“Lessonpod: Pillole di Cultura!”, uno dei dieci podcast più ascoltati del 2020, diventa un libro edito da Federighi Editori a cura di Enrico Covili, Daniela De Marchi, Elena Decorato e Armando Torri, le menti del podcast. “Lessonpod: Pillole di Cultura!” si inserisce pienamente nella filosofia della casa editrice Federighi Editori, che ha fatto del suo motto “imparare giocando” un tratto distintivo. Il libro, infatti, propone “la cura LessonPod”: ventuno pillole per imparare o ripassare in maniera semplice e divertente le vite di alcuni personaggi del passato, come Cleopatra e Giovanna d’Arco, o gli avvenimenti principali della cultura generale, tra cui la Crisi del 29 e la Grande Depressione spaziando fino alla nascita della televisione italiana. Il volume riprende la struttura a episodi del podcast: una raccolta veloce e divertente che in pochi minuti permetterà al lettore di immergersi nella storia e nella letteratura. Ogni racconto inoltre avrà un collegamento diretto alle pillole audio del podcast grazie a un Qr Code, che consentirà di accedere alla puntata corrispondente dal proprio smartphone.
Assediata dal più potente esercito del continente, la città di Amanastre invoca l’insperato aiuto del suo antico custode. L’ultima speranza dei popoli rimane legata a doppio filo al tesoro celato nei secoli. La caccia alle ombre ha inizio. Forte di una nuova determinazione, Cora, con l’aiuto di Meyane e Gherial, partono per una ricerca serrata contro un nemico sfuggente e meschino, tra foreste minacciose, valli dimenticate e deserti mortali.
Nuove storie si diramano davanti agli occhi dei giovani di Lud, mondi lontani attendono di essere liberati e il destino del mondo è tenuto stretto tra le loro mani.
1. A detta della signora Flint dovevano trovarsi un lavoretto estivo. E ufficialmente era proprio questa la loro intenzione. Come se Aran e Cora avessero potuto anche solo immaginare di rubare una collana, coinvolgere il povero Fez e attraversare il continente. Tutto questo per assistere al più grande evento degli ultimi anni. Ma loro avevano deciso di mettere la testa a posto, lo avevano detto chiaramente e soltanto i malpensanti avrebbero potuto supporre il contrario. I malpensanti… ed Elidana. Perché lei ha sempre qualcosa da ridire.
II. Sono passati anni dalla loro separazione. Ma il rimorso, la paura, la colpa, sentimenti che fanno ormai parte del passato. Sentieri pieni d’insidie attendono di essere calpestati. Il tempo della fuga è terminato, adesso è il momento di riprendere in mano il proprio destino. Riparte da qui l’avventura di Cora e dei suoi amici. Ma, ricorda, non tutto è come sembra, non tutto è come viene raccontato e loro, faranno bene a tenerlo a mente.
III. Le ombre si sono mosse, gli equilibri del continente si sono incrinati. Una voce trasportata dai venti del nord porta con sé l’eco del cambiamento, ma è nel passato che Cora dovrà trovare risposte, un passato che affonda le mani nell’origine delle sue sventure. Nel deserto, intanto, Sabbia brama vendetta, un desiderio che lo spingerà verso un destino a cui non era preparato. Tra antichi misteri ed eredità riscoperte, il giro di boa è a un passo. Numerose verità verranno a galla e districheranno la matassa di incertezze che ha accompagnato i personaggi durante la loro avventura.
Editore: LINEA Edizioni | Prezzo: € 15,00 | Data di pubblicazione: 22 novembre 2021
Passaggi di proprietà, ovvero Storia di un quadro. Il tracciato narrativo del romanzo attraversa un ampio lasso cronologico, dalla genesi di un’opera pittorica, – un’Annunciazione eseguita nel primo Cinquecento da un artista della Maniera, – alle peregrinazioni del dipinto nel corso del tempo, per l’appunto i relativi passaggi di proprietà. Le vicende pertengono a furti, recuperi, restauri, vendite. Ascese e cadute in disgrazia, affermazioni e contraddittorie negazioni delle stesse, ispirazione creativa e prosaica mercificazione, unità sociali al collasso e derive morali costituiscono il contesto nel quale operano i numerosi personaggi. Artisti, avventurieri, mecenati, collezionisti, restauratori e nuovi acquirenti sono i protagonisti degli episodi concatenati tra loro grazie a una prospettiva mutevole ma coerente per ironia e cinica irriverenza. Il principio di adesione al contesto storico, che va dal XVI secolo all’età contemporanea, fino a una distopica dimensione futura, costituisce il tenace legame di originalità del testo. Le variazioni del registro linguistico, che si adegua alle civiltà di riferimento, contribuiscono a rendere fluidi i paradigmi entro i quali catalogare l’opera. Convivono infatti i caratteri propri del romanzo storico, di formazione e introspettivo, coniugati con ritmi letterari più serrati e contemporanei.
Salvatore Enrico Anselmi, docente, storico e critico d’arte, ha collaborato con il Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma (Atlante del Barocco in Italia, Roma 2014) e ha tenuto corsi di Storia dell’arte moderna presso alcuni atenei italiani. Suoi contributi sono apparsi in riviste e atti di convegno. Alle attività di ricerca, incentrate sulle vicende di committenza nobiliare di età moderna in area centro-italiana, affi anca la scrittura con particolare dedizione per la narrativa d’introspezione. Il suo romanzo d’esordio, Exitus (Roma 2019), è stato segnalato dalla Società Dante Alighieri e inserito tra le opere in concorso al Premio Mastercard 2020. Alcuni suoi racconti e testi poetici sono stati pubblicati in Rapsodia. A magazine of art and literature e in Critica Impura. Ha curato la rubrica “Marginalia” per Yawp: giornale di letterature e fi losofi e. Ha preso parte all’edizione 2021 della Fiera Italiana dello Scrittore e al Concorso Caffè letterario Moak attestandosi tra i vincitori. Pubblica racconti e poesie sul suo sito.
Belvedere in Chianti, piccolo borgo sulle colline toscane, dove abbondano ulivi e vigne ma di scapoli nemmeno l’ombra, è in fermento: Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa, amica d’infanzia di entrambi i giovani, con i quali passava tutte le estati alla tenuta, dove ora vive e si occupa con passione della vigna e della produzione del vino. Mentre tutte le ragazze di Belvedere si contendono i due appetitosi single, Elisa cerca di capire cosa ne sarà della tenuta, dato che Charles e Michael sembrano arrivati in Toscana con intenzioni poco chiare. Sono passati molti anni da quando lei e Michael erano compagni di giochi, la vita li ha cambiati e molti segreti si sono annidati tra le pieghe del tempo, che però sono sempre più difficili da nascondere. Possibile che due amici affiatati come loro possano ritrovarsi nemici? E se tra bicchieri di Chianti, scorpacciate di pappardelle e molti malintesi Elisa e Michael finissero a fare i conti con sentimenti tanto forti quanto imprevisti e forse impossibili da reprimere? A Belvedere, terra di pettegolezzi, tutti vogliono sapere…
Chi è l’autrice.
Felicia Kingsley, emiliana DOC nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con la casa editrice Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. Stronze si nasce, Una Cenerentola a Manhattan e Due cuori in affitto sono stati nella classifica dei bestseller per settimane. La Newton Compton ha pubblicato anche La verità è che non ti odio abbastanza e ad Aprile 2020 la novella Appuntamento in terrazzo.
Book Jumpers (Die Buchspringer) di Mechthild Gläser, Giunti, pag. 352, euro 12 Amy Lennox ha lasciato la Germania per passare le vacanze sull’isola scozzese dove è nata, e dove ancora vive sua nonna, nel castello di famiglia. Nonostante le proteste della madre di Amy la nonna rivela alla ragazza che alla loro e a un’altra famiglia, la famiglia Macalister, nel castello vicino è affidato un compito molto importante da secoli, ovvero impegnarsi a proteggere la letteratura. Per poterlo fare, sono dotati dall’età di cinque anni a quella di venticinque della capacità di ‘saltare’ dentro ai libri per controllare che tutto si svolga per il verso giusto, con l’obbligo di non interferire con le trame. È così che Amy conosce Will e Betsy, eredi dell’altra famiglia, e subito dimostra un gran talento nel rapporto con i libri. La trama è intervallata da frammenti di una fiaba bruciata per sbaglio secoli prima, i cui personaggi (una principessa, un cavaliere e due cortigiani), usciti dal mondo letterario, vivono tra gli uomini. Il cavaliere e i due cortigiani insegnano vestiti da monaci le regole per i nuovi eredi, mentre la principessa è scomparsa. Verso la metà del romanzo iniziano i problemi, perché un misterioso ladro ha cominciato a rubare le idee che contraddistinguevano dieci libri, così comincia la ricerca, che non impiega molto per volgere alla soluzione.
Mechthild Gläser (Essen, 1986) è una scrittrice tedesca di letteratura fantasy. Ha studiato Politica, Storia ed Economia; vive nella regione della Ruhr. Le piace inventare storie e ha presto iniziato a scriverle, il suo romanzo, Book Jumpers, ha catturato in pochissimo tempo l’attenzione del web e ha esaurito, in soli tre mesi, le prime due tirature, divenendo in Germania un immediato best seller. Nel 2013 è stata premiata con il Premio Seraph nella categoria esordienti per il suo primo romanzo Stadt aus Trug und Schatten.
La recensione [a cura di Bianca Casale] Le premesse erano davvero delle migliori, idea di base sogno di ogni lettore che si rispetti: entrare e uscire a piacimento dal mondo letterario. Poi però arriva la dura realtà, l’enorme potenzialità di questo romanzo si scontra con una narrazione carente e una caratterizzazione dei personaggi a volte davvero ai limiti del cliché paradossale. Tutti gli adulti in questo volume sono degli incapaci e si barcamenano in maniera egoistica tra l’abbandono dei figli e l’idiozia più assoluta. Ma non è tutto da buttare, sia inteso. Sarebbe soltanto da riscrivere da capo tenendo il plot e buttando tutto il resto. Anche l’ambientazione, una romantica isola scozzese, risulta uno sfondo poco definito e manca completamente della presenza che ci si aspetterebbe da una natura così forte e aspra come quella del nord della Scozia. Lo spunto Montecchi vs. Capuleti, alias la secolare rivalità delle due famiglie a cui appartengono i due rampolli protagonista e co-protagonista è sviluppato a livello scuola dell’infanzia. Si tratta di un romanzo definito YA ma la situazione in realtà è che, forse, risulta adatto a ragazzi delle medie, a prova di questo l’editore Giunti lo consiglia per età di riferimento 12 anni. Tralasciando l’estrema prevedibilità della storiella amorosa tra i due suddetti rampolli, priva di qualunque pathos e tensione, rimane solo l’intreccio che in effetti scorre velocemente e fa giungere alla fine in pochissimo tempo. Risultato complessivo raffazzonato e poco soddisfacente, lascia con la sensazione che manchi qualcosa ed è un vero peccato perché sarebbe stato un grandissimo romanzo d’avventura se si fosse spinto un po’ di più sulla prosa e sulla costruzione di personaggi e ambientazione. Speriamo che nei successivi romanzi la Glaser sia maturata in tal senso. Immediatamente si fa il paragone con ‘Il caso Jane Eyre‘ di Jasper Fforde dove però vi era il filo portante dell’ironia oltre a una concordanza nella trama che qui manca del tutto. Ma, dobbiamo dirlo, non era un romanzo definito per ragazzi quindi in effetti il paragone regge solo fino ad un certo punto: salti nel mondo letterario. Riassumendo: per noi Book Jumpers è un’occasione sprecata quasi del tutto se letto da un pubblico adulto ma sicuramente godibile per ragazzi tra i 10 e i 15 anni.
Autore: Alessandro Ghebreigziabiher Editore: NEM Collana: Le falene Anno edizione: 2021 In commercio dal: 20 dicembre 2021 Pagine: 276 p., Rilegato Prezzo: 18 euro
Dove si cela il corto circuito che mi sfugge? Amore per la letteratura, vuol dire prima di tutto amore, cribbio. E amore comporta passione cieca, priva di logica e sentenze, inarrestabile attrazione fisica e vocazione ineludibile a sacrificare anche la propria vita per l’oggetto amato. Per tutto ciò che quest’ultimo rappresenta. In altre parole, tutta la letteratura. Senza esclusione di genere o forma, senza distinzione di gusto o per collocazione in una personale scala di valori. Non ci sono classifiche di vendita o recensioni auliche a far da criterio, in amore. Non dici che preferisci gli occhi di tuo marito perché la scorsa settimana hanno vinto lo Strega o le sue mani perché sono state recensite sul Corriere dal critico più stimato dai critici che a loro volta sono stimati da lui, e così via stimando. Ami lui, ami tutto, dalla punta dei capelli, lindi e profumati o sporchi dopo un’intera giornata in miniera, sino a quella dei piedi, freschi di lavanda o penalizzati dal medesimo estenuante turno di lavoro a spalare carbone. Perché in ogni istante che vi ha divisi non vedevi l’ora di riabbracciarlo stretto al petto, punto, senza se e senza ma, perché questo vuol dire il punto, dopo io amo.
Agata Toccaceli ama visceralmente i libri. Cresciuta nel piccolo paese di Montenevo, decide di non proseguire nella gestione della panetteria di famiglia e di avventurarsi nella grande città per realizzare il suo sogno: aprire una libreria. Una volta laureata, la ragazza affitta, come sede della sua libreria, il negozio di frutteria di Abubakar (Abu per tutti), un giovane originario del Bangladesh. I due diventano anche amici e Agata assume Abu come commesso nella nuova libreria il cui nome (Libri con le orecchie) è un omaggio a un dettaglio inconfondibile del volto di Agata che l’interessata non fa nulla per nascondere. La strada verso la realizzazione del sogno è piuttosto in salita, principalmente a causa delle difficoltà che incontrano tutte le librerie… piccole o grandi. Il dilemma che assilla Agata è il seguente: perché nel nostro Paese così tanta gente non legge libri? Cercando di risolvere l’atavico dilemma insieme ai suoi compagni di viaggio, Agata vivrà un’avventura emozionante tra libri e persone straordinarie in cui troverà finalmente la sua vera strada.
Alessandro Ghebreigziabiher è nato a Napoli nel 1968 da padre eritreo e madre italiana. È scrittore, narratore, drammaturgo, attore e regista teatrale. Per saperne di più: SITO UFFICIALE
Le officine S. sono la nuova identità del complesso che ormai da tempo languiva in una sorta di limbo tra uso promiscuo e abbandono commerciale. Adesso sono molte le aperture e i presupposti sono ottimi per la nuova rinascita di questo luogo che fa parte della storia operaia e industriale torinese. Le furono Officine Savigliano risalgono infatti ai primi anni del Novecento e hanno segnato il destino di tutta l’area nord di Torino producendo treni e carpenteria metallica, la manica in cui ad oggi è ospitata la galleria commerciale risale al 1917 e il progetto di rifunzionalizzazione (avvenuto a cavallo tra 2000 e 2009) ha mantenuto il carattere industriale dell’edificio inserendo però gli adeguati spazi per i locali commerciali.
Ed è in questo contesto che si inserisce ‘Ma bookstore’: prende il nome un ideogramma giapponese, che è possibile leggere come “spazio vuoto tra due elementi strutturali”. In oriente però, il MA indica il momento in cui riposare la mente, cercando di lasciare lo stress e trovare l’armonia interiore. E in questo tono anche l’arredo, legno chiaro e piante verdi. Un bonsai all’ingresso e poi un piccola buvette e tanti scaffali di comoda consultazione con illuminazione diffusa ma non invasiva. La coordinatrice è una giovane donna con esperienza svolta nelle librerie di Napoli. “Ma” infatti è la prima libreria in Italia che nasce dalla costola della partenopea Mooks. La prima ma non certo ultima visto che entro il 2022 vi saranno altre aperture nelle più grandi città italiane e la previsione è arrivare a 30 entro il 2024. Il punto vendita di Torino è l’apripista e ne siamo molto felici. La domanda, ok sì siamo criticone, ovviamente viene subito a galla: è una libreria di catena? A chi fa capo? E la risposta ovviamente è a Mondadori retail, of course, resta però una nuova libreria di 180 metri quadrati e tanto per ora ci basta.
Torino è casa nostra, la sede del salone del libro ed è anche una bella casa per libri, librai e lettori. “Ma bookstore” strizza l’occhio ai giovani e all’aspetto green ed ecosostenibile ma non disdegna certo di avere oltre 30mila titoli e di far lavorare personale over 50, la squadra della libreria pensa a workshop, concorsi, incontri per rendere la libreria un luogo vivo e attivo. E noi del bistrot ci saremo senz’altro. Intanto oggi abbiamo effettuato un piccolo giro con acquisto per saggiare il terreno. L’organizzazione interna è perfetta per non lasciare a bocca asciutta nessuno, compresi i lettori di manga e graphic novel. Una bella porzione è dedicata ai bambini e ai giovani lettori. I volumi sono disposti in maniera ariosa senza affastellamenti e il percorso interno è luminoso e affacciato con grandi vetrine sul Parco Dora. Per ora promossa a pieni voti saremo felici di continuare i nostri test nel corso di prossime visite, magari in occasioni di incontri o workshop.
MA BOOKSTORE CORSO MORTARA 24 lunedì – domenica / 10.00 – 20.00
Reduci dalla visione del quarto capitolo della saga di Matrix (Matrix Resurrections, uscito da poco in Italia) torna a galla la curiosità di sapere: da dove è nata l’idea di Matrix?
A cavallo tra cyberpunk e fantascienza, Matrix si basa su un’idea di fondo: niente è reale, tutto è creato in maniera fittizia dalle ‘macchine’ per tenere buoni gli esseri umani e fargli produrre tanta bella energia che le suddette macchine utilizzano per il loro sostentamento. Poi la trama è ben più complicata di così, c’è di mezzo un eletto e un bel po’ di altre cosette interessanti, ma restiamo fermi sulle fondamenta del mondo matrice: da dove viene questa idea? Quali le fonti di ispirazione? In particolare, ci chiediamo: quali libri hanno ispirato Matrix?
L’ispirazione primaria arriva indubbiamente dall’antichità, in particolare dal Mito della Caverna di Platone. La trama del film iniziale delle Wachowski potrebbe davvero sembrare una versione moderna e fantascientifica del celebre mito classico. Andiamo avanti. Nella scena iniziale del primo film il protagonista, ancora nei panni di Thomas Anderson, vende un disco contenente un software pirata pescandolo da una scatola a forma di libro sulla cui copertina, se vi soffermate a osservare, potete leggere ‘Simulacra and simulations’.
Si tratta di ‘Simulacri e Impostura‘ di Jean Baudrillard, famoso libro del sociologo e filosofo francese di cui i registi imposero a tutto il cast la lettura. Una ispirazione dichiarata apertamente e mostrata come una sorta di Easter egg all’interno del film.
Qualche passo ancora e troviamo che durante la pellicola sono frequenti i richiami ad Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Altro spunto dichiarato.
Oltre a queste fonti palesi si possono vedere abbastanza chiaramente riflessi dell’immaginario dello scrittore Philip K. Dick, a quello di Franz Kafka, ma anche ai racconti di Asimov e a 1984 di Orwell.
Prendiamo ad esempioPhilip Dickche nel 1953 ebbe un’intuizione che ci ricorda qualcosa: nel racconto ‘Il mondo in una bolla’, all’interno del quale si costruiscono mondi subatomici fintanto che non ci si accorge che lo stesso mondo in cui si vive non è altro che la creazione subatomica di un universo più grande. Sempre Dick nel 1977 partecipò ad una convention di fantascienza a Metz, in Francia, e tenne un discorso intitolato “Se trovi questo mondo brutto, dovresti vedere alcuni degli altri”.
Lo scrittore di fantascienza americano Daniel F. Galouye nel 1964 scrisse ‘Simulacron 3‘, il primo romanzo dove i personaggi vivono le loro esistenze in un mondo simulato e non ne sono consapevoli. La trama che si sviluppa è molto diversa da quella di Matrix, ma il concetto di fondo è lo stesso.
Gibson è il colosso del cyberpunk e pare proprio facile mettere qualche parallelismo con Matrix: il protagonista Case è stato il ladro di dati migliore della matrice, fino a quando non ha incrociato le persone sbagliate e subìto danni al sistema nervoso, rendendogli impossibile accedere al cyberspazio. Ora un misterioso nuovo datore di lavoro lo ha reclutato per una colpo contro un’intelligenza artificiale incredibilmente potente.
Neuromante è stato il primo romanzo realizzato sul futuro digitale dell’umanità, una visione scioccante che ha sfidato le nostre ipotesi sulla tecnologia e noi stessi. Un vero cult.
Nel 1994, lo scrittore italiano Massimo Pietroselli, vinse il premio Urania con il romanzo breve ‘Miraggi di Silicio’. La trama è la seguente:
Il professor Aaron Porath vive in una Terra in cui, dopo il conflitto tra Virtualisti e Sostanzialisti, la realtà virtuale è vissuta come esperienza totale, come immersione in scenari artificiali perfettamente ricostruiti dal cervello, seguendo i dati forniti da un proiettore cerebrale attraverso impulsi visivi. In questo imprecisato futuro il telelavoro e l’informatizzazione capillare hanno trasformato la società umana in una grande rete, i cui nodi sono costituiti dai Borghi: piccole unità abitative autosufficienti, collegate alle altre attraverso l’Occhio sul Mondo, la locale sede del governo globale. Il nome (Occhio sul Mondo) non è casuale, in quanto è sede del controllo del governo universale, impersonato dall’oscuro bibliotecario Goldbach. Un giorno, però, il professor Porath si rende conto che niente è come sembra…
Il concetto di base è quello di un mondo virtuale realizzato per nascondere un mondo reale ben più triste è davvero simile all’idea di Matrix.
Ora, a parte le fonti direttamente citate non c’è mai la certezza che effettivamente ci sia stata l’ispirazione dei creatori del film che ha cambiato il cinema a cavallo tra il XX e il XXI secolo; non possiamo però fare a meno di trovare aderenze e citazioni, godercele e magari provare a recuperare qualche lettura prima di vedere il prossimo passo del franchise di Matrix o, magari riguardare i primi (che forse è meglio). Ci sarebbe poi da parlare dei numerosi spunti cinematografici, da ‘Ghost in the shell’ a ‘Nirvana’ di Salvatores, ma qui siamo a parlar di libri e, pertanto, scolleghiamo il segnale portante e ci ritroviamo nel mondo reale.
Il 2021 ci sta lasciando, non tanto in bellezza ma forse nemmeno ce lo aspettavamo. Noi parliamo di libri e se rimaniamo in tema allora il 2021 è stato un anno ottimo e ci aspettiamo un 2022 altrettanto buono se non migliore. Lasciamo agli esperti i commenti sul perché con la pandemia ci sia stato un incremento di lettori e interesse nei confronti del buon vecchio media letterario. Noi ci limitiamo a gioirne e guardare al domani.
Gennaio 2022 pare foriero di buone nuove in campo libresco, abbiamo selezionato le nostre preferite per creare la wishlist del bistrot dei libri. Eccole in ordine cronologico per uscita:
Nord, 7 gennaio
LA CUSTODE DEI PECCATI Per ogni peccato, un cibo. Per ogni confessione, il silenzio. Ma la verità non si può tacere per sempre. Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all’unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d’intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre… Ispirandosi alla figura realmente esistita della Mangiapeccati, questo romanzo ci regala un’eroina modernissima, che rifiuta il ruolo impostole da una società che la umilia in quanto donna, e che grazie alla sua forza di volontà e determinazione riuscirà a cambiare il proprio destino.
Megan Campisi è drammaturga, scrittrice e insegnante, ha frequentato la Yale University e l’École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq. Nel corso della sua vita, ha svolto diversi lavori, tra cui la guardia forestale e la sous-chef a Parigi, per poi girare il mondo come esperta di teatro fisico. Originaria della California, attualmente vive a Brooklyn con la famiglia. La custode dei peccati è il suo esordio nella narrativa.
LA STAGIONE DELLE SECONDE POSSIBILITA’ La vita di Annie Sharpe sembra aver perso un po’ di smalto, ultimamente. I suoi figli sono cresciuti, il ristorante che gestisce se la cava alla grande anche senza di lei e un matrimonio che durava da oltre ventisei anni si è polverizzato all’improvviso, senza troppe cerimonie. Per la prima volta nella sua vita da adulta, Annie è completamente priva di responsabilità. E così decide di fare una piccola pazzia: fa domanda per un posto da custode di un’antica casa sul mare. Potrebbe essere l’avventura che le serve per rimettersi in carreggiata. Quando arriva nel piccolo paese di Willow Bay, Annie rimane folgorata dalla bellezza della casa, dalla suggestiva atmosfera costiera e dall’amichevole gentilezza dei vicini, che la accolgono a braccia aperte. L’unica nota stonata è il burbero nipote dell’anziana proprietaria, che avrebbe avuto ben altri piani per l’antica residenza, e dunque vede Annie come un fastidioso contrattempo. Con l’avvicinarsi del Natale e le frequenti mareggiate, ci vorrà tutto lo spirito positivo di cui Annie dispone per cominciare finalmente a godersi la sua meritata avventura. Chissà che non ci sia qualche sorpresa all’orizzonte…
Jenny Bayliss vive in una piccola città di mare nel Regno Unito con suo marito, i figli hanno lasciato casa per vivere grandi avventure. Dopo essere stata per molti anni una pasticcera professionista, è tornata al college all’età di trentanove anni per conseguire una laurea in Scrittura creativa e professionale. Alla Bayliss piacciono le lunghe passeggiate, la cucina al forno, la cancelleria e l’indossare spudoratamente abiti da festa al supermercato.
VERSO IL PARADISO In una versione alternativa dell’America del 1893, New York fa parte degli Stati Liberi, dove le persone possono vivere e amare chi vogliono (o almeno così sembra). Il fragile e giovane rampollo di una famiglia illustre rifiuta il fidanzamento con un degno corteggiatore, attratto da un affascinante insegnante di musica senza mezzi. In una Manhattan del 1993 assediata dall’epidemia di aids, un giovane hawaiano vive con il partner molto più anziano e ricco, nascondendo la sua infanzia travagliata e il destino del padre. E nel 2093, in un mondo lacerato da pestilenze e governato da un regime totalitario, la nipote di un potente scienziato cerca di affrontare la vita senza di lui e di risolvere il mistero delle sparizioni di suo marito. Queste tre parti sono unite in una sinfonia avvincente, con note e temi ricorrenti che si approfondiscono e si arricchiscono a vicenda: una residenza a Washington Square Park nel Greenwich Village; malattie e cure dal terribile costo; ricchezza e squallore; il debole e il forte; la razza; la definizione di famiglia e di nazionalità; la pericolosa giustizia dei potenti e dei rivoluzionari; il desiderio di trovare il proprio posto in un paradiso terrestre e la graduale consapevolezza che non può esistere. Ciò che unisce non solo i personaggi, ma anche queste Americhe, è il loro venire a patti con quello che ci rende umani: la paura, l’amore, la vergogna, il bisogno, la solitudine. Verso il paradiso è un meraviglioso esempio di tecnica letteraria, ma soprattutto è un’opera geniale che affronta le nostre emozioni. Hanya Yanagihara scrive un romanzo sul desiderio di proteggere coloro che amiamo – partner, amanti, figli, amici, famiglia e persino i nostri concittadini – e sul dolore che ne deriva quando non possiamo farlo.
Hanya Yanagihara, scrittrice statunitense di origini hawaiane, ha pubblicato il suo primo romanzo, The People in the Trees, nel 2013. Ha scritto di viaggi per Traveler e collabora con il New York Times Style Magazine. Una vita come tante, il suo secondo romanzo uscito nel marzo 2015, è un successo mondiale, vincitore del Kirkus Prize, finalista al National Book Award e al Booker Prize, tra i migliori libri dell’anno per il New York Times, The Guardian, The Wall Street Journal, Huffington Post, The Times.
LA VERITA’ SU TUTTO Cleopatra Mancini è una giovane donna dalla vita tranquilla e soddisfacente – una relazione appagante, una carriera ben avviata, una bella casa – quando, un giorno, incappa in un video che la sconvolge al punto da cambiare il corso della sua esistenza. È un filmato in cui crede di riconoscere la sua ex ragazza Emma. Ma cos’è successo a Emma dopo che Cleo l’ha tradita e poi lasciata? Come può essere finita in un video del genere, con quell’aria così succube e persa? È colpa sua? È per via del male che le ha fatto? Il senso di colpa è la miccia che fa divampare un’indagine, via via sempre più urgente ed estrema, sul problema del male, e da lì su quello del bene, della redenzione e della salvezza. Cleo parte così alla scoperta delle più inusuali realtà spirituali presenti in Italia, dagli Hare Krishna ai Folletti, dagli Smeragdini ai frati di Zeitzé. Un’esplorazione che la allontana sempre più dalla sua vita precedente, fino alla rottura di tutti i ponti e l’adesione a una piccola comunità sugli Appennini popolata da bizzarri personaggi. Al culmine del suo percorso, Cleo – che ormai si fa chiamare Shakti Devi – fonderà a sua volta una comunità spirituale e visionaria, destinata a diventare sempre più grande e potente e ad assumere contorni simili a quelli di una setta. Siddhartha dei giorni nostri o ciarlatana? Bugiarda o santa? Il confine è quanto mai sfumato. Un romanzo ambizioso, intriso di ironia e divertimento narrativo: vitalità letteraria allo stato puro.
Vanni Santoni dal 2004 porta avanti una intensa attività come scrittore e giornalista fino a che, nel 2006, vince il concorso “Scrittomisto” della editrice RGB ed esordisce con la prima versione del libro Personaggi precari. Nel 2007 fonda il progetto SIC, Scrittura Industriale Collettiva che lo porterà a pubblicare, nel 2013, il romanzo storico In territorio nemico (Minimum Fax). Nel 2008 pubblica Gli interessi in comune (Feltrinelli) e nel 2011 Se fossi fuoco arderei Firenze (Laterza). Sempre nel 2011 esce L’ascensione di Roberto Baggio (Mattioli 1885), scritto a quattro mani col drammaturgo Matteo Salimbeni e nel 2012 pubblica il romanzo breve Tutti i ragni (:duepunti). Nel 2013, dopo aver pubblicato la versione definitiva di Personaggi precari (Voland), si cimenta nella scrittura di Terra ignota, suo primo romanzo fantasy. Nel 2015 è la volta di Le figlie del rito, secondo volume della trilogia, che esce per Mondadori. Tra gli altri suoi libri si ricordano: La stanza profonda (Laterza 2017), L’impero del sogno (Mondadori 2017) e I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019).
L’ARAZZO DI FIONAVAR Cinque studenti canadesi vengono trasportati da un potente mago nel “primo di tutti i mondi”, Fionavar, per lottare contro Rakoth Maugrim il Distruttore, sfuggito alla sua millenaria prigionia. Dall’erede di Tolkien, una trilogia, un grande classico dell’High fantasy contemporaneo nel quale convivono antichi miti – dalla mitologia norrena al ciclo arturiano – e temi di grande respiro: il senso del libero arbitrio, il valore del perdono, il peso del potere.
Guy Gavriel Kay è un autore canadese di narrativa fantasy. Molti dei suoi romanzi sono ambientati in mondi immaginari che ricordano però luoghi e periodi storici reali. Ha scritto oltre 10 romanzi e numerosi racconti. Le sue opere sono state tradotte in 22 lingue e hanno venduto oltre due milioni di copie.
COME DINOSAURI DOPO L’ASTEROIDE C’è stato un tempo in cui Aaron Stein credeva che i libri fossero dei piccoli miracoli. Ci avete mai pensato? Con sole ventisei lettere e qualche segno di interpunzione, di pagina in pagina, nei libri prendono forma parole infinite e infiniti mondi. Ora, però, Aaron non la pensa più così. A dirla tutta, l’unico libro che riesce a leggere è un saggio sull’estinzione dei dinosauri. Un avvenimento che lui capisce fin troppo bene, ora che sia suo fratello sia sua madre se ne sono andati e tutti gli amici lo hanno abbandonato, lasciando da soli lui e il suo confusionario padre Ira a occuparsi della libreria in una sperduta cittadina di montagna dove nessuno sembra più sapere cosa sia la lettura. Così, quando intravede l’opportunità di liberarsi del negozio, Aaron non ha esitazioni. Non ha fatto i conti però con Chad, un vecchio conoscente animato da un inspiegabile ottimismo, né con un gruppo di taglialegna che fanno del salvataggio della libreria sull’orlo del fallimento il loro progetto speciale. E di certo non poteva immaginare che avrebbe incontrato Hannah, una musicista bellissima e coraggiosa che, come un asteroide, sconvolgerà la sua esistenza già parecchio complicata…
Gayle Forman è una scrittrice e giornalista statunitense, nata a Los Angeles nel 1970. Si occupa principalmente di tematiche giovanili. Per i suoi libri ha vinto, tra l’altro, il NAIBA Book of the Year e l’Indies Choice Book Award. È l’autrice di Per un giorno d’amore (2014), Per un anno d’amore (2014), Laggiù mi hanno detto che c’è il sole (2015) e dei bestsellers Resta anche domani (2016), Resta sempre qui (2017) e Il nostro giorno migliore (2018), tutti editi in Italia da Mondador
TRA LE NOSTRE PAROLE Una giovane donna di origine giapponese, nata a Singapore, cresciuta in Francia e poi trasferitasi negli Stati Uniti, arriva all’Aja per lavorare come interprete alla Corte penale internazionale. Multilingue, ma senza radici, è in cerca di un luogo in cui sentirsi se stessa, un luogo da chiamare «casa». Nel tessere una prima rete di relazioni, si ritrova presto coinvolta in un ribollire di drammi personali: con Adriaan, l’uomo separato dalla moglie ma ancora legato a quel matrimonio, con cui comincia una storia d’amore; con Jana, l’amica gallerista che assiste a un apparentemente casuale atto di violenza che diventerà un’ossessione per la nostra protagonista; e con l’imputato, un ex presidente di Stato cui deve prestare la sua voce in traduzione, colpevole di crimini così orrendi da crearle importanti problemi etici. Silenziosa e introversa, dominata da passioni tranquille, la giovane interprete si ritrova ad affrontare dubbi legati all’amore, al potere, alla violenza, sia nelle sue relazioni più private, sia nel lavoro alla Corte. Tutto questo minaccia di sopraffarla, ma la condurrà a capire che cosa, nella vita, vuole davvero. Con echi di “Un cuore così bianco” di Javier Marías, “Tra le nostre parole” affronta la ricerca del segreto nascosto dentro ogni essere umano. Come in un thriller, una forte suspense caratterizza una vicenda dove le motivazioni personali spesso si scontrano contro una realtà molto diversa da come era stata immaginata, e Katie Kitamura è bravissima nello scandagliare i sentimenti e il disorientamento dei suoi protagonisti.
Katie Kitamura è autrice di Gone to the Forest (2012) e di Knock-out (2014), entrambi finalisti al New York Public Library’s Young Lions Fiction Award. Nel 2017 esce Una separazione, edito in Italia da Bollati Boringhieri. Collabora regolarmente con «The New York Times», «The Guardian», «Granta», «BOMB», «Triple Canopy» e «Frieze»
L’ESTATE CHE RESTA Giulia e Cristi si incontrano bambine, negli anni Novanta, durante le estati trascorse in un piccolo paese delle Marche. Giulia, determinata e razionale, subisce il fascino di Cristi, così fragile e così selvaggia, e capisce presto di provare per lei qualcosa di più sconvolgente e più scottante dell’amicizia. Anche Cristi è attratta da Giulia, però i suoi occhi cercano in continuazione Mattia, un bambino che sembra comprendere la sua natura selvatica più profondamente di quanto l’altra riesca a fare. Dopo una serie di estati scandite dai giochi in riva al fiume e da sofferte gelosie, i tre, arrivati alla soglia dell’adolescenza, si separano. Dieci anni più tardi, Giulia e Cristi si ritrovano a Bologna e il loro amore mai dimenticato esplode. Ma di nuovo a turbare l’equilibrio ricompare Mattia. Da quel momento le loro vite appassionate si legano per sempre. Cristi, che sa farsi amare da Giulia disperatamente e a sua volta ama senza regole, rimane il vertice irresistibile del triangolo. In una storia d’amore totalizzante, che non si cura dei generi, sopporta gli abbandoni e alla fine, quando brucia, lascia una cenere speciale da cui non può che rinascere amore.
Giulia Baldelli è nata a Fano, nelle Marche, nel 1979. Dal 1998 si è trasferita a Bologna dove si è laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Vive con il marito e i loro tre figli. Questo è il suo romanzo d’esordio.
IL CIELO SBAGLIATO Mantova, 1918. Nel giorno dell’armistizio della Grande Guerra due bambine vengono al mondo a poche ore di distanza. Dora in una poverissima casa vicino al lungolago, già orfana perché sua madre muore di parto e suo padre è un soldato disperso. Qualche ora dopo nasce Irene, l’ultimogenita dei marchesi Cavriani, famiglia dell’antica nobiltà cittadina. Le due bambine crescono – una tra la fame e la miseria dei vicoli, l’altra negli agi del palazzo che porta il nome della sua famiglia – e si incontrano ogni domenica sul sagrato di Sant’Andrea. Dora chiede l’elemosina e nella sua mano la piccola Irene deposita un soldo e un sorriso di solidarietà e compassione. Gli anni passano e mentre il Fascismo si fa regime, e insanguina le strade della città, due vite destinate a rimanere separate da un’insormontabile differenza di classe si incrociano di nuovo. La sorte che ha portato Dora nella casa borghese della famiglia Benedini, dove è stata accolta e ha ricevuto un’istruzione, le ha fatto dono di una bellezza fuori del comune che fa girare la testa agli uomini. Tra loro c’è anche il timido Eugenio, figlio dei ricchissimi Arrivabene e cognato di Irene. Sfidando l’ostilità delle famiglie, Dora si fidanza in segreto con Eugenio ma il bel mondo che comincia a spalancarsi davanti ai suoi occhi ha in serbo per lei molte sorprese: in una girandola di splendidi vestiti, ricevimenti e intrighi, Dora dovrà difendere tutto ciò che ha conquistato con tanta fatica. Con il ritmo narrativo di un romanzo storico, “Il cielo sbagliato” è un affresco sul desiderio di emancipazione. E sul prezzo da pagare per varcare la porta di un mondo che una bimba con i vestiti strappati non avrebbe mai immaginato di sfiorare.
Silvia Truzzi è laureata in Giurisprudenza ed è una giornalista. Lavora per il “Fatto Quotidiano” dalla sua fondazione nel 2009. Ha vinto il Premio giornalistico internazionale Santa Margherita Ligure per la cultura nel 2011 e il Premio satira politica Forte dei Marmi, sezione giornalismo, nel 2013. Tra i suoi saggi ricordiamo: Un paese ci vuole (Longanesi 2015); Perché no, scritto insieme a Marco Travaglio (PaperFIRST 2016). Fai piano quando torni (Longanesi 2018) è il suo primo romanzo.
Speriamo di avervi tenuto compagnia con le nostre liste e i nostri consigli, magari qualche consiglio in fatto di regali è anche servito, chissà. A Natale tutto è possibile? Il Calendario dell’Avvento 2021 si conclude oggi e tutto lo staff del Bistrot vi augura con tutto il cuore un Buon Natale e magari di esaudire qualche desiderio: trovare sotto l’albero tutti i libri (anche solo la metà!) della vostra lista speciale. Qui sotto troverete i giorni del calendario in comodo elenco in modo che possiate utilizzare i vari consigli non solo per il periodo Natalizio ma anche per il nuovo anno.
Buon Natale, lettor* e grazie per averci seguito anche quest’anno!
Giunti all’ultimissima casella del nostro piccolo calendario dell’Avvento libroso, notoriamente deve essere la casella più grande, il dolcetto più ambìto e importante. L’abbiamo voluta dedicare al fenomeno Zerocalcare. Impossibile non averne sentito parlare negli ultimi tempi e altamente improbabile non aver mai incrociato la coda chilometrica che si forma, invariabilmente, davanti agli stand della Bao Publishing quando c’è lui. Indubbiamente è diventato il fumettista italiano più amato: Michele Rech, in arte Zerocalcare, classe 1983, romano di Rebibbia ma per metà francese. Un ibrido che cresce a liceo francese e centri sociali.
“I cuori non sono tutti uguali. Si modellano, si sagomano, sulle esperienze. Come un tronco che cresce storto adattandosi a quello che c’ha intorno.”
Negli ultimi tempi, dicevamo, ha fatto parlare di sè con la serie ‘Strappare lungo i bordi’, la prima (di tante?) del fumettista romano, disponibile solo su Netflix. Ci aveva già regalato sorrisi e pensieri, in forma seriale, durante il lockdown: Rebibbia quarantine. Ma torniamo a ora e alla sua ‘Strappare lungo i bordi’: successo immenso e forse non del tutto previsto data la mole di notorietà che si è riversata sul suo riservato autore. A detta sua pare che non l’abbia presa benissimo. La serie è comunque un capolavoro e vi consigliamo assolutamente di guardarla, se ancora non l’avete fatto perché merita davvero: dalla sigla, ai disegni, alla poesia, all’ironia all’animazione e pure al doppiaggio e a come si sopravvive, in fondo.
E allora noi andavamo lenti perché pensavamo che la vita funzionasse così, che bastava strappare lungo i bordi, piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere. Perché c’avevamo diciassette anni e tutto il tempo del mondo.
Cos’altro sappiamo di Zerocalcare? Qualche cenno biografico lo abbiamo già riportato e sappiamo inoltre che il nome d’arte che lo ha reso famoso è un nickname nato per una discussione su internet. Sappiamo che aderisce ad uno stile di vita straight edge che vor dì che vive di astinenze: no fumo, no alcool e no droghe. Sappiamo che già nel 2019 aveva raggiunto il milione di copie vendute.
I libri di questo autore, tutti editi da Bao Publishing non sono per niente da sottovalutare, non sono scontati e sono la prova provata che i ‘fumetti’ possono dire molto e affrontare elementi emotivi e alti tanto quanto i loro parenti letterari più ‘classici’. Ve li elenchiamo e speriamo che li comprerete tutti in massa, che li regalerete a Natale, ai compleanni ma pure senza motivo alcuno: così, senza senso.
L’opera è composta da storie di poche tavole l’una, per lo più autoconclusive, ma che messe insieme compongono un affresco più grande e complesso. Partendo dal momento in cui viene a sapere della morte di Camille, sua vecchia amica e primo grande amore, l’autore inframmezza flashback adolescenziali che descrivono la storia della loro amicizia a racconti della sua vita quotidiana da quasi-trentenne nella Roma degli anni duemila. Nei diversi racconti è sempre affiancato dall’amico Armadillo, personaggio immaginario che incarna le sue paure e le sue insicurezze, oltre a diversi altri personaggi ricorrenti fra cui gli amici Secco e Greta e i propri genitori rappresentati con le fattezze di Lady Cocca per la madre e di Mr. Ping per il padre.
Il libro si svolge in tre fasi della vita dell’autore: dall’età delle elementari si passa alle superiori, sempre nella stessa scuola, per poi concludere con l’età adulta. Per tutte e tre le tappe, Zerocalcare viene sempre circondato dai suoi amici e compagni di scuola, e vengono raffigurati i suoi punti di riferimento del momento: ad esempio, per l’età infantile Zerocalcare viene consigliato da David Gnomo, He-Man e Dart Fener, per l’adolescenza segue gli insegnamenti di Kurt Cobain, Joe Strummer e Che Guevara, spesso in contrasto con loro, mentre nell’età adulta la sua coscienza viene impersonata dai tre porcellini. Alle elementari, dopo essere stato con Sarah e Secco nel bosco vicino alla scuola, Zero viene messo alle strette da Madame Arbizzati e confessa che è stata Sarah a dirgli di andare nel bosco, certo che lei, essendo femmina, non sarà messa in punizione o mandata dal preside. Zero però si sbaglia, e quando Sarah ritorna dall’ufficio del Preside e pensa che Giulia Cometti sia la responsabile, non la contraddice. Sarah con l’aiuto di Secco umilierà Giulia davanti a tutta la scuola. Questo segreto accompagnerà Zero, sotto forma di un polpo aggrappato alla sua gola, nell’adolescenza fino all’età adulta, quando ritrovati i suoi compagni in occasione del funerale di Madame Arbizzati e aver passato con Sarah e Secco molte disavventure, alla fine riuscirà a confessare il suo segreto a Sarah, la quale però ci ride sopra. A questa storia apparentemente banale si intreccia quella più drammatica di altri personaggi legati alla scuola.
Quasi due anni di blog. Il manifesto di una generazione raccontato attraverso le sfaccettate manifestazioni della coscienza, della morale e della cultura di Zerocalcare, che vanno dall’immancabile armadillo a un’infinità di icone dell’animazione, della TV, della cultura pop a cavallo tra anni Ottanta e Novanta. Corredato da quasi cinquanta pagine di materiale inedito a colori, “Ogni maledetto lunedì su due” documenta in maniera onesta, divertita e spietata la perdita delle illusioni e il bisogno di protrarre il più possibile il tempo in cui ci si può dire responsabili, senza ammettere di essere adulti.
Zero è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all’amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa. Prendendosi una pausa dal suo abituale sguardo sul mondo (e da se stesso come protagonista) Zerocalcare lascia andare a briglia sciolta le sue innumerevoli paranoie apocalittiche e racconta una storia avventurosa di rivalsa, rancore e speranza per il futuro, che fa il giro largo per spiegare l’incrollabile amore per un quartiere che tutto il mondo crede essere solamente un carcere.
Il punto di partenza è la morte di sua nonna, momento in cui l’autore si ritrova a fare i conti con la fine dell’infanzia/adolescenza e l’inizio dell’età matura. Da qui prende il via un racconto che mischiando fantasia e realtà racconta la storia di tre generazioni della sua famiglia: con l’amico Secco, Zero rievoca la storia della nonna e di sua madre, una vita rocambolesca che nasconde misteri, dispiaceri e avventure. Il romanzo si snoda su diversi piani temporali: quello più lontano che parte dall’infanzia della nonna e ne segue la misteriosa esistenza; quello dell’infanzia e dell’adolescenza di Zero e quello del presente, in cui il protagonista racconta il passato all’amico e in cui si svolge il funerale della nonna.
È la seconda raccolta delle storie brevi del blog,dopo ogni maledetto lunedì su due. Come nella precedente raccolta, oltre alle storie degli ultimi due anni del blog, il volume contiene anche un nuovo racconto inedito di quarantacinque pagine.
Kobane Calling è un fumetto dell’autore italiano Zerocalcare. Una parte dell’opera è stata pubblicata nel gennaio del 2015 sul settimanale Internazionale.
L’opera è un reportage in forma grafica del viaggio che ha portato l’autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi (YPG e YPJ) del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico.
Secco fa l’insegnante. Cinghiale si sposa. Le cose cambiano, velocemente. Nel suo libro più corale a oggi, Zerocalcare racconta la difficoltà di crescere, di scoprire il proprio ruolo nella società, di non perdere i legami che contano. “Macerie prime” ha un cast che attinge a tutti i libri precedenti dell’autore di Rebibbia, ne aggiunge di nuovi, e calibra con cura la distanza tra di loro, in una storia densa di simbolismi. “Macerie prime” è una storia su cosa ci rende umani. Sulle cose che, per quanto siano messe a dura prova dalla vita, dobbiamo proteggere a ogni costo. Un libro in cui un cast allargato rispetto al tipico narrare di Zerocalcare si confronta che le fragili realtà che, appena qualche anno prima, erano i loro sogni per il futuro. È una storia che è stata pensata per essere letta in due atti, e per questo non sarà mai pubblicata in volume unico.
Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?
Questa nuova raccolta di storie di Zerocalcare, precedentemente apparse sul suo blog, su Wired, su Best Movie, su Repubblica, l’Espresso e altrove, è la più corposa della sua produzione editoriale. Corredata da un preciso sommario cronologico, è impreziosita anche da una nuova storia inedita in tre parti, per un totale di venticinque pagine, in cui l’autore di Rebibbia riflette sul necessario equilibrio tra il suo narrare più impegnato e quello più dégagé.
Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana. Un romanzo grafico che l’autore definisce “più efferato del solito” a cavallo tra realtà e invenzione, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.
Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro!
Dalla condizione dei carcerati di Rebibbia durante la prima ondata della pandemia all’importanza della sanità territoriale, da una disamina approfondita sul fenomeno della cancel culture alla condizione degli ezidi in Iraq, questa raccolta di storie di Zerocalcare è tra le più “serie” della sua carriera, ed è impreziosita da una storia inedita di quasi cento pagine, sull’ultimo anno della sua vita, quando si stava occupando della sua prima serie animata, “Strappare lungo i bordi” (disponibile dal 17 novembre su Netflix in tutto il mondo). Un libro importante, solo apparentemente fatto di storie disgiunte, che raccontano mirabilmente gli ultimi due anni dal punto di vista del fumettista di Rebibbia.
E poi vi mettiamo pure la bonus track, per chi volesse cimentarsi nella rilassante arte del colore ecco a voi una vera chicca! Il dono perfetto per Natale!
L’unico libro da colorare di Strappare lungo i bordi, che ti permette di vivere momenti di relax condividendo la tua passione per il disegno e per le serie tv con i tuoi amici e le persone che ami!
Perché amerai questo libro:
🎨 50 PAGINE DA COLORARE RILASSANTI. Ogni pagina da colorare è progettata per offrirti calma e relax e aiutarti ad esprimere la tua creatività.
🎨BELLISSIME ILLUSTRAZIONI.Immagini originali e di alta qualità per permetterti di creare delle vere e proprie opere d’arte.
🎨DISEGNI SU PAGINA SINGOLA. Ogni immagine è stampata appositamente su un lato accanto ad una citazione della serie
🎨FORMATO GRANDE.Un grande album da colorare per ore di divertimento e svago.
🎨 CARTA BIANCA.Adatta a matite da colorare, pastelli da colorare, pennarelli, penne gel, penne a sfera, pennarelli sottili, acquerelli (in caso di pennarelli suggeriamo di mettere un foglio bianco dietro ogni pagina)
🎨UNREGALO MERAVIGLIOSO. Un regalo originale e creativo per tutti gli amanti del disegno e delle serie tv
I giovani lettori sono sempre avidi di novità. Spesso anche più dei grandicelli. Ecco un elenco di alcuni volumi, tutti editi nel 2021, da cui poter scegliere qualcosa di bello da leggere a, da e per bambini e ragazzi.
Il maialino di natale – J.K Rowling Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli. Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa… Dal genio creativo di J.K. Rowling, una delle più belle storie di Natale mai scritte, piena della tenerezza irresistibile dellʼinfanzia di fronte al grande mistero della perdita. L’affettuosa, inesauribile fantasia dell’autrice e la compassione verso le persone e gli oggetti amati che assorbono i sentimenti umani sono la celebrazione del calore della famiglia, del prendersi cura e del sentirsi capiti e della autentica sostenibilità delle cose. Con le bellissime illustrazioni del pluripremiato artista Jim Field, Il Maialino di Natale è destinato a diventare un classico amato da adulti e bambini.
Il FantaNatale di Luì e Sofì – Me contro Te Quest’anno il Natale sarà ancora più speciale in compagnia di Luì e Sofì! Seguiteli nelle loro avventure in compagnia di renne ed elfi e divertitevi a colorare i disegni che troverete in fondo alla storia.
Età di lettura: da 6 anni.
Su Youtube i Me Contro Te hanno creato un canale seguito da milioni di iscritti. Sofia Scalia è – per tutti quelli che seguono i Me Contro Te – Sofì. È nata a Palermo e giovanissima è diventata una vera star di Youtube dopo un percorso iniziato nell’ottobre del 2014 quando – insieme al fidanzato Luigi – posta il primo video su Youtube.Luì – per chi segue la coppia – è Luigi Calagna, nato a Palermo come Sofia.Pubblicano parodie, challenge, vlog e video tag, curano i testi e il montaggio e sono sempre allegri e sorridenti.
Il pettirosso e Babbo Natale. Ediz. a colori – jan Fearnley Il piccolo Robin ha donato i suoi caldi vestitini a tutti gli amici. Com’è gentile! Ma cosa accadrà la vigilia di Natale, quando si ritroverà tutto solo al freddo? Una storia senza tempo sulla gioia del dare. Età di lettura: da 3 anni.
Jan Fearnley, nata nel 1965 in Inghilterra; è laureata in educazione e in progettazione grafica. Ha lavorato come educatrice della prima infanzia ed è autrice e illustratrice di storie per bambini.
Il destino di una fata. Fairy Oak – Elisabetta Gnone Una nuova voce, quella dell’autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata. In questi anni all’autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d’avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l’autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s’innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall’alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell’ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete.
Fulmine. La prima renna di Babbo Natale. Ediz. a colori – Matt Tavares La storia di Fulmine, una piccola renna coraggiosa con un sogno nel cuore… Età di lettura: da 4 anni.
Il ladro di foglie. Ediz. illustrata – Alice Hemming Un libro illustrato per bambini dai 4 anni. Una storia divertente, accompagnata da colorate illustrazioni, per scoprire il fascino dell’autunno. Un album illustrato corredato da una breve appendice che spiega ai più piccoli il ciclo delle stagioni. La storia di uno scoiattolo alle prese con il cambio di stagione. Scoiattolo è preoccupato! Si è accorto che dalla chioma del suo albero mancano alcune foglie. Scomparse! Sparite! Che fine hanno fatto? Forse sono state rubate! Questo vuol dire che un ladro di foglie si aggira nel bosco! Età di lettura: da 4 anni.
Diario della fine del mondo – Lyon Gamer La Terra è invasa dagli zombie! Solo Lyon e i suoi amici possono sperare di trovare la cura. La Terra è stata sconvolta da una misteriosa epidemia zombie. I pochi superstiti vivono ormai nascosti, minacciati da orde di non morti assetati di sangue e carne umana. Dopo aver lottato per sopravvivere tra le macerie del vecchio mondo, Lyon riesce finalmente a riunirsi ad Anna e Cico, gli amici che credeva di aver perso per sempre. I tre si ritrovano nell’accampamento del Generale, uno dei pochi insediamenti che ancora resiste agli assalti dei banditi e degli infetti. Sotto la tirannia del militare, il gruppo è costretto ad affrontare missioni sempre più impossibili, mentre il destino di Anna è in bilico. Uno zombie l’ha infettata, contagiandola con il virus, e le sue possibilità di salvezza si assottigliano di minuto in minuto. Non c’è altro tempo da perdere, perciò Lyon e i suoi fanno in fretta i bagagli e si preparano a partire alla volta del nord, verso un laboratorio che potrebbe aver sviluppato una cura. Lungo il cammino li aspettano vecchi amici e nuovi nemici, mentre la minaccia del Generale continua a incombere e i suoi piani spietati si delineano con sempre più agghiacciante chiarezza. Basterà il coraggio di Lyon e dei suoi amici per salvare il mondo dalla distruzione?
«Ci voleva la fine del mondo per capire che l’unica cosa davvero importante era stare insieme?»
Divertiti a cucinare alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts! Con oltre 40 ricette e fantastiche foto, questo libro di cucina ispirato al Mondo Magico è un vero oggetto da collezione per ogni fan di Harry Potter. Dal Campo di tortini di zucca ai Gufetti saporiti, dai Biscotti Spettrocoli di Luna Lovegood fino a Hogwarts di pan di zenzero, queste deliziose ricette… incanteranno i tuoi sensi! Organizza una festa ispirata alla Sala Grande di Hogwarts per i tuoi amici o stupiscili con una torta magica. Questo libro di cucina è adatto a tutti i gusti e include molte ricette senza glutine, vegetariane e vegane!
Lettera a una ragazza del futuro – Concita de Gregorio “Vivi come se il mondo fosse già quello che vuoi.” Concita De Gregorio scrive una lettera alla sé stessa del passato e alle ragazze che diventeranno donne. Le sue parole sono un filo potente e prezioso che unisce le generazioni. Concita sa che i consigli, di solito, restano inascoltati e che si impara solo dall’esperienza così, in questa Lettera a una ragazza del futuro, parla innanzitutto a se stessa, alla ragazza che è stata nel passato. Sii gentile, dice. Appassionata e gentile. Ribellati, ma scegli tu a che cosa. Ignora le convenzioni e l’arroganza. Resta intatta e diventa tu stessa il mondo che vorresti. Non avere paura di avere paura. Piangi ogni volta che puoi. E poi ridi, ogni volta che puoi. Impara a dire grazie e scusa (ma ricorda che grazie vale cento volte dire scusa). Non importa se dimenticherai queste parole, quando tra molti anni le ritroverai, magari per caso, ti accorgerai di averle conservate da qualche parte dentro di te.” Età di lettura: da 9 anni.
Viola e il Blu – Matteo Bussola Questa è la storia di Viola, una bambina che gioca a calcio, sfreccia in monopattino e ama vestirsi di Blu. Viola i colori li scrive tutti con la maiuscola, perché per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma non tutti sono d’accordo con lei, specialmente gli adulti. Tanti pensano che esistano cose ‘da maschi’ e cose ‘da femmine’, ma Viola questo fatto non l’ha mai capito bene. Così un giorno decide di chiedere al suo papà, che di lavoro fa il pittore e di colori se ne intende. È maggio, un venerdì pomeriggio, il cielo è azzurrissimo e macchiato di nuvole bianche, il papà è in giardino che cura le genziane. Le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu. Però ai fiori, per fortuna, nessuno dice niente. Non è come con le persone, pensa Viola. Un fiore va bene a tutti così com’è… In questa storia, ispirata dalle conversazioni con le sue figlie, Matteo Bussola indaga gli stereotipi di genere attraverso gli occhi di Viola, una bambina che sa già molto bene chi è e cosa vuole diventare. Un racconto per tutti, che celebra la forza della diversità e l’importanza di crescere nella bellezza e nel rispetto delle sfaccettature che la vita ci propone. Una storia dedicata a tutti quelli che vogliono dipingere la propria vita con i colori che preferiscono. Età di lettura: da 7-15 anni.