei funerali, le cerimonie del passaggio. Le vite nascoste dei colori – una fiaba metropolitana capace di ammaliare il lettore – ci fa conoscere la forza dell’amore tra due figure indimenticabili e opposte. Due personaggi unici, legati a doppio filo da un nodo di meraviglia che aspetta soltanto di manifestarsi.

L’autrice

Laura Imai Messina è nata a Roma. A ventitre anni si è trasferita a Tōkyō, dove ha conseguito un dottorato in Letteratura. Attualmente insegna italiano presso alcune tra le piú prestigiose università della capitale giapponese. È autrice di romanzi, saggi e storie per ragazzi. Nel 2020 è uscito Quel che affidiamo al vento (Piemme), caso editoriale in corso di traduzione in oltre venti Paesi, i cui diritti cinematografici sono stati opzionati da Cattleya. Per Einaudi ha pubblicato Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale nella grande metropoli (2020 e 2022) e Le vite nascoste dei colori (2021). Collabora con numerosi inserti culturali italiani, e insegna presso la Scuola Holden. Vive tra Kamakura e Tokyo con il marito Ryosuke e i figli, Claudio Sosuke ed Emilio Kosuke.
Il suo sito è www.lauraimaimessina.com.

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Non è un paese per single, Felicia Kingsley – recensione

Amare te è come ballare un lento in una stanza che va a fuoco. Sai che dovresti scappare ma vuoi finire la canzone e aspettare di scoprire quale sarà quella successiva, anche se ormai le fiamme ti sfiorano.

Maremma Infoiata!
La regina del rosa italiano è tornata con un nuovo romanzo scoppiettante!
Felicia Kingsley, autrice bestseller da oltre mezzo milione di copie, ci ha regalato a inizio 2022 una commedia romantica con i fiocchi, retelling del classico di Jane Austen Orgoglio e Pregiudizio, romanzo da lei molto amato. E si vede!
Essendo anche uno dei miei libri preferiti non potevo non leggere questa lettura in chiave moderna e non ne sono rimasta per niente delusa.
Da anni ormai seguo questa talentuosa scrittrice, conosciuta grazie a Matrimonio di convenienza, ed il suo stile è sempre nuovo ed irresistibile.
Non è un pese per single‘ è brillante per la location – vi è un grande tributo alla magica Toscana -, per i personaggi che per quanto siano ispirati ad un classico della letteratura Felicia è riuscita a rendere Elisa, Michael e tutti gli altri personaggi moderni, e per la storia in sé perché ci sono dei riferimenti a Orgoglio e Pregiudizio, ma molti scenari sono stati reinventati creando una storia romantica e molto, molto divertente.
Un romanzo esilarante, ambientato nelle meravigliose colline toscane e le parti scritte in diletto sono un piccolo gioiello che vi faranno lacrimare gli occhi, leggendolo vi farete delle grasse risate.
I libri di Felicia Kingsley spiccano sempre per umorismo e per storie originali, ma ammetto che questo è subito salito in cima ai miei libri preferiti scritti da lei.
Divorato in poco più di tre giorni, non potete lasciarvi scappare questo nuovo romanzo della Kingsley perché sul serio è un piccolo gioiello della letteratura rosa del 2022.


Quarta di copertina: Belvedere in Chianti, piccolo borgo sulle colline toscane, dove abbondano ulivi e vigne ma di scapoli nemmeno l’ombra, è in fermento: Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa, amica d’infanzia di entrambi i giovani, con i quali passava tutte le estati alla tenuta, dove ora vive e si occupa con passione della vigna e della produzione del vino. Mentre tutte le ragazze di Belvedere si contendono i due appetitosi single, Elisa cerca di capire cosa ne sarà della tenuta, dato che Charles e Michael sembrano arrivati in Toscana con intenzioni poco chiare. Sono passati molti anni da quando lei e Michael erano compagni di giochi, la vita li ha cambiati e molti segreti si sono annidati tra le pieghe del tempo, che però sono sempre più difficili da nascondere. Possibile che due amici affiatati come loro possano ritrovarsi nemici? E se tra bicchieri di Chianti, scorpacciate di pappardelle e molti malintesi Elisa e Michael finissero a fare i conti con sentimenti tanto forti quanto imprevisti e forse impossibili da reprimere? A Belvedere, terra di pettegolezzi, tutti vogliono sapere…


Chi è Felicia Kingsley?

Felicia Kingsley, emiliana DOC nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con la casa editrice Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. Stronze si nasce, Una Cenerentola a Manhattan e Due cuori in affitto sono stati nella classifica dei bestseller per settimane. La Newton Compton ha pubblicato anche La verità è che non ti odio abbastanza e ad Aprile 2020 la novella Appuntamento in terrazzo.
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L’estate che resta, Giulia Baldelli – recensione

Non vorrei essere nei panni di Mattia, nella testa di Cristi e nemmeno nel tuo cuore.

L’anno nuovo è iniziato un po’ a rilento, ma non per quanto riguarda l’editoria, soprattutto quella italiana, perché ci sono alcuni esordi di cui è bene segnarsi la data di uscita. Uno di questi è L’estate che resta di Giulia Baldelli, edito da Guanda, in uscita oggi in tutte le librerie e negli store online.
Se avete letto, e apprezzato, la Perrin, la D’Urbano e la Ferrante non potrete che apprezzare questo romanzo: ha tutte le carte in regola per essere uno dei migliori del 2022.
Un po’ presto per dirlo? Forse sì, forse no.
Iniziando dal titolo molto significativo entriamo nelle vite dei tre protagonisti: Giulia, Cristi e Mattia, uniti indissolubilmente da un legame molto forte, difficile da spezzare.
Raccontata dal punto di vista di Giulia viene narrata la loro storia che celebra l’amore e l’amicizia oltre i confini del tempo ed oltre il genere.
L’ amore che resiste negli anni, senza mai affievolirsi ed il dolore di un continuo abbandono da sopportare sono alcuni dei tanti sentimenti ed emozioni che attraverso la determinata e razionale Giulia vi troverete a leggere. Paura, gelosia, perdono e accettazione fanno da contorno a questa storia ambientata a cavallo tra due luoghi: un paesino delle Marche e la città di Bologna.
La narrativa è solida e scorrevole ed è impossibile abbandonare la lettura senza sapere come prosegue la trama fino a raggiungere un finale definibile dolce amaro.
Un romanzo d’esordio eccezionale che siamo certe sarà un grande successo; la curiosità di vedere come proseguirà la carriera letteraria di questa autrice è tanta e resteremo con le antenne attivate.


Casa Editrice: Guanda
Prezzo: € 19,00
Data pubblicazione: 20 gennaio 2022

Quarta di copertina: Giulia e Cristi si incontrano bambine, negli anni Novanta, durante le estati trascorse in un piccolo paese delle Marche. Giulia, determinata e razionale, subisce il fascino di Cristi, così fragile e così selvaggia, e capisce presto di provare per lei qualcosa di più sconvolgente e più scottante dell’amicizia. Anche Cristi è attratta da Giulia, però i suoi occhi cercano in continuazione Mattia, un bambino che sembra comprendere la sua natura selvatica più profondamente di quanto l’altra riesca a fare. Dopo una serie di estati scandite dai giochi in riva al fiume e da sofferte gelosie, i tre, arrivati alla soglia dell’adolescenza, si separano. Dieci anni più tardi, Giulia e Cristi si ritrovano a Bologna e il loro amore mai dimenticato esplode. Ma di nuovo a turbare l’equilibrio ricompare Mattia. Da quel momento le loro vite appassionate si legano per sempre. Cristi, che sa farsi amare da Giulia disperatamente e a sua volta ama senza regole, rimane il vertice irresistibile del triangolo. In una storia d’amore totalizzante, che non si cura dei generi, sopporta gli abbandoni e alla fine, quando brucia, lascia una cenere speciale da cui non può che rinascere amore.


Chi è l’autrice?

Giulia Baldelli è nata a Fano, sul mare adriatico, nelle Marche, nel 1979. Dal 1998 si è trasferita a Bologna dove si è laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Dopo aver maturato un’esperienza di quattordici anni nel settore manifatturiero e nella Grande Distribuzione Organizzata ricoprendo ruoli di responsabilità nel settore assicurazione qualità, da due anni lavora come docente e valutatrice freelance nell’ambito di risk-management, food safety e sostenibilità delle filiere agroalimentari. Scrive e vive a Bologna, insieme al marito ed i loro tre figli. Questo è il suo romanzo d’esordio.