«Le persone che ti amano per la tua utilità non ti amano affatto.»
Con The Knight and the Moth Rachel Gillig torna a tessere atmosfere oscure, intrise di fede e menzogna, portandoci nel regno di Traum, cuore inquieto dello Stonewater Kingdom.
La protagonista è Sei, una delle Divinatrici cresciute nella cattedrale di Aisling. Da quasi dieci anni il suo corpo viene immerso nella fonte sacra, per ricevere visioni dagli Omen, le divinità che governano il regno. Il prezzo? La perdita dell’identità. Il suo passato è cancellato, il suo nome ridotto a un numero. Solo in segreto le è rimasto quello vero: Sybil Delling.
Quando il nuovo re, Benedict Castor III, giunge alla cattedrale per conoscere il proprio destino, porta con sé due figure decisive: la cavaliera Maude e il sarcastico, affascinante Roderick “Rory”, scettico e insofferente ai dogmi religiosi. La divinazione, però, non porta chiarezza: porta sospetto. Un furto misterioso, la sparizione delle altre Divinatrici, e un’ombra che si allunga sulla fede stessa di Traum.
Costretta a lasciare la cattedrale, Sei si ritrova coinvolta in una missione per recuperare reliquie perdute, accompagnata da un improbabile alleato: uno stravagante gargoyle, ironico, petulante e segretamente malinconico (che chiama tutti “Bartholomeus”). Ed è proprio fuori dalle mura della “sua” gabbia sacra che Sybil inizia finalmente a scegliere — non solo a obbedire.
Tra complotti religiosi, verità scomode e un romance nemici-amanti che cresce con naturalezza, Sei scoprirà che la fede può essere una prigione… o un’arma.
«Cosa è più intricato?” rifletté. “I disegni degli uomini, che cercano di raggiungere gli dei, o quelli degli dei, che cercano di raggiungere gli uomini?»
Punti di forza:
Atmosfera gotica impeccabile: cattedrali, acqua, pietra e sogni. Gillig è bravissima a costruire un mood cupo e suggestivo.
Una protagonista che si conquista la libertà: Sybil cresce, si spoglia dei ruoli e impara a guardarsi come persona, non come strumento.
Un romance ben dosato: tensione, ironia e sviluppo equilibrato tra lei e Rory.
Un pizzico di originalità: gargoyle, divinazioni, simbolismo dell’acqua, mitologia degli Omen — tutto funziona e resta impresso.
Cosa funziona meno:
Ritmo centrale altalenante: la struttura “quest” a tratti rallenta.
Alcune dinamiche previste: l’arco romantico e alcuni snodi sono familiari ai lettori del genere.
World-building a tratti nebuloso: il rapporto Traum/Stonewater rischia di confondere.
Finale aperto: chi vuole una storia completamente chiusa potrebbe storcere il naso.
Verdetto:
Un fantasy gotico romantico e accessibile, con personaggi carismatici, ottimo clima emotivo e un messaggio forte: non devi essere utile per meritare amore. Meno cupo rispetto a One Dark Window, ma altrettanto coinvolgente. Prevedibile in alcuni punti, sì — ma anche tremendamente godibile.
Se amate i fantasy con un pizzico di romance, magia, misteri religiosi, sarcasmo e legami che nascono dal conflitto, questo libro vi chiama per nome (non per numero).
La serie Divine Rivals, ossia la serie Letters of Enchantment, di Rebecca Ross ha affascinato fan del fantasy romance di tutto il mondo e Divini Rivali, il primo della dilogia, è uscito in Italia a Novembre 2023 edito da Fazi e ha già macinato numeri di tutto rispetto. Inoltre «Divini rivali» è stato votato come il miglior romanzo Young Adult Fantasy dell’anno nei Goodreads Choice Awards 2023! A seguire arriverà anche Ruthless vows, uscito a fine dicembre in lingua originale per Wednesday Books.
Divini Rivali è un libro potente ed evocativo con caratteristiche peculiari che lo rendono unico.
Rebecca Ross è di certo una penna talentuosa e Divini Rivali è un romanzo fantasy molto diverso dal solito ma la forte scrittura della Ross è coerente e consistente, rendendo tutto molto scorrevole e realistico.
Divine Rivals è definibile una fiction storica perché rimanda chiaramente a un periodo che potrebbe essere quello della Grande Guerra per la sua ambientazione, tecnologie e trasporti. La Ross pone quindi un aggancio storico piuttosto palese ma a ciò aggiunge immediatamente un pantheon di dei inedito e una mitologia che rende questa narrazione davvero singolare. La guerra che si combatte riguarda due dei e una profonda lotta di potere che costringe i seguaci in prima linea. La protagonista Iris Winnow è una giornalista e vive in una città di nome Oath. Scopriamo praticamente subito che è stata costretta a lasciare la scuola all’ultimo anno e cominciare a lavorare da quando suo fratello Forrest ha seguito la chiamata alla guerra della divinità Enva e sua madre ha trovato conforto in una bottiglia. Winnow lavora presso un quotidiano e spera di ottenere un posto da editorialista che però pare già quasi concesso al suo rivale, il giovane aristocratico e snob Roman C. Kitt. Disperata perché non ci sono notizie del fratello al fronte e la madre sprofonda sempre più nell’alcool Iris inizia a scrivere lettere con la macchina da scrivere che le ha lasciato la sua amata nonna.
Ma le lettere di Winnow – scritte a suo fratello – finiscono magicamente nelle mani di un’altra persona sconosciuta e Iris sembra aver finalmente trovato qualcuno con cui confidarsi nonostante non conosca la sua identità. Lei non sa che è il suo rivale giurato, Roman, a ricevere le sue lettere e a risponderle sempre più a cuore aperto. Ma la storia di Iris e la ricerca di suo fratello, la costringono a lanciarsi in prima linea come corrispondente di guerra per un altro giornale.
La storia d’amore, dolcissima bisogna ammetterlo, tra Roman e Winnow ci fa pensare a quelle delle nostre bisnonne durante il secondo conflitto mondiale. Lettere scritte a macchina, il duro sfondo della guerra e la fretta di assaporare ogni momento perché incombono in ogni secondo il pericolo e la morte. Abbiamo detto fiction storica ma dobbiamo anche citare il trope enemy to lovers e he fall first per questa storia dove l’antipatia iniziale e totale di Winnow per Roman è tanto forte quanto l’apprezzamento e ammirazione di lui per lei.
Il fantasy, a parte le lettere che vengono inviate magicamente, si trova proprio sullo sfondo della storia con gli dei e i loro poteri. Probabilmente vedremo più degli dei e miti nel secondo volume. La guerra diviene più centrale nella storia nella seconda metà del libro, quando Iris Winnow diventa corrispondente di guerra e lavora in un ospedale improvvisato, assistendo da vicino al dramma e alla distruzione imposti dal conflitto.
Il finale è tragico e abbastanza contorto, senza fare spoiler (per quanto sia menzionato nella maggior parte delle recensioni) devo fare un avvertimento: è dura. L’unico conforto è insito nella consapevolezza che ci sarà un seguito, che permette quindi di godersi la lettura del finale nella speranza di ritrovare di nuovo momenti belli, romantici, edificanti come in altre parti della storia abbiamo vissuto con i due protagonisti.
Qualcuno ha paragonato questo libro aFourth Wing di Rebecca Yarros ma forse più per il fatto che può essere letto volentieri anche da chi generalmente non ama il fantasy. Avendoli letti entrambi possiamo dirvi che è anche molto adatto a chi normalmente apprezza la narrativa storica, la mitologia e l’amore giovane. Sulla piattaforma musicale Spotify potete trovare anche la playlist!
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L’inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L’aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c’è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.
Da cosa deriva questo nome bizzarro? Twizel è il titolo di questa duologia ed è anche il nome di una città dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, 1280 abitanti, la più grande del Mackenzie District nella Canterbury Region. La più grande. Figuratevi le altre città. La prima cosa che si nota leggendo il primo volume di Francesca Caldiani è l’ambientazione, così ben curata da farti calare immediatamente nella realtà dei protagonisti: adolescenti immersi nei problemi tipici dell’età ma acuiti dalla condizione di piccola città in cui tutti si conoscono dalla nascita ed in cui se ti viene affibbiata una sorta di etichetta quella rimane. Il villaggio giudicante attraverso la voce della collettività. Senza via di fuga (o quasi). Carly Brooks, sedici anni, è la protagonista, ha la sua etichetta e Twizel è il suo personale inferno in cui è costretta a vivere. Orfana di madre, ragazza introspettiva e vittima del bullismo dei compagni. Chi sono i compagni? Alcuni diverranno presto conoscenze, Oliver e Bentley sembrano semplici ragazzini della scuola di Twizel. Ma la cosa non è così semplice e leggendo oltre impariamo presto che Carly non è solo questo, e forse nessuno dei ragazzi lo è.
Perché nel romanzo troviamo una storia tutta umana, un’ ambientazione terrena ma siamo nel campo della fantascienza e ci accorgiamo presto che la Twizel in cui incontriamo Carly forse non è l’unica Twizel. Esiste l’altra parte. Reminescenze alla Philip K. Dick ci trasportano in una realtà parallela attraverso una porta liquida fatta di acqua lacustre ma anche di onirici viaggi di rimembranza. Sogni o ricordi? Una sorta di Inception rende incessantemente stimolati a girare pagina e il primo volume scorre via in un attimo, non si può assolutamente attendere per aprire il secondo, Reverso. In Reverso il ritmo, se possibile, prende ancora più velocità e a colpi di scena e di pistola presto impariamo che quello che avevamo pensato non è nemmeno la metà di quanto in realtà ci sia ancora da scoprire. Il cattivo, anzi la cattiva, che forse è un carnefice, forse una vittima. Forse tutte e due le cose, come è normale che sia perché i ruoli che vengono calati addosso possono anche essere diversi se si cambiano le condizioni al contorno. Un carnefice può diventare una vittima? Sono i ricordi che definiscono le persone o sono le scelte che ci rendono quello che siamo? Niente spoiler. È la regola, per cui non dirò nulla di più. Questa duologia viene classificata come young adult per l’età dei protagonisti principali, personalmente ritengo che sia leggibilissima a ogni età perché presenta livelli di lettura diversi e sono certa che quello che trova una persona adulta in queste pagine non sarà lo stesso di quello che potrebbe trovarci un’adolescente, ma entrambi possono uscire arricchiti dall’esperienza. O almeno divertiti. Perché nonostante il senso di oppressione che la Twizel dell’altra parte trasmette c’è la possibilità di tornare da questa parte e vedere, grazie alla capacità della Caldiani, questo paese incastrato tra grandi laghi e catene montuose, fatto di casette basse e grandi spazi in cui il senso di oppressione si tramuta in possibilità e voglia di respirare a fondo. Non ho ancora, però, una risposta alla domanda cruciale: qual è il grado di libertà di ciascuno?
Siamo poi così sicuri, nelle nostre tiepide case italiane, di essere davvero diversi da quel villaggio giudicante di cui parlavo prima? E la gogna mediatica, magari sui social, che spesso viene utilizzata dai bulli, di tutte le età? Questo rende il villaggio un paese globale in cui tutti possono finire ad essere una vittima e in cui tutti, spesso, si sentono in diritto di essere carnefici. Viaggiare nella storia di questi due volumi con Carly, Oliver, Lauren e Bentley può portare il lettore a porsi queste domande, alla faccia di tutti quelli che pensano che la fantascienza sia sempre solo mero intrattenimento. O magari, ad un livello meno profondo, ci fa solo tifare per uno o l’altro ragazzo. In tutte e due i casi non si riesce a rimanere indifferenti. Onore al merito, bravissima, Francesca Caldiani. Ora scusatemi, devo andare a lavorare per poter accantonare abbastanza denari per viaggiare fino in Nuova Zelanda.
Mount Cook aspettami lì, sto arrivando. P.S. Se vedete laghi con colori strani non immergetevi.
I Libri.
A Twizel, un tranquillo villaggio della Nuova Zelanda, la vita di Carly Brooks è un inferno quotidiano segnato dal bullismo e dal peso di un segreto inconfessabile. La sua unica amica era Lauren Brydon, la ragazza più popolare della città, scomparsa misteriosamente due anni prima in un tragico incidente nelle gelide acque del lago Pukaki. Tormentata dal dubbio e decisa a scoprire cosa sia realmente accaduto quella notte, Carly si ritrova a stringere un’alleanza improbabile con Bentley, il fratello gemello di Lauren, e Oliver Riley, il suo storico tormentatore. La loro ricerca della verità li conduce proprio sulle sponde del lago, ma ciò che trovano non è una semplice risposta, bensì una crepa nella realtà: dietro lo specchio d’acqua cristallina si nasconde un’altra dimensione, una copia speculare e distorta della loro cittadina. Catapultati in questa “Altra Parte”, un mondo-prigione dove le leggi della mente dominano su quelle del corpo, i tre ragazzi si ritrovano prigionieri di un esperimento oscuro che mette in dubbio ogni loro certezza. Mentre cercano disperatamente una via di fuga per tornare alla Twizel reale, dove tutti li credono ormai scomparsi, Carly, Oliver e Bentley devono affrontare la sfida più dura: scoprire che i loro ricordi, le loro personalità e persino i loro traumi potrebbero essere stati inculcati da qualcun altro. In un intreccio di segreti scientifici e manipolazioni psicologiche, i protagonisti dovranno lottare per distinguere la verità dall’illusione, cercando di recuperare la propria identità perduta e il diritto di chiamare “casa” il mondo che hanno lasciato alle spalle.
È di Bergamo. Avvocato, è appassionata di fantascienza. Per La Corte Editore ha pubblicato la dilogia distopica ‘Twizel‘, ottenendo un gran successo di pubblico e di critica, il l’urban fantasy ‘Jonas Grinn‘ e lo young adult ‘Basta chiudere gli occhi‘, romanzo ambientato nella sua città.