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Io sono Ava – Erin Stewart

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Innegabile e subitaneo il parallelo con Wonder di R. J. Palacio da cui però la Ava di Erin Stewart si discosta per età, sesso e, in parte, classe sociale e simpatia.
Sulla simpatia però dobbiamo spezzare una lancia a favore di Ava, nessuno adolescente alle prese con i suoi casini è TANTO simpatico, ammettiamolo. Un bambino di 10 anni appassionato di Star Wars come l’August di Wonder è scontato che piaccia di più.

Torniamo ad Ava, americana di 16 anni di cui 15 passati da ragazza “normale” poi un terribile incidente a levarle quasi la vita, sicuramente buona parte della pelle, i genitori e la cugina.
L’incidente è un drammatico incendio che ha distrutto interamente la casa, la famiglia e la vita di Ava.

Noi la conosciamo a circa un anno dal grave fatto mentre subisce l’ennesimo controllo dal suo medico. Impariamo presto l’entità del danno al suo corpo, ci metteremo un po’ di più a capire quello psicologico. La coppia che ora le fa da genitori sono la zia e lo zio che però hanno subito pesantemente il lutto tanto quanto Ava, la cugina che ho nominato prima era infatti loro figlia. I due hanno quindi perso una sorella, un cognato e la figlia e si sono trovati tutori unici  di una nipote con ustioni di grado elevato in buona parte del corpo.  Non dimentichiamo che siamo negli Stati Uniti, dove oltre a pensare a guarire bisogna anche pensare al denaro da trovare per pagare le cure che non sono coperte dall’assicurazione sanitaria.
Ora gli zii vogliono che lei torni a scuola, fisicamente sta meglio e vorrebbero che potesse tornare ad avere una vita che somigli di più a quella che aveva prima. Ava però fa resistenza, non vuole, ha terrore di non essere accettata, di venire additata come diversa, non ha particolarmente paura di essere bullizzata bensì di scatenare la pietà negli altri e più in generale di doversi trovare di fronte brutalmente al fatto compiuto: non è più, e forse non sarà mai più, la ragazza “normale” di prima.

L’Ava di prima era appassionata di musical, cantava e aveva tanti amici e amiche, ci informerà la Stewart nel corso dei capitoli e ricorrendo a flashback mentre porta avanti la trama. L’Ava di dopo invece è chiusa, in casa e in se stessa, non si guarda allo specchio e vive nella camera che era della cugina senza nemmeno aver modificato l’arredo. Insomma è una ragazza bloccata. Bloccata anche in un rapporto con gli zii che ormai sono genitori.
Decide quindi, dopo l’insistenza della zia, di darle un contentino e iscriversi a scuola per qualche tempo, medita di andarci il minimo indispensabile per dire di averci provato e poi mollare tutto per tornarsene nella sua camera con i suoi pensieri.
Per fortuna ciò non accade, altrimenti la narrazione sarebbe stata quantomeno deludente.

Ava supera le porte dell’istituzione scolastica e mentre la conosciamo meglio incontriamo anche gran parte degli altri personaggi della storia. Più o meno importanti…
In tutta sincerità l’egocentrismo tipico dell’adolescenza è reso molto bene e descritto con buona perizia, non per questo risulta meno fastidioso. Il ritmo narrativo però è ben dosato e il romanzo si rivela presto un pageturner della miglior specie.
Sul piatto della bilancia c’è però da mettere anche una caratterizzazione dei personaggi non troppo soddisfacente, rimangono un po’ superficiali e in alcuni casi la cosa risulta fastidiosa.

La scusa della ‘diversità’ di Ava è il modo di far ragionare più ampiamente sul tema dell’accettazione sociale, del superamento dei traumi e della forza a cui bisogna attingere per fare fronte alle sfide che la vita, volenti o nolenti, molla davanti senza certo chiedere il permesso. Si parla di modi diversi di affrontare la cosa, non siamo tutti uguali nemmeno in questo caso. Non lo siamo mai.

Ogni volta che si parla di temi di questo tipo il rischio è sempre quello di esagerare in un verso o nell’altro e confezionare una storia che sembra un saggio di psicopedagogia oppure dall’altra di essere troppo superficiali nel toccare temi delicati. La Stewart da questo punto di vista regge e porta a casa un risultato, un buon romanzo e numerosissime vendite.

Nel complesso è un ottimo libro per ragazzi in età da scuole medie e biennio superiore, discreto anche per tutti quegli adulti interessati al tema o che hanno a che fare con ragazzi e ragazze in quella splendida fase della vita che viene definita ‘adolescenza’, in questo ultimo caso inviamo tutta la nostra solidarietà umana e supporto, è difficile, ma poi passa.

recensione a cura di  Bianca Casale


Titolo: Io sono Ava
Autore: Erin Stewart
Casa Editrice: Garzanti
Prezzo: € 14 cartaceo
Pagine: 329 pagine
Data di uscita: febbraio 2020
Valutazione: ✓✐✐✐✐

La trama nel dettaglio: Ava era mille cose. Era una ragazza che adorava cantare. Era io-sono-ava-181748-1una ragazza con tanti amici. Ora è solo la ragazza con le cicatrici.

È passato un anno dall’incendio in cui ha perso i genitori. Un anno in cui Ava ha tagliato i ponti con il mondo perché le fa troppa paura. Ora è costretta a tornare a scuola. Una scuola nuova dove non conosce nessuno. Una scuola che – ne è sicura – sarà piena di ragazzi che non faranno altro che osservare il suo viso per poi allontanarsi spaventati.

Chi vorrebbe mai fare amicizia con lei? Quali nuovi modi di prenderla in giro si inventeranno i suoi compagni?

Non appena si avventura in quei corridoi i suoi incubi si avverano: non incrocia nessuno sguardo e, al suo passaggio, sente solo sussurri.

Fino a quando i suoi occhi non incontrano quelli di Asad e Piper, gli unici ad avere il coraggio di andare oltre il suo aspetto. Di vedere la vera Ava dietro le cicatrici. Perché anche loro si sentono soli e incompresi. La loro amicizia la aiuterà a ricominciare.

Le farà capire che nessuno è diverso, ma ognuno è unico così come è.

La storia di una ragazza che scopre la forza che ha dentro di sé. La storia di un’amicizia più forte di tutto. Il libro che dalla stampa e dai lettori è stato definito il nuovo Wonder.

L’autrice: Erin Stewart è l’autrice di ‘Io sono Ava’ (SCARS LIKE WINGS), il suo romanzo d’esordio. Vive nello Utah con suo marito e tre figli.
Sul suo sito ufficiale scrive: “Credo che le persone siano messe sul nostro cammino per un motivo. Sempre.”

Pubblicato in: Fantascienza, Narrativa contemporanea, Romanzo

TWIZEL – La duologia di Francesca Caldiani

Casa Editrice: La Corte editore
Prezzo: € 16.90 ogni volume 
Pagine: 288 e 240 pagine

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Quarte di copertina: 

Twizel-Prova-A-1L’ALTRA PARTE

Twizel, Nuova Zelanda.
Tutti si conoscono sin dalla nascita. Per Carly Brooks, sedici anni, il villaggio rappresenta l’inferno in cui è costretta a vivere, vittima del bullismo dei compagni. Eppure ha un segreto: la sua migliore amica è stata Lauren Brydon, ragazza molto popolare morta misteriosamente due anni prima in un incidente sul lago Pukaki. Da allora Carly progetta di risolvere il mistero, ma per farlo è costretta a coinvolgere il fratello gemello di Lauren, Bentley e Oliver Riley, da sempre suo carnefice. La ricerca della verità porta i tre ragazzi sulle sponde del lago, dove tutto è cominciato, che farà loro scoprire che dietro a quelle acque cristalline è nascosta un’altra dimensione, un’altra Twizel. Scopriranno inoltre che la loro vita non è quella che ricordano, che la loro memoria è stata in realtà inculcata da qualcun altro e che ci sono più segreti di quanti ne avrebbero mai immaginati.

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È arrivato il momento di scoprire la verità.

Incastrati nel mondo-prigione celato dal lago Pukaki, fedele copia dell’originale dove le regole della mente annullano quelle del corpo, Carly, Oliver e Bentley stanno ancora cercando di sopravvivere: Carly ha davvero trascorso i suoi sedici anni schiacciata dall’umiliazione pubblica? Oliver è mai stato il mostro arrogante che tutti credono? Bentley potrà superare il trauma di una sorella manipolatrice e assassina? Ora che il destino li ha divisi, ciascuno di loro dovrà scovare il modo per riemergere alla Twizel reale, dove tutti li credono scomparsi e dove la vita della città prosegue a fatica, ferita a morte dall’ennesimo incidente inspiegabile. Tra le ombre di un esperimento scientifico che potrebbe liberare Lauren e riportarla nella realtà, i tre ragazzi combatteranno la battaglia più importante: ritrovare l’identità perduta e guadagnarsi il diritto di tornare a casa.

Autore:
Chi è Francesca CaldianiAvvocato e scrittrice di Bergamo, appassionata di fantascienza, si è fatta conoscere al grande pubblico con Jonas Grinn, romanzo per ragazzi pubblicato da Watson Edizioni.



Recensione:

Twizel consta di due volumi: Twizel – L’altra parte e Twizel – Reverso. Da cosa deriva questo nome bizzarro?
Twizel è il titolo di questa duologia ed è anche il nome di una città dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, 1280 abitanti, la più grande del Mackenzie District nella Canterbury Region. La più grande. Figuratevi le altre città.
La prima cosa che si nota leggendo il primo volume di Francesca Caldiani è l’ambientazione, così ben curata da farti calare immediatamente nella realtà dei protagonisti: adolescenti immersi nei problemi tipici dell’età ma acuiti dalla condizione di piccola città in cui tutti si conoscono dalla nascita ed in cui se ti viene affibbiata una sorta di etichetta quella rimane.
Il villaggio giudicante attraverso la voce della collettività.
Senza via di fuga (o quasi).
Carly Brooks, sedici anni, è la protagonista, ha la sua etichetta e Twizel è il suo personale inferno in cui è costretta a vivere. Orfana di madre, ragazza introspettiva e vittima del bullismo dei compagni.
Chi sono i compagni?
Alcuni diverranno presto conoscenze, Oliver e Bentley sembrano semplici ragazzini della scuola di Twizel.
Ma la cosa non è così semplice e leggendo oltre impariamo presto che Carly non è solo questo, e forse nessuno dei ragazzi lo è.

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Twizel  in una fotografia di: Bev Bell
Copyright: http://www.simplyinspired.co.nz

Perché nel romanzo troviamo una storia tutta umana, un’ ambientazione terrena ma siamo nel campo della fantascienza e ci accorgiamo presto che la Twizel in cui incontriamo Carly forse non è l’unica Twizel.
Esiste l’altra parte.
Reminescenze alla Philip K. Dick ci trasportano in una realtà parallela attraverso una porta liquida fatta di acqua lacustre ma anche di onirici viaggi di rimembranza.
Sogni o ricordi?
Una sorta di Inception rende incessantemente stimolati a girare pagina e il primo volume scorre via in un attimo, non si può assolutamente attendere per aprire il secondo, Reverso.
In Reverso il ritmo, se possibile, prende ancora più velocità e a colpi di scena e di pistola presto impariamo che quello che avevamo pensato non è nemmeno la metà di quanto in realtà ci sia ancora da scoprire.
Il cattivo, anzi la cattiva, che forse è un carnefice, forse una vittima. Forse tutte e due le cose, come è normale che sia perché i ruoli che vengono calati addosso possono anche essere diversi se si cambiano le condizioni al contorno.
Un carnefice può diventare una vittima?
Sono i ricordi che definiscono le persone o sono le scelte che ci rendono quello che siamo?
Niente spoiler. È la regola, per cui non dirò nulla di più.
Questa duologia viene classificata come young adult per l’età dei protagonisti principali, personalmente ritengo che sia leggibilissima a ogni età perché presenta livelli di lettura diversi e sono certa che quello che trova una persona adulta in queste pagine non sarà lo stesso di quello che potrebbe trovarci un’adolescente, ma entrambi possono uscire arricchiti dall’esperienza.
O almeno divertiti.
Perché nonostante il senso di oppressione che la Twizel dell’altra parte trasmette c’è la possibilità di tornare da questa parte e vedere, grazie alla capacità della Caldiani, questo paese incastrato tra grandi laghi e catene montuose, fatto di casette basse e grandi spazi in cui il senso di oppressione si tramuta in possibilità e voglia di respirare a fondo.
Non ho ancora, però, una risposta alla domanda cruciale: qual è il grado di libertà di ciascuno?
Siamo poi così sicuri, nelle nostre tiepide case italiane, di essere davvero diversi da quel villaggio giudicante di cui parlavo prima?
E la gogna mediatica, magari sui social, che spesso viene utilizzata dai bulli, di tutte le età?
Questo rende il villaggio un paese globale in cui tutti possono finire ad essere una vittima e in cui tutti, spesso, si sentono in diritto di essere carnefici.
Viaggiare nella storia di questi due volumi con Carly, Oliver, Lauren e Bentley può portare il lettore a porsi queste domande, alla faccia di tutti quelli che pensano che la fantascienza sia sempre solo mero intrattenimento.
O magari, ad un livello meno profondo, ci fa solo tifare per uno o l’altro ragazzo.
In tutte e due i casi non si riesce a rimanere indifferenti.
Onore al merito, bravissima, Francesca Caldiani.
Ora scusatemi, devo andare a lavorare per poter accantonare abbastanza denari per viaggiare fino in Nuova Zelanda.

 

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il Mount Cook e il lago Pukaki

Mount Cook aspettami lì, sto arrivando.
P.S. Se vedete laghi con colori strani non immergetevi.

[a cura di Bianca Casale]