Saggio

Basta plastica – Martin Dorey

Immagine di Basta plastica

Titolo: Basta plastica – Cosa possiamo fare per fare davvero la differenza

Autori: Martin Dorey

Editore: Aboca Edizioni

Prezzo: 12,00 € cartaceo

Valutazione: ✓✐✐✐✐

Quarta di copertina: Quando fu inventata più di cento anni fa, la plastica fu presentata al mondo come il materiale delle meraviglie. In effetti, negli anni ha risolto moltissimi problemi. Ora, però, ce ne sta ponendo uno del tutto nuovo: il suo smaltimento.
Nel 2050 si stima che negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Una minaccia concreta per la fauna marina e non solo. Le microplastiche ingerite dai pesci, infatti, possono risalire la catena alimentare fino a noi. È vitale, quindi, risolvere il problema all’origine riducendo al minimo il suo consumo. Subito. Martin Dorey, scrittore, surfista e fondatore del Beach Clean Network, ci spiega come fare.
Grazie alle sue “soluzioni in 2 minuti”, facili accorgimenti da mettere in atto a casa e al lavoro, con i figli o fuori con gli amici, possiamo davvero cambiare le cose in meglio.
Evitare l’uso di oggetti superflui come le cannucce, sostituire le posate usa e getta con quelle di metallo e i sacchetti della spesa con borse di cotone, optare per prodotti sfusi o con meno imballaggio, passare dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto… sono tante le azioni che, senza troppa fatica, riducono il consumo di plastica. Piccoli cambiamenti che possono davvero fare una grande differenza.

Chi scrive: Martin Dorey  è ecologista e attivista, ha fondato il movimento #2minutebeachclean, per ripulire le spiagge dalla plastica. Vive sulle coste della Cornovaglia.

Recensione:
Tra il ricco bottino del Salone Internazionale del Libro 2019 c’è anche questo interessante libello, breve e piacevole, può essere una buona introduzione all’argomento oppure uno stimolo ulteriore per azioni modeste ma oltremodo importanti.

Una divulgazione di metodi ‘pratici’ sotto il cappello della #soluzionein2minuti.

beachclean logo

L’autore è il fondatore del Beach Clean Network ed inventore dell’hashtag #2minutebeachclean. Dietro quest’ultimo c’è l’idea di spronare un buon numero di persone a impiegare due minuti per ripulire le spiagge dai rifiuti.
Dal 2013 questa idea ha continuato a diffondersi con migliaia di persone aderenti. Si stima che ogni singola sessione da 2 minuti possa far raccogliere fino a 2 kg di rifiuti. Facile fare una stima della quantità totale recuperata grazie alle persone che hanno aderito. Tutto cominciato con 2 minuti.

“ormai siamo abituati a dare la plastica per scontata. Per noi è normale trovarla dappertutto. Purtroppo però, nessun rifiuto di plastica scomparirà mai. È venuto il momento di riflettere sulle conseguenze che derivano dall’adoperarne e buttarne via così tanta.
Comincia oggi a fare una prima cosa: pensa a tutta la plastica che usi, ogni giorno. Guardati attorno, quanta ne vedi?”

Qualcuno si chiede quale sia il problema della plastica:

“La plastica è un veleno, punto. Ad inizio novecento fu osannata come ‘il materiale delle meraviglie’ ma nel corso del tempo la nostra tendenza all’usa e getta e la nostra incapacità di gestire il riciclo e il riutilizzo ne ha fatto un vero e proprio incubo.
Rilascio di sostanze tossiche, microplastiche negli oceani, isole di plastica galleggianti sono solo ALCUNI dei problemi dell’utilizzo smodato di questo polimero derivato dai combustibili fossili.”

Combustibili fossili = animali morti centinaia di migliaia di anni fa decomposti in mancanza di ossigeno e sotto alta pressione. Beviamo in gusci di polimeri fatti dai dinosauri morti?
Messa così non è troppo allettante ma in linea di principio la risposta è sì.

Ma torniamo al punto di prima: Il problema plastica. Cosa possiamo fare noi per incentivare una riduzione dell’uso di questo materiale così difficile da gestire?

Risultati immagini per plastic ocean

Dorey fornisce moltissimi spunti di riflessione e successiva azione dietro all’assunto generale:

“Qualsiasi cosa tu faccia ha un effetto. Qualsiasi oggetto di plastica monouso che ti rifiuti di usare è un oggetto di plastica che non finirà nell’oceano. […]
Tutte le azioni si sommano. Per questa ragione sono convinto che possiamo cambiare il mondo, 2 minuti alla volta”.

E ancora:

“Dobbiamo tornare all’abc dell’economia: le leggi di mercato ci dicono che se smettiamo di comprare la plastica i produttori dovranno cambiare o rischieranno di fallire. Se un prodotto non rispecchia la tua etica non spenderci i tuoi soldi.
Vota con il portafogli.

Fondamentalmente il succo è: non comprare prodotti usa e getta in confezione plastica. Comprare meno plastica comporterà una riduzione dei rifiuti e una necessità da parte dei produttori nel trovare valide alternative.
Il libro prosegue con una secca batteria di capitoli dove si analizzano soluzioni pratiche per varie azioni da svolgere in diversi ambiti della vita quotidiana.
Un aspetto in particolare mi ha colpito perché banalissimo ma sinceramente non ci avevo mai pensato. I capi di abbigliamento sintetici di derivazione plastica perdono fibre durante i lavaggi in lavatrice e le fibre plastiche finiscono nei fiumi e poi nei mari.
Altra dannosissima, dannata, microplastica.

Ed ecco la forza di questo piccolo libro: in poche parole semplici, chiare e dirette arriva al dunque.
E anche quando pensavo di saperne già un po’ ecco apparire nuove informazioni.

5 concepts of zero wasteSe siete già degli esperti dello zero waste e del ‘riuso, riciclo e riduzione’ degli imballi plastici potete anche fare a meno di leggere questo libro. Per tutti gli altri lo consiglio come buona introduzione al tema o come primo approfondimento.
Le ultime pagine contengono una check-list di cose da fare, personalmente ne faccio già alcune da molto tempo e mi sforzerò di farne altre.
E voi?

Vi sentite pronti a cominciare? Pare che bastino 2 minuti.


A cura di Bianca Casale

 

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