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Recensione: L’ ultimo bacio, Bianca Marconero


74418975_2621327534587553_6316131957210087424_nCasa Editrice:
Self- publishing
Prezzo: € 14.90 cartaceo, € 2.99 ebook
Pagine: 382 pagine
Data di uscita: 15 novembre 2019
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐

Quarta di copertina: 

«È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo».
Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise. Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro. Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice. Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata. Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi. Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada. Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo. Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre? Tra una salita sulla butte di Montmartre una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.



Dicono dell’autrice.

Bianca Marconero è lo pseudonimo utilizzato da una scrittrice italiana che vive a Reggio Emilia, laureata in lettere, ha presentato una tesi su un poema cavalleresco.
Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset.
E’ già autrice di una saga fantasy Albion, tradotta in inglese e spagnoloche potete trovare in tutti gli store online. Con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bellaL’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimoUn altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi, ottenendo un grande successo. Ha auto pubblicato molti altri romanzi, tra cui Un maledetto per sempre.


Cosa ne pensiamo noi: 

Sono baci che chiamano baci, tanto l’ultimo te lo darò in un altro vita, in un punto del tempo indefinito, da qui alla fine del mondo. 

La mia recensione consisterebbe in un sincera e schietta parola: compratelo.
Comprate anche Le nostre prime sette volte, rinchiudetevi in casa con una tazza di tè caldo, una coperta e leggete tutta la duologia.
Sono sicura che non farete fatica a divorarla.
Impossibile staccarsi dal libro, forse solo per mangiare, mentre si continua a leggere.
Questa sarebbe la mia personale opinione, ma pubblicare una recensione del genere non sarebbe degna di questo romanzo, perché è d’obbligo spendere qualche parola in più per spiegarvi quanto siano belli e strazianti, al tempo stesso, Alessandro e Alice.
Per potervi raccontare in poche semplici parole quanto io abbia aspettato, e atteso, per poter leggere questo romanzo, vi basti sapere che mi sono presa un giorno di ferie dal lavoro.
Con la colonna sonora di The Scientist e di tutto l’album A rush of blood to the head dei Coldplay a farmi compagnia – ho rubato un Walkman ormai definibile vintage a mio padre per poter ascoltare il cd, sperando che l’antico oggetto funzionasse ancora –  sono riuscita a iniziare a leggerlo bene solamente verso sera e ho smesso, solo ed esclusivamente, quando i miei occhi non riuscivano più a restare aperti neanche con gli stuzzicadenti, ergo ho ceduto al sonno.
L’ho concluso pochi minuti fa ed ora mi sento svuotata e piena di energie, al contempo.
Come ho già citato nella recensione di The Fucking Forever Saga, per cui tra l’altro sto ancora raccogliendo i pezzi del mio di cuore, Bianca Marconero colpisce dritto dove fa più male.
Perché è questo che fa, questa benedetta donna: ti rapisce, ti fa soffrire e poi ti fa esplodere il cuore, quasi sempre di gioia.
I pianti che ho fatto con Brando ed Agnese sono solo paragonabili a quelli di Will e Lou di Io prima di te, della Moyes, giusto per dirvi il grado di disagio che ho provato.
È straordinaria con le parole, ha un vero talento nell’esprimere i sentimenti per iscritto ed è in grado di smuovere le corde giuste per poter arrivare dritto al cuore.
Ammetto di non contare molto perché sono una romantica, un’ultima inguaribile romantica.
Una di quelle che sogna un amore con A maiuscola, ancora spera e crede che il vero amore esista non solo nei libri.
Lo sono sempre stata e anche se cerco di nasconderlo lo sono ancora adesso, e leggendo la Marconero, vado a colpo sicuro, perché so perfettamente che mi porterà nella direzione che voglio: il lieto fine.
Questo romanzo mi hanno davvero, davvero emozionata – complice ammetto una colonna sonora a me molto cara – e Alice e Alessandro potrebbero anche eguagliare i miei preferiti nella mia personale top one delle coppie migliori create dalla Marconero.
Indovinate un po’ chi c’era al primo posto.
Non voglio spoilerare niente, perché per capire quello che sto cercando di trasmettere bisogna proprio leggere questo libro.
In punta di piedi Alex e Alice si sono creati uno spazio tutto loro e sono stati capaci di arrivare dritto al cuore perché quando dai l’ultimo bacio all’amore della tua vita – quando riconosci che è l’anima gemella – tutto inizia e finisce con quel semplice contatto.
In fondo, è tutta una questione di baci.



A cura di Rossella Zampieri 

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Segnalazione: L’ultimo bacio, Bianca Marconero

Vi segnaliamo l’uscita del romanzo conclusivo della storia tra Alessandro FrancalanzaVisconti e Alice Baker, impossibili da dimenticare e già apprezzati nel primo romanzo Le nostre prime sette volte .

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Quarta di copertina:

«È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo».

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise. Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro. Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice. Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata. Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi. Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada. Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo. Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre? Tra una salita sulla butte di Montmartre una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.



Dicono dell’autrice.

Bianca Marconero è lo pseudonimo utilizzato da una scrittrice italiana che vive a Reggio Emilia, laureata in lettere, ha presentato una tesi su un poema cavalleresco.
Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset.
E’ già autrice di una saga fantasy Albion, tradotta in inglese e spagnoloche potete trovare in tutti gli store online. Con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bellaL’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimoUn altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi, ottenendo un grande successo. Ha auto pubblicato molti altri romanzi, tra cui Un maledetto per sempre.

Pubblicato in: Blog Tour, Romanzo, urban fantasy, Uscite Mensili

” Estratti con vignette ” – Blog Tour Asce, zanne e vampiri polverosi – Tappa n° 5

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Benvenuti alla 5° tappa del Blog Tour dedicato a Asce, zanne e vampiri polverosi di naghree, edito da Ultima Stesura.

Qui di seguito troverete degli estratti del libro, con delle simpatiche vignette allegate!

Vignetta 1

“«Piccolo pellenera!»
L’orco si buttò in ginocchio, il corpo esile di Radian stretto tra i suoi braccioni.
Il ragazzino spalancò gli occhi in un’espressione di pura sorpresa. Nessun dolore, nessuna paura. Come facesse un simile bestione a tenere un contatto così delicato, sarebbe rimasto un mistero.
«Grazie, piccolo pellenera», farfugliò l’orco. «Senza la mia lista…» E tirò su col naso.”


 

Vignetta 2“Beh, come borsello era davvero ben fatto. Grande, da farci stare i grimaldelli e il resto, ma non troppo da intralciare i movimenti. E poi c’era quella tasca interna che… Un momento… Che cappero c’era lì dentro? Si mordicchiò la guancia e infilò di nuovo la mano. Carta. Un foglio ripiegato per bene, preciso. Era quello che aveva illuminato il faccione dell’orco. Forse era un documento importante. O una mappa del tesoro.
Doveva aprirlo. Ma non voleva rovinarsi la sorpresa. Ma doveva aprirlo per vedere. Ma… e se fosse stato… tipo… vuoto? Ma non poteva saperlo, senza aprirlo. E poi, no, c’era dentro qualcosa di figo, per forza. Sollevò un angolo e sbirciò. Vuoto non era. Spiegò e spiegò ancora, trattenendo il respiro per sicurezza.
Cappero.”


 

Vignetta 3
“Rune aprì il sacchetto e tirò fuori un sim d’oro. Lo rigirò per un momento tra le dita, si soffermò a guardare il ritratto di suo padre, poi lo tese al cacciatore.
Questo lo studiò da vicino, lo rigirò, lo annusò, lo mordicchiò – che schifo – e se lo infilò in tasca.
Pessima mossa. Segno di sfiducia. Ben riposta, certo, ma Rune sapeva bene che la sfiducia non andava mai mostrata. L’uomo, invece, doveva ignorare anche un principio basilare come quello. Idiota.”


Vignetta 4

“Aleideen tenne gli occhi sulle scale, sfiorò la guancia con la punta delle dita, e si soffermò sul punto su cui Rya aveva appoggiato le labbra. Umido, impastato. Lo sapeva, aveva fatto bene a controllare. Le aveva lasciato il segno del rossetto, e magari anche qualche alone di altre stranezze.
La cortigiana era una cara ragazza, ma usava davvero troppi trucchi e troppi oli profumati.”

 

 

Se vi siete persi le tappe precedenti e per poter seguire tutte le tappe del blog tour date un’occhiata all’immagine!

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Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Ti regalo le stelle – Jojo Moyes

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Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 19.00
Pagine: 408 pagine
Data di uscita: 8 ottobre 2019
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐

Quarta di copertina: 1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte. La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O’Hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tantomeno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della WPA Packhorse Library. Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre.


Dicono dell’autrice: Jojo Moyes è nata e cresciuta a Londra.
Ha lavorato come giornalista per dieci anni all'”Independent” prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Con Io prima di te (2013), da cui è stato tratto un film di grandissimo successo nel 2016, e Dopo di te (2016) è diventata una delle scrittrici più affermate al mondo. È tradotta in quaranta paesi e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche. Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi, tra cui Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015. L’autrice vive nell’Essex con il marito e tre figli.


Cosa ne pensiamo noi:

Quanto ci è mancata Jojo Moyes? Tanto, veramente tanto.
Dopo un lungo anno è tornata, chi ci segue sa quanto noi Bistrotte amiamo questa scrittrice e senza ombra di dubbio potremmo leggere la sua lista della spesa ed essere felici ugualmente.
Concentriamoci però sul romanzo, uno dei migliori che abbia scritto fino ad ora, a nostro avviso.

Le ragazze e le donne di Jojo sono stratosferiche: protagoniste indiscusse, personaggi sempre tratteggiati alla perfezione che rendono giustizia alla complessità reale dell’ immenso universo femminile.
Stavolta però si è superata, scrivendo un libro coraggioso.
L’autrice ha ricamato una narrazione inventata su ispirazione di una realtà storica realmente esistita tra il 1935 e il 1943.
Mi spiego meglio: durante la grande depressione, in Kentucky, il Pack Horse Library Project, le cui impiegate erano soprattutto donne, consegnava i libri in regioni remote dei Monti Appalachi. Facevano arrivare i volumi presso le fattorie, le scuole, le case più lontane e difficilmente raggiungibili. A dorso di cavallo o di mulo hanno alimentato le zone rurali e geograficamente inaccessibili con libri e cultura.
Teniamo presente che, soprattutto fuori dalle grandi città cosmopolite, vigeva una stretta segregazione razziale e il genere femminile era ancora relegato a ‘angelo del focolare’.

La condizione della donna viene trattato con il giusto piglio, lo stesso della nostra beniamina del libro, il personaggio più bello di tutti: Margery O`Hare.
Possiamo solo immaginare la faccia dell’agente della Moyes alla notizia che l’autrice avrebbe raccontato la storia di alcune donne bibliotecarie a cavallo nel periodo della grande depressione americana.
Eppure l’ha fatto, signori.
E’ anche vero, rispetto allo straordinario successo che accoglie ogni suo lavoro, il fatto che può permetterselo. Ha venduto oltre 30 milioni di copie in quaranta paesi.
Cifre non proprio piccole.
Ci tengo, inoltre, a sottolineare: non è sempre detto che un’autrice di bestseller, come la Moyes, decida di ‘lanciarsi’ in storie che non sono quello che i lettori si aspettano.
Di solito i suoi libri si divorano in pochi veloci morsi affamati, la campionessa delle emozioni
lavora così.
Di solito.

Questo romanzo invece parte in sordina e la prima parte introduttiva appare quasi una sorta di deterrente per i lettori meno tenaci, se non si supera quel primo morso amarognolo non si può arrivare al goloso ripieno.
Perdonatemi le metafore culinarie, sto scrivendo ed è ora della merenda.

Ho accennato alla preferita Margery ma, tra i personaggi, non c’è nessuno che non sia degno di nota: sono tratteggiati alla perfezione, come sempre del resto, e anche gli antagonisti sono interessanti, anche se qualche volta cadono nello stereotipo.
La verità è che talvolta lo stereotipo rappresenta in maniera piuttosto fedele la realtà, ammettiamolo.

Ma qui si parla di romanzo, non di realtà, si potrebbe obiettare. Ebbene, quel fondo di realtà di cui si parlava all’inizio è sempre presente. Fatti reali di ispirazione, luoghi reali, personaggi e storie inventate.
Non mi sembra il caso di svelare troppo sulla trama, basti sapere che la Moyes il vizio dei colpi di scena non l’ha ancora perso. Anzi.
L’artista delle emozioni vi farà ballare, se solo gliene darete la possibilità.
Seguirete una Alice, inglese, carina e tanto ‘perbene’ nel suo viaggio dalla natia Inghilterra lontano dalle meraviglie ma vicino alla realtà di un paese fatto di persone dal cuore grande e persone con il cuore nero, con tutte le sfumature che possiate immaginare in mezzo.
Al seguito di un uomo che scoprirà presto di non amare Alice si troverà catapultata nell’America più lontana dalle luci dei grattacieli che sognava dal Surrey, ben dentro il profondo bigottismo per scoprire se stessa e la sua vera anima a dorso di un mulo trasportando libri in mezzo a monti scoscesi e valli remote.

Giungerete forse, ne sono certa, ad affezionarvi alla cittadina ed ai suoi abitanti, ad Alice, Margery e le altre. Alla fine lasciare il Kentucky vi sembrerà difficile.

Non resterà che attendere il prossimo lavoro della Moyes per farsi di nuovo trasportare.


Recensione a cura di Bianca Casale

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Segnalazione: Asce, zanne e vampiri polverosi, naghree

Vi segnaliamo l’uscita di questo fantasy umoristico in uscita per Ultima Stesura.

Cover Asce, Zanne, e Vampiri Polverosi
Titolo: Asce, zanne, e vampiri polverosi

Serie: Bloody Quests
Autore: naghree
Editore: Self publishing
Genere: Fantasy
Uscita: 8 novembre (ebook); 15 novembre (cartaceo)

Pagine: 390


Quarta di copertina: 

L’orco ha quasi completato la sua ricerca. Un ultimo ingrediente sulla lista, la polvere di vampiro, e potrà sposare la sua Ulderica. O almeno i piani erano quelli, finché non si è fatto derubare da un ladruncolo di strada.
Il piccolo drow deve racimolare abbastanza refurtiva, altrimenti il vecchio lo punirà. E liberarsi di un grosso orco tonto non è un problema. O non lo sarebbe stato, se un licantropo non si fosso impicciato.La donna – lupo ha una traccia, porta dritto al vampiro che deve uccidere. E quell’orco fa proprio al caso suo. Deve solo aiutarlo a riprendere quella sua lista del cavolo dal covo di un boss della malavita. All’ordine del giorno, insomma.
Ma qualcosa non va, come se si sentisse osservata.E infatti c’è una vampireling acquattata dietro al muro. Lei ha bisogno del sangue di un vampiro per completare la trasformazione.
E l’orco e la licantropa pare sappiano dove trovarlo…

In un viaggio tra guaritrici che non guariscono, non-morti che muoiono, sarti armati d’ascia e mostri di cartapesta, ce la farà questa compagnia sgangherata ad arrivare a destinazione?  Forse, il vero pericolo, saranno i cartelli stradali.

Pubblicato in: #wishlist, Uscite Mensili

Wishlist Novembre

Ad una velocità incredibile siamo giunti anche a questo Novembre ancora indeciso se ancorarsi al caldo o cedere finalmente al freddo.
Abbiamo poche novità, ma come dice il detto: pochi, ma buoni.
Noi, comunque, preferiamo il freddo perché per un lettore nulla è meglio di una coperta, un bel té caldo e un buon libro per rilassarsi e vivere mille avventure.

Ready to go.

LA MISURA DEL TEMPO
Gianrico Carofiglio

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Un grande ritorno per uno dei romanzi più apprezzati, edito da Einaudi in uscita il 5 novembre. Il cartaceo costerà € 18.00 e avrà 288 pagine.

Quarta di copertina: Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.


LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI
Elena Ferrante

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In uscita il 7 novembre, per Edizioni E/O, uno dei libri più attesi dell’intero anno. Torna una delle autrici italiane più amate e che ha ispirato con i suoi romanzi una delle serie tv più seguite degli ultimi tempi.

Quarta di copertina: «Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione»


L’ULTIMO BACIO
Bianca Marconero

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Ci è mancata tanto e lei ha esaudito le nostre richieste di tornare subito con il capitolo conclusivo di Alex e Alice. In uscita il 15 novembre e disponibile per l’acquisto in cartaceo e in ebook solo su Amazon.

Quarta di copertina:
«È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo».

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise.
Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro.
Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice.
Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata.
Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi.
Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada.
Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo.
Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.
Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre?
Tra una salita sulla butte di Montmartre una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.


CONFIDENZA
Domenico Starnone

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In uscita per Einaudi, il 19 novembre. Il cartaceo avrà un costo di € 17.50.

Quarta di copertina: Dopo il successo internazionale di Lacci e Scherzetto, Domenico Starnone aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni. Con uno sguardo insieme complice e distaccato, e la leggerezza lancinante che possiedono soltanto le grandi narrazioni, ci racconta di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni. Ma in realtà ci racconta di noi, di quanto sismico sia il terreno su cui si regge la costruzione della nostra identità. Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone –, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Così rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Così, quando Pietro incontra Nadia, s’innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla?


IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE
Samantha Shannon

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In uscita il 26 novembre, per Mondadori, un fantasy tutto al femminile e già etichettato come il romanzo fantasy dell’anno. Il cartaceo costerà € 15.00.

Quarta di copertina: La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c’è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys… Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili eroine, l’epico fantasy al femminile per il nuovo millennio.


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Segnalazione speciale questo mese è l’uscita di SUPER il 14 novembre per La Corte Editore, una raccolta di racconti scritti da alcuni dei più importanti autori italiani.

Pubblicato in: Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: Cercami, Andrè Aciman

Agli Oscar 2018 il film Chiamami con tuo nome è stato nominato in ben 4 categorie e il libro da cui è tratto è una delle storie d’amore più delicate nell’archivio delle storie d’amore letterarie.
Non potevamo dunque non segnalarvi l’uscita del secondo romanzo di Andrè Aciman, dove Elio e Oliver ritornano insieme ad altri personaggi per raccontare un’altra storia, un nuovo e vecchio amore.

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9788823522909_0_0_551_75Quarta di copertina:

Sono passati parecchi anni da quell’estate in Riviera: Elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a Oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. Erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. Il nuovo romanzo di André Aciman si apre con l’incontro casuale su un treno tra un professore di mezza età e una giovane donna: lui è Samuel, il padre di Elio, sta andando a Roma per tenere una conferenza ed è ansioso di cogliere l’occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei è una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell’uomo più maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. Tra i due nasce un’attrazione fortissima, che li porterà a mettere in discussione tutte le loro certezze. Anche per Elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a Parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. Ma nulla può far sbiadire in lui il ricordo di Oliver, che vive a New York una vita apparentemente serena, è sposato e ha due figli adolescenti, eppure… Una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si è mai chiusa.”


Dicono dell’autore.

André Aciman  (Alessandria d’Egitto, 2 gennaio 1951) insegna letteratura comparata alla City University di New York e vive con la famiglia a Manhattan. Dopo Chiamami col tuo nome, romanzo che ha segnato il suo esordio ed è diventato un film nel 2017 per la regia di Luca Guadagnino, Guanda ha pubblicato Notti biancheHarvard SquareVariazioni su un tema originale, il memoir Ultima notte ad Alessandria e la raccolta di saggi Città d’ombra.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Uscite Mensili

Segnalazione: Lungo petalo di mare, Isabel Allende

Vi segnaliamo l’uscita, a due anni dall’ultimo libro, di Isabel Allende, una delle voci più apprezzate della narrativa straniera.

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Quarta di copertina:

A settant’anni dall’approdo a Santiago del Cile del Winnipeg, la nave equipaggiata da Neruda per mettere in salvo più di duemila esuli della Guerra civile spagnola, la voce narrativa di Isabel Allende ci accompagna in Spagna, durante l’ultimo periodo del conflitto, ci porta in fuga nei Paesi Baschi e in Francia, e da lì in Cile, per raccontarci cinquant’anni di storia del suo paese natale. E insieme a quella dei protagonisti, esuli catalani, la pianista Roser e il medico Víctor, ripercorre l’esistenza di personaggi quali Neruda e Allende, comparse d’eccezione in un libro che fonde la storia con l’immaginazione del possibile, secondo quella formula già sperimentata con cui solo Isabel Allende sa restituire un affresco indimenticabile di solidarietà, di integrazione, di resistenza.


Dicono dell’autrice.

Isabel Allende (Lima, 2 agosto 1942) è una scrittrice cilena naturalizzata statunitense. È una delle autrici latinoamericane di maggior successo al mondo, con romanzi come La casa degli spiriti o La città delle bestie. Ha scritto romanzi basati sulle sue esperienze di vita, ma ha anche parlato delle vite di altre donne, unendo mito e realismo. Ha partecipato a molti tour mondiali per promuovere i suoi libri e ha anche insegnato letteratura in vari college statunitensi. Vive in California dal 1989 e ha ottenuto la cittadinanza statunitense nel 2003.

 

 

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: Le nostre prime sette volte, Bianca Marconero

A volte i regali di Natale arrivano in anticipo ed è proprio un grande regalo quello che vi segnaliamo. In uscita oggi, auto pubblicazione su Amazon, Bianca Marconero con un nuovo travolgente ed appassionante (ci mettiamo la mano sul fuoco) romanzo. Questa volta i protagonisti sono Alice Baker e Alessandro Francalanza Visconti, personaggi secondari già citati in Non è detto che mi manchi, che finalmente hanno una storia tutta loro!
Non stiamo più nella pelle e il desiderio di prendere un permesso al lavoro per poter divorare questo ultimo romanzo è davvero forte.
State ancora leggendo? Andate subito a comprarlo su Amazon!

72537262_2578053358914971_5978787040890716160_nQuarta di copertina:

«Io dovrei proprio licenziarti, Alice».
«Lo hai già fatto sei volte, Alex».
«Speriamo che la settima sia quella buona».

Quante volte devi licenziare la tua segretaria prima di capire che non puoi vivere senza di lei?

Alice Baker è una giovane copywriter, idealista e determinata, con una singolare propensione per i vestiti bizzarri. Alex è l’erede della Francalanza Visconti, una casa editrice leader nei periodici, e ha un gusto impeccabile per i vestiti.
Fin dal loro primo incontro, Alex e Alice decidono di non piacersi affatto. Non hanno niente in comune, non approvano lo stile di vita dell’altro, sono totalmente incompatibili. Alice pensa che Alex sia uno snob egocentrico e compiaciuto che gode nel farsi paparazzare con ragazze bellissime. Alex pensa che Alice sia una patetica sognatrice, che colleziona licenziamenti ed è convinto che, nonostante sia bellissima, resterà per sempre fuori dal suo radar.
Ma cosa succede se due persone che si sono già escluse a vicenda scoprono di non potere stare l’una senza l’altra? Se scoprono di essere attratti proprio dall’ ultima persona al mondo che pensavano di prendere in considerazione? Per quanto tempo si può negare la passione e si può mettere a tacere un desiderio? Si può forse dire al cuore di non impazzire per l’unica persona in grado di toccarlo?
Dalle spiagge dell’isola di Capri, alle piste da sci di Cortina d’Ampezzo, passando per Milano e i corridoi delle vivaci redazioni di «Lollipop» e «Power Player», Alex e Alice si raccontano attraverso le loro prime sette volte. Sette strade diverse per entrare in collisione o separarsi per sempre. Una storia sulla ricerca dell’anima gemella e sulle sorprese del cuore. Perché le persone più sbagliate per noi possono farlo battere per il motivo giusto.

ATTENZIONE: NON serve aver letto altri libri, per poter leggere la storia di Alex e Alice.


Dicono dell’autrice.

Bianca Marconero è lo pseudonimo utilizzato da una scrittrice italiana che vive a Reggio Emilia, laureata in lettere, ha presentato una tesi su un poema cavalleresco.
Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset.
E’ già autrice di una saga fantasy Albion, tradotta in inglese e spagnoloche potete trovare in tutti gli store online. Con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bellaL’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimoUn altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi, ottenendo un grande successo. Ha auto pubblicato molti altri romanzi, tra cui Un maledetto per sempre.

 

Pubblicato in: #recensione, Saggio

Recensione: Possiamo salvare il mondo prima di cena – Jonathan Safran Foer

69045381_2425962790984223_5212805444992499712_nCasa Editrice: Guanda
Prezzo: € 18
Pagine: 320 pagine, brossura
Data di uscita: 26 agosto 2019
Valutazione:  ✓✐✐✐✐ ✐
Quarta di copertina: Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascolta­to», quando cercò di svelare l’orro­re dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la ­sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto?
Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ri­cordi personali, episodi biblici, dati scienti­fici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro unico, che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».


Recensione a cura di Bianca Casale

Jonathan Safran Foer per me è un autore magico, amo il suo modo di scrivere, la delicatezza con cui ti tira un pugno diretto sul muso con la stessa dolcezza con cui carezzerebbe un bimbo.

Perché è questo che fa, ti prende a pugni ma tu ne vorresti ancora. Arriva dritto dritto al cuore.

Bene, questo libro non è differente, nonostante non sia un romanzo, ma un saggio ben argomentato.
Si tratta di un lavoro importante, necessario e di cui Foer sentiva il bisogno. Lo si legge tra le righe, quel bisogno.
Prendiamone qualcuna, di riga:

A ogni ispirazione, assorbivo la storia della vita e della morte sulla Terra. Questo pensiero mi offriva una veduta aerea della storia: un’ampia rete fatta di un unico filo.
Quando Neil Armstrong posò lo stivale sulla superficie lunare e disse: «un piccolo passo per l’uomo…» espirò attraverso la sua visiera in policarbonato, in un mondo senza suono, molecole di Archimede che gridava «Eureka!» correndo nudo per le strade dell’antica Siracusa, dopo avere scoperto che l’acqua fuoriuscita dalla vasca da bagno mentre si immergeva equivaleva al peso del suo corpo.

Tra le prime pagine eccolo subito pronto a metterti alle corde. Lo sapevi che ‘nulla si crea e nulla si distrugge’ ma non l’avevi mai letto messo giù in questi termini.

Continua poco dopo:

La parola «emergenza» deriva dal latino emergĕre, che significa «comparire, portare alla luce».
[…]
La parola «apocalisse» deriva dal greco apokalyptein, che significa «svelare, manifestare».
La parola «crisi» deriva dal greco krisis, che significa «scelta, decisione».
Nella nostra lingua, quindi, è inscritta l’idea che i disastri tendono a esporre quello che in precedenza era nascosto. Mentre la crisi del pianeta si dispiega in una seria di emergenze, le nostre decisioni riveleranno chi siamo.

Le nostre decisioni riveleranno chi siamo.
Tiè. Primo colpo, un bel diretto al volto.

Nel corso del tempo, le mie motivazioni sono cambiate – perché sono cambiate le informazioni a mia disposizione ma, soprattutto, perché è cambiata la mia vita. Come credo valga per la maggior parte delle persone, crescere ha fatto proliferare le mie identità. Il tempo stempera le dicotomie etiche e favorisce un maggiore apprezzamento di quella che potremmo definire la confusione della vita.

La confusione della vita. Cambia tutto intorno a te o sei tu che cambi? Di sicuro il proliferare delle identità rende benissimo l’idea.

Poi l’autore ci getta addosso qualche pagina di dati, breve e concisa, cose che sai o immagini, dati scientifici e considerazioni su questi. Fantasticamente organizzate sono perfette per essere un approccio anche didattico a quello che sta accadendo e a quello che possiamo fare nel nostro piccolo.

Per esempio:

Cambiare il nostro modo di mangiare non sarà sufficiente di per sé a salvare il pianeta, ma non possiamo salvare il pianeta senza cambiare il nostro modo di mangiare.
[…]
Le quattro cose di maggiore impatto che un individuo può fare per contrastare il mutamento climatico sono: avere un’alimentazione a base vegetale, evitare di viaggiare in aereo, vivere senza macchina e fare meno figli.

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stralcio da ‘Non tutte le azioni sono uguali’ pagina 111

Dopodiché ingaggia un dialogo con se stesso, un balletto in bilico con l’assurdo che accompagna tutti noi. Lo fa da maestro quale è. Dall’Olocausto all’Antropocene passando dentro di sé.
Forse la parte del libro che ho amato di più ma che non esisterebbe, non si sosterrebbe senza tutto il resto del volume.

E dobbiamo renderci conto che il cambiamento è inevitabile. Possiamo scegliere di fare dei cambiamenti oppure possiamo subire altri cambiamenti – migrazioni di massa, malattie, conflitti armati, una qualità della vita nettamente inferiore –, ma non c’è futuro senza cambiamenti. Il lusso di scegliere quali cambiamenti preferiamo ha una data di scadenza.

Qualche pagina ancora e Foer ritorna a parlare con gli altri, con te, abbandona il dialogo a due e attacca ancora. Uppercut.

Nessuno se non noi distruggerà la Terra e nessuno se non noi la salverà. Le condizioni più disperate possono innescare le azioni più cariche di speranza. Abbiamo trovato il modo di riportare la vita sulla Terra dopo un collasso totale, perché abbiamo trovato il modo di provocare un collasso totale della vita sulla Terra. Noi siamo il Diluvio e noi siamo l’Arca.
[…] esistono sistemi potenti – il capitalismo, l’allevamento industriale, il comparto dei combustibili fossili – che sono difficili da smantellare. Nessun singolo automobilista è in grado di provocare un ingorgo. Ma un ingorgo non può verificarsi senza i singoli automobilisti. Siamo bloccati nel traffico perché il traffico siamo noi. Il modo in cui viviamo le nostre vite, le azioni che facciamo e non facciamo, possono alimentare i problemi sistemici ma posso anche cambiarli […]

E prima di volgere al termine continua a menar colpi come un pugile di carriera:

Tanto le azioni macro quante quelle micro hanno un potere […] è immorale liquidare l’una o l’altra e proclamare che siccome non si può ottenere il massimo non si deve tentare di arrivare al minimo.
Sì, servono cambiamenti strutturali, serve una transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili a livello globale. Serve imporre qualcosa di simile a una carbon tax, introdurre l’obbligo di indicare sulle etichette l’impatto ambientale dei prodotti, sostituire la plastica con soluzioni sostenibili, costruire città a misura di pedone. Servono strutture che ci spingano verso scelte che già vogliamo fare. Serve affrontare in modo etico il rapporto tra l’Occidente e il Sud del mondo. Potrebbe persino servire una rivoluzione politica. Questi cambiamenti esigono passaggi che gli individui non sono in grado di attuare da soli. Ma a parte il fatto che le rivoluzioni collettive sono fatte dagli individui, guidate da individui e rafforzate da migliaia di rivoluzioni individuali, non avremo nessuna possibilità di raggiungere l’obbiettivo di contenere la distruzione ambientale se gli individui non prenderanno l’individualissima decisione di mangiare in modo diverso. È senza dubbio vero che la decisione di un singolo di passare a un’alimentazione a base vegetale non cambierà il mondo, ma è altrettanto vero che la somma di milioni di decisioni analoghe lo cambierà.

Tieni presente che Foer teorizza non un passaggio ad alimentazione vegetale tout court bensì una riduzione della presenza di prodotti di origine animale nei menù giornalieri alla sola cena.
Sostiene anche che:

[…] le scelte alimentari sono contagi sociali, influenzano sempre le persone che ci circondano: i supermercati tracciano ogni prodotto venduto, i ristoranti adeguano i loro menu alla domanda, i servizi di ristorazione guardano cosa viene buttano e noi ordiniamo «quello che ha preso lei». Mangiamo come famiglie, comunità, nazione e sempre più come pianeta. Le scelte di consumo individuali possono attivare una « complessa dinamica ricorsiva» – un’azione collettiva – che si rivela produttiva, non paralizzante.

A pagina 230/231 ti ficca gli ultimi colpi bassi, ammesso che tu non sia già crollato come un castello di carte e stia già facendo l’inventario dei pezzi per cercare una qualche possibilità di ricostruzione.

Qualche volta sento già la mancanza di quello che non ho ancora perso, come se il mio sguardo trapassasse il capolavoro e fissasse la parete vuota dietro.
[…]
Dobbiamo decidere cosa crescerà al nostro posto – dobbiamo seminare il nostro atto di riparazione, o di vendetta.Le nostre decisioni non determineranno solo il giudizio che le future generazione daranno di noi, ma addirittura se esisteranno per darne uno.

 

Il libro si conclude a pagina 250 lasciandoti steso, ma consapevole e pronto a prendere le decisioni e finalmente, fare delle scelte, che non saranno sufficienti ma senza le quali non potrai nemmeno dire di averci tentato.

Un saggio bellissimo, leggibile con semplicità ma estremamente profondo, di quella profondità che ti colpisce molto forte e incredibilmente vicino.
Non posso che consigliare di leggerlo, farlo leggere, portarlo nelle scuole, regalarlo a Natale, lasciarlo nei punti di Bookcrossing e non so più che dire ancora.

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Paolo Giordano dialoga con Jonathan Safran Foer, incontro del 10 Settembre 2019 a Torino

Foer è stato a Torino qualche tempo fa, io c’ero, mi sono emozionata nel vedere quanto simile a come lo immaginavo in realtà sia. Quanta forza e quanta bellezza racchiuse in questo piccolo, ma grandissimo, uomo. Un uomo capace di emozionarsi parlando di una coppia di suoi lettori, un uomo capace di scherzare davanti a una platea intera senza mai perdere l’aplomb. Un uomo capace di firmare libri per tutti, fino a fare venire notte, senza dimenticare nessuno.

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La sala della Cavallerizza Reale al termine dell’incontro del ciclo ‘aspettando il salone’ tenutosi a Torino il 10 Settembre 2019 (video dell’incontro QUI)

Se avremo altre generazioni di esseri umani su questa terra, se sopravviveremo come specie, spero tanto, davvero tanto che siano un po’ come Foer.
E siano in grado di scrivere libri come i suoi. Come questo.
Leggilo.
Ti prego, leggilo. Ti resterà dentro e magari sarai diverso da prima, migliore magari.

Pubblicato in: segnalazioni, Uscite Mensili

Segnalazione: La memoria di Babel, Christelle Dabos

Con grande emozione, e in totale fibrillazione, vi segnaliamo che oggi è in uscita il terzo volume della saga fantasy L’attraversaspecchi, edita dalla casa editrice Edizioni E/O.
Non vediamo l’ora di averlo tra le grinfie!

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Quarta di copertina: Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn? Nel terzo volume della saga Christelle Dabos ci fa esplorare la meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile, chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.


Dicono dell’autrice.

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Christella Dabos, classe 1980, originaria della Costa Azzurra, è una scrittrice francese.
E’ cresciuta a Cannes in una famiglia di musicisti ed artisti. Ha iniziato a scrivere le sue prima storie all’università. Si è specializzata come bibliotecaria e si è unita ad una comunità, la Silver Plum, di scrittori su internet. Dal 2005, vive e lavora in Belgio.

Pubblicato in: Senza categoria

Segnalazione: Ti regalo le stelle, Jojo Moyes

Segnaliamo l’uscita oggi di una stella del nostro personale firmamento di autrici.
Jojo Moyes è tornata signore e signori.
Non aspettavamo altro. Stiamo per buttarci in libreria pregando di trovare ancora una copia.
A leggere la quarta di copertina sembra una bomba assoluta. Voglio dire, tratto da una storia vera di donne libere e creatrici di una biblioteca ambulante a cavallo.
Cosa possiamo volere di più?

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Quarta di copertina: 1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte. La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O’Hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tantomeno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della WPA Packhorse Library. Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre. Ispirato a una storia vera, “Ti regalo le stelle” è una dichiarazione d’amore per la lettura e i libri.


Dicono dell’autrice: Pauline Sara Jo “Jojo” Moyes (Londra, 4 agosto 1969) è una scrittrice, sceneggiatrice e giornalista inglese, due volte vincitrice del premio RomanticNovel of the Year Award da parte della RoJojo Moyesmantic Novelists’ Association.

Ha lavorato come giornalista per dieci anni all’”Independent” prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Con Io prima di te (2013), da cui è stato tratto un film di grandissimo successo nel 2016, e Dopo di te (2016) è diventata una delle scrittrici più affermate al mondo. È tradotta in quaranta paesi e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche. Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi, tra cui Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015. L’autrice vive nell’Essex con il marito e tre figli.