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Recensione: Volevo solo sfiorare il cielo, Silvia Ciompi

Quando ti innamorerai ti capiterà di sentirti sbagliata, brutta, spettinata e poi bella e spaventata. Ma non te ne fregherà più niente delle smagliature, delle cicatrici, dei tuoi spigoli o dei tuoi chili di troppo, perché chi ti ama fa così: ti cura e ti migliora e ti porta via anche i complessi. Quando ti innamorerai sarete ovunque.

Maremma diavola, che romanzo!
Alzi la mano chi si ricorda del primo amore, chi ricorda le miriadi di sensazioni che porta con sé e tutto quello che ne consegue.
Quando ci si innamora si è ovunque, come dice la citazione: nella musica, nelle frasi altrui, nel fondo di una tazza di caffè, tra gli alberi. Insomma, innamorarsi a volte è una gran bella grana e citando il buon John Lennon: ‘l’amore è ciò che ti accade mentre fai altri progetti’.
Ed è proprio l’amore che dà la possibilità ai giovanissimi protagonisti di questo romanzo di sopravvivere e di trovare un senso a quel gran macello che è la vita.
Clelia ha appena compiuto diciotto anni, ha dei meravigliosi occhi, non ascolta più musica da oltre un anno, si veste sempre di nero ed è in cerca di se stessa.
Lorenzo ha diciotto anni, ricci ribelli, vive con le cuffie nelle orecchie, vagamente somigliante a Marlon Brando [a detta di Clelia] ed è in fuga da tutto e da tutti compreso se stesso.
La vita ha già lasciato cicatrici invisibili e visibili su entrambi ed anche se sono nell’età in cui hanno tutta la vita davanti, loro la vita non riescono più a sentirla.
Clelia e Lorenzo non hanno altri progetti in mente, ma inciamperanno l’uno nella vita dell’altra rendendo il loro amore l’unica àncora di salvezza.

Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia.


L’amore e la musica sono probabilmente le uniche cose di cui l’essere umano non si stancherà mai e che fanno girare – o quasi – il mondo.
É infatti attraverso la musica – ascoltata tramite cuffie o grammofoni – che si dipana la storia d’amore di Clelia e Lorenzo, ambientata tra le stradine della meravigliosa Isola d’Elba profumate di salsedine e la periferia romana.
All’interno della storia sono citate canzoni ‘d’annata’ e ‘più recenti’ ed è una particolarità che mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto perché anche io ascolto molta musica e spesso faccio un miscuglio tra nuovo e vecchio e per questo mi sono sentita in sintonia sia con Clelia e il suo grammofono che con Lorenzo e le sue cuffie.
Più in basso troverete il link di Spotify per andare ad ascoltare tutte le canzoni citate all’interno del romanzo.
Tra il viale dei ricordi della mia infanzia e nuove scoperte, la mia playlist personale è decisamente lievitata!

Volevo solo sfiorare il cielo‘ è sì, un romanzo che racconta il primo amore, uno che il cuore lo spacca davvero, ma è anche un racconto di due famiglie che hanno perso molto. Nonostante le disgrazie accadute però cercano di andare avanti come possono, passo dopo passo, cercando di superare il dolore, a volte non riuscendoci.
Il ‘dolore’ è un tema molto importante perché sia Clelia che Lorenzo sono fatti di dolore, di rabbia e di sensi di colpa. Stando insieme questi devastanti sentimenti si affievoliscono, dando loro la possibilità di vivere l’estate dei loro diciotto anni come qualsiasi diciottenne dovrebbe: a fare pazzie ed innamorarsi.

Silvia Ciompi è tornata con un nuovo romanzo capace di tenere incollati alle quattrocentoundici pagine, ancora una volta.
Calime’ e Parassita burino vi entreranno dentro, facendovi partecipi del loro sentimento ed attraverso le pagine vivrete davvero intensamente la loro storia perché l’amore vero ti resta addosso per tutta la vita e, a volte, riesce anche a salvarti.
Impossibile dimenticarsi di loro.



Cose da ricordare:
° Comprare assolutamente il libro
° Ascoltare in loop la playlist del romanzo
° Tornare ad ascoltare i vinili
° Iniziare a giocare ” Se questo momento fosse una canzone, sarebbe?”
° Cercare un migliore amico come Ahmed, perché tutti ne dovremmo avere uno.


Ringrazio Silvia Ciompi, Promozione Romanzi e la Sperling & Kupfer.


Quarta di copertina: Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore. E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita?


Dicono della scrittrice

Silvia Ciompi, classe 1993, vive in Toscana.
Scrive da sempre e ovunque: diari, poesie e ora romanzi. Ha esordito, prima su Wattpad e poi in libreria, con ‘Tutto il buio dei miei giorni‘, seguito da ‘Tutto il mare è nei tuoi occhi‘, facendo sognare migliaia di lettrici.
Potete trovare l’autrice sui social Facebook e Instagram.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Recensione: Un tè a Chaverton House, Alessia Gazzola

«Lascia profumo dove sei passata».


Ventisette anni è un’età terrificante.
Anche l’adolescenza e molte altre età, non fraintendete, ma se domandate a molti ventisettenni cosa vogliono fare della loro vita non sanno bene cosa risponderti. Alcuni ti fissano con lo sguardo perso o come se tu gli avessi domandato di argomentare su Pseudo-Dionigi l’Areopagita.
Altri, dopo che gli avete sbloccato il ricordo della temutissima domanda “Cosa vuoi fare da grande?” è probabile che vi risponderanno l’astronauta o l’esploratrice.
Ventisette anni sono a metà fra “Il mondo è mio” e “Trenta? Ma che davero?
I tanto temuti trenta…
Che poi fino a tre secondi fa avevo vent’anni e ora sono quasi arrivata a trenta. Accidenti, fermatelo questo tempo!
La protagonista di questo romanzo si chiama Angelica, ha ventisette anni e non sa bene cosa vuole fare nella sua vita.
Abbiamo deciso che si tratta di una cosa alquanto normale, no?
E quale miglior modo per capire la strada della vita se non prendere un aereo (prima o poi torneremo a farlo anche noi!), volare in Inghilterra e trovare un lavoro, ma mica in un pulcioso pub della periferia londinese. Eh no.
Un lavoro in una bellissima tenuta in campagna immersa nel verde, inoltre nello svolgere il lavoro perché non diventare un aspirante Sherlock Holmes alla ricerca di una oscura verità?
Si aggiunge una buona padronanza delle lingue, una famiglia Splendida Splendente ed un enigmatico ma affascinate capo: il gioco è fatto, gli ingredienti ci sono tutti e si comincia a divertirsi.

Chiunque abbia visto Downton Abbey ha sognato almeno una volta di entrare nella meravigliosa Highclere Castle, la tenuta dove è ambientata la serie.
Parallelamente la protagonista Angelica si ritrova a fare da guida turistica nella maestosa Chaverton House dove è ambientata la serie de L’Orfana di Mallands Park, serie che è costretta a vedere interamente per potersi tenere il lavoro.
Inoltre all’interno della fornitissima e meravigliosa biblioteca, io l’ho immaginata come quella de La Bella e la Bestia, ci sono anche delle interessanti prime edizioni.

Indovinate quali?
Orgoglio e Pregiudizio‘ di Jane Austen e ‘Cime Tempestose‘ di Emily Brontë.
Ovviamente.


Avete presente quando leggendo in un libro c’è quel determinato personaggio che sembra stato scritto proprio sulla vostra persona? Ecco, quel personaggio per me è proprio Angelica.
La protagonista di questo ultimo romanzo di Alessia Gazzola edito da Garzanti e scritto tutto durante il primo lockdown, è una ragazza come tante con sogni, dubbi e paure. In sole centonovantadue pagine si riesce benissimo a immedesimarsi in lei, io ci ho messo un istante: abbiamo la stessa età ed anche gli stessi dubbi.

Io però non ho un lavoro in una tenuta inglese. Meh.


Ci vuole poco tempo per concludere questo breve romanzo ed è un piacevole diversivo alla monotonia che l’ennesima zona rossa ha, inevitabilmente, portato con sé.
Alla fine delle pagine non solo vi verrà voglia di rivedere tutte le stagioni di Downton Abbey (tanto, voglio dire, il tempo non manca) e iniziare a bere tè alle 5 in punto, ma vorrete soprattutto andare al supermercato a comprare gli ingredienti per preparare la ricetta della felicità, ovvero i cornetti di Angelica!


Citando il simpatico Giusy vi mando a swag of love!

P.s. Per capire a cosa si riferisce questa citazione correte a leggere il libro!

Recensione a cura di Rossella Zampieri


Quarta di copertina: “Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”


Dicono dell’autrice.

Alessia Gazzola, classe 1982, è nata a Messina. Laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018) e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Con Questione di Costanza (2019) inaugura una nuova serie di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè.
A Marzo 2021 esce il suo ultimo romanzo questa volta con una nuova protagonista di nome Angelica.

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Recensione: ‘Sotto i soli di Gwalthur’, Mala Spina

Con ‘Sotto i soli di Gwalthur’ Mala Spina regala fantascienza “Sword and Planet con cyborg imbranati contro aliene feline, dinosauri mutanti e intelligenze artificiali egomaniache. Tra Flash Gordon, Avatar e John Carter di Marte”.

Il romanzo è diviso in capitoli narrati dal punto di vista della protagonista femminile Zorya, cacciatrice nativa di Gwalthur e altri da quello dell’agente Securforce Ben Sawyer. Sono tante le fonti di ispirazione che pervadono tutta la narrazione e a detta della stessa autrice ci sono ‘dentro’ anche film come Il pianeta ProibitoGuardiani della galassia e Avatar. Il romanzo è una grande avventura di scoperta e peripezie ed infatti, l’idea iniziale di Sotto i soli di Gwalthur è quella di un re-telling di Le avventure di Robinson Crusoe.

La definizione esatta del genere a cui appartiene Sotto i Soli di Gwalthur è il PLANETARY ROMANCE, dove Romance è inteso come Romanzo. Si tratta di storie basate sull’esplorazione e la scoperta delle meraviglie di pianeti alieni esotici e spesso primitivi.

Ma tralasciando le categorie, i generi e sottogeneri, è impossibile non amare questo bel romanzo avventuroso e divertente.
Duecentosessantacinque pagine con sedici illustrazioni sono proprio poche quando la narrazione corre al ritmo di dinosauri assatanati e inseguimenti da parte di umanoidi cacciatrici inferocite. Impossibile è anche non amare Ben Sawyer e Zorya: il primo è un umano con un braccio bionico e un chip neurale, argomento che non ama particolarmente come impareremo nel corso della lettura, mentre la seconda è una giovane cacciatrice appartenente ad una tribù autoctona del pianeta, è quasi umana se non fosse che è parzialmente ricoperta di pelo e dotata di coda.

Insomma non dobbiamo dare nulla per scontato mentre voltiamo una pagina dietro l’altra di questo avvincente romanzo, non scontato e ben architettato. La scrittura scivola via veloce e si ha l’impressione che i due protagonisti, con l’aggiunta dell’intelligenza artificiale Kowalski, siano perfettamente costruiti e fatti per essere letti da noi.
Un plauso anche alla ‘questione femminile’ che pervade il romanzo, la nostra Zorya vuole evadere dalle costrittive leggi della sua tribù e si arma di coraggio e forza nel distaccarsi da tutto quello che conosce per seguire il suo sogno e la sua volontà nonostante le enormi difficoltà a cui andrà incontro.
Troverà sul suo cammino Ben Sawyer, anche lui un uomo costretto, un soldato addestrato che ha dimenticato chi è a causa del chip neurale che gli hanno impiantato quelli della potentissima Corporazione e solo grazie ad un caso fortuito recupera parzialmente la sua libertà di pensiero.
La loro diversità parrebbe insormontabile ma di fronte alle difficoltà trovano la loro strada anche se fatta di difficoltà e coraggiose azioni, combattimenti e incomprensioni che spesso virano in gag ironiche.
L’intelligenza artificiale e il confronto tra il cyber e il reale, materico mondo è trattato con grande capacità narrativa, inoltre la tensione tra i due protagonisti è ben costruita e mai scontata.
Adatto a chiunque ami la fantascienza ma anche a chi non predilige il genere, per la sua godibilità può piacere anche alla fascia definibile YA. Qualche ora di intrattenimento puro e di buon livello sono assicurati con questo romanzo edito da Plesio.
Sarebbe davvero bellissimo se l’autrice tornasse a raccontare ancora altri accadimenti sotto i soli del pianeta Gwalthur.

Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle legge tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur

Dicono dell’autrice.

Mala Spina è lo pseudonimo di una scrittrice toscana appassionata di narrativa del fantastico e collezionista di fumetti. Lavora nel campo dell’editoria, illustrazione digitale e web design.
Scrive storie Fantasy, Steampunk e Horror. Ha pubblicato in proprio l’urban fantasy “Victorian Horror Story”, la black comedy horror “Il Mangiapeccati” e la serie fantasy-sword and sorcery “Altro Evo”.
Ha pubblicato racconti brevi in varie antologie: “L’oro dell’uomo nero” in Zappa e Spada per Acheron Books. “Testa di santo” in Eroica per Watson Edizioni. “Quattro regole di sopravvivenza agli zombie” in Zomb! Saga per Dunwich Edizioni. “Ultimo treno per Uomo Morto” in N di menare per Lethal Books.
Sito Internet: www.AltroEvo.com

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Recensione: Il quaderno dell’amore perduto, Valérie Perrin

I vecchi non hanno altro da fare, quindi sanno raccontare il passato meglio di chiunque. Libri e film compresi.
Quel giorno, mi sono resa conto che è sufficiente toccarli, gli anziani, è sufficiente prendere loro la mano perché inizino a raccontare. Come quando si scava un buco nella sabbia asciutta, in riva al mare, e l’acqua risale in superficie.

Probabilmente tutti hanno sentito parlare di Valérie Perrin ed è impossibile non conoscere il suo secondo romanzo: Cambiare l’acqua ai fiori, best-seller assoluto che ha spedito la scrittrice francese sull’olimpo dei migliori scrittori contemporanei.
Grazie a “Radio Libro“, ovvero il passaparola dei lettori, il romanzo ha riscosso un grande successo diventando il libro più venduto nel 2020. E con ragione, aggiungiamo!
Ma non è di questo che vogliamo parlavi oggi, bensì del lavoro precedente della Perrin, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ uscito nel 2015 in patria e nel 2016 in Italia, vincitore di numerosi premi e che è stato però lanciato verso nuovi livelli di vendite (e apprezzamenti) solo dopo che è giunto il successone di ‘Cambiare l’acqua ai fiori’.
Sono entrambi dei romanzi meravigliosi, ma a nostro parere, ‘Il quaderno dell’amore perduto‘ è davvero un capolavoro che solo un acclarato talento, come la Perrin, poteva partorire in esordio.

Il quaderno dell’amore perduto – anche se siamo un po’ titubanti sulla traduzione italiana del titolo perché in francese è ‘Les Oubliés du dimanche‘ e acquista tutto un altro significato leggendo il narrato – è un romanzo delicato e crudele allo stesso tempo.
Fin dalle prime pagine si percepisce il passato ed il presente di una storia che attraversa i giorni e gli anni, una guerra ed il destino, raccontata tramite i ricordi di un’anziana signora e le parole scritte di una ventunenne con il dono di saper ascoltare.

Hélène Hel è nata due volte. Il 20 aprile 1917 a Clarmain, in Borgogna, e il giorno in cui, nel 1933, poco prima dell’estate, ha incontrato Lucien Perrin.


Si percepisce anche il dolore, quel dolore conosciuto solamente da chi sa cosa vuol dire perdere una persona cara, andare alla perenne ricerca del proprio posto nel mondo e finire a sentire solo odore di mare. Sappiamo che può sembrare strano, ma ad un certo punto pare quasi di trovarsi insieme ad Héléne, l’anziana signora di cui dicevamo, sulla spiaggia che tanto ama.
Ci sono libri che oltre ad essere figli dell’amore di chi li ha creati sono qualcosa in più. Sono l’Amore.
Les oubliés du dimanche, è davvero l’amore, dentro però c’è un intero caleidoscopio di emozioni umane: la paura, la gelosia, la nostalgia e il rimorso per citarne qualcuna.

Stasera sono di turno.
E ho nostalgia, nostalgia di ciò che non ho ancora vissuto.


C’è Hélené, la signora anziana che fu una bimba dislessica in un mondo che nemmeno ancora concepiva il concetto di dislessia, si era asini punto e basta; c’è Justine, la giovane assistente di casa di riposo sensibile ma distaccata dal mondo, orfana di genitori e affetti. C’è il cugino fratello Jules, c’è Lucien, c’è Louve e c’è il dottor senza nome e una pletora di fantastici co-protagonisti.
Ma c’è anche una dose di ironia e leggerezza che accarezza come il volo di un gabbiano, magari quello che ci accompagna nel romanzo.

“Oggi come va, Madame Bertrand?”
“Annie è appena morta.”
“Ah. Chi è Annie?”
“Era la mia amica. Quando veniva da me diceva: ‘Offrimi una birretta’. Pensa che ci sarà qualche bistrot nella casa del buon Dio?”
“Se c’è un paradiso, dev’esserci per forza un bistrot.”


Per non far mancare nulla a tutto questo si aggiunge il sapore di un incidente che forse è un delitto. La narrazione, come accade anche in ‘Cambiare l’acqua ai fiori‘, viaggia tra i feedback e i salti temporali fino a dipanare la storia in una architettura narrativa solida ma scorrevole. In questo la Perrin è assoluta maestra. I colpi di scena sono ritmati in maniera da lasciare perennemente in attesa di sapere. Non si può abbandonare la lettura.
La scrittura è precisa, fluida e lirica abbastanza da donare romanticismo senza cadere nel miele e nello strazio.
L’ambientazione è quasi interamente incentrata su un piccolo paese di nome Milly, situato nel bel mezzo della Francia. I cambiamenti che subirà nel tempo della narrazione vengono descritti con poche pennellate efficaci e decise che riescono a illustrare perfettamente quanto accaduto, in buona parte, dei piccoli centri urbani europei. Ma c’è tanto altro prima di giungere al mare dove vola il nostro gabbiano.
Esistono libri che vengono considerati oro e questo romanzo è oro puro. La capacità della Perrin di catturare il lettore sfiora il magico. I personaggi sono descritti meravigliosamente e al termine del libro sembra di abbandonare qualcuno conosciuto di persona.
Questo libro è semplicemente perfetto e aspettiamo con concitazione il terzo libro dell’autrice francese, previsto per aprile in Francia: Trois.
Se non c’è due senza tre sarà senza dubbio un capolavoro anche quello.


Quarta di copertina: La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?


Dicono dell’autrice

Valérie Perrin, classe 1967, è nata a Gueugnon ed è una scrittrice, fotografa e sceneggiatrice francese.
Ha lavorato a lungo come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi. Ha anche collaborato come fotografa e sceneggiatrice insieme al compagno Claude Lelouch.
Il suo romanzo d’esordio, Il quaderno dell’amore perduto, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 Cambiare l’acqua ai fiori viene pubblicato in Italia da E/O.


Recensione a quattro mani a cura di Rossella Zampieri e Bianca Casale

Pubblicato in: #wishlist

Wishlist Marzo 2021

Tra cambi di colore regionali e campagne vaccinali il secondo (e breve) mese dell’anno è volato via in un turbinio di nuove uscite editoriali e proposte interessanti.
Ma ecco subito che Marzo giunge a spodestare il suo predecessore e butta sul piatto una carrettata di novità e qualche bella riedizione.
Ecco quelle che ci intrigano di più:

Einaudi, 2 Marzo 2021

Quarta di copertina: Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta. Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un’ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno.

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Sperling & Kupfer, 2 Marzo 2021

Quarta di copertina:
Solo i morti non hanno segreti.
Jamie Conklin ha proprio l’aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l’agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.

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Mondadori, 2 Marzo 2021

Quarta di copertina: Graham attende con ansia l’arrivo del ventesimo secolo, foriero di progresso scientifico e sociale. Ma, caduto in un sonno profondissimo, dorme per oltre due secoli durante i quali le sue azioni in banca fruttano interessi enormi. Al risveglio, nella Londra del 2100, il Dormiente si ritrova a essere l’uomo più ricco e potente del mondo. Scoprirà però che grazie al suo denaro una minoranza di privilegiati schiavizza una enorme massa di lavoratori. E che le “tute blu”, tenute nella miseria e nell’ignoranza e ridotte a vivere e lavorare nel sottosuolo della megalopoli, hanno un unico sogno: che il Dormiente risvegliatosi li guidi, novello messia, alla conquista della libertà. Attraverso gli occhi di Graham, le sue impressioni e le sue emozioni, il lettore scoprirà strutture urbanistiche di sorprendente modernità, messaggi politici ridotti a pochissime banali parole, prodigiose macchine che permettono di volare e la babele linguistica del Nuovo Mondo, dominato dalla brama capitalistica e in bilico fra trionfo tecnologico e caos apocalittico, fra l’ebbrezza del volo aereo e la minaccia di una dittatura proto-fascista, fra utopia e distopia.

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Longanesi, 4 Marzo 2021

Quarta di copertina: Tutti la chiamano Willy, ma lei si chiama Antonia come ha voluto la donna che l’ha messa al mondo e subito abbandonata in un istituto di Rotterdam, in Olanda. Siamo agli inizi del Novecento e la famiglia che l’ha adottata si trasferisce negli Stati Uniti in cerca di fortuna. A New York, Antonia viene indirizzata giovanissima alla carriera sicura di dattilografa da una madre adottiva assai poco amorevole. Ma le sue mani, che battono rapide sulla tastiera, nascondono ben altre doti. Perché nella Terra delle grandi opportunità, anche Antonia ha un sogno da realizzare: diventare una direttrice d’orchestra. E quando lascia l’ufficio, corre al suo secondo lavoro di maschera in una sala da concerti, per pagarsi le lezioni di pianoforte. Nel 1926, dopo un durissimo esame di selezione, Antonia viene ammessa (unica donna) al più maschile dei corsi di una maschilissima istituzione: la classe di direzione d’orchestra al Conservatorio della città. E sarà solo l’inizio di un percorso solcato da innumerevoli ostacoli e pregiudizi. L’incontro fortuito con il rampollo di una famiglia di aristocratici non le sarà d’aiuto, ma le dischiuderà le vette e gli abissi dell’amore. Quando però perde il lavoro e la madre la caccia di casa, si trova davanti a una scelta molto difficile. Partire per l’Europa e dedicarsi completamente alla carriera musicale, o restare negli Stati Uniti insieme all’uomo che ama? In un viaggio fra Vecchio e Nuovo Mondo, nel pieno fermento di un’epoca dove tutto sembrava possibile, seguiamo la vita avventurosa di Antonia fra mille peripezie. E ci emozioniamo davanti al coraggio e alla dedizione, alle lotte e alla caparbietà di una donna che rappresenta un vivido (e attualissimo) esempio anche a un secolo di distanza.

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Einaudi, 9 Marzo 2021




Quarta di copertina:

Se questo libro fosse un disco, magari uno della leggendaria collezione di Murakami, sarebbe un concept album. Otto racconti molto diversi ma uniti dallo stesso «strumento» suonato: la prima persona singolare. Un Murakami davvero inedito, non solo perché sono nuove le storie che racconta. È nuovo il modo in cui si mette in gioco: otto diversi modi di dire «io», per parlare a tutti.

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Edizioni E/O, 10 Marzo 2021

Quarta di copertina: Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall’Eleganza del riccio, monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, è in punto di morte. Il despota cinico ed egocentrico che decide le sorti degli chef più prestigiosi nelle ultime ore di vita cerca affannosamente di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall’infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell’arrogante critico c’è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l’amante, l’allievo, il gatto e anche la portinaia Renée…), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall’ammirazione incondizionata al terrore, dall’amore cieco all’odio feroce. Il romanzo d’esordio dell’autrice dell’Eleganza del riccio.

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Neri Pozza, 11 Marzo 2021

Quarta di copertina: Jaipur, 1955. La giovane Lakshmi Shastri si è lasciata alle spalle una vita di povertà e un marito violento per diventare una delle artiste dell’henné più richieste in città. Prima che arrivasse a Jaipur, per farsi decorare mani e piedi le sue clienti si rivolgevano a donne Shudra, che si limitavano a tracciare semplici puntolini, trattini e triangoli, quel poco che bastava per procurarsi i loro magri guadagni. Lakshmi offre invece una gamma di motivi assai più complessi, capaci di rispecchiare le storie delle donne alle quali sono destinati. I suoi vividi ghirigori color cannella non hanno mai deluso le sue clienti che, con il tempo, sono arrivate a convincersi che il suo henné abbia il potere di riportare nel loro letto un marito scapestrato, o di indurre il loro ventre a concepire un figlio. Ecco perché Lakshmi può pretendere una tariffa dieci volte più alta del prezzo richiesto dalle donne Shudra, e ottenerla. Con il tempo è arrivata perciò assai vicina a conquistare ciò che desidera: una casa tutta sua, con pavimenti di marmo, acqua corrente a volontà e una porta d’ingresso di cui essere la sola ad avere le chiavi. Un posto nel quale poter accogliere i genitori e chiederne il perdono per essere fuggita dal marito, rovinando così la loro reputazione. Un giorno, però, il passato bussa alla sua porta: suo marito è riuscito a rintracciarla, e ad accompagnarlo c’è una ragazzina sconosciuta, una tredicenne con gli occhi enormi, di un azzurro che vira al verde, iridescenti come le piume di un pavone. È Radha, sua sorella. Una sorella di cui la giovane donna ha sempre ignorato l’esistenza. Una sorella, soprattutto, destinata a portare uno scompiglio tale nella vita di Lakshmi da metterne a repentaglio carriera e reputazione. “L’arte dell’henné a Jaipur” è il vivace ritratto una donna che, nell’India degli anni Cinquanta, lotta contro antichi pregiudizi e convenzioni per conciliare la propria realizzazione personale con il rispetto e l’amore per la famiglia.

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HarperCollins, 11 Marzo 2021

Quarta di copertina:

È il 2199 e la situazione, sul pianeta Terra, non è delle migliori… Ma un gruppo di eroi è in lotta per salvare il futuro.

Anno 2119. Dopo una lunga serie di catastrofi ambientali, pandemie e sconvolgimenti di ogni sorta i superstiti sono stati costretti a sottomettersi a un regime ingiusto ma stabile, liberamente ispirato al feudalesimo.
La società è formata da un centinaio di milioni di arcimiliardari onnipotenti e tre miliardi di migranti ambientali senza diritto di voto, raggruppati in grandi campi di accoglienza, sui lembi di terra risparmiati dall’innalzamento delle acque. Fra i ricchissimi la fanno da padroni gli azionisti del Consorzio delle multinazionali che controllano il web.
Gli unici che si oppongono al Consorzio sono i giornalisti di Holly, il solo organo di informazione concepito e scritto da esseri umani invece che da robot. E quando il Consorzio sta per mettere in rete un nuovo algoritmo, in grado di eliminare definitivamente il libero arbitrio, le poche speranze di salvezza sono nelle mani di Tess, bistrattata redattrice di una rubrica sui gattini
Accanto a Tess e agli altri giornalisti di Holly, incontreremo famiglie di migranti europei e newyorkesi, ingegneri del marketing e dei big data, azionisti spietati e riccastri spiantati, bambini e algoritmi, hackers e haters. E saranno tutti coinvolti da una catena di avvenimenti che può portare alla fine della specie che si è autodenominata Sapiens.

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Garzanti, 15 Marzo 2021

Quarta di copertina:

Un’antica dimora inglese in cui tutto può accadere.

Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi.

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Mondadori, 16 Marzo 2021





Quarta di copertina: Colin Bridgerton è l’uomo più affascinante di Londra, lo sanno tutti. Penelope Featherington adora da sempre il fratello della sua migliore amica, e dopo una vita passata a osservarlo pensa di sapere tutto di lui. Fino a quando non scopre il suo più profondo segreto, e si accorge di non conoscerlo affatto. Ma anche Penelope nasconde un segreto, e per Colin svelarlo sarà la sfida più intrigante.

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Mondadori, 16 Marzo 2021

Quarta di copertina: I nostri eroi sono tornati. (Più o meno). Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che una forza oscura e antica sta per essere liberata nella galassia minacciando la sopravvivenza di ogni razza senziente che vive al suo interno. Qual è la buona? Ty e gli altri membri della Squadra 312 sono pronti a intervenire nuovamente per salvare la situazione. Tutto bene, se non fosse che incappano in una serie di tante piccole distrazioni che minacciano di distoglierli dalla missione, tipo il branco di gremp che li sta inseguendo per catturarli e accaparrarsi così la taglia messa sulla loro testa. O il gruppo di agenti AIG con inquietanti fiori argento per pupille pronti a tutto pur di mettere le mani su Auri. O, ancora, la sorella di Kal, ricomparsa dopo una lunga assenza, che non pare esattamente felice di rivedere il fratellino e che per di più ha un esercito syldrathi dalla sua. Con metà della galassia sulle sue tracce, la Squadra 312 non si è mai sentita così tanto desiderata. Quando Ty e i suoi scoprono che l’ Hadfield è stata recuperata, per loro è tempo di uscire allo scoperto. Duecento anni prima, la nave-colonia era svanita, lasciando Auri come unica sopravvissuta. E ora nella scatola nera del vascello potrebbero essere contenute informazioni fondamentali per la salvezza di tutti. Ma il tempo è tiranno e, se Auri non sarà in grado di imparare a gestire in fretta il suo potere, la squadra e tutti i suoi sostenitori rischieranno seriamente di ritrovarsi più morti del Grande Ultrasauro di Abraaxis IV. Preparatevi a leggere di rivelazioni scioccanti, colpi in banca impossibili, doni misteriosi, e un’epica battaglia finale che segnerà il destino degli eroi più improbabili (e indimenticabili) di tutta la Legione Aurora, e forse dell’intera galassia.

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Fazi Editore, 18 Marzo 2021

Quarta di copertina: Berlino, maggio 1945: è l’ora zero. Il vecchio mondo è finito. La città è ridotta a un cumulo di macerie, così come le anime dei suoi abitanti. La villa dei Thalheim, agiata famiglia di commercianti, è stata requisita e il loro negozio di abiti è stato bombardato. Le donne di casa, rimaste sole dopo che gli uomini sono scomparsi in guerra, devono ricominciare tutto da capo. Le tre sorelle Rike, Silvie e Florentine, trascinate dalla determinazione della maggiore, imprenditrice nata, decidono di provare a realizzare un sogno: riaprire l’attività di famiglia, riportare colore nella tetra Berlino del dopoguerra con tessuti sofisticati e abiti alla moda, riuscire a far sì che le berlinesi tornino a sentirsi donne. Riesumate le Singer, le forbici da sarta, i vecchi cartamodelli e le preziose stoffe che Rike aveva saggiamente nascosto insieme al padre, le ragazze si rimboccano le maniche e nel giro di poco le loro creazioni sono sulla bocca di tutti. Ma i tempi nuovi portano nuovi problmi: oscuri segreti inaspettatamente rivelati gettano una luce ingloriosa sull’attività e sulla famiglia, mettendo tutte a dura prova.
Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte, il lontano scintillio della Berlino capitale della moda che torna a risplendere… Tutto questo, ma anche molto altro, nel primo capitolo della nuova trilogia bestseller Le sorelle del Ku’damm.

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Mondadori, 23 Marzo 2021

Quarta di copertina: Verity Jane, una app-whisperer di talento, viene assunta come beta tester per un nuovo prodotto di nome Eunice: un’assistente digitale attivabile per mezzo di occhiali dall’aspetto normalissimo. Eunice, oltre a essere un’intelligenza artificiale incredibilmente umana, ben presto rivela di possedere un volto, un passato frammentario e una conoscenza approfondita delle strategie di combattimento. Quando Verity intuisce che i suoi misteriosi datori di lavoro non sanno ancora quanto sia potente e preziosa Eunice, decide istintivamente che è meglio che non lo vengano mai a sapere. Intanto a Londra, un secolo dopo, in una linea temporale completamente diversa, Wilf Netherton è alle prese con plutocrati e saccheggiatori sopravvissuti a un disastro ecopolitico noto come “jackpot”. Il suo capo, l’enigmatica Ainsley Lowbeer, è in grado di vedere passati alternativi per provare a indirizzarne le sorti finali, e il suo progetto attuale riguarda Verity e Eunice. Ecco perché Wilf può vedere ciò che a Verity e Eunice è precluso: il jackpot che incombe su di loro e i ruoli che entrambe possono ricoprire per sventarlo. Fin dall’esordio con Neuromante nel 1986, Gibson non ha mai smesso di raccontarci la guerra non riconosciuta e silenziosamente devastante che hacker e lavoratori della gig economy combattono contro l’algoritmo, contro i gangster e i big data capitalists che manipolano i nostri bisogni, le nostre informazioni personali e i nostri desideri. Gibson non ha mai creduto che la fantascienza predica il futuro: parla solo del presente. Ed è esattamente quello che raccontano queste pagine, dove anche i resti di linee temporali alternative altro non sono che passati abbandonati, mozziconi di futuri che avrebbero potuto essere, versioni del mondo in cui viviamo ora. È difficile stabilire se un tentativo così determinato di predire il presente sia un’osservazione o un avvertimento. Probabilmente finisce per essere entrambe le cose.

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Iperborea, 31 Marzo 2021

Quarta di copertina: Negli ultimi anni siamo arrivati a privilegiare tutto ciò che è scandinavo: il cibo, gli arredi, la narrativa, la moda e il modo di vivere in generale. Sembra che consideriamo gli svedesi e i loro vicini scandinavi come complessivamente più sofisticati ed evoluti di noi. Tutti aspiriamo a essere svedesi, a vivere nella loro società perfettamente progettata dal futuro. Ma se avessimo investito tutta la nostra fede in una fantasia? E se la Svezia non fosse mai stata così moderata, egualitaria o tollerante come vorrebbero (farci) pensare? Non c’è Paese infatti che sia stato più idealizzato come welfare state per antonomasia, patria del politicamente corretto, meta prediletta di rifugiati politici ed economici, superpotenza gentile, progressista e liberale. Ma la recente ascesa alla ribalta politica di un partito apertamente neonazista ha iniziato a rompere quest’illusione, ed ecco che ora la scrittrice svedese Elisabeth Åsbrink, che ama il suo Paese «ma non ciecamente», ci presenta – con spirito ironico, a volte provocatorio ma sempre ben informato – cinquanta parole chiave per comprendere l’identità svedese.

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Pubblicato in: #fantasy, approfondimento

Un’umile rubrica: Una serie di sfortunati eventi, un infausto evento

Il Bistrot dei Libri presenta

un’umile rubrica a cadenza mensile sui volumetti di Una Serie di Sfortunati Eventi di Giulietta Frattini – Un Interessante Inizio (Una Serie di Straordinari Libri)
Lemony Snicket – Un infausto inizio (Una Serie di Sfortunati Eventi)

Il primo libro della saga de Una Serie di Sfortunati Eventi è senz’ombra di dubbio uno dei più famosi romanzi per ragazzi, complice anche la sua comparsa nell’omonimo film del 2004 e di una serie Netflix di grande successo (tre stagioni, dal 2017 al 2019).

“Se vi interessano le storie a lieto fine, è meglio che scegliate un altro libro. In questo non solo non c’è il lieto fine, ma nemmeno un lieto inizio e ben poco di lieto anche in mezzo”

Il libro racconta la storia di tre fratelli molto sfortunati: Violet Baudelaire (l’inventrice), Klaus Baudelaire (il lettore) e Sunny Baudelaire (dai denti affilati),ma noi li sentiremo più spesso chiamare gli orfani. Fin dalla prima pagina viene messo bene in chiaro il leitmotiv del romanzo: la morte e come viene affrontata. I ragazzi si trovano sulla riva di Spiaggia Salmastra e ricevono la terribile notizia dell’incendio nella loro casa e della conseguente morte dei loro genitori. Incaricato di portarli dal loro tutore, il signor Poe, l’ingenuo banchiere di famiglia, li porterà dal malvagio Conte Olaf.  Senza farsi scrupoli l’uomo tenterà di impadronirsi in tutti i modi dell’enorme patrimonio degli orfani, arrivando addirittura a sposare la povera Violet, mascherando il tutto con una commedia teatrale. Infine, una volta scoperto, il conte Olaf è costretto a scappare (senza però pagare le conseguenze delle sue azioni… lo rivedremo presto) e i ragazzi verranno accompagnati dal signor Poe dal nuovo tutore.

Dalla sinossi pare un libro triste: ai giovani orfani accadono molti eventi sfortunati in serie (come da titolo della saga): perdono la casa, nell’incendio muoiono i genitori e il loro tutore si rivela un uomo che vuole solo la loro eredità. Tre bambini intelligenti e dalle capacità straordinarie vittime di un mondo di adulti malvagi (o sprovveduti, come il signor Poe o la giudice Strauss), ma la tristezza dura poco: procedendo nella lettura il lettore scopre che in realtà è un libro divertente e molto avventuroso. Non si può che immedesimarsi nei giovani Baudelaire e fare il tifo per loro, tenendo il fiato sospeso per scoprire se i loro piani per sfuggire ai tranelli del Conte Olaf faranno sì che il bene trionferà. 

Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è che l’autore, Lemony Snicket, dialoga spesso con il lettore inserendosi nella prosa: spiegando il significato di alcune parole [«Ultimamente» disse il Conte Olaf, «temo di essere stato scostante». La parola ‘scostante’ è meravigliosa, ma non descrive esattamente il comportamento del Conte Olaf verso i ragazzi. Essa non descrive una persona che mette tre persone a dormire in un solo letto, le costringe a sbrigare lavori pesanti e le prende a schiaffi.] o raccontando fatti accaduti nella sua vita (addirittura invita più volte ad abbandonare la lettura del libro per dedicarsi a letture a detta sua più divertenti…)

Curiosità. Il vero autore è Daniel Handler, ma tutta la vicenda è raccontata come se il narratore fosse “Lemony Snicket”, personaggio di fantasia, il cui nome compare sulla copertina di tutti i libri e a cui vengono attribuite la presentazione e la conclusione del volume.

Questa lettura (ma in realtà tutta la serie) è un classico per ragazzi, ma io mi sento di consigliarlo anche a lettori adulti che amino l’ironia (a volte un po’ nera), il citazionismo letterario (vi dice nulla il cognome dei Baudelaire? O i figli Edgar e Albert del signor Poe?), e i libri brevi. I capitoli sono scorrevoli e si prestano particolarmente bene anche alla lettura ad alta voce, vista la trama molto lineare.

Quindi, se volete seguire le avventure degli orfani Baudelaire e risolvere tutti gli enigmi di questa serie, non posso fare altro che dirvi: continuate a leggerci!

Al prossimo mese con La stanza delle serpi!

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A cura di Giulietta Frattini

Pubblicato in: #recensione, Romanzo

Recensione: Backstage, Erika Vanzin

“Ringrazio PromozioneRomanzi per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo.”

Quando il destino ti mette davanti l’occasione della tua vita, non puoi assolutamente perdere il biglietto di quel treno, una volta perso non passa più. Ne passeranno altri, certo, ma non saranno lo stesso treno.
Questo è quello che succede ad entrambi i protagonisti di Backstage: Lilly e Damian. Il treno non lo perdono, anzi ci salgono in corsa, senza pensare alle conseguenze.
Dopotutto, per due persone come loro l’amore è proprio quel treno che viaggia a grande velocità e che li travolge completamente.
Lilliane Jenkins suona il basso ed è davvero un portento nel farlo, ama fare musica e la sua band i Red Velvet Curtains è composta da tre idioti dal cuore d’oro che lei adora: Luke, Martin e Taylor. Lilly ha delle ferite che non riescono del tutto a guarire nel suo cuore da ventenne ed anche un problema serio con il suo aspetto, nonostante non ce ne sarebbe bisogno.
Damian Jones è la rockstar. Il dio del rock, del sesso, di qualsiasi cosa vi venga in mente. Ricco, bello, dotato di una voce che ti manda all’altro mondo ed un corpo che promette notti indimenticabili. Damian è il frontman dei Jailbirds, gruppo musicale che ha raggiunto il successo planetario. La famiglia di Damian è composta principalmente da Thomas, Michael e Simon ( NdA. Non dimenticatevi dei loro nomi!) gli altri componenti del gruppo e si sono promessi di proteggersi a vicenda, sempre.
Voi credete nell’anima gemella?
A noi piace credere di sì, per questo il fato mette sulla strada di Damian la bella e combattiva Lilly e viceversa. Perché due persone massacrate dal passato possano trovarsi, imparare ad amarsi – tra alti e bassi – vivere il presente e sperare nel futuro.

Quindi, galeotta una serata brava, un concorso indetto da una casa discografica ed un tour, veniamo catapultati in questa vita on the road a colpi di concerti, di notorietà (fin troppa, a detta di Lilly), di sguardi e di desiderio.
La speranza di emergere, il sogno di fare della musica il proprio lavoro, ma anche desiderio di lasciarsi andare del tutto completamente.
Di andare a fuoco. Ed è proprio quello che Damian e Lilly faranno: arderanno – come fiamme – fino a consumarsi, per poi risorgere… insieme.

Ho concluso da poco il romanzo di Erika Vanzin e ne sono rimasta soddisfatta. Mi ha accompagnato in una settimana in cui non sapevo proprio cosa leggere. A voi capita mai? Arrivi ad un bivio e non sai cosa leggere e poi ti capita sottomano proprio il romanzo che ti prende e ti fa ritornare sulla retta via della lettura.

Ecco, con Backstage è capitato proprio questo particolare fenomeno del lettore.
La scrittura è fluida, la lettura è scorrevole ed in un batter d’occhio ti ritrovi alla fine del romanzo e ne vuoi sapere anche di più su questi due disgraziati che ti hanno fatto tribolare per esattamente quattro ore e mezza. Alla fine ne senti anche un po’ la mancanza. I personaggi secondari – che poi tanto secondari non sono – sono caratterizzati in maniera ottima, così come gli stessi protagonisti.
Un po’ soffri con loro, un po’ esulti per loro e con loro.
Arriverete alla fine che ne chiederete di più.
E a proposito di volerne di più… sarete accontentati!
Più in basso troverete la trama del nuovo romanzo “Paparazzi” che segue le vicende di Thomas Simons e di Iris!
L’autrice ci fa inoltre sapere che il terzo romanzo della serie Rodies il cui protagonista è Michael Wright sarà disponibile nei primi mesi del 2021, quindi… direi che siamo, no?
Sbrigatevi a leggere i due romanzi precedenti e non rimanete indietro: i Jailbirds vi aspettano!

a cura di Rossella Zampieri


Rodies Series #1

Quarta di copertina:

«Solo una pazza non strapperebbe volentieri i vestiti di dosso a tutto quel ben di Dio, ma non per questo
non gli pianterei un pugno in faccia quando fa lo stronzo.»

Lilly è una bassista emergente che sogna di arrivare in cima alle classi che di tutto il mondo assieme alla
sua band. Salire su un palco e suonare la sua musica è tutto ciò che desidera fare nella vita. C’è un’unica cosa che la frena a tal punto da sperare che il suo sogno non si avveri mai: soccombere alla pressione
mediatica che deriva dalla popolarità. Damian è il cantante leader della rock band più famosa al
mondo. Lui èabituato a stare in cima alle classi che e al centro dell’attenzione, sembra nato per essere inseguito dal gossip. Ha un unico scopo nella vita: continuare a vivere immerso nella fama per non tornare alla sua vita precedente. Damian accetta di stare sotto i riflettori, Lilly li evita scomparendo nell’anonimato. Lui non è disposto a rinunciare al suo attico a Manhattan, lei è preparata a dividere il microscopico appartamento di Brooklyn con i suoi genitori. Le loro vite sono totalmente incompatibili, ma c’è un unico problema: dovranno condividere mesi di tour con le loro rispettive band.

Sito Web Rodies Series
Lo trovate su Amazon


Dicono dell’autrice

Erika Vanzin, classe 1979, nasce nella patria del prosecco, nello specifico a Valdobbiadene (Treviso).
All’età di otto anni Erika ha chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere. Quello è stato il momento in cui i suoi genitori, alquanto sorpresi, si sono resi conto che non era come tutti gli altri bambini. Comunque, quel Natale ha ricevuto la sua prima pesante, professionale e nuovissima “Olivetti Lettera 35”. È stato amore a prima vista. Ha cominciato immediatamente a scrivere alcune parole che ben presto sono diventate la sua prima storia breve. Con il passare del tempo ha comprato un computer molto più efficiente ma, quella macchina da scrivere, avrà sempre un posto speciale nel suo cuore: è stata il suo primo amore.
Erika è nata il 6 dicembre 1979 a Valdobbiadene in provincia di Treviso, un piccolo paese ai piedi delle Prealpi. Entrambi i suoi genitori sono nati e cresciuti nella stessa frazione dove tutt’ora risiedono. Erika ha vissuto con loro fino all’età di diciotto anni quando si è trasferita a Padova per frequentare l’università. Dopo la laurea non è tornata a Valdobbiadene ma ha seguito il suo cuore e ha viaggiato in giro per il mondo, vivendo a Los Angeles, Vancouver e Londra e visitando parte del Nord America e dell’Europa.
Suo fratello, Nicola, è nato quando lei aveva cinque anni e, alcuni mesi prima che nascesse, aveva già cominciato il primo anno alla scuola elementare Nicolò Bocassino. Proprio in questa scuola ha incontrato l’insegnante che le ha fatto amare ancora di più la scrittura, i libri e lo studio in genere. Quello è stato l’incontro determinante che l’ha fatta diventare quella che è oggi perché è stata la prima persona, al di fuori della famiglia, a incoraggiare la sua creatività e il suo amore per i libri.

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Se siete appassionati degli intrecci tra i vari personaggi, questa serie fa per voi! Vi aggiungo questo “plus” perché oltre a Backstage è disponibile dal 17 dicembre 2020 anche Paparazzi! Qui di seguito trama e link per l’acquisto!

Quarta di copertina: Cercare di sopravvivere in una città come New York, nella costosissima Manhattan, non è sempre facile. Lo sa bene Iris che, per cercare di sbarcare il lunario, si destreggia tra gestire un blog che parla di musica, fare la ghostwriter, scrivere manuali per aziende e scattare foto alle celebrità.Thomas è il batterista dei Jailbirds, vive in un appartamento lussuoso di Manhattan, fa un lavoro che ama e non ha problemi a togliersi sfizi costosi. È una persona che è sempre pronta ad aiutare chi è in difficoltà ma non sopporta chi vive gettando fango sugli altri, come i giornali di gossip e i paparazzi.Thomas vorrebbe poter salvare tutte le persone che ama usando i suoi soldi, Iris si accontenta di riuscire a non indebitarsi troppo.Lui vive da solo in un appartamento con cinque stanze da letto, lei divide l’unico vano, che serve da cucina e camera, con il suo gatto.Thomas odia i paparazzi, Iris lo fa di lavoro.Iris e Thomas vivono agli estremi opposti della scala sociale di Manhattan ma frequentano gli stessi ambienti e le gli stessi eventi: il batterista dal lato scintillante e patinato delle transenne, il paparazzo da dietro l’obiettivo rubando scatti della vita privata delle celebrità.“Paparazzi” è il secondo libro della Roadies Series ed è autoconclusivo. Può essere letto anche senza aver letto Backstage, ma all’interno ci sono alcuni spoiler sul primo libro.

Lo trovate su Amazon

Pubblicato in: distopico, Narrativa contemporanea, segnalazioni

Segnalazione ‘plus’: Alla scoperta dell’acqua calda, Roberto Riva

Casa Editrice: Self – Publishing | Prezzo: € 9,99 | Data di pubblicazione: 28 aprile 2020


Quarta di copertina: Che cosa ci fanno alcuni scienziati imprigionati in una remota isola del Pacifico? Per scoprirlo dobbiamo fare un salto in un ipotetico futuro dove la ricerca che non porta vantaggi per la società è punita con l’incarcerazione. Il protagonista Fleming, con l’aiuto di Einstein, Pascal, Copernico e Kelvin, mette in atto un piano rocambolesco per salvare la comunità scientifica dell’isola e intraprende un viaggio alla ricerca della propria identità per scoprire se la prigione sia quella sull’isola o quella dentro sé stesso.Grazie alla metafora di un’avventura distopica, questo romanzo vuole far riflettere sull’importanza di saper leggere criticamente la scienza e di stimolare le persone a capire la differenza tra ricerca utile e notizie infondate.

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Faccio persino fatica a pensare. Però penso, quindi sono.


Ringraziamo Roberto Riva per averci inviato il suo romanzo. Lo segnaliamo molto volentieri e vi lasciamo una serie di domande a cui Roberto ha gentilmente risposto per noi.

Hai scritto un romanzo ‘pieno’ di scienziati, puoi spiegare come mai?

Ho scelto di rendere gli scienziati i protagonisti del mio romanzo per due motivi: primo perché è un mondo che conosco bene avendo io stesso conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia e avendo ancora molti amici “intrappolati” nel mondo accademico; secondo perché credo sia giusto dare risalto all’importante lavoro dei ricercatori in un periodo pieno di bufale e notizie infondate.

Quali sono le ispirazioni del tuo lavoro, quali i tuoi romanzi preferiti?

Mi sono ispirato molto alle mie esperienze dirette e indirette nel mondo accademico e ai sarcastici premi IgNobel che onorano la ricerca improbabile e in qualche modo divertente. I miei romanzi preferiti sono quelli di Pennac e di Benni: mi ha sempre affascinato il loro stile e il loro modo di farti riflettere lasciandoti un sorriso sulle labbra.

Il romanzo si svolge su un’isola penitenziario con livelli diversi di ‘carcerazione’, si tratta di un novello purgatorio oppure più che altro una metafora della nostra condizione odierna?

Nella vita così come nella ricerca partiamo tutti da diverse condizioni (economiche e sociali) per raggiungere i nostri obiettivi. Ho deciso così di creare un’isola con diversi livelli di “carcerazione” assegnati quasi a caso per dare ai personaggi del romanzo un motivo in più per lottare contro l’ingiustizia a cui sono stati sottoposti.

Quando hai cominciato a lavorare a questo romanzo? Quanto tempo ti ha preso la scrittura?

Tra prima stesura e revisioni varie, figli in arrivo e altri impegni lavorativi come psicologo, ci ho messo più di un anno di tempo per concludere questo romanzo

Einstein mi racconta che quest’isola si chiama Matrioska e che si trova in un non ben precisato punto nell’ oceano Pacifico.


Dicono dell’autore

Roberto Riva, classe 1982, nasce a Udine. Nel 2007 si laurea in psicologia all’università di Trieste. Nel 2012 si dottora in psicologia all’università di Stoccolma e ottiene l’abilitazione a psicologo clinico, professione che tutt’ora esercita nella capitale scandinava. In Svezia fonda il gruppo teatrale italiano “Varför inte”, un’associazione culturale senza scopo di lucro di cui è presidente e attore. Nel 2016 dà vita a un blog di racconti umoristici (Blog da strapazzo). “Alla scoperta dell’acqua calda” è il secondo romanzo dopo l’esordio con “I casi del commissario Grammatikus” (2018)

Pubblicato in: #thriller, Anteprima, Narrativa contemporanea, segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: L’anomalia, Hervé Le Tellier

Casa Editrice: La Nave di Teseo | Prezzo: | Data di pubblicazione: 11 marzo 2021

Quarta di copertina:

Nel marzo 2021, un Boeing 787 di Air France in volo da Parigi a New York incappa in una grande turbolenza prima di atterrare. Tre mesi dopo lo stesso aereo, con gli stessi passeggeri e un identico equipaggio, ricontatta i controllori di volo dell’aeroporto JFK. L’inspiegabile duplicazione preoccupa CIA, FBI e gli alti comandi dell’esercito, che dirottano l’aereo in una base militare. Le indagini degli Stati Uniti e delle altre potenze scatenano una caccia all’uomo planetaria per rintracciare i misteriosi doppi di tutte le persone a bordo. Ma durante quei tre mesi fatali, le vite di alcuni di loro sono cambiate per sempre: chi ha combattuto un male incurabile, chi ha raggiunto il successo soltanto dopo un gesto estremo, chi ha trovato l’amore e chi si è lasciato per sempre, chi ha finalmente affrontato le sue bugie. Tutti credevano di avere una vita segreta. Nessuno immaginava fino a che punto fosse vero.


Dicono dell’autore:

Hervé Le Tellier, nato a Parigi nel 1957, è uno scrittore, poeta e linguista francese, membro dell’OuLiPo, le cui opere sono basate sull’utilizzo di limitazioni formali, letterarie o matematiche. Ha iniziato la sua carriera come giornalista scientifico, e si è unito Oulipo nel 1992. Come autore, è venuto all’attenzione generale nel 1998, con la pubblicazione in Francia del suo libro ‘’Les amnésiques n’ont rien vécu d’inoubliable’’, una raccolta di mille frasi molto brevi tutte inizia con ‘’Je pense que’’ (credo che). Il suo romanzo piuttosto complesso ‘’Le voleur de nostalgie’’ è un omaggio allo scrittore italiano Italo Calvino. Egli è anche uno dei Papous dans la tête, su la stazione radio francese culturale France Culture. È anche l’autore di un biglietto quotidiano nel giornale ‘’Le Monde’’, su internet. Hervé Le Tellier è anche uno dei fondatori dell'”associazione degli Amici di Jean-Baptiste Botul” (Association des Amis de Jean-Baptiste Botul, o A2JB2), presentata come ente che curerebbe la raccolta e la pubblicazione degli scritti di Butul. Nel 2020 è stato insignito del Premio Goncourt per il romanzo L’Anomalie..

Pubblicato in: #fantasy, segnalazioni

Segnalazione: Pericoli di un viaggio nel tempo, Joyce Carol Oates

Casa Editrice: La Nave di Teseo | Prezzo: € 19,00| Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2021

Quarta di copertina: Adriane S. Strohl vive negli SNAR (Stati del Nord America Rifondati) una confederazione nata dopo i Grandi Attacchi Terroristici e la conseguente Guerra Contro il Terrore. Uno stato retto da un governo onnipresente e opprimente che non consente nessun tipo di dissenso. Adriane è solo una ragazzina di diciassette anni, idealista e curiosa, quando viene arrestata dalla Sicurezza Interna per aver osato fare delle domande a scuola. La sua condanna è quella di essere rimandata indietro nel tempo di ottant’anni e di scontare la pena a Wainscotia Fall, nel Wisconsin, per studiare nella locale università. Lasciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione” per poter poi tornare a casa, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere sul mondo Wainscotia e sulla realtà che è costretta a vivere, con risultati al contempo devastanti e liberatori. “Pericoli di un viaggio nel tempo” è un romanzo distopico, visionario e sorprendente, che racconta la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva, ma è anche una potente storia d’amore, splendidamente narrata dalla più grande scrittrice americana contemporanea.

Pubblicato in: #recensione, approfondimento, Narrativa contemporanea, storico, tratti da libri

Recensione: La serie dei Bridgerton, Julia Quinn

Ricetta per il successo: prendete un po’ di balli, una storia d’amore, qualche intoppo ed il tanto agognato lieto fine ed ecco quasi pronta una saga perfetta per la ricerca di ore di tranquillità o di qualcosa di non troppo impegnativo.
Avete già capito di cosa stiamo blaterando? Moltitudini ne hanno parlato e straparlato, tutti sono impazziti ed è diventata una vera e propria mania.
Ovviamente stiamo ciarlando della serie dei Bridgerton, saga familiare che ha mandato in visibilio il web e non solo.
Non tutti sanno, o forse ormai lo sanno tutti, che la serie tv Netflix (che in verità ha scatenato tutto il putiferio) è stata ispirata da una serie di romanzi regency di Julia Quinn (pseudonimo di Julia Pottinger). Scopriamo che la serie è un mega bestseller dell’autrice americana e che esiste anche un prequel.
Dio ci salvi, e salvi anche la Regina, vista l’ambientazione della Londra vittoriana.
Ed eccoci immediatamente saltate in carrozza, grazie Netflix e grazie Shondaland.
Ma qui non discutiamo della serie TV, su cui avremmo ben delle cose da dire ma ci riserviamo un nuovo articolo apposito.
Focus sui libri. Siamo ad inizio 1800, i Bridgerton sono una famiglia della nobiltà inglese e la bella (e simpatica) Violet ha messo al mondo ben otto pargoletti insieme al suo amato Edmund (purtroppo non lo conosceremo, risulta schiattato prematuramente a causa di un insetto). Otto figli per otto libri, ma non in ordine di nascita.
Partiamo con Daphne, la prima figlia femmina, protagonista de ‘Il duca e io’ insieme al fascinoso Duca di Hastings.

Julia Quinn's Bridgerton Family | Personagens de livros, Personagens  literários, Romance de época

Ci sono voluti ben quindici giorni per poter finire tutta la saga (otto libri) e parlarne con qualche cognizione di causa: quindici giorni di delirio totale. Avete presente la metafora delle ciliegie che una tira l’altra?
Una volta iniziato a leggere il primo si deve assolutamente sapere cosa succede negli altri sette per poter avere un po’ di pace nella mente.
Passi che non è accurato, passi anche la noia mortale se fosse davvero accurato, ma veramente non si riesce a fare a meno di continuare nella lettura.
Alla fine è obbligatorio affezionarsi ad Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacinth, vederli arrivare alla fine dei loro rispettivi libri con il loro bel lieto fine e scoprire in realtà che hai già scelto i tuoi preferiti.
Per noi, sopra tutti vincono Micheal e Francesca, ma aspettiamo i vostri commenti.

I primi tre volumi, oscar bestsellers, sono disponibili in versione cartacea, editi da Mondadori, gli altri arriveranno in successione a distanza di un mese l’uno dall’altro. In ebook potete anche trovare i secondi epiloghi che la scrittrice ha fatto per soddisfare le domande dei fans. In ebook, tra l’altro, è possibile acquistarli tutti.

I titoli in ordine:

1-Il duca e io (il libro di Daphne)

2-Il visconte che mi amava (il libro di Anthony)

3-La proposta di un gentiluomo (il libro di Benedict)

4-Un uomo da conquistare (il libro di Colin)

5-A sir Philip, con amore (il libro di Eloise)

6-Amare un libertino (il libro di Francesca)

7-Tutto in un bacio (il libro di Hyacinth)

8-Il vero amore esiste (il libro di Gregory)

Esiste un nono volume che si chiama Felici per sempre e raccoglie gli epiloghi di tutti e otto i finali dei personaggi. In aggiunta si trova tutta la storia di Violet, da bambina a nonna. Per non avere più alcuna domanda…
Ah no, aspetta, c’è pure il prequel.
Ma per ora ci fermiamo qui.

Il duca ed io ( Daphne Bridgerton #1)

Quarta di copertina: Londra, 1813. Simon Arthur Henry Fitzranulph Basset, nuovo duca di Hastings ed erede di uno dei titoli più antichi e prestigiosi d’Inghilterra, è uno scapolo assai desiderato.
A dire il vero, è letteralmente perseguitato da schiere di madri dell’alta società che farebbero di tutto pur di combinare un buon matrimonio per le loro fanciulle in età da marito.
E Simon, sempre alquanto riluttante, è in cima alla lista dei loro interessi.
Anche la madre di Daphne Bridgerton è indaffaratissima e intende trovare il marito perfetto per la maggiore delle sue figlie femmine, che ha già debuttato in società da un paio d’anni e che rischia di rimanere – Dio non voglia! – zitella. Assillati ciascuno a suo modo dalle ferree leggi del “mercato matrimoniale”, Daphne e Simon, vecchio amico di suo fratello Anthony, escogitano un piano: si fingeranno fidanzati e così saranno lasciati finalmente in pace. Ciò che non hanno messo in conto è che, ballo dopo ballo, conversazione dopo conversazione, ricordarsi che quanto li lega è solo finzione diventerà sempre più difficile. Quella che era iniziata come una recita sembra proprio trasformarsi in realtà.


Il visconte che mi amava ( Anthony Bridgerton #2)

Quarta di copertina: La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.
Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.
Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.
Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.
L’impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.


La proposta di un gentiluomo (Benedict Bridgerton #3)

Quarta di copertina: Sophie Beckett discende da una nobilissima famiglia, ma non ha mai avuto una vita facile. Niente feste, coccole, agi per lei: è infatti la figlia illegittima del conte di Penwood ed è sempre stata trattata come una domestica, soprattutto dopo che il padre, morendo, l’ha lasciata sola con la matrigna e le sorellastre.
Mai e poi mai avrebbe immaginato di partecipare un giorno al celebre ballo in maschera di Lady Bridgerton. Né tanto meno di incontrarvi un principe azzurro che stesse aspettando proprio lei. Eppure, mentre volteggia leggera tra le forti braccia del bellissimo Benedict, secondogenito della famiglia, le sembra quasi impossibile che quell’incantesimo debba dissolversi allo scoccare della mezzanotte. Non dimenticherà mai quella serata, ne è sicura.
Neanche Benedict potrà scordare la sensazione provata danzando con quella sconosciuta.
Chi si celava dietro quella maschera?
Il giovane ha giurato a se stesso che l’avrebbe scoperto, per poi sposarla. Ma quando, anni dopo, conosce casualmente Sophie, che crede una cameriera, il suo proposito vacilla: è giunta l’ora di porre fine alla ricerca della misteriosa ragazza che gli ha rapito il cuore e abbandonarsi a un nuovo sentimento? Perché certo Sophie non poteva essere al ballo oppure sì?


Un uomo da conquistare (Colin Bridgerton #4)16 marzo 2021




Quarta di copertina: Penelope Featherington è segretamente innamorata di Colin Bridgerton, il fratello della sua migliore amica.
Da anni lo osserva da lontano ma all’improvviso si rende conto di non conoscerlo affatto.
Lo stesso Colin, rientrando da un viaggio all’estero, scopre che molte cose sono cambiate. Soprattutto Penelope: ora non riesce a smettere di pensare a lei.
È davvero la donna che potrà renderlo felice?





A sir Phillip, con amore (Eloise Bridgerton #5) 20 aprile 2021





Quarta di copertina: Di famiglia aristocratica, Eloise Bridgerton ha ormai ventotto anni compiuti ed è ancora senza marito. A spezzare il grigiore delle sue gior

nate arrivano le lettere di sir Phillip Crane, un botanico rimasto vedovo con due gemelli da crescere. Dopo un anno di corrispondenza lui le chiede di sposarlo, ma quando finalmente si incontrano, Eloise scopre che Phillip, più che una compagna, cerca una madre per i suoi figli. Riuscirà il suo amore a fare breccia nel cuore apparentemente insensibile di Phillip?


Amare un libertino ( Francesca Bridgerton #6)18 maggio 2021







Quarta di copertina: Quando Michael Stirling, il più audace libertino di Londra, incontra Francesca Bridgerton è amore a prima vista. Un amore non ricambiato: Francesca sta per sposare suo cugino John.
E anche se un evento improvviso libera Francesca da qualunque vincolo, Michael non osa confessarle il proprio amore e per dimenticarla parte per l’India.
Ma al suo rientro, inaspettatamente, Francesca gli chiede consiglio per trovare un buon marito: potrà Michael sopportare di gettarla tra le braccia di un altro?



Tutto in un bacio (Hyacinth Bridgerton #7) – 15 giugno 2021




Quarta di copertina: Gareth St. Clair scopre che il suo passato, e forse anche il suo futuro, è nascosto negli eleganti caratteri di un antico diario, scritto però in una lingua che lui non comprende: l’italiano. Per Hyacinth Bridgerton, esperta traduttrice, è una sfida davvero intrigante. Ma quando insieme a Gareth si immerge in quelle pagine scopre che le risposte che entrambi cercano non sono lì. E niente è più semplice, o complicato di un bacio.




Il vero amore esiste ( Gregory Bridgerton #8) 13 luglio 2021




Quarta di copertina: Gregory Bridgerton crede nel vero amore. Ma quando incontra Hermione Watson, la donna dei suoi sogni, scopre che lei ama un altro. Comunque deciso a conquistarla, Greg ha un asso nella manica: Lady Lucinda Abernathy, la più cara amica della fanciulla, si offre di aiutarlo. Ma ciò che Lucy, fidanzata dall’età di dieci anni con il futuro conte di Davenport, non ha previsto è di innamorarsi perdutamente proprio del pretendente dell’amica.

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Donne che leggono le donne.

«Quella gonna è troppo corta.» 
«Se l’è cercata.» 
«Era in giro da sola.» 
«Lo ha provocato.» 

Le avete già sentite, vero? Vengono ripetute spesso e pure troppo.
Il solo fatto di averle pronunciate dovrebbe essere denunciata come violenza.
Ogni volta che qualcuno le pronuncia noi donne abbiamo perso.
Abbiamo perso il diritto di sentirci a proprio agio con una minigonna, anche se scopre quel centimetro in più.
Abbiamo perso la sicurezza di sentirci amate, apprezzate ed al sicuro per quello che indossiamo che sia un pigiama con gli unicorni o delle calze velate con la riga dietro.
Il rossetto rosso, ad esempio, non è un invito a togliercelo senza il nostro consenso.

Una donna non dovrebbe mai difendersi da chi ama. Questa è la prima e unica regola che un vero uomo conosce.

(CannovaV, Twitter)


Ed è così, con questi luoghi comuni, che viene rimpicciolito e negato il diritto di una donna ad avere una gonna [la minigonna è un simbolo di stile e di storia, nata nel 1963. ] con la lunghezza che preferisce, a mettere un rossetto rosso solo per sentirci più belle. Si chiama autostima.
Nessuno dovrebbe avere il diritto, uomo o donna che sia, di decidere che quella determinata gonna è troppo corta e che le gambe siano troppo scoperte o che quel rossetto è troppo osè ed è un chiaro invito.

Oggi è la Giornata Mondiale contro la violenza contro le donne. Il femminicidio ogni anno sta raggiungendo livelli preoccupanti e con la pandemia in corso molte donne sono state costrette a rimanere a casa con i propri aguzzini.
Il numero di vittime di femminicidio, secondo i dati del rapporto Eures, che sono state assassinate nel corso del 2020 è 91.
Uomini, mariti, fidanzati, compagni…Un omicidio ogni tre giorni.

La più spregevole forma di debolezza appartiene a chi usa la violenza contro chi dovrebbe proteggere.

(istintomaximo, Twitter)

In occasione di questa importante giornata, attraverso la voce, GRRLS NIGHT ha organizzato un evento che noi crediamo sia importante diffondere. Cosa è GRRLS NIGHT? E’ progetto nato da donne per le donne.
Dal 2018, questo progetto promuove eventi dedicati all’imprenditoria ed alla creatività femminile.
La prima edizione si è svolta a Genova il 22 Maggio 2018.

L’evento che hanno creato e’ una maratona di lettura totalmente al femminile che si svolgerà online nel corso della giornata.
il titolo è #Donnecheleggonoledonne da cui noi abbiamo gentilmente preso in prestito il titolo per questo post.

Sui canali Facebook e Instagram di GRRLS NIGHT alcune donne leggeranno dei testi letterari di autrici femminili, storiche e contemporanee, tutto online. Un evento grande e formidabile per creare tutte insieme una lettura collettiva di voci femminili italiane e internazionali.

Questa idea è nata per celebrare questa giornata rendendo omaggio a tutte le donne che sono vittime di violenza.
Non è un caso se è stata scelta proprio la lettura. Ogni donna ha il diritto di esprimersi e di riaffermarsi, di essere ascoltata in ambito privato, lavorativo e pubblico.

Sui vari social di GIRRLS NIGHT è già possibile ascoltare i video di donne che leggono donne ed alle 21 ci sarò una diretta conclusiva.

Se stai leggendo queste parole e stai subendo maltrattamenti e violenza, sappi che non sei da sola.
NON E’ AMORE se ti picchia.
NON E’ AMORE se ti insulta.
NON E’ AMORE se limita la tua libertà.
NON E’ AMORE.
Chiedi aiuto.
Non sei sola.

Tu sei forte, tu sei bella, tu sei importante. [The Help, Kathryn Stockett (2009)]

Qui di seguito alcuni libri che riguardano questo tema. Uno spunto per poterne parlare, capire, conoscere, mettere in luce.