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Alice Basso e il suo giallo storico: viaggio nella saga di Anita Bo – recensione

Un viaggio letterario nella Torino degli anni ’30 con la protagonista Anita Bo

La saga letteraria di Alice Basso, con protagonista la tenace dattilografa Anita Bo, ha conquistato il pubblico italiano e internazionale con il suo mix di gialli avvincenti, ambientazione storica affascinante e una protagonista femminile forte e indipendente.

Anita Bo: una donna fuori dagli schemi nell’Italia fascista

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Siamo nella Torino degli anni ’30, un periodo buio della storia italiana segnato dal regime fascista. Anita Bo, giovane in procinto di sposarsi ma dal carattere volitivo e anticonformista, decide di lavorare prima del matrimonio e prontamente trova impiego come dattilografa presso la casa editrice di “Saturnalia”, una rivista che traduce e pubblica i racconti gialli del magazine americano “Black Mask”.
Ma su “Saturnalia” vengono pubblicate anche discutibili storie “poliziesche”, piene zeppe di retorica fascista con protagonista il Commissario Bonomo.
A scrivere Bonomo è Sebastiano Satta Ascona che inizialmente ad Anita pare essere un pedante servo del regime ma scopre presto essere davvero tutt’altra cosa.
Ed è così che inizia una collaborazione tra i due per agire sotto traccia e denunciare delitti e soprusi che la stampa fascista avrebbe altrimenti messo a tacere. Lo fanno nascondendo i fatti all’interno di narrazioni pubblicate su “Saturnalia”.

Sullo sfondo dei romanzi Alice Basso lascia aleggiare un’inquietante incertezza: come potrà Anita affrontare l’imminente matrimonio? L’unione, ormai alle porte, sembra gettare un’ombra sul suo futuro, soprattutto alla luce del suo crescente coinvolgimento nel lavoro e dei sentimenti sempre più intensi che nutre per Sebastiano.

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Sebastiano, a sua volta, è invischiato in una situazione personale tutt’altro che semplice, complicando ulteriormente la già intricata situazione di Anita. Il lettore si ritrova così catapultato in un vortice di emozioni, pagina dopo pagina, affezionandosi sempre di più ai protagonisti e divorando ogni riga pur di scoprire come si evolverà la loro storia.

Le domande si susseguono incalzanti: verranno scoperti? Riusciranno a confessarsi i loro sentimenti? Che ne sarà di “Saturnalia”? Quanto potranno rischiare per amore?

L’autrice mantiene magistralmente alta la tensione, tenendo il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Anita, con la sua forza e determinazione, si impone come un’eroina moderna che lotta per la propria felicità e per ciò che desidera veramente.

La saga di Anita Bo si configura così come una serie di romanzi appassionanti, ricchi di colpi di scena e di personaggi indimenticabili, che conquisterà il cuore di ogni lettore.

Perché leggere la saga di Anita Bo?

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Leggere la saga di Anita Bo significa immergersi in un’atmosfera ricca di suspense e mistero, rivivendo la storia dell’Italia fascista da una prospettiva nuova e originale. Ma soprattutto, significa conoscere una protagonista femminile forte, coraggiosa e determinata che non ha paura di lottare per ciò in cui crede.

Anita Bo è un personaggio che rimane nel cuore dei lettori per la sua tenacia, la sua intelligenza e la sua profonda umanità. La sua storia è un inno alla libertà, alla giustizia e all’importanza di non piegarsi mai di fronte alle ingiustizie.

Se amate i gialli classici, i romanzi storici e le storie di donne coraggiose, la saga di Anita Bo è assolutamente da leggere.

Una saga letteraria di successo

La saga di Anita Bo è composta da cinque romanzi, tutti editi da Garzanti:

  • Il morso della vipera (2018)

    Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia : racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

  • Il grido della rosa (2019)

    Torino, 1935. Mancano poche settimane all’uscita del nuovo numero della rivista di gialli «Saturnalia». Anita è intenta a dattilografare con grande attenzione: ormai ama il suo lavoro, e non solo perché Sebastiano Satta Ascona, che le detta la traduzione di racconti americani pieni di sparatorie e frasi a effetto, è vicino a lei. Molto vicino a lei. Alla sua scrivania Anita è ancora più concentrata del solito, ancora più immersa in quelle storie, perché questa volta le protagoniste sono donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Ad Anita sembra un sogno. A lei, che mal sopporta le restrizioni del regime fascista. A lei, che ha rimandato il matrimonio per lavorare. A lei, che legge libri proibiti che parlano di indipendenza, libertà e uguaglianza. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. Nella realtà, ben poche sono le donne libere e che non hanno niente da temere: il regime si fregia di onorarle, di proteggere persino ragazze madri e prostitute, ma basta poco per accorgersi che a contare veramente sono sempre e solo i maschi, siano uomini adulti o bambini, futuri soldati dell’Impero. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, per tutti si tratta solo di un incidente: se l’è andata a cercare, stava di sicuro tentando di entrare di nascosto. Anita non conosce Gioia, ma non importa: come per le sue investigatrici, basta un indizio ad accendere la sua intuizione. Deve capire cosa è successo veramente a Gioia, anche a costo di ficcare il naso in ambienti nei quali una brava ragazza e futura sposa non metterebbe mai piede. Perché la giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.

  • Una stella senza luce (2020)

    Torino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su «Saturnalia», la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosa – re dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L’entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d’albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c’è anche qualcosa che inizia in quell’esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un’esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell’incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l’abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l’adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l’inevitabile.

  • Le aquile della notte (2023)

    Langhe, 1935. La fuliggine delle fabbriche lascia il posto al dolce profilo delle colline infiammate dai colori dell’autunno. Mentre guarda il paesaggio che scorre dal finestrino del treno, Anita sa che ad attenderla non è una vacanza, ma una trasferta di lavoro per la rivista di gialli «Saturnalia», in compagnia dell’immancabile Sebastiano Satta Ascona. Per lei è così raro lasciare Torino che tutto le sembra meraviglioso. Inoltre è il periodo della vendemmia, il momento ideale per visitare le Langhe. Se non fosse che, pochi giorni dopo il suo arrivo, il corpo di un ragazzo viene trovato al limitare del bosco. In quel breve lasso di tempo, Anita ha scoperto che, insieme ad altri coraggiosi coetanei, il giovane faceva parte di un gruppo scout, in segreta violazione dei divieti imposti dal regime. Anita rimane affascinata da quella dimostrazione di carattere. E intanto, forse ispirata dal rosso del vino e dai mille volti di una terra ricca di inaspettati misteri, si avvicina come mai accaduto prima a Sebastiano. Ma perdere il controllo è un rischio, soprattutto se ci sono una verità da scoprire e la morte di un ragazzo a cui rendere giustizia. Anita è consapevole che solo le parole dei suoi amati detective possono mostrarle la strada verso la verità. Anche se il coraggio di non fermarsi davanti a nulla deve trovarlo dentro di sé. E ora ha bisogno di molto coraggio, perché i fili delle sue intuizioni la portano dove non avrebbe mai immaginato. Anita è di nuovo qui e con lei i racconti gialli che hanno fatto la storia della letteratura. Sullo sfondo dei vigneti incantevoli delle Langhe, la morte arriva puntuale, ma anche l’amore. Nessuno dei due in modo semplice, questo ormai Anita l’ha capito.

  • Una festa in nero (2024)

    Torino, 1935. I fari della Balilla Spider Sport fendono il buio della notte. Il fatto che al volante ci sia una donna potrebbe sembrare strano, ma non se si tratta di Anita. Sono mesi, infatti, che fa cose poco consone, per non dire disdicevoli, sicuramente proibite. Come rimandare il matrimonio con Corrado solo per il desiderio di lavorare. Oppure scrivere, sotto lo pseudonimo di J.D. Smith, racconti gialli ispirati a fatti di cronaca per portare un po’ di giustizia dove ormai non ne esiste più. Un segreto che condivide con Sebastiano Satta Ascona, direttore della rivista «Saturnalia». E a essere sinceri scrivere non è l’unica cosa proibita che fanno insieme… Ma ora qualcosa è cambiato, ed è il motivo per cui Anita si trova a bordo di una macchina. Qualcuno ha iniziato a seguirli, e con le spie meglio non scherzare, di questi tempi. Meglio fare quello che chiedono. Anche se non è giusto. Anche se le richieste minacciano di stravolgere l’esistenza pacifica degli amici più stretti: la saggia Clara, l’irriverente Candida, la dolce Diana, l’affascinante Julian, il ribelle Rodolfo e, ovviamente, Sebastiano. Il suo Sebastiano. Perché vivono in anni così difficili? Perché non possono fidarsi di nessuno? Perché non smettono di attirare attenzioni indesiderate? Anita non ha le risposte, ma i protagonisti delle storie gialle che ha imparato ad amare la esorterebbero a non avere paura. Perché il pericolo è il sale della vita. Eppure, Anita non è abituata a fuggire. Non è abituata a mentire. All’improvviso, si trova in uno dei racconti di J.D. Smith, e non ha la minima idea di come potrà andare a finire.

I romanzi di Alice Basso hanno riscosso un grande successo di critica e pubblico, vendendo oltre un milione di copie in Italia e tradotti in diverse lingue.

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Chi è Alice Basso?

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani Sarca: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018) e Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017) e Nascita di una ghostwriter (2018). Con Il morso della vipera (2020), Il grido della rosa (2021), Una stella senza luce (2022), Le aquile della notte (2023) e Una festa in nero (2024) ha inaugurato una nuova serie ambientata nell’Italia degli anni Trenta.


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‘Normal People’ -‘Persone Normali’- dal romanzo di Sally Rooney alla serie televisiva

Nella vita di tutti i giorni le loro emozioni erano così diligentemente represse, costrette in spazi sempre più angusti, che un fatto apparentemente marginale finiva col caricarsi di un significato pauroso.

Il romanzo ‘Normal People’ (in italiano Persone Normali) di Sally Rooney è stato pubblicato nel 2018 da Einaudi e inizialmente segue le vicende dei due protagonisti, Marianne e Connell, dalla scuola secondaria nella contea di Sligo, dove abitano e successivamente si concentra sulla loro vita universitaria presso il Trinity College di Dublino, dove ci guida negli sviluppi della loro travagliata (issima) relazione di amore/amicizia.

In questo acclamato romanzo l’autrice affronta il tema della diversità sociale: Marianne proviene da una famiglia ricca e disfunzionale, mentre Connell ha origini più modeste.
Piuttosto inquietante la dinamica di potere infatti  la loro relazione è segnata da continui cambiamenti di status e da un’inquietante lotta per il controllo.

Entrambi, per ragioni differenti, in balia delle loro più profonde emozioni si sentono sbagliati. Quando sono insieme però, ogni tanto, si sentono completi.  La comunicazione tra i due protagonisti è spesso ostacolata da insicurezze, orgoglio e paura di essere feriti.

Il romanzo scorre molto bene, anche se all’inizio si può trovare disturbante il fatto che i dialoghi non siano sottolineati dalle virgolette. Ma questo rende più intimo e introspettivo il romanzo, infatti la prosa di Rooney è essenziale e diretta, focalizzandosi sui pensieri e le emozioni dei personaggi.
Marianne e Connell si confrontano con le pressioni sociali e familiari, cercando di definire la propria identità.
‘Normal People’ è più di una storia d’amore: racconta del dolore di sentirsi diversi e molto spesso giudicati. Di un’ amicizia che attraversa gli anni, perché Marianne e Connell, dopo essersi trovati non si lasceranno più andare. È la storia di una crescita personale di due persone diverse, ma allo stesso tempo simili che si aiutano a vicenda a trovare il loro posto nel mondo.
Persone normali ha ricevuto un grande plauso dalla critica e dai lettori, diventando un bestseller internazionale, ha vinto il Premio Costa Book Award 2018 ed è stato finalista al Man Booker Prize 2018 e dal romanzo è stata tratta la serie tv omonima, anch’essa di grande successo, disponibile in Italia su Rai Play.

Normal people’ è una miniserie televisiva young adult irlandese, britannica e statunitense diretta da Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald e scritta da Alice Birch, Mark O’Rowe e l’autrice Sally Rooney.
Prodotta dalla casa di produzione irlandese Element Pictures la miniserie è composta da 12 episodi ed è un vero gioiellino da non perdere.
È stata girata, per la maggior parte delle riprese, nella contea di Sligo e a Dublino nell’ormai lontano 2019. Per la città fittizia di Carricklea è stata utilizzata Tubbercurry, mentre hanno dovuto attendere febbraio 2020 per le riprese in Svezia a Luleå e sul Mar Baltico. Sebbene una parte del romanzo sia ambientata a Trieste, le scene riguardanti l’Italia sono state girate principalmente a Sant’Oreste, Stimigliano e nella villa Il Casale alla tenuta di Verzano, nel Lazio.
I personaggi principali di Marianne Sheridan e Connell Waldron sono interpretati rispettivamente da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal.
È possibile vedere tutta la serie gratuitamente su RaiPlay.
La trasposizione televisiva è molto fedele (e menomale!) al romanzo e per questo l’abbiamo apprezzata ancora di più!
L’ambientazione ed i paesaggi si amalgamano meravigliosamente con la bravura degli attori.
DA VEDERE!

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, nuove uscite editoriali, Romanzo, segnalazioni

Enrico Brizzi annuncia il seguito di ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’, 30 anni dopo la canzone suona ancora

L’annuncio dell’autore arriva in TV su la 7 da Gramellini e poi attraverso i canali social: Jack Frusciante è uscito dal gruppo‘ avrà il sequel che in molti chiedevano ormai da molto tempo.
E, ammettiamolo, un po’ questi molti (anche la sottoscritta) avevano perso le speranze.


Sembrava proprio che, dopo quel libro d’esordio fortunato del 1994 uscito prima in poche copie ma poi esploso in qualità di bestseller, il buon Brizzi non volesse proprio saperne di raccontare ancora del vecchio Alex e della bella Adelaide. Il romanzo è diventato un libro culto e pian piano anche parte delle antologie scolastiche. Un classico contemporaneo.
Poi Brizzi si è scostato da questo enorme golem letterario ed è riuscito nell’impresa di diventare un grande del panorama editoriale italiano.
Autore molto prolifico, completo ma dalla penna inconfondibile, romanziere con i fiocchi Brizzi, ormai ben affrancato dal suo spumeggiante esordio, ha detto:

Ieri sera alla trasmissione “In altre parole” su La7 ho fatto un annuncio che mi stava particolarmente a cuore.

Se volete vederlo in formato video, lo trovate sul mio profilo IG @enricobrizzi1974

Il succo della faccenda, in ogni caso, è il seguente: “Non so da dove nasca l’urgenza di raccontare una certa storia, ma so che è insopprimibile.

E qualche mese fa mi sono trovato – io per primo fremente e sbigòtto – a scrivere nuovamente del vecchio Alex e della soave Adelaide.

Sono prigioniero di questo rock ‘n’ roll e non posso farci niente.

Ora il testo è completo, e nei prossimi mesi lavorerò con calma all’editing. Inutile nascondere che sono molto emozionato all’idea di quel che accadrà a settembre, quando il nuovo romanzo uscirà per HarperCollins.

Di una cosa però sono certo: ho sempre scritto per sperimentare la magia della narrazione, e questa volta sento intorno a me un’energia speciale, quella di una vecchia canzone che ti ha cambiato la vita da ragazzo e che, per miracolo, suona ancora”.

Ed è qui che gli aficionados di più antica data sono saltati in piedi come nemmeno allo stadio dopo il goal della vittoria della squadra del cuore, almeno io l’ho fatto.
Trent’anni dopo, a settembre prossimo, arriverà dunque il romanzo sequel edito da Harper Collins Italia.
La stessa casa editrice che aveva già pubblicato il bellissimo ‘La primavera perfetta’ dello stesso autore (la nostra recensione qui) e anche ‘Enzo. Il sogno di un ragazzo’ sulla vita di Enzo Ferrari e con sullo sfondo la storia dell’Italia tutta.
Storia con la quale Brizzi evidentemente ama lavorare visto che è ancora fresco di stampa il suo ‘La leggenda di Anita’ sulla vita di Anita Garibaldi. E sono indimenticabili le sue fantastorie ‘La nostra guerra’, ‘L’inattesa piega degli eventi’ e ‘Lorenzo Pellegrini e le donne’.
Storia dunque, di cui ormai è parte anche uno dei romanzi divenuti casi editoriali della narrativa italiana del XX secolo e che finalmente avrà un seguito.
Non ho mai atteso un settembre con tanta gioia.


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Gli aghi d’oro di Michael McDowell, ovvero una magra consolazione – la nostra recensione

Nonostante le premesse ottime per farne un romanzo con i fiocchi (una famiglia praticamente composta solo da donne prospera grazie alle numerose attività criminali che gestisce, vuole vendicarsi del giudice che mandò in prigione la capo-famiglia per diversi anni) e la lunghezza contenuta del libro (poco più di 500 pagine) purtroppo, solo l’ultimo centinaio di pagine è davvero interessante da leggere.

Immaginate questo libro diviso in tre parti:

Nella prima parte troviamo una carrellata di ambientazioni dei quartieri più malfamati di New York degli anni Ottanta: si percepisce e si vede quell’atmosfera gotica che speri pervada tutto il romanzo.
E già qui avrete capito che si cambierà presto registro.

Nella seconda parte ci si concentra sulle due famiglie protagoniste della storia: gli Stallworth e le Shanks.
Finalmente inizia l’azione!
No.
Tutta questa porzione di romanzo, con la scusa di una lunga inchiesta giornalistica volta ad indagare i ‘peccati’ dei bassifondi newyorkesi, ci presenta una miriade di personaggi (e non tutti utili) che hanno in comune solo una cosa: avere un unico tratto caratteristico.
Il giudice ci viene presentato come inflessibile e nulla, dentro o fuori dall’aula, sembra smuovere la sua inflessibilità; la figlia Mariam è vanitosa e questo si riflette non solo nella sua quotidianità ma viene sottolineato anche dai domestici con cui parla; Duncan è sottomesso alla volontà del genero; Benjamin ha il vizio del gioco; Helen è caritatevole… avete capito.
E sullo sfondo seguiamo l’evolversi dell’inchiesta che ci presenta allo stesso modo Lena e il circolo di criminali che abitano nella periferia.

Arriviamo quindi, non senza un po’ di fatica, alla terza ed ultima parte: la super vendetta di Lena.
Un piano intricato e davvero poco verosimile, ma decisamente la parte più bella del romanzo. Tolta un po’ di azione e di giustizia alla vecchia maniera, c’è proprio una genuina curiosità di vedere in che modo Black Lena si vendicherà del giudice e della sua famiglia!
Non voglio rivelare di più, perché se siete arrivati a quest’ultima parte meritate di gustarvela appieno.

Lo consiglio? Se non avete ancora letto la saga di ‘Blackwater’ (che noi abbiamo recensito) potete leggerle questo per primo, altrimenti leggetelo ugualmente ma non aspettatevi il livello della saga perché proprio non c’è storia.
La copertina, inutile sottolinearlo, è un capolavoro.


SINOSSI e AUTORE
Anno di Grazia 1882. New York festeggia il nuovo anno tra opulenza e miseria. Dalla sua dimora di Gramercy Park, il cinico giudice James Stallworth, affiancato dal figlio e dal genero, lancia la sua crociata: ripulire il famigerato Triangolo Nero, quartiere di bettole, bordelli, fumerie d’oppio e botteghe di ricettatori, su cui regna la feroce Black Lena Shanks col suo clan di donne versate nelle arti della crudeltà. Ma la sete di potere degli Stallworth dovrà misurarsi con la furia vendicatrice di Black Lena.
Con Gli aghi d’oro, Neri Pozza prosegue con la pubblicazione dei capolavori dell’autore di culto.

Michael McDowell (1950-1999) è uno scrittore americano che ha pubblicato oltre trenta romanzi e scritto per la televisione e il cinema (Beetlejuice Nightmare before Christimas).


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Yvonne, Principessa di una prigione. ‘The Countess’ di Paola Gianinetto – Recensione

Ovviamente, non è tutto qui.
Ho letto ‘The Countess‘ in un solo giorno e non sono riuscita a staccarmi fino a quando non l’ho concluso. Inutile dire che Paola Gianinetto sa come tenere incollati alle pagine. Con uno stile di scrittura scorrevole e con POV alternati (molti di Yvonne, sporadici di Adrian) questo romanzo si classifica come intenso e ricco di emozioni. Avevo alte (altissime) aspettative per questo libro e sono state tutte ampiamente superate.

Yvonne è la Contessa strega madrina, tipicamente cinica e disincantata. Personaggio secondario, ma che è rimasto nel cuore diventando il mio preferito in assoluto.
‘The Countness’ è lo spin-off tanto atteso, di Cinder’s Flame, sesto romanzo di una serie, ispirato alla favola di Cenerentola.
La serie ‘The Blackwood Castle Series’ è composta da 7 romanzi scritti da sette autrici diverse e ispirata a 7 fiabe moderne. L’ambientazione principale è appunto il Castello di Blackwood.
In ‘Cinder’s Flame’ ci viene dato solamente un assaggio di Yvonne, facendoci però capire che dietro la perfetta e fredda Contessa c’è molto da scoprire. Paola Gianinetto riesce a descrivere il dolore ed i sentimenti di questo personaggio in maniera perfetta, facendoci scoprire il lato oscuro della favola di Yvonne.
Leggere la storia di Yvonne mi ha resa molto triste ed ho compreso tutto il macigno di dolore e traumi che a soli trentacinque anni si porta dietro, come una seconda pelle.
Perché, a primo impatto, la vita di Yvonne è perfetta: uomini che cadono ai suoi piedi, una bellezza (quasi) ultraterrena e un titolo nobiliare che nessuno può portarle via (forse). Ma come potrete intuire non è tutto oro quel che luccica.
Dietro alla maschera della vedova nera si nasconde una donna – bambina – che cerca di nascondere le sue debolezze e paure al mondo.
A causa del suo passato si ritroverà a dover prendere decisioni che la porteranno a rivoluzione la sua intera esistenza e ad incrociare, in modo che appare definitivo, il suo destino con quello di Mister Miliardo.

Adrian Myers aka Mister Miliardo è un magnate americano: molto potente, parecchio ricco e, tanto per mantenere gli equilibri giusti, notevolmente sexy. Ed è più che pronto a raccogliere la sfida e far cadere la perfetta, quanto fasulla, maschera della Contessa. Un matrimonio di convenienza darà la possibilità a Yvonne, nonostante all’inizio si consideri in prigione, di abbattere muri che lei stessa ha creato, di ritrovare se stessa e qualcosa di più.
Che altro posso dire? Mi è piaciuta ogni singola cosa di questo romanzo: i battibecchi, la forza di Yvonne, la pazienza di Adrian e la loro intera storia. Ho apprezzato moltissimo anche il fatto che si ritrovano alcuni personaggi (chi più chi meno) della saga principale.
Si può godere di questo libro anche se non si ha letto ‘Cinder’s Flame’, ma consiglio comunque di leggerlo per riuscire a capire meglio il rapporto di Yvonne con Sylar e Ashley.

La scrittura dell’autrice ti accompagna pian piano nell’apertura di un vaso di Pandora che non ti aspettavi e che ti terrà con il fiato sospeso.
Ho amato Yvonne fin dalla prima volta che ho letto di lei – il cinismo, l’apparente freddezza, la sua forza… e sì, diciamo pure anche il suo guardaroba!
Ero però preoccupata che un romanzo incentrato interamente su di lei, mi avrebbe fatto ricredere, ma non è assolutamente successo. Anzi, mi ha fatto apprezzare ancora di più la Contessa di Melville.

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Chi è Paola Gianinetto?

Vive a Torino, è laureata in lettere e lavora da molti anni come adattatrice di dialoghi per la tv. Ha cominciato a scrivere i suoi romanzi il giorno in cui ha deciso di provare a mettere nero su bianco una delle tante storie che si raccontava da sempre e ha capito che era quello che le mancava per essere davvero felice. Da allora, si dedica ai suoi libri in ogni momento libero, dividendosi come può tra due mondi per lei altrettanto importanti: quello reale e quello fantastico.
Ha pubblicato diversi libri tra cui: la saga paranormal romance Principi Azzurro Sangue, composta per ora dai romanzi Kyler, Patrick, Liam, Aidan, Nadir, Nicola e Freyr e dalle novelle Blu oltremare e Sinfonia in nero; la serie sport romance/new adult Olimpico FC, composta dai romanzi autoconclusivi Love Match, Rolling Stars e Devil’s Game; i romance contemporanei stand alone Qui per te e Lovelines; il romance storico Ray of Darkness; L’ultimo battito d’ali (Amazon Publishing), terzo volume della serie gialla Emma&Kate; Cinder’s Flame (The Blackwood Castle Series vol. 6), un retelling di Cenerentola contemporaneo e autoconclusivo ed infine The Countess, spin off di Cinder’s Flame. Romance contemporaneo autoconclusivo.

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Sepolcro in agguato: Strike e Robin tra le ombre dell’animo umano

È pericoloso venerare la propria infelicità. È difficile uscirne una volta che ci sei stato dentro troppo a lungo. Ci si dimentica come fare. “La felicità è una scelta che a volte richiede uno sforzo” (Eraclito)

Ogni volta che si termina un libro di Robert Galbraith, alias J.K. Rowling, la sensazione è sempre la stessa: difficile pensare che possa seguire un nuovo capitolo migliore di quello. Puntualmente, certezze disattese. ‘Sepolcro in Agguatoè decisamente migliore dei suoi predecessori e arrivati all’ultima pagina si prova la terribile sensazione di essersi abbuffati di qualcosa di cui si ha ancora terribilmente fame.

Come sempre, la storia è uno dei casi di Cormoran Strike e Robin Ellacott, ormai duo indissolubile, alle prese con una “chiesa”, chiamata Universal Humanitarian Church, la cui immagine patinata nasconde tutte le dinamiche atroci tipiche di una setta che lavora sulla coercizione psicologica, di pari passo a quella fisica.

Fun fact: esiste veramente un sito che simula l’esistenza dell’Universal Humanitarian Church, lo trovate qui con tanto di logo e immagine di Papa J – il capo della chiesa –  e un link per poter acquistare il suo libro (che ovviamente porta in realtà al giallo della Rowling).

Dicevamo:
Will, intelligentissimo e affetto da una forma autistica, figlio del ricco cliente che ha reclutato i due investigatori, è caduto nelle mani dell’Universal Humanitarian Church e tirarlo fuori è tutt’altro che semplice: l’organizzazione attira adepti da tutto il mondo in modo subdolo ed efficace, isolandoli prima da ogni legame famigliare, poi trascinandoli in un incubo senza fine che perpetrano anche grazie alla privazione del sonno e del cibo.

Per riuscire ad avere un contatto con il giovane Will, Robin si offre volontaria per infiltrarsi nelle attività della chiesa, che principalmente si svolgono in una fattoria lager, con un doppio rischio: quello di essere a sua volta vittima del sistema che di essere scoperta quando manda segretamente aggiornamenti all’agenzia. Strike e Robin capiscono subito che per riuscire a tirare fuori il ragazzo, devono trovare il modo di incriminare l’intera chiesa, che nonostante la sua attenta attività di copertura – anche attraverso il reclutamento di figure del mondo della politica e dello spettacolo – ha dei grossi scheletri nell’armadio.

Tra finti guru della religione orientale, ovvi trucchi di illusionismo che convincono menti fragili, vendette e morti sospette, la trama non smette mai di tenere gli occhi incollati al libro (o al reader), fino all’inevitabile, sorprendente colpo di scena. La Rowling ti accompagna per mano, insieme ai suoi detective, ad avere certezze sulla risoluzione del caso, capovolgendo tutto nel giro di una manciata di pagine.

Sullo sfondo, mai troppo invasiva e fastidiosa, la storia d’amore fra Robin e Strike giunge ad un giro di boa importante. Anche stavolta questo non influenza il racconto in maniera pesante ma dona il giusto senso alla trama e all’evoluzione dei personaggi.

Ci sono due elementi che tengo in conto quando leggo un giallo: per me la storia è potenzialmente perfetta se non riesco ad individuare il colpevole oltre la metà del libro; il secondo elemento sono gli indizi: quanti ce n’erano effettivamente sparsi nel testo e quanto avrei potuto dedurre da sola?
Il primo elemento è sempre una certezza nei libri a firma Galabraith. Fin dal primo volume. Per quanto riguarda il secondo elemento, la situazione si colloca a metà strada e rivela maestria: se all’inizio ogni dettaglio del caso viene esplicitato al lettore, pian piano viene occultato il punto di vista dei detective in modo che solo alla fine si possa arrivare alla conclusione esatta, tramite la loro rivelazione. Quindi la risposta è: non si può arrivare alla conclusione da soli, nonostante gli elementi indiziari, ma farlo attraverso il personaggio risulta stimolante in egual misura.

Un ultimo appunto. I gialli della Rowling non si limitano ad essere storie scritte bene, hanno un respiro molto più ampio e sociale. Mai di natura soggettiva. Dopo la lunga tirata sul mondo online e il fenomeno haters di “Un cuore nero inchiostro”, che indubbiamente per lei era molto sentito ma trattato con competenza, qui si affrontano problemi molto complessi oltre a quello della sudditanza psicologica ed affettiva: tutto quello che ne può derivare, l’importanza della psicoanalisi, dell’approccio emotivo (Robin) e di pugno (Strike), delle conseguenze dello stupro e in generale di ogni forma di credo estremo. Aveva tentato – in modo fallimentare – con ‘The Casual Vacancy’, una narrazione troppo cruda, troppo schietta e troppo lontana dal suo modo vincente di narrare attraverso metafore, attraverso storie contenute in altre storie.

I protagonisti della serie TV

Leggendo delle indagini di Strike c’è troppo della narrazione di Harry Potter da poter essere ignorato. A partire dal linguaggio, proseguendo attraverso le dinamiche narrative. Ricordiamoci innanzitutto che tutta la storia di Harry Potter si evolve attraverso un giallo per volume. Che i temi sociali si dipanano attraverso personaggi che sentiamo vicini e si alternano tra un mondo oscuro e pericoloso e una società benestante in pericolo, una dinamica che ci tranquillizza e che noi sentiamo come “normale”.   
Anche l’interazione tra i personaggi è la medesima, l’uno influenza positivamente l’altro e lo fa evolvere, al di là del filone romance che la Rowling non ha mai trattato in maniera idealistica ed edulcorata.

Insomma, il voto per questo romanzo è un 10 pieno, se non lo avete ancora fatto acquistatelo e recuperate tutti i precedenti! Se volete di più, c’è anche una serie molto bella edita da BBC One che traspone tutte le avventure di Strike e Robin in maniera molto fedele.


Se volete leggere la saga ecco l’ordine di lettura dei singoli volumi e i link ai quali potete acquistarli e inoltre: qui trovate tutte le informazioni!

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Pubblicato in: Anteprima, Narrativa contemporanea, Romanzo

House of Love, Naike Ror – segnalazione

Casa Editrice: Always Publishing | Prezzo: € 15,90 | Data di pubblicazione: 22 marzo 2024

▪️ College Romance
▪️ Enemies to Lovers
▪️ Autoconclusivo

Quarta di copertina:

“Vincerà solo uno. Ma tra loro non cederà mai nessuno.”

Per Essie Wilson, l’equitazione è tutto. Non potrebbe vivere senza il suo cavallo, e non importa quanti sacrifici richieda la sua passione, già solo indossare la divisa e montare in sella è sufficiente a farla sentire forte, libera, felice. Con un futuro già pianificato nel dettaglio, Essie deve solo continuare a impegnarsi, riuscire a capire la matematica e non lasciarsi distrarre da nessuno. Neanche dal nuovo arrivato al maneggio, che sembra odiarla e vuole rubarle ogni cosa, a partire dal primo posto nel circuito. Ma ignorarlo è impossibile, per questo alla fine se ne innamora.
Anche per Cruz Sanders, l’equitazione potrebbe essere tutto. Non potrebbe vivere senza rincorrere la vittoria in ogni competizione, e non importa quanti sacrifici il suo obiettivo richieda, lui sa che, in un modo o nell’altro, riuscirà a ottenere ciò che vuole. Deve solo continuare a eccellere, non lasciare che il dolore per la perdita della madre lo logori e non lasciarsi distrarre dalla sua acerrima nemica, quella Essie Wilson che sembra odiarlo, che non sembra disposta a cedere di un passo. Ma lei si è insinuata nei suoi pensieri al punto da spingerlo a vacillare.
Nel giro di qualche anno, il brillante cammino di Essie e Cruz li porta a studiare nei college più esclusivi del Paese, Yale e Harvard. Tra quelle antiche mura, le confraternite studentesche vivono di storiche e cocenti rivalità. E proprio queste rivalità rimetteranno Essie e Cruz l’uno contro l’altra, stavolta in lizza per contendersi un posto nella House of Bones, un club elitario che accoglie solo gli illustri, l’obiettivo ultimo per assicurarsi il successo nella vita. Un tempo l’amore tra loro, nato dalla competizione, si era infranto contro un muro di bugie. Ora, nuovamente in bilico tra un sentimento mai dimenticato e il bisogno di arrivare primi a ogni costo, saranno di nuovo i loro cuori a finire in frantumi?


Chi è Naike Ror?

Naike Ror è una scrittrice italiana che nasce nel mondo dell’editoria indipendente. Si definisce madre, spesso figlia, a tratti sorella e una lettrice compulsiva. Conosciutissima nel panorama del rosa per aver pubblicato più di sedici romanzi in self publishing – che spaziano dal romance puro, al suspense, al new adult – con i suoi libri ha venduto più di 70000 copie. Dopo aver raggiunto il primo posto con il suo ultimo romanzo indipendente, entra nel catalogo Always Publishing con Petali e spine, il suo primo libro che debutta ufficialmente in libreria.

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Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni, Uscite Mensili

‘Lady Pride and Mister Prejudice’ il retelling firmato da Bianca Marconero: la nostra recensione

È una verità universalmente riconosciuta che ‘Orgoglio e Pregiudizio’ di Jane Austen sia ancora oggi uno dei migliori romanzi in circolazione e che riesca ancora a farci sognare. Cimentarsi dunque in un retelling di questo colosso della letteratura non è per niente facile e potenzialmente rischioso. Fortunatamente qui il rischio è stato scansato perché in questo romanzo da ben 588 pagine scopriremo un mondo totalmente nuovo e ci piacerà tantissimo.
È, inoltre, cosa indubbia che quando Bianca Marconero scrive un romanzo bisogna assolutamente leggerlo. Impossibile confutare questa legge empirica.
Come è cosa altrettanto certa che con un pizzico di umorismo, personaggi talvolta tanto bizzarri da essere adorabili e la penna magica della Marconero poteva solamente uscirne un bel romanzo.
Edito da Giunti Editore, esce oggi il retelling in chiave moderna del romanzo più amato e conosciuto di Lady Jane Austen ‘Orgoglio e Pregiudizio’, croce e delizia degli amanti dei romanzi d’amore.
Apparteniamo a questa vasta schiera, lo ammettiamo, abbiamo adorato Lizzie e Darcy nonostante ogni tanto la voglia di entrare nelle pagine del libro e scuoterli è venuta a tutti.
La domanda da porsi a questo punto è questa: vi siete mai chiesti come sarebbero Elisabeth Bennet e Fitzwilliam Darcy se il romanzo fosse stato ambientato ai giorni nostri?
Forse avrebbe perso di fascino, o forse no?
Tutti noi lettori (soprattutto noi bimbə del romance) sappiamo che Lizzie e Darcy sono gli antenati degli ‘enemies to lovers‘ e che lo ‘slow burn‘ è fin troppo ottimista se si pensa ai romanzi della cara zia Jane, ma d’altronde appartiene a un’altra epoca e noi siamo comunque cresciutə a pane, acqua e attese strazianti per sapere se il lieto fine ci sarà oppure no.
Spoiler non spoiler: ovviamente il lieto fine c’è. E MENOMALE!
Lady Pride & Mister Prejudice‘ di Bianca Marconero è quel romanzo di cui non credevi di aver bisogno finché non lo hai tra le mani. Con uno stile di scrittura fresco e personaggi ben strutturati (ed esilaranti) veniamo trasportati nella Londra dei giorni nostri e seguiamo le vicende di William Bennet – secondogenito di una numerosa famiglia di 5 fratelli e con una madre ai limiti della decenza ma assolutamente perfetta – e Eloisa Darcy orgogliosa e dal ‘cuore di ghiaccio’ direttrice editoriale della prestigiosa Pemberly Press, una delle migliori case editrici del paese.

Finiti i segnapagina: iniziamo ad avere un problema.

Ora, cosa c’è di davvero diverso in questo romanzo? Dal titolo è molto chiaro, perché oltre ad essere in chiave moderna, è anche ‘genderswap‘, ovvero i personaggi sono stati capovolti. È la prima volta che il romanzo più celebre di Jane Austen viene preso e ribaltato così, ma vi posso assicurare che per niente ha risentito di questo cambio di genere.
Si ha ben chiaro i ruoli nel romanzo originale, ma in ‘Lady Pride and Mister Prejudice‘ tutto appare come nuovo, anche se la storia di base già si conosce. Ovviamente, ci sono dei rimandi al libro originale come delle iconiche frasi, ma passeranno abbastanza in secondo piano perché tutto acquisterà una prospettiva innovativa, terribilmente divertente e spumeggiante.
Un piccolo plauso per il personaggio della signora Bennett perché è a dir poco meraviglioso. Abbiamo riso tantissimo. Io con un’amica così non avrei mai una giornata triste.
Questo retelling, con tutti i cambiamenti apportati dalla Marconero, che portano freschezza e leggerezza positive al romanzo, risulta unico nel suo genere.

Per rispondere alla domanda di cui sopra siamo piuttosto sicure che almeno una volta molti di voi avrebbero voluto sapere (o hanno immaginato) come se la sarebbero cavata Lizzie Bennet e Darcy ai giorni nostri; bene ecco che Bianca Marconero ha esaudito i nostri desideri più profondi e nascosti.
Con Lady Pride e Mr. Prejudice l’autrice ci delizia, ci vizia e ci fa sperare di averne ancora e ancora.
All’interno del romanzo troverete anche delle piccole sorprese, che da fan della scrittrice, abbiamo davvero molto apprezzato.

Ringrazio infinitamente Bianca Marconero e la Giunti Editore per averci dato la possibilità di leggere in anteprima il romanzo in cambio di una nostra opinione onesta.
La nostra onesta opinione è che sarebbe un vero spreco se non andaste a procurarvi velocemente una copia di questo piccolo gioiello in rosa.


Chi è Bianca Marconero?

Bianca Marconero è una scrittrice italiana. È nata sotto il segno del Leone e vive a Reggio Emilia con il marito e i due figli. Dopo la laurea in Lettere ha lavorato come copywriter per riviste e progetti editoriali per l’infanzia. È però riuscita a realizzare il suo sogno: inventare storie.
Esordisce con ‘Albion‘, un fantasy young adult, ma finisce per scrivere romance perché ha un fondato sospetto e un titubante certezza che una grande storia sia sempre una storia d’amore.
Oggi è una delle scrittrice di narrativa rosa più amate, con romanzi che parlano di grandi amori, con un pizzico di dolore (che ci piace, lo ammettiamo!) che hanno riscosso molto successo, tra cui la serie The Fu*king Series composta da ‘Un maledetto lieto fine‘ e ‘Un maledetto per sempre‘, la Tabloid Building Series con i romanzi ‘Non è detto che mi manchi‘, ‘Le nostre prime sette volte‘ e ‘L’ultimo bacio‘, la serie Royal London Knights con il primo romanzo uscito nel 2023 intitolato ‘Dream Kiss‘. Nell’autunno 2024 arriverà ‘French Kiss’. Tra i suoi romanzi spiccano anche un storico romance intitolato ‘Il ritorno del conte‘. Questi solo per citare alcuni dei suoi lavori.


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Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, Romanzo, tratti da libri

‘Tutta la luce che non vediamo’ di Anthony Doerr: dal romanzo alla miniserie su Netflix.

Quando ho perso la vista, Werner, mi hanno detto che ero coraggiosa. Quando se n’è andato mio padre, mi hanno detto che ero coraggiosa. Ma il mio non è coraggio; non ho scelta. Mi sveglio e vivo la mia vita. Tu non fai lo stesso?

All the Light We Cannot See‘ tradotto in italiano come ‘Tutta la luce che non vediamo’ è un romanzo di Anthony Doerr vincitore del premio Pulizer per la narrativa e la Medaglia Andrew Carnegie per l’eccellenza nella narrativa.
Ambientato durante la seconda guerra mondiale il romanzo segue le vicende di Marie-Laure LeBlanc, una ragazza francese cieca, e Werner Pfennig, un ragazzo tedesco molto brillante.

Siamo a Parigi nel 1934 e la piccola Marie-Laure, una bimba di sei anni e dal viso coperto di lentiggini, abita con suo padre a rue des Patriarches. Suo papà, Daniel LeBlanc è il mastro fabbro del Museo di Storia Naturale di Parigi. Quando diventa completamente cieca, Daniel le costruisce un modellino in scala del loro quartiere per fare in modo che riesca ad orientarsi da sola e visualizzare nella sua mente cosa la circonda.
In Germania, Werner Pfennig, orfano dai capelli biondi tendenti al bianco, di anni ne ha 8 e abita nella città di Zollverein, dove viene estratto il carbone. Il piccolo Werner è un bimbo molto brillante ed ha una vera abilità nel riparare radio. Insieme a sua sorella Jutta ne trova una rotta e riesce ad aggiustarla avendo così la possibilità di ascoltare programmi musicali e scientifici che vengono trasmessi in tutta Europa.

Nel 1940 la Germania invade la Francia e Marie-Laure scappa con suo papà dal prozio Etienne, un veterano rinchiuso nella proprio casa che passa il tempo trasmettendo vecchi dischi, a Saint-Malo una cittadina dove l’aria sa di granaglie bagnate e sfalci di siepi, dove i gabbiani lanciano grida strozzate, l’oceano ha un odore – il sale ha un odore, ma Marie-Laure non l’ha mai saputo perché non ha mai visto l’oceano – e mormora in una lingua che trapassa le pietre, il cielo e l’aria.
Werner invece, grazie alle sue abilità riesce ad entrare al National Political Institute of Education di Schulpforta, un collegio dove vengono insegnati i valori nazisti.
Werner è riluttante, ma i suoi superiori mentendo sulla sua reale età, lo mandano a combattere, collocandolo nella Wehrmacht, con il difficile compito di monitorare e scoprire le trasmissioni radiofoniche nemiche illegali.

La voce di Marie che legge in Braille ‘Ventimila Leghe sotto i mari‘ di Jules Verne, accompagna il giovane Werner nella sua ricerca delle frequenze facendogli dimenticare per brevi momenti il momento difficile che stanno vivendo.
Le vite di Marie-Laure e Werner s’incontrano a Saint-Malo per un brevissimo periodo ma quell’incontrò cambierà le loro vite per sempre.
La storia di due ragazzini che cercano di sopravvivere alla devastazione della Seconda Guerra Mondiale, pieno di momenti commoventi, anche senza alcuna traccia di sentimentalismo.

Una lettura di ben cinquecento pagine suddivise in capitoli brevi che raccontano quasi una vita intera. ‘Tutta la luce che non vediamo‘ è rimasto in classifica dei best seller del New York Times per ben 130 settimane consecutive ed è stato accolto positivamente dalla critica.
Ho deciso di leggere il romanzo dopo aver visto l’omonima serie televisiva su Netflix in una sola serata. Fortunatamente sono riuscita a prenderlo in biblioteca. Ho letto delle critiche alla trasposizione sul piccolo schermo ma, al contrario, ho trovato molto più interessante la miniserie che il romanzo.
Il romanzo si legge, ho apprezzato molto i capitoli brevi, ma non mi ha convinta del tutto. Alcune parti mi hanno annoiata e altre le ho trovato del tutto irrilevanti per la continuità della storia. Ho comunque apprezzato la lettura perché mi ha dato la possibilità di entrare nella mente dei personaggi e capire meglio determinati loro atteggiamenti.

La mini serie statunitense del 2023 è composta da ben 4 episodi di un’ora ciascuno e gli ideatori sono Shawn Levy (Stranger Things), produttore e regista, e sceneggiato da Steven Knight.
Le riprese si sono svolte tra marzo e luglio 2022 in tre sole location: Badapest, Saint-Malo e Villefranche-de-Rouergue.
È stata candidata come miglior regia in un film per la televisione o miniserie televisiva a Shawn Levy e come miglior miniserie o film per la televisione.
Tra gli attori protagonisti ci sono Mark Ruffalo (The Avengers), Hugh Laurie (Dott. House) e Louis Hoffman (Dark). Il ruolo di Marie-Laure è andato a Aria Mia Loberti, attrice esordiente. L’ambientazione è molto suggestiva e la fotografia è davvero uno spettacolo.

Se non volete leggere il libro vi consiglio comunque di dare una possibilità alla miniserie perché merita davvero secondo me.


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Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

22 Vasche, Caroline Wahl – recensione

Recensione a cura di Rossella Lazzari

Breve, intenso, originale, doloroso, “22 vasche” è l’esordio letterario dell’autrice tedesca Caroline Wahl, pubblicato per l’Italia da Neri Pozza nella collana Beat per la traduzione di Scilla Forti.


“22 vasche” è la storia di Tilda, una giovane donna dalla vita complicata, ma dai sogni ancora vividi, sebbene sepolti sotto il peso di mille responsabilità. Mentre passa gli acquisti alla cassa del supermercato, Tilda prova ad indovinare chi sia il compratore, a giudicare da ciò che ha nel carrello.
È un modo come un altro per ingannare il tempo, per spezzare la monotonia di un lavoro altrimenti noioso, per non pensare troppo a ciò che la aspetta fuori.
Quando non è al lavoro, Tilda segue le lezioni all’università – sta per laurearsi in matematica, ambito che da sempre le dà conforto – oppure è a casa, a badare alla sorellina Ida che parla poco ma esprime il suo disagio con i disegni, e a cercare di tenere insieme i cocci di una famiglia raffazzonata, senza padre e con una madre con gravissimi problemi di alcolismo.
Nel quadro grigio di un’esistenza come troppe, due fari, due sogni, due miraggi affiorano all’orizzonte: uno viene dal futuro (il dottorato a Berlino), l’altro torna dal passato (il bel nuotatore che troppo le ricorda un evento nefasto).
Sembrano irraggiungibili, ma, in fondo, chissà…?


Scritto con stile originale e fortemente evocativo, “22 vasche” esprime il disagio di chi deve far fronte a situazioni più grandi di lui/lei, di chi si porta dietro il fardello di errori non suoi, di vite che sembrano treni lanciati in corsa verso un dirupo, di un destino crudele e beffardo che sembra prendersela sempre con chi è già sfortunato di suo. Eppure, in mezzo a tutto questo dolore, un barlume di speranza c’è, e questo libro ce lo dimostra attraverso la voce disillusa ed intrisa di rassegnata normalità di quella che sembra una donna fatta, ma che in realtà è – e dovrebbe essere – solo una ragazza. Questo libro ci ricorda che tutti hanno il diritto di sognare, a prescindere da ciò che hanno vissuto e da quanto nera sia la loro disperazione.

Se questo è l’esordio, c’è da aspettarsi sorprese da quest’autrice.


Il Libro:
La vita di Tilda Schmitt è una tabella di marcia serratissima. Lavoro, tram, università, tram, piscina, spesa, casa. In apparenza fila tutto, come il movimento fluido con cui Tilda passa sul lettore del codice a barre i prodotti del supermercato in cui lavora part-time. Ogni giorno dietro la porta di casa l’aspetta Ida, 10 anni, viso dolce da bambina-sole dei Teletubbies, vestita di un guazzabuglio di colori, la sua sorellina che parla poco ma disegna moltissimo, che la segue in piscina ma solo quando piove.
Ogni giorno, Tilda fa le sue 22 vasche, non una di più, non una di meno, niente pause. Sta per laurearsi in matematica, i numeri sono la sua zona di conforto: è così da sempre, da quando era piccola, da quando suo padre se n’è andato, da quando la mamma ha preso a bere, da quando è arrivata anche Ida che un padre non ce l’ha avuto proprio mai. Vive nella casa più triste della loro via, che già è triste. I suoi amici, manco a dirlo, sono via da un pezzo: ad Amsterdam, a Berlino, ovunque ma lontano da quella citta – dina che tutti odiano, non solo Tilda. Poi un giorno, in piscina, compare quel tipo che nuota come un dio, tagliando con eleganza l’acqua col braccio; impossibile non notarlo quando finisce le sue vasche e, appoggiato al bordo della piscina, si sfila gli occhialini piantando gli occhi nei suoi. 22 vasche, per l’esattezza. Lo sguardo un po’ crudele, le sopracciglia aggrottate, è il ragazzo più bello di sempre, un sogno da trattenere dietro gli occhi chiusi. Come è un sogno il dottorato a Berlino che il suo prof le ha appena proposto: un lampo di futuro. Ma che fare con Ida? E con la mamma? E con le responsabilità di cui la sua famiglia disastrata la costringe a farsi carico? Una vasca dopo l’altra, Tilda cerca risposte e soluzioni nel caos della sua vita ordinata: potrà concedersi di riemergere per prendere fiato?

L’autrice: Caroline Wahl è nata nel 1995 a Mainz, cresciuta nei pressi di Heidelberg e vive a Rostock. Ha studiato germanistica a Tübingen e letteratura tedesca a Berlino. Ha lavorato presso alcune case editrici. Questo è il suo primo romanzo.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

L’asso di cuori, Morgane Moncomble – segnalazione

Casa Editrice: Leggereditore | Prezzo: € 14,90 | Data di pubblicazione: 27 ottobre 2023


Il Libro.

Quarta di copertina: Se c’è una cosa che Rose e Levi hanno in comune è il poker. Lei è nata con un dono che rischia di trascinarla nel baratro, lui ha trascorso la vita sbancando un casinò dietro l’altro per diventare, un giorno, il migliore. Ha solo un ostacolo da superare: il suo nemico giurato, Tito Ferragni. Se fino a ora l’onore gli ha impedito di rivelare tutte le volte in cui Tito ha vinto barando, Levi si rifiuta di lasciar correre anche questa volta. Un unico vincitore trionferà al Torneo Mondiale di Poker, il Main Event. Ecco perché si rivolge a Rose. Riuscendo a intuire chi bluffa e chi dice la verità, la ragazza accetta di diventare la sua arma segreta. Soltanto quando è ormai troppo tardi, dopo lunghi baci rubati e segreti rivelati, Levi si accorge di essere stato ingannato. Chi è davvero Rose Alfieri? Sarà lei l’asso nella manica che cambierà le carte in tavola?


L’autrice.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, segnalazioni

Tre amici quasi geniali verso la fine del mondo, Jonas Jonasson

Casa Editrice: La nave di Teseo | Prezzo: € 22,00 | Data di pubblicazione: 24 ottobre 2023


Il libro.

Quarta di copertina: Stoccolma, estate 2011. Petra, una giovane ricercatrice di astrofisica, ha calcolato che l’atmosfera collasserà tra esattamente dodici giorni. Ovviamente, nessuno le crede. Johan, un tipo senza arte né parte vissuto sempre all’ombra del fratello – che adesso ha lasciato la Svezia per raggiungere l’Italia, intraprendendo una brillante carriera diplomatica –, è ingenuo ai limiti della stupidità, ma ha sviluppato delle doti culinarie stupefacenti e ama stare tra i fornelli per preparare pranzi e cene deliziosi. L’incontro tra i due sarà l’inizio di un’avventura tanto rocambolesca quanto divertente: partiti alla volta di Roma per incontrare Fredrik, il fratello di Johan che – si scoprirà – lo ha ingannato per tutta la vita, si imbattono in Agnes, una pensionata che si mantiene fingendo di essere una giovane influencer. Così, tra incontri con Barack Obama, dittatori africani, missioni governative e la pericolosa profezia di Petra che incombe minacciosa su tutto il pianeta, i tre amici “quasi geniali” finiranno per stravolgere completamente non solo le loro vite, ma anche quelle di chiunque avrà a che fare con questo strano e improvvisato trio. Unendo, come solo un grande autore sa fare, ironia, avventura, satira e politica, Jonas Jonasson ci regala una storia che fa ridere ed emozionare, in perfetto equilibrio tra realtà e finzione, intrighi internazionali e drammi personali, con tanta voglia di non prendersi troppo sul serio.


L’autore.

Jonas Jonasson (1961, Svezia) vive a Ponte Tresa, nel Canton Ticino.
Giornalista e consulente media, ha pubblicato a quasi cinquant’anni il suo primo romanzo, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (Bompiani 2011), ai primi posti delle classifiche di vendita in Svezia per oltre un anno, e tradotto in oltre trenta paesi. È stato “Miglior libro dell’anno 2009” in Svezia; premiato dai librai svedesi con lo Swedish Book Seller Award 2009 (lo stesso che fu di Stieg Larsson) e vincitore dello Swedish Audio Prize 2009. Dal romanzo è nato un film con un cast internazionale.
Tra le altre pubblicazioni si ricorda: L’analfabeta che sapeva contare (Bompiani, 2014), L’ assassino, il prete, il portiere (Bompiani, 2017), Il centenario che voleva salvare il mondo  (La Nave di Teseo, 2019), Dolce è la vendetta SpA (La Nave di Teseo, 2021) e Tre amici quasi geniali verso la fine del mondo (La Nave di Teseo, 2023).