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Segnalazione: Un tè a Chaverton House, Alessia Gazzola

Casa Editrice: Garzanti| Prezzo: | Data di pubblicazione: 18 marzo 2021

C’è una super novità!

Torna il Libreria Alessia Gazzola con un nuovo romanzo!
Non si sa ancora niente di questo nuovo progetto. L’autrice ha mandato in visibilio i fans pubblicando un post sulla sua pagina Facebook dove annuncia la data di pubblicazione e il nome della protagonista che ci accompagnerà in una nuova avventura.
Dopo Alice, Costanza, Lena e Emma è il turno di Angelica. Dove ci porterà?

Attendiamo con ansia la trama!

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Segnalazione: Sta ca**o di ansia, Sarah Knight

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 17,00 | Data di pubblicazione: 12 gennaio 2021

Quarta di copertina: Perdi tempo perché pensi troppo a cose su cui non hai nessun potere e che sono al di fuori del tuo controllo? Ti stressi quando i tuoi piani non vanno come avevi immaginato? L’ansia ti impedisce di godere dei momenti migliori della tua vita?

Attraverso esempi e consigli pratici ‘sta ca**o di ansia! ti aiuterà a mettere da parte queste domande, gestire le situazioni più spinose e, soprattutto, l’ansia che viene generata quando non sei in grado di controllare il mondo che ti circonda. Con umorismo e competenza Sarah Knight ti insegnerà ad accettare tutta la merda che ti può capitare addosso, dalle delusioni amorose ai licenziamenti fino alle alluvioni improvvise, e ti aiuterà a smettere di preoccuparti e a capire cosa puoi realisticamente fare per riprendere in mano le redini della tua vita, anche quando ti sembra incasinata. ‘sta ca**o di ansia!, insomma, sarà un po’ come quell’amico che, invece di dirti che “andrà tutto bene”, ti mostra come fare in modo che ciò accada davvero.

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Anticipazione: La primavera perfetta di Enrico Brizzi

Chi segue le pagine social dell’autore sa che da qualche tempo si parla di questo suo nuovo lavoro. Ma finalmente sappiamo un po’ di più.

Intanto c’è l’editore (HarperCollins), c’è la data di uscita (25 Marzo 2021) e c’è anche una descrizione:

Luca Fanti è un uomo adulto. E della vita adulta ha tutti i vantaggi, un buon lavoro, una buona situazione economica, una moglie, una figlia, un figlio, genitori presenti e che gli vogliono bene. La fortuna gli è stata amica: quando non aveva ancora trent’anni, suo fratello minore è diventato uno dei più grandi campioni di ciclismo al mondo e Luca ha potuto lasciare un precario impiego da pubblicitario per lavorare come manager per lui. Ma con la fortuna può venire la sicurezza in sé, e con (troppa) sicurezza si possono commettere errori. Un’amante, poi un’altra, qualche serata troppo alcolica, qualche droga per tenersi su e divertirsi un po’. E agli errori seguono le conseguenze. Una terribile causa di separazione, il giudizio severo su di lui da parte di amici e famiglia, dei figli, addirittura. Ma se la vita di Luca comincia ad andare a rotoli per fortuna Olli è il campione di sempre, anche se gli anni passano e c’è da rinegoziare il contratto…

Di fatto ci manca la copertina.
Analizzando la descrizione vediamo subito emergere alcune colonne portanti della scrittura di Brizzi. Il ciclismo, per esempio.
Da poco è uscito Buone notizie dal Vecchio Mondo. Viaggio a due ruote lungo il Danubio e ricordiamo anche il suo In piedi sui pedali. Questo suo nuovo però ricade nella categoria “romanzo” e non possiamo che esserne molto felici.
Già nel suo primo, e famosissimo, romanzo il vecchio Alex pedalava come un Girardengo per i colli bolognesi. Vedremo in questo nuovo romanzo cosa emergerà.
E c’è anche, notiamo subito, il conflitto, le prove, quel genere di sfida che viene messa davanti alle persone. Sfide che Brizzi aveva già descritto in tante versione in tanti modi e in tanti romanzi.
Mai troppi però.
Vediamo questo Luca Fanti cosa combinerà, siamo tornati ad un protagonista adulto dopo la parentesi “giovanile” di Tu che sei di me la miglior parte, uscito nel 2018.
E siamo anche usciti dalla vena investigativa dei libri della serie “Eva Bauer” della quale è appena uscito il volume Il caso Fellini.
Forse il Fanti potrebbe ricordare il Ripamonti di Contento te contenti tutti?
Attendiamo come non mai la primavera per leggere questo nuovo lavoro di uno dei migliori autori italiani.





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Recensione: Il maestro dei morti, Yannick Roch

Parigi, anni trenta. Strascichi di Belle Époque conditi con la giusta dose di decadenza, ambientazione che calza perfettamente all’intreccio giallo, o forse noir, di questo romanzo.
L’autore è stato maestro, il titolo non è forse un caso, nel tessere una trama che potrebbe ricordare la Christie o forse Doyle.
Ma perché scomodare quei due inglesi quando nell’investigazione che si rincorre nella storia di Roch possiamo vederci degli echi del Maigret di Simenon?
Gli investigatori Renard e Tortue sono alla ricerca della signora Lathune, benestante, forse strozzata da un’esistenza intrappolata nella noiosa routine borghese di ‘buona famiglia’.
C’è lo spettacolo di un’ illusionista in città, il Maestro dei Morti, l’occultista Larnac.
Che la ‘povera’ Lathune sia caduta vittima del Maestro mentre era alla ricerca di uno sfogo dalla noia e dal perbenismo?
Lo scopriremo seguendo il duo Renard e Tortue tra le vie della Ville Lumière, ritratta nel periodo tra le due guerre, luccicante e a volte tetra. Bellissima ma inquietante come un baratro sul buio di una vita vuota.
Un romanzo ben scritto ed editato con cura, pubblicato da Le Flâneurs che ha sede a Bari ed ha un nome particolare che viene così spiegato:

Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia.

Affascinante, no?

L’autore, che ci ha gentilmente inviato il suo romanzo per poterlo leggere e recensire, si è anche prestato a farsi fare qualche domanda da noi:

– Il Maestro dei morti è un giallo, o forse un noir, che a me ha ricordato Simenon ma che in alcuni ha richiamato la Christie e Doyle. Hai avuto un’ispirazione diretta ad uno dei grandi maestri del genere?

Leggere che “Il Maestro dei morti” ti ha rammentato Simenon è un bel complimento. Ho letto molte opere dei maestri del giallo deduttivo come Agatha Christie, Sir Doyle, S.S. Van Dine o Ellery Quinn, ma non è che io mi sia ispirato a uno di loro. Credo che siano più le ambientazioni dei classici del genere (la famosa Golden Age nei primi decenni del secolo scorso) che mi abbia ispirato che un autore (o autrice) in particolare.

– L’occulto e la società borghese in Francia negli anni trenta del Novecento? Perché proprio questi temi e questa ambientazione?

Quando uno legge un giallo, è per poter scoprire la polvere sotto il tappetto mettendosi alla prova per risolvere un mistero (la “Sfida al lettore” di Ellery Quinn). Quando ho iniziato a scrivere le prime idee per “Il Maestro dei morti”, ho voluto tornare alle radici del giallo deduttivo: questo genere è nato virtualmente a Parigi con le opere di Edgar Allan PoeI delitti della Rue Morgue” e “Il mistero di Marie Rogêt”, poi è arrivato Gaboriau con il suo “Ispettore Lecoq” e così si sono aperte le porte del genere che conosciamo. Parigi era la città perfetta per il mistero, ma quando si nomina la “Ville Lumière”, si pensa subito alla borghesia o addirittura agli aristocratici e ho voluto giocare con questa immagine: gettare un secchio d’acqua sporca sull’immagine di una “Parigi bene” con gente che ha scheletri nell’armadio. La scelta del tema dell’occulto è per approfondire l’ambientazione: tutto quello che riguardava l’esoterismo era in voga, anche se non era più con lo stesso fervore di prima della Grande Guerra. E chi dice occulto dice anche segreti, il che è perfetto per questi borghesi con la coscienza sporca. 

– Hai in mente un secondo lavoro improntato alle investigazioni di Renard e Tortue?

Ma perché me lo chiedono tutti? (risata) Qualcosa bolle in pentola, ma non lo metto sul tavolo finché non è ancora cotto.

– Il tuo editore, les Flâneurs, ha un nome particolare che fa riferimento ad un certo tipo di intellettuale, ti definiresti un “flâneur”? 

Questa è una bella domanda! Direi che mi riconosco in parte nella definizione che Baudelaire dà del “Flâneur”, ma non è il mio stile di vita… si deve anche vivere nel mondo reale, quello delle scadenza da rispettare, delle bollette e dei tristi eventi che ci riguardano tutti. Però, questo non deve impedire a nessuno di cercare un motivo per meravigliarsi o semplicemente sorridere.

– Non sei molto presente sui social (no, non è assolutamente una critica) ma hai un bel blog all’indirizzo https://inchiostronoir.wordpress.com/, dove oltre a parlare della tua attività di autore scrivi anche del genere giallo e di giochi. Hai scelto il blog come metodo di comunicazione per il tuo romanzo e poi il resto è stata un’aggiunta oppure hai pensato ad un blog proprio per poter raccontare anche le tue passioni?

Grazie per il complimento! I social non mi interessano molto: li ho sempre considerati come una sorta di fast-food dell’informazione e quelli che erano importanti ancora cinque anni fa sono ormai in una fase discendente (Facebook, tanto per fare un esempio). Ho un account twitter (@incnoir), ma lo utilizzo solo per avere più lettori e per seguire qualche account che mi interessa.

La blogosfera è molto diversa del mondo dei social più recenti perché sono gestiti da gente con una passione e che vuole condividerla: “Il bistrot dei libri” ne è un ottimo esempio. Praticamente, “Inchiostronoir” è nato per promuovere “Il Maestro dei morti“. Ho passato settimane a programmare il blog in ogni dettaglio per renderlo facile da leggere e visualmente gradevole. Pur sapendo che un blog è come un essere vivente e che deve essere nutrito, non potevo sperare di campare parlando solo del romanzo. Quindi, ho deciso di parlare anche di altri temi che mi piacciono come vari tipi di giochi, fumetti, ma anche approfondire i temi del giallo, scrivere recensioni e fare interviste di autori (e non solo) e dare una mano ad altri aspiranti autori segnalando dei concorsi e premi letterari che possono permettere di entrare nel mondo dell’editoria. Il blog è anche un modo di fare incontri interessanti e scoprire tanto.

Speriamo di avervi incuriosito e terminiamo con la descrizione de ‘Il Maestro dei morti‘:

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Titolo: Il Maestro dei morti
Autore: Yannich Roch
Casa editrice: Le Flâneurs
Costo: 13 euro cartaceo e 2.99 in versione ebook, gratis per kindle unlimited

Quarta di copertina:
Settembre 1933. Mentre nell’alta borghesia della Ville Lumière esplode la moda degli spettacoli di magia dell’enigmatico Monsieur Larnac, la scomparsa improvvisa di madame Géraldine getta la famiglia Lathune nella disperazione. La polizia annaspa, finché l’intervento di due investigatori privati – lo stravagante Renard e il più posato Tortue – non riesce a districare la fitta trama tessuta dalle menti criminali che si nascondo dietro le facciate maestose dei palazzi parigini. Fra cervellotiche sciarade e incursioni nell’occultismo, Il Maestro dei morti offre al lettore il gusto classico del romanzo poliziesco e una riflessione sulle inquietudini che si annidano nell’animo umano.

Dicono dell’autore:
Yannick Roch è nato in Francia nel 1983. Appassionato da sempre di lettura, di scrittura e di viaggi, si è trasferito da una decina di anni in Italia, dove insegna la lingua francese e lavora come traduttore.


Recensione a cura di Bianca Casale

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Segnalazione: Ancona-Lipari Con Le Provviste, Emanuela Schibeci

Quarta di copertina: Di origini eoliane da parte del nonno paterno, Emanuela sin da bambina trascorre i mesi estivi nella casa di famiglia a Lipari. Il viaggio che da Ancona la porta sull’isola è tra i ricordi più belli dell’infanzia; è una liturgia di immagini impresse nella memoria e scatti dal finestrino, un lungo sposalizio tra l’Adriatico e il Tirreno che ogni anno si rinnova, un cerimoniale sempre uguale eppure sempre diverso. Il tempo passa, l’isola resta, scoglio cui Emanuela àncora le proprie certezze; da figlia a moglie e madre, lì dove conserva la parte più vera di sé conduce i suoi figli, in una dimensione di eterna fanciullezza, per contemplare insieme, con sguardo bambino, la fulgida petrosità della terra d’origine.
Un libro che le donne, tutte, sentiranno vicino, che dà voce a quelle armonie che risuonano nel cuore quando ci si circonda di affetti e ricordi; ogni riflessione, ogni episodio narrato, è accompagnato dalle note di una canzone-capolavoro, colonna sonora di una personalità complessa, cristallizzata nel magico incontro tra il bollente flusso del magma e la placida distesa del mare.


Dicono dell’autrice.

Emanuela Schibeci è nata nel 1980 ad Ancona. Attualmente risiede ad Agugliano, in provincia di Ancona, dove lavora come educatrice per l’infanzia. Ha partecipato, nel maggio e nel giugno del 2019, a due edizioni di poetry slam amatoriale, presentando alcune delle sue poesie. Arrivata seconda ad entrambe le competizioni, si concentra sul progetto di Ancona-Lipari con le provviste, la sua prima pubblicazione.


Link diretto per poter acquistare il romanzo.

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Segnalazione: La Città di Vapore, Carlos Ruiz Zafón

AGGIORNAMENTO:
La data di uscita è prevista per il 9 Febbraio 2021

Quarta di copertina: L’ultima opera dell’autore de “L’ombra del vento”, l’omaggio letterario con cui Carlos Ruiz Zafón ha voluto congedarsi per sempre dai suoi lettori. «Posso evocare i volti dei bambini del quartiere della Ribera con cui a volte giocavo o facevo a botte per strada, ma non ce n’è nessuno che desideri riscattare dal paese dell’indifferenza. Nessuno tranne quello di Blanca.» Si apre così la raccolta di racconti che lo scrittore della saga del Cimitero dei libri dimenticati ha voluto lasciare ai suoi lettori. Un ragazzino decide di diventare scrittore quando scopre che i suoi racconti richiamano l’attenzione della ricca bambina che gli ha rubato il cuore. Un architetto fugge da Costantinopoli con gli schizzi di un progetto per una biblioteca inespugnabile. Un uomo misterioso vuole convincere Cervantes a scrivere il libro che non è mai esistito. E Gaudí, navigando verso un misterioso appuntamento a New York, si diletta con luce e vapore, la materia di cui dovrebbero essere fatte le città. “La città di vapore” è una vera e propria estensione dell’universo narrativo della saga di Zafón: pagine che raccontano la costruzione della mitica biblioteca, che svelano aspetti sconosciuti di alcuni dei suoi celebri personaggi e che rievocano da vicino i paesaggi e le atmosfere così care ai lettori. Scrittori maledetti, architetti visionari, edifici fantasmagorici e una Barcellona avvolta nel mistero popolano queste pagine. Per la prima volta pubblicati in Italia, i racconti della “Città di vapore” ci conducono in un luogo in cui, come per magia, riascoltiamo per l’ultima volta la voce inconfondibile dello scrittore che ci ha fatto sognare.


Carlos Ruiz Zafón, autore conosciuto e amato in tutto il mondo, è mancato lo scorso 19 giugno, ma forse ha lasciato per i suoi lettori un piccolo regalo?
La sua prematura scomparsa è una ferita aperta per i lettori che lo hanno seguito in tutti questi anni ed hanno amato i suoi romanzi. Come sempre quando un autore amato ci lascia i pensieri sono tanti, speravamo di poter leggere, in un futuro prossimo, qualche altro suo romanzo che ci avrebbe tenuti incollati alle pagine.
Ma purtroppo così non sarà, o forse no.

Secondo le voci che circolano sul web sarà pubblicato, il prossimo 17 novembre, dalla casa editrice spagnola Planeta, un’antologia intitolata La ciudad de vapor che conterrà l’omonimo racconto ed altri quattro, inediti almeno in Italia, dell’autore.
Questi quattro testi sono stati pubblicati precedentemente su altre riviste ed ora saranno raccolti in questa antologia che dovrebbe essere pubblicata da Mondadori nel corso del 2021.

Dalle prime anticipazioni: “l’eco del cimitero dei libri dimenticati risuona in quest’opera che l’autore ha concepito come un riconoscimento ai suoi lettori che lo avevano seguito durante la saga de L’ombra del vento”, quindi se ne deduce, anche secondo il quotidiano La Vanguardia, che i racconti si ricolleghino a personaggi e situazioni presenti nella meravigliosa e indimenticabile tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati che vi ricordiamo è formata da L’ombra del vento (2002), Il gioco dell’angelo (2008), Il prigioniero del cielo (2011) ed Il labirinto degli spiriti (2016).
Restiamo in attesa.

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Dash & Lily, il romanzo e la serie Netflix

Netflix ha colpito ancora. Non sbaglia un colpo negli adattamenti. Anzi, ultimamente sembra che stia proprio cercando di tenerci saldamente ancorate allo schermo per vedere da quale romanzo trarranno il prossimo grande successo.
Dal 10 novembre 2020, infatti, è approdata sulla piattaforma di streaming una nuova miniserie: Dash & Lily.
Complice una storia d’amore e una New York natalizia e luccicante, questa serie tv, composta da 8 episodi brevi, è già al 4° posto nella classifica italiana.

Per chi ha letto la nostra wishlist di Ottobre il titolo di questa miniserie potrebbe non risultare nuovo, era uno dei romanzi che abbiamo inserito. Dash & Lily è tratta da quel romanzo, che in realtà è una serie di romanzi young adult, tutti bestsellers, scritti a quattro mani da David Levithan e Rachel Cohn, già conosciuti per Nick & Nora, tutto accadde in una notte (anche in quel caso, libro e film tratto dal libro).
Il romanzo racconta di due ragazzi, Dash un ragazzo cinico che odia il Natale e Lily più impulsiva e amante di tutto quello che gira intorno alle festività. Aggiungeteci un pizzico di romanticismo, forse più di un pizzico, una moleskine rossa, le luci di Natale a New York ed il gioco è fatto.
Successo assicurato.
C’è da aggiungere che i due attori, Austin Abrams (the walking dead, Euphoria) e Midori Francis (Ocean’s 8, good boys), se la cavano davvero bene e la storia è stata adattata per lo schermo in maniera magistrale.
Se possibile, capita raramente, è più bella la trasposizione cinematografica che non il romanzo da cui è tratto.

Austin Abrams nella prima puntata della serie

Il libro sembra, in effetti, scritto apposta per diventare una sceneggiatura e magari è proprio così visto che è stato pubblicato nel 2010, dopo il successo dell’accoppiata libro/film Nick and Norah’s Infinite Playlist.
Come biasimare la coppia Levithan – Cohn per il tentativo di bis?
Hanno avuto ragione visto che ha funzionato alla grande.
Il romanzo arrivò in Italia già nel 2010 nella versione Mondadori, versione che si trova ancora su alcuni shop online.

Ora però, dieci anni dopo, il primo romanzo di questa serie è uscito nuovamente l’8 ottobre per HarperCollins.
I titoli che compongono la serie sono:

1) Dash & Lily Book of Dares ( Come si scrive ti amo, mondadori 2010 e Dash & Lily, HarperCollins 2020)
2) The twelve days of Dash e Lily (inedito in Italia)
3) Mind the Gap, Dash e Lily (prossima pubblicazione in lingua originale)

Ti ho lasciato degli indizi
se la cosa ti interessa gira pagina
altrimenti, per favore, rimetti il taccuino sullo scaffale.

Inutile dire che ce lo siamo già procurate, lo abbiamo letto e abbiamo visto la serie e vi consigliamo caldamente di dargli una possibilità.
Soprattutto in questi giorni, difficili e dolorosi, di pandemia e lockdown soft (che però poi tanto soft non sembra tanto) si sente il bisogno di una storia d’amore leggera e accogliente. L’ambientazione è quella giusta e nel libro si possono trovare anche molti rimandi ad altri romanzi e una buona dose di bibliofilia, per noi irresistibile richiamo. The STRAND, la libreria di NY con 18 miglia di libri, è un set stupendo che comincia e termina la serie TV.

Ci sono libri in tutte le puntate della serie e nel romanzo si trovano anche citazioni, Salinger, Howe, Moehringer.

La biblioteca della zia Lillian, vi sfido a non sbavare vedendola.

Il romanzo potrete trovarlo su ogni piattaforma online, nella nuova versione e magari ancora nella vecchia, ma dato che i libri sono un bene primario potreste voler andare dalle vostre librerie di fiducia che saranno sicuramente aperte e pronte ad accontentarvi. Noi, purtroppo in zona rossa, cerchiamo di utilizzare in gran parte il circuito Bookdealer per poter comprare dalle librerie indipendenti anche senza muoverci di casa.
Per la serie, accendete Netflix e cercate l’ammiccante locandina natalizia.

Titolo: Dash & Lily
Autori: David Levithan,Rachel Cohn
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 320
Prezzo: epub 6,99 €, rilegato 15,10 €

La trama del romanzo:
Lily ha lasciato una Moleskine rossa piena di piccole sfide tra gli scaffali della sua libreria preferita.
Una sorta di diario segreto che aspetta solo che il ragazzo giusto passi di lì e accetti di stare al gioco. Dash, che si ritrova a casa da solo per le vacanze di Natale, entra in libreria in cerca della compagnia di una buona lettura… e si ritrova in mano un piccolo taccuino rosso. Quello che segue è un vorticoso gioco d’amicizia che si trasforma in qualcosa di più via via che Dash e Lily si passano segretamente il diario in una New York tutta neve e lucine.
Riuscirà la loro relazione a distanza a rimanere così autentica anche di persona o questa speciale caccia al tesoro finirà in una disastrosa incompatibilità?
Questa è la vera sfida.

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Segnalazione: Effetti Collaterali, Rosario Russo

Casa Editrice: Algra | Prezzo: € 14,00 | Data di pubblicazione: 8 ottobre 2020

Quarta di copertina:

Una Sicilia vista attraverso le trame del giallo. Sei storie policrome, dal poliziesco al noir, che si snodano in un’isola densa di misteri, leggende e superstizioni per offrire al lettore un mosaico variegato e ricco di contraddizioni.


L’autore.

Rosario Russo, nato a Catania classe 1986, vive ad Acireale. Laureato in Scienze storiche e politiche con specializzazione in Storia e Società.
Svolge la professione di assistente amministrativo nelle scuole pubbliche ed ha sempre avuto la passione per la scrittura. Il suo romanzo d’esordio si intitola “Il Martirio del Bagolaro”, romanzo storico pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Carthago e vincitore nel 2013 del Premio Letterario Nazionale Akademòn. Nel maggio del 2019 ho pubblicato “Quattordici Spine” (Algra editore), un poliziesco ambientato in Sicilia con protagonista
l’ispettore feltrino Luigi Traversa, premiato al Kaos Festival 2020 e vincitore del Premio speciale Città di Cefalù 2020. La sua nuova pubblicazione si chiama “Effetti Collaterali” (Algra Editore), una raccolta di sei racconti siciliani di genere.
Inoltre ha scritto diversi racconti inediti, vincitori di numerosi premi letterari.

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L’Ickabog, la fiaba rinata

Eravamo nel pieno del primo lockdown quando J.K. Rowling decise di allietare i più giovani con una storia che leggeva ai suoi stessi figli. Così, uscì un apposito sito dove la fiaba venne pubblicata a puntate e dove si dichiara inoltre che i proventi del libro sarebbero stati devoluti alla fondazione benefica The Volant Trust che si occupa di assistenza ai più colpiti dalla pandemia.

All’epoca tutto era in sola lingua inglese e, nonostante lo sforzo di molti traduttori in tutto il globo, si attendeva la data del 10 Novembre per vedere finalmente edito in varie lingue il lavoro della famosissima autrice di Harry Potter.
Oggi esce, in contemporanea mondiale ma in versioni diverse per ogni paese, il volume illustrato. Per noi è Salani editore (già editore della saga di Harry Potter) a portare il vessillo tricolore nella pubblicazione dell’attesissimo libro.
Le versioni sono diverse per ogni paese perché le illustrazioni sono realizzate da bambini vincitori di un concorso. In Italia ha avuto luogo tra Giugno e Luglio e oltre 34 illustrazioni sono state selezionate da una apposita giuria. I vincitori, oltre alla pubblicazione, otterranno una copia autografata dall’autrice e l’editore farà una donazione del valore di 500 euro in libri a una scuola o una biblioteca scelta dai bimbi vincenti.

«L’Ickabog» è disponibile da oggi 10 novembre in edizione cartacea (320 pp., euro 19,80) e in ebook (euro 11,99). L’audiolibro in italiano sarà invece disponibile in esclusiva su Audible.

La trama:

Un tempo Il regno di Cornucopia era il più felice del mondo. C’erano moltissimo oro, un re con i baffi più belli che si possano immaginare e macellai, pasticceri e casari le cui prelibatezze facevano piangere la gente di gioia. Era tutto perfetto: a parte le Paludi nebbiose del Nord, dove si narra vivesse il terribile Ickabog. Ogni persona di buon senso sapeva che l’Ickabog era solo una leggenda inventata per spaventare i bambini e convincerli a comportarsi bene. Ma le leggende sono strane e a volte assumono una vita propria.

Può una leggenda spodestare un re molto amato? Può una leggenda ridurre in ginocchio una nazione un tempo felice? Può una leggenda coinvolgere due ragazzini coraggiosi in un’avventura sorprendente e inattesa?

Ma chi è L’ikabog?
La leggenda dice che sputa fuoco e veleno, divora bambini e le pecore e, se cerchi di ucciderlo, guarisce magicamente. «La parola “Ickabog” – spiega l’autrice – deriva da “Ichabod” che significa “senza gloria” o “la gloria se n’è andata“. Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo? Cosa deve succedere perché il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo? Perché le persone scelgono di credere alle bugie?»
Dalle parole dell’autrice scopriamo alcune delle domande che ci attendono nel libro.

Questa storia attendeva di venire alla luce da oltre un decennio, la fiaba sul potere della speranza, della gentilezza e dell’amicizia era infatti quella che la Rowling leggeva ai propri figli per farli addormentare. Scritta tra un Harry Potter e l’altro.
Una cosa positiva il Covid-19 l’ha fatta, quindi: ha spronato l’autrice a riesumare questa storia e a renderla disponibile per tutti i bambini, a fin di bene per giunta.
Il volume è dedicato in primis a Mackenzie Jean, il figlio ora quindicenne, che pare abbia convinto la madre a scrivere come si deve la fiaba dell’infanzia sua e del fratello David (17).
Forse L’Ickabog non venderà 500 milioni di copie come la saga del giovane mago di Hogwarts ma siamo sicuri che un regalo di Natale come questo farà felice molti bambini e anche molti adulti.
Noi compresi.
Grazie Zia Row.

Portus - 📣UFFICIALE - L'Ickabog, il nuovo libro per... | Facebook
Autore : J.K Rowling
Titolo: L’ickabog
Copertina rigida: 320 pagine
ISBN-13 : 978-8831006705
Editore : Salani
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Segnalazione: Il cinema delle meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe, Michele Pinto e Alex Zaum

Casa Editrice: Dots Edizioni |Prezzo: € 14,00 | Data di pubblicazione: Ottobre 2020

Quarta di copertina:

I film targati Marvel sono difficilmente classificabili perché fondono con sapienza commedia, dramma e avventura. Gli autori con questo saggio si sono prefissati di superare ciò che in genere il pubblico scorge nel Marvel Cinematic Universe. Molti infatti si fermano alla superficie, pensando che i film della “Casa delle idee” siano solo
puro intrattenimento. Perché si ha poco tempo di osservare, di andare più a fondo e individuare cosa si nasconde dietro quello che ci circonda. Il cinema delle meraviglie è un viaggio nel cuore di quello che è stato un grande progetto d’ingegno che ha generato il più clamoroso successo cinematografico di sempre.

C’è chi ha aspettato religiosamente l’uscita di ogni film dell’Universo Marvel, chi ha compulsato numerose ore di spettacolo per recuperare tutti gli episodi precedenti e Poter vedere al cinema Endgame, chi considera l’amore per i supereroi un piacere colpevole.
E chi lo trasforma in un costume da cosplayer, chi confonde Marvel e DC e chi si schiera nettamente. Gli eroi in costume, nati sui fumetti e resi noti su scala globale grazie agli adattamenti cinematografici, sono parte dell’immaginario collettivo, costituiscono un pantheon di divinità contemporanee. E l’immaginario dell’umanità è da sempre plasmato dalle storie. La storia del Marvel Cinematic Universe dalle sue origini fumettistiche al successo del botteghino, una analisi delle storie e dei personaggi dei supereroi protagonisti di un franchise di successo mondiale.


Gli autori.

Michele Pinto (1975) è un regista, montatore ed educatore al linguaggio audiovisivo. Si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sulla censura cinematografica e la libertà di espressione, opera da vent’anni nel settore delle produzioni multimediali ed è specializzato nelle webserie e nella didattica delle immagini. Ha collaborato come giornalista cinematografico con La Sapienza di Roma e l’Università di Palermo ed è direttore artistico dell’Apulia Web Fest. I suoi lavori sono stati selezionati e premiati in
numerosi festival internazionali in tutto il mondo. È un accanito lettore e collezionista di fumetti (soprattutto Marvel) da oltre trent’anni, e ne possiede circa ventimila pezzi.


Alex Zaum (1978) è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato un romanzo di fantascienza, Memorie di un Cyborg, per la Eden Editori, ha collaborato o collabora con i blog Leggere Distopico, Geek Area, Giornale Pop, Mondourania e Indipendent Comics; è caporedattore della pagina Facebook Sci–‐fi Pop Culture, divenuta, con oltre 20.000 follower, la più seguita pagina sulla fantascienza in Italia ed è vicepresidente dell’omonima Associazione culturale. È stato membro della Giuria dell’Out of Bounds film festival di Barletta nel 2019 e speaker alle edizioni 2018 e 2019 del BGeek. Ha una impressionante collezione di fumetti che non riesce ancora a portarsi a casa. Fortunatamente sul lato romanzi è passato da tempo al digitale.

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Wishlist Novembre 2020

La tradizione legata a questo periodo dell’anno ci parla di fine e di inizio, di contatti tra mondo dei morti e mondo dei vivi, di magia e essenza della vita.
Non si può che essere rivolti verso se stessi in questo momento, abbracciarsi le ginocchia e aprire un libro è quasi d’obbligo quando le temperature calano e il vento si infila sotto le porte. Quando le notizie non sono quelle che vorremmo e però la voglia di andare avanti è tanta.
Novembre porta con sé tutto questo e anche una carrettata di libri da porre in Wishlist. Alcuni sono davvero imperdibili e ci sono due biografie di super super autori che non possiamo mancare.
In un solo mese Murakami , Allende, Pullman, Atwood, Rowling e via così.
Entriamo nel bistrot e vediamo di cosa si tratta.

Garzanti, 2 novembre 2020

Quarta di copertina: L’elegante edificio si staglia di fronte a lei. Sonia alza lo sguardo per seguirne il profilo fin dove incontra il cielo. Non ricorda come si sia trovata a lavorare in uno degli alberghi più lussuosi della città. In fondo, nella vita, si è sempre sentita una figurante più che una protagonista. A volte, però, sogna di essere un’altra, qualcosa di diverso da una semplice cameriera. Quando le viene chiesto, forse per la sua straordinaria somiglianza con la ragazza, di occuparsi della giovane Amina, in visita a Marbella con la sua ricca famiglia, da un giorno all’altro Sonia viene introdotta in un mondo di sfarzo e desideri immediatamente esauditi, un mondo di donne misteriose e molto lontane da lei. Finché Amina le fa una proposta: scambiarsi di ruolo per un giorno. Si somigliano talmente tanto che nessuno se ne accorgerà. Vivere la vita di un’altra persona per ventiquattr’ore. Farlo per davvero. Sonia legge negli occhi della ragazza una disperata voglia di libertà e accetta. Eppure, quando l’alba sta ormai per sorgere, Amina non fa ritorno. Sonia si sente ingannata da una persona che voleva soltanto aiutare. Ora deve fare di tutto per cercarla e riprendersi la sua identità, perché il mondo dorato in cui è finita è rischiarato dal luccichio di mille diamanti che, in realtà, sono solo fondi di bottiglia. Deve scappare. Ma anche fuori da lì non può svelare a nessuno il suo segreto. Una rete di menzogne e ricatti la circonda. Sonia capisce allora che lei e Amina hanno in comune molto più di quanto pensasse. Se sei una donna la verità non conta, i tuoi desideri non contano. Devi solo guardarti le spalle da chiunque. Anche da te stessa. Clara Sánchez è l’autrice spagnola più amata in Italia. I suoi libri scalano le classifiche e conquistano le pagine della stampa più autorevole. Soprattutto, sono un appuntamento fisso per i lettori. Ora torna con un nuovo romanzo sul peso delle scelte. Sulle apparenze che non sempre ingannano. Sull’indipendenza delle donne, che resta ancora una sfida aperta per la quale vale sempre la pena di lottare.


Mondadori, 3 novembre 2020

Quarta di copertina: E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni dalla rivelazione di Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? L’Appello è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione –, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.


Mondadori, 3 Novembre 2020

Quarta di copertina: L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.


Edizioni E/O, 4 Novembre 2020

Quarta di copertina: Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare. Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?


Salani, 5 novembre 2020


Quarta di copertina: Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, adolescente seduta su una panchina del giardino botanico di Oxford nel finale di Queste oscure materie. Nel Regno Segreto la incontriamo di nuovo, quando ormai è diventata più grande, ma anche più disincantata e disillusa. In questo attesissimo sequel, Lyra, ora ventenne, scoprirà luoghi dell’anima e del mondo di cui non aveva mai nemmeno immaginato l’esistenza e dovrà superare prove inattese e difficili che metteranno a dura prova il rapporto con il suo inseparabile daimon, Pantalaimon. Nel grande, rocambolesco viaggio che li attende sarà coinvolto anche Malcolm, che nella Belle Sauvage era un ragazzino con una barca e la missione di salvare una neonata dall’alluvione, e ora è un uomo con un forte senso del dovere e il desiderio di fare ciò che è giusto. Una nuova, grandiosa avventura che si spinge oltre i confini di Oxford, attraverso l’Europa fino in Asia, alla ricerca di ciò che è stato dimenticato: una città creduta impossibile, un segreto nel cuore del deserto, il mistero della Polvere e una guerra tra fazioni sconosciute. Dopo anni di attesa, con il nuovo ciclo del Libro della Polvere, Philip Pullman, uno dei più grandi scrittori viventi, torna nel sontuoso mondo allo stesso tempo familiare e straordinario di Queste oscure materie con un romanzo che è davvero un libro per i nostri tempi; un’avventura imponente in luoghi evocativi e indimenticabili ma anche uno sguardo stimolante su cosa significhi capire se stessi, crescere e dare un senso al mondo che ci circonda, qualunque esso sia.


Ponte alle Grazie, 5 novembre 2020

Quarta di copertina: Marian è una ragazza ben educata e istruita, vive negli anni Sessanta a Toronto, ed è fidanzata con Peter, un promettente avvocato. Lavora in un’azienda che si occupa di ricerche di mercato, dove i posti di responsabilità sono tutti ricoperti da uomini. Ambiziosa, ma anche desiderosa di essere normale, Marian decide di assecondare le richieste del suo fidanzato e della società e attende fiduciosa il matrimonio, che pensa le conferirà un ruolo. La svolta inattesa giunge quando incontra Duncan, un dottorando in Letteratura inglese che ignora le regole ed è profondamente determinato, a differenza di Marian, a esprimere la propria individualità. La ribellione parte dal corpo della ragazza, che inizia a rifiutare il cibo: prima la carne, poi le uova, infine le verdure, finché la sua personalità, tenuta così a lungo a freno, esplode in una serie di comportamenti inappropriati e sovversivi, modificando per sempre la sua rassicurante, stabile routine. Spregiudicato, esilarante e acuto, La donna da mangiare è il primo romanzo di Margaret Atwood e contiene già tutti i temi delle sue opere successive, presentandola come un’osservatrice consumata delle ironie e delle assurdità generate dal conformismo.


Salani, 10 novembre 2020

Quarta di copertina:

Alto come due cavalli, occhi influocati, artigli affilati come rasoi. L’Ickabog sta arrivando…

Un tempo Il regno di Cornucopia era il più felice del mondo. C’erano moltissimo oro, un re con i baffi più belli che si possano immaginare e macellai, pasticceri e casari le cui prelibatezze facevano piangere la gente di gioia. Era tutto perfetto: a parte le Paludi nebbiose del Nord, dove si narra vivesse il terribile Ickabog. Ogni persona di buon senso sapeva che l’Ickabog era solo una leggenda inventata per spaventare i bambini e convincerli a comportarsi bene. Ma le leggende sono strane e a volte assumono una vita propria. Può una leggenda spodestare un re molto amato? Può una leggenda ridurre in ginocchio una nazione un tempo felice? Può una leggenda coinvolgere due ragazzini coraggiosi in un’avventura sorprendente e inattesa? Scoprite questa fiaba straordinaria, scritta da una delle più grandi narratrici di sempre, sul potere della speranza e dell’amicizia e il loro trionfo su tutte le avversità. Una storia che i piccoli e grandi lettori vorranno leggere e rileggere in una preziosa edizione regalo, arricchita dalle illustrazioni a colori dei giovani vincitori del Torneo per le illustrazioni dell’Ickabog.


Rizzoli, 10 novembre 2020

Quarta di copertina: Se le chiedessero di indicare il punto preciso in cui è cominciata la loro amicizia, Elisa non saprebbe rispondere. È stata la notte in cui Beatrice è comparsa sulla spiaggia – improvvisa, come una stella cadente – con gli occhi verde smeraldo che scintillavano nel buio? O è stato dopo, quando hanno rubato un paio di jeans in una boutique elegante e sono scappate sfrecciando sui motorini? La fine, quella è certa: sono passati tredici anni, ma il ricordo le fa ancora male. Perché adesso tutti credono di conoscerla, Beatrice: sanno cosa indossa, cosa mangia, dove va in vacanza. La ammirano, la invidiano, la odiano, la adorano. Ma nessuno indovina il segreto che si nasconde dietro il suo sorriso sempre uguale, nessuno immagina un tempo in cui “la Rossetti” era soltanto Bea – la sua migliore amica.


Mondadori, 10 novembre 2020

Quarta di copertina: I diritti civili e sociali nel nostro paese sono costantemente sotto attacco, mentre le leggi che cercano di includere e integrare vengono messe in discussione, procrastinate. Intanto, quasi ogni giorno le cronache raccontano di violenze e aggressioni nei confronti di chi incarna una diversità. Ma dietro ogni ingiustizia si celano sempre un volto e una storia. Cathy La Torre dà voce a queste storie, sottraendole al silenzio e all’indifferenza. E ci racconta di Michele, nato Michela, e del suo dolore di sentirsi lacerato perché si sente un uomo. Oppure di Luca, omosessuale e cattolico, padre meraviglioso di una splendida bambina con la sindrome di Down. Ma anche di Ada e della sua battaglia per diventare magistrato benché non vedente. E di Alice, vittima di uno «stupro virtuale» a causa di alcune sue immagini finite su Telegram. O ancora di suor Mariachiara, che si batte per vedere riconosciuta l’«autorevolezza» delle donne di Chiesa e intanto tiene sempre aperta la porta per chi ha bisogno del suo aiuto. «Accompagnare le persone lungo un percorso di giustizia vuol dire anche questo: fare casino. Trasgredire regole ingiuste, e rendere accessibili i diritti a un numero sempre più grande di persone.» Nata e cresciuta in Sicilia, Cathy ha vissuto da sempre sul proprio corpo una battaglia tra generi e stereotipi. Un percorso complesso il suo, che ci racconta in questo libro insieme alle battaglie che le hanno valso, nel 2019, la nomina di migliore avvocata pro bono d’Europa. Ne risulta un intreccio di storie che ci parla di diritti negati e crimini d’odio, di omotransfobia e revenge porn, di nuove forme di genitorialità e leggi ancora tutte da scrivere. Per raggiungere un diritto extralarge così «comodo e confortevole» da non escludere nessuno.


Edizioni E/O, 11 novembre 2020

Quarta di copertina: Una catastrofe ambientale ha spopolato il mondo. A Parigi gli unici sopravvissuti sono due gruppi di dodicenni, i ragazzi del tepee e i ragazzi del castello. Cresciuti senza genitori e senza l’assistenza di nessun adulto, i ragazzi del tepee sono una tribù abbastanza selvaggia che vive nella torre Eiffel tappezzata di pelli (il tepee, appunto) e si nutre andando a pesca sulla Senna o a caccia al Bois de Boulogne nel frattempo diventato una foresta. Anche i ragazzi del castello (il Louvre) sono cresciuti senza adulti, ma fin dalla loro nascita si sono ritrovati inseriti in un sistema di apprendimento che ha consentito loro di sviluppare un’organizzazione di vita diametralmente opposta a quella del tepee: sono vegetariani, coltivano loro stessi gli ortaggi che mangiano, sono istruiti. I due gruppi, pur sapendo dell’esistenza l’uno dell’altro, non sono mai venuti in contatto. A cambiare quello stato di tregua prolungata basato sulla reciproca diffidenza interviene uno strano avvelenamento dell’ambiente che comincia a sterminare uccelli e piccoli mammiferi. I ragazzi del tepee sono convinti che a diffondere il veleno siano quelli del castello. La guerra sembra inevitabile.


Feltrinelli, 12 novembre 2020

Quarta di copertina: Isabel parte dalle origini, dai dati biografici di un’infanzia e di un’adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione in lei è una sorta di reazione naturale a questa esistenziale forma di discriminazione che genera l’attitudine filosofica che l’ha portata negli anni a schierarsi sempre con i deboli, con gli emarginati e con tutte le donne, vittime di una mancata emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, la consapevolezza dell’importanza dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che ha significato per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.


Bao Publishing, 12 novembre 2020

Quarta di copertina: Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro!


Einaudi, 17 novembre 2020

Quarta di copertina:

«Mi sono tenuto dentro questa storia per molto tempo, come una spina rimasta in gola. Finché, per caso, mi sono ricordato che una volta, da bambino, ero andato con mio padre ad abbandonare un gatto su una spiaggia…»

Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un’infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c’è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, e in particolare di suo padre. Ne nasce un ritratto toccante, il racconto sincero del «figlio qualunque di un uomo qualunque». E forse proprio per questo speciale. A tradurre in immagini questo delicato racconto autobiografico, le invenzioni di uno dei più importanti illustratori contemporanei, Emiliano Ponzi, che con i suoi colori aggiunge poesia alla poesia in un’edizione unica al mondo.

Pubblicato in: segnalazioni

Segnalazione: Feel Good, Thomas Gunzig

Casa Editrice: Marcos Y Marcos | Prezzo: € 18,00| Data di pubblicazione: 7 Ottobre 2020

Quarta di copertina: Alice, ragazza madre, molto precaria e pronta a tutto, rapisce un bambino che nessuno reclama e nel farlo incontra Tom, scrittore che non ha mai sfondato. Insieme, progettano di ribaltare le loro sorti scrivendo un romanzo, ‘feel good’, con tutti gli ingredienti necessari per diventare un best seller. Una bomba di umorismo, satira bruciante della società contemporanea e delle mode letterarie.


L’autore.

Thomas Gunzig è nato e cresciuto a Bruxelles, dove ha fatto il libraio per dieci anni. Si è dedicato all’insegnamento della letteratura e ha trasformato la sua passione di scrivere in una professione. Si narra che per riscattare i diritti su una raccolta di racconti abbia sfidato e sconfitto il suo primo editore in un incontro di karate, nel bel mezzo della Fiera del libro di Bruxelles, nel 2008.
Scrive anche per il cinema (sua la sceneggiatura dell’esilarante e pluripremiato Dio esiste e vive a Bruxelles), il teatro, la radio e i cartoni animati.