Pubblicato in: Romanzo, segnalazioni, storico

Segnalazione: L’inverno dei leoni, Stefania Auci

Casa Editrice: Editrice Nord | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 24 maggio 2021

Quarta di copertina: Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l’acquisto dell’intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai, fino all’ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent’anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d’amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d’Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un’isola e di una città. Unici e indimenticabili.


Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani.
Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l’autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia.
Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: Una rosa sola, Muriel Barbery

Casa Editrice: Edizioni E/O | Prezzo: € 16,50 | Data di pubblicazione: 12 maggio 2021

Quarta di copertina: Rosa fa la botanica, ha quarant’anni, vive a Parigi ed è tristissima. O, per meglio dire, è depressa. Conosce i fiori, ma non li guarda; le piacciono gli uomini, ma solo per una sera; niente la appassiona, niente riesce a smuoverla dalla cappa plumbea in cui trascorrono le sue giornate, la vita le sembra un faticoso percorso senza senso. Così è quasi per forza d’inerzia che parte per Kyōto per assistere all’apertura del testamento del padre. Di lui non sa niente, sa solo che è giapponese e che quarant’anni prima ha avuto un’effimera relazione con la madre. Non l’ha conosciuto da vivo, va a conoscerlo da morto. Ma il Giappone è un altro pianeta e, anche se in un primo tempo le ciotoline da tè e i vialetti di sabbia rastrellata le fanno soltanto rabbia, piano piano si fa strada in lei una consapevolezza del profondo che la porterà a rivalutare se stessa e a vedere con un altro occhio quelle che fino a quel momento le erano apparse solo un’interminabile serie di disgrazie. Accompagnata nel suo viaggio di rinascita da Paul, belga trapiantato in Giappone, fedelissimo segretario del padre, Rosa conoscerà un nuovo concetto di bellezza che la porterà a elaborare un nuovo concetto di amore e quindi di vita.


Dicono dell’autrice.

Classe 1969, Muriel Barbery è nata a Casablanca ed è una scrittrice francese.
Ha esordito con il romanzo Une gourmandise, pubblicato nel 2000 da Gallimard, e in Italia da E/O nel 2008 con il titolo Estasi culinarie.
Nel 2006, ancora con Gallimard, ha pubblicato L’Élégance du hérisson – L’eleganza del riccio (edito nel nostro Paese da E/O nel 2007 per la prima volta e ripubblicato nel 2012 in edizione economica), che si è rivelato un grande caso letterario in Francia e non solo.
Il romanzo è stato infatti uno dei successi editoriali più importanti degli ultimi anni e ha venduto più di 2 milioni di copie, restando in classifica per più di tre anni. Ha conquistato molti premi: nel 2006 il Prix Georges Brassens; nel 2007 il Prix Rotary International, il Prix des libraires, il Prix des Bibliothèques pour Tous, il Prix Vivre Livre des Lecteurs de Val d’Isère, il Prix de l’Armitière (Rouen), il Prix « Au fil de mars » (Université de Bretagne-Sud), il Prix littéraire de la Ville de Caen.  Muriel Barbery vive da alcuni anni in Giappone.
Altri suoi libri pubblicati in Italia dalle edizioni E/O sono La vita degli elfi (2016) e Uno strano paese (2020).

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Segnalazione: Tre gocce d’acqua, Valentina D’Urbano

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 1 Giugno 2021

E’ già possibile preordinarlo!

Quarta di copertina: Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un’equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell’una da parte di padre e dell’altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l’incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l’amore del fratello, che preso com’è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell’ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l’asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte.


Dicono dell’autrice.

Valentina D’Urbano è una scrittrice e illustratrice per l’infanzia, nata a Roma il 28 giugno 1985. Si è diplomata allo IED in illustrazione e animazione multimediale. Nel 2010 vince la prima edizione del torneo letterario IoScrittore organizzato dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Longanesi ha pubblicato i suoi romanzi: Il rumore dei tuoi passi, nel 2012; Acquanera nel 2013; Quella vita che ci manca nel 2014 (con cui vince il premio Rapallo Carige nel 2015), Non aspettare la notte nel 2016 e Isola di neve nel 2018. Con Tea ha pubblicato Alfredo (2015). Tre gocce d’acqua (2021) è il suo ultimo romanzo pubblicato da Mondadori.

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Segnalazione: La sorella perduta, Lucinda Riley

Casa Editrice: Giunti | Prezzo: € 19,80 | Data di pubblicazione: 11 maggio 2021

Quarta di copertina: Maia, Ally, Star, CeCe, Tiggy ed Electra: ognuna delle 6 sorelle D’Aplièse ha compiuto un viaggio straordinario alla scoperta delle proprie origini, ma la costellazione delle Pleiadi da cui hanno preso i loro nomi è composta da 7 stelle e nessuno ha ancora scoperto chi sia veramente e dove si trovi Merope. Mentre Ally e Maia sono ad Atlantis a guardare Electra in tv al Concert for Africa, l’avvocato Georg Hoffman arriva con una novità incredibile: sembra che finalmente ci sia una pista concreta per trovare la sorella perduta. Con l’indirizzo di una vigna e il disegno di un anello di smeraldo a forma di stella, ha inizio una staffetta che porterà le sorelle ad attraversare, letteralmente, il mondo intero: dalla Nuova Zelanda al Canada, dall’Inghilterra alla Francia e infine all’Irlanda, unite più che mai nella missione di completare la loro famiglia prima della commemorazione per la morte di Pa’ Salt. Una ricerca che le metterà sulle tracce di una donna che in realtà non vuole essere trovata… ma perché? Sempre più avventura, sempre più suspense nel settimo capitolo dell’epica saga bestseller internazionale.


Dicono dell’autrice.


Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. Vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli.
Il giardino degli incontri segreti (Giunti 2012) è diventato un bestseller internazionale e in Italia è balzato subito ai primi posti delle classifiche. Sempre per Giunti sono usciti La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), Il segreto di Helena (2016) e La sorella perduta (2021). I suoi romanzi sono tradotti in più di 26 Paesi.
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Segnalazione: Certe notti, Simonetta Ronco

Casa editrice: Aracne Editrice | Prezzo: € 10,00 | Data di pubblicazione: 5 Febbraio 2021

Quarta di copertina: Dario Barresi è un commissario della Squadra Mobile di Torino. Bravo nel suo lavoro, stimato dai colleghi, affascinante. Mentre si sta recando in moto a una riunione in Questura, ha un incidente e rimane in coma tre settimane. Dal risveglio, la sua vita cambia. Dario durante il coma ha avuto delle visioni, ma ricorda solo un piccolo cimitero di provincia, dove tutte le lapidi sono dritte meno una che è messa storta. Comincia così la sua indagine personale, in un percorso incomprensibile che lo porta a Chiaromonte, paesino della Basilicata, dove mesi prima è morto un ragazzo. Dario si fa assumere come custode del cimitero, al posto del vecchio Cesare, morto ammazzato in circostanze poco chiare. Là conosce padre Rinaldo, il prete barricadero, Silvia la farmacista, Margherita, che come lui è stata protagonista di un’esperienza traumatica, e altri personaggi che formano il microcosmo di Chiaromonte e della vicina Matera. Impara i nomi scritti sulle tombe, comincia a essere vittima di incubi, deliri, visioni notturne che lo sconvolgono e a tratti riportano in superficie un’esperienza traumatica passata. Presto Dario si rende conto di essere diventato uno strumento di giustizia per le vittime di cold cases. Durante i suoi deliri, vede e sente cose che poi non ricorda, ma che lo spingono in modo irresistibile a scrivere racconti immaginari in cui si celano tutti gli indizi che serviranno a risolvere il caso. È l’inizio di tutto.


Dicono dell’autrice.

Simonetta Ronco, genovese, è docente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Genova, avvocato e giornalista pubblicista.
Dirige la Collana “Mnemosine – Donne nell’ombra” per Licosia Editore e la Collana “Giovani Giuristi” per TAB Editore ed è autrice di biografie e romanzi. In qualità di storica e biografa ha collaborato con Il Secolo XIX, http://www.teatro.org, Resine, Satura, Xenia.
Genova è la città in cui è nata, è cresciuta e vive tuttora: una città ricca di ispirazioni e piena di sorprese, di angoli segreti, di storie e di leggende, che permette di passare dal mare alla montagna in pochi minuti. Questa varietà di paesaggi, assieme all’amore per la storia, si riflette nei suoi romanzi ad ambientazione storica e nei gialli nonché nelle biografie storiche, dedicate in particolare a figure femminili del passato spesso lasciate in ombra dalla storia europea e italiana.
Nella sua indole c’è sempre stato l’istinto di risolvere i problemi altrui, difendere i più deboli e combattere le ingiustizie e l’illegalità. Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita l’abilitazione alla professione di avvocato avrebbe potuto praticarla, oppure fare il magistrato o la poliziotta: ha preferito dedicarsi all’amore per la trasmissione del sapere e per la comunicazione, ereditati dalla madre scrittrice e dal padre scrittore e storico, e come professione ha scelto l’insegnamento fino a diventare titolare di cattedra universitaria. Uno dei lati più positivi del suo lavoro e un obiettivo di vita è di potersi dedicare ogni giorno ad aiutare i giovani a crescere culturalmente e psicologicamente.
La passione per gli sceneggiati (dagli anni Settanta alle fiction più recenti), per i gialli classici di Simenon e in generale per i misteri insoluti l’ha portata a interessarsi nel tempo di criminologia e criminalistica, di parapsicologia, di delitti irrisolti, affiancando l’approfondimento della cronaca alle letture: Agatha Christie e Arthur Conan Doyle sono stati un profondo arricchimento sotto il profilo narrativo. Lettrice selettiva, ama gli scrittori intimisti e predilige i libri corti.
Dello scrivere narrativa ama la possibilità di viaggiare con la fantasia, di gestire gli intrecci, di far finire tutto bene e di metterci un po’ di se stessa. Nei romanzi crea un mix di amore, mistero, dramma e autobiografia che avvince. Ama usare i batti e ribatti nei dialoghi e i lettori spesso dicono di “vedere le scene”. Il pianoforte è sempre stata una sua passione, condivisa col nonno materno e lo zio: da qui l’idea di lavorare sul pianista investigatore Audemars Février ambientandone le vicende nel suo periodo storico preferito, gli anni Venti del Novecento. Preferisce situare le vicende dei libri di volta in volta in momenti storici diversi: se è vero che scrivere significa vivere tante vite diverse è meglio cambiare anche epoca, no?
Il resto è fatto di tante piccole cose: viaggi, letture, amici, teatro, musica, amore.

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Segnalazione: The Monster Circus, Valentina Palomba

“Venite, grandi e piccini,
ci saranno gli omini;
di magie e mostri vedrete
e siam certi ne racconterete.”

Cadde il tramonto, venne la sera,
e col circo parve leggera.

Il mattino arrivò
e l’entusiasmò recò:
di certo sarebbe stata
una splendida giornata.

La particolarità di questo romanzo è la rima baciata ed il genere è il dark fantasy in filastrocca.
Ne avevate mai sentito parlare? Noi no ed è per questo che segnaliamo con piacere questo romanzo. Potrebbe essere quello che mancava?

Casa Editrice: Bré Edizioni | Prezzo: € 13,00 | Data di pubblicazione: 10 agosto 2020

Quarta di copertina: William è il Dottore di un fantomatico paese che potrebbe essere il vostro. Abituato a essere qualcosa, vive la propria vita dimenticando di essere qualcuno. L’arrivo in paese del circo porta in lui uno sconvolgimento, è affascinato da una mitologica figura, la Diva, metà donna e metà mostro, una moderna arpia, affascinante quanto pericolosa, anche perché doppia: sono due donne racchiuse in una. Costei cela un segreto e da quel momento William non si dà pace fino a che non lo svelerà. Nel frattempo si accorge di una tremenda affinità con queste figure del circo, comprende come siamo più mostri che animali. Il Dottore, abituato ad approcciarsi con pazienti e malattie, scopre presto che in quella loro diversità non c’è nulla di anomalo, ma che anzi, lui ne è parte! E insegnerà che a esser diversi non si fa torto a nessuno, e si può scoprire un mondo fantastico che affascinerà anche voi. Benvenuti al circo! Anche se dei mostri! (Tenetevi stretti i vostri bambini)


Dicono dell’autrice.

Valentina Palomba nasce a Genova nel 1991. Parrucchiera di professione, amante degli animali e avida lettrice, ha sempre covato la passione della scrittura.
Scrive per diletto, per dar forma e carattere a un mondo interiore basato sul genere fantasy che lei ama.
Da piccoli racconti tenuti nel cassetto, scopre strada facendo le filastrocche, principalmente per adulti, al cui interno vi è sempre un messaggio di accettazione della diversità e di rispetto verso il mondo.

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Segnalazione: Shadowhunter – La catena di ferro, Cassandra Clare

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 22,00 | Data di pubblicazione: 27 Aprile 2021

Quarta di copertina: A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l’amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall’uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l’oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell’assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi.


Dicono dell’autrice.

Molti la amano, altrettanti la odiano. Noi la chiamiamo amorevolmente la Shonda Rhimes dei libri.
Cassandra Clare, nome d’arte di Judith Rumelt, è nata a Teheran da genitori statunitensi, trascorre la maggior parte della propria infanzia viaggiando con la sua famiglia. E’ una viaggiatrice nata, infatti da bambina è stata praticamenta per un mese nello zaino del padre durante la scalata all’Himalaya e prima dei dieci anni ha vissuto in Svizzera, Francia e Inghilterra.
Sì è stabilità in pianta stabile negli Stati Uniti, dove a Los Angeles completa gli studi presso la Windward School e lavora come giornalista in vari giornali e tabloid di spettacolo come “The Hollywood Reporter” dividendosi tra la California e New York. E’ nota principalmente per aver creato l’universo degli Shadowhunters, i cacciatori di demoni e tutto il mondo dei nascosti.
Grazie ai suoi libri abbiamo un film.

I libri di Cassandra Clare: 

La saga Shadowhunters è composta da 5 serie:

1) The Mortal Instruments suddiviso in città di ossa (2007), città di cenere (2008) , città di vetro (2009) , città degli angeli caduti (2011), città delle anime perdute (2012), città del fuoco celeste (2014).

2) The Infernal Devices suddiviso in L’angelo (2011) , Il principe (2012) , La principessa (2013).

3) The Dark Artifices suddiviso in La signora della Mezzanotte (2016), Signore delle Ombre (2017), Regina dell’aria e delle Tenebre (2019)

4) The Last Hours suddiviso in La catena d’oro (2020), La catena di ferro ( 2021), Chain of Thorns ( 20??)

5) The Wicked Powers composto da tre volumi di cui ancora non si hanno i titoli. 
 
– Spin off: Trilogia composta da The Red Scrolls of Magic (2019), The Lost Book of the White (2020), The Black Volume of the Dead (2021). Questa trilogia è dedicata allo stregone Magnus Bane e allo Shadowhunter Alexander Lightwood.

– 4 companion books suddivisi in Le cronache di Magnus Bane [ Dieci racconti con protagonista Magnus Bane ], Le cronache dell’accademia Shadowhunters [Dieci racconti con protagonista Simon Lewis] , Il Codice [ Guida nel mondo dei Shadowhunters ], Storie di illustri Shadowhunters e abitanti del Mondo Nascosto [ libro illustrato ]

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Segnalazione: Per tutto il resto dei miei sbagli, Camilla Boniardi

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 20 Aprile

Quarta di copertina: Marta vive ogni giorno in preda a uno strano e costante senso di inafferrabilità: anche le scelte più semplici, le decisioni più ovvie sembrano sempre un passo più in là di ogni suo sforzo. Non sfugge a questa sua irrequieta condizione nemmeno l’amore, che sembra volersi arrendere allo stesso senso di inadeguatezza: mai abbastanza affascinante, mai sufficientemente intelligente, mai all’altezza o idonea a soddisfare le aspettative dei partner. Trovare il modo per ovviare a quelle che ormai ritiene siano delle sue mancanze, diventa per Marta quasi un’ossessione. La sua vita si trasforma in uno slancio sofferto, a tratti agonistico, verso la perfezione, una ricerca continua e a volte dolorosa di quell’immagine che gli altri hanno costruito su di lei, fatta di empatia, ironia, leggerezza e seduzione. Nel suo percorso verso una nuova consapevolezza, Marta scoprirà quanto sia sottile e tagliente la lama che la separa dall’etica dell’imperfezione. In questo difficile cammino il tempo sarà suo alleato. La vita, come questa storia, non è altro che una lunga battaglia contro la sindrome dell’impostore. 


Dicono dell’autrice

Camilla Boniardi, classe 1990, nasce a Monza.
E’ conosciuta sul web con il nome d’arte di Camihawke ed
ha un solo ed unico credo: la pasta al forno.
Il suo Instagram è seguito da 1,2 mln di followers ed è considerata una vera e propria influencer anche se lei non si considera tale.
Per tutto il resto dei miei sbagli‘ è il suo romanzo d’esordio.

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Recensione: Il quaderno dell’amore perduto, Valérie Perrin

I vecchi non hanno altro da fare, quindi sanno raccontare il passato meglio di chiunque. Libri e film compresi.
Quel giorno, mi sono resa conto che è sufficiente toccarli, gli anziani, è sufficiente prendere loro la mano perché inizino a raccontare. Come quando si scava un buco nella sabbia asciutta, in riva al mare, e l’acqua risale in superficie.

Probabilmente tutti hanno sentito parlare di Valérie Perrin ed è impossibile non conoscere il suo secondo romanzo: Cambiare l’acqua ai fiori, best-seller assoluto che ha spedito la scrittrice francese sull’olimpo dei migliori scrittori contemporanei.
Grazie a “Radio Libro“, ovvero il passaparola dei lettori, il romanzo ha riscosso un grande successo diventando il libro più venduto nel 2020. E con ragione, aggiungiamo!
Ma non è di questo che vogliamo parlavi oggi, bensì del lavoro precedente della Perrin, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ uscito nel 2015 in patria e nel 2016 in Italia, vincitore di numerosi premi e che è stato però lanciato verso nuovi livelli di vendite (e apprezzamenti) solo dopo che è giunto il successone di ‘Cambiare l’acqua ai fiori’.
Sono entrambi dei romanzi meravigliosi, ma a nostro parere, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ è davvero un capolavoro che solo un acclarato talento, come la Perrin, poteva partorire in esordio.

Il quaderno dell’amore perduto – anche se siamo un po’ titubanti sulla traduzione italiana del titolo perché in francese è ‘Les Oubliés du dimanche‘ e acquista tutto un altro significato leggendo il narrato – è un romanzo delicato e crudele allo stesso tempo.
Fin dalle prime pagine si percepisce il passato ed il presente di una storia che attraversa i giorni e gli anni, una guerra ed il destino, raccontata tramite i ricordi di un’anziana signora e le parole scritte di una ventunenne con il dono di saper ascoltare.

Hélène Hel è nata due volte. Il 20 aprile 1917 a Clarmain, in Borgogna, e il giorno in cui, nel 1933, poco prima dell’estate, ha incontrato Lucien Perrin.


Si percepisce anche il dolore, quel dolore conosciuto solamente da chi sa cosa vuol dire perdere una persona cara, andare alla perenne ricerca del proprio posto nel mondo e finire a sentire solo odore di mare. Sappiamo che può sembrare strano, ma ad un certo punto pare quasi di trovarsi insieme ad Héléne, l’anziana signora di cui dicevamo, sulla spiaggia che tanto ama.
Ci sono libri che oltre ad essere figli dell’amore di chi li ha creati sono qualcosa in più. Sono l’Amore.
Les oubliés du dimanche, è davvero l’amore, dentro però c’è un intero caleidoscopio di emozioni umane: la paura, la gelosia, la nostalgia e il rimorso per citarne qualcuna.

Stasera sono di turno.
E ho nostalgia, nostalgia di ciò che non ho ancora vissuto.


C’è Hélené, la signora anziana che fu una bimba dislessica in un mondo che nemmeno ancora concepiva il concetto di dislessia, si era asini punto e basta; c’è Justine, la giovane assistente di casa di riposo sensibile ma distaccata dal mondo, orfana di genitori e affetti. C’è il cugino fratello Jules, c’è Lucien, c’è Louve e c’è il dottor senza nome e una pletora di fantastici co-protagonisti.
Ma c’è anche una dose di ironia e leggerezza che accarezza come il volo di un gabbiano, magari quello che ci accompagna nel romanzo.

“Oggi come va, Madame Bertrand?”
“Annie è appena morta.”
“Ah. Chi è Annie?”
“Era la mia amica. Quando veniva da me diceva: ‘Offrimi una birretta’. Pensa che ci sarà qualche bistrot nella casa del buon Dio?”
“Se c’è un paradiso, dev’esserci per forza un bistrot.”


Per non far mancare nulla a tutto questo si aggiunge il sapore di un incidente che forse è un delitto. La narrazione, come accade anche in ‘Cambiare l’acqua ai fiori‘, viaggia tra i feedback e i salti temporali fino a dipanare la storia in una architettura narrativa solida ma scorrevole. In questo la Perrin è assoluta maestra. I colpi di scena sono ritmati in maniera da lasciare perennemente in attesa di sapere. Non si può abbandonare la lettura.
La scrittura è precisa, fluida e lirica abbastanza da donare romanticismo senza cadere nel miele e nello strazio.
L’ambientazione è quasi interamente incentrata su un piccolo paese di nome Milly, situato nel bel mezzo della Francia. I cambiamenti che subirà nel tempo della narrazione vengono descritti con poche pennellate efficaci e decise che riescono a illustrare perfettamente quanto accaduto, in buona parte, dei piccoli centri urbani europei. Ma c’è tanto altro prima di giungere al mare dove vola il nostro gabbiano.
Esistono libri che vengono considerati oro e questo romanzo è oro puro. La capacità della Perrin di catturare il lettore sfiora il magico. I personaggi sono descritti meravigliosamente e al termine del libro sembra di abbandonare qualcuno conosciuto di persona.
Questo libro è semplicemente perfetto e aspettiamo con concitazione il terzo libro dell’autrice francese, previsto per aprile in Francia: Trois.
Se non c’è due senza tre sarà senza dubbio un capolavoro anche quello.


Quarta di copertina: La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?


Dicono dell’autrice

Valérie Perrin, classe 1967, è nata a Gueugnon ed è una scrittrice, fotografa e sceneggiatrice francese.
Ha lavorato a lungo come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Ha anche collaborato come fotografa e sceneggiatrice insieme al compagno Claude Lelouch.
Il suo romanzo d’esordio, Il quaderno dell’amore perduto, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 Cambiare l’acqua ai fiori viene pubblicato in Italia da E/O.


Recensione a quattro mani a cura di Rossella Zampieri e Bianca Casale

Pubblicato in: distopico, Narrativa contemporanea, segnalazioni

Segnalazione ‘plus’: Alla scoperta dell’acqua calda, Roberto Riva

Casa Editrice: Self – Publishing | Prezzo: € 9,99 | Data di pubblicazione: 28 aprile 2020


Quarta di copertina: Che cosa ci fanno alcuni scienziati imprigionati in una remota isola del Pacifico? Per scoprirlo dobbiamo fare un salto in un ipotetico futuro dove la ricerca che non porta vantaggi per la società è punita con l’incarcerazione. Il protagonista Fleming, con l’aiuto di Einstein, Pascal, Copernico e Kelvin, mette in atto un piano rocambolesco per salvare la comunità scientifica dell’isola e intraprende un viaggio alla ricerca della propria identità per scoprire se la prigione sia quella sull’isola o quella dentro sé stesso.Grazie alla metafora di un’avventura distopica, questo romanzo vuole far riflettere sull’importanza di saper leggere criticamente la scienza e di stimolare le persone a capire la differenza tra ricerca utile e notizie infondate.

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Faccio persino fatica a pensare. Però penso, quindi sono.


Ringraziamo Roberto Riva per averci inviato il suo romanzo. Lo segnaliamo molto volentieri e vi lasciamo una serie di domande a cui Roberto ha gentilmente risposto per noi.

Hai scritto un romanzo ‘pieno’ di scienziati, puoi spiegare come mai?

Ho scelto di rendere gli scienziati i protagonisti del mio romanzo per due motivi: primo perché è un mondo che conosco bene avendo io stesso conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia e avendo ancora molti amici “intrappolati” nel mondo accademico; secondo perché credo sia giusto dare risalto all’importante lavoro dei ricercatori in un periodo pieno di bufale e notizie infondate.

Quali sono le ispirazioni del tuo lavoro, quali i tuoi romanzi preferiti?

Mi sono ispirato molto alle mie esperienze dirette e indirette nel mondo accademico e ai sarcastici premi IgNobel che onorano la ricerca improbabile e in qualche modo divertente. I miei romanzi preferiti sono quelli di Pennac e di Benni: mi ha sempre affascinato il loro stile e il loro modo di farti riflettere lasciandoti un sorriso sulle labbra.

Il romanzo si svolge su un’isola penitenziario con livelli diversi di ‘carcerazione’, si tratta di un novello purgatorio oppure più che altro una metafora della nostra condizione odierna?

Nella vita così come nella ricerca partiamo tutti da diverse condizioni (economiche e sociali) per raggiungere i nostri obiettivi. Ho deciso così di creare un’isola con diversi livelli di “carcerazione” assegnati quasi a caso per dare ai personaggi del romanzo un motivo in più per lottare contro l’ingiustizia a cui sono stati sottoposti.

Quando hai cominciato a lavorare a questo romanzo? Quanto tempo ti ha preso la scrittura?

Tra prima stesura e revisioni varie, figli in arrivo e altri impegni lavorativi come psicologo, ci ho messo più di un anno di tempo per concludere questo romanzo

Einstein mi racconta che quest’isola si chiama Matrioska e che si trova in un non ben precisato punto nell’ oceano Pacifico.


Dicono dell’autore

Roberto Riva, classe 1982, nasce a Udine. Nel 2007 si laurea in psicologia all’università di Trieste. Nel 2012 si dottora in psicologia all’università di Stoccolma e ottiene l’abilitazione a psicologo clinico, professione che tutt’ora esercita nella capitale scandinava. In Svezia fonda il gruppo teatrale italiano “Varför inte”, un’associazione culturale senza scopo di lucro di cui è presidente e attore. Nel 2016 dà vita a un blog di racconti umoristici (Blog da strapazzo). “Alla scoperta dell’acqua calda” è il secondo romanzo dopo l’esordio con “I casi del commissario Grammatikus” (2018)

Pubblicato in: #thriller, Anteprima, Narrativa contemporanea, segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: L’anomalia, Hervé Le Tellier

Casa Editrice: La Nave di Teseo | Prezzo: | Data di pubblicazione: 11 marzo 2021

Quarta di copertina:

Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessi passeggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare. Le indagini degli Stati Uniti e delle altre potenze scatenano una caccia all’uomo planetaria per rintracciare i misteriosi doppi di tutte le persone a bordo. Ma durante quei tre mesi fatali, le vite di alcuni di loro sono cambiate per sempre: chi ha combattuto un male incurabile, chi ha raggiunto il successo soltanto dopo un gesto estremo, chi ha trovato l’amore e chi si è lasciato per sempre, chi ha finalmente affrontato le sue bugie. Tutti credevano di avere una vita segreta. Nessuno immaginava fino a che punto fosse vero.


Dicono dell’autore:

Hervé Le Tellier, nato a Parigi nel 1957, è uno scrittore, poeta e linguista francese, membro dell’OuLiPo, le cui opere sono basate sull’utilizzo di limitazioni formali, letterarie o matematiche. Ha iniziato la sua carriera come giornalista scientifico, e si è unito Oulipo nel 1992. Come autore, è venuto all’attenzione generale nel 1998, con la pubblicazione in Francia del suo libro ‘’Les amnésiques n’ont rien vécu d’inoubliable’’, una raccolta di mille frasi molto brevi tutte inizia con ‘’Je pense que’’ (credo che). Il suo romanzo piuttosto complesso ‘’Le voleur de nostalgie’’ è un omaggio allo scrittore italiano Italo Calvino. Egli è anche uno dei Papous dans la tête, su la stazione radio francese culturale France Culture. È anche l’autore di un biglietto quotidiano nel giornale ‘’Le Monde’’, su internet. Hervé Le Tellier è anche uno dei fondatori dell'”associazione degli Amici di Jean-Baptiste Botul” (Association des Amis de Jean-Baptiste Botul, o A2JB2), presentata come ente che curerebbe la raccolta e la pubblicazione degli scritti di Butul. Nel 2020 è stato insignito del Premio Goncourt per il romanzo L’Anomalie..

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: Il ballo delle pazze, Victoria Mas

Casa Editrice: Edizioni E/O | Prezzo: € 16,50 | Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2021 | Link Amazon

Quarta di copertina:

Parigi, 1885. A fine Ottocento l’ospedale della Salpêtrière è né più né meno che un manicomio femminile. Certo, le internate non sono più tenute in catene come nel Seicento, vengono chiamate “isteriche” e curate con l’ipnosi dall’illustre dottor Charcot, ma sono comunque strettamente sorvegliate, tagliate fuori da ogni contatto con l’esterno e sottoposte a esperimenti azzardati e impietosi. Alla Salpêtrière si entra e non si esce. In realtà buona parte delle cosiddette alienate sono donne scomode, rifiutate, che le loro famiglie abbandonano in ospedale per sbarazzarsene. 

Alla Salpêtrière si incontrano: Louise, adolescente figlia del popolo, finita lì in seguito a terribili vicissitudini che hanno sconvolto la sua giovane vita; Eugénie, signorina di buona famiglia allontanata dai suoi perché troppo bizzarra e anticonformista; Geneviève, la capoinfermiera rigida e severa, convinta della superiorità della scienza su tutto. E poi c’è Thérèse, la decana delle internate, molto più saggia che pazza, una specie di madre per le più giovani. Benché molto diverse, tutte hanno chiara una cosa: la loro sorte è stata decisa dagli uomini, dallo strapotere che gli uomini hanno sulle donne. A sconvolgere e trasformare la loro vita sarà il “ballo delle pazze”, ossia il ballo mascherato che si tiene ogni anno alla Salpêtrière e a cui viene invitata la crème di Parigi. In quell’occasione, mascherarsi farà cadere le maschere… 

Una storia avventurosa e appassionata, un inno alla libertà delle donne in un mondo che ancora nell’Ottocento era dominato dagli uomini.