Twizel è la duologia di Francesca Caldiani compsta da due volume: Twizel – L’altra parte e Twizel – Reverso, oggi riuniti in un singolo volume.
Da cosa deriva questo nome bizzarro?
Twizel è il titolo di questa duologia ed è anche il nome di una città dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, 1280 abitanti, la più grande del Mackenzie District nella Canterbury Region. La più grande. Figuratevi le altre città.
La prima cosa che si nota leggendo il primo volume di Francesca Caldiani è l’ambientazione, così ben curata da farti calare immediatamente nella realtà dei protagonisti: adolescenti immersi nei problemi tipici dell’età ma acuiti dalla condizione di piccola città in cui tutti si conoscono dalla nascita ed in cui se ti viene affibbiata una sorta di etichetta quella rimane.
Il villaggio giudicante attraverso la voce della collettività.
Senza via di fuga (o quasi).
Carly Brooks, sedici anni, è la protagonista, ha la sua etichetta e Twizel è il suo personale inferno in cui è costretta a vivere. Orfana di madre, ragazza introspettiva e vittima del bullismo dei compagni.
Chi sono i compagni?
Alcuni diverranno presto conoscenze, Oliver e Bentley sembrano semplici ragazzini della scuola di Twizel.
Ma la cosa non è così semplice e leggendo oltre impariamo presto che Carly non è solo questo, e forse nessuno dei ragazzi lo è.

Perché nel romanzo troviamo una storia tutta umana, un’ ambientazione terrena ma siamo nel campo della fantascienza e ci accorgiamo presto che la Twizel in cui incontriamo Carly forse non è l’unica Twizel.
Esiste l’altra parte.
Reminescenze alla Philip K. Dick ci trasportano in una realtà parallela attraverso una porta liquida fatta di acqua lacustre ma anche di onirici viaggi di rimembranza.
Sogni o ricordi?
Una sorta di Inception rende incessantemente stimolati a girare pagina e il primo volume scorre via in un attimo, non si può assolutamente attendere per aprire il secondo, Reverso.
In Reverso il ritmo, se possibile, prende ancora più velocità e a colpi di scena e di pistola presto impariamo che quello che avevamo pensato non è nemmeno la metà di quanto in realtà ci sia ancora da scoprire.
Il cattivo, anzi la cattiva, che forse è un carnefice, forse una vittima. Forse tutte e due le cose, come è normale che sia perché i ruoli che vengono calati addosso possono anche essere diversi se si cambiano le condizioni al contorno.
Un carnefice può diventare una vittima?
Sono i ricordi che definiscono le persone o sono le scelte che ci rendono quello che siamo?
Niente spoiler. È la regola, per cui non dirò nulla di più.
Questa duologia viene classificata come young adult per l’età dei protagonisti principali, personalmente ritengo che sia leggibilissima a ogni età perché presenta livelli di lettura diversi e sono certa che quello che trova una persona adulta in queste pagine non sarà lo stesso di quello che potrebbe trovarci un’adolescente, ma entrambi possono uscire arricchiti dall’esperienza.
O almeno divertiti.
Perché nonostante il senso di oppressione che la Twizel dell’altra parte trasmette c’è la possibilità di tornare da questa parte e vedere, grazie alla capacità della Caldiani, questo paese incastrato tra grandi laghi e catene montuose, fatto di casette basse e grandi spazi in cui il senso di oppressione si tramuta in possibilità e voglia di respirare a fondo.
Non ho ancora, però, una risposta alla domanda cruciale: qual è il grado di libertà di ciascuno?

Siamo poi così sicuri, nelle nostre tiepide case italiane, di essere davvero diversi da quel villaggio giudicante di cui parlavo prima?
E la gogna mediatica, magari sui social, che spesso viene utilizzata dai bulli, di tutte le età? Questo rende il villaggio un paese globale in cui tutti possono finire ad essere una vittima e in cui tutti, spesso, si sentono in diritto di essere carnefici.
Viaggiare nella storia di questi due volumi con Carly, Oliver, Lauren e Bentley può portare il lettore a porsi queste domande, alla faccia di tutti quelli che pensano che la fantascienza sia sempre solo mero intrattenimento.
O magari, ad un livello meno profondo, ci fa solo tifare per uno o l’altro ragazzo.
In tutte e due i casi non si riesce a rimanere indifferenti.
Onore al merito, bravissima, Francesca Caldiani.
Ora scusatemi, devo andare a lavorare per poter accantonare abbastanza denari per viaggiare fino in Nuova Zelanda.
Mount Cook aspettami lì, sto arrivando.
P.S. Se vedete laghi con colori strani non immergetevi.
I Libri.


A Twizel, un tranquillo villaggio della Nuova Zelanda, la vita di Carly Brooks è un inferno quotidiano segnato dal bullismo e dal peso di un segreto inconfessabile. La sua unica amica era Lauren Brydon, la ragazza più popolare della città, scomparsa misteriosamente due anni prima in un tragico incidente nelle gelide acque del lago Pukaki. Tormentata dal dubbio e decisa a scoprire cosa sia realmente accaduto quella notte, Carly si ritrova a stringere un’alleanza improbabile con Bentley, il fratello gemello di Lauren, e Oliver Riley, il suo storico tormentatore. La loro ricerca della verità li conduce proprio sulle sponde del lago, ma ciò che trovano non è una semplice risposta, bensì una crepa nella realtà: dietro lo specchio d’acqua cristallina si nasconde un’altra dimensione, una copia speculare e distorta della loro cittadina.
Catapultati in questa “Altra Parte”, un mondo-prigione dove le leggi della mente dominano su quelle del corpo, i tre ragazzi si ritrovano prigionieri di un esperimento oscuro che mette in dubbio ogni loro certezza. Mentre cercano disperatamente una via di fuga per tornare alla Twizel reale, dove tutti li credono ormai scomparsi, Carly, Oliver e Bentley devono affrontare la sfida più dura: scoprire che i loro ricordi, le loro personalità e persino i loro traumi potrebbero essere stati inculcati da qualcun altro. In un intreccio di segreti scientifici e manipolazioni psicologiche, i protagonisti dovranno lottare per distinguere la verità dall’illusione, cercando di recuperare la propria identità perduta e il diritto di chiamare “casa” il mondo che hanno lasciato alle spalle.
Chi è Francesca Caldiani?

È di Bergamo. Avvocato, è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha pubblicato la dilogia distopica ‘Twizel‘, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, il l’urban fantasy ‘Jonas Grinn‘ e lo young adult ‘Basta chiudere gli occhi‘, romanzo ambientato nella sua città.
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