Pubblicato in: distopico, Narrativa contemporanea, segnalazioni

Segnalazione ‘plus’: Alla scoperta dell’acqua calda, Roberto Riva

Casa Editrice: Self – Publishing | Prezzo: € 9,99 | Data di pubblicazione: 28 aprile 2020


Quarta di copertina: Che cosa ci fanno alcuni scienziati imprigionati in una remota isola del Pacifico? Per scoprirlo dobbiamo fare un salto in un ipotetico futuro dove la ricerca che non porta vantaggi per la società è punita con l’incarcerazione. Il protagonista Fleming, con l’aiuto di Einstein, Pascal, Copernico e Kelvin, mette in atto un piano rocambolesco per salvare la comunità scientifica dell’isola e intraprende un viaggio alla ricerca della propria identità per scoprire se la prigione sia quella sull’isola o quella dentro sé stesso.Grazie alla metafora di un’avventura distopica, questo romanzo vuole far riflettere sull’importanza di saper leggere criticamente la scienza e di stimolare le persone a capire la differenza tra ricerca utile e notizie infondate.

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Faccio persino fatica a pensare. Però penso, quindi sono.


Ringraziamo Roberto Riva per averci inviato il suo romanzo. Lo segnaliamo molto volentieri e vi lasciamo una serie di domande a cui Roberto ha gentilmente risposto per noi.

Hai scritto un romanzo ‘pieno’ di scienziati, puoi spiegare come mai?

Ho scelto di rendere gli scienziati i protagonisti del mio romanzo per due motivi: primo perché è un mondo che conosco bene avendo io stesso conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia e avendo ancora molti amici “intrappolati” nel mondo accademico; secondo perché credo sia giusto dare risalto all’importante lavoro dei ricercatori in un periodo pieno di bufale e notizie infondate.

Quali sono le ispirazioni del tuo lavoro, quali i tuoi romanzi preferiti?

Mi sono ispirato molto alle mie esperienze dirette e indirette nel mondo accademico e ai sarcastici premi IgNobel che onorano la ricerca improbabile e in qualche modo divertente. I miei romanzi preferiti sono quelli di Pennac e di Benni: mi ha sempre affascinato il loro stile e il loro modo di farti riflettere lasciandoti un sorriso sulle labbra.

Il romanzo si svolge su un’isola penitenziario con livelli diversi di ‘carcerazione’, si tratta di un novello purgatorio oppure più che altro una metafora della nostra condizione odierna?

Nella vita così come nella ricerca partiamo tutti da diverse condizioni (economiche e sociali) per raggiungere i nostri obiettivi. Ho deciso così di creare un’isola con diversi livelli di “carcerazione” assegnati quasi a caso per dare ai personaggi del romanzo un motivo in più per lottare contro l’ingiustizia a cui sono stati sottoposti.

Quando hai cominciato a lavorare a questo romanzo? Quanto tempo ti ha preso la scrittura?

Tra prima stesura e revisioni varie, figli in arrivo e altri impegni lavorativi come psicologo, ci ho messo più di un anno di tempo per concludere questo romanzo

Einstein mi racconta che quest’isola si chiama Matrioska e che si trova in un non ben precisato punto nell’ oceano Pacifico.


Dicono dell’autore

Roberto Riva, classe 1982, nasce a Udine. Nel 2007 si laurea in psicologia all’università di Trieste. Nel 2012 si dottora in psicologia all’università di Stoccolma e ottiene l’abilitazione a psicologo clinico, professione che tutt’ora esercita nella capitale scandinava. In Svezia fonda il gruppo teatrale italiano “Varför inte”, un’associazione culturale senza scopo di lucro di cui è presidente e attore. Nel 2016 dà vita a un blog di racconti umoristici (Blog da strapazzo). “Alla scoperta dell’acqua calda” è il secondo romanzo dopo l’esordio con “I casi del commissario Grammatikus” (2018)

Pubblicato in: Calendario dell'Avvento, distopico

Calendario dell’Avvento. I 5 distopici di cui non si può fare a meno.

Abbiamo chiesto aiuto a Delos Veronesi per stilare un elenco di 5 volumi distopici che non possono mancare nelle nostre, già appesantite, librerie di casa.
Delos ci ha prontamente risposto con una cinquina al fulmicotone che vi pettinerà gli alberi di natale.
Se sapete di un amante del genere che non ha uno di questi… beh, regalateglielo e lo renderete felice.
Grazie a Delos Veronesi, autore brillante di cui abbiamo già parlato nella recensione del suo Winter e del seguito Skin, tra le mille cose che fa vanta una bella collaborazione con Leggere Distopico.


Delos lo consiglia perchè seppur apparentemente leggero, ci mostra un mondo al collasso, una realtà talmente brutta da costringere gli esseri umani a nascondersi dietro una finta vita digitale. Un romanzo piacevole, che sa spolverare distopia e nerditudine senza annoiare, perfetto per una noiosa giornata in cui si cercano storie che ci trasportano altrove.

Ready Player One, Ernest Cline

Wade è un diciottenne solitario, sovrappeso e nerd fino al midollo: non c’è film, gioco di ruolo o videogame di oggi o di ieri che non conosca come le sue tasche. Orfano dei genitori in un 2045 devastato dalla crisi ambientale e dalle diseguaglianze sociali, vive con la zia all’ultimo piano di un bizzarro, fatiscente trailer park verticale. L’unica fonte di evasione, per lui e per gli altri miliardi di persone che popolano il pianeta ferito, è Oasis, lo sterminato universo virtuale a cui si accede grazie a un visore e un paio di guanti aptici. Quando il creatore e proprietario di Oasis, James Halliday, noto cultore e nostalgico degli “innocenti” anni Ottanta, muore, per Wade è l’occasione di riscatto: chi meglio di lui può sperare di risolvere la serie di enigmi che Halliday ha nascosto all’interno dei mitici videogiochi della sua infanzia? Ma la I.O.I., multinazionale potente e spregiudicata, non ha alcuna intenzione di vedersi surclassata da uno sprovveduto qualunque, e, pur di mettere le mani su Oasis, si prepara a giocare una partita che più sporca e disonesta non si può. Acclamato come il primo, formidabile romanzo dell’Era digitale, Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione – capace di intrattenere, stupire, emozionare ogni lettore, ma anche di farci riflettere sul futuro a cui andiamo incontro.

V per vendetta, Alan Moore

In un’Inghilterra scampata alla guerra nucleare e oppressa da una dittatura poliziesca, un uomo dal volto coperto da una maschera inizia la sua rivolta contro gli uomini del potere. Il suo nome è V, e vuole vendicarsi di coloro che l’hanno internato in un campo di concentramento e l’hanno sottoposto a crudeli esperimenti medici. In un mondo orwelliano in cui gli altoparlanti diffondono le notizie ufficiali dell’emittente del regime, la Voce del Fato, V cerca di spingere la gente all’insurrezione. V for Vendetta è una storia di straordinaria potenza e suggestione, una drammatica rappresentazione della perdita della libertà e dell’identità in un mondo totalitario che, all’inizio degli anni Ottanta, ha segnato una svolta nella narrazione a fumetti.

Delos lo consiglia perchè è una Graphic Novel forte, con personaggi vibranti e un contesto narrativo permeato da totalitarismo folle. Un’opera che esplora la cultura attraverso la gestione delle masse, che spinge i protagonisti verso un fondo da cui non usciranno mai più. Bruciante fino all’estremo quest’opera è perfetta sia per gli amanti dei fumetti che per i lettori più accaniti.


Delos lo consiglia perché… Veloce e inquietante, perennemente ammantato di grigio come una narrazione in bianco e nero. L’angoscia di un padre che non vuole vedere suo figlio morire è più pressante della desolazione che li circonda. Un testo intenso che ti rimane addosso come la cenere che cade dal cielo.

La strada, Cormac McCarthy

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c’è storia e non c’è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all’olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d’infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l’uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile…

Tre millimetri al giorno, Richard Matheson

Un’onda di schiuma bianca e la vita di Scott Carey cambia per sempre. Durante una gita in barca, Scott viene a contatto con una misteriosa nube e qualche settimana dopo scopre che sta rimpicciolendo, tre millimetri alla volta. Inesorabilmente, un giorno dopo l’altro, il suo corpo diventa più piccolo, senza via di scampo. Cosa succederà quando arriva a misurare zero millimetri? Ma soprattutto, cosa c’è oltre lo zero?

Delos lo consiglia perché è abbastanza vecchio da essere un classico, affronta la distopia dal punto di vista personale, umano. Cosa succede a un uomo che ogni giorno diventa più piccolo di tre millimetri? Come cambia la sua percezione del mondo mentre rimpicciolisce fino a diventare grande come un chicco di riso? Un bel testo, uno di quelli capaci di far nascere delle domande nel lettore.



Delos lo consiglia perché

perché bisogna sorridere ogni tanto.
42, e vi ho detto tutto.

Guida Galattica per autostoppisti, Douglas Adams

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitargli intorno, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, si trova un minuscolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive da credere ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione. Quel pianeta sta per essere distrutto, per lasciare il posto a una gigantesca circonvallazione iperspaziale… Nata da una fortunata serie radiofonica trasmessa dalla BBC, la pentalogia di Adams con le irriverenti e surreali avventure di Arthur Dent e Ford Prefect, viaggiatori delle galassie, è un fenomeno di culto per molti lettori che qui possono trovare riuniti in un unico volume tutti i cinque romanzi.

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Recensione: Virus Zombie, Ettore Spatola

di Bianca Casale

Edito da Armando Editore, il libro ha 574 pagine e costa 18 euro nella versione cartacea.


Pandemia. La parola d’ordine del 2020.
Anche in questo libro c’è una pandemia, non è il Covid-19, è un virus che trasmette una malattia che rende i colpiti degli esseri privi di umanità con l’unica volontà di aggredire a morsi qualsiasi malcapitato.
Una malattia che uccide, anzi peggio, rende zombie.
Siamo a New York (qui potreste gridare al cliché, non fatelo perché c’è dell’altro) e Lucas è un italiano che vive nella Grande Mela da molto tempo, apprezzandone alcuni aspetti e disprezzandone molti altri.
Non appena intuisce la tragedia che potrebbe abbattersi sul mondo Lucas pensa una cosa sola. Deve tornare a casa, riunirsi ai suoi, alla famiglia, agli amici.
Ed è così che atterriamo in Italia. Gli zombie arriveranno anche nella amata penisola che chiamiamo casa?
Sembra di sì, altrimenti non sarebbero giustificate le cinquecento (e oltre) pagine di questo romanzo d’esordio.
Un romanzo che pare un horror distopico e invece si rivela un’altra cosa. Rivela un marchio di indagine sulla natura umana, sulla rimozione delle superfetazioni e delle convenzioni sociali in condizioni emergenziali.
Sull’amore e sulla famiglia come fondamento della vita stessa.
La famiglia che conta, quella biologica ma anche quella che ci si crea intorno negli anni, il gruppo che sarà il tuo supporto, la tua rete e la tua possibilità di essere qualcosa per qualcuno.
E poi c’è la musica in questo libro, si può dire lo stesso di tutti i romanzi?
La copertina è di Luca Raimondo e l’editore è Armando editore di Roma.
Come Lucas anche Ettore Spatola vive a New York dove svolge la professione di architetto. Come Lucas anche Ettore Spatola è originario di Battipaglia e le analogie non finiscono qui. Lucas è Ettore, l’autore parla di se stesso e lo fa con il cuore.
Ci vuole coraggio a scrivere un horror sugli zombie e ambientarlo nella provincia di Salerno, Spatola non pecca di coraggio, evidentemente. E anche il suo Lucas, infatti, è un protagonista interessante e sfaccettato.
Diamo un’occhiata alla descrizione riportata nel risvolto di copertina:

New York. Lucas sta tornando dal lavoro, quando, davanti agli schermi di Best Buy, resta come ipnotizzato guardando un servizio televisivo di dubbia certezza. Un giovane reporter sta documentando un anomalo attacco a morsi in un piccolo villaggio africano. Ancora confuso, Lucas raggiunge gli amici per un happy hour su un noto roof-top della città. Adesso è distratto dal ricordo di quelle immagini mosse, ma chiare ai suoi occhi, e non riesce a rilassarsi.
Conosce una ragazza e con lei scambia qualche parola con la promessa di ritrovarsi.
I giorni che verranno lo porteranno a dubitare delle certezze sulle quali ha costruito la sua esistenza, mentre un virus sconosciuto sembra impadronirsi del mondo, trasformandole persone in esseri aggressivi e privi di memoria.

Ho terminato il romanzo in poco tempo e il finale, ovviamente non svelerò nulla in più di quello che si può rivelare senza creare spoiler, non è per niente scontato ed è un aspetto assolutamente importante nella narrazione.
Per tutto il tempo si ha la sensazione di trovarsi in un film di Romero anche se l’ambientazione italica crea un piacevole sfasamento. La natura inoltre è estremamente centrale in questo libro, quasi una denuncia della negativa influenza della presenza antropica sugli equilibri e sugli ecosistemi.
Il mare, l’oceano da attraversare per tornare a casa e poi il mediterraneo delle origini. Il mare che è casa, vita e sostentamento. Il mare è dentro questo romanzo.
Indubbiamente Spatola è alle prime armi come romanziere e pecca, in alcune parti, di prolissità. Inoltre i personaggi femminili sono talvolta, a mio avviso, lacunosi e tendono a ricadere in schemi prevedibili. Come se fosse un fumetto. Non è detto che sia un male, tenendo anche conto che il genere non è certamente tra i miei preferiti, il romanzo è più che soddisfacente. Ritmato e avvincente si arriva alla fine con facilità.
Ritengo che potrebbe essere un ottimo spunto per un film o una serie tv. La sceneggiatura sarebbe già pronta e le location farebbero invidia a Hollywood.
Chissà che un giorno la storia di Lucas non venga adattata per gli schermi?
Per ora limitiamoci al cartaceo.
Se sono riuscita ad incuriosirvi il lavoro di Spatola si può trovare dal primo ottobre in tutte le librerie ed ordinabile già da adesso sul sito della casa editrice armandoeditore.it

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Novità: Jonas Grinn di Francesca Caldiani

La novità di oggi!
Il primo romanzo di Francesca Caldiani torna in libreria in una nuova edizione dell’editrice torinese La Corte. Dopo aver letto la duologia Twizel avevo acquistato in versione ebook proprio questo primo lavoro dell’autrice. Data la giovane età dei protagonisti mi aspettavo un romanzo più ‘leggero’, invece ho trovato una storia densa e avvincente che porta a galla un ‘sistema mondo’ che non è il nostro ma allo stesso tempo lo è. Potrei definirla ‘fantascienza young adult’ ma sarebbe un inutile categorizzazione.

Jonas Grinn è, in potenza, un grandissimo film. Del mezzo cinematografico ha la velocità e la forza immaginifica e i Kayt, mezzi volanti di cui Jonas è campione di guida, sarebbero grandiosi sullo schermo; lo sono altrettanto proiettati nella nostra mente dalla brillante penna della Caldiani.

Jonas e i ragazzi protagonisti di questa storia hanno la capacità di far riflettere sui rapporti e sulle priorità che definiscono l’animo umano e l’autrice mantiene per tutte le pagine la giusta tensione narrativa, traghetta verso il termine in un turbine di emozioni e avventure.

JONAS-image002-307x429Perfetto per queste vacanze estive Jonas Grinn è il romanzo giusto per essere letto sia dagli adulti che dai ragazzi, in questa edizione si arricchisce di una splendida copertina.

Dove si può acquistare? QUI

Titolo: JONAS GRINN 

Autore: Francesca Caldiani

Editore: La Corte

Data di uscita: 6 agosto 2020

Pagine: 400

Prezzo: 17.90€ per il cartaceo, 8.99€ versione ebook

 

Descrizione: Jonas Grinn ha un sogno: quello di diventare campione nazionale di Kayt, lo sport nel quale audaci piloti si sfidano a bordo di speciali macchine volanti, alimentate a energia solare.
Ha solo tredici anni quando, grazie al suo grande talento, entra nella scuola del Giglio, gestita dall’ambiguo Signor D, dove la rivalità interna è altissima.
Jonas, per realizzare le sue ambizioni, è determinato a dare il meglio di sé, ma scoprirà presto che il mondo in cui sta entrando è molto più oscuro di quanto abbia mai immaginato. Dopo un grave incidente, Jonas inizierà a chiedersi cosa si celi veramente dietro a quelle corse e di chi può fidarsi davvero.
E mentre verrà spinto oltre ogni limite pur di arrivare alla vittoria, insieme ai suoi amici inizierà a indagare sulle ombre che minacciano i piloti come lui e capirà che, forse, anche essere il migliore di tutti, potrebbe non bastare per salvarsi la vita.

Dicono dell’autrice:

caldianiFrancesca Caldiani è di Bergamo, è un avvocato ed è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha già pubblicato la dileggia distopica Twizel, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, e Basta chiudere gli occhi, uno young adult ambientato nella sua città. Jonas Grinn è il suo primo romanzo che rinasce in questa nuova versione.

 



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La sindrome di Proust – Lorenzo Sartori

La sindrome di Proust esce oggi 22 giugno ed è un vero piacere per noi poterne parlare.
Il romanzo lo abbiamo letto in anteprima e ci siamo divertite con lo stile scorrevole e fluido al quale Sartori ci aveva già abituato nei suoi altri lavori, questa volta è edito da Lambda House costola per la narrativa generale di Plesio Editore.
Di Lorenzo abbiamo letto praticamente tutto e già recensito Alieni a Crema e il bel fantasy L’ombra del primo Re.
Indubbiamente è un autore che ci piace e che seguiamo con piacere, non è edito da grandi case e non lo troverete (ancora) sugli scaffali dei supermercati, ma non ha niente di meno in freschezza e capacità di coinvolgimento rispetto ai suoi omologhi scrittori di thriller. Il libro non è lungo ma se pure lo fosse non sarebbe un problema perché farebbe piacere continuare a leggere di Alec Raines, il protagonista, e delle sue peripezie.
Non possiamo negare di sperare in una qualche continuazione della storia.

Abbiamo parlato direttamente con Lorenzo, che ringraziamo come sempre per la disponibilità, e gli abbiamo fatto alcune domande proprio sul filo di lana prima dell’uscita de La Sindrome di Proust. 

Il tuo nuovo lavoro è, fondamentalmente, un thriller: quali sono le tue fonti di ispirazione?

La Sindrome di Proust è un thriller, ma non un thriller classico. Non ci sono serial killer sempre un passo avanti alla polizia, vittime prescelte secondo uno schema e uccise secondo un rituale o investigatori che lottano contro i propri demoni e al tempo stesso contro il serial killer. Ne La sindrome di Proust non c’è nulla di tutto questo. C’è un tizio che per lavoro ha accesso ai ricordi delle persone e questo fatto lo metterà al centro di un qualcosa più grande di lui. Credo che la maggiore influenza per questo specifico romanzo sia stata l’opera di Philip Dick, uno dei primi autori ad avere affrontato il tema della digitalizzazione dei ricordi, “scoperta” che sono convinto sia molto più vicina di quanto possiamo immaginare. Il romanzo ha poi un incedere molto cinematografico e credo che un certo cinema americano sia stata un’altra importante influenza.

Nel romanzo si parla di una procedura di digitalizzazione dei ricordi, se fosse possibile ti sottoporresti ad un ‘memory Download’?

Bella domanda. Credo che in parte dipenda dalla risposta a un’altra domanda, che Alec Raines, il protagonista, si pone spesso: per farne cosa? Lui passa il tempo a sistemare i ricordi delle persone, ma non sa nemmeno lui che ne sarà di quei ricordi. Perché esiste la tecnologia per scaricarli e conservarli ma non per reimpiantarli. La società che descrivo è al tempo stesso affascinata e spaventata da questa scoperta che ovviamente ha tante implicazioni, anche dal punto di vista etico. I ricordi sono la cosa più preziosa che abbiamo e quindi l’idea di preservarli può essere istintiva, ma le conseguenze sono davvero notevoli. Dopotutto sarebbe il primo passo verso l’immortalità. Io personalmente, fossi vissuto nel mio romanzo, non mi sarei sottoposto a questa procedura, ma non dubito invece che in molti sceglierebbero il contrario.

C’è la possibilità di un seguito, sentiremo ancora parlare di Alec Raines?

Il romanzo è autoconclusivo ma la possibilità c’è e sul finale si può intuire l’appiglio. Del resto ho in testa molte idee per un possibile sequel, che comunque rappresenterebbe una storia a se stante, ma con la stessa ambientazione e gli stessi personaggi. Alec poi ha la naturale predisposizione a finire nei guai, per cui direi che c’è speranza 😉

Sei un downloader o un uploader?

Ahahah. Nessuno dei due. E per fortuna, aggiungerei.

A chi consiglieresti il tuo romanzo?

A chi cerca una storia avvincente, a chi ama la serie Black Mirror, a chi è stato a Londra e a New York, dove si svolge la maggior parte della storia, a chi ha voglia di leggere un thriller con colpi di scena e morti ammazzati, ma non il solito thriller, a chi non crede che a fare la differenza siano sempre i soliti eroi e che i cattivi lo siano senza una ragione.

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Quarta di copertina:
Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l’editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il “Memory download”, la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all’improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine. Incastrato da una misteriosa agenzia di intelligence, gli viene rivelato di avere una dote che altri non hanno: oltre che designer è anche downloader, ovvero un individuo con la predisposizione genetica a far propri brevi ricordi altrui, e così, suo malgrado, si ritrova coinvolto nel tentativo di sventare un complotto contro il presidente degli Stati Uniti.

Booktrailer del libro

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Ballata dell’usignolo e del serpente – Suzanne Collins

Hunger Games - Ballata dell'usignolo e del serpente: Un romanzo ...Accomunabile ad altri esperimenti di sfruttamento economico di cicli letterari famosi questo nuovo lavoro della Collins si distacca perché non racconta cosa accade dopo i fatti di Katniss e Peeta, come potevamo forse aspettarci, narra la storia del giovane  Coriolanus Snow,  l’algido e crudele presidente di Panem durante i fatti della trilogia orginale.
Ora ditemi: chi se ne frega di Coriolanus Snow e di cose (ma quali poi??) accadute sessant’anni prima rispetto alla storia che ci ha appassionato?
Sì, ricordiamo questo villain canuto e cattivissimo e le sue rose, ma per dare vita a un prequel che parli di un villain allora quello devo essere davvero un personaggio costruito magnificamente, deve essere un Hannibal Lecter, un Joker, un Thanos.
Coriolanus? Ecco lui anche no.
A mio avviso lo spessore di questo personaggio in questo libro è talmente piccolo da essere bidimensionale e anche quelle due dimensioni sono minute.

Volume tanto atteso quanto deludente, una parte di storia di Panem di cui forse non si sentiva proprio il bisogno.
Affetto da un piattume sconfortante non ha nemmeno un briciolo della brillantezza della trilogia originale di Hunger Games.

Leggendo la prima parte ci si chiede: ‘perché?‘, per la seconda invece diventa: ‘meh’ e si termina la lettura con un: ‘vabbé‘.
Inoltre per tutto il tempo c’è una lentezza inedita nei precedenti romanzi.
Soprattutto nella parte proprio dedicata agli Hunger Games dove Snow viene chiamato a fare da mentore. Non c’è pathos, non c’è tensione, tributi che si riducono ad una riga tracciata sopra un nome su una lista. Nessun coinvolgimento emotivo e tanta tanta prevedibilità.
Parrebbe scritto da altre persone rispetto all’autrice che conoscevamo e nonostante si intuisca un editing di tutto rispetto e si conti qualche colpo di scena decente non è assolutamente sufficiente a formare un lavoro a regola d’arte.

Mettiamo sulla bilancia anche le cose positive, ché non si dica che non si è trovato nulla di buono in questo libro: è bello tornare in un mondo che si conosce e che ha le sue peculiarità, inoltre si scoprono alcuni fatti della storia passata di Panem che potrebbero aiutare ad ampliare la costruzione del mondo letterario in cui esistono gli Hunger Games della trilogia originale e, ultimo ma non per importanza, la copertina ha un bel punto di verde.
Per me stop.

Ah no, attenzione, c’è un’ultima considerazione da fare: potrebbe pure non essere finita questa tortura perché il finale è, in qualche modo, aperto.
Aperto il finale ma assolutamente chiusa la mia disponibilità a spendere per comprare un libro del genere, grazie al cielo sono riuscita a farmelo prestare altrimenti forse lo avrei rispedito alla Mondadori insieme ad una lettera di protesta.

Recensione a cura di Bianca Casale


Titolo: Ballata dell’usignolo e del serpente
Autore:
Suzanne Collins
Casa Editrice:
Mondadori
Prezzo: € 22,00 cartaceo
Pagine: 480 pagine
Data di uscita:  19 maggio 2020
Valutazione: ✐✐

Quarta di copertina:

Il mondo di Panem sessantaquattro anni prima degli eventi che hanno visto protagonista Katniss Everdeen. Tutto ha inizio la mattina della mietitura dei Decimi Hunger Games…

L’ambizione lo nutre. La competizione lo guida. Ma il potere ha un prezzo.Ballata dell'usignolo e del serpente, sinossi e data d'uscita ...

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

L’autrice:
Suzanne Collins
 è autrice della serie Gregor e della saga Hunger Games, trilogia amata e acclamata dai lettori di tutto il mondo, e ispirazione di quattro film di straordinario successo. I suoi libri, tutti pubblicati in Italia da Mondadori, sono stati tradotti in cinquantatré lingue.

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Segnalazione: La ruota del divenire 1 – Energia, Rael J. Kailani

Per l’associazione di autrici indipendenti Ultima Stesura esce il romanzo di Rael J. Kailani, La ruota del divenire 1 – Energia.

Il libro sarà in promo a € 0.99, fino al 29 Settembre, dopodiché sarà a prezzo pieno: € 2.99.

Lo trovate qui.

Il cartaceo, invece, sarà disponibile dal 26 Settembre.

Copertina La Ruota del Divenire - Rael J. Kailani

Quarta di copertina:
L’universo è al collasso. I piani dell’esistenza si stanno disgregando, l’Energia scarseggia e sempre più anime perdono la strada. Così le migliori menti dell’Eden si sono riunite e hanno trovato la soluzione: manderanno un emissario sulla Terra a investigare. A cercare la fonte del problema, il blocco che impedisce all’Energia di scorrere. Tutto bene, se non fosse che hanno scelto Haziel. Perché lei sarà anche l’anima eletta, ma lo sa che non è adatta. Lo sa da prima di mettere piede in quel mondo. Non è nemmeno in grado di badare a se stessa. Le sue percezioni, le sensazioni, le emozioni. I sogni. È tutto sbagliato. Come se non le appartenessero. E poi c’è lui. Il negativo doveva solo equilibrare lo scambio, aprire il passaggio e rimanere in disparte. E invece sembra sia lì apposta per metterle i bastoni tra le ruote. Ma, mentre cerca di sopravvivere a quel mondo intenso per adempiere al suo destino, Haziel scopre che nella vita non tutto è buono o cattivo, bianco o nero. E che la luce, a volte, può essere accecante.


Dicono dell’autrice.

Si vocifera che Rael J. Kailani passi le sue giornate a scrivere, o almeno ci prova, cercando di tirarne fuori qualcosa di decente. Si vocifera anche che delle piccole creature, detti gnomi, le rendano il compito assai difficile, devastandole casa e orecchie. Secondo dei documenti segreti sarebbero i suoi figli, ma noi non ci crediamo.
La voce più diffusa è che Miss Kailani vada in giro armata di falce.