Il primo romanzo di Francesca Caldiani torna in libreria in una nuova edizione dell’editrice torinese La Corte. Dopo aver letto la duologia Twizel avevo acquistato in versione ebook proprio questo primo lavoro dell’autrice. Data la giovane età dei protagonisti mi aspettavo un romanzo più ‘leggero’, invece ho trovato una storia densa e avvincente che porta a galla un ‘sistema mondo’ che non è il nostro ma allo stesso tempo lo è. Potrei definirla ‘fantascienza young adult’ ma sarebbe un inutile categorizzazione.
Jonas Grinn è, in potenza, un grandissimo film. Del mezzo cinematografico ha la velocità e la forza immaginifica e i Kayt, mezzi volanti di cui Jonas è campione di guida, sarebbero grandiosi sullo schermo; lo sono altrettanto proiettati nella nostra mente dalla brillante penna della Caldiani.
Jonas e i ragazzi protagonisti di questa storia hanno la capacità di far riflettere sui rapporti e sulle priorità che definiscono l’animo umano e l’autrice mantiene per tutte le pagine la giusta tensione narrativa, traghetta verso il termine in un turbine di emozioni e avventure.
Perfetto per queste vacanze estive Jonas Grinn è il romanzo giusto per essere letto sia dagli adulti che dai ragazzi, in questa edizione si arricchisce di una splendida copertina.
La vita può esplodere all’improvviso. Basta chiudere gli occhi. Anche solo per un attimo.
Una ragazza, un ragazzo, una scuola, un pullman, una piccola città: un grande amore. Quello di Anna e Jacopo. Nel romanzo della Caldiani trovi lo splendore dell’amore giovane, totalizzante e a tratti addirittura spaventoso perché soverchiante e annichilente nella sua apparente enormità. La gioia del trovarsi nuovi e del conoscere se stessi come fosse la prima volta. Adolescenza questa conosciuta. Sei stato, o magari sei (chissà), sedicenne: quindi sai, e ne sei a conoscenza, del momento in cui il mondo diventa improvvisamente gigantesco e, nello stesso tempo, il luogo dove si vive si rimpicciolisce e diventa soffocantemente normale mentre tu sei diverso. Fosse pure New York la tua città se ci vivi da sempre, una volta diventato adolescente, ti sembrerà comunque noiosa e impolverata come una vecchia casa abbandonata. E tu sei diverso. La pace della cameretta con la porta rigorosamente sprangata, unico rifugio dalla tragedia invisibile agli occhi di tutti gli altri. Il tuo personalissimo dramma. La solitudine dell’incomprensione che provi finché non arriva qualcuno a bucare la tua bolla, il tuo sacco amniotico e quando succede, e succede per forza, prima o poi: è l’esplosione. Nel caso di Anna è Jacopo a produrre la deflagrazione, o possiamo dire nel caso di Jacopo è Anna.
Niente artificieri, solo un grande botto. Si trovano, quei due, nonostante tutto. E in quel ‘nonostante tutto’ è insito il vero gusto, anzi il profumo, di questo romanzo.
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È fresco e denso, leggero ma pieno e corposo. Emozionale, giovane benché profondo e maturo. Tutto in un romanzo di 287 pagine che volano via, o fluttuano vibranti a seconda dello snodo narrativo in cui la Caldiani ti accompagna. Non puoi fare a meno di immedesimarti nella coppia di protagonisti, non ti è possibile evitare di condensare speranze nella loro storia, fino al punto che le pagine cominciano a scarseggiare e serpeggia l’alone della svolta improvvisa, il colpo di scena che deve esserci per forza ma tu non sai se lo vuoi. Forse speri in un seguito, chissà. Dici fra te e te: magari è una duologia, forse anche di più, una saga. Le pagine scorrono ed eccole arrivare, loro: le ultime pagine. Arrivano come arriva l’accettazione nelle fasi del lutto. Terminano e salutare Anna e Jacopo è dura, rimane nell’aria ancora quel profumo, quel sapore e guardando in alto o indietro puoi quasi vederlo. Adolescenza è accettazione, soprattutto. Amore, rossori, invidie, rivincite, gelosie, comprensione, crescita, lasciti e ritorni. ‘Basta chiudere gli occhi’ profuma di tutto questo, gustarselo nella sua complessità riporta ai precedenti lavori della Caldiani: Twizel e pure Jonas Grinn. Capisci con questo romanzo che quel profumo, quel gusto è la firma dell’autrice, il suo DNA letterario.
Qui lascia andare del tutto l’elemento fantastico (se escludi che Anna è una sedicenne che non usa per niente il cellulare: fantascienza) per perdersi nelle strade della sua Bergamo, realissima e contemporanea.
Fatto salvo questo cambio di paradigma la sua narrativa è piacevole e non puoi che sperare bene per i prossimi lavori.
‘Basta chiudere gli occhi‘ è edito dalla torinese La Corte Editore e sarà in libreria il 5 settembre 2019. Bottino dell’ultimo Salone internazionale del Libro, dove era venduto in anteprima in poche copie, un centinaio.
A chi potrebbe piacere: semplicemente a tutti. L’unico dubbio che viene è se piaccia in ugual misura anche ai maschietti. Verranno effettuati dei test in merito da parte del bistrot dei libri.
A chi potrebbe NON piacere: Metti che tu sia di quelli che odia i romanzi… beh insomma se hai letto fino qui secondo me puoi leggere anche il volume intero e trarne giovamento ^_^
È di Bergamo. Avvocato, è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha pubblicato la dilogia distopica ‘Twizel‘, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, il l’urban fantasy ‘Jonas Grinn‘ e lo young adult ‘Basta chiudere gli occhi‘, romanzo ambientato nella sua città.
Da cosa deriva questo nome bizzarro? Twizel è il titolo di questa duologia ed è anche il nome di una città dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, 1280 abitanti, la più grande del Mackenzie District nella Canterbury Region. La più grande. Figuratevi le altre città. La prima cosa che si nota leggendo il primo volume di Francesca Caldiani è l’ambientazione, così ben curata da farti calare immediatamente nella realtà dei protagonisti: adolescenti immersi nei problemi tipici dell’età ma acuiti dalla condizione di piccola città in cui tutti si conoscono dalla nascita ed in cui se ti viene affibbiata una sorta di etichetta quella rimane. Il villaggio giudicante attraverso la voce della collettività. Senza via di fuga (o quasi). Carly Brooks, sedici anni, è la protagonista, ha la sua etichetta e Twizel è il suo personale inferno in cui è costretta a vivere. Orfana di madre, ragazza introspettiva e vittima del bullismo dei compagni. Chi sono i compagni? Alcuni diverranno presto conoscenze, Oliver e Bentley sembrano semplici ragazzini della scuola di Twizel. Ma la cosa non è così semplice e leggendo oltre impariamo presto che Carly non è solo questo, e forse nessuno dei ragazzi lo è.
Perché nel romanzo troviamo una storia tutta umana, un’ ambientazione terrena ma siamo nel campo della fantascienza e ci accorgiamo presto che la Twizel in cui incontriamo Carly forse non è l’unica Twizel. Esiste l’altra parte. Reminescenze alla Philip K. Dick ci trasportano in una realtà parallela attraverso una porta liquida fatta di acqua lacustre ma anche di onirici viaggi di rimembranza. Sogni o ricordi? Una sorta di Inception rende incessantemente stimolati a girare pagina e il primo volume scorre via in un attimo, non si può assolutamente attendere per aprire il secondo, Reverso. In Reverso il ritmo, se possibile, prende ancora più velocità e a colpi di scena e di pistola presto impariamo che quello che avevamo pensato non è nemmeno la metà di quanto in realtà ci sia ancora da scoprire. Il cattivo, anzi la cattiva, che forse è un carnefice, forse una vittima. Forse tutte e due le cose, come è normale che sia perché i ruoli che vengono calati addosso possono anche essere diversi se si cambiano le condizioni al contorno. Un carnefice può diventare una vittima? Sono i ricordi che definiscono le persone o sono le scelte che ci rendono quello che siamo? Niente spoiler. È la regola, per cui non dirò nulla di più. Questa duologia viene classificata come young adult per l’età dei protagonisti principali, personalmente ritengo che sia leggibilissima a ogni età perché presenta livelli di lettura diversi e sono certa che quello che trova una persona adulta in queste pagine non sarà lo stesso di quello che potrebbe trovarci un’adolescente, ma entrambi possono uscire arricchiti dall’esperienza. O almeno divertiti. Perché nonostante il senso di oppressione che la Twizel dell’altra parte trasmette c’è la possibilità di tornare da questa parte e vedere, grazie alla capacità della Caldiani, questo paese incastrato tra grandi laghi e catene montuose, fatto di casette basse e grandi spazi in cui il senso di oppressione si tramuta in possibilità e voglia di respirare a fondo. Non ho ancora, però, una risposta alla domanda cruciale: qual è il grado di libertà di ciascuno?
Siamo poi così sicuri, nelle nostre tiepide case italiane, di essere davvero diversi da quel villaggio giudicante di cui parlavo prima? E la gogna mediatica, magari sui social, che spesso viene utilizzata dai bulli, di tutte le età? Questo rende il villaggio un paese globale in cui tutti possono finire ad essere una vittima e in cui tutti, spesso, si sentono in diritto di essere carnefici. Viaggiare nella storia di questi due volumi con Carly, Oliver, Lauren e Bentley può portare il lettore a porsi queste domande, alla faccia di tutti quelli che pensano che la fantascienza sia sempre solo mero intrattenimento. O magari, ad un livello meno profondo, ci fa solo tifare per uno o l’altro ragazzo. In tutte e due i casi non si riesce a rimanere indifferenti. Onore al merito, bravissima, Francesca Caldiani. Ora scusatemi, devo andare a lavorare per poter accantonare abbastanza denari per viaggiare fino in Nuova Zelanda.
Mount Cook aspettami lì, sto arrivando. P.S. Se vedete laghi con colori strani non immergetevi.
I Libri.
A Twizel, un tranquillo villaggio della Nuova Zelanda, la vita di Carly Brooks è un inferno quotidiano segnato dal bullismo e dal peso di un segreto inconfessabile. La sua unica amica era Lauren Brydon, la ragazza più popolare della città, scomparsa misteriosamente due anni prima in un tragico incidente nelle gelide acque del lago Pukaki. Tormentata dal dubbio e decisa a scoprire cosa sia realmente accaduto quella notte, Carly si ritrova a stringere un’alleanza improbabile con Bentley, il fratello gemello di Lauren, e Oliver Riley, il suo storico tormentatore. La loro ricerca della verità li conduce proprio sulle sponde del lago, ma ciò che trovano non è una semplice risposta, bensì una crepa nella realtà: dietro lo specchio d’acqua cristallina si nasconde un’altra dimensione, una copia speculare e distorta della loro cittadina. Catapultati in questa “Altra Parte”, un mondo-prigione dove le leggi della mente dominano su quelle del corpo, i tre ragazzi si ritrovano prigionieri di un esperimento oscuro che mette in dubbio ogni loro certezza. Mentre cercano disperatamente una via di fuga per tornare alla Twizel reale, dove tutti li credono ormai scomparsi, Carly, Oliver e Bentley devono affrontare la sfida più dura: scoprire che i loro ricordi, le loro personalità e persino i loro traumi potrebbero essere stati inculcati da qualcun altro. In un intreccio di segreti scientifici e manipolazioni psicologiche, i protagonisti dovranno lottare per distinguere la verità dall’illusione, cercando di recuperare la propria identità perduta e il diritto di chiamare “casa” il mondo che hanno lasciato alle spalle.
È di Bergamo. Avvocato, è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha pubblicato la dilogia distopica ‘Twizel‘, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, il l’urban fantasy ‘Jonas Grinn‘ e lo young adult ‘Basta chiudere gli occhi‘, romanzo ambientato nella sua città.