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‘Il Maialino di Natale’, nuovo romanzo per ragazzi di J.K. Rowling

L’autrice di Harry Potter ha lanciato un nuovo incantesimo, si chiama ‘il Maialino di Natale’ e uscirà il 12 ottobre in contemporanea mondiale. In Italia sarà pubblicato da Salani in cartaceo ed ebook e in UK, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e India verrà pubblicato dal Gruppo Hachette, in USA e Canada da Scholastic e sarà tradotto in altre venti lingue nel mondo.

J.K. Rowling e il suo messaggio di sostegno all'Italia

La storia è un’avventura commovente sull’amore di un bambino per il suo giocattolo più prezioso e su quanto lontano si spingerà per trovarlo. È una storia a sé stante, non correlata a nessuna delle storie di J.K. Rowling.
Questo libro è adatto a bambini dagli 8 anni in su ma è una storia di cui innamorarsi con tutta la famiglia.

Jack ama il suo giocattolo d’infanzia, Dur Pig. DP è sempre stato lì per lui, nel bene e nel male. Fino alla vigilia di Natale quando accade qualcosa di terribile: DP non si trova. Ma la vigilia di Natale è una notte particolare, fatta di miracoli, una notte in cui tutte le cose possono prendere vita, anche i giocattoli…
e l’ultimo giocattolo di Jack – il maialino di Natale (il fastidioso sostituto di DP) – ha un piano audace: insieme si imbarcheranno in un viaggio magico alla ricerca di qualcosa di perduto e per salvare il migliore amico che Jack abbia mai avuto.

Il maialino di Natale segue la fiaba dello scorso anno ‘L’Ickabog‘, che è stata serializzata online gratuitamente per i bambini durante il primo lockdown e poi pubblicata in seguito con tutti i diritti donati in beneficenza per aiutare persone vulnerabili colpite dalla pandemia Covid-19.
Non è stata ancora resa nota la copertina del nuovo libro ma è sicuro che il volume sarà disponibile in edizione rilegata, con le illustrazioni dell’artista pluripremiato Jim Field.

Da fan di J.K Rowling non possiamo che gioire di questa splendida notizia e attendere con ansia l’arrivo di questa nuova meraviglia.

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Recensione: Il cerchio di pietre, Enrico Graglia

È colpa vostra. Avete smesso di credere a tutto quello che non potete toccare e state distruggendo il vostro mondo, pezzo per pezzo. Però le vostre paure sono intatte. Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso. E così ogni epoca ha i suoi mostri. E noi li incarniamo tutti.

Edito da GoWare editore, ‘Il cerchio di pietre‘ è quella storia che non ti aspetti e che credevi di non aver bisogno di leggere finché non inizi effettivamente a farlo e ti ritrovi così: catapultato dentro, insieme ai protagonisti.
É quel romanzo che salta subito agli occhi, per originalità e stile di scrittura fresco dell’autore; leggi la trama e ti incuriosisce, però non riesci a decidere: a volte noi lettori siamo dubbiosi ed è questo che ci frega. Nella testa una vocina continua a sussurrare: “Però, secondo me quel romanzo, ambientato in Italia…”
Cosa vuol dire poi dark? É un fantasy, un horror? Ma veramente è ambientato in Piemonte? Un cerchio di pietre, ad Asti?
Ti poni molte domande quando inizi a leggere Il cerchio di pietre, ma la risposta finale è una sola, che poi è una domanda: come ho fatto a non leggerlo prima? Perché mi è sfuggito?
L’idea è senza alcun dubbio geniale, sotto ogni sua forma: la trama, l’ambientazione ed i personaggi sono molto ben delineati.
Enrico Graglia, con questo romanzo d’esordio esplosivo, un po’ dark, fantasy e horror, riesce a catturare l’attenzione e a non farla perdere per tutta la durata della lettura; unico nel suo genere sotto molto aspetti, un’interessante lettura.
Accattivante – a tratti particolarmente crudo – non manca di colpi di scena. Non manca di parti piene di brivido ma, se siete appassionati del genere, ci andrete a nozze; se, invece, non siete avvezzi a questo tipo di lettura non escludo un lieve senso di spaesamento.

Lo scontro tra bene e male, le fragilità umana: temi sapientemente trattati attraverso la figura di un giovane uomo che ha appena iniziato a vivere e quella di chi, invece combatte con i propri demoni.
Graglia ha fatto sicuramente centro, con un romanzo di cui senza timore vi consiglio la lettura.

Enrico Graglia è stato così gentile da concederci una piccola intervista, rispondendo ad alcune nostre domande.

1) Come ti è venuta l’ispirazione per “Il cerchio di pietre?”

Anch’io da ragazzo andavo al fiume con gli amici, come Vincenzo, uno dei tre protagonisti del
romanzo; un giorno ho trovato un punto in cui l’acqua era più profonda e scura e ho immaginato
che qualcosa potesse nascondersi lì sotto. Ci sono voluti anni per capire di cosa potesse trattarsi, ma quella è stata la prima immagine, l’idea da cui si sarebbe poi sviluppata – in fasi successive – l’intera trama. Le fonti di ispirazione in corso d’opera sono state moltissime: dalla narrativa di Stephen King e di tanti altri autori del fantastico, agli innumerevoli film horror e di fantascienza visti, alla passione per l’Antico Egitto, all’interesse per antropologia, archeologia ed esoterismo, alla storia e alle tradizioni del Monferrato, ai viaggi in Norvegia, ai sogni, alla scrittura, alle esperienza di vita… posso dire di averci messo davvero tutto me stesso.

2) Quali sono i tuoi ‘scrittori guida’?

Due scrittori hanno influito più di ogni altro sul mio immaginario. A dieci anni ho letto “Il Signore
degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, che mi ha indirizzato al fantastico e resta il miglior romanzo che io
abbia letto. Da adolescente, le opere di Stephen King – tutt’ora il mio autore preferito – mi hanno spinto a scrivere. Sono sempre stato un lettore onnivoro: mi piace spaziare dalla narrativa, classica e contemporanea, alla saggistica, soprattutto di argomento storico e scientifico, ai fumetti. Tra gli scrittori moderni che attualmente leggo più spesso ci sono Richard Matheson, Clive Barker, Terry Pratchett, Joe R. Lansdale, Joe Hill; tra i classici Marcel Proust, Fedor Dostoevskij, Jack London.

3) Hai altri progetti in corso?

In questo periodo sto revisionando il mio secondo romanzo, finito circa un anno fa, e proseguo la stesura del terzo; entrambi attengono alla sfera del fantastico, ma in modi molto diversi. Ho anche ricominciato a scrivere racconti.

4) Come mai hai ambientato il tuo romanzo in Italia?

Perché credo che uno scrittore debba parlare di ciò che conosce. E perché amo profondamente l’Italia in generale e il Piemonte in particolare, tra astigiano e torinese: è la mia terra ed è ricca di tradizioni, suggestioni e spunti narrativi. Il paese immaginario di Castelvecchio d’Asti, dove è ambientata gran parte del romanzo, è la trasposizione letteraria di Castiglione d’Asti – il cui caratteristico campanile compare nell’illustrazione in copertina – , che è il mio posto nel mondo.

5) Lo consideri più un dark, un fantasy o un horror?

Direi che si tratta di un romanzo di genere fantastico, in cui rientrano aspetti dark fantasy e horror, con qualche accenno fantascientifico. Ma credo non sia soltanto questo: c’è anche molto realismo, una forte connotazione territoriale, le dinamiche che legano un gruppo di ragazzi di provincia, una storia d’amore, la vita di un uomo in cerca di riscatto… più elementi, insomma, che prescindono da una classificazione di genere, a volte un po’ limitante.

6) Si nota molto quanto tu abbia studiato per la stesura di questo romanzo. Quanto hai impiegato per scriverlo?

Mi fa piacere che si noti, perché ho dedicato davvero molto tempo alla stesura del romanzo e alla ricerca che c’è dietro. In totale, le varie stesure hanno richiesto circa sette anni, dal 2011 al 2018.
Poi ci sono voluti altri due anni per trovare la casa editrice adatta e concludere il processo di pubblicazione. Nel frattempo, “Il Cerchio di Pietre” ha vinto il premio Vallavanti Rondoni 2019 per la narrativa inedita.

Ringrazio l’autore Enrico Graglia per avermi inviato l’ebook del suo romanzo e aver risposto alle mie domande.



Quarta di copertina: Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre. I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Dicono dell’autore.



Enrico Graglia, nato a Torino nel 1980, non ricorda di aver trascorso un giorno della sua vita senza leggere. In casa non c’era un televisore e nel 1990 Il signore degli anelli cambiò per sempre il suo immaginario, indirizzandolo al fantastico. Al liceo scrisse i primi racconti, ispirato dalla letteratura italiana e rapito dai libri di Stephen King e Clive Barker, che rimangono tra i suoi autori preferiti. Laureato in legge, oggi vive in Piemonte, sulle colline del Monferrato. Il cerchio di pietre, vincitore del premio Vallavanti Rondoni 2019, è il suo romanzo d’esordio.

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Recensione: Azami, Aki Shimazaki

Anche stasera, il tuo cuscino è bagnato di lacrime.
Chi sogni? Vieni, vieni a me.
Mi chiamo Azami. Sono il fiore che culla la notte.
Piangi, piangi fra le mie braccia. L’alba è ancora lontana.

Per concludere questo romanzo bastano poche ore, si tratta di un libro di appena centotrentacinque pagine e mi sono chiesta per quale motivo non l’avessi già letto.
La trama mi aveva molto incuriosita, ma questo piccolo libricino dalla copertina primaverile è rimasto nella mia libreria per svariati mesi.
Forse aveva bisogno di tempo per trovare la strada.
Mi è capitato tra le mani durante le pulizie stagionali librose e ho deciso che era giunta l’ora di leggerlo.
Ieri è uscito il secondo romanzo Hozuki, già in wishlist, e non potevo non approfittarne.
Azami è il primo romanzo di una pentalogia – già la terza pubblicata dalla scrittrice – e racconta con capitoli veloci un pezzo della vita di Mitsuo, trentaseienne redattore di una rivista, padre e marito di famiglia che non si sente completamente appagato dalla sua vita.
Il destino vuole che l’incontro con un ex compagno di classe delle elementari gli faccia rincontrare il suo primo amore di quando aveva undici anni.
In poche pagine si snoda una storia che ti attrae e arrivi all’ultima pagina e neanche te ne accorgi.
Il senso di insoddisfazione è molto accentuato e ricorrente ed attraverso le parole della scrittrice si può percepire il dolore che i personaggi provano per diversi problemi.
Ammetto che non credevo che mi avrebbe coinvolta ed invece ne sono rimasta piacevolmente stupita. Non mi aspettavo che in così poche pagine fosse possibile racchiudere un romanzo ricco di sentimenti così profondi.


Quarta di copertina: Il trentaseienne Mitsuo Kawano si divide tra la famiglia e il lavoro di redattore in una rivista d’attualità, e per compensare l’inesistente vita sessuale con Atsuko, la madre dei suoi figli, frequenta locali a luci rosse. Un giorno incontra per caso Goro Kida, un ex compagno di classe diventato presidente dell’azienda di famiglia, che lo invita a trascorrere una serata in un lussuoso club. Lì lavora come entraîneuse la bella e misteriosa Mitsuko, un’altra ex compagna di classe, il primo amore segreto di Mitsuo, la ragazza che nel suo diario chiamava “Azami”, come il fiore del cardo. I ricordi riaffiorano e ben presto tra i due nasce una relazione in cui Mitsuo riscopre una passionalità inattesa e totalizzante. Tuttavia, l’apparente equilibrio tra la quotidianità e gli incontri furtivi è destinato a incrinarsi per mano dell’intrigante Goro Kida… Coincidenze e simbologie impreziosiscono l’evocativa scrittura dell’autrice, dalla radice dei nomi di Mitsuo e Mitsuko – che racchiude l’idea dell’appagamento, benché nessuno dei due sia soddisfatto della propria vita – al fiore del cardo, un fiore bello ma pieno di spine, emblema dell’indipendenza e della vendetta. Nelle pagine di Azami, primo romanzo di una pentalogia, Aki Shimazaki racconta di una famiglia come tante, dipingendo sentimenti intimi, rapporti lacerati vissuti nell’ombra e nella menzogna.


Aki Shimazaki è nata a Gifu, in Giappone, nel 1954, ma vive a Montréal, in Canada, dal 1991. I suoi libri sono tradotti in giapponese, inglese, serbo tedesco, russo e ungherese.
E’ autrice della pentalogia Il peso dei segreti (Feltrinelli, 2016), con cui si è aggiudicata il Prix du Gouverneur – Général nel 2005, e di un secondo ciclo composto da cinque romanzi intitolato Nel cuore di Yamato (Feltrinelli, 2018); nel 2015, con Azami (Feltrinelli, 2020) e Hozuki (Feltrinelli, 2021), ha dato inizio a un terzo ciclo intitolato All’ombra del cardo. Tra i suoi scrittori di riferimento, Marguerite Duras, Osamu Dazai e Agota Kristòf.

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Recensione: Un tè a Chaverton House, Alessia Gazzola

«Lascia profumo dove sei passata».


Ventisette anni è un’età terrificante.
Anche l’adolescenza e molte altre età, non fraintendete, ma se domandate a molti ventisettenni cosa vogliono fare della loro vita non sanno bene cosa risponderti. Alcuni ti fissano con lo sguardo perso o come se tu gli avessi domandato di argomentare su Pseudo-Dionigi l’Areopagita.
Altri, dopo che gli avete sbloccato il ricordo della temutissima domanda “Cosa vuoi fare da grande?” è probabile che vi risponderanno l’astronauta o l’esploratrice.
Ventisette anni sono a metà fra “Il mondo è mio” e “Trenta? Ma che davero?
I tanto temuti trenta…
Che poi fino a tre secondi fa avevo vent’anni e ora sono quasi arrivata a trenta. Accidenti, fermatelo questo tempo!
La protagonista di questo romanzo si chiama Angelica, ha ventisette anni e non sa bene cosa vuole fare nella sua vita.
Abbiamo deciso che si tratta di una cosa alquanto normale, no?
E quale miglior modo per capire la strada della vita se non prendere un aereo (prima o poi torneremo a farlo anche noi!), volare in Inghilterra e trovare un lavoro, ma mica in un pulcioso pub della periferia londinese. Eh no.
Un lavoro in una bellissima tenuta in campagna immersa nel verde, inoltre nello svolgere il lavoro perché non diventare un aspirante Sherlock Holmes alla ricerca di una oscura verità?
Si aggiunge una buona padronanza delle lingue, una famiglia Splendida Splendente ed un enigmatico ma affascinate capo: il gioco è fatto, gli ingredienti ci sono tutti e si comincia a divertirsi.

Chiunque abbia visto Downton Abbey ha sognato almeno una volta di entrare nella meravigliosa Highclere Castle, la tenuta dove è ambientata la serie.
Parallelamente la protagonista Angelica si ritrova a fare da guida turistica nella maestosa Chaverton House dove è ambientata la serie de L’Orfana di Mallands Park, serie che è costretta a vedere interamente per potersi tenere il lavoro.
Inoltre all’interno della fornitissima e meravigliosa biblioteca, io l’ho immaginata come quella de La Bella e la Bestia, ci sono anche delle interessanti prime edizioni.

Indovinate quali?
Orgoglio e Pregiudizio‘ di Jane Austen e ‘Cime Tempestose‘ di Emily Brontë.
Ovviamente.


Avete presente quando leggendo in un libro c’è quel determinato personaggio che sembra stato scritto proprio sulla vostra persona? Ecco, quel personaggio per me è proprio Angelica.
La protagonista di questo ultimo romanzo di Alessia Gazzola edito da Garzanti e scritto tutto durante il primo lockdown, è una ragazza come tante con sogni, dubbi e paure. In sole centonovantadue pagine si riesce benissimo a immedesimarsi in lei, io ci ho messo un istante: abbiamo la stessa età ed anche gli stessi dubbi.

Io però non ho un lavoro in una tenuta inglese. Meh.


Ci vuole poco tempo per concludere questo breve romanzo ed è un piacevole diversivo alla monotonia che l’ennesima zona rossa ha, inevitabilmente, portato con sé.
Alla fine delle pagine non solo vi verrà voglia di rivedere tutte le stagioni di Downton Abbey (tanto, voglio dire, il tempo non manca) e iniziare a bere tè alle 5 in punto, ma vorrete soprattutto andare al supermercato a comprare gli ingredienti per preparare la ricetta della felicità, ovvero i cornetti di Angelica!


Citando il simpatico Giusy vi mando a swag of love!

P.s. Per capire a cosa si riferisce questa citazione correte a leggere il libro!

Recensione a cura di Rossella Zampieri


Quarta di copertina: “Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”


Dicono dell’autrice.

Alessia Gazzola, classe 1982, è nata a Messina. Laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018) e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Con Questione di Costanza (2019) inaugura una nuova serie di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè.
A Marzo 2021 esce il suo ultimo romanzo questa volta con una nuova protagonista di nome Angelica.

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Recensione: Follia, Patrick McGrath

«Già, l’amore» dissi. «Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?».
Qui Stella fece un’altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: «Se non lo sai non posso spiegartelo».
«Allora non si può definire? Non se ne può parlare? È una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient’altro. Esiste, e basta».
«Queste sono parole, Peter» mormorò Stella.

Perchè?
Durante la lettura di “Follia” mi sono fatta questa domanda più e più volte, senza riuscire a trovare davvero una risposta. Mi sono anche domandata se io potrei mai cadere in un amore del genere – così ossessivo, autodistruttivo e malato – all’apparenza di punto in bianco.
Perché si precipita in questa spirale?
Ci sono persone predisposte o forse è solo la noia a spingere la mente umana a cedere?
Perché la psiche ceda effettivamente a questo tipo di ossessioni è una domanda che molti si sono posti e hanno studiato a fondo la cosa e forse, non mi sono informata al riguardo, non hanno ancora trovato una vera e propria risposta.
La mente umana è “famosa” per essere solita arrendersi a dei colpi di testa (ehm), le pagine di cronaca ne sono piene!
Ma cosa scatta? E perché scatta?
Ansia.
Un altro sentimento che mi viene in mente per tentare di spiegarvi cosa ho provato leggendo questo romanzo. Subito dopo seguono le parole: cupo, amaro, spietato.
E badate bene, in questo contesto specifico non le considero proprio parole negative.
La prima volta che ho sentito parlare di “Follia” stavo passeggiando con una mia amica, in una finta giornata primaverile e Shirin con passione mi ha raccontato la trama e mi ha molto incuriosita, anche se non ero certa di volerlo leggere: qualcosa non mi convinceva.
Tempo una settimana ed il libro era tra le mie mani pronto per essere letto.
Non so ancora dirvi in che senso, se positivo o negativo, ma la prima impressione che ho avuto leggendo i primi capitoli è stata: “Accidenti, ma sei sicura di cosa stai leggendo?”
Non posso dire che sia un brutto libro perché non sarei sincera: non è scritto male, anzi il ritmo è incalzante e vuoi capire che cosa succede, o almeno speri che alla fine qualcuno te lo spieghi.
La lettura ti prende e ti tiene incatenato al racconto pacato, a tratti compassionevole, di Peter Cleave, lo psichiatra che si ritrova ad avere in cura questi due amanti sfortunati.
Un po’ di amaro in bocca me lo ha lasciato.
La trama è ben strutturata, i personaggi sono molto ben caratterizzati – soprattutto Stella – ed alla fine, come descritto nella copertina bisognerà fare una scelta e decidere se la “follia” che caratterizza tutto il romanzo è solo nell’amore vissuto da Edgar e Stella o se è anche in Peter.
A mio parere è solamente nell’amore – sarebbe meglio dire nell’ossessione perché quello che i due provano l’uno per l’altra, per me, non è amore – dei due protagonisti.
Per concludere, lo consiglio perché come romanzo mi è piaciuto ed è un’ottima lettura.
Un viaggio nella testa, nella psiche può essere davvero affascinante, ma anche agghiacciante. Questo romanzo fa anche ragionare e domandare: potrebbe mai capitare a me? E se capitasse, sarei in grado di uscirne?
Un romanzo che fa riflettere sulle proprie debolezze e sulle proprie forze.

Da questo libro è stato tratto anche un film del 2005 “Asylum” diretto da David Mackenzie che non ho ancora visto, ma rimedierò al più presto.


Quarta di copertina: Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

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Dicono dell’autore

Patrick McGrath, scrittore inglese, è nato a Londra nel 1950. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.
A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo. Tra gli altri suoi libri si ricorda: Racconti di follia (La Nave di Teseo, 2020).
Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005.

Recensione a cura di Rossella Zampieri

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Recensione: Il quaderno dell’amore perduto, Valérie Perrin

I vecchi non hanno altro da fare, quindi sanno raccontare il passato meglio di chiunque. Libri e film compresi.
Quel giorno, mi sono resa conto che è sufficiente toccarli, gli anziani, è sufficiente prendere loro la mano perché inizino a raccontare. Come quando si scava un buco nella sabbia asciutta, in riva al mare, e l’acqua risale in superficie.

Probabilmente tutti hanno sentito parlare di Valérie Perrin ed è impossibile non conoscere il suo secondo romanzo: Cambiare l’acqua ai fiori, best-seller assoluto che ha spedito la scrittrice francese sull’olimpo dei migliori scrittori contemporanei.
Grazie a “Radio Libro“, ovvero il passaparola dei lettori, il romanzo ha riscosso un grande successo diventando il libro più venduto nel 2020. E con ragione, aggiungiamo!
Ma non è di questo che vogliamo parlavi oggi, bensì del lavoro precedente della Perrin, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ uscito nel 2015 in patria e nel 2016 in Italia, vincitore di numerosi premi e che è stato però lanciato verso nuovi livelli di vendite (e apprezzamenti) solo dopo che è giunto il successone di ‘Cambiare l’acqua ai fiori’.
Sono entrambi dei romanzi meravigliosi, ma a nostro parere, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ è davvero un capolavoro che solo un acclarato talento, come la Perrin, poteva partorire in esordio.

Il quaderno dell’amore perduto – anche se siamo un po’ titubanti sulla traduzione italiana del titolo perché in francese è ‘Les Oubliés du dimanche‘ e acquista tutto un altro significato leggendo il narrato – è un romanzo delicato e crudele allo stesso tempo.
Fin dalle prime pagine si percepisce il passato ed il presente di una storia che attraversa i giorni e gli anni, una guerra ed il destino, raccontata tramite i ricordi di un’anziana signora e le parole scritte di una ventunenne con il dono di saper ascoltare.

Hélène Hel è nata due volte. Il 20 aprile 1917 a Clarmain, in Borgogna, e il giorno in cui, nel 1933, poco prima dell’estate, ha incontrato Lucien Perrin.


Si percepisce anche il dolore, quel dolore conosciuto solamente da chi sa cosa vuol dire perdere una persona cara, andare alla perenne ricerca del proprio posto nel mondo e finire a sentire solo odore di mare. Sappiamo che può sembrare strano, ma ad un certo punto pare quasi di trovarsi insieme ad Héléne, l’anziana signora di cui dicevamo, sulla spiaggia che tanto ama.
Ci sono libri che oltre ad essere figli dell’amore di chi li ha creati sono qualcosa in più. Sono l’Amore.
Les oubliés du dimanche, è davvero l’amore, dentro però c’è un intero caleidoscopio di emozioni umane: la paura, la gelosia, la nostalgia e il rimorso per citarne qualcuna.

Stasera sono di turno.
E ho nostalgia, nostalgia di ciò che non ho ancora vissuto.


C’è Hélené, la signora anziana che fu una bimba dislessica in un mondo che nemmeno ancora concepiva il concetto di dislessia, si era asini punto e basta; c’è Justine, la giovane assistente di casa di riposo sensibile ma distaccata dal mondo, orfana di genitori e affetti. C’è il cugino fratello Jules, c’è Lucien, c’è Louve e c’è il dottor senza nome e una pletora di fantastici co-protagonisti.
Ma c’è anche una dose di ironia e leggerezza che accarezza come il volo di un gabbiano, magari quello che ci accompagna nel romanzo.

“Oggi come va, Madame Bertrand?”
“Annie è appena morta.”
“Ah. Chi è Annie?”
“Era la mia amica. Quando veniva da me diceva: ‘Offrimi una birretta’. Pensa che ci sarà qualche bistrot nella casa del buon Dio?”
“Se c’è un paradiso, dev’esserci per forza un bistrot.”


Per non far mancare nulla a tutto questo si aggiunge il sapore di un incidente che forse è un delitto. La narrazione, come accade anche in ‘Cambiare l’acqua ai fiori‘, viaggia tra i feedback e i salti temporali fino a dipanare la storia in una architettura narrativa solida ma scorrevole. In questo la Perrin è assoluta maestra. I colpi di scena sono ritmati in maniera da lasciare perennemente in attesa di sapere. Non si può abbandonare la lettura.
La scrittura è precisa, fluida e lirica abbastanza da donare romanticismo senza cadere nel miele e nello strazio.
L’ambientazione è quasi interamente incentrata su un piccolo paese di nome Milly, situato nel bel mezzo della Francia. I cambiamenti che subirà nel tempo della narrazione vengono descritti con poche pennellate efficaci e decise che riescono a illustrare perfettamente quanto accaduto, in buona parte, dei piccoli centri urbani europei. Ma c’è tanto altro prima di giungere al mare dove vola il nostro gabbiano.
Esistono libri che vengono considerati oro e questo romanzo è oro puro. La capacità della Perrin di catturare il lettore sfiora il magico. I personaggi sono descritti meravigliosamente e al termine del libro sembra di abbandonare qualcuno conosciuto di persona.
Questo libro è semplicemente perfetto e aspettiamo con concitazione il terzo libro dell’autrice francese, previsto per aprile in Francia: Trois.
Se non c’è due senza tre sarà senza dubbio un capolavoro anche quello.


Quarta di copertina: La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?


Dicono dell’autrice

Valérie Perrin, classe 1967, è nata a Gueugnon ed è una scrittrice, fotografa e sceneggiatrice francese.
Ha lavorato a lungo come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Ha anche collaborato come fotografa e sceneggiatrice insieme al compagno Claude Lelouch.
Il suo romanzo d’esordio, Il quaderno dell’amore perduto, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 Cambiare l’acqua ai fiori viene pubblicato in Italia da E/O.


Recensione a quattro mani a cura di Rossella Zampieri e Bianca Casale

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Segnalazione: Il filo sottile di Arianna, Lorenzo Sartori

Siamo felicissime di segnalare questo bel romanzo di Lorenzo Sartori, un noir di carattere e pronto a prendervi. Lo abbiamo letto e siamo certe che non vi deluderà.
C’è un buon motivo se è il romanzo vincitore del premio NebbiaGialla per romanzi inediti nel 2020. Esce oggi e lo trovate in tutte le librerie, su bookdealer su tutti i maggiori store online: Amazon, Mondadori…

Casa Editrice: Laurana Editore | Prezzo: € 16,90 | Data di pubblicazione: 25 Febbraio 2021



Quarta di copertina: Da tre anni Andrea Basilio, ex ispettore di polizia, porta avanti la A&B Investigazioni. Tre anni senza grandi emozioni, tre anni a inseguire mariti e mogli infedeli e debitori in fuga. Ma tutto è destinato a cambiare quando un venerdì pomeriggio si presenta in agenzia l’avvenente Arianna Fanelli, giovane amante di uno degli uomini più in vista di Milano. Il ricco imprenditore è misteriosamente sparito la sera prima durante una cena romantica. Attratto più dalla cliente che dal caso e con la figlia preadolescente Camilla tra i piedi, Basilio si ritrova a indagare fra giri di escort, gallerie d’arte, conti cifrati e un vecchio cold case riconducibile all’imprenditore scomparso.


Dicono dell’autore


Lorenzo Sartori vive tra Crema e Milano. Giornalista pubblicista, scrittore, autore di giochi di simulazione, si occupa di organizzazione di eventi ed è direttore artistico del festival letterario Inchiostro e della rassegna DeGenere. La sua opera spazia dalla fantascienza al thriller. Il filo sottile di Arianna, vincitore del premio NebbiaGialla 2020, è il primo romanzo pubblicato con Laurana Editore.

Pubblicato in: #recensione, Romanzo

Recensione: Backstage, Erika Vanzin

“Ringrazio PromozioneRomanzi per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo.”

Quando il destino ti mette davanti l’occasione della tua vita, non puoi assolutamente perdere il biglietto di quel treno, una volta perso non passa più. Ne passeranno altri, certo, ma non saranno lo stesso treno.
Questo è quello che succede ad entrambi i protagonisti di Backstage: Lilly e Damian. Il treno non lo perdono, anzi ci salgono in corsa, senza pensare alle conseguenze.
Dopotutto, per due persone come loro l’amore è proprio quel treno che viaggia a grande velocità e che li travolge completamente.
Lilliane Jenkins suona il basso ed è davvero un portento nel farlo, ama fare musica e la sua band i Red Velvet Curtains è composta da tre idioti dal cuore d’oro che lei adora: Luke, Martin e Taylor. Lilly ha delle ferite che non riescono del tutto a guarire nel suo cuore da ventenne ed anche un problema serio con il suo aspetto, nonostante non ce ne sarebbe bisogno.
Damian Jones è la rockstar. Il dio del rock, del sesso, di qualsiasi cosa vi venga in mente. Ricco, bello, dotato di una voce che ti manda all’altro mondo ed un corpo che promette notti indimenticabili. Damian è il frontman dei Jailbirds, gruppo musicale che ha raggiunto il successo planetario. La famiglia di Damian è composta principalmente da Thomas, Michael e Simon ( NdA. Non dimenticatevi dei loro nomi!) gli altri componenti del gruppo e si sono promessi di proteggersi a vicenda, sempre.
Voi credete nell’anima gemella?
A noi piace credere di sì, per questo il fato mette sulla strada di Damian la bella e combattiva Lilly e viceversa. Perché due persone massacrate dal passato possano trovarsi, imparare ad amarsi – tra alti e bassi – vivere il presente e sperare nel futuro.

Quindi, galeotta una serata brava, un concorso indetto da una casa discografica ed un tour, veniamo catapultati in questa vita on the road a colpi di concerti, di notorietà (fin troppa, a detta di Lilly), di sguardi e di desiderio.
La speranza di emergere, il sogno di fare della musica il proprio lavoro, ma anche desiderio di lasciarsi andare del tutto completamente.
Di andare a fuoco. Ed è proprio quello che Damian e Lilly faranno: arderanno – come fiamme – fino a consumarsi, per poi risorgere… insieme.

Ho concluso da poco il romanzo di Erika Vanzin e ne sono rimasta soddisfatta. Mi ha accompagnato in una settimana in cui non sapevo proprio cosa leggere. A voi capita mai? Arrivi ad un bivio e non sai cosa leggere e poi ti capita sottomano proprio il romanzo che ti prende e ti fa ritornare sulla retta via della lettura.

Ecco, con Backstage è capitato proprio questo particolare fenomeno del lettore.
La scrittura è fluida, la lettura è scorrevole ed in un batter d’occhio ti ritrovi alla fine del romanzo e ne vuoi sapere anche di più su questi due disgraziati che ti hanno fatto tribolare per esattamente quattro ore e mezza. Alla fine ne senti anche un po’ la mancanza. I personaggi secondari – che poi tanto secondari non sono – sono caratterizzati in maniera ottima, così come gli stessi protagonisti.
Un po’ soffri con loro, un po’ esulti per loro e con loro.
Arriverete alla fine che ne chiederete di più.
E a proposito di volerne di più… sarete accontentati!
Più in basso troverete la trama del nuovo romanzo “Paparazzi” che segue le vicende di Thomas Simons e di Iris!
L’autrice ci fa inoltre sapere che il terzo romanzo della serie Rodies il cui protagonista è Michael Wright sarà disponibile nei primi mesi del 2021, quindi… direi che siamo, no?
Sbrigatevi a leggere i due romanzi precedenti e non rimanete indietro: i Jailbirds vi aspettano!

a cura di Rossella Zampieri


Rodies Series #1

Quarta di copertina:

«Solo una pazza non strapperebbe volentieri i vestiti di dosso a tutto quel ben di Dio, ma non per questo
non gli pianterei un pugno in faccia quando fa lo stronzo.»

Lilly è una bassista emergente che sogna di arrivare in cima alle classi che di tutto il mondo assieme alla
sua band. Salire su un palco e suonare la sua musica è tutto ciò che desidera fare nella vita. C’è un’unica cosa che la frena a tal punto da sperare che il suo sogno non si avveri mai: soccombere alla pressione
mediatica che deriva dalla popolarità. Damian è il cantante leader della rock band più famosa al
mondo. Lui èabituato a stare in cima alle classi che e al centro dell’attenzione, sembra nato per essere inseguito dal gossip. Ha un unico scopo nella vita: continuare a vivere immerso nella fama per non tornare alla sua vita precedente. Damian accetta di stare sotto i riflettori, Lilly li evita scomparendo nell’anonimato. Lui non è disposto a rinunciare al suo attico a Manhattan, lei è preparata a dividere il microscopico appartamento di Brooklyn con i suoi genitori. Le loro vite sono totalmente incompatibili, ma c’è un unico problema: dovranno condividere mesi di tour con le loro rispettive band.

Sito Web Rodies Series
Lo trovate su Amazon


Dicono dell’autrice

Erika Vanzin, classe 1979, nasce nella patria del prosecco, nello specifico a Valdobbiadene (Treviso).
All’età di otto anni Erika ha chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere. Quello è stato il momento in cui i suoi genitori, alquanto sorpresi, si sono resi conto che non era come tutti gli altri bambini. Comunque, quel Natale ha ricevuto la sua prima pesante, professionale e nuovissima “Olivetti Lettera 35”. È stato amore a prima vista. Ha cominciato immediatamente a scrivere alcune parole che ben presto sono diventate la sua prima storia breve. Con il passare del tempo ha comprato un computer molto più efficiente ma, quella macchina da scrivere, avrà sempre un posto speciale nel suo cuore: è stata il suo primo amore.
Erika è nata il 6 dicembre 1979 a Valdobbiadene in provincia di Treviso, un piccolo paese ai piedi delle Prealpi. Entrambi i suoi genitori sono nati e cresciuti nella stessa frazione dove tutt’ora risiedono. Erika ha vissuto con loro fino all’età di diciotto anni quando si è trasferita a Padova per frequentare l’università. Dopo la laurea non è tornata a Valdobbiadene ma ha seguito il suo cuore e ha viaggiato in giro per il mondo, vivendo a Los Angeles, Vancouver e Londra e visitando parte del Nord America e dell’Europa.
Suo fratello, Nicola, è nato quando lei aveva cinque anni e, alcuni mesi prima che nascesse, aveva già cominciato il primo anno alla scuola elementare Nicolò Bocassino. Proprio in questa scuola ha incontrato l’insegnante che le ha fatto amare ancora di più la scrittura, i libri e lo studio in genere. Quello è stato l’incontro determinante che l’ha fatta diventare quella che è oggi perché è stata la prima persona, al di fuori della famiglia, a incoraggiare la sua creatività e il suo amore per i libri.

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Se siete appassionati degli intrecci tra i vari personaggi, questa serie fa per voi! Vi aggiungo questo “plus” perché oltre a Backstage è disponibile dal 17 dicembre 2020 anche Paparazzi! Qui di seguito trama e link per l’acquisto!

Quarta di copertina: Cercare di sopravvivere in una città come New York, nella costosissima Manhattan, non è sempre facile. Lo sa bene Iris che, per cercare di sbarcare il lunario, si destreggia tra gestire un blog che parla di musica, fare la ghostwriter, scrivere manuali per aziende e scattare foto alle celebrità.Thomas è il batterista dei Jailbirds, vive in un appartamento lussuoso di Manhattan, fa un lavoro che ama e non ha problemi a togliersi sfizi costosi. È una persona che è sempre pronta ad aiutare chi è in difficoltà ma non sopporta chi vive gettando fango sugli altri, come i giornali di gossip e i paparazzi.Thomas vorrebbe poter salvare tutte le persone che ama usando i suoi soldi, Iris si accontenta di riuscire a non indebitarsi troppo.Lui vive da solo in un appartamento con cinque stanze da letto, lei divide l’unico vano, che serve da cucina e camera, con il suo gatto.Thomas odia i paparazzi, Iris lo fa di lavoro.Iris e Thomas vivono agli estremi opposti della scala sociale di Manhattan ma frequentano gli stessi ambienti e le gli stessi eventi: il batterista dal lato scintillante e patinato delle transenne, il paparazzo da dietro l’obiettivo rubando scatti della vita privata delle celebrità.“Paparazzi” è il secondo libro della Roadies Series ed è autoconclusivo. Può essere letto anche senza aver letto Backstage, ma all’interno ci sono alcuni spoiler sul primo libro.

Lo trovate su Amazon

Pubblicato in: Anteprima, Narrativa contemporanea, Romanzo

‘Tre’: il nuovo romanzo di Valérie Perrin in libreria dal 28 giugno 2021

Valérie Perrin, scrittrice acclamata, autrice di Cambiare l’acqua ai fiori e Il quaderno dell’amore perduto, torna in libreria. In uscita il primo aprile, per Albin Michel Edizioni, Trois (ironia della sorte, il suo terzo romanzo). Il romanzo ripercorrerà la vita, dall’infanzia all’età adulta, di tre inseparabili amici che per circostanze misteriose finiranno invece per separarsi. L’edizione italiana è curata dalla casa editrice Edizioni E/O, uscirà il 28 giugno ed il prezzo sarà di € 19,50!

Quarta di copertina:

«Mi chiamo Virginie. Di Nina, Adrien ed Étienne, oggi Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre.»

1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai.
2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?
Valérie Perrin ha il dono di cogliere la profondità insospettata delle cose della vita. Seguendo il filo di una vicenda struggente e implacabile, l’autrice ci trascina al cuore dell’adolescenza, del tempo che passa e separa.
Trent’anni di vita, tre esistenze che verranno esplorate con uno sguardo più ampio ai decenni che attraverseranno: gli anni ’80, ’90, 2000.

“Quello che volevo esplorare in questo terzo libro – ha dichiarato l’autrice – è l’amicizia. Perché può cadere a pezzi, perché ci perdiamo di vista? Cosa rende possibile incontrarsi di nuovo e perché? 


Dicono dell’autrice.



Valérie Perrin, classe 1967, è una scrittrice, fotografa e sceneggiatrice francese. Il suo primo romanzo è Il quaderno dell’amore perduto (Editrice Nord) vincitore del Read Elire e Poulet-Malassis nel 2016. Il suo secondo romanzo, Cambiare l’acqua ai fiori (Edizioni E/O), è stato Premio dei lettori del Pocket Book e premio Maisons de la Presse nel 2018. Ha venduto più di 800.000 copie in Francia, classificandosi fra i più venduti in Italia nel 2020.

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‘Tutte le volte che ho scritto ti amo’ di Jenny Han diventano tre film su Netflix

Come tutti ben sappiamo oggi si festeggia la festa degli innamorati ed in occasione di questa ricorrenza cuoriciosa ( se si può dire petaloso…) Netflix continua imperterrito a non sbagliare un colpo.
Il 12 Febbraio è stato messo a disposizione degli utenti l’ultimo capitolo della trilogia cinematografica di ” Tutte le volte che ho scritto ti amo” basato sulla serie di romanzi contemporary romance YA di Jenny Han.

La trilogia da cui è tratta è composta da tre libri:

  • Tutte le volte che ho scritto ti amo (2014)
  • P. S. Ti amo ancora (2015)
  • Tua per sempre, Lara Jean (2017)

Non abbiamo letto i libri, ma dopo aver visto la versione sullo schermo, ci siamo decise a dare una possibilità a questi romanzi. Sono state segnalate comunque, come capita spesso, alcune differenze nella trasposizione, nonostante ciò i fans hanno approvato a pieni voti il lavoro di Sofia Alvarez e Katie Lovejoy che si sono occupate della sceneggiatura.



Tutte le volte che ho scritto ti amo




Quarta di copertina: Lara Jean tiene le sue lettere d’amore in una cappelliera. Non sono le lettere d’amore che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto una per ogni ragazzo di cui si è innamorata, cinque in tutto. L’ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico nonché, purtroppo, il ragazzo di sua sorella. Quando scrive, Lara Jean mette tutto il suo cuore sulla carta, raccontando cose che non si sognerebbe mai di dire ad alta voce. Eppure, un giorno, scopre che tutte le sue lettere d’amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.

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Ps. ti amo ancora




Quarta di copertina: Lara Jean non si aspettava di innamorarsi davvero di Peter. All’inizio era solo una recita per far ingelosire qualcun altro. E invece, alla fine, quello che fingevano di provare si è trasformato in una storia d’amore. Una storia vera, di quelle che possono spezzare il cuore. Naturalmente Lara Jean pensa che sarà lei a farsi male, che un giorno Peter tornerà con la sua ex. Poi però un ragazzo proveniente dal passato arriva a scombussolare le sue certezze. Una ragazza può amare due ragazzi? A volte innamorarsi è la parte più semplice dell’amore.

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Tua per sempre, Lara Jean




Quarta di copertina: Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. È perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro. Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?

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Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: Un tè a Chaverton House, Alessia Gazzola

Casa Editrice: Garzanti | Prezzo: € 16,40 | Data di pubblicazione: 18 marzo 2021

C’è una super novità!

Torna il Libreria Alessia Gazzola con un nuovo romanzo!
Non si sa ancora niente di questo nuovo progetto. L’autrice ha mandato in visibilio i fans pubblicando un post sulla sua pagina Facebook dove annuncia la data di pubblicazione e il nome della protagonista che ci accompagnerà in una nuova avventura.
Dopo Alice, Costanza, Lena e Emma è il turno di Angelica. Dove ci porterà?

Finalmente abbiamo una trama! Eccola qui tutta per voi!

Quarta di copertina:
Un’antica dimora inglese in cui tutto può accadere.

Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi.

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Pubblicato in: Anteprima, Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni

Anticipazione: La primavera perfetta di Enrico Brizzi

Chi segue le pagine social dell’autore sa che da qualche tempo si parla di questo suo nuovo lavoro. Ma finalmente sappiamo un po’ di più.

Intanto c’è l’editore (HarperCollins), c’è la data di uscita (08 Aprile 2021) e c’è anche una descrizione:

Luca Fanti è un uomo adulto. E della vita adulta ha tutti i vantaggi, un buon lavoro, una buona situazione economica, una moglie, una figlia, un figlio, genitori presenti e che gli vogliono bene. La fortuna gli è stata amica: quando non aveva ancora trent’anni, suo fratello minore è diventato uno dei più grandi campioni di ciclismo al mondo e Luca ha potuto lasciare un precario impiego da pubblicitario per lavorare come manager per lui. Ma con la fortuna può venire la sicurezza in sé, e con (troppa) sicurezza si possono commettere errori. Un’amante, poi un’altra, qualche serata troppo alcolica, qualche droga per tenersi su e divertirsi un po’. E agli errori seguono le conseguenze. Una terribile causa di separazione, il giudizio severo su di lui da parte di amici e famiglia, dei figli, addirittura. Ma se la vita di Luca comincia ad andare a rotoli per fortuna Olli è il campione di sempre, anche se gli anni passano e c’è da rinegoziare il contratto…


Analizzando la descrizione vediamo subito emergere alcune colonne portanti della scrittura di Brizzi. Il ciclismo, per esempio.
Da poco è uscito Buone notizie dal Vecchio Mondo. Viaggio a due ruote lungo il Danubio e ricordiamo anche il suo In piedi sui pedali. Questo suo nuovo però ricade nella categoria “romanzo” e non possiamo che esserne molto felici.
Già nel suo primo, e famosissimo, romanzo il vecchio Alex pedalava come un Girardengo per i colli bolognesi. Vedremo in questo nuovo romanzo cosa emergerà.
E c’è anche, notiamo subito, il conflitto, le prove, quel genere di sfida che viene messa davanti alle persone. Sfide che Brizzi aveva già descritto in tante versione in tanti modi e in tanti romanzi.
Mai troppi però.
Vediamo questo Luca Fanti cosa combinerà, siamo tornati ad un protagonista adulto dopo la parentesi “giovanile” di Tu che sei di me la miglior parte, uscito nel 2018.
E siamo anche usciti dalla vena investigativa dei libri della serie “Eva Bauer” della quale è appena uscito il volume Il caso Fellini.
Forse il Fanti potrebbe ricordare il Ripamonti di Contento te contenti tutti?
Attendiamo impazienti l’otto di aprile per leggere questo nuovo lavoro di uno dei migliori autori italiani.