Salva il Natale di un lettore: regala la libertà! Sai che il lettore ha già tutto o non sai cosa desidera. La caccia al libro perfetto si fa stressante, ma non disperare! Dimentica liste e incertezze. I lettori, più di ogni altra cosa, amano l’emozione di entrare in libreria con un budget garantito. Una Gift Card non è un ripiego, è un lasciapassare per un’avventura certa da scegliere in totale autonomia.
Sappiamo che i lettori si dividono in due categorie estreme:
I Maniaco-Organizzati: I veri bibliofili, con una wishlist più aggiornata del meteo. Se conosci la loro lista, attingere da lì è un regalo-vittoria garantito!
Gli Eterni Indecisi: Lettori appassionati ma perennemente in preda al dubbio. Qui, scegliere per loro diventa una vera e propria sfida natalizia.
✨ La Magia del “Rettangolo Perfetto”
Quando il tempo stringe e non puoi chiedere consiglio al libraio (che, diciamocelo, è sempre la scelta migliore!), c’è una soluzione infallibile: la Gift Card. Questo piccolo lasciapassare sia cartaceo sia digitale è l’equivalente del comfort di una coperta calda, una tazza di tè fumante e la libertà assoluta di scegliere la prossima avventura. È un modo per regalare la gioia della lettura senza commettere errori.
📍 Dove acquistare la felicità di carta (o Digitale)
Le opzioni sono molteplici e permettono di personalizzare il gesto:
Il gesto d’amore locale: Regala una card della Libreria Indipendente preferita del destinatario. Farai felice il lettore e sosterrai un’attività locale: un regalo con doppio valore!
La praticità delle grandi catene: Le gift card di Feltrinelli, Mondadori, Giunti sono pratiche e veloci. Acquistabili online o in negozio, risolvono il problema all’ultimo minuto.
La scelta digitale: Se si tratta dell’ultima spiaggia (o se il lettore è un fan dei big store), ci sono sempre i buoni libro digitali di Amazon e IBS.
L’alternativa sonora: Se il destinatario ama l’ascolto, considera un abbonamento a piattaforme di audiolibri come Audible o Storytel. Un’idea originale e sicuramente apprezzata!
In conclusione, non stressarti per la scelta del titolo. La gift card è il regalo più versatile e premuroso: stai donando il potere della scelta e la promessa di una nuova, fantastica storia.
Che la forza dei libri sia con i tuoi regali di Natale!
Stranger things sta per lasciarci orfani, potremo tornare a Hawkins solo facendo un rewatch, ma si sa che non è mai come la prima volta. E quel senso di vuoto come possiamo colmarlo? Noi lettori abbiamo una carta vincente, possiamo cercare quelle vibes nelle pagine dei nostri migliori amici di carta. Cominciamo con le origini del Sottosopra: quali sono i libri che hanno ispirato la serie?
I fratelli Duffer non hanno mai nascosto che Stranger Things è una gigantesca lettera d’amore alla letteratura anni ’80. Se vuoi capire da dove viene Undici, e magari sentire un po’ della ‘magia’ della serie, devi leggere questi:
“La vita di un ragazzo” di Robert McCammon: Un mix perfetto di mistero, crescita, o coming-of-age se vogliamo, e quel pizzico di soprannaturale che rende magica la provincia americana.
“L’incendiaria” (Firestarter) di Stephen King: È il DNA della prima stagione. Una bambina con poteri pirocinetici in fuga da un’organizzazione governativa segreta. La somiglianza con Undici è voluta e palese.
“IT” di Stephen King: Il capostipite del tropo “gruppo di ragazzini in bicicletta contro un male ancestrale”. Senza il Club dei Perdenti, non avremmo mai avuto il Party di Hawkins.
“L’estate della paura” di Dan Simmons: Spesso definito “il gemello letterario” di Stranger Things. Un gruppo di amici, un’estate caldissima negli anni ’60 e un antico male che si risveglia sotto una scuola elementare.
Oppure puoi esplorare l’universo di Stranger things con i libri ufficiali del franchise.
Ad oggi, il franchise di Stranger Things si è espanso con una produzione editoriale corposa che approfondisce il passato dei personaggi. Negli anni sono usciti molti romanzi e numerose graphic novel:
Suspicious Minds (Gwenda Bond): Il prequel su Terry Ives, la madre di Undici. Fondamentale per capire le origini del Dr. Brenner.
Lucas on the Line (Suyi Davies): Per ora solo in lingua inglese è ambientato dopo la quarta stagione, si concentra su Lucas che cerca di elaborare il trauma di quanto accaduto a Max.
L’esperimento segreto di Dustin (J.L D’amato): L’avventura di uno dei personaggi più adorati di Stranger Things, il nerd più famoso di sempre, e l’entrata in scena del carismatico Eddie.
Flight of Icarus (Caitlin Schneiderhan): Presente sul mercato solo in lingua inglese è il prequel dedicato a Eddie Munson (uscito nel 2023), che racconta come ha cercato di sfondare con la musica prima della serie.
Nota: Oltre ai romanzi, esistono numerosi volumi di graphic novel che trattano storie parallele, o per esempio il tempo trascorso da Will nel Sottosopra nella prima stagione.
E se non basta o se hai già letto tutto, ecco tre titoli che catturano esattamente quel mix di nostalgia e soprannaturale tipiche della serie:
“L’oceano in fondo al sentiero” di Neil Gaiman(Mondadori) Un uomo torna nei luoghi della sua infanzia e ricorda un evento magico e terribile accaduto quando aveva sette anni. Breve e potentissimo.
“Paper Girls” di Brian K. Vaughan(BAO Publishing – Graphic Novel) È definita “la versione al femminile di Stranger Things”. Quattro ragazzine che consegnano giornali nel 1988 finiscono coinvolte in un conflitto tra viaggiatori nel tempo.
E per adesso basta così ma ricorda, sebbene Hawkins abbia chiuso i battenti (o quasi), il Sottosopra è prima di tutto uno stato mentale fatto di walkie-talkie, legami indissolubili e quella giusta dose di paura dell’ignoto che solo un buon libro sa evocare. Non è finita, le pagine sono ancora molte.
L’anno sta per finire e, diciamocelo, dopo un 2025 così intenso, abbiamo tutti bisogno di un’ultima scarica di adrenalina da leggere sotto il plaid. Trovare il thriller giusto da regalare è una sfida: deve avere un ritmo serrato, un colpo di scena indimenticabile e, soprattutto, deve essere stato un successo critico. Abbiamo setacciato le uscite più esplosive dell’anno per selezionare i cinque titoli imperdibili, perfetti sia come regalo sotto l’albero sia per arricchire la vostra pila di letture. Che scegliate di fare un regalo che farà battere il cuore o che decidiate di concedervi la vostra dose personale di suspense per le vacanze, questi cinque titoli sono la garanzia di un’immersione totale. Quale di questi capolavori del 2025 finirà sotto il vostro albero? Fatecelo sapere nei commenti!
Tra sette giorni Jet Mason sarà morta. Jet ha ventisette anni e sta ancora aspettando che la sua vita decolli. Il suo mantra è “lo farò più tardi”, pensando di avere tutto il tempo del mondo. Fino alla notte di Halloween, quando viene aggredita in casa sua da un intruso. L’attacco le procura un forte trauma cranico e il medico è certo che entro una settimana la lesione scatenerà un aneurisma mortale. Jet non ha mai pensato di avere dei nemici, ma ora vede tutti sotto una nuova luce: la sua famiglia, la sua ex migliore amica, ora sua cognata, il suo ex fidanzato possessivo… Le restano sette giorni, solo sette giorni per scoprire chi l’ha aggredita, e a mano a mano che le sue condizioni peggiorano, Jet si rende conto che l’unico di cui si possa fidare è il suo amico d’infanzia Billy. Ma questa assurda storia ha anche un risvolto positivo: per la prima volta nella sua vita è determinata a portare a termine qualcosa. Jet risolverà il suo stesso omicidio.
Alla vigilia di Natale, una visita scolastica allo zoo si trasforma in una catastrofe. Cosa è successo esattamente? I genitori di Joséphine, una bambina che ha preso parte alla gita e che sembra sapere molte cose, sono decisi a scoprirlo. Diversi anni dopo, Joséphine, diventata adulta, decide di raccontare in un libro cosa è accaduto durante quella visita di classe, e nei fatidici giorni che l’hanno preceduta. Joséphine e i suoi compagni sapevano dal primo momento che non poteva essere stato un incidente, ma durante la loro indagine scoprono che una catastrofe non arriva mai da sola, le apparenze ingannano e le storie possono prendere una piega imprevedibile…
“Anni Novanta. Sarah Leroy e Angélique Courtin si sono conosciute all’età di sette anni al cimitero di Bouville-sur-Mer, piccolo paese sulla Manica. Nel giorno del funerale della mamma di Sarah, Angélique le si era avvicinata, aveva il profumo del mare e della cioccolata calda e il suo abbraccio è stato l’inizio della loro indissolubile amicizia. La solidarietà è l’unica cosa che salva dalle ingiustizie della vita, le aveva detto Angélique. Nel 2001 Sarah è una ragazza discreta e benvoluta da tutti, nuotatrice talentuosa e studentessa modello, che a scuola gode di una certa notorietà proprio grazie all’amicizia con Angélique, semplice e indiscutibile: Angélique è bella, Sarah ricca. Ma un giorno di fine estate Sarah scompare. La notizia tiene la Francia incollata alla tv per settimane, e sebbene il suo corpo non venga mai trovato un uomo finisce in galera con l’accusa di omicidio. E il caso è chiuso. Dopo vent’anni Fanny Courtin, giornalista e sorella di Angélique, parte da Parigi e torna a Bouville insieme alla figliastra, un’adolescente riottosa e combattiva con cui ha un rapporto a dir poco tempestoso. Fanny deve scrivere un reportage sul dramma che ha segnato anche la sua giovinezza, ma l’ostinato, crescente interesse della ragazzina per la storia di Sarah la spinge ad avviare un’indagine personale su quel caso tuttora irto di lacune e non detti. La storia di Sarah è quella di un gruppo di ragazze che decisero di chiamarsi le “Disincantate”, e che sonda la materia di cui è fatta l’amicizia a quell’età, immediata, potente, costellata di salite e ripide discese; una storia sul cui fondo suonano brani indimenticabili e palpita l’angoscia dei segreti più oscuri mentre davanti si spalanca l’orizzonte immenso del mare. “
Ira ha un destino scritto nel nome. È nel fiore dei vent’anni, è brillante, ma le ossessioni la divorano, la consumano, mettono in pericolo lei e gli altri. Clarissa è una psicologa affermata, famosa in tutta la Finlandia, una star dei talk show dove compare in tailleur griffato e tacco dodici perché vuole rispondere a un cliché. È a lei che Ira si rivolge per chiedere aiuto. Anche se certo non l’aiuto che Clarissa immagina. Ira infatti ha soprattutto bisogno di un alibi. Perché è un’assassina seriale, una spietata killer di uomini. D’altra parte nemmeno Ira immagina cosa si nasconde dietro l’aspetto impeccabile di Clarissa, quali rischi stanno correndo la sua brillante carriera e la sua vita. Chi dunque deve decifrare l’altra? La folle serial killer che si dipinge come una farfalla o la professionista che sorride sulle copertine dei magazine? Le parole occultano, manipolano, ingannano o guariscono? Come in una vertiginosa psicoterapia a cui il lettore ha il privilegio di assistere, Ira e Clarissa prendono a turno la parola per spiegare il proprio punto di vista, crearsi la propria via d’uscita. Alla fine non ci sarà più nessuno a cui credere, e al tempo stesso tutto sembrerà terribilmente chiaro.
Il romanzo epico della costruzione di Stonehenge, ancora oggi uno dei più grandi misteri del mondo. Un cavatore di selce con un dono. Una sacerdotessa che crede nell’impossibile. Un monumento che definirà una civiltà. Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l’inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni. Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all’interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche. Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all’apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta… “Stonehenge è uno dei monumenti più iconici e riconoscibili al mondo, ma in realtà se ne sa molto poco. Come è stato costruito? Perché è stato costruito? Chi lo ha costruito? Ho raccontato in precedenza grandi conquiste umane e sono sempre stato attratto dalle storie di persone comuni che fanno cose apparentemente impossibili, e cosa c’è di più straordinario che la costruzione di questo monumento enorme? È un’impresa incredibile ed è uno dei più grandi misteri di tutti i tempi: un binomio fantastico per una storia.”
Il mondo dei libri e della letteratura non è fatto solo di pagine da sfogliare e libri da comprare: può diventare anche fonte di ispirazione per provare un gioco da tavolo. Che si tratti di rivivere le avventure dei vostri personaggi preferiti, risolvere misteri da detective letterari o cimentarsi in sfide creative, i giochi da tavolo a tema letterario offrono un modo originale e divertente per unire la passione per la lettura con quella per il gioco. In questo articolo vi presentiamo – e consigliamo – cinque titoli che si dovrebbero provare almeno una volta, ma soprattutto possono essere un bel regalo da far trovare sotto l’albero.
C’era una Volta è il celebre gioco di carte che unisce narrazione, creatività e collaborazione. Un giocatore, nei panni del Cantastorie, inizia a inventare una favola usando i suggerimenti delle Carte Racconto, cercando di far procedere la trama verso la propria Carta Lieto Fine. Gli altri giocatori possono interromperlo giocando le loro Carte Racconto, diventando a loro volta Cantastorie. Vince chi, dopo aver utilizzato tutte le proprie carte, riesce a condurre la storia al proprio Lieto Fine. Ma ricordate: l’obiettivo non è vincere, bensì divertirsi creando insieme avventure indimenticabili! La scatola contiene: 114 Carte Racconto illustrate, 51 Carte Lieto Fine con nuove illustrazioni e un regolamento compatto di sole 4 pagine per iniziare subito a giocare. Il tutto in una magnifica confezione a forma di libro.
Avete appena ricevuto per Natale (o ve la siete comprata!) la vostra nuova libreria ed è giunto il momento di riempirla con i vostri oggetti preferiti: collezionate libri, piante, giochi da tavolo, ritratti, premi…e non dimenticate di lasciare un po’ di spazio per i vostri gatti! Chi riuscirà ad avere la libreria meglio organizzata?
La scatola contiene: 4 Librerie, 132 tessere Oggetto (con tre diversi design per tipo), 1 plancia di gioco, 12 carte Obiettivo Comune, 12 carte Obiettivo Personale, 1 Sedia Primo Giocatore, 9 tessere Punteggio, 1 sacchetto in tessuto per contenere le tessere Oggetto.
Bello il Natale, per carità! Ma anche meno! Tra cene infinite e deliranti giri di tombola con l’immancabile simpaticone che urla «ambo!» al primo numero estratto, si sentiva proprio il bisogno di un cantuccio appartato e solitario. Nasce così la Tombola letteraria per asociali dai creatori di Se i social network fossero sempre esistiti, reduci del successo di due edizioni dei Compiti delle vacanze per adulti. Un gioco a quiz sul mondo della cultura che permetterà al lettore di mettere le crocette sulla sua personale cartella, ma senza lo sbattimento di rispondere alla zia che «ma il 56 è già uscito?!». Questo libro-gioco conterrà le cartelle numerate, proprio come nella classica tombola, ma per segnare ogni numero e completare il gioco sarà necessario rispondere ad alcune inclementi domande tematiche su vari personaggi ed eventi della cultura mondiale e nostrana. Mentre testerete il vostro livello di asocialità potrete consultare anche l’oroscopo letterario alla fine di ogni sezione per scoprire cosa vi riserva il nuovo anno (spoiler: niente di buono!). Un libro da fare in solitaria, da veri sociopatici, o insieme ad amici e parenti… ognuno con la propria copia, non si discute!
Questo è davvero un bel regalo di Natale! Scopri se sei un vero booklover divertendoti a rispondere a domande su titoli, trame, personaggi, ambientazioni e curiosità della grande letteratura mondiale. Un cofanetto con 100 schede per giocare con gli amici o metterti alla prova sulle tue letture preferite e scoprirne di nuove. La scatola contiene: 100 schede per giocare.
Avete viaggiato fino a inoltrarvi nel cuore delle Montagne Rocciose per occuparvi dell’imponente struttura, ormai chiusa per la stagione invernale. Tuttavia, non siete soli…La sanguinosa storia dell’hotel ha fatto sì che alcuni dei suoi ospiti passati divenissero un’aggiunta permanente all’edificio… e con loro, anche le terrificanti visioni che iniziano a corrompere la vostra mente. Sommersi dalla neve, esplorate disperatamente le stanze dell’hotel, cercando di guadagnare abbastanza forza di volontà per sopportare la malvagia influenza intorno a voi. Non c’è limite al peggio: uno di voi è già caduto preda delle terribili forze dell’hotel e sta agendo segretamente per tenervi qui per sempre. Shining è un gioco di sopravvivenza e suspense. I giocatori sono i Custodi che esplorano l’hotel, tentando di guadagnare abbastanza Forza di Volontà per sopportare ogni mese la sua malvagia influenza. Coloro che falliranno verranno temporaneamente Posseduti, attaccando (e forse uccidendo) gli altri giocatori. Collettivamente, vincerete se sopravviverete TUTTI fino alla fine del quarto mese. P.S. Il gioco risulta più eccitante se viene usato il ruolo del Corrotto, ma funziona anche come esperienza completamente collaborativa. La scatola contiene: 1 Tabellone, 5 Pedine, 52 Carte Shining (che contengono le visioni dei protagonisti), 16 Carte Evento, 5 Carte Ruolo, 68 Segnalini Forza di Volontà, 15 Segnalini Salute, 2 Dadi, 1 Indicatore del Mese, 1 Portachiavi della Stanza 237 (segnalino del Primo Giocatore), Regolamento.
Per concludere che si tratti di inventare storie insieme, mettere ordine in una libreria traboccante di oggetti, rifugiarsi in una comfort-tombola, mettere alla prova la propria cultura letteraria o sopravvivere a un hotel infestato, questi giochi offrono esperienze diverse ma accomunate dallo stesso spirito: divertirsi e condividere momenti speciali a tema letterario. Che li viviate in gruppo o in solitaria, sono perfetti per arricchire le feste con un pizzico di fantasia, sfida e atmosfera.
Il panorama editoriale del 2025 si è dimostrato un campo di battaglia e, ormai lo sappiamo, il successo non viene unicamente dalla ‘benedizione’ della critica letteraria, né dalla semplice forza d’urto del marketing di massa. I veri fenomeni dell’anno sono stati quei libri capaci di realizzare un mix complesso: unire l’entusiasmo viscerale e le metriche di engagement generate da piattaforme come Instagram (Bookstagram), TikTok (BookTok) con l’approvazione misurata e il dibattito culturale innescato dalla critica. Le classifiche, si sa, valgono relativamente poco, sono anche molto diverse a seconda della zona geografica a cui si riferiscono.
L’analisi dimostra che i titoli che hanno dominato veramente, superando i confini del genere, sono stati gli “ibridi”. Un esempio lampante è stato “Orbital“ di Samantha Harvey, pur rientrando nel genere Fantascienza, ha vinto il booker prize l’anno scorso ed è stato celebrato dalla critica per la sua prosa e la sua profondità filosofica. Uscito in Italia a febbraio di quest’anno ha amplificato il suo impatto presso le comunità digitali che cercano non solo plot veloci, ma anche letture esistenziali e ben scritte.
Sul fronte della narrativa italiana, “Quello che so di te“ di Nadia Terranova, titolo finalista del nostrano Premio Strega, ha saputo bilanciare l’elogio critico per il suo scavo psicologico nei traumi intergenerazionali con un’adozione entusiasta sui social, dove la ricerca di letture ‘catartiche’ e capaci di analizzare i rapporti complessi (come quello madre-figlia) è, spesso un motore di viralità.
Accanto a questi ibridi, il 2025 è stato inevitabilmente segnato dai dominatori commerciali. Questi libri, pur essendo meno discussi nei salotti ‘buoni’, hanno dimostrato l’assoluto potere del digitale sulle vendite. Non si può ignorare, ad esempio, l’uscita del terzo volume della saga Romantasy di Rebecca Yarros, “Onyx Storm“. Questo titolo, pur rientrando nel genere New Adult/Fantasy enormemente amplificato da creator di ogni piattaforma social, ha stabilito record di prevendita, dimostrando l’esistenza di un pubblico vastissimo disposto a spendere per saghe avventurose con un forte elemento romantico. E noi siamo in mezzo a quel pubblico, la saga di Rebecca Yarros è sicuramente tra le nostre preferite nel genere.
Inoltre, il successo a sorpresa di “Verrà l’alba, starai bene“ di Gianluca Gotto, un voluminoso saggio di crescita personale e introspezione spirituale, conferma anche che i messaggi di benessere e self-help risuonano in modo eccezionale sulle piattaforme social, capaci di spingere alle vette delle classifiche libri che toccano le corde della ricerca di significato personale, un tema centrale per l’utenza giovane ma anche adulta dei social e del web.
Il 2025 ha anche riconfermato autori pilastro della narrativa di genere e thriller che, grazie alla loro notorietà, riescono a mantenere la doppia risonanza. “La catastrofica visita allo zoo“ di Joël Dicker è stato, per larga parte dell’anno, il più venduto in Italia, sfruttando un’ampia copertura mediatica e social che ogni suo libro riesce a scatenare.
Parallelamente, la critica ha continuato a celebrare e premiare i lavori di alta letteratura, come “L’Anniversario“ di Andrea Bajani (vincitore del Premio Strega). Sebbene questi successi non partano dalla viralità del video breve, la copertura mediatica generata da premi prestigiosi garantisce un dibattito prolungato e vendite stabili. Tradizionalmente il vincitore del premio vende meno di altri titoli partecipanti allo Strega. In questo caso specifico però i numeri sono stati alti.
Insomma, possiamo dire che il 2025 ha messo in chiaro ancora una volta che la strada verso il bestseller è doppia: la qualità narrativa (spesso celebrata dalla critica) è un moltiplicatore di successo, ma l’autenticità emotiva (promossa dai reviewer social e web) è il motore indispensabile che accende la miccia delle vendite di massa. I titoli dell’anno sono stati quelli che hanno saputo servire entrambi i pubblici. Quali di questi libri avete letto? Quali regalereste?
Nata in Texas nel 1979, Colleen Hoover ha lavorato come assistente sociale prima di iniziare la sua carriera di scrittrice. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Slammed” (Tutto ciò che sappiamo dell’amore) e nel 2015, ha fondato con la sua famiglia The Bookworm Box, una libreria e un servizio in abbonamento i cui ricavi vengono devoluti in beneficenza a diverse associazioni. Continua a scrivere decine di romanzi e novelle, ma è solo tra il 2020 e il 2022 (grazie al BookTok) che il suo successo esplode su vasta scala. I suoi romanzi, nel nostro bel paese, sono stati pubblicati dalle case editrici Leggereditore e Sperling & Kupfer. I suoi libri hanno dominato le classifiche del New York Times per anni e a ottobre 2022 aveva venduto circa 20 milioni di copie e nel 2023 è stata nominata una delle 100 persone più influenti del mondo dalla rivista Time. È nota per il suo stile di scrittura diretto, scorrevole e coinvolgente, che punta dritto all’emozione del lettore. I suoi romanzi rientrano principalmente nei generi New Adult e Contemporary Romance, con incursioni anche nel Thriller Psicologico. Colleen Hoover ha definito un nuovo standard, unendo il fascino del romance contemporaneo a narrazioni ricche di tematiche sociali. Il risultato di tale scrittura è un seguito devoto e appassionato che ne ha decretato il successo mondiale, pur suscitando dibattiti. Tale successo globale ha portato a diversi adattamenti cinematografici. Dopo il successo cinematografico di ‘It Ends With Us – Siamo noi a dire basta‘, film del 2024 molto chiacchierato nel bene e nel male (per le accuse tra l’attrice protagonista Blake Lively e uno dei protagonisti e regista Justin Baldoni) e tratto dal omonimo romanzo, pare proprio che niente possa più fermare l’effetto CoHo. In poco meno di un anno (a cavallo tra il 2025 e il 2026) avremo modo di poter vedere sul grande schermo non uno, ma ben tre adattamenti cinematografici – ‘Regretting You‘ previsto per il 4 dicembre 2025 nei cinema italiani, ‘Verity‘ e ‘Reminders of him‘ previsti entrambi per il 2026 – tratti dai romanzi, molto apprezzati, di questa autrice. Vediamoli più nel dettaglio.
Penso sia ora che io scopra chi sono destinata a diventare prima di iniziare a vivere la mia vita per tutti gli altri.
Il primo su cui ci concentriamo che uscirà il 4 dicembre 2025 nei cinema italiani è Regretting You – Tutto quello che non ti ho detto, tratto dall’omonimo romanzo uscito in italia il 18 novembre 2025. Il romanzo ruota attorno al complesso e molto teso rapporto tra madre e figlia: Morgan Grant e la figlia sedicenne, Clara. I temi affrontati, ricorrenti nei romanzi della Hoover, sono le seconde possibilità, la perdita, il lutto, il rapporto madre-figlia e anche i rimpianti. L’adattamento cinematografico è molto discusso perché è il primo ad arrivare dopo il grande successo (e le molte controversie) di It Ends with Us. La regia è affidata a Josh Boone (Colpa delle Stelle) mentre la sceneggiatura è di Susan McMartin. Il cast principale è composto da Allison Williams (Girls, Megan) che interpreta Morgan la mamma della nostra protagonista. Mckenna Grace (Gifted – Il dono del talento, Ghostbusters: Legacy) interpreta l’adolescente impulsiva Clara e l’interesse amoroso della ragazza è interpretato da Mason Thames (Dragon Trainer). Il ruolo del padre Chris (marito di Morgan) è affidata a Scott Eastwood (La risposta è nelle stelle, Pacific Rim), mentre il ruolo della sorella di Morgan è stato affidato a Willa Fitzgerald (Pulse, Reacher) e il fidanzato è interpretato da Dave Franco (Now you see me, Nerve).
“C’era prima di te e c’era durante di te. Per qualche ragione, non avrei mai pensato che ci sarebbe stato un dopo di te.”
Il secondo film prodotto dalla Heartbones Entertainment (società di produzione fondata dalla stessa Colleen Hoover) uscirà a Marzo 2026 e la regia è stata affidata a Vanessa Caswill (La Probabilità Statistica dell’Amore a Prima Vista), mentre la sceneggiatura è di Colleen Hoover e Lauren Levine. Nel cast troviamo Maika Monroe (The Guest, It Follows) nei panni della protagonista Kenna. Tyriq Withers invece è Ledger, mentre Rudy Pankow è Scotty. Invece Lauren Graham (Una mamma per amica, Parenthood) e Bradley Whitford sono i genitori di Scotty. Le riprese principali sono iniziate a Calgary il 16 aprile 2025 e si sono concluse il 12 giugno 2025. Tom Howe ha composto la colonna sonora del film. Guardando il trailer è evidente come il film si concentri sull’intensità emotiva tipica di Colleen Hoover, utilizzando specifiche scelte registiche e narrative per evidenziare i temi centrali del libro. Il film è molto atteso, soprattutto per l’approccio emotivo ai temi di maternità e perdono. La storia ruota attorno a Kenna Rowan, una giovane madre che torna nella sua città natale nel Wyoming dopo aver scontato cinque anni di prigione per un tragico errore che ha causato la morte del suo fidanzato, Scott. I temi affrontati anche qui sono il perdono ela redenzione, maternità e affetto e ovviamente una seconda possibilità, un amore inaspettato.
La cosa che detesto di più delle autobiografie è il pensiero contraffatto che si drappeggia su ogni frase. Uno scrittore non dovrebbe mai avere l’audacia di scrivere di sé stesso a meno che non sia disposto a separare ogni strato di protezione tra l’anima dell’autore e il suo libro.
Verity è un’opera molto particolare nella produzione di Colleen Hoover, perché si discosta dal tipico genere New Adult/Romance per addentrarsi nel territorio del thriller psicologico con forti elementi erotici. Molto più cupo, teso e pieno di suspense rispetto ai romanzi tipici della Hoover. È noto per le sue scene esplicite, che contribuiscono a creare un’atmosfera ossessiva e intensa. È uno dei libri più apprezzati dai fan di Colleen Hoover che cercano un’opera più oscura e complessa. Il romanzo è famoso per il suo finale ambiguo e scioccante, che lascia il lettore nel dubbio su quale delle due donne – Lowen o Verity – stia dicendo la verità, o se entrambe siano inaffidabili. L’adattamento cinematografico di Verity è uno dei progetti più attesi da parte di Amazon MGM Studios.
La regia del film è stata affidata a Michael Showalter (Gli occhi di Tammy Faye, The Idea of You), mentre la sceneggiatura è di Nick Antosca. Con un cast di alto profilo come Anne Hathaway che interpreta Verity Crawford, Josh Hartnett che interpreta il marito Jeremy Crawforde e Dakota Johnson che interpreta la scrittrice Lowen Ashleigh in difficoltà finanziarie, le aspettative sono molto alte. La sfida principale sarà riuscire a trasportare sullo schermo la tensione psicologica e l’ambiguità del finale che hanno reso il libro così iconico, bilanciando al contempo gli elementi thriller con la forte componente romantica ed erotica. La data di uscita è attualmente prevista per il 2 ottobre 2026, dopo un precedente rinvio dal maggio 2026.
Un dark fantasy che ti porta in un’atmosfera cupa in un triangolo amoroso che non ‘triangola’. Non esiste luogo comeRavenhollow. Avvolta in un sudario di nebbie spettrali, lacerata dalla peste nera e sottomessa al volere di vampiri assetati di potere, è una città dove ogni ombra ha un sussurro, un occhio che osserva, un artiglio pronto a colpire. Una terra condannata, in cui il confine tra vita e morte è sottile come un respiro. Dopo lunghi anni trascorsi lontano, Cassandra Vanthir è richiamata a forza nel suo luogo d’origine. Una missiva criptica la costringe a tornare nella città da cui è scappata tempo fa. Lei però non sa che nelle sue vene scorre un’eredità oscura, legata a un Patto primordiale e a una profezia che ora la richiama come una ninna nanna oscura. Le ombre si destano. L’Inquisizione è riemersa, guidata dall’inflessibile Alto Inquisitore Roark, e la sua caccia non si limita solo ai peccatori. Tra i bagliori sinistri dei roghi purificatori, le sanguinose guerre tra clan di vampiri, i subdoli tradimenti e le verità rimaste sepolte troppo a lungo, Cassandra sarà costretta a confrontarsi con la propria vera natura. Ad accompagnarla in questo tormentato viaggio ci sono Draven Corvus l’enigmatico vampiro dagli occhi d’ambra capace di stregare e Rowan Faulkner il primo indimenticabile amore che è disposto a tutto per salvarla.
Ho concluso recentemente ‘La figlia del sangue’ di Liza S. e, devo essere onesta, non è riuscito a catturarmi completamente. L’idea di partenza, un mistero che si snoda tra antiche leggende, mi aveva incuriosito molto. Tuttavia, durante la lettura, ho trovato il ritmo un po’ confuso in alcuni passaggi, che ha reso difficile capire alcune parti del romanzo. Non sono riuscita a entrare in piena sintonia con i personaggi principali, soprattutto con la protagonista che nella sua schiettezza mi ha fatto venire voglia di averla davanti, prenderla per le spalle e scuoterla. Le loro intenzioni e motivazioni, a volte, mi sono sembrate poco chiare e non ho sentito la connessione che mi aspettavo dopo aver letto la trama. In alcuni passaggi, ho percepito una distanza tra me e la storia, che non mi ha permesso di immergermi completamente. Nonostante ciò, l’ambientazione era descritta con grande cura, e ho apprezzato la ricchezza dei dettagli su alcuni capitoli, soprattutto quelli riguardanti il popolo che mi ha lasciato un senso di angoscia che mi ha fatta entrare più in sintonia con la storia. Il finale, che ho percepito come aperto, pur non salvando l’intera lettura per me, mi ha stupita. In definitiva, pur riconoscendo l’impegno dell’autrice, per me, non è stata una lettura che ho apprezzato fino in fondo, ma invito chi fosse incuriosito/a a formarsi una propria opinione.
Liza S. scrive da sempre o almeno da quando ha imparato a tenere in mano una penna, perché le parole sono il suo rifugio segreto. Vive con un piede nella realtà e l’altro in un altrove immaginario dove la nebbia è perenne, le profezie abbondano e le candele si accendono anche ad agosto. Ama i personaggi imperfetti, le atmosfere un po’ cupe e, soprattutto, gli animali che considera coautori silenziosi (e molto esigenti). Quando non scrive, fa la mamma e sogna nuovi intrecci tra una merenda e un “Mamma, giochiamo?”. Crede nelle storie che non devono piacere a tutti, solo a chi le riconosce come casa. E nelle ombre, che almeno non fingono di essere qualcos’altro.
Ringraziamo l’autrice per averci dato la possibilità di leggere il suo romanzo in cambio di una nostra onesta opinione.
Preparate popcorn (e fazzoletti) e accendete il condizionatore! Netflix sta per regalarci la rom-com perfetta per l’estate: ‘Il mio anno a Oxford’ sta per sbarcare sulla piattaforma!
Tra meno di un mese, il catalogo di Netflix accoglierà ‘Il mio anno a Oxford’ . Il film vanta un cast di spicco: Sofia Carson , talentuosa attrice (e produttrice di questo nuovo adattamento cinematografico) già apprezzata in ‘ Carry-on ‘, ‘ Purple Hearts ‘ e ‘ La lista dei desideri ‘ (tutti titoli disponibili su Netflix), e Corey Mylchreest , carismatico interprete noto per il ruolo dell’indimenticabile Giorgio III nello spin-off ‘ La Regina Carlotta ‘ della celebre saga di Bridgerton. Preparatevi ad innamorarvi di nuovo!
La regia è affidata a Lain Morris, mentre la sceneggiatura è stata sviluppata da Allison Burnett e Melissa Osborne. Il cast è ulteriormente arricchito dalla presenza di Dougray Scott, Catherine McCormack, Harry Trevaldwyn, Esmé Kingdom, Nikhil Parmar, Poppy Gilbert, Romina Cocca, Yadier Fernández, Nia Anisah e Hugh Coles.
L’ambientazione a Oxford promette di conferire al film un’atmosfera particolarmente affascinante e suggestiva, valorizzata dalla scenografia e dalla fotografia. La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo ‘ Il mio anno a Oxford ‘ (pubblicato in Italia nel 2020 con il titolo ‘ Il mio anno con te ‘) di Julia Whelan, edito da HarperCollins Italia. Ma qual è la trama di questo romanzo?
Ella Durran, ventiquattrenne americana, che coltiva un sogno ambizioso sin dall’infanzia: studiare tra le antiche mura di Oxford. Finalmente, grazie a una prestigiosa borsa di studio annuale, approda in Inghilterra. Un’imperdibile offerta di lavoro a distanza le consente di conciliare carriera e quella che si preannuncia come l’esperienza della vita. Ma il destino ha in serbo un volto inaspettato per il suo primo giorno: Jamie Davenport, l’uomo sfrontato che le ha appena macchiato la camicia, è anche il suo affascinante professore di letteratura. E Oxford, d’un tratto, si tinge di sfumature impreviste. Un incontro notturno con Jamie svela una sorprendente sintonia, trasformando un’avventura casuale in un legame profondo. Ma Jamie nasconde un segreto. La sua rivelazione pone Ella di fronte a una scelta lacerante: abbandonare l’amore nascente per inseguire i suoi progetti originari, o restare e affrontare insieme una situazione che li travolge. Mentre l’anno a Oxford volge al termine, Ella dovrà comprendere se i sogni che l’hanno condotta fin lì sono ancora quelli che desidera.
Siamo già con il fiato sospeso! Il 25 luglio potremo mettere le mani sul romanzo, e solo una settimana dopo, l’1 agosto, il film sbarcherà su Netflix. Chi altro non vede l’ora di fare questo doppio salto nella storia?
Qui di seguito invece il trailer sub-ita da iniziare a guardare e guardare (Corey, Corey, COREY!) in attesa dell’uscita.
Quando un libro viene adattato per il grande schermo, i cambiamenti sono inevitabili, ma l’adattamento di “Il mio anno a Oxford” (titolo del film) e il romanzo “Il mio anno con te” paiono quasi due storie diverse.
SPOILER – Le enormi differenze tra il romanzo e l’adattamento cinematografico.
Nel film la protagonista si chiama Anna De La Vega, invece nel romanzo il suo nome Ella Durran ed è americano con origini irlandesi.
Nel romanzo, Jamie ha i capelli neri e gli occhi azzurri, nel film occhi castani.
Manca tutta la storia di Ella. La storia di Ella è quasi completamente assente nel film. Nel romanzo, lei è orfana di padre, un’attivista, e vive con una madre traumatizzata e non premurosa. Nel film, invece, la madre è dolce e affettuosa.
Manca tutta la parte della malattia di Jamie. La malattia di Jamie, che nel romanzo è centrale e crea un profondo legame con Ella che lo accudisce, viene a malapena accennata nel film.
il ragazzo americano (l’uomo perfetto!) con cui Ella ha un flirt e a cui rinuncia per Jamie nonostante sappia della sua malattia. Nel film, il ragazzo con un flirta (chiamiamo flirt) è un celebroleso.
La scena in cui Ella (Anna nel film) scopre della malattia di Jamie, nel film veloce e concitata, nel libro è un confronto straziante e toccante.
Il rapporto tra Jamie e suo padre cambia drasticamente. Nel film, si odiano perché Jamie rifiuta le cure per il cancro. Nel romanzo, si detestano perché Jamie, dopo aver ricevuto il permesso dal fratello, gli stacca il respiratore per porre fine alla sua sofferenza.
La madre di Jamie, molto sottotono nel film, nel romanzo è una figura splendida con un rapporto adorabile con il figlio, che si salutano con un affettuoso “Meravigliosa mamma”, “Meraviglioso figlio”. Adorabili.
La differenza più grande è il finale: nel romanzo Jamie non muore. Le cure funzionano, e lui e Ella partono insieme per il viaggio in Europa. Il film, invece, lo fa morire, seguendo una narrazione simile a “Io prima di te”, e lei viaggia da sola. (‘Io prima di te‘ ci ha preparato ad un finale del genere dal 2012)
Nei ringraziamenti, l’autrice svela che il romanzo è tratto da una sceneggiatura. Questo solleva una domanda cruciale: il film si basa sulla sceneggiatura originale, o è un adattamento del romanzo che ha deciso di cambiare radicalmente la storia?
Rubiamo sempre qualcosa alle persone che amiamo. Metto il sale nell’acqua prima ancora che bolla perchè è così che fa mio padre; mangio il sushi perché era la fissa di una mia compagna di classe, alle medie, una compagna di cui non ricordo il cognome ma di cui conosco a memoria l’ordine all’ all you can eat, ascolto i The Oh Hellos perché mi ero dannatamente innamorata di uno sconosciuto che cantava “Cold Is The Night” a squarciagola davanti al Duomo di Milano. Mi chiedo cosa sia che Iacopo abbia preso da me, cosa abbia strappato dalle mie braccia e fatto suo. Mi chiedo se lo saprò mai, o se un giorno smetterò di chiedermelo, una ladruncola soddisfatta del suo bottino che se ne frega delle sue tasche scucite, delle monete cadute per strada.
Ah, l’amore e l’amicizia! Un binomio che risuona nel cuore di ogni essere umano, un’esperienza viscerale che dipinge le nostre esistenze con pennellate di gioia e, talvolta, con ombre di sofferenza. Sono sentimenti potenti, capaci di edificare legami indissolubili e, in altre circostanze, di sgretolare certezze come vetro. Molto spesso capita che queste due sfere affettive danzino in armonia, nutrendosi a vicenda e rendendoci forti. Forse, quasi invincibili. Altrettante volte, invece, solo una delle due fiorisce, illuminando un sentiero mentre l’altro rimane in ombra. E poi ci sono quei momenti, più amari, in cui ci si ritrova soli, avvolti nel silenzio di ferite che il tempo fatica a rimarginare.
Ci piacerebbe partire con una metafora: un pugno che ti arriva dritto in faccia, poi allo stomaco e infine al cuore. Di fronte a tali tempeste emotive, ognuno di noi reagisce in modi diversi. C’è chi affronta il dolore a viso aperto, cercando la guarigione nelle proprie risorse interiori, e chi, sopraffatto, sceglie la via della fuga. Proprio come ha fatto Pamela, la nostra protagonista, che ha cercato rifugio nell’accogliente Trieste, nella speranza di lasciarsi alle spalle un passato doloroso, un fardello troppo pesante da portare. Ma prima di addentrarci nel suo presente triestino, è necessario ripercorrere le tappe del suo vissuto, mettere ordine nei suoi ricordi, per comprendere appieno le ragioni di questa sua drastica decisione.
Ho sentito dire più volte che non si esce mai dal tunnel della droga, per questo mi sono sempre tenuta lontana da pasticche, siringhe, polveri. Nonostante lo sforzo, però, conosco il loro sapore, e i loro effetti su un corpo umano. Un amore può essere LSD. Un’amicizia può essere metanfetamina. Una persona può essere una combinazione letale. Non so come salvarmi da un’overdose di essere inumano.
Pamela è una ragazza di ventidue anni immersa nella vivace ( e molto stressante) atmosfera universitaria e condivide la sua quotidianità con Acca, la sua fedele amica a quattro zampe dallo sguardo affettuoso e dalla coccola facile. La sua vita sociale è un mosaico di legami intensi con un gruppo di amici che stravede per lei (la dinamica affettiva che intreccia Michele, Andrea e Cordelia, un trio che esplora le sfumature del poliamore con delicatezza è davvero squisita). Nel suo cuore pare che ci sia Aku (scegli me, prendi me, ama me!), un ragazzo finlandese dal fascino nordico, una promessa di futuro stabile e accogliente, tra una risata e una coccola.
Questo precario equilibrio, costruito con tenacia e fatica lontano dalle ombre del passato, viene improvvisamente incrinato dalla notifica luminosa di un nome sullo schermo del telefono. Un presagio inquietante, un’ondata che rompe la superficie placida della sua nuova vita, annunciando il ritorno inatteso di un capitolo che Pamela credeva (molto inconsciamente?) ormai chiuso.
Una singola telefonata, una richiesta di aiuto, agisce come una scossa tellurica, smuovendo sentimenti repressi e riportando prepotentemente nella sua bolla una figura significativa del suo ieri: Iacopo D’Angelo. Definirlo una semplice “vecchia conoscenza” è un eufemismo che non rende giustizia alla profondità del loro legame. Iacopo è stato il compagno di banco, il confidente dei segreti adolescenziali, il primo battito del suo cuore ingenuo. Insieme hanno condiviso i banchi di scuola, le luci del palcoscenico amatoriale, le notti di spensierate baldorie, un’intesa simbiotica che li rendeva, agli occhi del mondo, inseparabili.
Eppure, quel legame apparentemente indissolubile si è trasformato in una ferita lacerante. Iacopo, con azioni e parole che hanno inciso profondamente nell’anima di Pamela, le ha sottratto frammenti di sé, giorno dopo giorno, fino a quando, stremata dal dolore, ha preso una decisione radicale: abbandonare tutto, recidere i ponti con quel passato opprimente e fuggire lontano, cercando un a pace che si è rivelata illusoria.
Ora, quel passato la insegue, reclamando la sua attenzione, costringendola a un confronto inevitabile, un resa dei conti definitiva. Pamela si trova così costretta ad intraprendere un viaggio interiore doloroso e catartico, un percorso accidentato costellato di ricordi amari e silenzi carichi di significato. Un viaggio necessario per sciogliere i nodi del rancore, per concedere e concedersi il perdono, unica via per liberarsi dalle catene del passato e volgere lo sguardo, finalmente sereno, verso quel futuro che la attende, un futuro da vivere appieno, senza il peso dei rimpianti.
Come si scappa da una sensazione? Una dipendenza resta tale anche quando l’oggetto del desiderio, del bisogno, è lontano, perché anche se gli occhi non vedono il corpo intero duole e cerca, cerca ancora, cerca quel che desidera o qualcosa che lo sostituisca.
Affrontare le pagine di questo romanzo ha rappresentato per noi un’esperienza emotivamente intensa. Non certo per una mancanza di fluidità narrativa o di piacevolezza stilistica, anzi, la scrittura si è rivelata gradevole e scorrevole. La vera difficoltà è scaturita dal denso carico emotivo che permea nelle pagine, dalla palpabile sofferenza che si irradia dalle vicende narrate.
Confessiamo di non aver sempre condiviso le scelte intraprese dalla protagonista, Pamela. In alcuni frangenti, la sua reazione, il suo cedimento, hanno suscitato in noi una punta di… fastidio, se possiamo usare questo termine. Ci siamo ritrovate a dissentire internamente, a immaginare un nostro diverso approccio di fronte agli eventi descritti.
Pensiamo, ad esempio, a quella telefonata, quel contatto inatteso dal passato. Istintivamente, la nostra reazione sarebbe stata diametralmente opposta. Avremmo risposto, non senza esitazione. Avremmo prestato ascolto alle parole, alla voce dall’altro capo del filo, non senza una buona dose di disagio e paura. Avremmo accolto quel ritorno, quel riaffiorare di sentimenti che credevamo ormai sopiti, relegati in un angolo remoto della memoria, e che invece, forse, attendevano solo una scintilla per risvegliarsi dal loro torpore. Avremmo fatto i conti con quelle emozioni, anche con il rischio di riaprire vecchie ferite, per poi, con lucidità e fermezza, trarne le conclusioni e, se necessario, chiudere quella conversazione, quel capitolo.
La nostra reazione emotiva di fronte al dolore affettivo è, in effetti, molto diversa da quella di Pamela. Se qualcuno ferisce profondamente, se arriva a spezzare qualcosa dentro di noi, la risposta è netta, radicale: la cancellazione. Non si tratta di un semplice allontanamento fisico o emotivo, ma di una vera e propria eliminazione dalla sfera esistenziale. Quella persona cessa di esistere, come se fosse stata inghiottita da un buco nero della memoria.
Questo meccanismo di difesa, ormai rodato da tempo, forse persino eccessivo nella sua drasticità, rappresenta per me un baluardo protettivo, l’unica strategia che abbiamo trovato efficace per preservare la nostra integrità emotiva e sottrarsi al rischio di ulteriori sofferenze. È un confine netto, invalicabile, che abbiamo eretto a salvaguardia del benessere interiore, una barriera forse rigida, ma che nel tempo si è rivelata essenziale per la nostra ‘sopravvivenza’ emotiva. Leggere le reazioni di Pamela, così distanti dalle nostre, ci ha inevitabilmente portato a riflettere ancora più profondamente sulla personale gestione del dolore e sulla complessità delle dinamiche affettive.
Nel complesso possiamo dire che è un testo semplice ma tosto allo stesso tempo. Dove veniamo messi di fronte alla realtà, alle maschere che indossiamo e togliamo quotidianamente in base a chi frequentiamo e a quanto vogliamo mostrare di noi stessi. Il lavoro fatto dall’autrice è interessante, da approfondire a livello di caratterizzazione in alcuni punti ma molto ben fatto in altri. La penna è veloce e coinvolgente, una struttura semplice e lineare.
Detto ciò abbiamo trovato ‘Maschera per Maschera’ di Vera Lazzaro, un buon romanzo d’esordio. Un romanzo che ripercorre un parte di vita, quella delle relazioni tossiche, che tutti ci ritroviamo almeno una volta nella vita a dover affrontare che si tratti di amore o amicizia. Molto azzeccato il binomio tra vita reale e il teatro che nel romanzo ha un valore molto importante per i protagonisti, soprattutto per quanto riguarda il dover indossare una maschera tutti i giorni.
ringraziamo l’autrice per averci fornito una copia di Maschera per Maschera in cambio di una recensione onesta.
disclaimer: nel nostro blog trovi link per acquisti che ci permettono di guadagnare una piccola commissione per ogni vendita.
Ci sono persone che stanno bene solo nelle spire di una memoria digitale, tra foto scattate e abbandonate. Questo Pamela lo sa, lo ha imparato a sue spese dopo una rottura troppo netta. Sa anche di non poter dire di no, non quando l’amico che le ha voltato le spalle è in difficoltà, in cerca di un posto dove stare. Possono non avere più nulla in comune, ma hanno un passato parallelo, di quelli che non si dimenticano facilmente. Così, Iacopo torna nella vita di Pamela, portando con sé caos, sentimenti contrastanti e uno spettacolo da preparare.
L’autrice.
Classe 2001, Vera Lazzaro è esperta linguistica d’impresa. Impegnata nell’ambito dei concorsi letterari fin dal 2014, sul podio di concorsi come il TuttoMondo Contest di Save the Children e Legalità e Cultura dell’Etica del Rotary International. Un suo racconto viene pubblicato nell’antologia IL POSTINO E ALTRI RACCONTI, edita da Carabba. Tra le altre cose, scrive sceneggiature per opere teatrali e cene con delitto poi messe in scena nella sua città natale, L’Aquila. Nel 2019 inizia a collaborare, come redattrice, con varie testate online, trattando dalla musica alle serie televisive, dai diritti umani alle opere da non perdere, e per sei mesi è Content Ambassador per la piattaforma canadese di scrittura creativa Wattpad. Amante del genere fantasy, ha troppe idee per la testa e non abbastanza tempo per metterle su carta.
Il vero primato della Stratford era che in nessun altro posto si praticava con tanto accanimento la negazione all’evidenza.
Bianca Marconero, autrice italiana molto apprezzata nel panorama romance, è tornata in libreria con una nuova storia riuscitissima, confermando la sua capacità di non deludere mai le aspettative. ‘Il mercante di vendette‘ è un nuovo audace retelling gotico e moderno scritto dalla magica penna di questa scrittrice ed è edito da ‘Giunti Editore‘.
Nonostante il titolo che richiama ‘Il mercante di Venezia’, in questo libro la Marconero, con un certo stile, riprende i personaggi chiave di un’altra delle tragedie di Shakespeare, forse una delle più incisive e riuscite: l’Otello. L’autrice è riuscita a intessere un’atmosfera di suspense che cattura fin da subito l’attenzione del lettore, e alimenta la curiosità su possibili colpi di scena. Il romanzo, non esente da elementi contemporanei, esplora anche le dinamiche psicologiche presenti in “Otello”, come l’inganno, la gelosia e, soprattutto, la vendetta.
«Tu non hai la sensazione che siamo tutti su un grande palcoscenico, intrappolati in ruoli e aspettative?» chiese Julian. «Non ti senti come un attore con un copione in mano?» «L’importante è che tu sia l’autore di quel copione. Che sia padrone, se non della tua vita, almeno delle tue maschere.»
“Il Mercante di vendette” è ambientato alla Stratford, una prestigiosa scuola d’élite dove gerarchie, rivalità e inquietanti leggende si intrecciano con le lezioni e i segreti gelosamente custoditi. La leggenda più famosa è quella del “Mercante di vendette”, una figura misteriosa che regola i conti (dietro lauto compenso) per chi ne fa richiesta. Alcuni, come Otello Spencer e Iago McGregor, non credono alla sua esistenza; altri, come Bianca Duchamp, sono determinati a smascherarlo. Nella sua ricerca della verità sul Mercante, Bianca si trova intrappolata nell’enigma che è Iago. Perché non riesce a stargli lontana e perché lui la tratta male, mentre con gli altri è sempre gentile? Dubbi e domande che porteranno Bianca a scontrarsi con una realtà scomoda e a mettere in gioco tutto: cuore, mente e anima.
Guardare Iago era come guardare una lavagna nera su cui nessuno si era ancora deciso a scrivere qualcosa.
Devo ammetterlo, conoscevo a grandi linee la tragedia di “Otello”, ma questo riadattamento mi ha piacevolmente scombussolato e sorpreso. L’Otello è comunque un’insieme di sentimenti negativi che culminano in una tragedia. Ne ‘Il mercante di vendette‘, al contrario, ti ritrovi a fare il tifo per il “cattivo” #morallygrey della storia. Se si aggiunge che mi sto appassionando sempre di più ai dark academy e, come previsto, lo stile di scrittura di Bianca Marconero non ha deluso le mie aspettative ne esce fuori un retelling che ti assorbe completamente.
La lettura mi ha tenuto incollata alle pagine (con anche un po’ di tachicardia in alcune parti) creando una tensione palpabile – Bianca è una maestra nel costruire atmosfere suggestive – e alimentando la mia curiosità su come si sarebbe evoluta una storia il cui finale è noto a tutti. In alcuni momenti, mi ha ricordato ‘Dio di Illusioni‘ di Donna Tartt, soprattutto per l’ambientazione, gli intrighi complessi e alcune dinamiche psicologiche dei personaggi.
Acquistando il romanzo sul sito della Giunti o ordinandolo nella vostra libreria è possibile ricevere una copia personalizzata del romanzo con i meravigliosi sprayed edges di nola_sprayed_edges.
Ringraziamo Bianca Marconero e la Giunti Editore per averci dato, di nuovo, la possibilità, di leggere questo nuovo romanzo in cambio di una nostra opinione onesta. Ed eccola quindi la nostra onesta opinione: dovete assolutamente procurarvi il romanzo e leggere con i vostri occhi come si può cambiare una storia tragica in una di rinascita e rivincita.
Bianca Marconero è una scrittrice italiana. È nata sotto il segno del Leone e vive a Reggio Emilia con il marito e i due figli. Dopo la laurea in Lettere ha lavorato come copywriter per riviste e progetti editoriali per l’infanzia. È però riuscita a realizzare il suo sogno: inventare storie. Esordisce con ‘Albion‘, un fantasy young adult, ma finisce per scrivere romance perché ha un fondato sospetto e un titubante certezza che una grande storia sia sempre una storia d’amore. Oggi è una delle scrittrice di narrativa rosa più amate, con romanzi che parlano di grandi amori, con un pizzico di dolore (che ci piace, lo ammettiamo!) che hanno riscosso molto successo, tra cui la serie The Fu*king Series composta da ‘Un maledetto lieto fine‘ e ‘Un maledetto per sempre‘, la Tabloid Building Series con i romanzi ‘Non è detto che mi manchi‘, ‘Le nostre prime sette volte‘ e ‘L’ultimo bacio‘, la serie Royal London Knights con il primo romanzo uscito nel 2023 intitolato ‘Dream Kiss‘. Non si sa ancora quando arriverà il secondo romanzo ‘French Kiss’. Tra i suoi romanzi spiccano anche un storico romance intitolato ‘Il ritorno del conte‘. Seguendo l’onda dei retelling, ha pubblicato nel 2024, con Giunti Editore, ‘Lady Pride and Mister Prejudice‘, retelling del romanzo ‘Orgoglio e Pregiudizio’ di Jane Austen.
Questo romanzo è destinato a un pubblico adulto ed è da considerarsi autoconclusivo.
‘L’Alba di Afrodite‘ inaugura la dilogia romantasy ‘La guerra dei Vampiri‘ scritta da due autrici italiane: Laura Fiamenghi e Barbara Repetto. Il primo romanzo è uscito in self (Amazon in eBook, Cartaceo e Kindle Unlimited) il 20 marzo. Questo primo volume, pur essendo autoconclusivo, getta le basi per il successivo, ed è nato dalla penna di Barbara Repetto, prolifica autrice che non avevamo, ahinoi, ancora ‘incontrato’.
Il romanzo, per un totale di 259 pagine, si articola in capitoli brevi e ben congegnati, con personaggi delineati in modo efficace e senza inutili lungaggini. La storia, che unisce elementi romance e fantasy, è impregnata di mitologia greca ma è, come l’isola in cui è ambientata, abitata anche da una popolazione di vampiri. Ci troviamo nella città di Polis e seguiamo la storia di Nemi, un’orfana umana con uno spirito da guerriera e un odio verso i vampiri, e Corban, il guerriero vampiro dalla straordinaria abilità, dal fascino oscuro e campione della dea Afrodite. Il destino, come sempre, ha giocato le sue carte: Nemi e Corban si troveranno legati in modo indissolubile, e il loro destino sarà inestricabilmente connesso al futuro degli abitanti e dell’isola di Afrodite. Una cospirazione, venti di guerra imminente, amore, avventura, combattimenti e colpi di scena sono assicurati. Lo stile di scrittura, che alterna i punti di vista dei vari personaggi (non solo i due protagonisti, ma anche figure secondarie di rilievo), ricorda la saga di “Shatter Me” di Tahereh Mafi. La narrazione scorre con ritmo incalzante, alimentando la curiosità del lettore, perché l’intreccio scorre molto velocemente e porta nel lettore grande curiosità e voglia di scoprire cosa succede dopo.
Evitando ogni spoiler è inutile dire che stiamo già attendendo il secondo volume firmato da Laura Fiamenghi, già apprezzatissima da noi per la sua sagaStars and Sand!
Il romanzo. La Guerra dei Vampiri Serie, Volume 1 di 2
Dopo secoli di armoniosa convivenza tra umani e vampiri, la pace della Polis sta per finire. Gli attacchi delle efferate Belve d’Ombra si fanno sempre più frequenti, e l’Isola di Afrodite rischia di sprofondare nel caos. Nemi è un’orfana umana, odia i vampiri ed è disposta a tutto per proteggere la sorellina. Corban è un vampiro, il miglior guerriero della Polis e il prode Campione di Afrodite. Due personalità completamente diverse, ma legate dallo stesso destino. Perché, talvolta, anche l’odio più profondo può tramutarsi in un amore potente e indissolubile. Tra segreti inconfessabili e infidi tradimenti, feroci scontri e continui colpi di scena, Nemi e Corban dovranno lottare con tutte le loro forze, per sopravvivere alle innumerevoli sfide che li attendono. Il loro amore sarà abbastanza forte da salvare la Polis?
La Dilogia “La Guerra dei Vampiri” è composta dai seguenti volumi autoconclusivi:
Barbara Repetto sogna di fare la scrittrice da sempre, da quando, a soli tre o quattro anni, batteva tasti a caso sulla macchina da scrivere del padre, chiedendo trepidante: “Allora, che cosa ho scritto?!” Nata e cresciuta a Genova, dove ancora oggi vive, serba nel cuore l’amore incondizionato per la sua città, unito ad un interesse profondo per l’arcano e la magia, e alla predilezione per quei valori, saldi e indissolubili, quali senso del dovere, lealtà e amicizia.
Si ringrazia le autrici per la copia ARC del romanzo.
l vento ulula tra i fiordi, la neve cade fitta e nell’oscurità si cela un segreto. Il noir scandinavo è definibile un’esperienza: un viaggio nelle ombre di una terra dove il gelo non è solo climatico, ma anche interiore. Sembra che gli autori di cui parleremo vogliano mostrarci che dietro la facciata di società perfette, si nascondono abissi di dolore e contraddizioni. Partiamo per un viaggio in un sottogenere che squarcia il velo dell’apparenza, rivelando le crepe di un mondo in cui il male si annida tra le pieghe del quotidiano.
E lo facciamo, questo viaggio, perché il noir scandinavo da qualche anno, e senza mostrare cenni di flessione, affascina e conquista sempre più i lettori di thriller, gialli e polizieschi in generale; è però un sottogenere che non è propriamente nelle nostre corde ma che ci piacerebbe esplorare con un po’ di preparazione. E quindi, partiamo, dritti verso nord.
cosa si intende per noir scandinavo?
Il noir scandinavo è considerato un sottogenere del genere letterario noir. Nello specifico, si tratta di un sottogenere della letteratura poliziesca che ha sviluppato caratteristiche distintive legate al contesto geografico, sociale e culturale della Scandinavia.
Ecco alcuni punti chiave:
Radici nel Noir: Il noir scandinavo condivide elementi fondamentali con il genere noir, come l’atmosfera cupa, i temi morali complessi e la critica sociale.
Contesto Scandinavo: Si distingue per l’ambientazione nei paesi nordici, con i loro paesaggi spesso aspri, inverni rigidi e società complesse.
Tematiche Specifiche: Spesso affronta temi come l’isolamento, la solitudine, la crisi dei valori sociali e le problematiche legate alla modernizzazione.
Inizialmente, i libri tradotti in italiano erano prevalentemente svedesi, con autori come Henning Mankell e Camilla Läckberg, ormai famosissimi anche grazie ai numerosi film e serie televisive tratti dalle loro opere.
Al successo degli scrittori svedesi, si è presto affiancato quello di autori finlandesi e norvegesi (tra cui spicca Jo Nesbø) e, soprattutto, la scoperta dei molti autori islandesi.
L’Islanda, terra geograficamente distante dal continente, è un vero e proprio nido di lettori appassionati che trovano nella letteratura un rifugio, uno sfogo, una passione. Se dobbiamo credere a un’indagine della BBC, l’isola dei geyser ha più libri pubblicati e letti pro capite di qualsiasi altro paese al mondo
«Siamo rimasti per secoli isolati in un medioevo di saghe vichinghe, la modernità globale ha fatto precipitare la nostra isola nel crimine», ha dichiarato Arnaldur Indriðason, probabilmente il più celebre autore islandese contemporaneo. Se da un lato la rapida evoluzione sociale degli ultimi anni ha fatto progredire il paese, aiutandolo a colmare il divario con gli altri stati scandinavi, esiste un rovescio della medaglia: la transizione verso la modernità ha portato con sé tutte le problematiche connesse. Pur rimanendo il tasso di omicidi piuttosto basso, le lotte tra bande, il traffico di droga e lo sfruttamento della prostituzione sono piaghe che, specialmente nelle aree urbane, hanno contaminato la purezza originaria di un paese rimasto per decenni in uno stato di apparente isolamento socio-culturale
Arnaldur Indriðason
Abbiamo citato il celebre scrittore di gialli islandese Arnaldur Indriðason, nato nel 1961, che vanta una carriera ormai ventennale. Dopo aver lavorato come giornalista e critico cinematografico, si è dedicato alla scrittura di romanzi. Tradotto in più di quaranta lingue, è noto principalmente per la serie poliziesca incentrata sul personaggio di Erlendur Sveinsson. Il protagonista delle sue opere è un detective introverso e taciturno, molto abile nelle indagini ma con una vita privata disastrosa: l’ex moglie lo detesta e i figli sono due sbandati con cui ha uno stravagante rapporto di amore-odio. Spesso accostato, per tematiche e scelte narrative, al collega svedese Henning Mankell, Indriðason riesce a costruire trame realistiche e ricche di approfondimenti psicologici, dalle quali emerge un ritratto dell’isola ben lontano dall’apparente immagine paradisiaca a cui viene spesso associata. Uno dei suoi libri più riusciti è Un caso archiviato, inserito nella lista dei dieci migliori gialli di sempre dall’autorevole Publishers Weekly. La serie dell’ispettore Erlendur conta una decina di titoli, mentre le altre due serie, Commissario Flóvent e Thorson, e la più recente Konrad, contano circa quattro titoli ciascuna.