Quarta di copertina: Quando Levi, una sottostimata giornalista, viene incaricata di intervistare una ragazza in stato confusionale, non può immaginare che la sua vita da quel momento cambierà per sempre. La sconosciuta le dice infatti di essere una venusiana e di avere preso possesso del corpo di Olivia Favre; qualcosa nel viaggio spaziale però è andato storto e l’aliena non ricorda neanche il perché sia sulla Terra. In un mondo devastato dai cambiamenti climatici, con l’umanità costretta a vivere in grandi megalopoli protette da enormi cupole e sempre più incattivita verso le minoranze, Levi si ritroverà suo malgrado a dover aiutare Olivia e a lottare con tutta se stessa per la sua libertà e per i diritti del popolo intero.
Chi è Maria Cristina Benfenati?
Nata a Ferrara il 17 Dicembre 1989, diplomata in lingue, ha vissuto in varie città, spostandosi anche all’estero. Attualmente abita a Milano dove ha frequentato diversi corsi di scrittura, fra cui quello della Scuola Civica “Paolo Grassi” e della Scuola “Alexandre Dumas”. Ha collaborato con la piattaforma “Gli Ascoltabili” nelle serie “Destini Incrociati” e “Demoni Urbani”, ora è autrice e produttrice del podcast horror “Una Creepypasta per Mr. Awful”.
Quarta di copertina: La vita monotona di Montecastello, piccolo paese dell’Appennino centrale, viene interrotta dall’arrivo di tre forestieri: Claudia Resegoni, un’ereditiera ormai in fallimento cui è rimasta solo un’oscura magione in quel borgo; Marta Orsini, un’ambiziosa archeologa in cerca del colpo grosso in carriera, e Raul Marino, un ispettore del Corpo Forestale dello Stato che si è fatto trasferire da Milano troppo in fretta. Ognuno con propri obiettivi e speranze, e nessuno consapevole di cosa si celi davvero in quella località, i tre protagonisti si andranno presto a scontrare con un atipico folclore locale che pulsa nel profondo del bosco, dove pare ci siano delle misteriose rovine risalenti alla civiltà etrusca. Un thriller in cui si confonderanno presto i ruoli di buoni e cattivi, e in cui chi sopravvive non è necessariamente il vincitore.
Chi è Enzo Milano?
Enzo Milano nasce a Milano nel 1979 e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di narrativa di genere. è stato pubblicato da case editrici quali Armando Curcio Editore, Eterea Comics&Books, Edizioni XII, dBooks ed Edizioni Imperium, oltre che in riviste e antologie. Nel 2012 ha vinto il Premio di Letteratura Fantascientifica “Kataris”, mentre nel 2011 e nel 2013 è stato segnalato nei concorsi letterari “Una penna per Poe” e “Popoli Fantastici”. Tuchulcha è il primo romanzo pubblicato con Edikit.
Maggio arriva e insieme alle temperature in aumento porta con sé un bel po’ di uscite libresche. Maggio è il mese del Salone internazionale del libro di Torino, accredito già nelle nostre caselle mail e sorriso di ordinanza già sul nostro muso. Il Salone è finalmente tornato alle sue date classiche (anche se con qualche giorno di spostamento dal solito per via dell’Eurovision a Torino) ed ha un programma da sballo. Insomma, cosa potremmo trovare di interessante tra le novità?
Newton Compton Editore, 2 Maggio
Quarta di copertina: Alicia Garcia e Anderson Douglas provengono da due mondi assolutamente diversi, eppure il loro primo incontro – durante una serata di gala – è destinato a rimanere memorabile. Anderson, rampollo di una potente famiglia della Georgia, è tornato ad Atlanta per presiedere una raccolta fondi al posto del nonno, senatore da decenni, ma al momento fuori gioco per un problema di salute. Alicia invece si è “infiltrata” alla festa per carpire qualche segreto sulla fazione politica avversa. Sulla carta Anderson e Alicia non hanno nulla in comune, anzi, sono dichiaratamente nemici. Eppure le loro strade sembrano destinate a incrociarsi in molte altre occasioni. E se alla fine scoprissero che le loro idee non sono così distanti, almeno non su tutto? Diversi in tutto, quasi “nemici”. Pronti a darsi battaglia, se necessario. Eppure qualcosa di profondo li unisce.
Quarta di copertina: Segreti. Tradimenti. Potere. Benvenuti nella Società Alessandrina. «Cos’altro se non la morte potrebbe conferire una tale vita alla conoscenza che proteggiamo?» Ogni dieci anni, ai sei maghi più talentuosi in circolazione viene offerta la possibilità di conquistarsi un posto nella Società Alessandrina, l’istituzione più segreta ed esclusiva del mondo, che garantirà loro potere e prestigio oltre ogni limite. In occasione della nuova iniziazione, il misterioso Atlas Blakely sceglie: Libby Rhodes e Nico de Varona, due fisicisti che controllano gli elementi e sono in competizione da tempo immemore; Reina Mori, una naturalista che comprende il linguaggio della vita stessa; Parisa Kamali, una telepatica per cui la mente non conosce segreti; Callum Nova, un empatico in grado di far fare agli altri qualunque cosa; e Tristan Caine, capace di smascherare qualsiasi illusione. Ciascuno dei prescelti dovrà dimostrare di meritare l’accesso alla Società e lottare con tutte le sue forze per ottenerlo, sebbene ciò significhi stringere alleanze con i nemici giurati e tradire gli amici più fidati. Perché, anche se i candidati straordinari sono sei, i posti nella Società sono solo cinque. E nessuno vuole essere eliminato.
Quarta di copertina: Torino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su «Saturnalia», la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosa – re dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L’entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d’albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c’è anche qualcosa che inizia in quell’esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un’esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell’incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l’abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l’adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l’inevitabile.
Quarta di copertina: Bix Bouton è assurto a “semidio della tecnologia” grazie allo straordinario successo della sua società, Mandala. Bix ha quarant’anni ed è alla disperata ricerca di una nuova idea, quando s’imbatte in una discussione in cui si parla di download o dell'”esternalizzazione” della memoria. È il 2010. Nel giro di un decennio la nuova tecnologia di Bix, “Riprenditi l’Inconscio”, che ti consente di accedere a qualsiasi ricordo tu abbia mai avuto e di condividerlo in cambio dell’accesso ai ricordi degli altri, ha sedotto moltitudini. Ma non tutti. Attraverso una serie di affascinanti narrazioni a incastro, Egan mette in luce le conseguenze di “Riprenditi l’Inconscio” illustrando le vite di diversi personaggi i cui percorsi si intersecano nel corso dei decenni. “La casa di marzapane” non è solo intellettualmente folgorante, ma è anche una testimonianza della straordinaria tenacia dell’aspirazione umana ai rapporti autentici, all’amore. Nello spettacolare mondo dell’immaginazione dell’autrice, ci sono i “contatori” (che tracciano e sfruttano i desideri) e ci sono gli “elusori” (che hanno capito quanto costi dare un morso alla casa di marzapane). Se “Il tempo è un bastardo” era stato organizzato come un concept album, “La casa di marzapan” adotta la poetica della Electronic Dance Music, e richiama anche giochi, portali e mondi alternativi dando spesso l’impressione di muoversi tra le dimensioni di un gioco di ruolo. “La casa di marzapane” è una sorta di sequel de “Il tempo è un bastardo”, di cui riprende alcuni personaggi, alcuni punti della trama e la polifonicità ipnotica e meravigliosa degli stili. È un romanzo elettrizzante e commovente che ci parla di noi oggi, della ricerca di autenticità e significato in un mondo dove ricordi e identità non sono più privati e dove le nuove tecnologie aprono continuamente ulteriori, inquietanti scenari. Un libro selvaggiamente ambizioso per i temi che tratta e per il modo in cui li tratta.
Quarta di copertina: Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L’inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L’aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c’è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.
Quarta di copertina: L’improvvisa morte di Charlie Cavendish, nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come un tragico incidente. Ma la polizia non può escludere che si tratti di un crimine e il caso richiede il ritorno in servizio dell’ispettore Jazmine “Jazz” Hunter. Jazz ha le sue ragioni per aver abbandonato la carriera nella polizia di Londra e accetta con riluttanza di occuparsi dell’indagine come favore al suo vecchio capo. Quando uno dei professori viene trovato morto e poco dopo un alunno scompare, è chiaro che la vicenda sia molto più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio. Intrighi familiari, tradimenti e vendette: sono tanti i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House e alcuni attendono di venire alla luce da tempo.
“Il primo capitolo è fondamentale, Marcus. Se ai lettori non piace, non leggono il resto del libro. Tu come intendi cominciare?” “Non lo so, Harry. Pensi che un giorno ci riuscirò?” “A fare cosa?” “A scrivere un libro.” “Ne sono certo.”
Sono passati dieci anni dall’uscita del romanzo ‘La verità sul caso Harry Quebert‘ (titolo originale dell’opera La Vérité sur l’affaire Harry Quebert), edito da Bompiani. A fine maggio esce ‘Il caso Alaska Sanders‘ continuazione del romanzo che ha fatto parlare di sé per parecchio tempo. In occasione dell’uscita l’autore Joël Dicker, svizzero classe ’85, parteciperà al Salone Internazionale del Libro. Nel 2012 è stato insignito dei premi Goncourt des lycéens e Grand Prix du roman de l’Académie française ed è considerato uno dei più promettenti scrittori degli ultimi tempi. Mica male, non credete? Apprezzatissimo ‘La verità sul caso Harry Quebert’ ha ricevuto numerosi premi in Francia, è stato tradotto in 33 lingue ed è considerato un best seller in Europa. In Italia è rimasto nella classifica della top 10 per diverse settimane. A detta di alcuni lettori che hanno letto il romanzo sembra ci siano diversi riferimenti: il primo è un omaggio verso Philiph Roth con il suo ‘La macchia umana‘ ed il secondo si pensa essere un riferimento a Lolita di Vladimir Nabokov per la storia proibita con una minorenne. La scomparsa di una ragazzina invece ricorda la serie tv ‘I segreti di Twin Peaks‘. Parlando di serie tv l’autore ha raccontato in un’intervista che mirava, con questo romanzo, ad ottenere lo stesso effetto che la serie TV Homeland ha avuto su di lui. “Vedi una puntata, poi un’altra, poi cominci a fare delle stupidaggini tipo vederne quattro di fila di notte così il giorno dopo non riesci a lavorare“
Romanzo che non si riesce a mettere giù, a lasciare. La lettura è veloce, quasi famelica, con colpi di scena che tengono sulle spine il lettore per tutta la durata delle settecentosettantanove pagine, almeno così dicono alcuni. La numerazione dei capitoli è particolare perché è invertita: si parte dal capitolo 31 e si scende tipo ‘conto alla rovescia’. All’interno del romanzo vi è una piccola guida per chi vuole diventare uno scrittore (i due protagonisti sono due scrittori), infatti all’inizio di ogni capitolo ha come inizio uno scambio di battute sull’arte della scrittura tra Harry Quebert e Marcus Goldman. Su questo bestseller ci sono pareri discordanti: c’è chi l’ha divorato e chi invece l’ha abbandonato. Noi non abbiamo ancora avuto modo di leggerlo, ma il libro è stato preso in prestito da una santa biblioteca ed è salito subito in classifica nella lista dei libri da leggere. Vi assicuriamo che è davvero un bel tomo.
Esiste anche una miniserie statunitense del 2018 tratta dall’omonimo romanzo di Dicker diretta da Jean-Jacques Annaud. Composta da 10 episodi della durata di 45 minuti ciascuna. Nel ruolo di uno dei protagonisti abbiamo Patrick Dempsey (compianto Dott. Derek Shepard di Grey’s Anatomy) nel ruolo di Harry Quebert.
Chiudo gli occhi. E penso alla cassetta di Dirty Dancing. “Nessuno può mettere Baby in un angolo”. E lei con sicurezza si alza e fa vedere a tutti di che pasta è fatta, anche se è bruttina e ha il nasone. La rivincita delle pseudozitelle.
Quarta di copertina: Trent’anni passati da un po’, single (non per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come “tagliatore di teste”. Insomma: non ce n’è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l’astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una “vera” lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l’anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda.
Due edizioni in meno di 5 giorni ed è arrivato subito in classifica: un caso editoriale straordinario. I diritti di questo romanzo sono stati venduti in 15 paesi prima ancora che venisse pubblicato in Italia. ‘Guida astrologica per cuori infranti‘ racconta con pungente ironia ed estro i successi e i disastri di una donna piena di vita, di contraddizioni, di speranze e che come spirito guida ha lo Zodiaco. Perché anche se non crediamo nelle stelle, non possiamo fare a meno di guardarle (o di leggere gli oroscopi). Dopo un successo letterario del genere, potevamo aspettarci che il Sig. Netflix ne tirasse fuori una serie tv, ed infatti: così è stato. E ci ha visto giusto anche questa volta. Avevate dubbi? Noi, ovviamente no.
“Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno.”
C’è chi guarda l’oroscopo tutte le mattine e chi mente. Anche se non credete nei segni zodiacali e pensate che sia una boiata immane perdere tempo a leggere l’oroscopo non potrete fare a meno le guardare questa serie tv e vedere cosa si ha da dire sul vostro segno zodiacale. Prodotta da Italian International Film, a metà tra Bridget Jones e New Girl, ‘Guida Astrologica per cuori infranti’ ci ha tutti convinti fin dal primo minuto. Diventata una di quelle serie da vedere per poter staccare un po’ la testa e stata creata da Michela Andreozzi e Bindu De Stoppani. Viene considerata un piccolo gioiellino della televisione italiana e le fantastiche riprese di una splendida Torino valgono metà della serie. Divertente e carina, senza grandi pretese, la serie tv conta ben 2 stagioni suddivise in 6 puntate, da 35 minuti ciascuna, chiamate (che ve lo dico a fare?) come i segni dello Zodiaco. E comunque ve lo diciamo, no more Saturno contro. Ci sono buone speranze, in questo 2022, che una gioia arrivi per tutti.
Quarta di copertina: Gloria e Maia non potrebbero essere più diverse. La prima è un’influencer di appena diciotto anni che, a una prima occhiata, dalla vita ha avuto tutto quello che si può desiderare: successo, adorazione, soldi. La seconda, dopo la scomparsa della sorella minore, ha abbandonato gli studi, fa la barista ed è invischiata in una relazione disfunzionale. Spinta da una confusa ricerca di senso e indipendenza, Maia inizia a lavorare per Gloria e a esplorare le pieghe del mercato degli influencer, dove nulla è ciò che sembra. Maia e Gloria instaurano un rapporto intenso e complicato, che rende possibile a entrambe guardarsi con occhi nuovi: Maia esplora il senso di colpa e il significato del trauma, Gloria si scontra con ciò che ha sempre pensato di volere, e con la costruzione identitaria che le è stata negata nel momento in cui è diventata famosa. Amandosi sempre più intensamente, le due però non riconosceranno più cosa è dell’una e cosa dell’altra.
Chi è Irene Graziosi?
Irene Graziosi nasce a Roma nel 1991. Durante gli studi universitari inizia a scrivere. Scrive per varie riviste e scrive serie video, finché, nel 2018, non incontra Sofia Viscardi. Insieme fondano il progetto Venti, di cui Graziosi è attualmente autrice e responsabile editoriale. Il profilo dell’altra è il suo primo romanzo.
Quarta di copertina: Chi l’ha detto che, dopo i trent’anni, gli uomini non hanno paura di restare single? E che l’orologio biologico esiste solo per le donne? Cesare, maestro elementare napoletano, ha le idee confuse sull’amore. Tanto romantico quanto cervellotico, si nasconde dietro teorie improbabili e comici segni del destino, ma in realtà soffre per un passato di storie sbagliate, incontri surreali, colpi di fulmine e bruschi risvegli, mentre i suoi amici sembrano aver capito tutto prima di lui. A trentacinque anni, Cesare è rimasto l’ultimo single del gruppo e non sa più cosa farsene della sua libertà. Vive con il gatto Thiago, gira per la città sulla sua Vespa, ha un discreto successo con le ragazze, eppure sempre più spesso la notte torna a casa da solo, con un peso sul cuore. Quando il suo amico Sandro, prossimo alle nozze, gli consegna l’invito con un + 1 che campeggia beffardo accanto al suo nome, Cesare decide di raccogliere la sfida: ha sei mesi per arrivare al ricevimento con una fidanzata. Ma come trovare finalmente la persona giusta? Marco Marsullo si fa portavoce della sua generazione e racconta le relazioni dal punto di vista dei maschi: le loro speranze, i loro desideri, ma anche le ombre, le fatiche, la paura di fallire. Rifuggendo dalle ipocrisie e dal lamento, costruisce un romanzo lucido e ironico, profondamente attuale. Uno spaccato tragicomico sull’affanno – e la meraviglia – di innamorarsi davvero.
Chi è Marco Marsullo?
Quarta di copertina: Marco Marsullo è nato a Napoli nel 1985. Nel 2009 esce il suo primo libro Ho Magalli in testa, ma non riesco adirlo (Nobus Edizioni), una raccolta di racconti dal tema surreale e grottesco. Nel 2013 pubblica il suo romanzo d’esordio Atletico Minaccia Football Club (Einaudi Stile Libero), che riceve nello stesso anno il Premio Hermann Geiger Opera prima. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache (Einaudi Stile Libero), Dio si è fermato a Buenos Aires (Laterza Editore), I miei genitori non hanno figli (Einaudi Stile Libero), Il tassista di Maradona (Rizzoli), Due come loro (Einaudi Stile Libero). Collabora come editorialista alla Gazzetta dello Sport.
Impossibile che non ne abbiate sentito parlare. C’è chi l’ha apprezzato e chi, al contrario, l’ha stroncato considerandolo un film non riuscito. E’ stato presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, ha ricevuto tre nomination all’Oscar come sceneggiatura non originale, attrice protagonista e attrice non protagonista ed è vincitore nella prima nomination. L’esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal, attrice di successo, è ora nelle sale italiane, distrubuito da BIM. Una pellicola che tratta di maternità e che non può essere assolutamente persa. Protagoniste una strepitosa Olivia Coleman (The Crown) e una ‘nerissima’ Dakota Johnson (L’assistente della star). Nel cast troviamo anche Peter Sarsgaard, compagno della regista, Ed Harris, la bravissima Jessie Buckley candidata all’ Oscar come miglior attrice non protagonista e la nostra Alba Rohrwacher in un piccolo ruolo voluto con forza dalla regista. Il film è già stato definito da Hollywood Reporter come uno dei migliori film dell’anno. E’ tratto dall’omonimo romanzo ‘La figlia oscura‘ di Elena Ferrante che ha richiesto come unica clausura a mettere su pellicola il suo romanzo che fosse diretto da una regista donna.
Quarta di copertina: Dopo lo straordinario successo mondiale dei Giorni dell’abbandono, Elena Ferrante scava, con un racconto avvincente, nei sentimenti contraddittori che ci legano oggi ai nostri figli. Leda è un’insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l’incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Con questo romanzo feroce e commovente Elena Ferrante racconta una nuova vicenda di donna, quotidiana e che tuttavia toglie il respiro.
Elena Ferrante, pseudonimo di una scrittrice italiana, è nata a Napoli, ma ha abbandonato presto la città natale per vivere all’estero. L’alone di mistero sul vero nome della scrittrice ha alimentato negli anni la curiosità nella comunità letteraria. Nel 2011 esce L’amica geniale ed è subito un grande successo a livello mondiale. Seguiranno successivamente Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta. Grazie a questa tetralogia la Ferrante entra nella cinquina dei finalisti del Premio Strega, nell’edizione 2015.
Nell’ormai lontano 31 luglio 2018 l’emittente televisiva americana a pagamento HBO (Home Box Office), il servizio televisivo americano più vecchio e longevo (Novembre 1972) in quel degli States, ha annunciato la produzione della serie tv ‘The Time Traveler’s Wife‘, basata sull’omonimo romanzo best seller di Audrey Niffenegger. HBO è produttrice di serie televisive di successo come Sex and the City, L’amica geniale, Games of Thrones ed Euphoria (giusto per citarne qualcuna…House of Dragon vi dice per caso qualcosa? Appunto.) e siamo quasi certe che non avrà sbagliato neanche questa volta. Il trailer della serie, in uscita a maggio, è stato diffuso da qualche settimana, ma ha già raggiunto 787.487 visualizzazioni sulla piattaforma YouTube. Scritta da Steven Moffat, sceneggiatore di serie del calibro di Sherlock e Doctor Who (ci pare d’intendere che è già esperto di viaggi del tempo), si dice entusiasta di questo nuovo prodotto, infatti dice:
Ciò che è elettrizzante dell’interazione tra viaggi nel tempo e storia d’amore, è che rende il fenomeno comune di un matrimonio completamente felice, di nuovo interessante. Le storie d’amore, o i film d’amore, tendenzialmente finisco all’altare.
Alla regia troviamo David Nutter, noto per aver girato episodi di serie di successo e molto conosciute come ad esempio Smallville, Supernatural, Roswell, Il trono di Spade, The Mentalist. The Time Traveler’s Wife avrà 6 episodi da 50 minuti ciascuno ed i protagonisti saranno Rose Leslie (la nostra amata Ygritte di Games of Thrones) nei panni di Clare Abshire e Theo James (il bel Quattro della saga Divergent e l’affascinante Sidney in Sandition) nei panni di Henry Detamble.
Nel lontano 2009 questo romanzo è stato già portato sul grande schermo dal regista tedesco Robert Schwentke, con protagonisti Rachel McAdams ed Eric Bana. La differenza sostanziale tra il film e la serie tv è proprio il punto di vista raccontato: infatti nella serie tv verrà raccontata la vita di coppia durante il matrimonio e si scenderà nello specifico sul dono (o maledizione?) del protagonista Henry. Non avendo ancora avuto modo di leggere il romanzo (non vi preoccupate l’ho già ordinato per poterlo leggere prima della serie tv), siamo davvero in trepidante attesa. L’aspettativa è davvero alta, lo ammettiamo, anche perché stiamo parlando di un colosso come HBO ed aspettarsi grandi cose da questa serie tv è quasi scontato.
Quarta di copertina: Clare incontra Henry per la prima volta quando ha sei anni e lui le appare come un adulto trentaseienne nel prato di casa. Lo incontra di nuovo quando lei ha vent’anni e lui ventotto. Sembra impossibile, ma è proprio così. Perché Henry DeTamble è il primo uomo affetto da cronoalterazione, uno strano disturbo per cui, a trentasei anni, comincia a viaggiare nel tempo. A volte sparisce per ritrovarsi catapultato nel suo passato o nel suo futuro. È così che incontra quella bambina destinata a diventare sua moglie quando di fatto l’ha già sposata, o sua figlia prima ancora che sia nata…
Chi è Audrey Niffenegger?
Audrey Niffenegger (South Haven, Michigan, 1963) artista visiva, insegna al Columbia College Chicago Center. Oltre al romanzo La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo (2005), bestseller internazionale che in Italia ha venduto decine di migliaia di copie ed è diventato anche un film, ha pubblicato le graphic novel The Three Incestuous Sisters (2005), The Adventuress (2006) e The Night Bookmobile (2010).
Ci sono delle volte in cui escono film tratti dai libri e lo scopri solamente quando guardi la suddetta trasposizione cinematografica, magari anni dopo. Il carizzimo Neflix, migliore amico di molti di noi, ha aggiunto al suo catalogo qualche anno fa Carrie Pilby, commedia drammatica del 2016 diretta da Susan Johnson e scritta da Dean Craig e Kara Holden. E indovinate un po’? Esatto: basato su un libro. In questo caso l’omonimo romanzo best seller (inutile dire messo nel carrello anche questo. Ciaone stipendio!) è ‘Lo strano mondo di Carrie Pilby’ di Lissner Caren. Sappiamo ben poco di questo romanzo, oltre a non essere così semplice da reperire. Sul sito dell’autrice è possibile leggere (in inglese) la novella, ecco il sito ufficiale della scrittrice. Vediamo nel dettaglio:
Quarta di copertina: Carrie Pilby non si sente o proprio agio da nessuna parte. Ha finito il college da poco, ha 19 anni, è un genio ed è convinta di essere circondata da esseri immorali, lascivi, ipocriti. L’unica persona che frequenta regolarmente è il suo analista, e quando questi se ne salta fuori con un piano a cinque punti per aiutarla a scoprire ‘gli aspetti positivi dell’interazione sociale’ Carrie, che preferirebbe starsene rintanata nel suo nido, è obbligata a guardare il mondo sotto una nuova luce.
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 9 settembre 2016. A novembre 2016, la The Orchard ha acquisito i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti. Il film è stato distribuito in edizione limitata il 31 marzo 2017, in sei sale, e poi è diventato disponibile tramite video on demand il 4 aprile 2017. E’ stato il film iTunes più visto nella categoria dei film indipendenti per le prime tre settimane dalla sua uscita, ha poi tenuto il terzo posto durante la quarta settimana. In Italia è appunto distribuito su Netflix.
Carrie Pilby è una bambina prodigio di 19 anni che vive da sola a New York City. È sempre la persona più intelligente nella stanza, ma è troppo infelice per godersela. Con difficoltà a interagire, ha difficoltà a frequentarsi e a fare amicizia, ma ha sempre qualcosa da dire. E mentre può analizzare tutto, indipendentemente dalla situazione, ha più difficoltà a capire se stessa. Carrie chiede al suo terapeuta, il dottor Petrov, in una sessione settimanale perché si pone così tanta enfasi sulla felicità. “Ci sono delle persone brillanti e infelici”. Ma il terapeuta, amico di lunga data del padre (assente e vedovo) di Carrie, è molto consapevole di quanto sia unica. Originaria di Londra, Carrie vive a New York da quando aveva 12 anni, quando sua madre è morta e ora da sola a Manhattan. Ha saltato tre classi, laureandosi all’Università di Harvard a 18 anni. Un anno dopo, lavora per uno studio legale come revisore di bozze su insistenza di suo padre, ma non ha davvero bisogno del lavoro. Carrie è chiaramente sola e si sente strana, nonostante le apparenze esteriori. Ha trascorso l’ultimo anno in gran parte nascondendosi nel suo appartamento e vedendo il dottor Petrov. Quindi, le crea una lista di cose da fare per aiutarla a uscire dal suo auto-isolamento, “Dai una possibilità all’umanità” e trova gioia nella sua vita: trova un lavoro. Farsi un amico. Prendi un animale domestico. Andare ad un appuntamento. Fai qualcosa che ti piaceva da bambino. Le sue avventure includono un appuntamento al buio con un ragazzo fidanzato, l’amicizia con un collega estroverso ma gentile e “il ragazzo della porta accanto”, che incontra mentre interpreta un didgeridoo nel vicolo dietro il loro condominio. Alla fine si conoscono attraverso una passeggiata in giro per la città. Occasionali flashback sulla sfortunata storia d’amore di Carrie con il suo professore di inglese quando aveva solo 16 anni. Queste scene serie aiutano a spiegare le sue contraddizioni: saggezza intellettuale oltre i suoi anni combinata con l’immaturità emotiva di un’adolescente. Quando Carrie inizia a completare l’elenco, le sue opinioni su sesso, romanticismo e mondo iniziano a cambiare, così come il modo in cui vede le relazioni e l’umanità.
L’avete visto? Avete letto il romanzo? Noi recuperemo al più presto! Non sia mai che ci perdiamo un pezzo per strada.
Chi è Lissner Caren?
Fin dal college, Caren ha lavorato come redattrice di giornali e reporter nel nord del New Jersey, coprendo storie e caratteristiche politiche cruente (e talvolta stravaganti). Ha anche pubblicato articoli seri sul New York Times, sull’Atlantic CityLab e sul Washington Post. Ha pubblicato satira sul Times , McSweeney’s, National Lampoon, la sezione “Funny Women” di Rumpus , Harper’s, il Philadelphia Inquirer, la rivista di ex studenti dell’Università della Pennsylvania e in altri ottimi punti vendita. Vedi i link intorno al sito. Caren è cresciuta a Freehold e Old Bridge, nel New Jersey, dove la storia e i misteri suburbani l’hanno ispirata a inventare storie. Si è laureata all’Università della Pennsylvania durante i ruggenti anni ’90 e si è trasferita nel nord del New Jersey. Ha co-ospitato “Tuesday Night Trivia” a Manhattan per cinque anni. Attualmente sta finendo un nuovo romanzo, oltre a un libro di memorie nerd.
Quel Sant Jordi prometteva di essere un giorno da cani. «Allora quasi quasi è meglio non mettere le bancarelle in strada.» «Nemmeno a parlarne. Don Miguel de Cervantes e il suo collega don William Shakespeare non sono morti tecnicamente lo stesso giorno, il 23 aprile, invano. Se sono schiattati entrambi con una tale precisione nella stessa giornata, noi librai non saremo da meno e non ci lasceremo intimorire. Oggi usciamo a unire libri e lettori anche se il generale Espartero ci bombarda dal castello di Montjuic.» «Almeno mi porterai una rosa?» – Il Labirinto degli spiriti, Zafón
Noi, abitanti della penisola a forma di stivale, abbiamo San Valentino il 14 febbraio con cuori e cioccolatini e c’è chi invece ha fiori e libri. Il giorno 23 Aprile, infatti, non è stato scelto a caso dall’UNESCO per festeggiare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, conosciuta anche come la Giornata del libro e delle rose, festeggiata in tutto il mondo con molti eventi e manifestazioni. La giornata è basata su una tradizione catalana: in questa data ricorre la festa di San Giorgio, patrono della splendida città di Barcellona e della Catalogna ed è considerato il giorno più romantico dell’anno. Ma per quale motivo si è scelto proprio questo giorno? Presto detto! Sono venuti a mancare nel 1616 (manco si fossero messi d’accordo) Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega considerati dei pilastri della cultura universale ed è per questo che si è scelto il 23 aprile. Istituita nel lontano 1996 nasce con l’obiettivo di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright.
La lettura ed i libri, rappresentato tutt’oggi uno strumento di conoscenza e di approfondimento e sono un prezioso mezzo d’informazione di apprendimento culturale. Sono indispensabili per poter superare incertezze e precarietà legate ad una società improntata sulla globalizzazione e sul cambiamento. Oltre a questo, è opinione di molti, considerare la lettura come un piacere ineguagliabile (anche gratuito se si utilizzano quei fantastici edifici chiamati che noi chiamiamo Biblioteche) capace di portarci in mondi, epoche e vite diverse e poterci dare la possibilità di avvicinarci ad esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo la nostra consapevolezza su quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico e la nostra personale conoscenza del suddetto cosmo.
Tutto parte da una tradizione di origine medievale: la leggenda vuole che sia stato proprio San Giorgio (Sant Jordi) il cavaliere che sconfisse il drago, salvando il popolo e la principessa minacciati dalla mostruosa creatura. Il sangue sgorgato dalle ferite fece fiorire immediatamente delle meravigliose rose rosse, una delle quali venne regalata da Sant Jordi alla principessa. In memoria di questo mitico accadimento, nel giorno dedicato a Sant Jordi – il 23 aprile, appunto – in Catalogna si festeggia regalando un libro e una rosa alla persona amata ed anche i librai donano un fiore, quel giorno, ai lettori per ogni libro comprato.
Photo credit: Casa Batllo, by Karen Matthews
A Barcellona la tradizionale passeggiata per le Ramblas che invade di banchetti pieni di libri e di rose era uno degli eventi più suggestivi dell’anno. Sempre durante la giornata camminando Lungo Passeig de Gràcia, oltre alle bancarelle di rose e di libri, si può ammirare quella meraviglia di Casa Batlló, il famoso capolavoro di Gaudì. La leggenda di Sant Jordi e il drago rivive sulla facciata dell’edificio con il dragone e con le rose intrecciate (Gaudì infatti si ispirò alla storia di Sant Jordi).
Con il coronavirus non è stato possibile festeggiare come si deve questa giornata, ma si spera che quest’anno sia possibile farlo con tutti i crismi.
C’è anche un libro ad hoc che parla proprio di questo giorno: Màrius Serra – Il romanzo di Sant Jordi
È il 23 di aprile, giornata mondiale del libro, celebrata gloriosamente a Barcellona. Dalle 5:55 alle 23:59, il tempo scorre in fretta, scandito da capitoli brevi e fulminanti. In un’atmosfera frenetica e festosa, tra banchetti di libri e di rose, maratone di lettura, dirette radiofoniche, feste alternative e feste ufficiali, seguiamo le mosse dell’assassino, di una giovanissima interprete spaesata, di un editore disincantato, di un appassionato di giochi che segue alla lettera gli insegnamenti dell’Uomo dei dadi di Luke Rhinehart, di uno scrittore che vede la trama del suo romanzo realizzarsi pericolosamente nella realtà. Si ride e si sorride parecchio, ma attenzione a non farci distrarre: come diceva Edgar Allan Poe, il posto migliore per nascondere qualcosa è in piena vista, e la soluzione del mistero potrebbe essere sotto il nostro naso… teniamo gli occhi aperti!
Riscaldamento globale, abuso dei combustibili fossili, effetto serra, buco nello strato di ozono, isole di plastica grandi come piccoli continenti, aria irrespirabile, migrazioni climatiche e poi ancora pandemia, guerra. Potremmo andare avanti per giorni a elencare e spiegare l’antropocene. Ma la giornata di oggi vuole essere anche uno stimolo per informarsi, per guardare alle buone pratiche che ciascuno di noi può mettere in atto per ridurre il proprio impatto e la propria impronta ecologica. Non nascondiamoci, certo che possiamo fare qualcosa. No, non tutto chiaramente, non molto in effetti, ma sarà meglio di niente o no? Oltre a votare persone sensate che facciano interventi veri e non fasulli green deal che cosa possiamo fare? Ciascuno di noi può fare qualcosa, le famose 3R sono ormai conosciute a tutti:
-Ridurre il consumo di beni e servizi, evitando sprechi e il ricorso a strumenti e attività molto inquinanti; -Riutilizzare i prodotti usati, imparando a ripararli, riadattarli, condividerli e rigenerarli; -Riciclare più materiali possibili tramite una raccolta differenziata ben fatta, così da trasformare uno scarto in risorsa (per esempio su questo, avete l'app Junker che vi aiuta a differenziare ogni singolo prodotto ed a gettarlo nell'apposito bidone dell'immondizia?).
Si potrebbe anche andare a calcolare la propria impronta con uno dei tanti tool possibili e gratuiti online, come quello del WWF. E in seguito cominciare, se non lo si è già fatto, a modificare le proprie abitudini personali e familiari nei seguenti ambiti:
- alimentazione; - mobilità; - consumo di elettricità; - gestione dei rifiuti.
Ma stiamo perdendo il focus… ritorniamo alla giornata di oggi e alla sua istituzione.
Da mezzo secolo si lotta per salvaguardare il nostro pianeta e la GMDT è considerata la più grande manifestazione ambientale del pianeta. Correva l’anno 1969, precisamente Ottobre, quando l’attivista per la pace e sostenitore per un mondo più green, John McConnell, durante la Conferenza UNESCO tenuta a San Francisco, propose di istituire una giornata dedicata alla bellezza del nostro Pianeta. Un invito a prendere consapevolezza del patrimonio che ci circonda che dev’essere protetto e tutelato. La proposta ottenne consensi e l’anno successivo, il 21 Marzo 1970, si celebrò proprio a San Francisco la prima giornata della Terra. Un mese dopo venne istituita dal senatore degli Stati Uniti Gaylord Nelson la Earth Day, la giornata della terra, voluta anche dal presidente John Fitzgerald Kennedy. L’evento, dal carattere ecologista, coinvolse esclusivamente gli Stati Uniti. A renderla una manifestazione internazionale fu Denis Hayes, primo coordinatore dell’Earth Day, che riuscì a far varcare i confini dell’evento, arrivando a coinvolgere più di 180 nazioni. Ad oggi, questa manifestazione coinvolge un miliardo di persone in ben 192 paesi. L’Earth Day prese definitivamente forma a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California. Questo disastro ambientale portò il senatore Nelson a decidere che fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico.
“Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.
Si può anche leggere tantissimo in merito, in molte forme differenti, saggi o romanzi e letteratura scientifica. In occasione di questa importante giornata vi consigliamo alcuni libri, alla nostra portata, che affrontano temi riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta.
#1
A un certo punto della loro storia gli esseri umani hanno iniziato a percepire di aver tragicamente incasinato la situazione climatica del proprio pianeta. «Ma come mai nessuno ci ha avvisati prima?» chiesero spaesati in coro, mentre gli scienziati che nell’ultimo secolo avevano cercato di dare l’allarme si accingevano a prendere la rincorsa per tirare ceffoni sul collo all’urlo di «kivemmurt’». Poi arrivò una ragazzina svedese di 15 anni, tale Greta Thunberg, che organizzò uno sciopero e divenne icona mondiale della lotta ai cambiamenti climatici. «Ma allora siete str…!» urlarono gli scienziati. Qualche scettico tra la popolazione si chiese: «Ma perché fanno parlare lei e non parlano mai gli scienziati? Ci dev’essere qualcosa sotto». «Ma allora siete proprio str…» riurlarono gli scienziati, per poi accasciarsi in posizione fetale e morire annegati nelle proprie lacrime. Come è evidente, gli esseri umani sono degli erotomani dell’autodistruzione. Del resto sono i rappresentanti di una specie megalomane che vanta l’invenzione della bretella e delle palline antistress con la faccia di Nicolas Cage, ma soprattutto che è riuscita in pochi secoli a mettere in atto una crisi climatica (quasi) irreversibile. Barbascura X, in questa commedia tragicomica, racconta con sarcasmo e irriverenza il disastro ambientale del nostro tempo attraverso gli occhi di Rino Bretella, l’ultimo malaugurato superstite umano, catapultato casualmente in un futuro molto lontano per un’anomalia spazio-temporale avvenuta nella sua cucina. Un libro che è la parodia di una specie, ma anche il suo manifesto autodistruttivo.
Nostra recensione. «Non voglio la vostra speranza. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in un’emergenza. Come se la vostra casa fosse in fiamme. Perché lo è.» Greta Thunberg ha parlato chiaro ai grandi del mondo e ha iniziato così la sua battaglia contro il cambiamento climatico, convinta che «nessuno è troppo piccolo per fare la differenza». Lo “sciopero della scuola per il clima” di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutta Europa centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #fridaysforfuture. Greta ha dato inizio a una rivoluzione che non pare destinata a fermarsi, una battaglia da combattere per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno. “La nostra casa è in fiamme” è la storia di Greta, dei suoi genitori e di sua sorella Beata, che come lei soffre della sindrome di Asperger. È il racconto delle grandi difficoltà di una famiglia svedese che si è trovata ad affrontare una crisi imminente, quella che ha travolto il nostro pianeta. È la presa di coscienza di come sia urgente agire ora, quando nove milioni di persone ogni anno muoiono per l’inquinamento. È il «grido d’aiuto» di una ragazzina che ha convinto la famiglia a cambiare vita e ora sta cercando di convincere il mondo intero.
Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».
L’ultima volta che Myra ha sentito la voce della sua primogenita, Row stava gridando. Le urla come una lama, mentre la bambina scalciando cercava di divincolarsi dalla stretta del padre che la trascinava su una barca. Poi, solo una scia d’acqua dove prima c’era la sua famiglia. Sono passati otto anni da allora e il mondo è completamente cambiato. Gli oceani si sono innalzati e hanno trasformato l’America in un arcipelago, i suoi abitanti rifugiati su pochi lembi di terra circondati da una distesa d’acqua. Bande di pirati infestano il mare in cerca di cibo e donne da usare per la riproduzione. C’è chi si allea per creare una nuova società e chi invece naviga in solitudine su imbarcazioni di risulta, tentando di sopravvivere. Indipendenti e fiere, Myra e la sua figlia minore Pearl, di otto anni, veleggiano sulla loro piccola barca, vivendo di pesca e baratto, dopo che la loro casa in Nebraska è stata sommersa, poco prima della nascita di Pearl. Myra non ha mai smesso di cercare la figlia perduta. Dentro il cuore e nell’anima sa che Row è ancora viva. E farà di tutto per trovarla. Finché un giorno, combattendo contro un pirata che sta cercando di rapire Pearl, Myra ritrova fra le sue mani un ciondolo appartenuto a Row, prova che la ragazza è sopravvissuta ma è in pericolo. Abbandonando la sua usuale cautela Myra decide di partire con Pearl verso nord. È un viaggio pericoloso, ma Myra non può fare altro, deve salvare la figlia perduta anche a costo di mettere a rischio la propria vita e quella di Pearl… Un romanzo d’esordio sul cambiamento climatico e uno sguardo pieno di forza ed evocativa immaginazione su quello che potrebbe essere il nostro futuro.
Quando fu inventata più di cento anni fa, la plastica fu presentata al mondo come il materiale delle meraviglie. In effetti, negli anni ha risolto moltissimi problemi. Ora, però, ce ne sta ponendo uno del tutto nuovo: il suo smaltimento. Nel 2050 si stima che negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Una minaccia concreta per la fauna marina e non solo. Le microplastiche ingerite dai pesci, infatti, possono risalire la catena alimentare fino a noi. È vitale, quindi, risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo. Subito. Martin Dorey, scrittore, surfista e fondatore del Beach Clean Network, ci spiega come fare. Grazie alle sue “soluzioni in 2 minuti”, facili accorgimenti da mettere in atto a casa e al lavoro, con i figli o fuori con gli amici, possiamo davvero cambiare le cose in meglio. Evitare l’uso di oggetti superflui come le cannucce, sostituire le posate usa e getta con quelle di metallo e i sacchetti della spesa con borse di cotone, optare per prodotti sfusi o con meno imballaggio, passare dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto… sono tante le azioni che, senza troppa fatica, riducono il consumo di plastica. Piccoli cambiamenti che possono davvero fare una grande differenza.