Pubblicato in: #fantascienza, #wishlist, Anteprima, Fantascienza, Romanzo, segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: Ready Player Two, Ernest Cline

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 20,00 | Data di pubblicazione: 13 luglio 2021

Due mondi in gioco. SIETE PRONTI?

Arriva oggi l’attesissimo sequel dell’amato bestseller mondiale Ready Player One, l’avventura del prossimo futuro che ha ispirato il film campione d’incassi (e pure meritati, per una volta) di Steven Spielberg.

Ma da dove parte la storia di questo numero 2?

Giorni dopo aver vinto il concorso del fondatore di OASIS James Halliday, Wade Watts farà una scoperta che cambia tutto.

Nascosto nei sotterranei di Halliday, in attesa che il suo erede lo trovi, giace un progresso tecnologico che cambierà ancora una volta il mondo e renderà OASIS mille volte più meravigliosa e avvincente di quanto persino Wade avesse sognato possibile. Con esso arriva un nuovo indovinello e una nuova ricerca: un ultimo Easter egg di Halliday, che suggerisce un premio misterioso.

E un nuovo rivale inaspettato, incredibilmente potente e pericoloso lo attende, uno che ucciderà milioni di persone per ottenere ciò che vuole.

La vita di Wade e il futuro di OASIS sono di nuovo in gioco, ma questa volta anche il destino dell’umanità è in bilico.

Adorabile e nostalgico, originale e adrenalinico come solo Ernest Cline può, Ready Player Two ci porterà in un’altra avventura fantasiosa, divertente e ricca di azione attraverso il suo amato universo virtuale, e ci catapulterà nel futuro ancora una volta.

Le recensioni che arrivano dagli States, dove è uscito ormai da molti mesi, non sono confortanti, lo leggeremo (immediatamente) e ne faremo al più presto una recensione approfondita.


Dicono dell’autore.

Ernest Cline, classe 1971, è nato in Ohio. Scrittore e sceneggiatore statunitense ha raggiunto il successo grazie al romanzo Player One, edito da Mondadori. Cline è un appassionato della saga cinematografica ‘Back to the Future‘, infatti non è un caso che possiede una DeLorean DMC-12 modificata per somigliare alla macchina del tempo presente nei film. Nel 2015, è stato pubblicato Armada, il suo secondo romanzo.
Nel 2021 viene pubblicato il seguito di Player One.
Pubblicato in: #fantascienza, #fantasy, Anteprima

Segnalazione: Gradier, Isabella Ciampa

Casa Editrice: Ultima Stesura | Prezzo: € 12,99 | Data di pubblicazione: 25 giugno 2021



Quarta di copertina: Una guerriera divisa tra due mondi. 
Un viaggiatore deciso a ritrovarla. 

La Donna Rossa è una macchia sull’arena di Gradier. Umana tra le Fate, gladiatrice di professione. È sicura la sua vita sarà solo sangue e morte. Questo, finché non è proprio una Fata a cambiare tutto. 

Il Viaggiatore ha una promessa da mantenere. Per farlo, deve unirsi agli Scovatori e salpare per mare. L’unica soluzione è trovare la rotta per la Grande Foresta, per raggiungere… lei. Sempre che riesca a sopravvivere abbastanza a lungo. 

Due facce della stessa medaglia, un unico destino a guidarli verso un nuovo inizio.


Dicono dell’autrice.

Isabella Ciampa è originaria di Vibo Valentia, in Calabria, ma ha studiato e vissuto per anni a Milano e, ultimamente, Parigi, entrambe città fredde e nuvolose dove la pioggia è all’ordine del giorno tanto quanto le cene al giapponese. Passa il tempo a fantasticare di mondi immaginari e situazioni improbabili, divorando libri e serie tv come patatine. Crea playlist su Spotify per ogni ora della giornata e, se rimane tempo, sfiletta nemici tra uno Zelda e un Final Fantasy. Crede nella libertà, nell’amore e nel sommo potere del binge-watching.

Pubblicato in: #fantasy, Anteprima, Raccolta/Antologia, segnalazioni

Segnalazione: Plesio pubblica ‘Ramen Fantasy’, la raccolta di racconti di Michele Gonnella, Serena Lavezzi, Laura Silvestri, Luca Moretti, Federico Galdi, Marco Rubboli e Caterina Franciosi

Casa Editrice: Plesio Editore | Prezzo: € 12,00 | Data di uscita: 21 giugno 2021

Sette autori: spade ronin spruzzate di sangue e sakè,
penne senza padrone caricate a cattiveria e sprezzo del bushido.
Qui gli hentai finiscono male, e tutti restano a bocca asciutta.
Qui l’umanità del maestro del tè nasconde solo la sua indole mafiosa.
Qui non ci sono opulenze imperiali.

L’oro degli occidentali vale più dell’onore d’un ventre squarciato!

Lasciate ai samurai la poesia dell’impermanenza,
e gustatevi il wabisabi del miglior ramen del feudo.
Gli altri se ne vadano pure a seppuku.

La prima raccolta di racconti targata Plesio Editore è pronta a portarvi in un Giappone antico e fantastico quanto ormai dimenticato. 

Un tempo in cui l’onore è importante, ma la vita di più. 

Lì dove il grimfantasy incontra l’oriente, ecco nascere un volume che vi sorprenderà tra storie epiche, folklore e sarcasmo. 

Siete pronti a questo viaggio?

Gli autori presenti in questa raccolta sono:


Michele Gonnella

Non posso non provare edificante sollazzo nel dare pedate negli stinchi a tutti i nazismi letterari di genere: puristi, categoristi e mostrisacrismi vari; tutta gente che, quando siamo spuntati io e altri come me, o si è nascosta in soffitta, o si è convertita o ci ha affrontato con risultati abbastanza scarsi. In effetti, abbiamo fatto un bel massacro di queste parodie d’artista, il sangue ci arriva agli stinchi, ma contiamo di sentirlo bagnarci le terga entro il 2022. Da questa breve e frizzante premessa, lo scopo del RamenFantasy dovrebbe esser chiaro: dopo cotanto folklore italico, volevo cominciare ad andare a menare laddove onore e disciplina, sulla carta, non lo permettono… Il Giappone.

Serena Lavezzi
Laura Silvestri
Luca Moretti
Federico Galdi
Marco Rubboli
Caterina Franciosi

Pubblicato in: #wishlist, Uscite Mensili

Wishlist giugno 2021

Siamo in ritardo con la nostra wishlist, meglio tardi che mai?

Sono poche le uscite che ci paiono interessanti in questo giugno 2021 ma alcune sono davvero molto attese. Tre gocce d’acqua di Valentina D’Urbano (già letto e recensito) e Tre di Valérie Perrin (grande hype).

Mondadori, 1 giugno 2021

Quarta di copertina: Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un’equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell’una da parte di padre e dell’altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l’incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l’amore del fratello, che preso com’è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell’ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l’asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte. Al suo settimo romanzo, Valentina D’Urbano si conferma un talento purissimo e plastico, capace di calare i suoi personaggi in un’attualità complessa e contraddittoria, di indagare la fragilità e la resilienza dei corpi e l’invincibilità di certi legami, talmente speciali e clandestini da sfuggire a ogni definizione. Come quello tra Celeste e Nadir, che per la lingua italiana non sono niente, eppure in questa storia sono tutto.


Rizzoli, 8 giugno 2021

Quarta di copertina: Tra inseguimenti, confessioni notturne e ricordi che esplodono come coriandoli, il nuovo romanzo di Levante racconta il coraggio di guardarsi dentro e di seguire senza riserve il filo caotico dei nostri pensieri. Inquieta, indomabile. Ma anche indifesa, brutalmente sincera, forse pure un po’ antipatica. Questa è Anita: una donna come tante che somiglia solo a se stessa. Nel lavoro ha successo, è una giornalista affermata, ma in amore colleziona disastri. L’ultimo in ordine di tempo si chiama Marco, “nessun segno particolare, non un tatuaggio, non un piercing alle orecchie, al naso, niente. La faccia di uno che non attira l’attenzione. Piaceva a tutti, non se lo ricordava nessuno”. Lei però se lo ricorda bene. Ricorda quando lui l’ha fatta ridere per la prima volta, sotto un cielo blu di Prussia, con un gin tonic in mano e la testa leggera leggera. Ricorda le caffettiere che preparava solo per lei, per non farle mancare la colazione. Ma ricorda anche i silenzi terribili, carichi di risentimento, con cui la chiudeva fuori dal suo mondo senza darle spiegazioni. Perché ogni storia d’amore è così: per comprenderla tutta, bisogna cominciare dalla fine. E adesso che anche con Marco è finita, dopo tante tempeste e uomini sbagliati, Anita desidera soltanto salvarsi il cuore, metterlo al sicuro. Per curare l’anima dalle ferite del passato e abbracciare, finalmente, la scatola nera delle sue emozioni.


Garzanti, 10 giugno 2021

Quarta di copertina: Gioia ha sempre pensato che ci fosse una parola per dare un senso a tutto. Dove quelle che conosceva non potevano arrivare, c’erano quelle delle altre lingue: intraducibili, ma piene di magia. Ora, il quaderno su cui appuntava quelle parole giace dimenticato in un cassonetto. Gioia è diventata la notte del luminoso giorno che era: ha lasciato la scuola e non fa più le sue chiacchierate, belle come viaggi, con il professore di filosofia, Bove. Neanche lui ha le risposte che cerca. Anzi, proprio lui l’ha delusa più di tutti. Dal suo passato emerge un segreto inconfessabile che le fa capire che lui non è come credeva. Gioia non ha più certezze e capisce una volta per tutte che il mondo non è come lo immagina. Che nulla dura per sempre e che tutti, prima o poi, la abbandonano. Come Lo, che dopo averla tenuta stretta tra le braccia ha tradito la sua fiducia: era certa che nulla li avrebbe divisi dopo quello che avevano passato insieme. Invece non è stato così. Gioia non può perdonarlo. Meglio non credere più a nulla.
Eppure, Lo e Bove conoscono davvero quella ragazza che non sorride quasi mai, ma che, quando lo fa, risplende come una luce; quella che, ogni giorno, si scrive sul braccio il verso della sua poesia preferita. Che a volte cade eppure è felice. È quella la Gioia che deve tornare a galla. Insieme è possibile riemergere dal buio e scrivere un finale diverso. Insieme il rumore del mondo è solo un sussurro che non fa paura.
Enrico Galiano ha finalmente deciso di regalare ai suoi lettori il seguito di Eppure cadiamo felici, il romanzo d’esordio che l’ha consacrato nell’olimpo degli scrittori. Da allora, il professore più amato d’Italia ha scritto altri quattro libri che hanno scalato le classifiche, è in corso di traduzione in tutta Europa ed è diventato una figura di riferimento per la stampa e la televisione. Incontrare di nuovo Gioia e Lo è un’emozione immensa, perché in fondo non ci hanno mai abbandonato.


Feltrinelli, 24 giugno 2021

Quarta di copertina:

Dopo Azami, il fiore del cardo, e Hozuki, l’alchechengi, continua la nuova pentalogia di Aki Shimazaki con Suisen, il narciso, il fiore del mito greco che simboleggia indole e destino del protagonista.
Goro Kida è il presidente di una grande azienda. Ha tutto ciò che desidera: una famiglia apparentemente perfetta, un ruolo sociale prestigioso; conduce un’intensa vita mondana con i clienti più importanti e ha due amanti ai suoi piedi. Peccato che il suo scintillante mondo si regga solo sull’ipocrisia e, d’improvviso, si sgretoli per precipitare rovinosamente. Alla prima bruciante delusione per mano di un’amante, un’attrice divenuta famosa, seguono presto altre umiliazioni che travolgono il cinquantenne Goro, nella vita professionale e in quella sentimentale. La solitudine gli offrirà l’occasione per ripensare alla sua vita e all’unica persona che aveva compreso la fragilità celata dalla sua arroganza, dalla sua frivolezza e dal suo egocentrismo: caratteristiche simboleggiate dal fiore del suisen, il narciso – che dà il titolo al romanzo. In un’armonica tessitura di rimandi e corrispondenze, l’autrice scava nelle ferite mai rimarginate dell’infanzia. Gli eventi scandiscono un percorso di introspezione catartica e poetica, che riporta il protagonista nelle innevate Kanazawa e Maibara, città note al lettore che si è già immerso nelle vibranti atmosfere di Azami e Hozuki e ha già conosciuto Goro Kida: un uomo di cui Aki Shimazaki ci racconta senza giudicarla, con il consueto lucido e garbato distacco, la dolente umanità.


Edizioni E/O, 28 giugno 2021


Quarta di copertina: 1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai. 2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?


Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: Una rosa sola, Muriel Barbery

Casa Editrice: Edizioni E/O | Prezzo: € 16,50 | Data di pubblicazione: 12 maggio 2021

Quarta di copertina: Rosa fa la botanica, ha quarant’anni, vive a Parigi ed è tristissima. O, per meglio dire, è depressa. Conosce i fiori, ma non li guarda; le piacciono gli uomini, ma solo per una sera; niente la appassiona, niente riesce a smuoverla dalla cappa plumbea in cui trascorrono le sue giornate, la vita le sembra un faticoso percorso senza senso. Così è quasi per forza d’inerzia che parte per Kyōto per assistere all’apertura del testamento del padre. Di lui non sa niente, sa solo che è giapponese e che quarant’anni prima ha avuto un’effimera relazione con la madre. Non l’ha conosciuto da vivo, va a conoscerlo da morto. Ma il Giappone è un altro pianeta e, anche se in un primo tempo le ciotoline da tè e i vialetti di sabbia rastrellata le fanno soltanto rabbia, piano piano si fa strada in lei una consapevolezza del profondo che la porterà a rivalutare se stessa e a vedere con un altro occhio quelle che fino a quel momento le erano apparse solo un’interminabile serie di disgrazie. Accompagnata nel suo viaggio di rinascita da Paul, belga trapiantato in Giappone, fedelissimo segretario del padre, Rosa conoscerà un nuovo concetto di bellezza che la porterà a elaborare un nuovo concetto di amore e quindi di vita.


Dicono dell’autrice.

Classe 1969, Muriel Barbery è nata a Casablanca ed è una scrittrice francese.
Ha esordito con il romanzo Une gourmandise, pubblicato nel 2000 da Gallimard, e in Italia da E/O nel 2008 con il titolo Estasi culinarie.
Nel 2006, ancora con Gallimard, ha pubblicato L’Élégance du hérisson – L’eleganza del riccio (edito nel nostro Paese da E/O nel 2007 per la prima volta e ripubblicato nel 2012 in edizione economica), che si è rivelato un grande caso letterario in Francia e non solo.
Il romanzo è stato infatti uno dei successi editoriali più importanti degli ultimi anni e ha venduto più di 2 milioni di copie, restando in classifica per più di tre anni. Ha conquistato molti premi: nel 2006 il Prix Georges Brassens; nel 2007 il Prix Rotary International, il Prix des libraires, il Prix des Bibliothèques pour Tous, il Prix Vivre Livre des Lecteurs de Val d’Isère, il Prix de l’Armitière (Rouen), il Prix « Au fil de mars » (Université de Bretagne-Sud), il Prix littéraire de la Ville de Caen.  Muriel Barbery vive da alcuni anni in Giappone.
Altri suoi libri pubblicati in Italia dalle edizioni E/O sono La vita degli elfi (2016) e Uno strano paese (2020).

Pubblicato in: Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: La sorella perduta, Lucinda Riley

Casa Editrice: Giunti | Prezzo: € 19,80 | Data di pubblicazione: 11 maggio 2021

Quarta di copertina: Maia, Ally, Star, CeCe, Tiggy ed Electra: ognuna delle 6 sorelle D’Aplièse ha compiuto un viaggio straordinario alla scoperta delle proprie origini, ma la costellazione delle Pleiadi da cui hanno preso i loro nomi è composta da 7 stelle e nessuno ha ancora scoperto chi sia veramente e dove si trovi Merope. Mentre Ally e Maia sono ad Atlantis a guardare Electra in tv al Concert for Africa, l’avvocato Georg Hoffman arriva con una novità incredibile: sembra che finalmente ci sia una pista concreta per trovare la sorella perduta. Con l’indirizzo di una vigna e il disegno di un anello di smeraldo a forma di stella, ha inizio una staffetta che porterà le sorelle ad attraversare, letteralmente, il mondo intero: dalla Nuova Zelanda al Canada, dall’Inghilterra alla Francia e infine all’Irlanda, unite più che mai nella missione di completare la loro famiglia prima della commemorazione per la morte di Pa’ Salt. Una ricerca che le metterà sulle tracce di una donna che in realtà non vuole essere trovata… ma perché? Sempre più avventura, sempre più suspense nel settimo capitolo dell’epica saga bestseller internazionale.


Dicono dell’autrice.


Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. Vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli.
Il giardino degli incontri segreti (Giunti 2012) è diventato un bestseller internazionale e in Italia è balzato subito ai primi posti delle classifiche. Sempre per Giunti sono usciti La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), Il segreto di Helena (2016) e La sorella perduta (2021). I suoi romanzi sono tradotti in più di 26 Paesi.
Pubblicato in: #recensione

Recensione: Volevo solo sfiorare il cielo, Silvia Ciompi

Quando ti innamorerai ti capiterà di sentirti sbagliata, brutta, spettinata e poi bella e spaventata. Ma non te ne fregherà più niente delle smagliature, delle cicatrici, dei tuoi spigoli o dei tuoi chili di troppo, perché chi ti ama fa così: ti cura e ti migliora e ti porta via anche i complessi. Quando ti innamorerai sarete ovunque.

Maremma diavola, che romanzo!
Alzi la mano chi si ricorda del primo amore, chi ricorda le miriadi di sensazioni che porta con sé e tutto quello che ne consegue.
Quando ci si innamora si è ovunque, come dice la citazione: nella musica, nelle frasi altrui, nel fondo di una tazza di caffè, tra gli alberi. Insomma, innamorarsi a volte è una gran bella grana e citando il buon John Lennon: ‘l’amore è ciò che ti accade mentre fai altri progetti’.
Ed è proprio l’amore che dà la possibilità ai giovanissimi protagonisti di questo romanzo di sopravvivere e di trovare un senso a quel gran macello che è la vita.
Clelia ha appena compiuto diciotto anni, ha dei meravigliosi occhi, non ascolta più musica da oltre un anno, si veste sempre di nero ed è in cerca di se stessa.
Lorenzo ha diciotto anni, ricci ribelli, vive con le cuffie nelle orecchie, vagamente somigliante a Marlon Brando [a detta di Clelia] ed è in fuga da tutto e da tutti compreso se stesso.
La vita ha già lasciato cicatrici invisibili e visibili su entrambi ed anche se sono nell’età in cui hanno tutta la vita davanti, loro la vita non riescono più a sentirla.
Clelia e Lorenzo non hanno altri progetti in mente, ma inciamperanno l’uno nella vita dell’altra rendendo il loro amore l’unica àncora di salvezza.

Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia.


L’amore e la musica sono probabilmente le uniche cose di cui l’essere umano non si stancherà mai e che fanno girare – o quasi – il mondo.
É infatti attraverso la musica – ascoltata tramite cuffie o grammofoni – che si dipana la storia d’amore di Clelia e Lorenzo, ambientata tra le stradine della meravigliosa Isola d’Elba profumate di salsedine e la periferia romana.
All’interno della storia sono citate canzoni ‘d’annata’ e ‘più recenti’ ed è una particolarità che mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto perché anche io ascolto molta musica e spesso faccio un miscuglio tra nuovo e vecchio e per questo mi sono sentita in sintonia sia con Clelia e il suo grammofono che con Lorenzo e le sue cuffie.
Più in basso troverete il link di Spotify per andare ad ascoltare tutte le canzoni citate all’interno del romanzo.
Tra il viale dei ricordi della mia infanzia e nuove scoperte, la mia playlist personale è decisamente lievitata!

Volevo solo sfiorare il cielo‘ è sì, un romanzo che racconta il primo amore, uno che il cuore lo spacca davvero, ma è anche un racconto di due famiglie che hanno perso molto. Nonostante le disgrazie accadute però cercano di andare avanti come possono, passo dopo passo, cercando di superare il dolore, a volte non riuscendoci.
Il ‘dolore’ è un tema molto importante perché sia Clelia che Lorenzo sono fatti di dolore, di rabbia e di sensi di colpa. Stando insieme questi devastanti sentimenti si affievoliscono, dando loro la possibilità di vivere l’estate dei loro diciotto anni come qualsiasi diciottenne dovrebbe: a fare pazzie ed innamorarsi.

Silvia Ciompi è tornata con un nuovo romanzo capace di tenere incollati alle quattrocentoundici pagine, ancora una volta.
Calime’ e Parassita burino vi entreranno dentro, facendovi partecipi del loro sentimento ed attraverso le pagine vivrete davvero intensamente la loro storia perché l’amore vero ti resta addosso per tutta la vita e, a volte, riesce anche a salvarti.
Impossibile dimenticarsi di loro.



Cose da ricordare:
° Comprare assolutamente il libro
° Ascoltare in loop la playlist del romanzo
° Tornare ad ascoltare i vinili
° Iniziare a giocare ” Se questo momento fosse una canzone, sarebbe?”
° Cercare un migliore amico come Ahmed, perché tutti ne dovremmo avere uno.


Ringrazio Silvia Ciompi, Promozione Romanzi e la Sperling & Kupfer.


Quarta di copertina: Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore. E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita?


Dicono della scrittrice

Silvia Ciompi, classe 1993, vive in Toscana.
Scrive da sempre e ovunque: diari, poesie e ora romanzi. Ha esordito, prima su Wattpad e poi in libreria, con ‘Tutto il buio dei miei giorni‘, seguito da ‘Tutto il mare è nei tuoi occhi‘, facendo sognare migliaia di lettrici.
Potete trovare l’autrice sui social Facebook e Instagram.

Pubblicato in: #wishlist, Anteprima, cover reveal, Narrativa contemporanea, Romanzo

Anticipazione: Il grido della rosa, Alice Basso


Ed ecco la copertina del nuovo romanzo di Alice Basso, in uscita il 20 maggio e ambientato a Torino negli anni ’30.
Seguito de Il morso della vipera (qui nostra recensione) con protagonista la bella Anita il nuovo romanzo costerà 16,90 € e sarà sempre edito da Garzanti, è stata inoltre resa nota la quarta di copertina:

Torino, 1935. Mancano poche settimane all’uscita del nuovo numero della rivista di gialli «Saturnalia». Anita è intenta a dattilografare con grande attenzione: ormai ama il suo lavoro, e non solo perché Sebastiano Satta Ascona, che le detta la traduzione di racconti americani pieni di sparatorie e frasi a effetto, è vicino a lei. Molto vicino a lei. Alla sua scrivania Anita è ancora più concentrata del solito, ancora più immersa in quelle storie, perché questa volta le protagoniste sono donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Ad Anita sembra un sogno. A lei, che mal sopporta le restrizioni del regime fascista. A lei, che ha rimandato il matrimonio per lavorare. A lei, che legge libri proibiti che parlano di indipendenza, libertà e uguaglianza. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. Nella realtà, ben poche sono le donne libere e che non hanno niente da temere: il regime si fregia di onorarle, di proteggere persino ragazze madri e prostitute, ma basta poco per accorgersi che a contare veramente sono sempre e solo i maschi, siano uomini adulti o bambini, futuri soldati dell’Impero. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, per tutti si tratta solo di un incidente: se l’è andata a cercare, stava di sicuro tentando di entrare di nascosto. Anita non conosce Gioia, ma non importa: come per le sue investigatrici, basta un indizio ad accendere la sua intuizione. Deve capire cosa è successo veramente a Gioia, anche a costo di ficcare il naso in ambienti nei quali una brava ragazza e futura sposa non metterebbe mai piede. Perché la giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.
La nuova protagonista nata dalla penna acuta di Alice Basso ha conquistato tutti: le classifiche dei libri più venduti, i lettori che sono già fan della ghostwriter Vani Sarca e la stampa più autorevole. Anita è entrata nel cuore di chiunque ami il potere dei libri, le investigazioni ricche di misteri e e protagoniste uniche nel loro genere.

  • ISBN: 881181877X
  • Titolo: Il grido della rosa
  • Autrice: Alice Basso
  • Editore: Garzanti
  • data di pubblicazione: 20 maggio 2021
  • Genere: Narrativa
  • Pagine: 320
  • Prezzo: € 16,90 cartaceo

Pubblicato in: segnalazioni

Segnalazione: Certe notti, Simonetta Ronco

Casa editrice: Aracne Editrice | Prezzo: € 10,00 | Data di pubblicazione: 5 Febbraio 2021

Quarta di copertina: Dario Barresi è un commissario della Squadra Mobile di Torino. Bravo nel suo lavoro, stimato dai colleghi, affascinante. Mentre si sta recando in moto a una riunione in Questura, ha un incidente e rimane in coma tre settimane. Dal risveglio, la sua vita cambia. Dario durante il coma ha avuto delle visioni, ma ricorda solo un piccolo cimitero di provincia, dove tutte le lapidi sono dritte meno una che è messa storta. Comincia così la sua indagine personale, in un percorso incomprensibile che lo porta a Chiaromonte, paesino della Basilicata, dove mesi prima è morto un ragazzo. Dario si fa assumere come custode del cimitero, al posto del vecchio Cesare, morto ammazzato in circostanze poco chiare. Là conosce padre Rinaldo, il prete barricadero, Silvia la farmacista, Margherita, che come lui è stata protagonista di un’esperienza traumatica, e altri personaggi che formano il microcosmo di Chiaromonte e della vicina Matera. Impara i nomi scritti sulle tombe, comincia a essere vittima di incubi, deliri, visioni notturne che lo sconvolgono e a tratti riportano in superficie un’esperienza traumatica passata. Presto Dario si rende conto di essere diventato uno strumento di giustizia per le vittime di cold cases. Durante i suoi deliri, vede e sente cose che poi non ricorda, ma che lo spingono in modo irresistibile a scrivere racconti immaginari in cui si celano tutti gli indizi che serviranno a risolvere il caso. È l’inizio di tutto.


Dicono dell’autrice.

Simonetta Ronco, genovese, è docente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Genova, avvocato e giornalista pubblicista.
Dirige la Collana “Mnemosine – Donne nell’ombra” per Licosia Editore e la Collana “Giovani Giuristi” per TAB Editore ed è autrice di biografie e romanzi. In qualità di storica e biografa ha collaborato con Il Secolo XIX, http://www.teatro.org, Resine, Satura, Xenia.
Genova è la città in cui è nata, è cresciuta e vive tuttora: una città ricca di ispirazioni e piena di sorprese, di angoli segreti, di storie e di leggende, che permette di passare dal mare alla montagna in pochi minuti. Questa varietà di paesaggi, assieme all’amore per la storia, si riflette nei suoi romanzi ad ambientazione storica e nei gialli nonché nelle biografie storiche, dedicate in particolare a figure femminili del passato spesso lasciate in ombra dalla storia europea e italiana.
Nella sua indole c’è sempre stato l’istinto di risolvere i problemi altrui, difendere i più deboli e combattere le ingiustizie e l’illegalità. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita l’abilitazione alla professione di avvocato avrebbe potuto praticarla, oppure fare il magistrato o la poliziotta: ha preferito dedicarsi all’amore per la trasmissione del sapere e per la comunicazione, ereditati dalla madre scrittrice e dal padre scrittore e storico, e come professione ha scelto l’insegnamento fino a diventare titolare di cattedra universitaria. Uno dei lati più positivi del suo lavoro e un obiettivo di vita è di potersi dedicare ogni giorno ad aiutare i giovani a crescere culturalmente e psicologicamente.
La passione per gli sceneggiati (dagli anni Settanta alle fiction più recenti), per i gialli classici di Simenon e in generale per i misteri insoluti l’ha portata a interessarsi nel tempo di criminologia e criminalistica, di parapsicologia, di delitti irrisolti, affiancando l’approfondimento della cronaca alle letture: Agatha Christie e Arthur Conan Doyle sono stati un profondo arricchimento sotto il profilo narrativo. Lettrice selettiva, ama gli scrittori intimisti e predilige i libri corti.
Dello scrivere narrativa ama la possibilità di viaggiare con la fantasia, di gestire gli intrecci, di far finire tutto bene e di metterci un po’ di se stessa. Nei romanzi crea un mix di amore, mistero, dramma e autobiografia che avvince. Ama usare i batti e ribatti nei dialoghi e i lettori spesso dicono di “vedere le scene”. Il pianoforte è sempre stata una sua passione, condivisa col nonno materno e lo zio: da qui l’idea di lavorare sul pianista investigatore Audemars Février ambientandone le vicende nel suo periodo storico preferito, gli anni Venti del Novecento. Preferisce situare le vicende dei libri di volta in volta in momenti storici diversi: se è vero che scrivere significa vivere tante vite diverse è meglio cambiare anche epoca, no?
Il resto è fatto di tante piccole cose: viaggi, letture, amici, teatro, musica, amore.

Pubblicato in: segnalazioni

Segnalazione: Per tutto il resto dei miei sbagli, Camilla Boniardi

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 20 Aprile

Quarta di copertina: Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione. Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall’etica dell’imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell’impostore. 


Dicono dell’autrice

Camilla Boniardi, classe 1990, nasce a Monza.
E’ conosciuta sul web con il nome d’arte di Camihawke ed
ha un solo ed unico credo: la pasta al forno.
Il suo Instagram è seguito da 1,2 mln di followers ed è considerata una vera e propria influencer anche se lei non si considera tale.
Per tutto il resto dei miei sbagli‘ è il suo romanzo d’esordio.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Recensione: Un tè a Chaverton House, Alessia Gazzola

«Lascia profumo dove sei passata».


Ventisette anni è un’età terrificante.
Anche l’adolescenza e molte altre età, non fraintendete, ma se domandate a molti ventisettenni cosa vogliono fare della loro vita non sanno bene cosa risponderti. Alcuni ti fissano con lo sguardo perso o come se tu gli avessi domandato di argomentare su Pseudo-Dionigi l’Areopagita.
Altri, dopo che gli avete sbloccato il ricordo della temutissima domanda “Cosa vuoi fare da grande?” è probabile che vi risponderanno l’astronauta o l’esploratrice.
Ventisette anni sono a metà fra “Il mondo è mio” e “Trenta? Ma che davero?
I tanto temuti trenta…
Che poi fino a tre secondi fa avevo vent’anni e ora sono quasi arrivata a trenta. Accidenti, fermatelo questo tempo!
La protagonista di questo romanzo si chiama Angelica, ha ventisette anni e non sa bene cosa vuole fare nella sua vita.
Abbiamo deciso che si tratta di una cosa alquanto normale, no?
E quale miglior modo per capire la strada della vita se non prendere un aereo (prima o poi torneremo a farlo anche noi!), volare in Inghilterra e trovare un lavoro, ma mica in un pulcioso pub della periferia londinese. Eh no.
Un lavoro in una bellissima tenuta in campagna immersa nel verde, inoltre nello svolgere il lavoro perché non diventare un aspirante Sherlock Holmes alla ricerca di una oscura verità?
Si aggiunge una buona padronanza delle lingue, una famiglia Splendida Splendente ed un enigmatico ma affascinate capo: il gioco è fatto, gli ingredienti ci sono tutti e si comincia a divertirsi.

Chiunque abbia visto Downton Abbey ha sognato almeno una volta di entrare nella meravigliosa Highclere Castle, la tenuta dove è ambientata la serie.
Parallelamente la protagonista Angelica si ritrova a fare da guida turistica nella maestosa Chaverton House dove è ambientata la serie de L’Orfana di Mallands Park, serie che è costretta a vedere interamente per potersi tenere il lavoro.
Inoltre all’interno della fornitissima e meravigliosa biblioteca, io l’ho immaginata come quella de La Bella e la Bestia, ci sono anche delle interessanti prime edizioni.

Indovinate quali?
Orgoglio e Pregiudizio‘ di Jane Austen e ‘Cime Tempestose‘ di Emily Brontë.
Ovviamente.


Avete presente quando leggendo in un libro c’è quel determinato personaggio che sembra stato scritto proprio sulla vostra persona? Ecco, quel personaggio per me è proprio Angelica.
La protagonista di questo ultimo romanzo di Alessia Gazzola edito da Garzanti e scritto tutto durante il primo lockdown, è una ragazza come tante con sogni, dubbi e paure. In sole centonovantadue pagine si riesce benissimo a immedesimarsi in lei, io ci ho messo un istante: abbiamo la stessa età ed anche gli stessi dubbi.

Io però non ho un lavoro in una tenuta inglese. Meh.


Ci vuole poco tempo per concludere questo breve romanzo ed è un piacevole diversivo alla monotonia che l’ennesima zona rossa ha, inevitabilmente, portato con sé.
Alla fine delle pagine non solo vi verrà voglia di rivedere tutte le stagioni di Downton Abbey (tanto, voglio dire, il tempo non manca) e iniziare a bere tè alle 5 in punto, ma vorrete soprattutto andare al supermercato a comprare gli ingredienti per preparare la ricetta della felicità, ovvero i cornetti di Angelica!


Citando il simpatico Giusy vi mando a swag of love!

P.s. Per capire a cosa si riferisce questa citazione correte a leggere il libro!

Recensione a cura di Rossella Zampieri


Quarta di copertina: “Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”


Dicono dell’autrice.

Alessia Gazzola, classe 1982, è nata a Messina. Laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018) e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Con Questione di Costanza (2019) inaugura una nuova serie di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè.
A Marzo 2021 esce il suo ultimo romanzo questa volta con una nuova protagonista di nome Angelica.

Pubblicato in: #fantascienza, #recensione

Recensione: ‘Sotto i soli di Gwalthur’, Mala Spina

Con ‘Sotto i soli di Gwalthur’ Mala Spina regala fantascienza “Sword and Planet con cyborg imbranati contro aliene feline, dinosauri mutanti e intelligenze artificiali egomaniache. Tra Flash Gordon, Avatar e John Carter di Marte”.

Il romanzo è diviso in capitoli narrati dal punto di vista della protagonista femminile Zorya, cacciatrice nativa di Gwalthur e altri da quello dell’agente Securforce Ben Sawyer. Sono tante le fonti di ispirazione che pervadono tutta la narrazione e a detta della stessa autrice ci sono ‘dentro’ anche film come Il pianeta ProibitoGuardiani della galassia e Avatar. Il romanzo è una grande avventura di scoperta e peripezie ed infatti, l’idea iniziale di Sotto i soli di Gwalthur è quella di un re-telling di Le avventure di Robinson Crusoe.

La definizione esatta del genere a cui appartiene Sotto i Soli di Gwalthur è il PLANETARY ROMANCE, dove Romance è inteso come Romanzo. Si tratta di storie basate sull’esplorazione e la scoperta delle meraviglie di pianeti alieni esotici e spesso primitivi.

Ma tralasciando le categorie, i generi e sottogeneri, è impossibile non amare questo bel romanzo avventuroso e divertente.
Duecentosessantacinque pagine con sedici illustrazioni sono proprio poche quando la narrazione corre al ritmo di dinosauri assatanati e inseguimenti da parte di umanoidi cacciatrici inferocite. Impossibile è anche non amare Ben Sawyer e Zorya: il primo è un umano con un braccio bionico e un chip neurale, argomento che non ama particolarmente come impareremo nel corso della lettura, mentre la seconda è una giovane cacciatrice appartenente ad una tribù autoctona del pianeta, è quasi umana se non fosse che è parzialmente ricoperta di pelo e dotata di coda.

Insomma non dobbiamo dare nulla per scontato mentre voltiamo una pagina dietro l’altra di questo avvincente romanzo, non scontato e ben architettato. La scrittura scivola via veloce e si ha l’impressione che i due protagonisti, con l’aggiunta dell’intelligenza artificiale Kowalski, siano perfettamente costruiti e fatti per essere letti da noi.
Un plauso anche alla ‘questione femminile’ che pervade il romanzo, la nostra Zorya vuole evadere dalle costrittive leggi della sua tribù e si arma di coraggio e forza nel distaccarsi da tutto quello che conosce per seguire il suo sogno e la sua volontà nonostante le enormi difficoltà a cui andrà incontro.
Troverà sul suo cammino Ben Sawyer, anche lui un uomo costretto, un soldato addestrato che ha dimenticato chi è a causa del chip neurale che gli hanno impiantato quelli della potentissima Corporazione e solo grazie ad un caso fortuito recupera parzialmente la sua libertà di pensiero.
La loro diversità parrebbe insormontabile ma di fronte alle difficoltà trovano la loro strada anche se fatta di difficoltà e coraggiose azioni, combattimenti e incomprensioni che spesso virano in gag ironiche.
L’intelligenza artificiale e il confronto tra il cyber e il reale, materico mondo è trattato con grande capacità narrativa, inoltre la tensione tra i due protagonisti è ben costruita e mai scontata.
Adatto a chiunque ami la fantascienza ma anche a chi non predilige il genere, per la sua godibilità può piacere anche alla fascia definibile YA. Qualche ora di intrattenimento puro e di buon livello sono assicurati con questo romanzo edito da Plesio.
Sarebbe davvero bellissimo se l’autrice tornasse a raccontare ancora altri accadimenti sotto i soli del pianeta Gwalthur.

Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle legge tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur

Dicono dell’autrice.

Mala Spina è lo pseudonimo di una scrittrice toscana appassionata di narrativa del fantastico e collezionista di fumetti. Lavora nel campo dell’editoria, illustrazione digitale e web design.
Scrive storie Fantasy, Steampunk e Horror. Ha pubblicato in proprio l’urban fantasy “Victorian Horror Story”, la black comedy horror “Il Mangiapeccati” e la serie fantasy-sword and sorcery “Altro Evo”.
Ha pubblicato racconti brevi in varie antologie: “L’oro dell’uomo nero” in Zappa e Spada per Acheron Books. “Testa di santo” in Eroica per Watson Edizioni. “Quattro regole di sopravvivenza agli zombie” in Zomb! Saga per Dunwich Edizioni. “Ultimo treno per Uomo Morto” in N di menare per Lethal Books.
Sito Internet: www.AltroEvo.com