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‘Una conquista fuori menù’ di Felicia Kingsley in uscita a settembre

Casa Editrice: Newton Compton Editore | Prezzo: € 9,90 |
Data di pubblicazione: 3 settembre

Quarta di copertina: Tra gli agenti speciali dell’FBI, Dwight Faraday è il migliore: anticonformista, con il fascino del mascalzone, detiene il record imbattuto di indagini risolte sotto copertura. È anche un cuoco provetto, dunque è l’ideale per infiltrarsi nella brigata del ristorante italiano che appartiene alla famiglia Villa, sospettata di avere legami con la malavita di New York. Dwight, però, non ha fatto i conti con Julia Villa, la figlia del proprietario: ragazza tosta e determinata a guidare gli “affari” di famiglia, lo detesta sin dal loro primo, tempestoso incontro ed è intenzionata a fargli capire chi comanda. Con la missione a rischio, Dwight è costretto a cambiare piano: conquistare Julia per raccogliere le informazioni di cui ha bisogno. Tra schermaglie affilate, sfide a colpi di fuori menù e provocazioni al peperoncino, Dwight è pronto a scovare la ricetta giusta per arrivare al cuore di Julia, che sembra ostinatamente immune al suo fascino. Ma se, alla fine, fosse proprio l’inafferrabile agente Faraday a farsi prendere per la gola? In cucina non ha mai fatto così caldo…


Chi è Felicia Kingsley?

È nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Con la Newton Compton ha pubblicato Matrimonio di convenienzaStronze si nasceUna Cenerentola a ManhattanDue cuori in affittoLa verità è che non ti odio abbastanzaPrima regola: non innamorarsiBugiarde si diventaNon è un paese per singleTi aspetto a Central ParkUna ragazza d’altri tempi, che ha esordito al primo posto delle classifiche; i romanzi brevi Il mio regalo inaspettato e Appuntamento in terrazzo e le novelle Innamorati pazzi e Lo Spezzacuori. Tre di questi titoli sono stati opzionati da case di produzione cinematografica. Ha inoltre ideato il diario di lettura Booklover. I suoi romanzi sono pubblicati in sedici Paesi.

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L’amicizia che resiste al tempo: “Ancora Amici” di Roberto Gerilli

Ancora amici è una storia itinerante che parte da Falconara Marittima, la cittadina in provincia di Ancona dove i protagonisti sono cresciuti, prosegue verso Bologna, devia per Siena, e infine arriva a Milano, la sede per antonomasia dei concerti internazionali.[…]A volte pensiamo di essere più distanti di quello che siamo.


Credo sia importante premettere una cosa: è possibile che il romanzo mi abbia colpito in modo più profondo rispetto ad altri lettori, data la mia condivisione con l’autore della generazione di appartenenza e, senza dubbio, dei gusti musicali descritti nel libro. Potrei tranquillamente essere stata una dei quattro amici protagonisti.

Ecco, detto questo possiamo cominciare.
Ancora Amici di Roberto Gerilli non è solo un romanzo piacevole da leggere, ma un’opera che colpisce nel profondo per la sua intensità emotiva e la sua capacità di parlare alla parte profonda nascosta in ogni lettore.

Claudio, Riccardo, Veronica e Martina prendono vita sotto i nostri occhi mentre leggiamo, diventando ben presto nostri compagni di viaggio, quasi come se fossimo noi stessi a vivere le loro vicende.

«Gli amici sono come i gruppi musicali» dico.
«In che senso?»
«Quando sei adolescente, sono il cardine della tua vita. Accogli quelli sconosciuti con interesse, celebri i successi dei tuoi preferiti e vai ai loro concerti per dimostrare la tua eterna lealtà. Poi cresci e la musica diventa solo un sottofondo. Accettare nuovi artisti nella tua playlist è sempre più difficile e la playlist stessa è sempre più impegnativa da gestire. Finisci ad ascoltare la radio, che non crea legami e ti permette di cambiare stazione al minimo disturbo»


Gerilli possiede un talento eccezionale per la caratterizzazione dei personaggi, donando a ciascuno di essi vita e autenticità. Ogni protagonista emerge con una voce propria, attraverso i punti di vista alternati e i viaggi nel passato arriviamo a conoscere le sue esperienze e i suoi sentimenti, questi ultimi sono narrati con una sensibilità che conquista il cuore del lettore.

L’adolescenza inizia quando capisci che i tuoi genitori non rappresentano la verità incarnata e che le loro parole possono essere messe in discussione. In questo spirito di ribellione e rivalsa, tuttavia, fraintendi la lezione e ti convinci che l’ignoranza derivi dai loro errori, tu puoi essere migliore, crescerai e avrai tutte le risposte. Poi una mattina ti svegli a quarant’anni con la testa piena di dubbi, e ti accorgi che le tue certezze erano solo illusioni di una mente ingenua.


Le dinamiche tra i personaggi risultano realistiche e ben sviluppate, mostrando con naturalezza disarmante sia i momenti di complicità che quelli di tensione, ci si ritrova in quei messaggi e in quei momenti.
L’autore, con la sua penna sensibile, attraverso la sua narrazione ci ricorda l’importanza di nutrire le nostre relazioni e di essere presenti per le persone che amiamo, soprattutto nei momenti bui. “Ancora Amici” è un tributo sincero e toccante alla forza dei legami umani, una storia che ci porta in un viaggio emozionante alla scoperta di quanto siano essenziali le connessioni umane nella nostra vita.

Il viaggio di Claudio, Martina, Riccardo e Veronica ha una caratteristica singolare: è disconnesso. I nostri eroi lasciano a casa gli smartphone […]
La preistoria, insomma.

Questo digital detox, tuttavia, non è la crisi di mezza età di quattro millennial nostalgici, ma rappresenta il loro bisogno di superare le illusioni create dai rapporti online e di riconnettersi con gli amici.

A volte pensiamo di essere più vicini di quello che siamo.

Anche la dipendenza da smartphone e connessione emerge tra le pagine di questo romanzo, invitandoci a riflettere sul duplice ruolo della tecnologia: strumento prezioso per certi versi, ma anche potenziale fonte di assoggettamento a dispositivi e dati mobili. Immaginate di tornare, per chi c’era sarà più facile, ai tempi dei giornali cartacei e delle cartine al posto di Maps, dei negozi dove comprare i biglietti dei concerti e della ricerca del posto dove mangiare senza nessuna recensione con le stelline.

Gli smartphone sono stati ideati per essere una tecnologia cannibale: divorano gli altri dispositivi e li trasformano in app. Macchine fotografica, lettori MP3, navigatori satellitari e videogiochi portatili erano oggetti ambiti. Abbiamo sfinito i nostri genitori per farceli comprare o fatto collette per regalarli a feste di Natale, compleanni e lauree. E non dimentichiamo orologi, agende elettroniche, calcolatrici e perfino torce elettriche. Tutto sparito, fagocitato dentro queste mattonelle lucide, desiderose di attenzioni.

Personalmente leggendo Ancora amici ho avuto l’impressione di sentire una eco di Nick Hornby nella sua forma migliore e in questa assonanza aiuta anche l’enorme presenza, è forse un personaggio anche lei, della musica.
La musica come elemento fondamentale della vita e dell’amicizia con le canzoni che ci ricordano momenti, persone care, sentimenti e luoghi.

Esiste anche la playlist del romanzo:
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« Ormai siamo vecchi» risponde l’altro.
«Esatto, è quello che intendevo»  insisto. «Perché da adulti non si può continuare a pensare al futuro, a fare grandi progetti? A volte ho l’impressione che la gente mi guardi e dia per scontato che io debba essere questa persona per il resto della mia vita “Hai quasi quarant’anni”, “Accontentati dei traguardi che hai raggiunto”, “Dove vuoi correre ancora? La gara è finita”. E invece no, cacchio. Qui non è finito proprio niente» 

Titolo: Ancora amici
Autore: Roberto Gerilli
Editore: Mondadori
Prezzo:  19 €
ISBN: 9788804774327
Sinossi: Claudio ha quarant’anni e vive a Falconara Marittima, una cittadina di provincia dove l’unica attrazione turistica è la raffineria di petrolio sul mare, ma non si lamenta.

Anzi, non riesce proprio ad andarsene. Qui ha trascorso estati indimenticabili insieme ai suoi amici storici, quelli a cui affidi l’adolescenza sapendo che ne faranno il periodo migliore della tua vita.
Sembra l’unico afflitto da questo problema, comunque: Martina si è fermata a Bologna dopo l’università, Riccardo si è trasferito a Siena per amore, mentre Veronica ha preferito una frenetica carriera milanese a quello che, forse, stava nascendo tra loro.
Le giornate in spiaggia, le gite improvvisate e i concerti rock sotto al palco sono solo un ricordo lontano, e ora l’amicizia è confinata in una chat su WhatsApp con un nome, “Sul pontile”, che onora il vecchio rifugio del gruppo.
Sono destinati a perdersi, a diventare semplici nomi nell’interminabile lista di messaggi da mandare a Natale, a meno che Claudio non decida di compiere un gesto “rivoluzionario”: lasciare a casa il cellulare e partire per una reunion di cui gli altri sono ancora all’oscuro.
Un romanzo divertente e nostalgico sulla generazione a metà del guado. Quella degli zaini Invicta, dei Soundgarden alla radio, delle cartine stradali che non garantiscono di giungere a destinazione e delle “immense compagnie” che, con l’età adulta, hanno traslocato online.
Un romanzo sull’amicizia che a volte finisce, ma a volte resiste, nonostante tutto.


DLIN DLON – Comunicazione di servizio

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All that’s left in the world di Erik J. Brown, un’avventura post-apocalittica che scalda il cuore

All That’s Left in the World di Erik J. Brown è un romanzo che mi ha conquistato sin dalla lettura delle primissime pagine.
La storia è ambientata in un’America decimata da un virus letale, dove la sopravvivenza è una lotta quotidiana e la fiducia nell’altro scarseggia. Protagonista è Andrew, un ragazzo rimasto completamente solo e per di più ferito che vaga per un mondo spettrale in cerca, almeno sembrerebbe, di un barlume di speranza.

Ciò che, a mio avviso, rende speciale questo libro è la sua capacità di mescolare sapientemente azione, suspense e momenti di profonda introspezione. Brown ci accompagna in un viaggio emozionante al fianco di Andrew, facendoci vivere le sue paure, le sue speranze e i suoi incontri con altri sopravvissuti, più o meno belligeranti. Tra i non belligeranti c’è Jamie, un ragazzo altrettanto solo ma nello stesso tempo forte e determinato, sarà lui a diventare il compagno di viaggio di Andrew e la sua ancora di salvezza.

Il rapporto tra Andrew e Jamie è il cuore pulsante del romanzo, un’amicizia che nasce tra le rovine. I due protagonisti, così diversi ma uniti dalla stessa voglia di vivere, impareranno a fidarsi l’uno dell’altro e a sostenersi a vicenda, costruendo un’amicizia profonda e sincera che sarà la loro forza in un mondo ostile.

Ma All That’s Left in the World non è solo un romanzo di sopravvivenza. Tra le pagine emerge anche un’inaspettata storia d’amore, che porterà Andrew e Jamie a confrontarsi con i propri sentimenti e a trovare la forza di amare in un mondo che sembra aver perso ogni speranza. In questo romanzo è l’amore il vero faro nella notte del genere umano.

La scrittura di Brown è fluida, coinvolgente e il suo stile narrativo trascinante è capace di trasportarci in questo mondo post-apocalittico facendoci vivere le emozioni dei protagonisti. L’autore alterna sapientemente scene di azione a momenti di riflessione, creando un ritmo incalzante che tiene il lettore incollato alle pagine fino all’ultima riga.

Nonostante la desolazione del mondo in cui è ambientato, All That’s Left in the World è un romanzo che trasmette un profondo messaggio di speranza. L’amore, l’amicizia e la solidarietà umana sono in grado di sopravvivere anche alle peggiori tragedie, si percepisce inoltre il pensiero più profondo: persino nelle tenebre più profonde si può trovare la luce.

Se amate i romanzi post-apocalittici, distopici o semplicemente con storie emozionanti e personaggi indimenticabili, All That’s Left in the World è un libro potente che non potete perdere.
Quella narrata in questa storia delicata, che è anche innegabilmente una meravigliosa storia d’amore queer, è solo la punta dell’iceberg di un’avventura che vi conquisterà e vi commuoverà, lasciandovi con un senso di speranza e di fiducia nel futuro.

P.S. non è finita, The Only Light Left Burning, il sequel di All that’s left in the world è uscito da pochi giorni in lingua originale e la speranza è che venga tradotto e edito in Italia al più presto.


Il romanzo

Che cosa rimane quando non hai più niente da perdere? Speranze azzerate e un umorismo nero con cui affrontare il mondo. Con questo bagaglio viaggia Andrew, solo, affamato e ferito, attraverso un’America spettrale, colpita da un virus che ha sterminato buona parte della popolazione mondiale. I pochi sopravvissuti sono gente pericolosa, disperati che non esitano a uccidere a sangue freddo chiunque contenda loro una latta di cibo o qualche medicina abbandonata sugli scaffali dei negozi saccheggiati. Andrew lo sa. Per questo, quando bussa alla baita di Jamie in cerca di aiuto ed è accolto da un fucile spianato, si aspetta che sia la fine. E invece no. Andrew e Jamie si riconoscono, perché in fondo si assomigliano: tutti e due provano un’innata repulsione per la spietata legge del più forte, e fidarsi uno dell’altro diventa inevitabile.
La fiducia diventa amicizia, e l’amicizia con il tempo si trasforma in un legame più profondo. Ma i due ragazzi nascondono anche dei segreti e, nel corso del lungo viaggio che li attende, dovranno mettersi a nudo e chiudere i conti con il passato, lottando fianco a fianco per costruire una nuova vita insieme. Ma, proprio quando ogni cosa sembra perduta, scopriranno che l’amore è tutto ciò che resta, tutto ciò per cui vale la pena rischiare, vivere e morire.


Dicono dell’autore

Erik J. Brown, nato a Philadelphia, ha studiato Arti Cinematografiche e dei Media, con una specializzazione in sceneggiatura. All that’s left in the world è il suo romanzo di esordio, entrato nella Junior Library Guild Gold Standard, una selezione dei migliori titoli per ragazzi delle biblioteche americane. Quando non scrive, Erik ama viaggiare, collezionare dischi in vinile e ristrutturare la sua casa stregata con suo marito e il suo cane ribelle, Charlie. Dal 2021 fa parte dei Lambda Literary Emerging Writers, una comunità che sostiene, tutela e promuove libri e autori LGBTQ.

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Redamancy di Flaminia Galeoni, la nostra recensione



Redamancy, il romanzo d’esordio di Flaminia Galeoni, si presenta come una storia d’amore tra due giovani aspiranti scrittori, sullo sfondo suggestivo della Blackcross University (non cercatela, non esiste, ma esiste una Blackrock a Dublino n.d.r.) in Scozia. La trama ruota attorno a Laverna Violet Hathaway, una studentessa del Master in Scrittura Creativa, che si ritrova improvvisamente in preda a mille dubbi e insicurezze, mettendo in discussione il suo sogno letterario e tutta le le sue certezze.

La protagonista si ritrova immersa in un ambiente competitivo e frenetico, dove la passione per la scrittura si scontra con le difficoltà personali e le insicurezze. Laverna fatica ad adattarsi al nuovo contesto e a trovare la propria voce narrativa, mentre la nostalgia per la sua vita precedente la attanaglia.

Ma Frederick, un compagno di corso misterioso e affascinante, segna una svolta nella sua esperienza.

Attraverso le vicende di Laverna e Frederik, Redamancy esplora i temi dell’amore, dell’amicizia, della ricerca di sé e del difficile percorso verso la realizzazione dei propri sogni. Diventa, o vorrebbe diventare, il romanzo tutto, un viaggio di crescita e scoperta.
La narrazione si snoda tra lezioni di scrittura, passeggiate nella suggestiva cornice scozzese e momenti di profonda introspezione, delineando un ritratto toccante e realistico delle sfide e delle emozioni che caratterizzano il passaggio all’età adulta.

L’elemento centrale del romanzo è l’intreccio tra l’amore e la passione per la scrittura, infatti i due protagonisti si sostengono a vicenda nel loro percorso creativo, prima in una sorta di gara di bravura e poi trovando conforto e ispirazione reciproca. Tuttavia, la loro relazione è ostacolata da incomprensioni e gelosie, che mettono a dura prova la loro storia.

Nonostante le premesse risultino molto interessanti, Redamancy non è riuscito a convincermi totalmente come lettrice. La narrazione mi è apparsa talvolta lenta e discontinua con frequenti cambi di ritmo che hanno reso difficile seguire il filo della storia. I personaggi, pur delineati con discreta cura, risultano a tratti macchiettistici e poco credibili, soprattutto nelle loro reazioni emotive.

Inoltre, lo stile di scrittura, pur gradevole, non brilla per originalità.
L’autrice utilizza un linguaggio semplice e diretto, che però scivola spesso nella banalità. Le descrizioni, seppur accurate, mancano di poesia e di impatto emotivo.

In conclusione, Redamancy è un romanzo che si lascia leggere, ma non entusiasma.
La storia è carina e le premesse ottime, ma manca di profondità e originalità. I personaggi sono discreti, ma non memorabili. Lo stile di scrittura è scorrevole, ma privo di guizzi. In ogni caso se state cercando un libro leggero e romantico per svagarvi, Redamancy potrebbe fare al caso vostro. Ma se cercate un’opera letteraria che vi emozioni e vi faccia riflettere, probabilmente dovreste orientarvi su altro.



Il libro.

Laverna Violet Hathaway ha coronato il suo grande sogno: diventare una studentessa del Master in scrittura creativa della Blackcross University, in Scozia. Ma d’un tratto, senza averlo previsto, si sente infelice e smarrita. Le manca terribilmente la quotidianità che aveva deciso di lasciarsi alle spalle. Le mancano l’Italia, Roma, la famiglia. D’improvviso Laverna, determinata a ottenere i risultati migliori per poter pubblicare il suo primo romanzo, scivola in una spirale di tremendi dubbi. Pensa di non essere abbastanza brava e di aver sbagliato tutto, si sente paralizzata a tal punto da non riuscire a scrivere nemmeno una riga. Quando si convince che non ci sia altra via d’uscita che arrendersi e tornare a casa, consapevole del proprio fallimento, è Frederick Richard Scott, insopportabile e pieno di sé, il più freddo e competitivo del corso, a tenderle una mano. Ma anche Frederick ha i suoi demoni ed è molto diverso da come appare. Ha un passato che lo tormenta, capace di procurargli dolore e impedirgli di lasciarsi andare. E allora toccherà a Laverna cercare di sfiorare l’animo fragile del ragazzo, di scrutare nei meandri del cuore del rivale di penna, in un continuo altalenarsi di sentimenti finché, forse, i loro cammini potranno incrociarsi in un destino comune. Flaminia Galeoni compone una trama profonda e ammaliante, dove l’arte della scrittura diventa la scenografia di un intreccio esistenziale in cui chiunque può specchiarsi.
Le storie di alcune persone sono destinate a rimanere scritte per sempre sulla stessa pagina.

Dettagli: Casa editrice SEM, data di pubblicazione: 09 Aprile 2024, pagine: 408

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L’autrice.

Flaminia Galeoni è nata a Roma nel 1999. Dopo il diploma classico e una laurea in Global Governance, ha capito che il posto in cui vuole stare davvero è in mezzo ai libri. Ha iniziato a scrivere su Wattpad quando era poco più che una bambina, adora leggere e parlare di letteratura con qualsiasi mezzo. Sui social è @ladyadark. Il suo più grande desiderio è che le storie che scrive possano diventare un porto sicuro per chiunque ne abbia bisogno.

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Alice Basso e il suo giallo storico: viaggio nella saga di Anita Bo – recensione

Un viaggio letterario nella Torino degli anni ’30 con la protagonista Anita Bo

La saga letteraria di Alice Basso, con protagonista la tenace dattilografa Anita Bo, ha conquistato il pubblico italiano e internazionale con il suo mix di gialli avvincenti, ambientazione storica affascinante e una protagonista femminile forte e indipendente.

Anita Bo: una donna fuori dagli schemi nell’Italia fascista

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Siamo nella Torino degli anni ’30, un periodo buio della storia italiana segnato dal regime fascista. Anita Bo, giovane in procinto di sposarsi ma dal carattere volitivo e anticonformista, decide di lavorare prima del matrimonio e prontamente trova impiego come dattilografa presso la casa editrice di “Saturnalia”, una rivista che traduce e pubblica i racconti gialli del magazine americano “Black Mask”.
Ma su “Saturnalia” vengono pubblicate anche discutibili storie “poliziesche”, piene zeppe di retorica fascista con protagonista il Commissario Bonomo.
A scrivere Bonomo è Sebastiano Satta Ascona che inizialmente ad Anita pare essere un pedante servo del regime ma scopre presto essere davvero tutt’altra cosa.
Ed è così che inizia una collaborazione tra i due per agire sotto traccia e denunciare delitti e soprusi che la stampa fascista avrebbe altrimenti messo a tacere. Lo fanno nascondendo i fatti all’interno di narrazioni pubblicate su “Saturnalia”.

Sullo sfondo dei romanzi Alice Basso lascia aleggiare un’inquietante incertezza: come potrà Anita affrontare l’imminente matrimonio? L’unione, ormai alle porte, sembra gettare un’ombra sul suo futuro, soprattutto alla luce del suo crescente coinvolgimento nel lavoro e dei sentimenti sempre più intensi che nutre per Sebastiano.

Pinterest Image, Mole Antonelliana

Sebastiano, a sua volta, è invischiato in una situazione personale tutt’altro che semplice, complicando ulteriormente la già intricata situazione di Anita. Il lettore si ritrova così catapultato in un vortice di emozioni, pagina dopo pagina, affezionandosi sempre di più ai protagonisti e divorando ogni riga pur di scoprire come si evolverà la loro storia.

Le domande si susseguono incalzanti: verranno scoperti? Riusciranno a confessarsi i loro sentimenti? Che ne sarà di “Saturnalia”? Quanto potranno rischiare per amore?

L’autrice mantiene magistralmente alta la tensione, tenendo il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Anita, con la sua forza e determinazione, si impone come un’eroina moderna che lotta per la propria felicità e per ciò che desidera veramente.

La saga di Anita Bo si configura così come una serie di romanzi appassionanti, ricchi di colpi di scena e di personaggi indimenticabili, che conquisterà il cuore di ogni lettore.

Perché leggere la saga di Anita Bo?

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Leggere la saga di Anita Bo significa immergersi in un’atmosfera ricca di suspense e mistero, rivivendo la storia dell’Italia fascista da una prospettiva nuova e originale. Ma soprattutto, significa conoscere una protagonista femminile forte, coraggiosa e determinata che non ha paura di lottare per ciò in cui crede.

Anita Bo è un personaggio che rimane nel cuore dei lettori per la sua tenacia, la sua intelligenza e la sua profonda umanità. La sua storia è un inno alla libertà, alla giustizia e all’importanza di non piegarsi mai di fronte alle ingiustizie.

Se amate i gialli classici, i romanzi storici e le storie di donne coraggiose, la saga di Anita Bo è assolutamente da leggere.

Una saga letteraria di successo

La saga di Anita Bo è composta da cinque romanzi, tutti editi da Garzanti:

  • Il morso della vipera (2018)

    Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia : racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

  • Il grido della rosa (2019)

    Torino, 1935. Mancano poche settimane all’uscita del nuovo numero della rivista di gialli «Saturnalia». Anita è intenta a dattilografare con grande attenzione: ormai ama il suo lavoro, e non solo perché Sebastiano Satta Ascona, che le detta la traduzione di racconti americani pieni di sparatorie e frasi a effetto, è vicino a lei. Molto vicino a lei. Alla sua scrivania Anita è ancora più concentrata del solito, ancora più immersa in quelle storie, perché questa volta le protagoniste sono donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Ad Anita sembra un sogno. A lei, che mal sopporta le restrizioni del regime fascista. A lei, che ha rimandato il matrimonio per lavorare. A lei, che legge libri proibiti che parlano di indipendenza, libertà e uguaglianza. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. Nella realtà, ben poche sono le donne libere e che non hanno niente da temere: il regime si fregia di onorarle, di proteggere persino ragazze madri e prostitute, ma basta poco per accorgersi che a contare veramente sono sempre e solo i maschi, siano uomini adulti o bambini, futuri soldati dell’Impero. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, per tutti si tratta solo di un incidente: se l’è andata a cercare, stava di sicuro tentando di entrare di nascosto. Anita non conosce Gioia, ma non importa: come per le sue investigatrici, basta un indizio ad accendere la sua intuizione. Deve capire cosa è successo veramente a Gioia, anche a costo di ficcare il naso in ambienti nei quali una brava ragazza e futura sposa non metterebbe mai piede. Perché la giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.

  • Una stella senza luce (2020)

    Torino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su «Saturnalia», la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosa – re dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L’entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d’albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c’è anche qualcosa che inizia in quell’esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un’esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell’incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l’abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l’adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l’inevitabile.

  • Le aquile della notte (2023)

    Langhe, 1935. La fuliggine delle fabbriche lascia il posto al dolce profilo delle colline infiammate dai colori dell’autunno. Mentre guarda il paesaggio che scorre dal finestrino del treno, Anita sa che ad attenderla non è una vacanza, ma una trasferta di lavoro per la rivista di gialli «Saturnalia», in compagnia dell’immancabile Sebastiano Satta Ascona. Per lei è così raro lasciare Torino che tutto le sembra meraviglioso. Inoltre è il periodo della vendemmia, il momento ideale per visitare le Langhe. Se non fosse che, pochi giorni dopo il suo arrivo, il corpo di un ragazzo viene trovato al limitare del bosco. In quel breve lasso di tempo, Anita ha scoperto che, insieme ad altri coraggiosi coetanei, il giovane faceva parte di un gruppo scout, in segreta violazione dei divieti imposti dal regime. Anita rimane affascinata da quella dimostrazione di carattere. E intanto, forse ispirata dal rosso del vino e dai mille volti di una terra ricca di inaspettati misteri, si avvicina come mai accaduto prima a Sebastiano. Ma perdere il controllo è un rischio, soprattutto se ci sono una verità da scoprire e la morte di un ragazzo a cui rendere giustizia. Anita è consapevole che solo le parole dei suoi amati detective possono mostrarle la strada verso la verità. Anche se il coraggio di non fermarsi davanti a nulla deve trovarlo dentro di sé. E ora ha bisogno di molto coraggio, perché i fili delle sue intuizioni la portano dove non avrebbe mai immaginato. Anita è di nuovo qui e con lei i racconti gialli che hanno fatto la storia della letteratura. Sullo sfondo dei vigneti incantevoli delle Langhe, la morte arriva puntuale, ma anche l’amore. Nessuno dei due in modo semplice, questo ormai Anita l’ha capito.

  • Una festa in nero (2024)

    Torino, 1935. I fari della Balilla Spider Sport fendono il buio della notte. Il fatto che al volante ci sia una donna potrebbe sembrare strano, ma non se si tratta di Anita. Sono mesi, infatti, che fa cose poco consone, per non dire disdicevoli, sicuramente proibite. Come rimandare il matrimonio con Corrado solo per il desiderio di lavorare. Oppure scrivere, sotto lo pseudonimo di J.D. Smith, racconti gialli ispirati a fatti di cronaca per portare un po’ di giustizia dove ormai non ne esiste più. Un segreto che condivide con Sebastiano Satta Ascona, direttore della rivista «Saturnalia». E a essere sinceri scrivere non è l’unica cosa proibita che fanno insieme… Ma ora qualcosa è cambiato, ed è il motivo per cui Anita si trova a bordo di una macchina. Qualcuno ha iniziato a seguirli, e con le spie meglio non scherzare, di questi tempi. Meglio fare quello che chiedono. Anche se non è giusto. Anche se le richieste minacciano di stravolgere l’esistenza pacifica degli amici più stretti: la saggia Clara, l’irriverente Candida, la dolce Diana, l’affascinante Julian, il ribelle Rodolfo e, ovviamente, Sebastiano. Il suo Sebastiano. Perché vivono in anni così difficili? Perché non possono fidarsi di nessuno? Perché non smettono di attirare attenzioni indesiderate? Anita non ha le risposte, ma i protagonisti delle storie gialle che ha imparato ad amare la esorterebbero a non avere paura. Perché il pericolo è il sale della vita. Eppure, Anita non è abituata a fuggire. Non è abituata a mentire. All’improvviso, si trova in uno dei racconti di J.D. Smith, e non ha la minima idea di come potrà andare a finire.

I romanzi di Alice Basso hanno riscosso un grande successo di critica e pubblico, vendendo oltre un milione di copie in Italia e tradotti in diverse lingue.

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Chi è Alice Basso?

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani Sarca: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018) e Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017) e Nascita di una ghostwriter (2018). Con Il morso della vipera (2020), Il grido della rosa (2021), Una stella senza luce (2022), Le aquile della notte (2023) e Una festa in nero (2024) ha inaugurato una nuova serie ambientata nell’Italia degli anni Trenta.


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‘Normal People’ -‘Persone Normali’- dal romanzo di Sally Rooney alla serie televisiva

Nella vita di tutti i giorni le loro emozioni erano così diligentemente represse, costrette in spazi sempre più angusti, che un fatto apparentemente marginale finiva col caricarsi di un significato pauroso.

Il romanzo ‘Normal People’ (in italiano Persone Normali) di Sally Rooney è stato pubblicato nel 2018 da Einaudi e inizialmente segue le vicende dei due protagonisti, Marianne e Connell, dalla scuola secondaria nella contea di Sligo, dove abitano e successivamente si concentra sulla loro vita universitaria presso il Trinity College di Dublino, dove ci guida negli sviluppi della loro travagliata (issima) relazione di amore/amicizia.

In questo acclamato romanzo l’autrice affronta il tema della diversità sociale: Marianne proviene da una famiglia ricca e disfunzionale, mentre Connell ha origini più modeste.
Piuttosto inquietante la dinamica di potere infatti  la loro relazione è segnata da continui cambiamenti di status e da un’inquietante lotta per il controllo.

Entrambi, per ragioni differenti, in balia delle loro più profonde emozioni si sentono sbagliati. Quando sono insieme però, ogni tanto, si sentono completi.  La comunicazione tra i due protagonisti è spesso ostacolata da insicurezze, orgoglio e paura di essere feriti.

Il romanzo scorre molto bene, anche se all’inizio si può trovare disturbante il fatto che i dialoghi non siano sottolineati dalle virgolette. Ma questo rende più intimo e introspettivo il romanzo, infatti la prosa di Rooney è essenziale e diretta, focalizzandosi sui pensieri e le emozioni dei personaggi.
Marianne e Connell si confrontano con le pressioni sociali e familiari, cercando di definire la propria identità.
‘Normal People’ è più di una storia d’amore: racconta del dolore di sentirsi diversi e molto spesso giudicati. Di un’ amicizia che attraversa gli anni, perché Marianne e Connell, dopo essersi trovati non si lasceranno più andare. È la storia di una crescita personale di due persone diverse, ma allo stesso tempo simili che si aiutano a vicenda a trovare il loro posto nel mondo.
Persone normali ha ricevuto un grande plauso dalla critica e dai lettori, diventando un bestseller internazionale, ha vinto il Premio Costa Book Award 2018 ed è stato finalista al Man Booker Prize 2018 e dal romanzo è stata tratta la serie tv omonima, anch’essa di grande successo, disponibile in Italia su Rai Play.

Normal people’ è una miniserie televisiva young adult irlandese, britannica e statunitense diretta da Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald e scritta da Alice Birch, Mark O’Rowe e l’autrice Sally Rooney.
Prodotta dalla casa di produzione irlandese Element Pictures la miniserie è composta da 12 episodi ed è un vero gioiellino da non perdere.
È stata girata, per la maggior parte delle riprese, nella contea di Sligo e a Dublino nell’ormai lontano 2019. Per la città fittizia di Carricklea è stata utilizzata Tubbercurry, mentre hanno dovuto attendere febbraio 2020 per le riprese in Svezia a Luleå e sul Mar Baltico. Sebbene una parte del romanzo sia ambientata a Trieste, le scene riguardanti l’Italia sono state girate principalmente a Sant’Oreste, Stimigliano e nella villa Il Casale alla tenuta di Verzano, nel Lazio.
I personaggi principali di Marianne Sheridan e Connell Waldron sono interpretati rispettivamente da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal.
È possibile vedere tutta la serie gratuitamente su RaiPlay.
La trasposizione televisiva è molto fedele (e menomale!) al romanzo e per questo l’abbiamo apprezzata ancora di più!
L’ambientazione ed i paesaggi si amalgamano meravigliosamente con la bravura degli attori.
DA VEDERE!

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, nuove uscite editoriali, Romanzo, segnalazioni

Enrico Brizzi annuncia il seguito di ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’, 30 anni dopo la canzone suona ancora

L’annuncio dell’autore arriva in TV su la 7 da Gramellini e poi attraverso i canali social: Jack Frusciante è uscito dal gruppo‘ avrà il sequel che in molti chiedevano ormai da molto tempo.
E, ammettiamolo, un po’ questi molti (anche la sottoscritta) avevano perso le speranze.


Sembrava proprio che, dopo quel libro d’esordio fortunato del 1994 uscito prima in poche copie ma poi esploso in qualità di bestseller, il buon Brizzi non volesse proprio saperne di raccontare ancora del vecchio Alex e della bella Adelaide. Il romanzo è diventato un libro culto e pian piano anche parte delle antologie scolastiche. Un classico contemporaneo.
Poi Brizzi si è scostato da questo enorme golem letterario ed è riuscito nell’impresa di diventare un grande del panorama editoriale italiano.
Autore molto prolifico, completo ma dalla penna inconfondibile, romanziere con i fiocchi Brizzi, ormai ben affrancato dal suo spumeggiante esordio, ha detto:

Ieri sera alla trasmissione “In altre parole” su La7 ho fatto un annuncio che mi stava particolarmente a cuore.

Se volete vederlo in formato video, lo trovate sul mio profilo IG @enricobrizzi1974

Il succo della faccenda, in ogni caso, è il seguente: “Non so da dove nasca l’urgenza di raccontare una certa storia, ma so che è insopprimibile.

E qualche mese fa mi sono trovato – io per primo fremente e sbigòtto – a scrivere nuovamente del vecchio Alex e della soave Adelaide.

Sono prigioniero di questo rock ‘n’ roll e non posso farci niente.

Ora il testo è completo, e nei prossimi mesi lavorerò con calma all’editing. Inutile nascondere che sono molto emozionato all’idea di quel che accadrà a settembre, quando il nuovo romanzo uscirà per HarperCollins.

Di una cosa però sono certo: ho sempre scritto per sperimentare la magia della narrazione, e questa volta sento intorno a me un’energia speciale, quella di una vecchia canzone che ti ha cambiato la vita da ragazzo e che, per miracolo, suona ancora”.

Ed è qui che gli aficionados di più antica data sono saltati in piedi come nemmeno allo stadio dopo il goal della vittoria della squadra del cuore, almeno io l’ho fatto.
Trent’anni dopo, a settembre prossimo, arriverà dunque il romanzo sequel edito da Harper Collins Italia.
La stessa casa editrice che aveva già pubblicato il bellissimo ‘La primavera perfetta’ dello stesso autore (la nostra recensione qui) e anche ‘Enzo. Il sogno di un ragazzo’ sulla vita di Enzo Ferrari e con sullo sfondo la storia dell’Italia tutta.
Storia con la quale Brizzi evidentemente ama lavorare visto che è ancora fresco di stampa il suo ‘La leggenda di Anita’ sulla vita di Anita Garibaldi. E sono indimenticabili le sue fantastorie ‘La nostra guerra’, ‘L’inattesa piega degli eventi’ e ‘Lorenzo Pellegrini e le donne’.
Storia dunque, di cui ormai è parte anche uno dei romanzi divenuti casi editoriali della narrativa italiana del XX secolo e che finalmente avrà un seguito.
Non ho mai atteso un settembre con tanta gioia.


Pubblicato in: #recensione, #thriller, Narrativa contemporanea, Romanzo

Gli aghi d’oro di Michael McDowell, ovvero una magra consolazione – la nostra recensione

Nonostante le premesse ottime per farne un romanzo con i fiocchi (una famiglia praticamente composta solo da donne prospera grazie alle numerose attività criminali che gestisce, vuole vendicarsi del giudice che mandò in prigione la capo-famiglia per diversi anni) e la lunghezza contenuta del libro (poco più di 500 pagine) purtroppo, solo l’ultimo centinaio di pagine è davvero interessante da leggere.

Immaginate questo libro diviso in tre parti:

Nella prima parte troviamo una carrellata di ambientazioni dei quartieri più malfamati di New York degli anni Ottanta: si percepisce e si vede quell’atmosfera gotica che speri pervada tutto il romanzo.
E già qui avrete capito che si cambierà presto registro.

Nella seconda parte ci si concentra sulle due famiglie protagoniste della storia: gli Stallworth e le Shanks.
Finalmente inizia l’azione!
No.
Tutta questa porzione di romanzo, con la scusa di una lunga inchiesta giornalistica volta ad indagare i ‘peccati’ dei bassifondi newyorkesi, ci presenta una miriade di personaggi (e non tutti utili) che hanno in comune solo una cosa: avere un unico tratto caratteristico.
Il giudice ci viene presentato come inflessibile e nulla, dentro o fuori dall’aula, sembra smuovere la sua inflessibilità; la figlia Mariam è vanitosa e questo si riflette non solo nella sua quotidianità ma viene sottolineato anche dai domestici con cui parla; Duncan è sottomesso alla volontà del genero; Benjamin ha il vizio del gioco; Helen è caritatevole… avete capito.
E sullo sfondo seguiamo l’evolversi dell’inchiesta che ci presenta allo stesso modo Lena e il circolo di criminali che abitano nella periferia.

Arriviamo quindi, non senza un po’ di fatica, alla terza ed ultima parte: la super vendetta di Lena.
Un piano intricato e davvero poco verosimile, ma decisamente la parte più bella del romanzo. Tolta un po’ di azione e di giustizia alla vecchia maniera, c’è proprio una genuina curiosità di vedere in che modo Black Lena si vendicherà del giudice e della sua famiglia!
Non voglio rivelare di più, perché se siete arrivati a quest’ultima parte meritate di gustarvela appieno.

Lo consiglio? Se non avete ancora letto la saga di ‘Blackwater’ (che noi abbiamo recensito) potete leggerle questo per primo, altrimenti leggetelo ugualmente ma non aspettatevi il livello della saga perché proprio non c’è storia.
La copertina, inutile sottolinearlo, è un capolavoro.


SINOSSI e AUTORE
Anno di Grazia 1882. New York festeggia il nuovo anno tra opulenza e miseria. Dalla sua dimora di Gramercy Park, il cinico giudice James Stallworth, affiancato dal figlio e dal genero, lancia la sua crociata: ripulire il famigerato Triangolo Nero, quartiere di bettole, bordelli, fumerie d’oppio e botteghe di ricettatori, su cui regna la feroce Black Lena Shanks col suo clan di donne versate nelle arti della crudeltà. Ma la sete di potere degli Stallworth dovrà misurarsi con la furia vendicatrice di Black Lena.
Con Gli aghi d’oro, Neri Pozza prosegue con la pubblicazione dei capolavori dell’autore di culto.

Michael McDowell (1950-1999) è uno scrittore americano che ha pubblicato oltre trenta romanzi e scritto per la televisione e il cinema (Beetlejuice Nightmare before Christimas).


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Yvonne, Principessa di una prigione. ‘The Countess’ di Paola Gianinetto – Recensione

Ovviamente, non è tutto qui.
Ho letto ‘The Countess‘ in un solo giorno e non sono riuscita a staccarmi fino a quando non l’ho concluso. Inutile dire che Paola Gianinetto sa come tenere incollati alle pagine. Con uno stile di scrittura scorrevole e con POV alternati (molti di Yvonne, sporadici di Adrian) questo romanzo si classifica come intenso e ricco di emozioni. Avevo alte (altissime) aspettative per questo libro e sono state tutte ampiamente superate.

Yvonne è la Contessa strega madrina, tipicamente cinica e disincantata. Personaggio secondario, ma che è rimasto nel cuore diventando il mio preferito in assoluto.
‘The Countness’ è lo spin-off tanto atteso, di Cinder’s Flame, sesto romanzo di una serie, ispirato alla favola di Cenerentola.
La serie ‘The Blackwood Castle Series’ è composta da 7 romanzi scritti da sette autrici diverse e ispirata a 7 fiabe moderne. L’ambientazione principale è appunto il Castello di Blackwood.
In ‘Cinder’s Flame’ ci viene dato solamente un assaggio di Yvonne, facendoci però capire che dietro la perfetta e fredda Contessa c’è molto da scoprire. Paola Gianinetto riesce a descrivere il dolore ed i sentimenti di questo personaggio in maniera perfetta, facendoci scoprire il lato oscuro della favola di Yvonne.
Leggere la storia di Yvonne mi ha resa molto triste ed ho compreso tutto il macigno di dolore e traumi che a soli trentacinque anni si porta dietro, come una seconda pelle.
Perché, a primo impatto, la vita di Yvonne è perfetta: uomini che cadono ai suoi piedi, una bellezza (quasi) ultraterrena e un titolo nobiliare che nessuno può portarle via (forse). Ma come potrete intuire non è tutto oro quel che luccica.
Dietro alla maschera della vedova nera si nasconde una donna – bambina – che cerca di nascondere le sue debolezze e paure al mondo.
A causa del suo passato si ritroverà a dover prendere decisioni che la porteranno a rivoluzione la sua intera esistenza e ad incrociare, in modo che appare definitivo, il suo destino con quello di Mister Miliardo.

Adrian Myers aka Mister Miliardo è un magnate americano: molto potente, parecchio ricco e, tanto per mantenere gli equilibri giusti, notevolmente sexy. Ed è più che pronto a raccogliere la sfida e far cadere la perfetta, quanto fasulla, maschera della Contessa. Un matrimonio di convenienza darà la possibilità a Yvonne, nonostante all’inizio si consideri in prigione, di abbattere muri che lei stessa ha creato, di ritrovare se stessa e qualcosa di più.
Che altro posso dire? Mi è piaciuta ogni singola cosa di questo romanzo: i battibecchi, la forza di Yvonne, la pazienza di Adrian e la loro intera storia. Ho apprezzato moltissimo anche il fatto che si ritrovano alcuni personaggi (chi più chi meno) della saga principale.
Si può godere di questo libro anche se non si ha letto ‘Cinder’s Flame’, ma consiglio comunque di leggerlo per riuscire a capire meglio il rapporto di Yvonne con Sylar e Ashley.

La scrittura dell’autrice ti accompagna pian piano nell’apertura di un vaso di Pandora che non ti aspettavi e che ti terrà con il fiato sospeso.
Ho amato Yvonne fin dalla prima volta che ho letto di lei – il cinismo, l’apparente freddezza, la sua forza… e sì, diciamo pure anche il suo guardaroba!
Ero però preoccupata che un romanzo incentrato interamente su di lei, mi avrebbe fatto ricredere, ma non è assolutamente successo. Anzi, mi ha fatto apprezzare ancora di più la Contessa di Melville.

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Chi è Paola Gianinetto?

Vive a Torino, è laureata in lettere e lavora da molti anni come adattatrice di dialoghi per la tv. Ha cominciato a scrivere i suoi romanzi il giorno in cui ha deciso di provare a mettere nero su bianco una delle tante storie che si raccontava da sempre e ha capito che era quello che le mancava per essere davvero felice. Da allora, si dedica ai suoi libri in ogni momento libero, dividendosi come può tra due mondi per lei altrettanto importanti: quello reale e quello fantastico.
Ha pubblicato diversi libri tra cui: la saga paranormal romance Principi Azzurro Sangue, composta per ora dai romanzi Kyler, Patrick, Liam, Aidan, Nadir, Nicola e Freyr e dalle novelle Blu oltremare e Sinfonia in nero; la serie sport romance/new adult Olimpico FC, composta dai romanzi autoconclusivi Love Match, Rolling Stars e Devil’s Game; i romance contemporanei stand alone Qui per te e Lovelines; il romance storico Ray of Darkness; L’ultimo battito d’ali (Amazon Publishing), terzo volume della serie gialla Emma&Kate; Cinder’s Flame (The Blackwood Castle Series vol. 6), un retelling di Cenerentola contemporaneo e autoconclusivo ed infine The Countess, spin off di Cinder’s Flame. Romance contemporaneo autoconclusivo.

Pubblicato in: #recensione, approfondimento, giallo, Narrativa contemporanea, Romanzo, tratti da libri

Sepolcro in agguato: Strike e Robin tra le ombre dell’animo umano

È pericoloso venerare la propria infelicità. È difficile uscirne una volta che ci sei stato dentro troppo a lungo. Ci si dimentica come fare. “La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo” (Eraclito)

Ogni volta che si termina un libro di Robert Galbraith, alias J.K. Rowling, la sensazione è sempre la stessa: difficile pensare che possa seguire un nuovo capitolo migliore di quello. Puntualmente, certezze disattese. ‘Sepolcro in Agguatoè decisamente migliore dei suoi predecessori e arrivati all’ultima pagina si prova la terribile sensazione di essersi abbuffati di qualcosa di cui si ha ancora terribilmente fame.

Come sempre, la storia è uno dei casi di Cormoran Strike e Robin Ellacott, ormai duo indissolubile, alle prese con una “chiesa”, chiamata Universal Humanitarian Church, la cui immagine patinata nasconde tutte le dinamiche atroci tipiche di una setta che lavora sulla coercizione psicologica, di pari passo a quella fisica.

Fun fact: esiste veramente un sito che simula l’esistenza dell’Universal Humanitarian Church, lo trovate qui con tanto di logo e immagine di Papa J – il capo della chiesa –  e un link per poter acquistare il suo libro (che ovviamente porta in realtà al giallo della Rowling).

Dicevamo:
Will, intelligentissimo e affetto da una forma autistica, figlio del ricco cliente che ha reclutato i due investigatori, è caduto nelle mani dell’Universal Humanitarian Church e tirarlo fuori è tutt’altro che semplice: l’organizzazione attira adepti da tutto il mondo in modo subdolo ed efficace, isolandoli prima da ogni legame famigliare, poi trascinandoli in un incubo senza fine che perpetrano anche grazie alla privazione del sonno e del cibo.

Per riuscire ad avere un contatto con il giovane Will, Robin si offre volontaria per infiltrarsi nelle attività della chiesa, che principalmente si svolgono in una fattoria lager, con un doppio rischio: quello di essere a sua volta vittima del sistema che di essere scoperta quando manda segretamente aggiornamenti all’agenzia. Strike e Robin capiscono subito che per riuscire a tirare fuori il ragazzo, devono trovare il modo di incriminare l’intera chiesa, che nonostante la sua attenta attività di copertura – anche attraverso il reclutamento di figure del mondo della politica e dello spettacolo – ha dei grossi scheletri nell’armadio.

Tra finti guru della religione orientale, ovvi trucchi di illusionismo che convincono menti fragili, vendette e morti sospette, la trama non smette mai di tenere gli occhi incollati al libro (o al reader), fino all’inevitabile, sorprendente colpo di scena. La Rowling ti accompagna per mano, insieme ai suoi detective, ad avere certezze sulla risoluzione del caso, capovolgendo tutto nel giro di una manciata di pagine.

Sullo sfondo, mai troppo invasiva e fastidiosa, la storia d’amore fra Robin e Strike giunge ad un giro di boa importante. Anche stavolta questo non influenza il racconto in maniera pesante ma dona il giusto senso alla trama e all’evoluzione dei personaggi.

Ci sono due elementi che tengo in conto quando leggo un giallo: per me la storia è potenzialmente perfetta se non riesco ad individuare il colpevole oltre la metà del libro; il secondo elemento sono gli indizi: quanti ce n’erano effettivamente sparsi nel testo e quanto avrei potuto dedurre da sola?
Il primo elemento è sempre una certezza nei libri a firma Galabraith. Fin dal primo volume. Per quanto riguarda il secondo elemento, la situazione si colloca a metà strada e rivela maestria: se all’inizio ogni dettaglio del caso viene esplicitato al lettore, pian piano viene occultato il punto di vista dei detective in modo che solo alla fine si possa arrivare alla conclusione esatta, tramite la loro rivelazione. Quindi la risposta è: non si può arrivare alla conclusione da soli, nonostante gli elementi indiziari, ma farlo attraverso il personaggio risulta stimolante in egual misura.

Un ultimo appunto. I gialli della Rowling non si limitano ad essere storie scritte bene, hanno un respiro molto più ampio e sociale. Mai di natura soggettiva. Dopo la lunga tirata sul mondo online e il fenomeno haters di “Un cuore nero inchiostro”, che indubbiamente per lei era molto sentito ma trattato con competenza, qui si affrontano problemi molto complessi oltre a quello della sudditanza psicologica ed affettiva: tutto quello che ne può derivare, l’importanza della psicoanalisi, dell’approccio emotivo (Robin) e di pugno (Strike), delle conseguenze dello stupro e in generale di ogni forma di credo estremo. Aveva tentato – in modo fallimentare – con ‘The Casual Vacancy’, una narrazione troppo cruda, troppo schietta e troppo lontana dal suo modo vincente di narrare attraverso metafore, attraverso storie contenute in altre storie.

I protagonisti della serie TV

Leggendo delle indagini di Strike c’è troppo della narrazione di Harry Potter da poter essere ignorato. A partire dal linguaggio, proseguendo attraverso le dinamiche narrative. Ricordiamoci innanzitutto che tutta la storia di Harry Potter si evolve attraverso un giallo per volume. Che i temi sociali si dipanano attraverso personaggi che sentiamo vicini e si alternano tra un mondo oscuro e pericoloso e una società benestante in pericolo, una dinamica che ci tranquillizza e che noi sentiamo come “normale”.   
Anche l’interazione tra i personaggi è la medesima, l’uno influenza positivamente l’altro e lo fa evolvere, al di là del filone romance che la Rowling non ha mai trattato in maniera idealistica ed edulcorata.

Insomma, il voto per questo romanzo è un 10 pieno, se non lo avete ancora fatto acquistatelo e recuperate tutti i precedenti! Se volete di più, c’è anche una serie molto bella edita da BBC One che traspone tutte le avventure di Strike e Robin in maniera molto fedele.


Se volete leggere la saga ecco l’ordine di lettura dei singoli volumi e i link ai quali potete acquistarli e inoltre: qui trovate tutte le informazioni!

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Pubblicato in: Anteprima, Narrativa contemporanea, Romanzo

House of Love, Naike Ror – segnalazione

Casa Editrice: Always Publishing | Prezzo: € 15,90 | Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

▪️ College Romance
▪️ Enemies to Lovers
▪️ Autoconclusivo

Quarta di copertina:

“Vincerà solo uno. Ma tra loro non cederà mai nessuno.”

Per Essie Wilson, l’equitazione è tutto. Non potrebbe vivere senza il suo cavallo, e non importa quanti sacrifici richieda la sua passione, già solo indossare la divisa e montare in sella è sufficiente a farla sentire forte, libera, felice. Con un futuro già pianificato nel dettaglio, Essie deve solo continuare a impegnarsi, riuscire a capire la matematica e non lasciarsi distrarre da nessuno. Neanche dal nuovo arrivato al maneggio, che sembra odiarla e vuole rubarle ogni cosa, a partire dal primo posto nel circuito. Ma ignorarlo è impossibile, per questo alla fine se ne innamora.
Anche per Cruz Sanders, l’equitazione potrebbe essere tutto. Non potrebbe vivere senza rincorrere la vittoria in ogni competizione, e non importa quanti sacrifici il suo obiettivo richieda, lui sa che, in un modo o nell’altro, riuscirà a ottenere ciò che vuole. Deve solo continuare a eccellere, non lasciare che il dolore per la perdita della madre lo logori e non lasciarsi distrarre dalla sua acerrima nemica, quella Essie Wilson che sembra odiarlo, che non sembra disposta a cedere di un passo. Ma lei si è insinuata nei suoi pensieri al punto da spingerlo a vacillare.
Nel giro di qualche anno, il brillante cammino di Essie e Cruz li porta a studiare nei college più esclusivi del Paese, Yale e Harvard. Tra quelle antiche mura, le confraternite studentesche vivono di storiche e cocenti rivalità. E proprio queste rivalità rimetteranno Essie e Cruz l’uno contro l’altra, stavolta in lizza per contendersi un posto nella House of Bones, un club elitario che accoglie solo gli illustri, l’obiettivo ultimo per assicurarsi il successo nella vita. Un tempo l’amore tra loro, nato dalla competizione, si era infranto contro un muro di bugie. Ora, nuovamente in bilico tra un sentimento mai dimenticato e il bisogno di arrivare primi a ogni costo, saranno di nuovo i loro cuori a finire in frantumi?


Chi è Naike Ror?

Naike Ror è una scrittrice italiana che nasce nel mondo dell’editoria indipendente. Si definisce madre, spesso figlia, a tratti sorella e una lettrice compulsiva. Conosciutissima nel panorama del rosa per aver pubblicato più di sedici romanzi in self publishing – che spaziano dal romance puro, al suspense, al new adult – con i suoi libri ha venduto più di 70000 copie. Dopo aver raggiunto il primo posto con il suo ultimo romanzo indipendente, entra nel catalogo Always Publishing con Petali e spine, il suo primo libro che debutta ufficialmente in libreria.

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‘Lady Pride and Mister Prejudice’ il retelling firmato da Bianca Marconero: la nostra recensione

È una verità universalmente riconosciuta che ‘Orgoglio e Pregiudizio’ di Jane Austen sia ancora oggi uno dei migliori romanzi in circolazione e che riesca ancora a farci sognare. Cimentarsi dunque in un retelling di questo colosso della letteratura non è per niente facile e potenzialmente rischioso. Fortunatamente qui il rischio è stato scansato perché in questo romanzo da ben 588 pagine scopriremo un mondo totalmente nuovo e ci piacerà tantissimo.
È, inoltre, cosa indubbia che quando Bianca Marconero scrive un romanzo bisogna assolutamente leggerlo. Impossibile confutare questa legge empirica.
Come è cosa altrettanto certa che con un pizzico di umorismo, personaggi talvolta tanto bizzarri da essere adorabili e la penna magica della Marconero poteva solamente uscirne un bel romanzo.
Edito da Giunti Editore, esce oggi il retelling in chiave moderna del romanzo più amato e conosciuto di Lady Jane Austen ‘Orgoglio e Pregiudizio’, croce e delizia degli amanti dei romanzi d’amore.
Apparteniamo a questa vasta schiera, lo ammettiamo, abbiamo adorato Lizzie e Darcy nonostante ogni tanto la voglia di entrare nelle pagine del libro e scuoterli è venuta a tutti.
La domanda da porsi a questo punto è questa: vi siete mai chiesti come sarebbero Elisabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy se il romanzo fosse stato ambientato ai giorni nostri?
Forse avrebbe perso di fascino, o forse no?
Tutti noi lettori (soprattutto noi bimbə del romance) sappiamo che Lizzie e Darcy sono gli antenati degli ‘enemies to lovers‘ e che lo ‘slow burn‘ è fin troppo ottimista se si pensa ai romanzi della cara zia Jane, ma d’altronde appartiene a un’altra epoca e noi siamo comunque cresciutə a pane, acqua e attese strazianti per sapere se il lieto fine ci sarà oppure no.
Spoiler non spoiler: ovviamente il lieto fine c’è. E MENOMALE!
Lady Pride & Mister Prejudice‘ di Bianca Marconero è quel romanzo di cui non credevi di aver bisogno finché non lo hai tra le mani. Con uno stile di scrittura fresco e personaggi ben strutturati (ed esilaranti) veniamo trasportati nella Londra dei giorni nostri e seguiamo le vicende di William Bennet – secondogenito di una numerosa famiglia di 5 fratelli e con una madre ai limiti della decenza ma assolutamente perfetta – e Eloisa Darcy orgogliosa e dal ‘cuore di ghiaccio’ direttrice editoriale della prestigiosa Pemberly Press, una delle migliori case editrici del paese.

Finiti i segnapagina: iniziamo ad avere un problema.

Ora, cosa c’è di davvero diverso in questo romanzo? Dal titolo è molto chiaro, perché oltre ad essere in chiave moderna, è anche ‘genderswap‘, ovvero i personaggi sono stati capovolti. È la prima volta che il romanzo più celebre di Jane Austen viene preso e ribaltato così, ma vi posso assicurare che per niente ha risentito di questo cambio di genere.
Si ha ben chiaro i ruoli nel romanzo originale, ma in ‘Lady Pride and Mister Prejudice‘ tutto appare come nuovo, anche se la storia di base già si conosce. Ovviamente, ci sono dei rimandi al libro originale come delle iconiche frasi, ma passeranno abbastanza in secondo piano perché tutto acquisterà una prospettiva innovativa, terribilmente divertente e spumeggiante.
Un piccolo plauso per il personaggio della signora Bennett perché è a dir poco meraviglioso. Abbiamo riso tantissimo. Io con un’amica così non avrei mai una giornata triste.
Questo retelling, con tutti i cambiamenti apportati dalla Marconero, che portano freschezza e leggerezza positive al romanzo, risulta unico nel suo genere.

Per rispondere alla domanda di cui sopra siamo piuttosto sicure che almeno una volta molti di voi avrebbero voluto sapere (o hanno immaginato) come se la sarebbero cavata Lizzie Bennet e Darcy ai giorni nostri; bene ecco che Bianca Marconero ha esaudito i nostri desideri più profondi e nascosti.
Con Lady Pride e Mr. Prejudice l’autrice ci delizia, ci vizia e ci fa sperare di averne ancora e ancora.
All’interno del romanzo troverete anche delle piccole sorprese, che da fan della scrittrice, abbiamo davvero molto apprezzato.

Ringrazio infinitamente Bianca Marconero e la Giunti Editore per averci dato la possibilità di leggere in anteprima il romanzo in cambio di una nostra opinione onesta.
La nostra onesta opinione è che sarebbe un vero spreco se non andaste a procurarvi velocemente una copia di questo piccolo gioiello in rosa.


Chi è Bianca Marconero?

Bianca Marconero è una scrittrice italiana. È nata sotto il segno del Leone e vive a Reggio Emilia con il marito e i due figli. Dopo la laurea in Lettere ha lavorato come copywriter per riviste e progetti editoriali per l’infanzia. È però riuscita a realizzare il suo sogno: inventare storie.
Esordisce con ‘Albion‘, un fantasy young adult, ma finisce per scrivere romance perché ha un fondato sospetto e un titubante certezza che una grande storia sia sempre una storia d’amore.
Oggi è una delle scrittrice di narrativa rosa più amate, con romanzi che parlano di grandi amori, con un pizzico di dolore (che ci piace, lo ammettiamo!) che hanno riscosso molto successo, tra cui la serie The Fu*king Series composta da ‘Un maledetto lieto fine‘ e ‘Un maledetto per sempre‘, la Tabloid Building Series con i romanzi ‘Non è detto che mi manchi‘, ‘Le nostre prime sette volte‘ e ‘L’ultimo bacio‘, la serie Royal London Knights con il primo romanzo uscito nel 2023 intitolato ‘Dream Kiss‘. Nell’autunno 2024 arriverà ‘French Kiss’. Tra i suoi romanzi spiccano anche un storico romance intitolato ‘Il ritorno del conte‘. Questi solo per citare alcuni dei suoi lavori.


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