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Immortalità e solitudine in Addie LaRue il fantasy malinconico di V. E. Schawb: un viaggio attraverso tre secoli – recensione


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Il Mercante di Vendette: il retelling firmato Bianca Marconero è imperdibile


“Il Mercante di vendette” è ambientato alla Stratford, una prestigiosa scuola d’élite dove gerarchie, rivalità e inquietanti leggende si intrecciano con le lezioni e i segreti gelosamente custoditi. La leggenda più famosa è quella del “Mercante di vendette”, una figura misteriosa che regola i conti (dietro lauto compenso) per chi ne fa richiesta. Alcuni, come Otello Spencer e Iago McGregor, non credono alla sua esistenza; altri, come Bianca Duchamp, sono determinati a smascherarlo.
Nella sua ricerca della verità sul Mercante, Bianca si trova intrappolata nell’enigma che è Iago. Perché non riesce a stargli lontana e perché lui la tratta male, mentre con gli altri è sempre gentile? Dubbi e domande che porteranno Bianca a scontrarsi con una realtà scomoda e a mettere in gioco tutto: cuore, mente e anima.


Devo ammetterlo, conoscevo a grandi linee la tragedia di “Otello”, ma questo riadattamento mi ha piacevolmente scombussolato e sorpreso.
L’Otello è comunque un’insieme di sentimenti negativi che culminano in una tragedia. Ne ‘Il mercante di vendette‘, al contrario, ti ritrovi a fare il tifo per il “cattivo” #morallygrey della storia.
Se si aggiunge che mi sto appassionando sempre di più ai dark academy e, come previsto, lo stile di scrittura di Bianca Marconero non ha deluso le mie aspettative ne esce fuori un retelling che ti assorbe completamente.

La lettura mi ha tenuto incollata alle pagine (con anche un po’ di tachicardia in alcune parti) creando una tensione palpabile – Bianca è una maestra nel costruire atmosfere suggestive – e alimentando la mia curiosità su come si sarebbe evoluta una storia il cui finale è noto a tutti.
In alcuni momenti, mi ha ricordato ‘Dio di Illusioni‘ di Donna Tartt, soprattutto per l’ambientazione, gli intrighi complessi e alcune dinamiche psicologiche dei personaggi.

Acquistando il romanzo sul sito della Giunti o ordinandolo nella vostra libreria è possibile ricevere una copia personalizzata del romanzo con i meravigliosi sprayed edges di nola_sprayed_edges.

Ringraziamo Bianca Marconero e la Giunti Editore per averci dato, di nuovo, la possibilità, di leggere questo nuovo romanzo in cambio di una nostra opinione onesta.
Ed eccola quindi la nostra onesta opinione: dovete assolutamente procurarvi il romanzo e leggere con i vostri occhi come si può cambiare una storia tragica in una di rinascita e rivincita.


Chi è Bianca Marconero?

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“Deep End” l’inaspettato sport romance targato Ali Hazelwood


Ali Hazelwood è, indiscutibilmente, una delle nostre romanziere preferite.
In casa de ‘Il bistrot dei libri’ quando sta per uscire un romanzo di questa autrice si preparano festeggiamenti secondi solo a quelli del mese del Salone del Libro.
Fatta questa doverosa premessa veniamo a ‘Deep End‘, uscito a inizio mese per la Sperling & Kupfer: fondamentalmente è uno sport romance ambientato al college di Stanford dove una promettente tuffatrice in crisi e un nuotatore olimpionico cercano segretamente del sesso kink e rischiano, clamorosamente, di innamorarsi perdutamente.

TRAMA COMPLETA

Scarlett Vandermeer ha sempre nuotato controcorrente. Studentessa del terzo anno a Stanford, si sta concentrando sull’ammissione alla facoltà di Medicina mentre si riprende dall’infortunio che ha quasi messo fine alla sua carriera di tuffatrice dalla piattaforma. Non ha tempo per le relazioni – o almeno questo è quello che ripete a sé stessa. Anche Lukas Blomqvist vive di disciplina. Campione del mondo e capitano della squadra di nuoto, è così che vince medaglie d’oro e batte ogni record: massima concentrazione, a ogni bracciata. A prima vista, fuori dalla piscina, Lukas e Scarlett non hanno nulla in comune, se non la passione per l’acqua. Ma per pura combinazione, i due vengono a conoscenza di un «segreto» che condividono e che è difficile da ignorare quando finiscono a lavorare insieme allo stesso progetto di biologia. E così, mentre la pressione per le Olimpiadi cresce, anche l’attrazione tra loro aumenta. Stare lontana da Lukas diventa impossibile e Scarlett si rende conto che il suo cuore potrebbe affondare in acque pericolose…

Una delle cose più apprezzate dei libri di Ali Hazelwood è la loro coerenza. Con lei sai che leggerai di un personaggio principale femminile forte e intelligente, un personaggio maschile mai scontato e sempre affascinante e un interesse amoroso che mette a dura prova il cuore. E sai già che il lui protagonista si innamora sempre per primo, (#hefallfirst) o almeno se ne rende conto per primo.
Sai già che ci saranno alcuni momenti di crisi lungo la strada, ma sai anche che tutto finirà bene, arriva il giusto happy ending come ogni romance che si rispetti.
Ciò che rende i suoi libri davvero divertenti e succulenti da leggere è il ‘viaggio’: le battute, la chimica, i conflitti personali e relazionali – tutto si mescola per creare un romanzo page-turner che si mette giù con estrema difficoltà.



In ‘Deep End‘, Ali Hazelwood però ci stupisce, in positivo, con nuovo tipo di dinamica.
Scarlett e Lukas sono entrambi interessati al mondo BDSM e inizialmente si impegnano in una relazione puramente sessuale basata sui loro interessi condivisi. Il risultato è probabilmente il libro più spicy del suo catalogo pubblicato finora. Le scene di sesso generalmente non mi scompongono; talvolta posso leggerle in pubblico senza nemmeno una smorfietta. Ma in ‘Deep End‘, mi sono ritrovata con la faccia rossa e la mascella cascante.
Sì, è davvero così hot, ma contestualmente, è anche un’esplorazione incredibilmente rispettosa di questo tipo di vita sessuale.
Fin dall’inizio, il rapporto di Scarlett e Lukas è costruito sulla fiducia e sul consenso, il che rende tutto ancora più intrigante e hot.

Ma il libro non è solo questo, lo sviluppo del personaggio, la crescita delle relazioni e i momenti toccanti in ‘Deep End‘ colpiscono altrettanto duramente. Ecco perché ci piacciono così tanto i libri di Ali Hazelwood: sono grandi storie d’amore, sì, ma sono anche esplorazioni incredibilmente commoventi dei personaggi. Scarlett proviene da una famiglia che è tutto fuorché convenzionale, è stata cresciuta dalla sua matrigna dopo che entrambe sono fuggite dal padre violento, sta lottando con un infortunio che ha quasi posto fine alla sua carriera sportiva, e sta lottando giorno dopo giorno con l’idea che potrebbe non avere il controllo della sua vita come pensava.
Durante la lettura, siamo con Scarlett e la vediamo affrontare tutte queste prove in un suo viaggio disordinato, pieno di piccoli passi avanti e insicurezze e regressione. La accompagniamo in un pezzo di vita.
Come la maggior parte del lavoro di Ali Hazelwood, Deep End è, alla fine, una storia dolce, piena di speranza, romantica, confortante e sì, sexy da restarci secche.


Con la premessa che avevo già posto fin dall’inizio sapevate che sarebbe stata una recensione non completamente imparziale.
Ali Hazelwood non mi ha mai deluso, e dopo aver letto ‘Deep End‘, sono convinta che potrebbe non farlo mai.
Questo romanzo è sexy, divertente e un esempio di quanto possa essere disordinata, caotica e selvaggia ma anche perfetta, la vita reale.

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‘L’UNITÀ’ di Ninni Holmqvist. Distopico o rassegnazione? – recensione

Parlano del libro: “Un romanzo d’esordio sorprendente. Scorrevole e ipnotico, offre una testimonianza impressionante sul modo in cui la società svaluta la creazione artistica, mentre celebra la procreazione, e una speculazione su cosa potrebbe succedere se tutto questo fosse portato all’estremo. Per i fan di Orwell e Huxley”

«L’Unità mi è piaciuto moltissimo. Sono sicura che ne rimarrete incantati, come è successo a me».
Margaret Atwood

L’atmosfera che si respira è quella della rassegnazione, di teste chinate senza alcuna prospettiva se non quella morte e della distruzione, a piccoli passi, del proprio corpo.
Premetto che è il primo romanzo distopico non classico che leggo e come primo approccio, nonostante una trama con un buon potenziale, lo sviluppo della storia non mi ha soddisfatta.
Mi sono sempre interessata alla sfera letteraria della distopia ma non ho mai avuto il coraggio di uscire dai binari del mondo del colosso George Orwell.
Da un certo punto di vista, penso che questo romanzo sia particolarmente realistico e che non si discosti troppo da quello che potrebbe essere uno scenario (inquietante e terrificante) del prossimo futuro.
Mi spiego meglio: nel libro viene presentata una società che sfrutta gli esseri umani inutili (ad esempio la protagonista è una donna cinquantenne senza figli) ovvero ‘prodotti su i quali fare dei test’ per svolgere esperimenti farmacologici, psicologici e donazione degli organi per aiutare la popolazione socialmente utile (essere umani che hanno un lavoro e procreano, quindi mandano avanti la società) al funzionamento degli ingranaggi.
Un gran mix tra ‘Il racconto dell’ancella‘, ‘1984‘ e il film ‘The Island‘.

La storia è raccontata in prima persona dalla protagonista Dorrit, i personaggi secondari sono pochi e secondo me anche poco approfonditi, anche l’io narrante non è da meno. Ci viene raccontato davvero molto poco della vita della protagonista.
L’ ambientazione mi ha messo molta angoscia.
Non c’è alcuna prospettiva né fiducia, il nichilismo totale. Non è presente neanche la soddisfazione, il piacere di rendersi “utili” negli ultimi momenti di vita.

A distanza di giorni dalla conclusione del libro ho la sensazione che non mi abbia lasciato molto su cui riflettere.
La scrittura è semplice ed è un racconto in prima persona senza infamia e senza lode, dallo stile molto piatto. Mi ha ricordato un anziano che narra la sua vita ai nipoti.
La protagonista ha un momento in cui può scegliere, coglierà l’occasione?
Per scoprirlo, ovviamente, dovrete leggere il libro.

Per quanto riguarda l’impalcatura letteraria il libro scorre bene ed è composto da capitoli brevi. Nonostante tutto, ti permette di incollarti alle pagine senza accorgerti del tempo che passa.
Come struttura penso sia tra le mie preferite perché non mi ha annoiata o demoralizzata soprattutto se già la trama per me è complicata da seguire credo che un libro fatto bene possa ridurre i problemi.

Non giudicare un libro dalla copertina” ma io lo faccio comunque…
La copertina è molto semplice e minimale. La Fazi Editore, come sempre, punta all’essenziale!

La donna in primo piano, che rappresenta la protagonista, mi ricorda le statue greche quasi impassibili davanti allo scorrere del tempo e della vita. Si nota la rassegnazione nel suo volto. In contrapposizione abbiamo la natura sullo sfondo con questi fiori che sono in piena primavera quasi a voler simboleggiare la nascita di un qualcosa di bello e nuovo.

In conclusione, questa volta mi trovo in seria difficoltà sulla votazione finale, perché penso che il libro abbia del potenziale inespresso che però non sono riuscita a cogliere fino in fondo.
Forse voleva essere un libro esistenzialista? Non lo so ma non sono stata soddisfatta dalla lettura per cui il mio voto, al momento, è 2 stelline su 5.


Quarta di copertina:
Un giorno di inizio primavera Dorrit, scrittrice cinquantenne single e senza figli, viene accompagnata all’Unità. D’ora in avanti vivrà lì. Quello che la accoglie è un luogo idilliaco, almeno in apparenza: una struttura all’avanguardia dotata di eleganti appartamenti immersi in splendidi giardini, dove vengono serviti elaborati pasti gourmet e ci si può dedicare alle più svariate attività. I residenti sono accomunati da una caratteristica: non hanno figli né una vita sentimentale stabile. Finalmente libera dal giudizio sociale che ha sempre percepito come un peso, Dorrit è felice di poter fare amicizia con persone come lei. Ma c’è un prezzo da pagare: gli ospiti dell’Unità, chiamati “i dispensabili”, si trovano lì per un motivo ben preciso. Faranno da cavie per una serie di test farmacologici e psicologici, per cominciare, e poi doneranno i loro organi, uno per uno, fino alla cosiddetta
“donazione finale”. Anche loro, così, saranno utili alla società: si sacrificheranno per chi, nel mondo fuori, è genitore. Dorrit è rassegnata al suo destino e desidera soltanto trascorrere i suoi ultimi giorni in pace, ma presto incontra un uomo di cui si innamora follemente, e l’inaspettata felicità da cui è travolta la costringe a ripensare ogni cosa.
Nel suo romanzo d’esordio la svedese Ninni Holmqvist, una narratrice formidabile, immagina un mondo lontano eppure pericolosamente vicino. L’Unità, considerato un classico moderno e già molto apprezzato in patria e all’estero, racconta una storia vivida, commovente e attualissima, che racchiude un’acuta riflessione sulla società odierna e l’identità femminile.


Chi è l’’autrice?

Ninni Holmqvist è nata nel 1958 e vive nella Scania, in Svezia. Ha esordito nel 1995 con la raccolta di racconti Kostym. L’Unità, uscito in Svezia nel 2006, è il suo primo romanzo, grazie al quale ha ottenuto un successo internazionale: è stato tradotto in dieci paesi e i diritti televisivi sono stati opzionati. Quando non scrive, lavora come traduttrice e insegna Scrittura creativa.

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Recensione di ‘Acqua e Nuvole’: quando l’abito non fa il monaco, un romanzo di Daniel Charneux

“Sapevano da una fonte pura che colui che aggiunge parole toglie significato”

Lo zen d’altri tempi…
Il libro ci racconta della vita di un monaco zen di quasi due secoli fa. Nella sua vita semplice sono nascosti tanti insegnamenti che permettono al lettore di comprendere come anche nelle piccole cose possiamo trovare la bellezza del mondo.

La storia risulta molto facile ed immediata, non si vuole insegnare o convertire il lettore ma lo scopo è quello di raccontare, né più né meno.
Alcuni direbbero che questo libro rappresenta un vero e proprio balsamo per la nostra anima scomposta da una vita caotica, consumistica, frustrante che non ci permette di fermarci un momento ad ammirare la vita che scorre.
I grandi saggi del passato affermerebbero “Panta Rhei”: bene questa potrebbe essere la sintesi perfetta per questo romanzo.

Acqua e nuvole è stato uno dei libri più semplici ma allo stesso tempo più profondi che io abbia mai letto in vita mia.
Penso che l’autore sia riuscito a trasformare momenti di quotidianità in un quadro
bellissimo che riesce a mettere in pausa lo scorrere del tempo.
Il libro ci insegna il
“benaltrismo”.

“Era lui che seguiva il sentiero o il sentiero che lo portava?”

L’impalcatura letteraria.
Il libro non risulta pesante nella lettura ed è impostato con capitoli molto brevi, come piacciono a me, ti permette di rimanere incollato alle pagine. La scrittura potrebbe essere definita “aneddotica” quasi frammentaria.
Il font e l’interlinea sono molto agevoli, questa è una caratteristica che apprezzo della casa editrice, particolarmente attenta ai bisogni dei suoi lettori.

Non giudicare un libro dalla copertina” ma io lo faccio comunque
È vero, la prima regola per un lettore dovrebbe essere questa ma io sono una lettrice anticonformista!
Per questo libro potremmo trovare una citazione più azzeccata, ovvero “L’abito non fa il monaco”. Devo però essere sincera con voi, in questo caso la copertina fa il monaco in tutti i sensi.
Una grafica devo dire molto rilassante ed azzeccata per il contesto letterario dell’opera. Basterebbe osservare il disegno per farci venire voglia di meditare! Lindau come ogni volta risulta essere una casa editrice attenta ad ogni dettaglio e coerente con l’opera.


Giudici siamo arrivati al voto finale!
Il libro, come avete capito dai paragrafi precedenti, mi è piaciuto molto!
Mi ha tenuto compagnia in questi primi giorni d’autunno molto frenetici per l’inizio della routine.
Il mio voto complessivo è di 5 stelline su 5.


Le info.

Titolo: Acqua e nuvole
Autore: Daniel Charneux
Traduzione: Laura Ferloni
Pagine: 216
Argomenti: Narrativa, spiritualità, Giappone

Quarta di copertina: Protagonista di questo delicato romanzo di Daniel Charneux è Ryōkan Taigu (1758-1831), monaco seguace della Sōtō-shū, una delle due maggiori scuole giapponesi del buddhismo zen, e poeta. Figlio di un amministratore benestante e destinato a replicarne la carriera, fin da piccolo trascurò la compagnia dei suoi coetanei per dedicarsi alla lettura e allo studio dei testi degli antichi saggi e dei poeti. Per un po’ cercò di conformarsi alle aspettative familiari, studiando per subentrare al padre nell’amministrazione del villaggio, ma il sentimento di estraneità per quel mondo e le sue regole si fece sempre più forte. Finì per abbandonare quella strada ed entrare in monastero, continuando a studiare, a scrivere
poesie e a coltivare l’arte della calligrafia. Diventato monaco, scelse di abitare in una capanna poverissima dove visse per anni, dedito alla meditazione e alla poesia e perfettamente appagato dalla pura gioia dell’amore per tutte le creature. Era ormai sessantenne quando, andata distrutta la sua dimora da eremita, tornò a risiedere in un monastero dove trascorse l’ultimo tratto della sua vita. Fu lì che stabilì una perfetta comunione spirituale con Teishin, una monaca poetessa di quarant’anni più giovane che gli fu accanto negli ultimi giorni.


L’autore.

Daniel Charneux è nato nel 1955 in Belgio, a Charleroi. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo, Une semaine de vacance, che ha ricevuto il Prix du Comité des Usagers de la Bibliothèque centrale du Hainaut. Sono seguiti altri romanzi, raccolte di racconti, di poesie, testi satirici e biografie che hanno ricevuto svariati riconoscimenti tra cui il Prix triennal hainuyer de littérature française Charles Plisnier, il Grand Prix littéraire France – Communauté française de Belgique, il Prix Gauchez-Philippot e il Prix Alex Pasquier.


La casa editrice.

Edizioni Lindau
“Siamo una casa editrice indipendente, nata a Torino nel 1989.
Pubblichiamo libri di letteratura e saggistica, dal cinema all’attualità, dalla scienza alla psicologia.
Diamo voce alle opinioni, anche (e soprattutto) fuori dal coro.
Lindau è il nome di una piccola città situata su un’isola nel lago di Costanza.
Nata nel IX secolo su un preesistente insediamento romano, guadagnò rapidamente importanza grazie alla sua posizione adatta ai traffici. Con Federico II ottenne il diritto di fortificarsi e lo statuto di «città libera», e nel 1445 istituì il Mailander Bote, un servizio di collegamento postale con Milano, che ne fece un fondamentale nodo commerciale.
Proprio la sua immagine di città libera e operosa, circondata dalle acque alimentate dal Reno, su cui si affacciano tre diverse nazioni europee (Germania, Austria, Svizzera), al centro dunque di un continente determinante per la storia e la civiltà del pianeta, ha ispirato la scelta del nome quando a Torino, nel febbraio 1989, fu fondata la casa editrice.”

DLIN DLON – Comunicazione di servizio

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Lezioni di Chimica di Bonnie Garmus: Emancipazione Femminile e Cucina nell’America degli anni 50 – recensione

Erroneamente si immagina che ‘Lezioni di chimica’ sia un racconto leggero, un incrocio tra un romanzo rosa e un libro di chimica, ma in realtà è molto di più.
L’esordio narrativo di Bonnie Garmus, romanzo dal successo planetario nel 2022, con uno stile di scrittura accattivante, ci racconta uno spaccato di vita dell’America degli anni 50 dove la figura della donna è limitata a essere vista solo come moglie, madre e casalinga.
Garmus si è ispirata alla figura di una chimica realmente esistita per creare il personaggio di Elizabeth Zott.
Il tema centrale del romanzo è il potere e l’emancipazione femminile, un tema importante ancora oggi, in una società prettamente patriarcale.
Un tema trattato con un umorismo tagliente, una buona dose di divertimento mai banale e un pizzico di emotività che ti taglia il cuore, tipo coltello affilato con un povero pomodoro.
Inoltre è un inno al potere della conoscenza: la scienza diventa uno strumento di emancipazione per Elizabeth, che utilizza le sue conoscenze per sfidare lo status quo.
Questo romanzo dovrebbe essere regalato e letto da tutti, senza distinzione di sesso.
È un romanzo che vale la pena leggere e regalare.


Cosa sei disposta a fare per affermare il tuo valore come chimica donna, in un mondo dominato dagli uomini?
Elizabeth Zott è l’eroina di cui non pensavamo di aver bisogno. Un personaggio forte, forse a tratti un po’ rigido, ma dalla straordinaria forza e fragilità.


Bonnie Garmus, attraverso la sua protagonista femminile, ci rivela una cucina diversa da quella a cui siamo abituati.
Basta con i sorrisi, i pizzi e i merletti: il potenziale c’è e va nutrito.
Essere una moglie servizievole, una brava madre o una perfetta casalinga è solo una piccola parte di ciò che una donna può essere.
Attraverso la chimica, vengono spiegati concetti di chimica organica applicati al cibo e alla nutrizione.
Non si tratta solo di preparare un piatto caldo, non è semplice cibo, non è solo cucinare.
Con “Cena alle sei”, Elizabeth rompe gli schemi televisivi, dando la possibilità alle donne di tutto il mondo di credere in se stesse, di far sentire la loro voce e di scoprire la sicurezza che già possiedono, quella di poter fare qualsiasi cosa, come vogliono e quando vogliono.
Fa capire che anche loro hanno una voce, e non solo quella che usano per parlare, ma una voce forte e chiara.


Un romanzo che vi farà vivere un’ampia gamma di emozioni, dalla risata alle lacrime. I personaggi secondari, con le loro sfaccettature, arricchiscono la narrazione e creano un mondo vivido e coinvolgente. Seiemezza, il fedele compagno a quattro zampe di Elizabeth, ruberà il cuore di ogni lettore.

Abbiamo parlato recentemente della miniserie prodotta da Apple TV e non potevamo non guardarla. Se non avete ancora né letto e neanche visto la miniserie vi consiglio di leggere prima il romanzo. Come ogni trasposizione sul piccolo schermo ci sono stati dei cambiamenti a livello di trama che non ho particolarmente apprezzato, ma ciò non toglie che il prodotto finale sia molto godibile da vedere.

DLIN DLON – Comunicazione di servizio

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Il romanzo.

Quarta di copertina: La cucina è chimica e la chimica è vita. La capacità di cambiare tutto, compresi se stessi, comincia da qui. Elizabeth Zott è magnetica. Se entra in una stanza, state certi che non le staccherete gli occhi di dosso: perché è bella, e perché ha quel modo schietto di esprimere il proprio pensiero, che scende come una lama sulla superficie molle della morale comune. Siamo nel 1952, ed Elizabeth è una giovane chimica che lavora all’Hastings Research Institute in California, un ambiente ferocemente maschilista dove il suo innegabile talento viene per lo più messo a tacere, sabotato, o usato per il prestigio altrui. Malgrado le difficoltà, il coraggio di rivendicare diritti e successi non viene scalfito e spinge Elizabeth a perseverare. C’è solo un uomo che ammira la sua determinazione: è Calvin Evans, genio della chimica in odore di Nobel, con il quale nasce un sentimento puro in cui condivisione delle formule e attrazione fisica vanno di pari passo. Ma la vita, come la scienza, è soggetta a trasformazioni, e qualche anno dopo la tempra di Elizabeth, ora madre single, folgora un produttore televisivo che le affida la conduzione di Cena alle sei, un programma di cucina che nelle sue mani diventa un appuntamento quotidiano immancabile per il grande pubblico. Il suo approccio rivoluzionario ai fornelli, infarcito di digressioni scientifiche, non mira solo alla preparazione di stufati, ma anche ad aprire gli occhi all’universo femminile. “Lezioni di chimica” è la storia di una donna irresistibile, che cade e si rialza più volte; è l’avventura di un’esistenza che ribalta gli schemi e costruisce un nuovo percorso, nonostante tutto. Con Elizabeth Zott si ride e si piange. È lei a dettare il ritmo, a indicarci quando andare a testa alta e quando invece è impossibile. Quello che sembra dirci, alla fine di tutto, è di non fermarci mai.


Chi è Bonnie Garmus?

Classe 1957, è una copywriter e direttrice creativa che ha lavorato per un’ampia gamma di clienti, negli Stati Uniti e all’estero, concentrandosi principalmente su tecnologia, medicina e istruzione. Le piace nuotare in acque libere, ha praticato canottaggio a livello agonistico ed è madre di due figlie piuttosto incredibili. È di Seattle, ma attualmente vive a Londra con suo marito e il suo cane, 99.

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Dio di Illusioni di Donna Tartt e il ritorno alla ribalta grazie al booktok – la recensione

O lo ami o lo odi. Non c’è via di mezzo per il romanzo (e che romanzo!) d’esordio di Donna Tartt, pubblicato per la prima volta nel 1992.
Il titolo originale è The Secret History, in italiano tradotto con ‘Dio di illusioni‘ (titolo che acquista un senso solo a romanzo concluso mentre si sta ancora metabolizzando).
Io l’ho amato. Dalla prima all’ultima pagina ed è diventato il miglior romanzo che abbia letto nel 2024, almeno fino ad ora.
Oltre ad essere l’ultimo romanzo facente parte della mia #valigialibrosa di questa estate.

La storia parte piano, quasi in punta di piedi e il nostro, senza un soldo e rinnegato dalla famiglia, Richard Papen, protagonista principale e narratore dell’intera storia, ci mette subito davanti al misfatto accendendo la nostra curiosità.

Come si è arrivati a quel punto? Cosa ha spinto i nostri cinque – Henry Winter, Francois Abernathy detto Francis, i gemelli Charles e Camilla Macaulay e Edmund, detto Bunny, Corcoran – rampolli ricchi, intelligenti e giovani a fare quello che hanno fatto?

Con vibes da dark academy, ci viene presentato un romanzo che mischia thriller psicologico, romanzo di formazione e drammatico. Inutile dire che mi ha conquistata fin da subito con un l’incipit che parte già con il botto.

Tornato alla ribalta grazie a Tik Tok, non avevo grandi aspettative, ma ammetto di partire prevenuta quando si tratta di libri consigliati dal #booktok per il semplice fatto che nove volte su dieci non ho concluso il romanzo che consigliavano.

Questo, al contrario, per cinque giorni mi ha ossessionata, accompagnandomi ovunque, perché ero incapace di metterlo giù.
Il ritmo della Tartt può risultare, a tratti, prolisso e pieno di descrizioni, ma è perfetto proprio perché, attraverso le parole, riesce a far entrare il lettore nel circolo oscuro e affascinante della storia, quasi ti trovassi a vivere il dramma ed a conoscere i più oscuri e intimi segreti di questi sei giovani ragazzi.


La Tartt sa perfettamente come ammaliare il lettore perché tutto è collegato fino al più piccolo dettaglio per un finale che lascia davvero attoniti.
Nel romanzo vi sono continui riferimenti al mondo classico della letteratura greca e latina, in particolare gli autori Omero e Platone. Tutti e cinque i protagonisti parlano in latino e in greco antico tra di loro parlando in codice. Interessante anche il tema dell’esoterismo che all’interno della storia ha una funzione di spaccatura.
Un romanzo che consiglierò fino alla nausea.


Il romanzo.

Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato…


Chi è Donna Tartt?

Nata nel 1963 a Greenwood, in Mississippi, Donna Tartt è un’autrice statunitense. Nata a Greenwood, in Mississippi, dopo aver dimostrato capacità innate per la scrittura già in tenera età, ha pubblicato il suo primo sonetto a tredici anni. Si è laureata al Bennington College dove ha conosciuto lo scrittore Bret Easton Ellis, con cui stringe un’importante amicizia, fonte di ispirazione artistica.
Il suo romanzo d’esordio Dio di illusioni (1992) e Il piccolo amico ( 2002, vincitore nel 2003 del WH Smith Literary Award) sono diventati bestseller internazionali tradotti in 30 lingue. Nel 2014 vince il Premio Pulitzer per la narrativa con Il cardellino (2013). Nel 2019 il romanzo è stato adattato in un film per la regia di John Crowley.

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La saga ‘The Legendborn Cycle’ di Tracy Deonn: Magia, Amicizia e Potere – recensione e ordine di lettura

Tracy Deonn è dotata di una penna affilata e di una immaginazione fervida, riesce infatti a trascinarci in un mondo dove mitologia arturiana e realtà contemporanea si intrecciano, dando vita a una saga che ha conquistato milioni di lettori.

Character art di Bree, Nick, Sel dell’illustratrice e designer Alyssa Bradley https://alyssa-bradley.com/

“The Legendborn Cycle” è un’epica avventura che esplora temi come razza, identità, potere e amicizia, il tutto condito da una dose generosa di magia e mistero.
Ma così, direte voi, sembrerebbe la ‘solita’ saga fantasy YA, invece uno degli aspetti più rivoluzionari di “The Legendborn Cycle” è la rappresentazione di personaggi afroamericani in ruoli di potere e centralità.
Bree Matthews, protagonista della saga, è una giovane donna nera che scopre di appartenere a una società segreta di discendenti dei Cavalieri della Tavola Rotonda.

Questa scelta narrativa è fondamentale, offre finalmente una visione diversa e più inclusiva del genere fantasy, spesso dominato da personaggi bianchi (e etero, quasi sempre).
Deonn inoltre intreccia abilmente la mitologia arturiana con la storia afroamericana, creando un’opera che riflette l’esperienza complessa e multiforme degli afroamericani negli Stati Uniti.
Questa intersezione culturale arricchisce la narrazione e offre una nuova interpretazione di miti e leggende ancestrali non mancando però di essere comunque una storia di grande intrattenimento e di ottima fluidità che è impossibile lasciare sul comodino.
Oltre a esplorare il tema dell‘identità e dell’appartenenza, l’autrice affronta questioni sociali rilevanti come il razzismo, il potere e l’importanza della comunità. La sua scrittura non è solo evasione, ma anche un invito alla riflessione.
E non finisce qui, sebbene non sia il fulcro della trama, “Legendborn” introduce personaggi secondari che esplorano tematiche LGBTQ+. Questi personaggi non sono stereotipati, ma vengono presentati con la stessa profondità e complessità degli altri, durante la narrazione si toccano temi universali come l’accettazione di sé, l’amicizia e la ricerca della propria identità.

Per come la vedo io l’opera di Tracy Deonn apre la strada a nuove possibilità nel genere fantasy, incoraggiando altri autori a creare storie finalmente un po’ diverse e rappresentative.

L’Ordine di Lettura e i Libri della Saga

  1. Legendborn (fazi editore – collana Lainya 2022):

    Dopo la morte della madre in un incidente, la sedicenne Bree Matthews non vuole avere niente a che fare con i ricordi di famiglia o con la casa della sua infanzia. Un programma per studenti meritevoli alla UNC–Chapel Hill sembra la via di fuga perfetta, finché Bree non assiste a un attacco magico la sua prima notte nel campus. Una sorte di demone volante che si nutre di energie umane. Una società segreta di cosiddetti studenti “Legendborn” che danno la caccia alle creature. E un misterioso mago adolescente che si fa chiamare “Merlino” e che tenta, senza riuscirci, di cancellare la memoria di Bree di tutto ciò che ha visto.
    Il fallimento del tentativo di cancellazione della memoria da parte del mago sblocca la magia di Bree e un ricordo sepolto con una connessione nascosta: la notte in cui è morta sua madre, un altro Merlino era in ospedale. Ora che Bree sa che c’è di più nella morte di sua madre di quanto riportato dal rapporto della polizia, farà tutto il necessario per scoprire la verità, anche se ciò significa infiltrarsi nei Legendborn come una delle loro iniziate.
    Recluta Nick, un Legendborn auto-esiliato che coltiva un bel po’ di rancore verso il gruppo, la loro riluttante collaborazione li trascina più a fondo nei segreti della società, e più vicini l’uno all’altro. Ma quando i Legendborn si rivelano come i discendenti dei cavalieri di Re Artù e spiegano che sta per arrivare una guerra magica, Bree deve decidere fino a che punto spingersi per la verità e se usare la sua magia per abbattere la società oppure scegliere di unirsi alla lotta.

  2. Bloodmarked (fazi editore – collana lainya 2023):

    Tutto ciò che Bree voleva era scoprire la verità dietro la morte di sua madre.
    Così si è infiltrata nella società segreta dei discendenti dai cavalieri di Re Artù, e ha finito per scoprire il suo potere ancestrale. Ora, però, Bree è diventata anche qualcosa di diverso: una medium e non solo, c’è di mezzo la magia del sangue.
    Ma l’antica guerra tra i demoni e l’Ordine sta raggiungendo un picco mortale.
    Nick, il ragazzo Legendborn di cui Bree si è innamorata, è stato rapito. Bree vuole combattere, ma i Reggenti che governano l’Ordine non glielo permettono. Per loro, è una ragazza sconosciuta con un potere inaudito, deve essere protetta, nascosta o magari imprigionata. Il suo potere taciuto. Quando i Reggenti rivelano che faranno di tutto per nascondere la guerra, Bree e i suoi amici devono darsi alla fuga per salvare Nick da soli. Ma i nemici sono ovunque, i poteri di Bree sono imprevedibili e pericolosi e non può sfuggire alla sua crescente attrazione per Selwyn, il mago che ha giurato di proteggere Nick fino alla morte.
    Se Bree ha qualche speranza di salvare se stessa e le persone che ama, deve imparare a controllare i suoi poteri dagli antenati che li hanno esercitati per primi, senza perdere se stessa nel processo.

  3. Oathbound (fazi editore – collana lainya 2025):

    Bree Matthews è sola. Si è esiliata dall’Ordine dei Legendborn, ha reciso i suoi legami ancestrali e si è allontanata dagli amici che non riescono a comprendere l’impossibile costo dei suoi poteri. Questo, le sembra, è l’unico modo per proteggere se stessa e coloro che ama.
    Ma la decisione di Bree ha un prezzo terribile: un patto infrangibile con un mutaforma che può muoversi tra l’umanità, il mondo sotterraneo dei demoni e la società segreta dei Legendborn.
    In cambio dell’addestramento per esercitare le sue abilità senza precedenti, Bree ha messo il suo futuro nelle mani di questo oscuro figuro e, inconsapevolmente, si è legata a lui come sua nuova protetta.
    Nel frattempo, gli altri devono affrontare la guerra con la loro Tavola Rotonda ormai in pezzi, senza leader e senza il suo mago reale, dato che anche Selwyn il mago è scomparso.
    Quando Nick viene trattenuto dai merlini dell’Ordine, invoca un’antica legge che richiede all’Alto Consiglio dei Reggenti di riunirsi alla Fortezza Settentrionale e di concedergli udienza. Nessuno sa cosa chiederà loro… o quali segreti ha tenuto nascosti alla Tavola.
    Mentre una serie di misteriosi rapimenti si intensifica e i merlini vengono trovati morti, diventa chiaro che non importa quanto sia brava Bree a scappare da chi è, il passato la troverà sempre.
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Tracy Deonn: Un’Autrice da Scoprire


Tracy Deonn è un’autrice afroamericana che ha dedicato la sua carriera alla scrittura di storie che celebrano la diversità e l’inclusione. Con “The Legendborn Cycle”, ha dimostrato di essere una narratrice talentuosa, capace di creare mondi ricchi di dettagli e personaggi complessi. La sua passione per la mitologia arturiana e la sua profonda conoscenza della storia afroamericana si fondono in un’opera unica nel suo genere.


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Guida introduttiva al Cosmoverso di Brandon Sanderson: Mistborn e Le Cronache della Folgoluce


Costellazioni del Cosmere (Illustrazione di Isaac Stewart, contenuta in Arcanum Unbounded)


IL PROGETTO DI LETTURA

Riassunto grafico dell’ordine di lettura, comprese le opere ancora inedite

Bene, direi che ora avete tutte le informazioni necessarie per cimentarvi nella lettura dell’intero Cosmoverso (che ricordo non essere ancora completo, soprattutto per la traduzione italiana), o di una sua parte, scegliendo la saga che più vi incuriosisce.

Nel prossimo articolo inizierò a recensire i vari libri, partendo dalla trilogia di Mistborn che copre la prima Era, per cui continuate a seguire questa appassionante rubrica!


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‘Resurra – principessa straniera’ (Stars and Sand Vol. 3 di 3), Laura Fiamenghi ci regala l’ultimo appassionante capitolo della saga degli Zendar

DETTAGLI DEL LIBRO

TITOLO: Resurra – Principessa Straniera
AUTORE: Laura Fiamenghi
SERIE: Stars and Sand (3 di 3)
GENERE: Romance Fantasy / Distopico / Post- Apocalittico / Spicy Romance.
DATA USCITA: 20 AGOSTO (Digitale e cartaceo)

Recensione ‘Zendar – principe guerriero’ (Vol 1)
Recensione ‘Guardiara – Ancella Prigioniera’ (Vol. 2)


Ringrazio l’autrice per avermi fatto leggere in anteprima il romanzo in cambio di una mia personale opinione.




TRAMA

Solo due città sono rimaste al mondo, separate da una distesa sconfinata di sabbia cocente.
La Principessa Elara della città di Guardiara è stata promessa in sposa al Principe di Resurra e, già dal loro primo incontro, è evidente che il suo promesso sposo sia tutt’altro che “principesco”. Zex è un bestione dall’aspetto rude e minaccioso, un leader indomito tra le rovine di un mondo post-apocalittico.
Catapultata in una città dove gli uomini considerano le donne una loro proprietà, la timida Elara dovrà imparare a essere coraggiosa come la sua amica Ashka. Riuscirà la principessa a trovare il suo posto a Resurra e a vedere l’uomo capace di tenerezza e passione nascosto sotto alla corazza di Zex? E soprattutto, riuscirà a cambiare le rigide dinamiche della sua nuova città, aprendo la strada a un nuovo futuro per tutte le donne di Resurra?
Resurra è il terzo e ultimo romanzo della ‘Stars and Sand trilogy’ un romance fantasy post-apocalittico dedicato alla coppia Elara/Zefiro (Zex). Avvertenze: il romanzo è ambientato in una società fortemente maschilista, contiene scene di violenza e sesso esplicito.



RECENSIONE


La trilogia ‘Zendar, la Stars and Sand trilogy, di Laura Fiamenghi giunge alla sua conclusione con il terzo volume ‘Resurra – principessa straniera‘, i primi due trattavano la storia di Ashka e Zarek mentre quest’ultima parte narra di Elara e Zex.
Il personaggio di Elara faceva già parte, per quanto non in un ruolo centrale, del precedente libro ‘Guardiara – Ancella Prigioniera‘ mentre Zex era stato accennato e impariamo a conoscerlo solo nell’ultimo romanzo.
Il titolo è anche il nome della città di Zex, una delle due città umane che si sa essere sopravvissute alla Caduta, ovvero la fine del mondo come lo conosciamo e l’inizio, per i sopravvissuti, di una esistenza post apocalittica in una Terra ormai desertica e popolata da grandi vermi delle sabbie.
L’altra città è Guardiara, da dove provengono sia Ashka che Elara.
Le due città sono distanti, non solo in termini chilometrici ma soprattutto culturalmente, sociologicamente e politicamente parlando.
Guardiara è matriarcale, le donne sono al potere che è centralizzato nelle mani della regina, Resurra invece è, diciamo, una sorta di repubblica presidenziale dominata dagli uomini e in cui le donne sono poche e vivono in una condizione di semi-segregazione.
Questo per quanto riguarda gli umani, perché abbiamo anche i mutanti Zendar che abbiamo  imparato a conoscere con i precedenti volumi attraverso l’amore tra l’umana Ashka e il mutante Zarek. Essi vivono suddivisi in oasi ma con un unico Re.
Il worldbuilding si conferma solido e ben organizzato, la Fiamenghi è riuscita a creare un panorama davvero efficace in cui fare muovere i suoi personaggi. Personaggi che sono ben tratteggiati e reggono la narrazione, che è rosa e anche spicy senza essere mai stucchevole, senza farci annoiare mai.
Al termine del libro c’è anche una sorpresa che sono certa i fan apprezzeranno moltissimo.

Ma non voglio svelare nulla, leggetelo e vedrete.

Posso solo aggiungere che durante la lettura di Resurra mi sono trovata a pensare che ci fosse qualcosa, qualche piccolo dettaglio o qualche linea di narrazione appena accennata, di inconcluso e dopo l’epilogo ecco che l’autrice spiega il motivo.
Siete pronti a leggere la grande storia d’amore di Zex e Elara?
Due mondi diversi che si incontrano e non possono che creare qualcosa di bello e nuovo.

Ho trovato leggermente più ‘faticoso’ questo terzo volume rispetto ai precedenti perché il personaggio di Zex è quanto di più lontano dal mio personaggio maschile preferito e naturalmente questo mi ha frenato l’entusiasmo, in effetti però non potevano essere tutti perfetti come Zarek.
Ma ci sta, perché Zex viene da Resurra e a Resurra si cresce così, alla ‘Mad Max‘ mista con ‘Sons of Anarchy‘, per intenderci.

E ci sta anche perché all’inizio c’è un TW bello evidente e quindi oh, se non ti piace non lo leggi e morta lì.
Soprattutto ci sta perché la narrazione fila liscia così e il libro scorre bene come gli altri due. E vuoi sapere di Elara e Zex come volevi sapere di Zarek e Ashka.
Brava la Fiamenghi che ci trasporta in mondi fantastici e passionali con i suoi romanzi. Ha un tocco leggero e una scrittura coinvolgente, le sue storie sono perfette per chi ama sognare e lasciarsi trasportare dall’emozione.


Chi è l’autrice?

Laura Fiamenghi, classe 1985, appassionata di Romance e Fantasy, per lei scrivere é regalare attimi di buon umore.
“La mia più grande soddisfazione é quando un lettore mi scrive e dice di essersi emozionato insieme ai miei personaggi, di aver pianto, di aver riso, immergendosi per qualche ora in un mondo che lo ha fatto sognare.”
Laureata in lingue e letterature straniere, abita a Brescia, pratica yoga e coltiva piante grasse. Ama l’Europa piena di leggende e tradizioni e visita costantemente castelli e dimore storiche che ispirino le location per i suoi libri.
Anche nota come ‘Alma Rose’ pseudonimo con cui scrive Contemporary Romance e Erotic Romance spassosissimi.


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Half a soul. Metà di un’anima, Olivia Atwater – la nostra recensione

Il male esiste in questo mondo. Distogliere lo sguardo da esso non aiuta. E non è necessariamente d’aiuto nemmeno guardarlo dritto negli occhi. A volte, però, quando non puoi costringere il mondo ad avere un senso, devi accontentarti di sconfiggere qualcuno dei mali minori che hai davanti

Un giorno come tanti, vado in libreria e subito la mia attenzione è attratta da questo libro con una copertina spettacolare: super colorata, con il disegno che non si ferma neanche ai margini delle pagine. Leggo sul retro del libro: “l’unione fra i ‘Bridgerton‘ e ‘Il Castello Errante di Howl‘”.
Ok, ne sono già innamorata.

Decido di comprarlo e… lo divoro in tre giorni. I personaggi di “Half a Soul” sono molto ben caratterizzati. La protagonista, Dora, è forse come vorremmo essere noi in alcune fasi della nostra vita: distaccata e lucida in ogni situazione. Quando poi incontra il lord Sorcier del re reggente, la storia prende piede con dialoghi molto divertenti e punzecchiature da entrambe le parti.
Lo paragono ai Bridgerton? Sinceramente no (perché un po’ vorrebbe dire che ci si dovrebbe aspettare scene di sesso), ma lo associo invece a un grande classico della letteratura: “Orgoglio e Pregiudizio”.

Siamo in un anno imprecisato dell’Ottocento. Theodora, una giovane donna dell’alta società inglese, ha perso entrambi i genitori e vive con gli zii. Da ragazza, subisce una maledizione da un Fae malvagio che le sottrae la capacità di provare alcuni sentimenti. Cresce subendo i soprusi della zia Frances, che a mio parere è la vera antagonista della storia. Si ritrova poi a dover accompagnare la cugina Vanessa a Londra per aiutarla a trovare marito.
L’ambientazione richiama molto quella dei romanzi di Jane Austen.
E prima di iniziare i vari balli serali con l’unico scopo di far accasare la cugina, la nostra Dora incontra Elias Wilder, che le compare magicamente alle spalle. Lui ricorda davvero il protagonista del Castello Errante di Howl e, come lui, ha dei segreti che Dora però riesce a scoprire senza troppa difficoltà. Non rivelerò nulla sull’evolversi della trama (perché non sarebbe giusto fare spoiler, si sa che le recensioni del bistrot sono SPOILER FREE), ma dirò solo che in questo libro ho letto una delle scene più romantiche di sempre.
In conclusione: a chi consiglio questo libro?
Sicuramente a chi piace il genere romance ambientato tra i nobili inglesi del XIX secolo e a chi piace il fantasy in cui i protagonisti sono i maghi perché questo libro è il connubio perfetto tra i due generi, e vi trasporterà in un’epoca ricca di fascino e mistero.

Half a Soul‘ è il romanzo d’esordio di Olivia Atwater ed è il primo titolo della serie “Regency Fairie Tales“. ‘Ten Thousand Stitches‘ e ‘Longshadow‘, ancora inediti in Italia, completano la trilogia e sono incentrati sulle vicende di altri personaggi
Alla fine del libro cartaceo (e anche nell’ebook) l’autrice ci regala due novelle in cui approfondisce alcune cose che riguardano il personaggio di Elias in modo da comprenderlo meglio e introduce i protagonisti del terzo libro (Abigail e Lord LongShadow).


Chi è Olivia Atwater?

Olivia Atwater scrive fantasie storiche bizzarre con un tocco di satira. Vive a Montreal, Quebec, con il suo fantastico marito, fonte di ispirazione per la prosa, e i suoi due gatti. Quando ha detto al suo insegnante di storia di seconda elementare che un giorno voleva lavorare con la storia, è abbastanza certa che nessuna delle due parti avesse in mente questo. Nel corso del tempo è stata una rievocatrice storica, una strega professionista in un negozio di forniture metafisiche, una sviluppatrice web e una riparatrice di distributori automatici.

Cerchi altre fiabe Regency? Iscriviti agli Scandal Sheets di Atwater su oliviaatwater.com per ricevere aggiornamenti continui, insieme alla novella esclusiva, “Il Signore Stregone”.

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L’universo narrativo di TJ Klune: tra magia, amore e inclusione

In pochi anni l’autore statunitense TJ Klune si è imposto, scalando in poco tempo le classifiche, nel panorama fantasy con romanzi che si distinguono per la loro unicità, l’originalità e per la capacità di emozionare.

Sicuramente la prima caratteristica che salta all’occhio nei romanzi di questo autore è la scelta di protagonisti comuni, con fisionomie normali. Lontani dai soliti bellimbusti stereotipati, troviamo personaggi come un ragazzo magrolino con ADHD (The extraordinaries), un uomo sulla quarantina in sovrappeso che suda eccessivamente quando è agitato (La casa sul mare celeste), un avvocato dal pessimo carattere (Sotto la porta dei sussurri) o un ragazzo che vive da solo con la madre, definito dal padre “un po’ lento” (WolfSong, primo capitolo della saga di Green Creek). Un’aria fresca rispetto ai protagonisti stereotipati dei romanzi rosa e fantasy.

Un altro elemento distintivo è la presenza di elementi fantasy all’interno di una società contemporanea. In alcuni casi, come in “Nella casa dei burattini”, la componente fantastica si avvicina maggiormente alla fantascienza, ambientata in un futuro distopico. Questo romanzo rappresenta anche l’unico con ambientazione futuristica all’interno delle sue opere.

T.J. Klune ha ottenuto fama come scrittore LGBT+, dato che i protagonisti delle sue storie sono spesso omosessuali. Tuttavia, trovo riduttiva questa etichetta, perché ogni romanzo narra una storia d’amore bella e sana, pur non essendo mai l’elemento centrale della trama.

Infatti, i suoi romanzi esplorano tematiche profonde: in “Sotto la porta dei sussurri” si approfondisce il percorso interiore del protagonista, mentre in “The extraordinaries” il protagonista è alla ricerca del suo posto nel mondo. “Nella vita dei burattini” svela le origini del protagonista, unico umano in un mondo di robot, e “Nella casa sul mare celeste” affronta il tema della diversità.

La saga di “Green Creek”, invece, è un’appassionante saga romance-fantasy, dove le relazioni amorose (e di amicizia) tra i membri del branco sono il fulcro della storia.

In Italia, le sue opere sono state tradotte inizialmente da Triskell Edizioni e, negli ultimi anni, da Mondadori (come si può evincere dalla bibliografia in fondo all’articolo). Per questo motivo, è impossibile parlare in dettaglio di tutti i suoi libri in questa sede. Mi concentrerò quindi su alcuni romanzi (tranquilli, vi avviso prima in caso di spoiler!) e ve li descriverò nell’ordine in cui li ho letti.

La casa sul mare celeste

La casa sul mare celeste rappresenta senza dubbio il libro che ha consacrato l’autore in Italia e nel mondo, diventando un best seller per il New York Times. Un primo sguardo superficiale potrebbe far pensare a una semplice fiaba per bambini, dove la diversità è incarnata da creature non umane dotate di poteri speciali. Tuttavia, la storia si rivela ben più profonda e complessa, offrendo una riflessione sulla realtà che viviamo da molteplici prospettive.
Il protagonista intraprende un viaggio verso un orfanotrofio per bambini speciali, dove trascorrerà un mese. Il suo compito è valutare se la struttura sia adeguata alle esigenze dei ragazzi che vi abitano. Cosa emerge da questa esperienza? L’esistenza di un ente governativo, il DIMAM, che mira a controllare le creature non umane alimentando una cultura dell’odio tra la restante popolazione. La diversità viene percepita come qualcosa di negativo, da temere, motivo per cui i ragazzi dell’orfanotrofio sono confinati sulla loro isola e provano rancore verso gli umani non speciali. Questi ultimi, a loro volta, vivono in una società dove l’espressione di opinioni personali è punita, inducendoli a sottomettersi e obbedire agli ordini. Riconoscete in queste dinamiche qualche analogia con il nostro mondo?
L’autore propone una risposta a questo sistema oppressivo attraverso la figura del protagonista. Pur nella sua piccola realtà, il personaggio mantiene la forza di dire la verità (anche quando sembra sopraffatto dal sistema) e cerca di cambiarlo dall’interno, nel rispetto delle regole. Si parte sempre da piccoli passi che, nel romanzo, hanno il potere di innescare grandi cambiamenti.
Il 12 settembre 2024 uscirà negli Stati Uniti il seguito, intitolato “Somewhere beyond the sea” (la data di uscita italiana è ancora da annunciare). Proviamo a fare una scommessa sulla trama? (attenzione SPOILER) Linus viveva sull’isola prima di iniziare a lavorare per il DIMAM e per qualche ragione ha perso la memoria.

Sotto la porta dei sussurri

Tra i romanzi che ho letto, “Sotto la porta dei sussurri” potrebbe essere quello più adatto a un pubblico adulto (non che gli altri siano banali!). A mio parere, la forza di questo libro risiede nella trama, che ci porta a riflettere sul bilancio che inevitabilmente ognuno di noi trae della propria vita. L’autore lo fa attraverso la figura del protagonista, un personaggio che inizialmente ci spinge a provare antipatia nei suoi confronti. La sua redenzione (tranquilli, niente spoiler) avviene solo dopo che ha imparato ad accettare se stesso.
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la descrizione del mondo di confine tra la vita e la morte, dove le anime si ritrovano in attesa di accettare il proprio trapasso. L’autore lo immagina come una casa accogliente, con una piccola porta in cima alla mansarda, un’immagine che ho trovato molto rassicurante. Il romanzo non ci offre una visione del “paradiso” secondo l’autore, ma piuttosto ci invita a riflettere sull’importanza di accettare ciò che ci è accaduto prima di compiere “il grande passo”.

Nella vita dei burattini

Tra i romanzi dell’autore, “Nella vita dei burattini” si distingue per le sue dinamiche più lente e per la sua ambientazione fantascientifica. Il protagonista, unico umano in un mondo popolato esclusivamente da robot, si ritrova a vivere in un futuro dove questi ultimi sono divisi in fazioni: buoni, cattivi e neutrali. Attraverso la sua storia, carica di tenerezza, il romanzo esplora il vero significato dell’amore e dell’essere umano, indagando le emozioni in un mondo dominato dai robot. A movimentare la trama ci pensa un colpo di scena finale.

L’opera trae liberamente ispirazione da “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi. Ritroviamo alcuni dei personaggi iconici della fiaba, come la Fata Turchina, il Cocchiere e il Terribile Pesce Cane, rivisitati in chiave moderna e inseriti in un contesto completamente diverso da quello originale.

The extraordinaries Series

The extraordinaries” rappresenta il primo capitolo di una trilogia. I successivi due volumi si intitolano “Flash Fire” e “Heat Wave“. Tra i romanzi menzionati, questo è l’unico a rientrare a pieno titolo nel genere young adult, con protagonisti adolescenti alle prese con le sfide tipiche di questa fase della vita: accettazione di sé, rapporti conflittuali con i genitori, primi amori e cotte adolescenziali. Il tutto sullo sfondo di una città che ricorda Jam City dei Teen Titans, dove due figure contrapposte, un eroe e un antieroe dotati di superpoteri, si scontrano nei cieli.

Il nostro protagonista, desideroso anch’esso di possedere abilità speciali, si ritrova invischiato in una trama che ruota proprio attorno a questo suo sogno. Il suo obiettivo è quello di affiancare l’eroe per cui nutre una cotta segreta (ma anche l’antieroe non gli dispiace affatto…).

Le cose si stanno scaldando per il più accanito fan di supereroi di Nova City… Grazie al suo coraggio, al suo fascino e a una preoccupante dose di entusiasmo, Nick si è fidanzato con il supereroe dei suoi sogni. Ora, invece di limitarsi a scrivere storie su di lui, può baciarlo. Sulla bocca. Un sacco di volte. Ma avere un fidanzato supereroe non è così semplice, e Nick sta ancora lottando per accettare la propria mancanza di superpoteri. All’improvviso, la città viene invasa da nuovi eroi con capacità prodigiose: due gemelli che riescono a manipolare ghiaccio e fumo, un eroe misterioso in grado di spostare gli oggetti con la forza del pensiero, una drag queen con il nome e il costume più pazzeschi che si siano mai visti. Tocca a Nick e ai suoi amici Seth, Gibby e Jazz distinguere i buoni dai cattivi. E i nuovi Straordinari non sono le uniche cose che vengono alla luce. Segreti a lungo sepolti e verità ignorate mettono alla prova le convinzioni di Nick su cosa sia giusto, sulla sua famiglia, su cosa significhi, davvero, “essere straordinari”. Insomma, un sacco di carne al fuoco per Nick, che vorrebbe solo dedicarsi alla sua fanfiction. Le cose si risolveranno per il meglio o finirà tutto in fiamme?

Green Creek Series

La prima saga di cui vi voglio parlare è composta dai romanzi Wolfsong (mondadori, 2023), Ravensong (Mondadori, 2024), Heartsong (Inedito in Italia), Brothersong (Inedito in Italia) ed è considerata la Green Creek Series: una storia queer fantasy romance che affronta temi importanti come l’ amicizia e l’amore, i tradimenti, la lealtà e la famiglia.
Caratteristica distintiva della serie è il cambio di protagonista in ogni libro, pur mantenendo come filo conduttore la stessa famiglia allargata di lupi mannari. Questo aspetto peculiare ha portato alcuni a definire la saga come una sorta di “Bridgerton” a tinte omosessuali. L’azione si sviluppa a un ritmo incalzante, con i fatti che si susseguono senza sosta, lasciando al lettore poco tempo per metabolizzare le emozioni. I dialoghi, veloci e incisivi, riflettono i pensieri e le sensazioni dei lupi, immergendo il lettore nel loro mondo interiore.

L’autore, con grande maestria, utilizza i colori per rappresentare le emozioni dei protagonisti, rendendoli un elemento chiave e ricorrente in tutti e quattro i romanzi. Questa scelta narrativa contribuisce a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, permettendo al lettore di comprendere a fondo le sfumature emotive dei personaggi.

Tra i libri della saga, i miei preferiti sono il primo, “Wolfsong”, che vanta le scene di sesso più intense, e il terzo, “Heartsong”, caratterizzato da una storia d’amore davvero toccante. L’ultimo romanzo, “Brothersong”, si distingue per la sua profondità riflessiva, affrontando il tema dell’amore fraterno in parallelo all’amore di coppia.

“Green Creek Series” è un’opera letteraria che conquista per la sua trama avvincente, i personaggi complessi e l’esplorazione di tematiche profonde. Se amate le storie fantasy con una componente romantica e non vi spaventano le emozioni forti, questa saga è assolutamente da non perdere.

In definitiva, TJ Klune si dimostra un abile narratore capace di trascinare il lettore in storie coinvolgenti e piacevoli, regalando momenti di evasione e intrattenimento ma veicolando anche contenuti più profondi.

Altri romanzi pubblicati da Triskell Edizioni (ma ancora non letti dalla sottoscritta) sono ‘Le ossa sotto la pelle‘, la saga ‘Un insolito triangolo‘ composta dai quattro romanzi ‘Bear, Otter e Kid‘, ‘La nostra identità‘, ‘L’arte di respirare‘, ‘La lunga strada tortuosa‘ e per finire la saga ‘A prima vista‘ composta dai romanzi ‘Dimmi che è vero‘, ‘La drag queen e il re degli homo pompo‘, ‘Finchè non sei arrivato tu‘ e ‘Dimmi per ch3 combattiamo


Chi è TJ Klune?

TJ Klune (classe 1982) è un autore americano di fiction fantasy e romantica con personaggi gay e LGBTQ+. Ex liquidatore per una compagnia di assicurazioni, è autore, fra le altre cose, della serie “Green Creek”. Ha vinto il Lambda Literary Award per Into This River I Drown.
In Italia i suoi libri sono stati a lungo pubblicati da Triskell edizioni, tra questi: Dimmi che è vero. A prima vista (2016); La drag queen e il re degli homo pomp (2020); Wolfsong. Il canto del lupo. Green creek. Vol. 1-2 (2020); Le ossa sotto la pelle (2021); Finché non sei arrivato tu (2021).
Per Mondadori pubblica La casa sul mare celeste (2021), Sotto la porta dei sussurri (2022), Nella vita dei burattini (2023) e The extraordinaires (2024).


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