Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Sono sempre io, Jojo Moyes

8248652_2968135
Titolo:
Sono sempre io #3

Autore: Jojo Moyes

Casa Editrice: Mondadori

Pagine: 442 pagine

Prezzo: € 19,00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐



Trama:
Lou Clark sa tante cose… Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L’ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora.
Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato…
Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.


Recensione:

« E noi immigrati lo sappiamo meglio di chiunque altro. Hai sempre un piede in due scarpe. Non puoi mai essere felice fino in fondo perché, dal momento in cui lasci il tuo paese, sei diviso in due, e ovunque vai una metà di te è sempre alla ricerca dell’altra. Questo è il prezzo che dobbiamo pagare, Louisa.
Questo è il nostro valore. »

Ultima avventura in compagnia di una delle protagoniste più colorate, stravaganti e divertenti del mondo letterario: la strabiliante Louisa Clark.
Con quest’ultimo romanzo Jojo Moyes conclude la trilogia – mi piacerebbe poter usare un Oblivion sulla mia persona per poter dimenticare e rileggere tutto da capo – composta da Io prima di teDopo di te Sono sempre io.

Abbiamo conosciuto una ventiseienne Lou Clark impacciata, confusa, intrappolata nella sua stessa vita.
Abbiamo seguito una ventinovenne Louisa nella sua rinascita dopo la perdita di Will, nel suo lento percorso per ritrovare se stessa e imparare ad andare avanti da sola con le sue sole forze. Semplicemente a vivere. 
Fino a qui.
L’abbiamo, finalmente, raggiunta a New York dove ha deciso di affrontare una nuova sfida: una prova che l’ha portata lontana dalla sua famiglia, dal suo ragazzo e dalla sua tanto amata/odiata Inghilterra.
Louisa Elizabeth Clark – abbreviato Lou Lizzy, bizzarro non trovate? – sa davvero tante cose, ora.
Continua a sapere quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua, sa quanto tempo ci vuole per superare la perdita di una persona importante.
Ed ora è a conoscenza dei chilometri – 5.567 km per l’esattezza – che la separano dal suo Sam.
Ma sa davvero chi è Louisa Clark?

Ho atteso questo libro per un sofferto, estenuante anno.
Ogni volta, la sensazione di pure terrore che proprio l’ultimo capitolo potesse deludermi non mi ha abbandonata finché non ho iniziato a leggerlo.
Indovinate un po’? Mi sono persa tra le pagine.
A differenza dei libri precedenti, ho aspettato prima di iniziare la lettura perché il pensiero di abbandonare per sempre Lou e tutti i personaggi creati dalla penna della Moyes mi dispiaceva moltissimo.

« Chi era Louisa Clark, a proposito?
Ero una figlia, una sorella, perfino una specie di madre per un certo periodo. Ero una donna che si prendeva cura degli altri ma che sembrava non avere la minima idea di come prendersi cura di se stessa, perfino in questo momento. Mentre la ruota scintillante girava davanti a me, cercai di pensare a ciò che volevo realmente, piuttosto che a ciò che tutti volevano per me. Pensai a quello che mi aveva ripetuto Will, ossia di non vivere accontentandomi dell’idea di un’esistenza piena, ma di vivere il mio sogno fino in fondo. Il problema era che mi sembrava di non aver mai realmente capito quale fosse, quel sogno. »

In questo romanzo possiamo conoscere una Lou più consapevole, più adulta e un po’ più sicura di sé. Una Lou che ha trovato il suo posto nel mondo a New York, lontana da casa, ma che è ancora in cerca di se stessa.
Deve ancora arrivare a capire chi è davvero e…

Questa volta tra varie peripezie – una famiglia particolare, il fantasma di una persona amata, una vecchia signora e il suo cane  – ci riuscirà trovando quella pace e quella serenità che la morte di Will le aveva portato via.

Mi è piaciuto come la Moyes – ammetto che di quest’autrice leggerei anche solo la rubrica telefonica – ha deciso di concludere questa trilogia facendola rimanere comunque tra i primi posti, in assoluto, nella lista dei miei libri preferiti.
Insomma, più Jojo Moyes, per tutti.
E nella nostra vita ci sarebbe tanto bisogno di un’amica come Louisa Clark per ognuna di noi.

© Rossella Zampieri

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: Narrativa contemporanea

Il bottino del Saloon 2018

Il Salone Internazionale del Libro di Torino si è concluso con un bilancio oltremodo positivo, sia a livello generale (numeri, ricaduta sul territorio, livello culturale del programma offerto, saloneOFF e via dicendo) che a livello personale. Noi del bistrot abbiamo fatto del nostro meglio per districarci tra tutta quella meraviglia.

Le risorse limitate a nostra disposizione hanno imposto un razionamento sugli acquisti. Abbiamo incontrato editori, parlato con autori, sfanculato venditori di fuffose cartoline (ma qualche idiota ancora ci crede a questa storia dei tossicodipendenti/bambini malati/cani abbandonati??), assistito a conferenze, mangiato dolci strepitosi e camminato oltre l’obiettivo di Google Fit.

In collaborazione con Fantasy Era stiamo pensando belle novità e proprio al salone abbiamo condotto una breve intervista con Antonio Schiena  che siamo felici di avere conosciuto prima come scrittore e poi come autore della famosa pagina Facebook Antipatia gratuita. Pubblicato da Watson edizioni di cui è stato fatto portavoce per il tempo della nostra intervista ci ha raccontato cose interessanti, presto pubblicheremo un articolo dedicato. Kappalab ha rischiato di farci collassare direttamente il bilancio annuale.
Puntata immancabile a trovare i nostri amici Autori Riuniti, e lista infinita di belle cose viste e parlate.
Ecco cosa ci siamo portate a casa quest’anno:

AAVV, a cura di Giulia Muscatelli – Brave con la lingua – Come il linguaggio determina la vita delle donne – Autori Riuniti [l’avevamo già piazzato in whishlist, lo aspettavamo con ansia]29542060_1025001367638076_3347971704523191633_n

Bill Bryson – Breve storia di (quasi) tutto  TEA [quasi un classico, mancava nella libreria delle bistrotte]

Cristiano Denanni – L’atlante dei destini – Autori Riuniti [opera prima, Cristiano Denanni collabora con Il fatto quotidiano, Nazione indiana e la rivista letteraria Effe, non è nemmeno ancora in libreria e noi lo abbiamo già, grazie Saloon, grazie Autori Riuniti]

Vito Ferro – La perdita degli anni – Autori Riuniti [Alessio Cuffaro dice che è bello, di Alessio ci fidiamo a prescindere]

9788893671750_0_0_0_75.jpg

James KahnI goonies – Salani editore [coff coff]

Eiko Kadono – Kiki delivery service – Kappalab [non bastava uno, addirittura due, il primo ed il secondo…]

fuoco-e-cicuta

Diana Wynne Jones – Fuoco e Cicuta – Kappalab [dall’autrice del Castello errante di Howl]

Michel Pastereau – Dizionario dei colori del nostro tempo – Ponte alle grazie [boh, interessava]

schiena.jpg

Antonio Schiena – Non contate su di me – Watson Edizioni [chapeau alla Watson per la selezione del loro catalogo]

Delos Veronesi – Winter – Watson Edizioni [come sopra, se si fosse potuto li avremmo presi tutti, abbiamo operato una scelta durissima] winter

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Internet Apocalypse, Wayne Gladstone

51i-gpVCXZL._SX337_BO1,204,203,200_
Titolo:
Internet Apocalypse

Autore: Wayne Gladstone

Casa Editrice: Murtiplayer.it Edizioni

Pagine: 199 pagine

Prezzo: € 9.90

Valutazione: ✓✐✐✐✐



Trama: 
Il viaggio di un uomo in un mondo senza internet, un’apocalisse che potrebbe rivelarsi necessaria per ricordare chi siamo davvero.

Il World Wide Web è scomparso.
Nessuno – nemmeno il presidente degli Stati Uniti – è in grado di trovare un segnale Wi-Fi e accedere alla Rete. La gente va ne panico, l’economia si paralizza e il mondo scivola lentamente nel caos.
L’apocalisse di Internet ha avito inizio.
Per Gladstone, disilluso impiegato newyorkese, è un duro colpo: niente più facebook, niente più Twitter, niente più You Tube, niente più pornografia online…ma la vita va avanti, e i cittadini di New York trovano presto nuovi, bizzarri metodi per passare il tempo offline e senza social network.
Girano comunque voci che, da qualche parte, tra i grattacieli della Grande Mela, si nasconde Internet…ma chi l’ha rubato, e per quale motivo?
Armato solo del suo borsalino, della sua fiaschetta di whiskey e della sua ironia, Gladstone si imbarca in un’esilarante odissea in compagnia dell’immaturo blogger Tobey e della sensuale webcam girl Oz, per scoprire la verità e riportare il Web alla normalità.
L’improbabile trio inizia così la ricerca dell’inafferrabile segnale Wi-Fi ritrovandosi alle prese con minacce terroristiche, covi di Anonymous, esclusivi club a luci rosse, incredibili profezie e zombie in astinenza da Web.
Ci vorrebbe un Messia per restituire Internet all’umanità…ma sarà Gladstone all’altezza del compito?



Recensione:

Quando ci fu il grande crash non andò affatto come temevamo. Non ci fu panico. Niente lacrime. Solo gente che batteva i pugni sul tavolo e imprecava. Internet non funzionava più, e cliccare su Aggiorna non serviva a niente. Anche “ Ctrl, alt, canc “ era inutile. Nessuno aveva internet. Da nessuna parte. E non sapevamo perché. L’elettricità, l’acqua corrente e persino la televisione non avevamo subito danni. Ma Internet Explorer ci prendeva in giro con un clessidra infinita, e Firefox continuava a suggerire un aggiornamento che non arrivava mai. Gli utenti Mac erano sicuri che Safari non li avrebbe mai traditi, ma lo fece. Tuttavia, siccome non c’era Internet, nessuno twittò: “ Argh! Safari! FAIL! “

In molti si chiedono cosa potrebbe succedere al mondo se la Rete non ci fosse più.
Totalmente Offline.
Uno strano incubo, vero? Oppure un pazzesco déjà-vu per i più vecchi.
Immaginate di svegliarvi un bel giorno e di scoprire che Internet è scomparso dalla faccia della terra:  improvvisamente il vostro costoso smartphone è diventato pressoché inutile e il vostro potente computer un ammasso di circuiti elettronici inutilizzabile senza il Cloud.
La sera prima siete andati a dormire tranquilli sapendo, sicuri in cuor vostro, che il fedele Internet sarebbe stato lì ad attendervi, il giorno dopo: sempre presente, sempre preparato a risolvere ogni dubbio, capriccio o problema vi capiti, sempre pronto a farvi estraniare da una realtà che non è sempre apprezzata.
Ed in una sola notte…puff, tutto svanito!
Niente più serie tv e film su Netlix, cinguettii su Twitter, post condivisi e “like” su Facebook, foto su Instagram, video su Youtube, compere compulsive su Amazon, niente e-mail.
Benvenuti nell’apocalisse di Internet.

Se leggendo queste parole avete improvvisamente avuto un calo di pressione, il vostro cuore ha accelerato i battiti, vi è mancata l’aria e vi siete sentiti smarriti mi dispiace dirvelo ma siete degli “Zombie di Internet ” ovvero dei malati del World Wide Web, incapaci di vivere senza.
In caso contrario, la vita reale vi piace ancora abbastanza.

Wayne, il protagonista di questo singolare romanzo, è un impiegato newyorkese stanco della sua vita. Quando Internet scompare, nell’arco di una notte, decide di mettersi a cercarlo insieme a due amici, Tobey e Oz. Per sopperire alla mancanza della Rete, decide di tenere un diario delle sue (dis)avventure alla ricerca di Internet.

Ed ecco pronto il romanzo.

Wayne Gladstone, umorista e giornalista americano ideatore della serie web Hate by Numbers, ha messo bianco su nero in Notes from the Internet Apocalypse, partendo dal personalissimo punto di vista di geek newyorkese – a cui cede anche il nome – cosa accadrebbe al mondo se Internet sparisse dalle nostre vite.
Inutile dire che la risposta sarebbe una vera e propria apocalisse.  Gladstone racconta con stile ironico, a tratti crudo e anche volgare, ci mette di fronte a una verità scomoda, che si cerca di ignorare perché spaventosa.
Al giorno d’oggi quasi nessuno è più capace di stare senza Internet, anche solo per qualche minuto al giorno.

E lo scrivo mentre sono online, sulla piattaforma WordPress. E, l’articolo finirà online, su un blog e aggiornerò la mia collega via Whatsapp.

Ed è come se il World Wide Web fosse una setta enorme e le 7,4 miliardi di persone presenti al  mondo i suoi potenziali adepti. Spaventoso, l’era dell’accesso.
Se Internet è davvero così radicato, nel caso dovesse sparire, dove andremo a finire?
Che fine faremmo?
Questa è una domanda a cui è difficile rispondere, sempre che una risposta ci sia.

Provo a cercare su Google.

© Rossella Zampieri

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY, Narrativa contemporanea, Romanzo

Ready Player One [Player One]- Ernest Cline

download
Titolo: Ready Player One

Autore: Ernest Cline

Casa Editrice: DEA Planeta, Edizione ©2017

Pagine: 443 pagine

Prezzo: € 17.00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Accompagnamento Musicale:  3 Is a Magic Number, Schoolhouse Rock


Trama:

Chiunque abbia la mia età ricorda esattamente dove si trovava e che cosa stava facendo nel preciso istante in cui, per la prima volta, sentì parlare della Caccia. 

È una fredda mattina di gennaio del 2045 quando la notizia destinata a sconvolgere la vita del giovane Wade rimbalza sugli schermi di tutto il mondo: il creatore di videogiochi più profilico e geniale di sempre, James Halliday, è morto nella notte senza lasciare eredi.
Che ne sarà di OASIS, il formidabile contenitore di universi virtuali da lui ideato? E dei milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di trascorrere le proprie esistenze nei suoi strabilianti meandri, piuttosto che nella realtà di una pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie e dall’ingiustizia sociale? La risposta è contenuta in un video che Halliday stesso ha diffuso poco prima di morire: una caccia al tesoro globale, una sfida virtuale ispirata ai mitici videogiochi della sua ( e della nostra) adolescenza. Chiunque riuscirà a scoprire per primo la serie di indizi disseminati da Halliday, decifrandone il complesso viluppo di citazioni e rimandi, riceverà in premio la sua immensa fortuna e il controllo di OASIS. Per Wade, nerd fino al midollo e appassionato di retrogaming, è l’occasione di riscattare una vita ai margini. Ma la I.O.I.,  multinazionale tra le più potenti e spregiudicate, non ha alcuna intenzione di restare a guardare e, pur di mettere le mani su OASIS, si prepara a giocare una partita che più sporca non si può.
Acclamato come il primo, grande romanzo dell’Era digitale Ready Player One è un vero e proprio trionfo dell’immaginazione. Capace di stupire ed emozionare, e di proiettarci in un futuro che è già presente.



Recensione:

La piattaforma divenne presto la ragione principale per connettersi alla rete, al punto che, con il passare del tempo, “OASIS” divenne sinonimo di ” Internet”. E OS, tridimensionale, semplice da usare e offerto gratuitamente dalla GSS, divenne il sistema operativo più celebre a livello globale. Nell’arco di pochissimo, miliardi di persone in tutto il mondo avevano cominciato a lavorare e a giocare ogni giorno sulla realtà virtuale. Ci si incontrava, ci si innamorava, ci si sposava senza aver mai messo piede nello stesso continente. I confini tra la vere identità di un individuo e quella del suo avatar iniziarono a confondersi.
Era l’alba di una nuova era, un’era in cui il genere umano avrebbe trascorso la maggior parte del tempo libero all’interno di un videogioco.

Qualcuno dice che per leggere ed apprezzare questo libro devi avere circa 40 anni.
Secondo noi, invece, non importa quanti anni tu abbia.
Puoi essere nato negli anni ’70, come l’autore di questo libro e come la più vecchia delle due padrone di casa qui al bistrot, in questo caso saresti molto fortunato (e probabilmente molto più preparato sulle citazioni sparpagliate all’interno del libro).

Puoi essere nato negli anni ’90, come la più giovane delle due padrone di casa qui al bistrot, forse un po’ meno fortunato, ma non per questo in minor misura preparato a Ready Player One.
Oppure puoi essere un giovinetto, nativo digitale degli anni 2000, forse poco fortunato, ma adatto comunque a leggere questo libro. O magari sei uno di quei ragazzoni nati negli anni ’60 o ancora prima, e allora è proprio il caso che tu lo legga questo libro, per capire che cacchio è successo nelle teste di tutte le generazioni successive.
Non farti fermare dal tuo anno di nascita.
In barba a chi dice che non si può amare questo libro se non si capiscono i riferimenti alla cultura popolare anni ’80.

Se non sei un nerd nato negli anni ’70: pazienza. Pazienza anche se non cresciuto a pane, pac-man e Spielberg.
Tu hai la conoscenza a portata di mano. Tu. hai. la rete.
Sfruttala. Se non sai informati e vedrai che leggere questo libro sarà come andare al Luna Park: divertente e adrenalinico.
Entrerai in OASIS, il gioco online che conta milioni di giocatori, sta aspettando solo te! Il mondo fuori è alla deriva. Qui e pure là.

coverQuesto romanzo è adatto a te nerd, a te geek e pure a te videogiocatore di qualsiasi età; se ti piace la fantascienza e l’avventura hai appena trovato il libro giusto per te.
Forse un requisito necessario è che tu creda nell’assunto: “uscire di casa è un’abitudine sopravvalutata”.
Ready Player One, o Player One come preferisci chiamarlo, è la Bibbia della cultura pop anni ’80, dei primi veri videogiochi e della cinematografia dell’epoca.
È il ricordo, l’omaggio verso un’epoca ormai passata, ma non è la classica “operazione nostalgia”.
È il manuale delle giovani marmotte nerd (con tutto che forse il “Manuale delle giovani Marmotte” è già sufficientemente nerd di suo).
È la guida.

È un romanzo avventuroso, avvincente e spassoso, una distopia che parla dell’era digitale, sempre più reale nel tuo presente, il mondo scintillante dei bit e il mondo marcio fuori. Ah dici che c’è qualcosa che ti suona familiare? Non pensarci, leggi Ready Player One.
Ready Player One è fantamagnifico.
È un piccolo gioiello della narrativa pop contemporanea che non deve mancare nella tua  libreria.
Compralo e leggilo. Possibilmente nel fine settimana perché ti assicuriamo che staccarsi da quelle quattrocentoquarantatrè pagine risulta quasi impossibile.
Magari leggilo adesso, prima di essere tra quelli che dirà: “ah, ma guarda è uscito un film di Spielberg tratto da”.

Prima di essere tagliato fuori dall’enorme privilegio di poter criticare a prescindere il suddetto film in quanto: “ma manco lontanamente bello e spiritoso come il libro”.

Leggilo, anche solo perché il suo autore ha una DeLorean dal nome ECTO88.

Leggilo soprattutto se non sai quanto figo sia possedere una DeLorean dal nome ECTO88.

Cioè no, aspetta, se non sai quanto figo sia possedere una DeLorean dal nome ECTO88 lascia perdere. Forse è meglio se non perdi tempo con questa roba ma nemmeno con questo blog. Ciao, è stato bello finché è durata ma ora è meglio lasciarci.

Leggilo, così magari qualche genio dell’editoria si sveglierà e pubblicherà Armada anche in Italia.

P.S. Gli abbiamo dato 5, perché 7 su 5 era fuori scala.

P.P.S. Se il film sarà brutto non so come potremmo reagire, se leggerai di due matte torinesi sulle pagine di cronaca potremmo essere noi.

© Bianca Casale
© Rossella Zampieri

Amazon | Bookdealer

 

 

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Senza categoria

Il sogno del drago – Enrico Brizzi

sognodragoAutore: Enrico Brizzi

Casa Editrice: Ponte alle grazie, 2017

Pagine: 320

Prezzo: € 14,90

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐


Sinossi: Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante. È una via per incontrare gli altri superando confini, pregiudizi, inibizioni. Per Enrico Brizzi, scrittore, padre, pellegrino, il cammino è una danza, una preghiera, una musica senza parole che segue il respiro antico del mondo, libera la mente dall’inessenziale e vince il drago che si nasconde in ognuno di noi. Con lo zaino carico di curiosità, di pazienza, di libertà, si pone sempre nuovi obiettivi, unico rimedio alla nostalgia che si prova quando si arriva alla meta. Così, dopo essere stato da Canterbury a Roma, dalla Vetta d’Italia a Capo Passero, da Roma a Gerusalemme, si incammina con i Buoni cugini alla volta di Santiago de Compostela, partendo dalla sua amata Torino. E lungo il percorso – che valica le Alpi e i Pirenei correndo come un filo rosso attraverso storie e miti dell’Occidente, da Annibale a Carlo Magno, dal Cid Campeador a d’Artagnan, dai giacobini ai miliziani spagnoli – si interroga sulle radici del nostro Vecchio continente, cucendole insieme nel magico idioma dei viandanti.


Recensione:

[…]
Andare a piedi era un buon modo per rendere visita ai vostri simili, affondare le mani nell’ordito di storie che aveva reso il mondo ciò che era, e ogni sentiero, variante o deviazione matta non era mai una “prima” assoluta, si camminava sempre ricalcando le orme di qualcuno che era venuto prima di voi. A volte eravate stati preceduti di poche ore, altre di millenni, come lungo l’antico percorso degli Etruschi fra Bologna e Firenze; vecchio o nuovo che fosse, strutturato o improvvisato, ogni viaggio vi faceva sentire speciali e, allo stesso tempo, perfettamente identici nell’essenziale agli uomini del passato.

Non eravate più lenti né più veloci di loro, cosicché non vi sentivate nani sulle spalle di giganti, ma giovani che avevano il lusso di essere scortati dai fantasmi benevoli di chi era stato giovane prima di loro, e lungo quegli stessi percorsi aveva gioito e sofferto, sperato nel meglio e provato la sensazione della meraviglia.
[…]

Brizzi racconta il suo viaggio a piedi da Torino a Finisterre, dodici settimane sul Cammino di Santiago.

Milleduecento km tra catene montuose, città e paesi, valli, pianure e un mondo intero fatto di umanità mista, camminatori e pellegrini, abitanti e osti, bambini, adulti e anziani.

Incontri sulla strada.

Per un po’ accompagnato da amici fidati e per gran parte da solo, passo dopo passo Brizzi esorcizzerà il suo personalissimo drago e ci darà un modo per poter tentare di fare lo stesso con il nostro.

Il suo metodo è il cammino, quello stesso cammino percorso nei secoli dai viaggiatori diretti al sepolcro di Giacomo, ma anche quello stesso cammino degli uomini diretti verso la “fine del mondo” allora conosciuto.

[…]ti dici che, con tutti i suoi difetti e il suo essere diventato di moda, il Cammino ha una caratteristica straordinaria: corre come un filo rosso attraverso le storie e i miti dell’Occidente, da Annibale a Carlo Magno al Cid Campeador e a d’Artagnan, cuce insieme le vicende dei Templari e quelle dei rivoluzionari francesi, dei miliziani al servizio della Reazione e delle Brigate internazionali; le sue tappe sono scandite da florilegi di vite di santi, memorie di anonimi monaci medievali, leggende su guerrieri senza paura, brani di scrittori mediocri e di inarrivabili maestri; è la storia stessa del Vecchio continente, e voi avete il privilegio di camminarci in mezzo alla stessa velocità di uomini di cento, duecento, mille anni fa.

[…] Un giorno voi non ci sarete più, così toccherà ai vostri figli, o ai figli dei vostri figli, farsi largo attraverso la mappa viva dell’Europa, quell’angolo di mondo che ha dettato le sue regole, i suoi miti e i suoi tempi al pianeta intero, e ora non ti sembra un caso che nel cielo blu della sua bandiera splendano le stelle. […]

L’autore si riferisce al soprannome “Cammino delle stelle” dato alla rotta verso Santiago di campus stellae.

[…] sin dagli albori della civiltà gli uomini hanno impiegato le stelle per orientarsi, e per recarsi in Galizia del cuore dell’Europa bisogna procedere sempre verso ovest. Non a caso già in diverse vallate piemontesi le stelle che nel cielo primaverile indicano l’Occidente sono note come “viò  de Son Jacou” o “via d Sén Giacu ‘d l’ Argalisia”. […]

Il cammino visto come redenzione, penitenza ed espiazione ma anche come assorbimento della necessità di  cambiamento, meditazione, osservazione e infine rinascita. Quando si torna non si è gli stessi di quando si è partiti.

[…] Ogni pellegrinaggio è una vita in miniatura, una metafora del labirinto che ci tocca traversare prendendo le decisioni corrette a ogni bivio, ed è inutile arrovellarsi su cosa ci apparirà alla sua conclusione; bisogna arrivarci e basta, e a quel punto lo si scoprirà. Può essere un fremito dell’anima, un accesso di pianto, una vibrazione intima che prelude a una consapevolezza nuova, destinata ad aprirsi come un fiore nel corso delle settimane a venire. L’unico modo per sapere cosa ci toccherà è arrivarci; la sola cosa da evitare è la tentazione della resa, ché chi rinuncia non saprà mai cosa si è perso, e quello sarebbe l’unico peso troppo gravoso da sopportare. […]

Enrico Brizzi parla la lingua della mia generazione, quella nata negli anni ’70 e cresciuta tra gli ’80 e i ’90 e mi rendo conto di non essere completamente obiettiva. Sono stata giovane con lui mentre leggevo il suo, ormai lontano, esordio con Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994) poi con Bastogne (1996) e anche con Tre ragazzi immaginari (1998); ho amato alla follia Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (1999), l’ho seguito in Madagascar con Razorama (2003) e poi ho camminato in italia con Nessuno lo saprà (2005), lungo la Francigena da Cantenbury a Roma con Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007) e via così attraverso romanzi (ho amato tantissimo il matrimonio di mio fratello) e cammini psicoatletici, fino al recente contento te contenti tutti. È un nulla arrivare ad oggi, all’ultima pagina di questo Il sogno del drago, non è nulla invece farsi accompagnare nell’esistenza da un autore talentuoso e poliedrico. Sarebbe facile scomodare Thoreau, Chatwin, Kerouac ma per me è più semplice affermare che camminare (anche solo leggendo) con Brizzi è un privilegio.
Alla prossima Brix, e grazie.

[ A cura di Bianca Casale ]

IMG_20180314_190634.jpg

P.S. Ho appena recepito che manca la mia copia di Nessuno lo saprà, tiratela fuori o Nessuno lo saprà quanto male vi farà.

© Bianca Casale

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Senza categoria

Altered Carbon – [Bay City]- Richard K. Morgan

51ktAlMtzSL._SX327_BO1,204,203,200_Autore: Richard K. Morgan

Casa Editrice: Editrice Nord 2004

Pagine: 509

Prezzo: € 10,20

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐


Sinossi: Bay City è San Francisco, ma fra quattrocento anni. I pensieri, la coscienza e tutto quello che definisce un essere umano sono racchiusi in un semplice chip. Chi possiede denaro e ricchezze non muore mai, dato che è sufficiente far impiantare il proprio chip nel corpo di qualcun altro. Se si viola la legge, si viene semplicemente “disattivati”. In passato Takeshi Kovacs è stato un soldato, ma dopo essersi dato al crimine è stato disattivato. All’improvviso però si sveglia in un altro corpo: a riportarlo in vita è stato un uomo ricchissimo che ha bisogno del suo aiuto. Tra criminali disposti a tutto, sparatorie e tradimenti Takeshi si troverà invischiato in una vicenda torbida e pericolosa, in cui morire definitivamente è forse il male minore.


Recensione: Questo libro campeggia in bella mostra nella mia libreria dal 2004 anno in cui Editrice Nord lo pubblicò in Italia. La prima uscita inglese del titolo risale al 2002 per Gollancz  casa editrice che pubblica, principalmente, narrativa di fantascienza di alta qualità.

E proprio di alta qualità è il romanzo tutto, avvincente, travolgente e appassionante. I diritti furono acquistati per farne un lungometraggio ma forse a causa della complessa costruzione della trama, della lunghezza (si tratta del primo romanzo delle trilogia di Takeshi Kovacs), del suo essere facilmente oggetto di censura — immagino anche del costo di realizzazione di un progetto così visionario — non si è mai prodotto nulla.

Fino a quando è arrivata santa Netflix,  a portare nuovo lustro alle serie di fantascienza con il titolo che ricalca fedelmente quello originale di Morgan: Altered Carbon.
Non ho ancora avuto il coraggio di vederla, ho paura di rimanere delusa visto l’amore incondizionato che provo per la trilogia e per associazione pure per il suo autore. [Update: ho visto due puntate e sono già delusa]

Vediamo di capire di cosa si tratta:

Corre l’anno 2384 e la società è stata interamente modificata dalle nuove tecnologie: la coscienza può essere digitalizzata e scaricata in quella che viene chiamata “pila corticale”; i corpi umani sono intercambiabili; la morte non è più un problema, almeno se si hanno denari a sufficienza.

Takeshi Kovacs è l’unico soldato sopravvissuto di una élite di guerrieri interstellari che furono sconfitti in una rivolta contro il nuovo ordine mondiale. La sua mente fu imprigionata – criogenicamente – per secoli finché Laurens Bancroft, un uomo incredibilmente ricco e longevo, offre a Kovacs la possibilità di vivere di nuovo. In cambio, Kovacs deve risolvere un  caso di omicidio, quello dello stesso Bancroft.

Questo è l’antefatto. La storia, nei romanzi, si dipana  velocemente e presto diventa imprescindibile andare avanti a leggere, in ogni momento, pur di sapere cosa accadrà.

Non so dire se è lo stesso per la serie. Se qualcuno l’ha vista per intero è pregato di lasciarci un commento per farci sapere.

Posso dire una cosa però, per quanto riguarda il romanzo. A distanza di 14 anni lo ricordo benissimo. E questo non accade mica per tutti i romanzi, anzi. Succede davvero per pochi, soprattutto se letti una sola volta.
Diciamo che è rimasto bene impresso nella mia pila corticale.

Cinque stelle e anche di più e un grande plauso per Richard Morgan. 

© Bianca Casale

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: Narrativa contemporanea

Oltre l’inverno, Isabel Allende

9788807032622_quarta

Titolo: Oltre l’inverno

Autore: Isabel Allende

Casa Editrice: Feltrinelli Editore, Edizione © 2017

Pagine: 297 pagine

Prezzo: € 12.50

Valutazione: ✓✐✐✐✐


Trama: Brooklyn, ai giorni nostri. Durante una tempesta di neve, Richard Bowmaster, professore universitario spigoloso e riservato, tampona la macchina di Evelyn Ortega, una giovane donna emigrata illegalmente dal Guatemala. Quello che sembra solo un banale incidente prende tutt’altra piega quando Evelyn si presenta a casa del professore per chiedere aiuto. Smarrito, Richard si rivolge alla vicina, che conosce a malapena, Lucia Maraz, una matura donna cilena con una vita complicata alle spalle. Lucia, Evelyn e Richard, tre persone molto diverse tra loro, si ritrovano coinvolte in un thriller dalle conseguenze imprevedibili. Tre destini che Isabel Allende incrocia per dare vita a un romanzo molto attuale sull’emigrazione e l’identità americana, le seconde opportunità e la speranza che, oltre l’inverno, ci aspetti sempre un’invincibile estate.




Recensione:

” Il cuore non si rompe come un uovo. E se anche fosse come un uovo, non è forse meglio romperlo per far si che i sentimenti si spargano? E’ il prezzo per una vita ben vissuta.”

Per poter esprimere al meglio, e in soldoni, cosa penso di questo romanzo mi sembra doveroso iniziare questa recensione citando una mia collega di lavoro, che ha letto il libro in contemporanea con me.
“L’ Allende dovrebbe scrivere un romanzo al mese. Mi renderebbe davvero felice. “
Non posso che essere d’accordo con lei.
Per me, se ne scrivesse uno alla settimana sarebbe davvero il top.
Oltre l’inverno non è il solito thriller e non è il solito romanzo, è qualcosa di più: un insieme di emozioni, di sensazioni capaci di toccare corde nascoste e delicate dell’animo umano.
Per noi teneroni credo che un pezzo di cuore venga letteralmente spazzato via, non senza dolore.
É un romanzo che tratta delle tematiche forti e attuali come l’immigrazione e l’identità americana e rispecchia in maniera vera, purtroppo, una realtà recente in una società come la nostra.
Tra le pagine di questo libro ci si perde, ci si ritrova e si sopravvive con le unghie e coi denti.
Si va avanti con delle cicatrici invisibili ma indelebili, che aiutano a crescere, ad andare avanti con la propria vita e a rinascere dalle ceneri come una fenice.
I personaggi creati dalla scrittrice sono ben caratterizzati: descritti in maniera sublime e con un bagaglio emotivo di tutto rispetto.
Richard, Lucia ed Evelyn sono persone completamente diverse con un sentimento che li accomuna: la sofferenza. Ognuno di loro porta dentro di sé un dolore diverso che traspare attraverso le pagine, rendendo la lettura a tratti dolorosa e malinconica ma emozionante.
Senza neanche rendersene conto si viene completamente risucchiati in queste tre vite che vengono sconvolte in un battito di ciglia e trasformate in un’avventura dai risvolti gialli.
Le loro storie sono talmente coinvolgenti da far passare in secondo piano quello che erroneamente all’inizio si pensa che sia il fulcro di tutto il romanzo ma si scopre in realtà secondario perché si rimane impigliati nei sentimenti più profondi dei personaggi dimenticandosi di tutto il resto.
Sullo sfondo abbiamo l’imbiancata Brooklyn, protagonista silenziosa di questa storia invernale carica di sentimenti.

L’Allende non delude mai, lo ha ampiamente dimostrato con questo ultimo romanzo che riesce ad emozionare e a tenere incollati alle pagine fino alla fine.
Se avete iniziato il 2018 senza averlo letto, vi consiglio di farlo.
Ne varrà la pena.

© Rossella Zampieri

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

La distrazione di Dio – Alessio Cuffaro

alessio_copertina_ottimizzataTitolo: La distrazione di Dio

Autore: Alessio Cuffaro

Casa editrice: Autori Riuniti, edizione ©2016

Pagine: 256 pagine

Prezzo: € 15.00

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

 


Trama: Morire e risvegliarsi altrove, in un altro corpo. Questo succede improvvisamente a Francesco Cassini, stimato ingegnere nella Torino di fine Ottocento. Che cosa è successo? Come è stato possibile? Chi crederà alla sua storia? La legge universale che regola il destino di ogni individuo pare essere saltata: Francesco è vittima di una distrazione di Dio. Ai dubbi e alle difficoltà del trovarsi estranei a se stessi, con un altro corpo da abitare, si alternano però anche le avventure e le possibilità che il protagonista del libro si troverà a vivere, innescando una serie di vicende drammatiche, ironiche e struggenti che attraverseranno l’intero secolo. Un romanzo che esplora territori narrativi inediti e che trasforma la nostra idea di identità, di corpo, di destino.


Recensione:

Per la seconda volta mi trovo a recensire un libro edito da Autori Riuniti e di nuovo sono rimasta piacevolmente colpita. Cinque meritatissime matitine per Cuffaro e il suo romanzo “la distrazione di Dio”, Francesco Cassini è il protagonista insieme ad un carosello di personaggi magistralmente costruiti dall’autore per accompagnarci durante il lungo viaggio di Francesco attraverso i secoli, le vite, le persone, i figli.

Mi ha ricordato, forse perché è stata una delle letture di quest’anno, “Replay” di Ken Grimwood e sicuramente ci sono echi di altre storie più o meno simili che rimbalzano all’interno del cranio: l’impossibilità di andarsene, una sorta di immortalità erronea, non gradita e drammatica che permette, però, di sondare l’animo, la psiche umana e recepirne le reazioni e le possibilità.

Ho apprezzato il tono, tutto sommato leggero considerato il tema, che conduce durante la lettura rendendo la storia, lunga oltre un secolo, fluida e il romanzo scorrevole.

Sono protagoniste, nemmeno tanto secondarie, anche le città in cui Francesco vive le sue vite: Torino l’origine, Parigi l’amore, Londra la matura, New York la saggezza e l’abbandono.

Francesco Cassini lascia indietro la sua famiglia, volente o no. Diventa più cinico e distaccato man mano che la vecchiaia tramuta in maturità e consapevolezza gli afflati giovanili. Cassini ricorda tutto delle sue vite, una condanna o un onore? Ai lettori l’ardua sentenza.

Un esordio letterario di tutto rispetto per un autore da tenere d’occhio insieme all’intera produzione degli Autori Riuniti. Ringrazio Elisa dell’ufficio stampa per la sua gentilezza e Alessio Cuffaro per i suoi post su Facebook che alzano drasticamente il livello della mia esperienza sul suddetto social.

Attendendo il prossimo romanzo, attualmente in lavorazione, mi diletto con le nuove uscite della casa editrice: “Il Perturbante” di Giuseppe Imbrogno (Finalista e menzione speciale della giuria al Premio Calvino 2016) e “Quello che non sono mi assomiglia” di Gianluca Giraudo.

© Bianca Casale

 

Amazon | Bookdealer

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

La musica nelle tue parole, Serena Nobile

81sx-LDveyL
Titolo:
La musica nelle tue parole

Autore: Serena Nobile

Casa Editrice: HarperCollins Italia, Edizione © 2017

Prezzo: € 14.90

Pagine: 282 pagine

Valutazione: ✓✐✐✐✐

Note: Secondo libro della serie ” Cinque Sensi”

 


Trama: Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d’altri tempi. L’unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt’altro che d’accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un’emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l’apparente ostilità.
Resistere è impossibile, dimenticare inaccettabile, e il pericolo si prepara a emergere dall’ombra.


[ Recensione a cura di Rossella Zampieri ]

Cinque sensi per esplorare l’universo femminile. Cinque passioni travolgenti. Cinque amiche inseparabili… e un mistero che lega i loro destini.

Donna non vidi mai simile a questa. 
Poco tempo dopo l’uscita del primo capitolo, ” Quello che i tuoi occhi nascondono ” , Serena Nobile ha stupito tutti – scrivendo questo romanzo in meno di due settimane – tornando con un nuova ed intrigante storia della serie “Cinque Sensi”.
Dalla misteriosa e affascinante Roma, ci siamo spostati nella calorosa e viva Napoli, spettatrice d’eccezione, insieme al teatro San Carlo, nelle vite di Vittoria Dennesy, giovane soprano esuberante e dalla bellezza tutta mediterranea, e di Lorenzo Ruiz de Silva tenore argentino tanto perfetto, quanto passionale, quanto illegale.
Vittoria e Lorenzo si conosco da tempo, ma il loro astio e l’antipatia reciproca è percepibile fin dalle prime pagine.
Entrambi in realtà cercano di combattere con sentimenti nascosti e molto profondi che non hanno mai avuto il coraggio di esternare.

Ne ” La musica delle tue parole ” vi ritroverete a brindare “Alla dannata Tosca” al Borgo Marinari in un grazioso bar con i divanetti bassi in stile arabeggiante, in una piazza incorniciata da palazzi antichi.  A sentire il profumo del mare tanto da visualizzare chiaramente nei vostri pensieri la splendida costiera amalfitana, a desiderare un pranzo preparato dalla signora Tita e un Limoncino fatto in casa con tanto amore e a scoprire i più reconditi desideri e le passioni dell’essere umano.

«E tu chi sei?» sbottò.
«E tu chi sei?» ripeté il pappagallo.
«Lorenzo» si sentì in dovere di rispondere.
«Idiota» sentenziò il pappagallo.
Pessimo inizio.

E a volere un pappagallo di nome Pietro come animale domestico.

Oltre alla passione, al teatro e a Pietro il Pappagallo la suspence non manca di certo. Il segreto e il mistero che unisce fin dal college Bianca, Vittoria, Catherine e Elenoire s’infittisce sempre di più prendendo forma e diventando sempre più concreto e ponendo le quattro amiche di fronte ad una scelta difficile, ma necessaria.

Tutto è ricominciato. Come fermarlo e tornare alle proprio vite?

Proprio come dice la descrizione di questo nuovo romanzo resistere ad un libro di Serena Nobile – Virginia de Winter, o Savannah a seconda di come la conoscete – è impossibile, dimenticare i suoi personaggi e le sue storie è inaccettabile. Come sempre la scrittrice, con il suo stile unico e ricco di particolari, riesce a tenerti incollata alle pagine dei suoi libri fino all’ultima pagina e alla fine ti ritrovi a chiederne ancora e ancora.
Come una droga.

Se amate il sud, le storie d’amore e la lirica questo è il romanzo che fa per voi.

© Rossella Zampieri

Pubblicato in: Narrativa contemporanea

Il battito oscuro del mondo – Luca Quarin

9788894248722_0_0_0_75Titolo: Il battito oscuro del mondo

Autore: Luca Quarin

Casa Editrice: Autori riuniti http://www.autori-riuniti.it/

Pagine: 230 pagine circa

Prezzo: € 15

Valutazione: ✓✐✐✐✐

 

Sinossi:
 
Una famiglia di New Bedford, Massachusetts, dagli anni Sessanta ad oggi, tra ricchezze e potere, tra successi e cadute, intrighi, tradimenti, amore e bugie. Sullo sfondo dei grandi eventi della storia statunitense, i fratelli Elizabeth e William vivono le loro esistenze parallele cercando di comprendere il destino che li lega inesorabilmente al passato di una dinastia contorta e misteriosa. Luca Quarin costruisce una cinepresa a doppio fuoco: quello vicinissimo, dei fatti della vita di ciascuno, e quello a campo lunghissimo, degli eventi che decidono la sorte di milioni di persone. Ma non solo, è nella relazione tra queste due inquadrature che si snoda “il battito oscuro del mondo”: quanto i fatti che passeranno alla storia influenzino le vite dei singoli, e quanto, più o meno consapevolmente, i singoli decidano i fatti che alla storia passeranno.
 
 
 
Recensione:
 
Di questo romanzo indubbiamente colpisce, sopra ogni altra cosa,  la vividezza con cui Luca Quarin ambienta la scena per i suoi personaggi.
John e Abbey, discendenti di una delle famiglie più facoltose del New England che fecero fortuna nell’Ottocento con l’industria baleniera, e i loro due figli, William ed Elisabeth, che vediamo crescere. 
L’America del capitalismo raccontata come se fosse la sua, il lusso ed il privilegio, la ricostruzione scenica in cui questi “preppy” conducono la loro vita quasi svogliatamente, come obbligati da un canovaccio superiore inoculato nel loro stesso DNA.
Ed è di questo che pare poi raccontare il romanzo, attraverso le generazioni della famiglia, il destino dipana le sue spire e i personaggi non possono che cadere nel gorgo, invischiati, trascinati e infine ributtati fuori oppure assorbiti. In un circolo vizioso, e viziosi sono anche i personaggi, con le loro azioni dominate da pulsioni impossibili da contrastare.
La circolarità viene poi dichiarata anche dall’autore stesso, nelle pagine finali, insieme all’accenno al multiverso e al mocking up messo in atto verso il lettore.
Lo stile è pulito e netto, come dice anche la descrizione, Quarin riesce nell’impresa di far mettere a fuoco sia i fatti della vita delle persone che quelli della Storia con la S maiuscola.
Rimane il dubbio, al termine, di non aver capito tutto. Di aver mancato l’appiglio ed essere scivolati un po’, ma solo un po’, su tutto quel materiale vischioso dove i personaggi navigavano. Lo schema narrativo è multiplo e i livelli molti.
Sono antieroi ma sono geni, sono bellissimi ma sono tristi, sono ricchissimi ma quasi non lo sanno.
Sono umani, forse. Sono pazzi?
Una casa editrice da tenere in grande considerazione e un romanzo interessante che con ritmo incessante ti porta a girare una pagina dopo l’altra.
I miei personali complimenti all’autore che speriamo pubblichi presto qualcosa di nuovo.
 
© Bianca Casale

Amazon | Bookdealer