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Segnalazione: L’anomalia, Hervé Le Tellier

Casa Editrice: La Nave di Teseo | Prezzo: | Data di pubblicazione: 11 marzo 2021

Quarta di copertina:

Nell’estate 2021 un killer di professione, uno scrittore abbastanza giovane ma condannato da un cancro, una montatrice cinematografica in mezzo a una relazione sentimentale complicata, un nigeriano omosessuale… Non c’entrano niente l’uno con l’altro, ma hanno in comune una coincidenza: tutti prenderanno un volo Parigi-New York. Il volo subirà una turbolenza molto pesante e rischiosa, ma alla fine atterrerà come da programma, senza danni alle persone.

Appare però una anomalia: è come se il volo che atterra a giugno a NY fosse il doppio di un altro volo (stesso boing, stesso equipaggio, stessa lista di passeggeri) già atterrato al JFK il 10 marzo. Immediatamente scatta l’inchiesta e in gran segreto il volo viene dirottato di nascosto presso un aeroporto militare. La CIA inizia a indagare, tutta l’intelligence è coinvolta, lo stesso Trump è presente in prima persona e si occupa di gestire la situazione con Macron e il presidente Xi Jinping. Quale sarà la spiegazione di questa strana anomalia.


Dicono dell’autore:

Hervé Le Tellier, nato a Parigi nel 1957, è uno scrittore, poeta e linguista francese, membro dell’OuLiPo, le cui opere sono basate sull’utilizzo di limitazioni formali, letterarie o matematiche. Ha iniziato la sua carriera come giornalista scientifico, e si è unito Oulipo nel 1992. Come autore, è venuto all’attenzione generale nel 1998, con la pubblicazione in Francia del suo libro ‘’Les amnésiques n’ont rien vécu d’inoubliable’’, una raccolta di mille frasi molto brevi tutte inizia con ‘’Je pense que’’ (credo che). Il suo romanzo piuttosto complesso ‘’Le voleur de nostalgie’’ è un omaggio allo scrittore italiano Italo Calvino. Egli è anche uno dei Papous dans la tête, su la stazione radio francese culturale France Culture.

È anche l’autore di un biglietto quotidiano nel giornale ‘’Le Monde’’, su internet. Hervé Le Tellier è anche uno dei fondatori dell'”associazione degli Amici di Jean-Baptiste Botul” (Association des Amis de Jean-Baptiste Botul, o A2JB2), presentata come ente che curerebbe la raccolta e la pubblicazione degli scritti di Botul.

Nel 2020 è stato insignito del Premio Goncourt per il romanzo L’Anomalie.

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Segnalazione: Il ballo delle pazze, Victoria Mas

Casa Editrice: Edizioni E/O | Prezzo: € 16,50 | Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2021

Quarta di copertina:

Parigi, 1885. A fine Ottocento l’ospedale della Salpêtrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo, le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate “isteriche” e curate con l’ipnosi dall’illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l’esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Salpêtrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. 

Alla Salpêtrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugénie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto. E poi c’è Thérèse, la decana delle internate, molto più saggia che pazza, una specie di madre per le più giovani. Benché molto diverse, tutte hanno chiara una cosa: la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il “ballo delle pazze”, ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpêtrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell’occasione, mascherarsi farà cadere le maschere… 

Una storia avventurosa e appassionata, un inno alla libertà delle donne in un mondo che ancora nell’Ottocento era dominato dagli uomini.

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Segnalazione: Via delle Magnolie 11, Stefania Bertola

Casa Editrice: Einaudi|Prezzo: € 17,00 cartaceo, € 8,99 ebook | Data di pubblicazione: 2 Ottobre 2020

Quarta di copertina: I Boscolo sono una famiglia come tante? Non proprio. Abitano quasi tutti nella palazzina di via delle Magnolie 11 e non disdegnano finti omicidi, gare truccate e amori clandestini. In una parola, hanno una morale tutta loro. Altrimenti perché continuerebbero ad affittare l’appartamento del secondo piano a quel donnaiolo di Lorenzo, senza comunicarlo alla legittima proprietaria? E perché dovrebbero avvalersi di un detective privato travestito da palma per impedire a lei, la legittima proprietaria, di scoprirlo? Nato come un romanzo a puntate durante il lockdown, potente antidoto ai limiti della clausura, questo primo capitolo della saga dei Boscolo ci travolge con i suoi personaggi e le loro sgangherate avventure, in uno scenario che assomiglia poco alla vita reale, ma che della vita reale ha tutta la sapiente, incontenibile follia.


Stefania Bertola è una scrittrice, traduttrice, sceneggiatrice e autrice radiofonica italiana. I suoi romanzi coniugando ironia, sentimento e senso del surreale hanno scalato le classifiche dei best seller in Italia. Ha pubblicato: Luna di Luxor (Longanesi, 1989), Se mi lasci fa male (Sperling & Kupfer, 1997; riedito nel 2007 da Salani e nel 2009 da Tea), Ne parliamo a cena (Salani, 1999), A neve ferma (Salani, 2002), Aspirapolvere di stelle (Salani, 2002), Biscotti e sospetti (Salani, 2004), A neve ferma (Salani, 2006), La soavissima discordia dell’amore (Salani, 2009), Il primo miracolo di George Harrison (Einaudi, 2010), Romanzo rosa (Einaudi, 2012), Ragazze mancine (Einaudi, 2013), Ragione & sentimento (Einaudi, 2017), Divino Amore (Einaudi, 2019). Feltrinelli ha pubblicato Solo Flora (2016), il suo primo libro per ragazzi e Vampiri contro Amet (2016).

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Segnalazione: Azami, Aki Shimazaki

Casa Editrice: Feltrinelli |Prezzo: € 12,00 cartaceo, € 8,99 ebook | Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2020

Quarta di copertina: Il trentenne Mitsuo Kawano si divide tra la famiglia e il lavoro in una rivista culturale, e per colmare l’inesistente vita sessuale con Atsuko, la madre dei suoi figli, frequenta locali erotici. Un giorno incontra per caso Goro Kida, un ex compagno di classe, diventato presidente di un’importante compagnia ereditata dalla famiglia, che lo invita a trascorrere una serata in un club lussuoso. Lì lavora come entraîneuse la bella e misteriosa Mitsuko, una loro ex amica di scuola, il primo amore segreto di Mitsuo, la ragazza che nel diario giovanile lui chiamava azami, come il fiore del cardo. I ricordi riaffiorano e ben presto tra i due nasce una relazione in cui Mitsuo riscopre una passionalità inattesa e totalizzante. Tuttavia l’apparente equilibrio tra la vita quotidiana e gli incontri furtivi è destinato a incrinarsi per mano dell’intrigante Goro Kida. Repentini cambiamenti di vita e l’infittirsi del mistero attorno a Mitsuko culminano in un malinconico finale ricco di suspense. Coincidenze e simbologie impreziosiscono la sempre evocativa scrittura dell’autrice, dalla radice dei nomi Mitsuo e Mitsuko, che racchiude l’idea dell’appagamento, benché nessuno dei due sia soddisfatto della propria vita, al fiore del cardo, che accompagna tutto il romanzo.


Aki Shimazaki (Gifu, 1954) si è trasferita in Canada dal Giappone, dove è nata, nel 1981 e dal 1991 vive a Montréal, dove insegna Giapponese. I suoi libri, scritti in francese, sono tradotti in inglese, giapponese, serbo, tedesco, russo e ungherese. Ha vinto il Prix du Gouverneur général nel 2005 con la pentalogia Il peso dei segreti (Feltrinelli 2016). Ha poi pubblicato il ciclo Au coeur du Yamato e nel 2015 ha iniziato un ulteriore ciclo con Azami. Nel cuore di Yamato (Feltrinelli 2018) riunisce cinque brevi romanzi pubblicati da Laméc in Québec tra il 2006 e il 2013.

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Segnalazione: Le melodie della tempesta, Enrico Pedace

Casa Editrice: PubMePrezzo: € 11,00 cartaceo, € 0,99 ebook | Data di pubblicazione:  21 Aprile 2020

Quarta di copertina: Roma, maggio 2018. Marco è un uomo di 36 anni che, dopo aver abbandonato gli studi di biologia all’università, ha deciso di intraprendere il percorso culinario e diventare uno chef. Raggiunto il suo obiettivo, ha iniziato a lavorare nel ristorante del suo grande amico Antonio e, vista la grande amicizia e la sintonia che c’è tra i due, Antonio ha invitato Marco a diventare socio del ristorante. Marco è sposato con Sara, sua coetanea. I due si sono conosciuti all’università durante le lezioni di chimica inorganica del corso di Laurea in Scienze Biologiche. Sara, a differenza di Marco, ha continuato gli studi biologici con grande successo arrivando ad ottenere un ruolo al Centro Nazionale delle Ricerche. Marco e Sara, però, attraversano un periodo di crisi dovuto al fatto che Sara è molto presa dal lavoro e dagli impegni che ne conseguono, arrivando a dimenticarsi della giornata che Marco aveva preparato solo per loro due. Quest’ultimo evento è la goccia che fa traboccare il vaso, scaturendo in Marco dei seri dubbi sulla fedeltà della moglie. Sentendosi trascurato e avvertendo la distanza affettiva della moglie, giunge alla decisione di confessare a Sara tutto il suo malcontento, chiedendole di essere sincera con lui. La sincerità di Marco non viene purtroppo ripagata e riconosciuta da sua moglie che, anzi, lo accusa di essere insensibile ed infantile. Tutto ciò causa in Marco una iniziale confusione e un senso di frustrazione. Al ristorante incontra la sua collega pasticcera, rientrata dopo un anno trascorso all’estero per frequentare un corso di specializzazione, si tratta dell’affascinante e sensuale Laura, sposata con un medico. Marco scopre di essere terribilmente attratto da lei e il suo desiderio culmina nella realtà quando scopre che anche Laura nutre una certa attrazione per lui. È l’inizio di una folle, intensa ed ardente relazione che porta i due giovani amanti ad addentrarsi nel vortice del tradimento.

Dicono dell’autore.

Enrico Pedace, classe 1983, nasce a Rossano, oggi comune di Corigliano
Rossano, in provincia di Cosenza.
Dopo aver terminato le scuole superiori nella cittadina calabrese, ha deciso di proseguire gli studi e si è trasferito a Roma, nel 2001, iscrivendosi all’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, scegliendo il corso di laurea in Scienze Biologiche. Durante il percorso di studi, capisce che quella non è la strada giusta per lui e decide di intraprendere il percorso infermieristico.
Nel 2009 ha conseguito la laurea in Infermieristica e dopo varie esperienze tra assistenza infermieristica domiciliare e nelle case di riposo, è approdato, nel 2011, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Tra le sue passioni spiccano la lettura e la musica.
Il meraviglioso e affascinante mondo della lettura ha sempre stuzzicato l’ immaginazione e la fantasia di Padace, nutrendo il sogno nascosto di scrivere un romanzo. Da Aprile il suo sogno è diventato realtà Le melodie della tempesta è il suo primo romanzo.



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Segnalazione: Il morso della vipera, Alice Basso

Casa editrice: Garzanti | Prezzo: € 16,90| Data di pubblicazione: 2 luglio 2020

 

_il-morso-della-vipera-1592770177Quarta di copertina: Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia : racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi. Dopo aver creato Vani Sarca, l’autrice torna con una nuova protagonista: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita.

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Segnalazione: Tornare a casa, Dörte Hansen

«Il nuovo romanzo di Dörte Hansen è un evento letterario, le sue lettrici e i suoi lettori ne saranno giustamente entusiasti».
«Der Spiegel»

Infatti siamo entusiasti, grazie Der Spiegel.

«Raramente un libro è stato tanto incalzante».
«Frankfurter Allgemeine Zeitung»

Grazie anche a te Frankfurter, non avevamo nulla da leggere in effetti.

«Un grande racconto di delicata malinconia e un meraviglioso monumento ai piccoli paesi di un tempo».
«NDR Kultur»

Ok NDR Kultur, non ti conosciamo ma ci fidiamo sulla parola, ci avevi già convinto a ‘grande racconto’.

«Ci lasciamo volentieri trasportare da Dörte Hansen nell’immaginario paesino di Brinkebüll. Modulando sapientemente i tempi narrativi, Hansen racconta la vita di provincia, sospesa tra declino e nostalgia».
«Die Tageszeitung»

Oh ma pure noi caro Die Tageszeitung, anche se il nome tuo incute un po’ timore. Ma non abbastanza da impedirci di correre in libreria.

Tornare a casa, Dörte Hansen

Casa Editrice: Fazi Editore| Prezzo: € 18,50| Data di pubblicazione: 25 giugno 2020

tornare-a-casa-673x1024Quarta di copertina: Quando un bambino nasce in un paesino di provincia dove di bellezza non c’è neanche l’ombra, è figlio di una ragazzina affetta da ritardo mentale e fin da piccolissimo viene messo in piedi su una cassa a spillare birra al bancone di una locanda, il fatto che da adolescente frequenti il liceo è piuttosto sorprendente; se poi diventa un professore universitario e decide di lasciarsi tutto alle spalle, l’evento è più unico che raro, e in paese c’è chi lo vive come un tradimento. Nel momento in cui, alla soglia dei cinquant’anni, l’uomo fugge da una vita accademica insoddisfacente e da un’ambigua convivenza a tre in un appartamento in cui non si diventa mai adulti per tornare a casa e prendersi cura dei nonni – Sönke, l’oste arroccato nella sua locanda semiabbandonata, ed Ella, che la vecchiaia ha reso capricciosa e imprevedibile –, due realtà apparentemente inconciliabili si scontrano, dando vita a una crepa profonda dalla quale tutto torna a galla. Il ritorno a Brinkebüll diventa così un’occasione per riscoprirsi e reinventarsi: ci sono conti da saldare, ruoli da invertire e tante tappe da rivisitare prima di muovere il primo passo verso il cambiamento. Il contrasto fra due mondi, il nostro passato e il nostro presente, le famiglie da cui proveniamo e quelle che ci siamo scelti, è la sostanza da cui germoglia questo romanzo meraviglioso, che racconta l’evoluzione di un paesino e i destini individuali dei suoi abitanti con dolcezza, ironia sottile e una vena di malinconia.


File:MJK62763 Dörte Hansen (Frankfurter Buchmesse 2018).jpgDicono dell’autrice: 

È nata nel 1964 in un paese vicino a Husum, nella Frisia settentrionale, e ha frequentato l’Università di Amburgo. Ha studiato svariate lingue, tra cui il gaelico, il finlandese e il basco, e ha conseguito un dottorato in Linguistica. In seguito ha lavorato come autrice per la radio e la stampa. Tornare a casa, il suo secondo romanzo, è stato promosso a bestseller dell’anno da «Der Spiegel» e dai librai tedeschi. Ha vinto il Grimmelshausen-Preis e il Rheingau Literatur Preis.

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Segnalazione: L’invenzione di noi due, Matteo Bussola

Casa Editrice: Einaudi| Prezzo: € 17,00| Data di pubblicazione: 26 maggio 2020

 

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Quarta di copertina: 

«Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi»

Cosí si apre questo romanzo, in cui Milo, sposato con Nadia da quindici anni, si è accorto che lei non lo desidera piú: non lo guarda, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di sé. Sembra essersi spenta. Come a volte capita nelle coppie, resta con lui per inerzia, per dipendenza, o per paura. Quanti si arrendono all’idea che il matrimonio non possa diventare che questo? Milo no, non si arrende. Continua ad amare perdutamente sua moglie, e non sopporta di non ritrovare piú nei suoi occhi la ragazza che aveva conosciuto. Vorrebbe che fosse ancora innamorata, curiosa, vitale, semplicemente perché lei se lo merita. Ecco perché un giorno le scrive fingendosi un altro. Inaspettatamente, lei gli risponde, dando inizio a una corrispondenza segreta. In quelle lettere, sempre piú fitte e intense, entrambi si rivelano come mai prima. Pian piano Milo vede Nadia riaccendersi, ed è felice, ma anche geloso. Capisce di essere in trappola. Come può salvarsi, se si è trasformato nel suo stesso avversario?


Dicono dell’autore: Matteo Bussola è nato a Verona nel 1971. Ha conseguito la laurea in architettura a Venezia ma poi ha preferito dedicarsi alla carriera di fumettista. Lavora con diverse case editrici di fumetti, italiane e straniere: con Eura Editoriale (oggi Aurea), Star Comics, con le case editrici francesi Soleil e Humanoides Associés. Nel 2011, insieme a Paola Barbato, crea il web-comic “Davvero”, poi pubblicato sotto il marchio Star Comics. Nel 2012 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore, entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie Adam Wild. Tiene una rubrica settimanale su “Robinson” dal titolo Storie alla finestra, e conduce con Federico Taddia un programma settimanale su Radio 24, I padrieterni, sul ruolo dei nuovi padri.
Vive a Verona con la compagna, tre figlie e due cani.
Il suo primo libro, Notti in bianco, baci a colazione è pubblicato da Einaudi (2016). Altri libri pubblicati con Einaudi sono: Sono Puri i loro sogni. Lettera a noi genitori sulla scuola (2017), La vita fino a te (2018) e L’invenzione di noi due (2020).

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Recensione: Isola di Neve, Valentina D’Urbano

41-gDliAhQLCasa Editrice: Longanesi
Prezzo: € 19,90 cartaceo, € 9,99 ebook
Pagine: 512 pagine
Data di uscita: 13 settembre 2018
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐

Quarta di copertina: 

Un’isola che sa proteggere. Ma anche ferire.
Un amore indimenticabile sepolto dal tempo.

2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato -, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger -violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta.

1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.


Dicono dell’autrice.

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Valentina D’urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l’infanzia. Il rumore dei tuoi passi (Longanesi 2012), suo libro d’esordio, è stato un vero e proprio caso editoriale. In seguito sono apparsi, sempre presso Longanesi, Acquanera (2013), Quella vita che ci manca (2014), Afredo ( Longanesi e TEA, 2015) e Non aspettare la notte (2016). I suoi romanzi sono stati pubblicati all’estero, presso prestigiosi editori, ottenendo importanti riconoscimenti da parte della critica.


Cosa ne pensiamo noi.

Nessuno l’aveva toccato nel corpo. Lui l’aveva toccata nella testa, aveva acceso qualcosa, una piccola scia di luce dentro un abisso buio. La prima stella della sera che accendeva pian piano tutte le altre. E le stelle, si sa, guidano le navi e non si spengono. Era un marchio da cui non si poteva tornare indietro.

Nella vita di ogni lettore c’è una lista ben precisa, incisa all’altezza del cuore.
Questa lista, nella lingua segreta dei lettori, è definita come “Libri Indelebili”, quei libri che s’incastrano da qualche parte tra cuore, polmoni e stomaco e da lì non se ne vanno più. Questi libri semplicemente ti entrano dentro e ti accompagnano in quello spaventoso viaggio chiamato vita, come fedeli amici, e non ti abbandonano mai.
Ecco.
Isola di Neve è uno dei miei Libri Indelebili. E posso chiaramente sentirlo incastrato tra quei determinati organi.
Così a caldo ammetto che non è un buon momento per poter raccontare di questa opera narrativa, potrebbe uscirne qualcosa di delirante, ma sono in balia dei miei sentimenti e forse l’unico modo per poter mettere ordine tra questi è parlarvi della mia esperienza con questo romanzo.
Nel miscuglio di emozioni che sto provando in questo momento la nostalgia – insieme a rabbia, dolore, sconcerto, stupore, gioia – è quella più accentuata, ho appena finito di perdermi tra le cinquecentododici pagine del libro e già mi mancano.
Un secondo dopo aver concluso Isola di Neve il mio primo istinto, una volta asciugate le lacrime, è stato quello di ripartire dall’inizio e rileggerlo.
Perdermi di nuovo tra l’Isola di Novembre e Santa Brigida, fare mio il dolore dei personaggi e quel senso di prigionia e poter sentire, l’odore di salsedine attraverso le pagine.
Sto sicuramente delirando, me ne rendo conto.
Potrei stare davanti allo schermo di questo computer e riempire di frasi su frasi questo articolo di WordPress per convincervi che questo libro è davvero un piccolo capolavoro e vale la pena leggerlo, ma sono sincera io non ho parole.
Credo di averle perse più o meno a metà libro tra le imprecazioni e la venerazione nei confronti della scrittrice.
Questo dovrebbe fare un buon libro, non credete? Dovrebbe lasciare senza parole, a corto di fiato.
Quando un libro è effettivamente un buon libro l’unica cosa da fare, dopo averlo finito, è stringerselo al petto e rimanere alcuni secondi lì,  occhi chiusi, ad assaporare il momento. Ed è quello che ho fatto io e non sono ancora riuscita a separarmene – lo guardo, lo sfoglio, lo rileggo, lo poso e ricomincio tutto da capo –  perché questo libro ti entra dentro e ti dilania in tanti piccoli pezzi, così minuscoli e microscopici, che non te ne rendi conto.
È magia. La magia di un buon libro.

Ci sono cose che devono restare sepolte nei posti bui della memoria, in attesa di un’onda che possa allargare tutto, che possa spezzarle via.

La scrittrice ha davvero un dono e perdersi nei suoi romanzi è come finire in mezzo ad una tempesta e uscirne comunque, un po’ ammaccati e con qualche graffio, ma sempre con qualcosa di nuovo, magari un pezzo mancante di cui non si era a conoscenza.
Potrei dilungarmi ancora è dirvi che questo libro è meraviglioso, senza tempo e pieno di passione e non avrei ancora detto abbastanza.
Potrei anche asserire che Valentina D’Urbano è una certezza e una condanna insieme, i suoi libri un dannato dono, per potermi credere però dovete leggere uno dei suoi lavori altrimenti mi date della pazza.

Nel frattempo io vado a rileggermi il libro ed a cercare di recuperare quei pezzi di cuore abbandonati tra le pagine di questo romanzo.


A cura di Rossella Zampieri  

 

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Segnalazione: Cuori Scuri

Disonore su di noi e sulla nostra mucca, non vi abbiamo segnalato l’uscita del nuovo romanzo di James Frey! ( Grazie Il Libraio! )
Rimediamo subito informandovi che è stato pubblicato dalla casa editrice TEA ed è uscito il 23 gennaio 2020.

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Quarta di copertina:
Los Angeles, oggi. Jay è uno scrittore e autore televisivo affermato, ha una famiglia bellissima, una casa con la governante e un prato perfetto. E si odia a morte. Un giorno, riceve un messaggio su Facebook da un profilo che non conosce, ma con cui avvia una conversazione che lo porta inevitabilmente a fare un viaggio nella memoria. Parigi, venticinque anni prima. Jay è un giovane scrittore scappato dall’Ohio e arrivato in Francia per rivivere le esperienze dei poeti maledetti e dei suoi autori preferiti. Un giorno, conosce Katerina, una splendida modella norvegese di cui si innamora al primo sguardo. Tra strambe frequentazioni, droghe, ma anche musei, gallerie e tutta l’arte che accende la città, i due vivono una storia che si avvicina a ogni limite, ma anche un amore così folle e profondo da diventare pericoloso.


Dicono dell’autore. 

James Frey è uno sceneggiatore cinematografico, autore televisivo e narratore, nato a Cleveland. Tradotto in 42 paesi è l’autore di In un milione di piccoli pezzi, vero e proprio caso editoriale, non soltanto per gli oltre cinque milioni di copie vendute, ma anche per le polemiche che ha scatenato. Nel 2018 ne è stato tratto un film sotto la regia di Sam Taylor – Johnson.

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Segnalazione: Io sono l’altra, Cathleen Schine

Gennaio è appena iniziato, ma è già pieno di novità sugli scaffali delle librerie. Oggi vi vogliamo segnalare l’ultimo romanzo di Cathleen Schine, uscito ieri, per la casa editrice Mondadori.

9788804721918_0_0_551_75Quarta di copertina: Daphne e Laurel Wolfe sono due gemelle dai rossi capelli fiammanti, identiche e inseparabili. Hanno una lingua segreta, incomprensibile agli adulti, che caratterizza il loro rapporto simbiotico e la loro intimità, e fin da bambine sono ossessionate dalle parole. Per farle felici, il padre regala alle figlie una copia di un prezioso dizionario della lingua inglese, che, con le sue innumerevoli e sorprendenti definizioni, diventa un vero e proprio oggetto di culto, troneggiando su un leggio al centro della casa. Crescendo, nel corso degli anni Ottanta a Manhattan, l’infatuazione delle due ragazze per il linguaggio continua, ma proprio l’ossessione che le ha sempre tenute unite finirà per dividerle in età adulta. Daphne è una nota columnist che si dedica a preservare la dignità e l’eleganza formale della lingua classica, mentre Laurel ne adora la natura cangiante e camaleontica, divertendosi a stravolgerne le regole fino a diventare una poetessa di una certa fama. La passione per la bellezza e i tranelli del linguaggio si legano indissolubilmente al loro destino. Lo stile elegante e sofisticato, l’acuta osservazione delle relazioni familiari e dell’animo umano e il senso dell’umorismo sono da sempre gli ingredienti dei romanzi di Cathleen Schine, che ancora una volta regala ai suoi lettori una commedia luminosa, mai superficiale, toccante e disincantata al tempo stesso.



Dicono dell’autrice. 

Cathleen Schine è una scrittrice americana diventata famosa in Italia con il romanzo La lettera d’amore (1996) e Le disavventure di Margaret (1998).
Fra i suoi romanzi si ricordano: L’evoluzione di Jane (1998), Il letto di Alice (1999), L’ossessione di Brenda (2000), Sono come lei (2003), I Newyorkesi (2007), Tutto da capo (2010), Miss S. (2011), Che ragazza! (2013), Le cose cambiano (2016). Attualmente vive a Los Angeles.

 

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Segnalazione: Il museo delle promesse infrante, Elizabeth Buchan

Inauguriamo la prima segnalazione augurando a tutti un buon anno! Pensavate che ci fossimo dimenticate della wishlist? E invece no! Solo che questo mese è un po’…segnaletica.
Il miglior modo per inaugurare al meglio questo 2020 bisestile?
Segnalarvi, appunto, l’uscita di oggi, una delle tante di gennaio.
Avete il nuovo quaderno e la matita per iniziare a segnare tutti i libri di questo nuovo anno?

 

downloadQuarta di copertina: Esiste un museo, a Parigi, dove le persone non fanno la fla per ammirare i capolavori dell’arte. Dove non sono custoditi né quadri né statue. Un museo creato per conservare emozioni. Ogni oggetto in mostra, infatti, è il simbolo di un amore perduto, di una fiducia svanita. Un cimelio donato da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la stessa curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Laure lo capisce a poco a poco dagli sguardi spaventati della gente, dalle frasi lasciate in sospeso: questo è un Paese che ha dimenticato cosa sia la libertà. Eppure ci sono persone che ancora non si rassegnano. Come Tomas. Laure lo incontra per caso, a uno spettacolo di burattini. Ed è un colpo di fulmine. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante non è un luogo cristallizzato nel passato. E un luogo che guarda al futuro, in cui le storie circolano e spiccano il volo verso mete inaspettate. A volte raggiungono luoghi lontanissimi, ricucendo i fili strappati del destino. E a volte possono perfno giungere alle orecchie di un uomo cui non importa nulla degli sbagli e dei rimpianti, ma che aspetta solo un indizio per ritrovare il suo amore perduto.


Dicono dell’autrice. 

Elizabeth Buchan, classe 1948, è nata a Guildford, nel Surrey, e si è laureata in Lettere e in Storia alla University of Kent. Ha lavorato a lungo come redattrice e editor per il gruppo Penguin Books ( dal 1974 al 1989) e dal 1989 presso la Random House, come Fiction Editor. Dopo la pubblicazione del suo terzo romanzo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Grazie al successo dei suoi racconti e dei suoi romanzi, è stata nominata madrina del Guildford Book Festival e della National Academy of Writing. Attualmente vive a Londra con il marito e i figli.