Ti regalo le stelle – Jojo Moyes

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Casa Editrice: Mondadori
Prezzo: € 19.00
Pagine: 408 pagine
Data di uscita: 8 ottobre 2019
Valutazione: ✓✐✐✐✐ ✐

Quarta di copertina: 1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte. La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O’Hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tantomeno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della WPA Packhorse Library. Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre.


Dicono dell’autrice: Jojo Moyes è nata e cresciuta a Londra.
Ha lavorato come giornalista per dieci anni all'”Independent” prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Con Io prima di te (2013), da cui è stato tratto un film di grandissimo successo nel 2016, e Dopo di te (2016) è diventata una delle scrittrici più affermate al mondo. È tradotta in quaranta paesi e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche. Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi, tra cui Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015. L’autrice vive nell’Essex con il marito e tre figli.


Cosa ne pensiamo noi:

Quanto ci è mancata Jojo Moyes? Tanto, veramente tanto.
Dopo un lungo anno è tornata, chi ci segue sa quanto noi Bistrotte amiamo questa scrittrice e senza ombra di dubbio potremmo leggere la sua lista della spesa ed essere felici ugualmente.
Concentriamoci però sul romanzo, uno dei migliori che abbia scritto fino ad ora, a nostro avviso.

Le ragazze e le donne di Jojo sono stratosferiche: protagoniste indiscusse, personaggi sempre tratteggiati alla perfezione che rendono giustizia alla complessità reale dell’ immenso universo femminile.
Stavolta però si è superata, scrivendo un libro coraggioso.
L’autrice ha ricamato una narrazione inventata su ispirazione di una realtà storica realmente esistita tra il 1935 e il 1943.
Mi spiego meglio: durante la grande depressione, in Kentucky, il Pack Horse Library Project, le cui impiegate erano soprattutto donne, consegnava i libri in regioni remote dei Monti Appalachi. Facevano arrivare i volumi presso le fattorie, le scuole, le case più lontane e difficilmente raggiungibili. A dorso di cavallo o di mulo hanno alimentato le zone rurali e geograficamente inaccessibili con libri e cultura.
Teniamo presente che, soprattutto fuori dalle grandi città cosmopolite, vigeva una stretta segregazione razziale e il genere femminile era ancora relegato a ‘angelo del focolare’.

La condizione della donna viene trattato con il giusto piglio, lo stesso della nostra beniamina del libro, il personaggio più bello di tutti: Margery O`Hare.
Possiamo solo immaginare la faccia dell’agente della Moyes alla notizia che l’autrice avrebbe raccontato la storia di alcune donne bibliotecarie a cavallo nel periodo della grande depressione americana.
Eppure l’ha fatto, signori.
E’ anche vero, rispetto allo straordinario successo che accoglie ogni suo lavoro, il fatto che può permetterselo. Ha venduto oltre 30 milioni di copie in quaranta paesi.
Cifre non proprio piccole.
Ci tengo, inoltre, a sottolineare: non è sempre detto che un’autrice di bestseller, come la Moyes, decida di ‘lanciarsi’ in storie che non sono quello che i lettori si aspettano.
Di solito i suoi libri si divorano in pochi veloci morsi affamati, la campionessa delle emozioni
lavora così.
Di solito.

Questo romanzo invece parte in sordina e la prima parte introduttiva appare quasi una sorta di deterrente per i lettori meno tenaci, se non si supera quel primo morso amarognolo non si può arrivare al goloso ripieno.
Perdonatemi le metafore culinarie, sto scrivendo ed è ora della merenda.

Ho accennato alla preferita Margery ma, tra i personaggi, non c’è nessuno che non sia degno di nota: sono tratteggiati alla perfezione, come sempre del resto, e anche gli antagonisti sono interessanti, anche se qualche volta cadono nello stereotipo.
La verità è che talvolta lo stereotipo rappresenta in maniera piuttosto fedele la realtà, ammettiamolo.

Ma qui si parla di romanzo, non di realtà, si potrebbe obiettare. Ebbene, quel fondo di realtà di cui si parlava all’inizio è sempre presente. Fatti reali di ispirazione, luoghi reali, personaggi e storie inventate.
Non mi sembra il caso di svelare troppo sulla trama, basti sapere che la Moyes il vizio dei colpi di scena non l’ha ancora perso. Anzi.
L’artista delle emozioni vi farà ballare, se solo gliene darete la possibilità.
Seguirete una Alice, inglese, carina e tanto ‘perbene’ nel suo viaggio dalla natia Inghilterra lontano dalle meraviglie ma vicino alla realtà di un paese fatto di persone dal cuore grande e persone con il cuore nero, con tutte le sfumature che possiate immaginare in mezzo.
Al seguito di un uomo che scoprirà presto di non amare Alice si troverà catapultata nell’America più lontana dalle luci dei grattacieli che sognava dal Surrey, ben dentro il profondo bigottismo per scoprire se stessa e la sua vera anima a dorso di un mulo trasportando libri in mezzo a monti scoscesi e valli remote.

Giungerete forse, ne sono certa, ad affezionarvi alla cittadina ed ai suoi abitanti, ad Alice, Margery e le altre. Alla fine lasciare il Kentucky vi sembrerà difficile.

Non resterà che attendere il prossimo lavoro della Moyes per farsi di nuovo trasportare.


Recensione a cura di Bianca Casale