Pubblicato in: approfondimento, i luoghi dei libri

La libreria stampata in 3D apre al pubblico a Shanghai

Foto: Chen Xia / GT
foto: Chen Xia / GT

La prima libreria cinese in cemento stampata in 3D è stata aperta al pubblico di recente a Shanghai.  Situata nel Wisdom Bay Innovation Park di Shanghai, ha una metratura di circa 30 mq e può ospitare al suo interno 15 persone alla volta (al netto delle norme anti-COVID).

La sua costruzione è composta da tre parti stampate separatamente e poi assemblate in opera: la parte principale, il muro circolare esterno, il tetto e l’altra parte del muro esterno. La planimetria ricorda la forma di una conchiglia, o per i più tecnologici un auricolare wireless.

Per la costruzione della libreria è stata utilizzato il calcestruzzo fibrorinforzato per resistere alla compressione, He Yuting della Tsinghua University School of Architecture di Pechino, responsabile del progetto, ha sottolineato che è sicura come qualsiasi costruzione tradizionale in cemento, sulla base dei loro dati sperimentali, in termini di struttura e resistenza ai terremoti.

Di certo è una costruzione innovativa che sposta un po’ più in là il limite delle costruzioni realizzate con la tecnologia della ‘stampa’ in 3d.
Ci fa molto piacere che in questo caso si tratti proprio di una libreria, la tecnologia che assiste l’analogico libro non può che trovare il nostro plauso.

foto: Chen Xia / GT
Pubblicato in: i luoghi dei libri, Romanzo

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows

Questo è un libro che non si dimentica, qualità rara e notevole.

Il romanzo ‘Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey’ di Mary Ann Shaffer & Annie Barrows è uscito per la prima volta in Italia nel 2008, per Sonzogno, con il titolo ‘La società letteraria di Guernsey’. Nel 2017, ci ritentó Astoria, aggiungendo però nel titolo il riferimento alla torta di bucce di patate, restando più fedele al titolo originale ‘The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society’. In questa versione l’ho letto anche io (in pochissimo tempo).

Qualche giorno di sedimentazione è stato però necessario per poter parlare di questo, meglio dichiararlo subito, stupendo, ma proprio stupendo romanzo.
Magari hai visto l’adattamento cinematografico del 2018, io non ancora, non sono pronta a vedere i personaggi che ho appena abbandonato sulla carta prendere vita sullo schermo. Potrei rimanere scottata e non mi piace l’idea.
Il romanzo è epistolare e questo potrebbe spaventare qualcuno, l’autrice, anzi le autrici come ti spiego dopo, però dosano sapientemente le informazioni e le descrizioni, così anche per l’inserimento dei vari personaggi. Pagina dopo pagina, lettera dopo lettera, l’affresco si completa e tu vieni assorbito dalle figure che oramai vedi muoversi negli spazi e nel tempo come se fossi spettatore diretto dell’azione.
Divertente e delicato, ambientato in un momento storico difficile da raccontare, il primissimo dopoguerra, descrive il periodo dell’occupazione nazista delle isole del canale, in particolare Guernsey.

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I suoi abitanti, l’eroismo della normalità, l’orrore senza eguali della guerra e il tentativo di salvarsi e tenersi a galla finché passa la tempesta. La fame, la solidarietà, la cattiveria, la tristezza e il coraggio. Tutto nel bel mezzo del Canale della Manica, a due passi dalla Francia ma in terra del regno unito.
Potrebbe risultare tutto molto triste, invece la narrazione aggraziata e le numerose battute della protagonista riescono a rendere tutto decisamente più gradevole, non cede mai al pietismo o alla commiserazione, lo sguardo rimane dolce anche quando ti tira fuori qualche emozione potente.
La componente romance inoltre è pienamente soddisfacente e anche questa è trattata così gradevolmente da non risultare mai stucchevole.
Ma chi è questa penna così speciale? In realtà sono due e la storia, anche qui, è piuttosto interessante.

Zia e nipote, entrambe un passato in libreria e nell’editoria, sono infine diventate scrittrici insieme.

Mary Ann Shaffer, nata nel 1934 in West Virginia, è stata libraia, bibliotecaria ed editor di una casa editrice. Ma il suo sogno era quello di scrivere un libro. Cominciò a interessarsi a Guernsey alla fine degli anni settanta, quando rimase bloccata a lungo nell’aeroporto dell’isola a causa di una densissima nebbia. Quando, anni dopo, spinta dal Club del libro di cui faceva parte, finalmente si decise a scrivere un romanzo, Guernsey le tornò subito alla mente. Purtroppo, mentre lo stava terminando, si ammalò gravemente e chiese alla nipote, Annie Barrows, di aiutarla. Shaffer morì nel 2008, poco prima dell’uscita del libro, ma sapendo che sarebbe stato pubblicato in altri dieci Paesi (che poi diventarono 37). Annie Barrows è autrice di libri per bambini, in particolare della serie Ivy and Bean.

Aggiungo ancora che Guernsey sembra bellissima e con quel fascino isolano che manca in ogni territorio che non sia circondato da molte miglia di mare e se già ero una fan delle isole dei mari del nord adesso ho una nuova meta da aggiungere alla lista delle peregrinazioni future.

recensione a cura di Bianca Casale


Casa Editrice: Astoria
Prezzo: € 17 cartaceo – € 9.90 e-book
Pagine: 304 pagine
Data di uscita: novembre 2017
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐


 

La trama nel dettaglio:
È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta.Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita. Pubblicato in 37 Paesi, a lungo in vetta alla bestseller list del “New York Times”, è diventato anche un film.


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Si supera ancora il Salone internazionale del libro di Torino

Si è chiusa ieri la trentaduesima edizione del Salone internazionale del libro di Torino ed è stato un successo.
Numeri a parte, 148 mila biglietti senza contare il salone off, in prima persona abbiamo visto tanta gente ma meno aria viziata, un salone più grande e luminoso, spazi più adeguati e stand davvero curati.

L’aggiunta dell’Oval e dell’ingresso dalla stazione ferroviaria Lingotto una ottima novità dal punto di vista logistico. Una fiera a misura di visitatore.
Alcuni stand, oltre a curare la scelta dei libri, sono anche stilosi e accattivanti: iperborea, add, l’ippocampo, NNE solo per citarne qualcuno.
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Bellissimo il programma con conferenze e presentazioni per tutti i gusti, ogni giorno ad ogni ora. Dai big ai piccoli c’è spazio per tutti sotto il grande cappello del SalTO.

davPiccolo appunto  sul fatto che ci si schieri dalla parte della sostenibilità ambientale e ti levino le borracce all’entrata, siamo certe che si possa trovare una soluzione più sostenibile.
Ottimi gli sconti che molti stand propongono e fantastico ritrovare autori ed editori che anno dopo anno portano avanti un mestiere tanto difficile quanto importante.
Vedere e toccare tanta cultura tutta insieme ti dona un senso di perenne ubriacatura, una sorta di serotonina libresca.

La zona dedicata ai bambini e ai ragazzi: Bookstock village, anche qui un successo, i laboratori zeppi ma non troppo, il baby parking efficentissimo e soprattutto tanti i bimbi e ragazzi curiosi e attenti, bellissimo vederli così vicini ai libri e così lontani dagli schermi di tablet e smartphone.
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Non possiamo dimenticare la crisi di qualche anno fa, quando pareva che Torino avrebbe perso il suo Salone e parte del suo lustro culturale, grazie allo sforzo di Nicola Lagioia e il suo staff  non solo il Salone si è salvato ma risplende di nuova luce anno dopo anno.
Abbiamo passato giorni a passeggiare tra gli stand  e non pareva esservi nemmeno più il ricordo di quella crisi ma auspichiamo che sia ancora un monito per migliorare ancora.
E per vedere come andrà nel prossimo futuro abbiamo anche le date dei prossimi due anni: dal 14 al 18 maggio 2020 e dal 13 al 17 maggio 2021.

Non vediamo l’ora.

 

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Rimbaud e Verlaine: amore e pistole a Bruxelles

Passeggiando per Bruxelles potreste imbattervi in questa targa che ricorda il “dramma” avvenuto tra Rimbaud e Verlaine nel 1873.

Plaque at Rue de Brasseurs| © WikiCommons
Targa in Rue de Brasseurs | © WikiCommons

Come da copione per due artisti maledetti, le vite di Paul Verlaine e Arthur Rimbaud furono consumate da una controversa storia d’amore che portò Verlaine a lasciare la moglie e il figlio per il giovane Arthur.
Forse qualcuno ricorderà il film del 1995 con un giovanissimo Leonardo di Caprio: Poeti dallinferno (Total Eclipse) diretto da Agnieszka Holland con una sceneggiatura tratta dall’opera teatrale di Christopher Hampton.

Leonardo Di Caprio nel film del 1995

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Verlaine e Rimbaud

Fu proprio a Bruxelles, nel luogo dove oggi trovate questa targa, che Rimbaud informò Verlaine della sua intenzione di porre fine alla loro tumultuosa relazione.
Paul Verlaine, furioso e affranto, chiuse Rimbaud nella loro stanza d’albergo, tirò fuori una pistola e gli sparò ferendolo ad un polso. Sopraffatto dal senso di colpa, Verlaine accompagnò Rimbaud al vicino Hôpital Saint Jean, Rimbaud fu medicato e decise di non sporgere denuncia ma spaventato dalla reazione dell’amante volle tornarsene a Parigi.
Verlaine accompagnò Rimbaud alla Gare du Midi, ma quando raggiunsero Place Rouppe, Paul mise di nuovo mano alla pistola. Oltremodo sconvolto da questa seconda furia, Rimbaud corse a trovare un poliziotto e alla fine decise di sporgere denuncia. Verlaine fu portato alla stazione di polizia e nonostante i successivi tentativi di Rimbaud di ritirare le accuse contro Verlaine, quest’ultimo fu condannato a due anni di prigione, di certo l’omosessualità e le opinioni politiche di Verlaine influirono negativamente sul giudizio dei giudici.
Per oltre cento anni, a seguito di una decisione dell’amministrazione giudiziaria belga, il fascicolo del caso Rimbaud-Verlaine è rimasto segreto e inaccessibile. Solo nel 2004, in occasione del 150 ° anniversario della nascita di Rimbaud, il rapporto della polizia è stato reso pubblico. Parti di questo rapporto, così come le lettere di Rimbaud a Verlaine, sono conservate negli Archivi della città di Bruxelles e nella Bibliothèque Royale Albert I.
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Una montagna di libri

Ci sono luoghi che sembrano costruiti per rendere felici i lettori, i bookworm, i patiti dei libri e… noi.
Uno di questi è stato progettato nel 2012 da MVRDV, studio olandese con sede a Rotterdam, a Spijkenisse proprio vicino alla grande città olandese.

Una biblioteca pubblica di 9.300 metri quadrati fatti di metallo, vetro, legno e una vera montagna di libri che culmina in uno spazio di lettura aperto in alto, per sfidare l’aria soffocante delle biblioteche di un tempo.

Una struttura a cinque piani,  simile a una piramide, con libri impilati su scaffali che si snodano intorno alle pareti di mattoni.
Notevole lo spettacolo di notte e bellissima la luce naturale durante il giorno, l’edificio vuole simboleggiare l’accessibilità alla letteratura e all’apprendimento.

Gli spazi dal design contemporaneo si rifanno però alla tradizione agricola della zona, uno dei riferimenti al passato agricolo della città è nel sistema di scaffali, fatto con vasi riciclati, economici e funzionali, ospitano infatti oltre 70.000 libri e possono contenerne altri 80.000.

“La biblioteca è stata pensata come un invito tangibile alla lettura”, hanno dichiarato gli architetti di MVRDV. ” Grazie alla cupola di vetro essa è visibile da tutti i lati, soprattutto dalla piazza del mercato adiacente, dove appare come una grande montagna di libri”.

Se per caso doveste trovarvi nei dintorni di Rotterdam vi consigliamo di andare a fare una gita in punta ad una montagna di libri.

MVRDV, Spijkenisse Book Mountain, nuova biblioteca di Spijkenisse, Olanda 2012

La montagna di libri

Dall’esterno di notte la trasparenza del vetro regala uno spettacolo di libri e luce

un percorso interno fatto di scale e strade interne porta fino al culmine della “montagna”