Un plot twist (o colpo di scena) è una svolta inaspettata e improvvisa nella trama di film, libri o serie TV che ribalta la percezione degli eventi, cambiando direzione alla storia. È una tecnica narrativa utilizzata per stupire, mantenere alto l’interesse e spingere il pubblico a reinterpretare gli eventi precedenti.
Partiamo da qui per parlare del libro di Laura Fiamenghi, autrice che apprezziamo già da tempo grazie alla sua Trilogia degli Zendar. Partiamo proprio dal significato della locuzione inglese che è anche il titolo di questo romance: un colpo di scena, una svolta inaspettata.
La materia che compone questo libro è, prima di ogni altra cosa, l’intrattenimento. È un romanzo divertente, scanzonato e ironico al punto giusto. I due personaggi principali sono costruiti benissimo e, grazie al doppio punto di vista, riusciamo a capirli a fondo, seguendo l’evoluzione della storia e i moltissimi colpi di scena citati in precedenza.
Siamo a Bristol. Maggie Whitmore è un’editor affermata di una casa editrice che, da piccola realtà, sta diventando sempre più importante. Sembra tutto perfetto: lei è giovane, bella e intelligente, ma ha un “problema”. Ha 25 anni ed è ancora illibata; non ha ancora avuto un rapporto completo, insomma, è vergine. Questo le crea molto scompiglio perché, ogni volta che inizia una relazione, il lui di turno — arrivati al momento di avventurarsi “sotto la cintura” — all’avviso di lei sulla sua condizione, immancabilmente scappa a gambe levate.
Maggie trova la situazione così frustrante che, in una serata un po’ fuori controllo, decide di prenotare un incontro con un escort per risolvere questo stallo sessuale. Così conosce Dante, un ragazzo metà italiano e metà inglese dalla bellezza fuori dal comune. La serata sarà solo l’inizio, perché presto scopriremo che Dante, l’escort da 700 sterline a prestazione, in realtà è Horace Miller, e lo ritroveremo come nuovo collega nella casa editrice di Maggie.
Ovviamente l’incontro deve rimanere segreto, c’è la reputazione di entrambi in ballo, ma le cose si svilupperanno presto in questo office romance che non potrete posare fino all’ultima pagina. L’intreccio tra i due — con un Horace bellissimo e innamorato come mai prima, e lei così ritrosa da farti venire voglia di urlarle “ma sei scema, ragazza?” (sono certa che qualche lettrice lo abbia fatto) — è gestito in maniera magistrale.
Troviamo poi una serie di personaggi secondari talmente ben tratteggiati da sembrare di conoscerli da sempre. C’è anche una generosa dose di spicy ben scritto — ed è importante sottolineare il “ben scritto”. Tra complicazioni, plot twist e coincidenze, è una rom-com con i fiocchi.
Fatevi un regalo e leggete Plot twist. Laura Fiamenghi non solo scrive bene, i suoi romanzi sono sempre avvincenti e gradevoli sotto ogni punto di vista. La sua prosa non è mai ridondante; si percepisce un profondo e preciso lavoro di editing che spesso manca in romanzi più blasonati, talvolta ricchi di marketing ma poveri di contenuto. Qui no: abbiamo un romance onesto e divertente che mantiene esattamente ciò che promette.
Sarebbe un perfetto film; la sceneggiatura sarebbe praticamente già pronta tra dialoghi brillanti, ambientazioni romantiche e personaggi caratterizzati alla perfezione. Netflix, Prime, ci siete? Contattate questa autrice!
Ma per ora rimaniamo sul libro (autopubblicato, tra l’altro): ci ho passato ore leggere e spensierate e non posso che consigliarvi di recuperarlo il prima possibile.
🌷Office romance 🌷Forced proximity 🌷He falls first 🌷One night stand
Laura Fiamenghi, classe 1985, appassionata di Romance e Fantasy, per lei scrivere é regalare attimi di buon umore.
“La mia più grande soddisfazione é quando un lettore mi scrive e dice di essersi emozionato insieme ai miei personaggi, di aver pianto, di aver riso, immergendosi per qualche ora in un mondo che lo ha fatto sognare.”
Laureata in lingue e letterature straniere, abita a Brescia, pratica yoga e coltiva piante grasse. Ama l’Europa piena di leggende e tradizioni e visita costantemente castelli e dimore storiche che ispirino le location per i suoi libri.
Anche nota come ‘Alma Rose’ pseudonimo con cui scrive Contemporary Romance e Erotic Romance spassosissimi.
A volte le persone amate se ne vanno a metà della storia. A volte se ne vanno senza un saluto. E a volte rimangono nelle piccole cose. Nel ricordo di un musical. Nelle note di un profumo. Nel suono della pioggia, nella sete di avventura, nel desiderio di quello spazio liminale tra un terminal e l’altro.
The Seven Year Slip di Ashley Poston non è semplicemente una commedia romantica con un tocco di realismo magico, ma una vera e propria riflessione su come il dolore possa cristallizzare il tempo e su come, a volte, sia necessario un miracolo per ricominciare a respirare. La storia segue Clementine, una giovane donna che ha costruito la sua intera esistenza sulla precisione e sul controllo, cercando di proteggersi dal vuoto devastante lasciato dalla morte dell’amata zia. Quando eredita l’appartamento che la zia le ha lasciato e del quale le aveva raccontato una stranezza, si ritrova catapultata in una realtà impossibile: la dimora ha una sorta di “difetto” temporale che, senza alcun senso logico o motivo, la riporta indietro di sette anni (sono sempre sette anni), permettendole di incontrare un inquilino che non dovrebbe essere lì, un giovane chef di nome Iwan, pieno di speranze e ancora lontano dal diventare l’uomo cinico e disincantato che lei incontrerà nel suo presente.
«Fingi che sia il tuo ambiente finché non lo diventa» diceva sempre mia zia. E raccomandava anche di rinnovare il passaporto, di abbinare il vino rosso alla carne e quello bianco a tutto il resto, di trovare un lavoro appagante per il cuore oltre che per la mente, di non dimenticare mai di cogliere ogni occasione per innamorarsi, perché l’amore non è che una questione di tempismo, e di inseguire la luna. Inseguire sempre, sempre la luna.
La forza del romanzo, oltre al fatto di essere veramente ben scritto e assolutamente impossibile da mettere giù, risiede nel modo in cui la Poston utilizza l’elemento fantastico non come un mero espediente narrativo, ma come una metafora del lutto e della crescita personale. Clementine è un personaggio in cui è facilissimo identificarsi; la sua stanchezza emotiva e il suo disincanto verso una carriera che le sta prosciugando l’anima risuonano nelle vite nostre con una verità quasi dolorosa. L’incontro con l’Iwan del passato, che vive in un’epoca in cui lei stessa era ancora piena di sogni e non ancora segnata dalla perdita, crea un contrasto magnetico. La chimica tra i due non è fatta solo di attrazione, ma di un riconoscimento profondo tra anime che si trovano nel momento sbagliato con la connessione giusta, costringendo il lettore a interrogarsi su quanto, e come, siamo cambiati negli ultimi sette anni e su cosa abbiamo sacrificato lungo la strada.
La prosa di Ashley Poston è appassionata, intrisa di una malinconia dolce che non diventa mai pesante, alternando momenti di leggerezza e umorismo a riflessioni esistenziali che colpiscono dritto al cuore. Il tema del cibo e della cucina, legato alla figura di Iwan, viene trattato con una sensualità e una passione che rendono le pagine quasi profumate, trasformando ogni pasto condiviso in un atto di intimità e scoperta. Non è solo la storia di un amore che sfida la linea temporale, è soprattutto il racconto del viaggio di Clementine per ritrovare la sua “luce”, quella parte di sé che credeva morta insieme a sua zia.
Era quello l’amore, no? Non soltanto una rapida infatuazione, ma innamorarsi continuamente della propria metà. Era innamorarsi mentre si diventava persone nuove. Imparare a esistere a ogni nuovo respiro. Era incerto e indubbiamente complicato, qualcosa che non si poteva programmare. L’amore era un invito in un territorio sconosciuto, un passo alla volta, insieme.
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Il finale non cerca scappatoie facili, ma si muove verso una risoluzione che è al contempo onesta e profondamente soddisfacente. La Poston ci ricorda che il tempo non è una linea retta e che le persone che amiamo non ci lasciano mai davvero se continuiamo a onorare ciò che ci hanno insegnato. La stessa autrice nella ‘Guida per il lettore‘ dice: Il dolore è una cosa strana. Può essere un mostro che porti sulla spalla, un amico seduto alla tua tavola. Può essere un ricordo nascosto in un odore, le note delicate di un profumo floreale. Il dolore può trovarti nel cuore della notte mentre ti volti per riprendere sonno, può persino trovarti nei sogni. E il dolore (com’è, cosa ti dice, come ti rispondi) è diverso per ogni persona.
La guarigione di Clementine passa attraverso l’accettazione del disordine, dell’imprevedibilità e della bellezza del “qui e ora”, anche quando il passato bussa letteralmente alla porta di casa. È un libro che lascia una sensazione di calore e speranza, una lettura che spinge a guardarsi allo specchio e a chiedersi se la versione di noi stessi di sette anni fa sarebbe orgogliosa di chi siamo diventati oggi.
Perché c’era un appartamento del Monroe nell’Upper East Side pieno di magia, che mi aveva insegnato a dire addio.
The Seven Year Slip è un’opera preziosa che eleva il genere del contemporary romance, dimostrando che si può parlare di amore, perdita e rinascita con un’originalità che tocca corde universali. Chiunque abbia mai desiderato avere un giorno in più con qualcuno che non c’è più, o chiunque si senta intrappolato in una vita che non riconosce più come propria, troverà in queste pagine una casa, un rifugio e, forse, la spinta necessaria per tornare a sognare in grande.
Ashley Poston è l’autrice bestseller del New York Times e di USA Today con i romanzi “The Dead Romantics“ , “The Seven Year Slip“ e “A Novel Love Story“. In Italia solo i primi due sono tradotti dalla Sperling & Kupfer. Ha anche scritto più di una mezza dozzina di romanzi per giovani adulti. Dopo essersi laureata in Inglese presso l’Università della Carolina del Sud, ha intrapreso una carriera nell’editoria, dove ha contribuito a progettare e implementare strategie di marketing per romanzi. Ora scrive a tempo pieno nella sua piccola casa grigia e coccola i suoi tre gatti. Quando non scrive, trascorre il tempo tra la Carolina del Sud e New York, e tra le librerie in mezzo.
Dimenticate i corsetti e le lunghe lettere scritte a lume di candela, ma preparatevi a ritrovare tutto il calore di casa March. Se vi siete mai chiesti come sarebbero state le quattro sorelle più famose della letteratura in un contesto attuale, la risposta è finalmente arrivata: Giunti Editore ha annunciato ieri, con un post ufficiale su Instagram, “The March Sisters”. Questa nuova serie è una rivisitazione moderna, del romanzo di successo Piccole Donne della Alcott, che trasporta Jo, Meg, Beth e Amy in una dimensione contemporanea, vibrante e profondamente romantica.
Il progetto si svilupperà attraverso quattro romanzi autoconclusivi, ognuno dedicato a una sorella e firmato da una diversa firma del romance italiano:
L’attesa sarà breve: i primi due volumi, dedicati a Jo e Amy, arriveranno in libreria tra febbraio e marzo, seguiranno poi Beth e Meg tra maggio e giugno. In questo scenario inedito, le protagoniste tornano a farci battere il cuore, dimostrando che nonostante il passare dei secoli la ricerca dell’amore e del proprio posto nel mondo è un tema fondamentale e senza tempo. Preparatevi a innamorarvi di nuovo: la storia che pensavate di conoscere sta per regalarvi emozioni del tutto nuove e assolutamente irresistibili.
NOTA BENE!
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È possibile preordinare tutta la serie con gli edges di Nola_Sprayed_Edgessolo ed esclusivamente sul sito Giunti!
Cosa avviene quando l’amore diventa abitudine? Il giorno di Natale, sotto la neve, Jo riceve una proposta di matrimonio da Laurie, il suo migliore amico diventato compagno. Ma invece di dire sì, scappa. A New York ritrova il caos, la solitudine e un sogno: diventare una voce ascoltata. Quando il suo podcast attira l’attenzione del burbero e brillante Fred Bhaer, Jo entra in una redazione dove è vietato innamorarsi. Tra sfide, verità scomode e sentimenti che non si possono ignorare, Jo dovrà scegliere se restare fedele a sé stessa o rischiare tutto per amore. Le sue sorelle (Meg, Beth e Amy) restano il suo nord, ma sta a lei a riscrivere la sua storia.
Amy March conquista la scena. Il secondo volume di The March Sisters riscrive la minore delle sorelle come non vi sareste mai aspettati. Frivola, superficiale, un po’ vanitosa: se chiedete come sia Amy March, tutti vi risponderanno così. Lei stessa ha sempre creduto che la bellezza fosse la sua unica arma, ma è davvero stanca di essere quella che tutti liquidano con un sorriso. E Londra è la scusa perfetta per cambiare copione: una città che non dorme mai, un tirocinio in una casa d’aste, una nuova versione di sé da costruire. Peccato che tra i corridoi eleganti della galleria spunti Laurie. Quel Laurie. Il suo primo amore. Quello che non l’ha mai vista davvero e che ha sempre avuto occhi solo per Jo. Lui è appena stato lasciato e affoga nei rimpianti, lei sogna di brillare. E cosa succede quando due vite fuori fuoco si ritrovano nello stesso quadro? Amy dovrà scegliere: restare nell’ombra o prendersi finalmente tutto. Compreso lui.
Le sorelle March. Beth (13 maggio)
Elizabeth March non sente tutti i suoni del mondo, ma riconosce quelli che contano: i passi delle sorelle che sembrano allontanarsi, il fruscio delle dita sui tasti del pianoforte e, da poco, il battito del suo cuore in cerca di riscatto. Così, nonostante la malattia cronica e la paura di fallire, Beth decide di volare a Los Angeles per inseguire il suo sogno: diventare una cantante. Ma la città degli angeli è piena di sorprese… La più incredibile? Ailan Reed, frontman dei Collateral Damage, star internazionale e suo primo amore. Tra vecchie ferite, nuove canzoni e una scintilla che non vuole spegnersi, Beth dovrà scegliere se fidarsi ancora. Della musica, di lui, di sé stessa. Alice DC restituisce a Beth March la sua dolcezza, ma le affida anche il coraggio di riscrivere il proprio destino.
Le sorelle March. Meg (24 giugno)
Meg March ha venticinque anni e una vita che sembra perfetta: un fidanzato brillante, un matrimonio imminente, un futuro già tracciato. Ma dietro le apparenze si nasconde una verità più scomoda: non è felice e non è libera. Il giorno di Natale, Meg trova il coraggio di cambiare tutto. Da lì comincia un nuovo inizio: un minuscolo appartamento, un lavoro da reinventare, e un coinquilino che sembra la sua esatta antitesi. Amabile Giusti riscrive la storia dell’indimenticabile Meg March con voce moderna, ironica e appassionata, dando vita a una vicenda di libertà, coraggio e amore che fa battere il cuore fino all’ultima riga.
Abbi coraggio, Bryce. Vivi. Ama. Lascia che il tuo cuore si spezzi. È questo il punto, no? Questo è il bello di essere vivi.
Approcciarsi a questa saga richiede tre piccoli atti di fede. Il primo: bisogna accettare il fatto che Sarah J. Maas sia un genio assoluto. Se avete dei dubbi, fidatevi e fatelo diventare il vostro mantra. Il secondo: non lasciatevi scoraggiare dalle prime pagine e andate oltre il primo volume, perché il vero capolavoro fiorisce sulla lunga distanza. Il terzo? Considerate questo articolo come la vostra bussola che punta verso il nord: l’obiettivo è offrirvi una chiave di lettura chiara per orientarvi nell’immenso e complesso universo di Crescent City. Siete pronti? Cominciamo!
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Dunque, Crescent City è nota per essere la prima serie “Adult” di Sarah J. Maas (rispetto aTrono di Vetro e ACOTAR che sono più vicini al New Adult e che noi abbiamo letto e recensito entrambe), per via del linguaggio più crudo, delle scene intense e di un’ambientazione urban fantasy molto moderna. L’universo di Crescent City è racchiuso in tre poderosi capitoli: La casa di terra e sangue, La casa di cielo e aria e La casa di fiamma e ombra. La mole di ciascun romanzo, circa 800 pagine, riflette la vastità e la complessità del mondo creato dalla Maas. Al momento la trilogia è completa e reperibile, ma si tratta di una conclusione solo temporanea: è già in programma un quarto romanzo, come ufficializzato dalla stessa autrice.
Tutto ha inizio con una tragedia: la morte di Danika e del loro branco. Da qui, il primo volume si snoda come un mystery noir dalle tinte fantasy, dove l’indagine sull’assassino fa da guida alla scoperta del mondo di Midgard. Bryce Quinlan, la nostra protagonista, non è quella che sembra. Dietro la facciata di ‘party girl’ atletica e mondana si nasconde la vera protagonista: una stratega intelligente e calcolatrice che non rivela mai le sue mosse prima del tempo. Questa sua natura enigmatica tiene il lettore col fiato sospeso per tutti e tre i libri, esplodendo in tutta la sua forza nel finale della serie.
Sarah J. Maas mescola sapientemente elementi storici e pop: dai riferimenti romani (il marchio di schiavitù di Hunt Athalar, il protagonista, porta la sigla SPQM) alla mitologia norrena dei portali interdimensionali. Il risultato è un universo espanso che strizza l’occhio al concetto di multiverso, regalando alla saga un respiro epico e cinematografico.
Distaccandosi dalle atmosfere fantasy classiche delle sue opere precedenti, Sarah J. Maas ci proietta in un universo sorprendentemente moderno. Lunathion è una metropoli dove la tecnologia d’avanguardia si intreccia indissolubilmente con l’antico: smartphone, club esclusivi e armi da fuoco convivono con templi millenari e una magia vibrante. La città appare come una fusione tra il fascino monumentale di Roma e il ritmo frenetico di New York o New Orleans, con grattacieli in acciaio che svettano accanto a sette maestose porte di quarzo. Queste ultime non sono semplici accessi, ma veri e propri catalizzatori energetici per le linee ley della città, tanto che la loro difesa rappresenta uno dei momenti più epici e carichi di tensione del primo romanzo. Tuttavia, l’integrazione in questa società ha un prezzo: il Primo Ghiaccio. Si tratta di un rito di passaggio obbligatorio per chiunque possieda abilità magiche, necessario a stabilizzare il proprio potere. È una prova rischiosa e trasformativa: fallire significa perdere ogni dono, mentre riuscire garantisce la piena cittadinanza, legando però indissolubilmente il destino del singolo al rigido controllo del governo.
Il mondo è governato dagli Asteri, sei divinità tiranniche che regnano su Midgard da quindicimila anni. Sotto di loro ci sono gli Arcangeli (che governano le singole città come Lunathion) e i Sette della Stirpe (i figli degli Asteri o i loro rappresentanti più potenti). In questa metropoli sempre in movimento, caotica e pericolosa, situata nel continente di Valbara sul pianeta Midgard chiamata appunto Crescent City (o come dicevamo prima Lunathion, in onore della dea Luna) convivono diverse specie (nel tipico stile della Maas): Fae, mutaforma, angeli, vampiri, lupi mannari e umani. Tutte queste specie sono suddivise in quattro case:
la casa di terra e sangue a cui appartengono gli umani, i mutaforma come i licantropi, le streghe e gli animali comuni;
la casa di cielo e aria a cui appartengono gli angeli (chiamati anche malakim), i Fae e i folletti;
la casa di molte acque a cui appartengono gli spiriti del fiume, le sirene, le nife, i kelpie e i nokks (specie di demoni acquatici);
la casa di fiamma e ombra a cui appartengono i demoni, i vampiri, draghi, dragoni, mietitori, spettri e negromanti.
La geografia di Lunathion rispecchia fedelmente le sue gerarchie sociali. La città è suddivisa in quartieri governati da figure carismatiche, tutte nominate dall’Arcangelo Micah, Governatore e braccio destro degli Asteri. Tra le zone principali spiccano le Cinque Rose, il quartiere dei Fae sotto il dominio del Re d’Autunno; il Bosco di Luna, dove i licantropi rispondono al loro Alpha; e i Campi di Asfodelo, destinati alla popolazione umana. Il lato oscuro della metropoli pulsa nel Mercato della Carne, regno dei traffici illeciti della Regina Vipera, mentre la spiritualità e il mistero risiedono nella Piazza Vecchia dell’Oracolo e nel Quartiere delle Ossa, dove il Re del Sottosuolo vigila sulle anime dei defunti. Infine, le profondità della Corte Blu ospitano la Casa di Molte Acque, guidata dalla Regina del Fiume. Una piccola curiosità: Bryce Quinlan, la protagonista principale della saga, vive in un appartamento che si affaccia proprio sulla Piazza Vecchia, un punto strategico che le permette di osservare il viavai di tutte le specie che rendono Lunathion così unica.
Sebbene gli Asteri siano venerati per aver popolato il pianeta con specie provenienti da altri mondi, il pantheon spirituale è completato da divinità ancestrali come Luna (protettrice della città), Urd, Cthona, Ogena e Solas, i cui nomi ricorrono costantemente nelle preghiere e nei modi di dire dei cittadini.
Il passaggio alla condizione di Vanir è segnato dall’Ordalia, una prova mistica e pericolosa che trasforma radicalmente la vita di una creatura. Durante questo rito, l’individuo affronta una sfida interiore talmente intensa da causare il temporaneo arresto delle funzioni vitali; se lo spirito prevale e il corpo si risveglia, la magia si stabilizza, i poteri si intensificano e l’invecchiamento subisce un rallentamento drastico. Anche se non si tratta di una vera immortalità assoluta, i Vanir possono vivere per secoli, distaccandosi nettamente dalla breve esistenza degli umani.
È importante non confondere il Primo Ghiaccio con l’Ordalia. Se il primo è un rito di passaggio burocratico e necessario per la sicurezza pubblica, che mette ogni cittadino sotto la lente d’ingrandimento degli Asteri, l’Ordalia è l’evento biologico supremo. Solo attraverso quest’ultima una creatura può lasciarsi alle spalle la mortalità e diventare un Vanir a pieno titolo, guadagnando secoli di vita e una potenza magica definitiva. È la linea d’ombra tra chi possiede un dono e chi diventa una leggenda.
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In definitiva, Crescent City è molto più di una semplice trilogia (per ora) urban fantasy, è una sfida: una sfida alla nostra capacità di non giudicare dalle apparenze e di seguire una protagonista complessa e geniale come Bryce Quinlan attraverso l’inferno e oltre. È un mix esplosivo di adrenalina, mistero noir e sentimenti travolgenti. Sarah J. Maas ci insegna che non sono i poteri divini a renderci eroi, ma la scelta di restare umani in un mondo di mostri. Preparatevi: Lunathion vi accoglierà con le sue luci al neon e i suoi segreti, ma sarà il coraggio di Bryce a farvi battere il cuore fino all’ultima pagina. Perché, dopotutto, per amore, tutto è possibile.
Vuoi saperne di più sulle creature che popolano il mondo di Crescen City?
(ATTENZIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER)
Asteri= I dominatori del pianeta Midgard e della Città Eterna di Pangera. Sono sei. Senato Imperiale= organo direttivo fantoccio degli Asteri Arcangeli= capi dei diversi territori della Repubblica sono 10 e hanno il titolo di Governatore, rispondono direttamente agli Asteri. Il Governatore comanda i Signori Inferiori della Città e governa l’intera città La Trentatreesima Legione (Triarii)= Angeli simili agli Ausiliari ma fanno parte dell’esercito personale del Governatore. Sono 5 e sono l’unità di Elite fra tutte le Legioni Imperiali. I Signori Inferiori di Crescent City= Sono sei e ogni signore controlla una zona specifica della città e sono nominati dal Governatore. A. Il Capo dei Lupi controlla il Bosco di Luna 1. Lupi di Valbaran = branco di mutaforma gerarchia: Capo dei Lupi, Comandante in carica e Secondo in carica B. Fae Re dell’Autunno controlla Le Cinque Rose C. Il Re del sottosuolo controlla il Quartiere delle Ossa D. La Vipera Regina controlla il Mercato della Carne E. L’Oracolo controlla la Piazza Vecchia F. La Regina del Fiume controlla la Casa delle Molte Acque e la Corte Blu oltre la superficie turchese del fiume Istros. In parte è una mer e in parte spirito del fiume. Può evocare catastrofi. È una delle figlie di Ogenas e sorella della Regina dell’Oceano (Governa i 5 mari di Midgard). Ausiliari= controllano le zone della città obbedendo ai Signori della Città, divisi in unità basate sui quartieri e le specie. Branco di Diavoli= una delle migliori unità di Ausiliari mutaforma di Crescent City. Si occupano di sorvegliare la Piazza Vecchia e proteggono i negozi dai delinquenti. Angeli= creati dagli Asteri per avere soldati perfetti e servitori fedeli. Vampiri= Demoni inferiori. Gli antenati avevano abbandonato i sette principi durante le Prime Guerre e avevano passato informazioni alle Legioni Imperiali degli Asteri. Fae= Temuti e rispettati. Ci sono sette Re ma non hanno un loro regno perché appartiene alla Repubblica. Possono toglierti l’aria dai polmoni, bloccarti, farti prendere fuoco dall’interno. Streghe= Si trasmettono i poteri attraverso la discendenza femminile. Possono essere veggenti, guerriere o abili nelle pozioni. Mer= abitanti della Corte Blu. Possono prendere sembianze umane per brevi periodi altrimenti il cambiamento diventa permanente. Lontre= Animali dotati di grande intelligenza sono dei messaggeri e forniscono mezzi di comunicazione gli abitanti nei tre regni di Crescent City: i mer del fiume, i mietitori nel Quartiere delle Ossa e i cittadini di Crescent City Mutaforma= Si dividono in Predatori e Non Predatori. I Leoni comandano Hilene, Le Tigli a Korinth, I Falchi a Oia. I non predatori possono guidare un’unità degli Ausiliari della città ma di rado.
CREATURE INFERIORI:
Umani= Vivono nei Campi di Asfodelo e non hanno un Signore. I Ribelli di Keres= Sono un gruppo di sostenitori di Philip Briggs, un’ala del movimento di ribellione Ophion. I folletti= sono stati cacciati dalla casa per aver partecipato alla Caduta Schiavi= Creature contrassegnate con il tatuaggio SPQM (Senatus Populisque Midgard) Circondato da 7 stelle, lo stesso disegno presente su ogni bandiera e documento della Repubblica. MALVAGI:
Demonombra= sono i demoni bloccati a Crescent City dopo essere stati evocati dal sale come l’Ossidiana. Daemonachi= Sono figli dei Demonombra e si riproducono con la forza. Kristallos= demone creato dal Mangiatore di Stelle per rubare il Corno di Luna. Unione del sangue di Pelias e l’essenza del demone. Il Principe del Pozzo= Il Mangia Stelle ha ucciso uno degli Asteri Il Principe del Baratro= Demone
Se siete alla ricerca di un universo dove il romance incontra la fantascienza nella sua accezione più piccante, la Saga Clecaniana di Victoria Aveline è una tappa obbligatoria. Un mondo dove i ruoli di potere si ribaltano e dove l’amore interstellare assume sfumature inaspettate.
L’idea portante della Aveline è affascinante: Clecania è un pianeta morente dove le donne sono rare e preziose. In questo contesto, le umane rapite dalla Terra da una organizzazione illegale partono da vittime traumatizzate, ma diventano in breve tempo l’ultima speranza per una specie al tramonto. Ci troviamo di fronte a una società apparentemente basata sul volere femminile, dove gli uomini dipendono dalle scelte delle loro partner.
Tuttavia, l’autrice gioca con un equilibrio sottile. Sebbene la premessa sia quella di un “mondo al contrario”, gli uomini clecaniani frequentano una scuola di preparazione al matrimonio, la narrazione scivola spesso verso dinamiche più classiche: i protagonisti maschili restano figure dominanti, fisicamente più che altro.
I personaggi sono il vero motore della storia al di là dello stereotipo in cui, immancabilmente ricadono, sono però ben tratteggiati e alla fine di ogni capitolo ci sembra di conoscerli bene.
I maschi alieni sono fondamentalmente maschi alfa, machi inizialmente rudi, fisicamente imponenti e tormentati da passati che li hanno resi insicuri. La loro evoluzione avviene solo attraverso l’accettazione dell’amore. Nonostante questo ogni capitolo ha un personaggio diverso e caratterizzato da specifiche che lo rendono unico.
I personaggi femminili umani ricadono spesso nella tipologia didonna forte e tentatrice che si adatta con sorprendente rapidità alla nuova realtà. Sembra quasi che l’aria di Clecania contenga un “eccitante” naturale che risveglia i loro sensi e le rende immediatamente propense a una relazione. Ma le nostre ragazze spesso sono spiritose e intelligenti, seguire le loro avventure non è mai noioso, leggero, ma mai noioso.
La trama politica e sociale rimane sullo sfondo, accennata con leggerezza, rendendo la saga perfetta per chi cerca evasione pura. Il vero punto di forza è la piacevolezza della lettura: le scene hot sono intense ma mai eccessive, spesso arricchite da particolari comici (voluti o meno) che rendono il racconto divertente e mai pesante. Se cercate un trattato di sociologia galattica, forse questi non sono i libri giusti. Ma se volete passare una serata in leggerezza, con alieni muscolosi e una narrazione che non annoia mai, i Clecaniani non vi deluderanno. Non resta che armarsi di dizionario per gli ultimi capitoli o attendere con pazienza le traduzioni italiane!
Titoli della saga Clecaniana e ordine di lettura
Per chi vuole iniziare il viaggio, ecco l’elenco completo dei titoli.
Un rapimento alieno è solo l’inizio dei problemi di Jade. Per fortuna i suoi salvatori, appartenenti a una razza aliena conosciuta come i Clecaniani, sono disposti a proteggerla ma lei deve rimanere sul loro pianeta per un anno e rispettare le regole della loro cultura, che includono la scelta di un marito. Jade all’inizio rifiuta ma poi decide di stare al gioco finché non riuscirà a trovare un modo per tornare sulla Terra. Theo, un mercenario pieno di cicatrici che predilige una vita di solitudine, rimane sbalordito quando Jade lo sceglie come marito. Dopo essere stato scartato per anni non avrebbe mai immaginato di essere scelto, pensiero che non aveva sfiorato neanche gli altri Clecaniani. Ci può essere solo una spiegazione… quella donna formosa e seducente deve essere una spia, quindi Theo è determinato a farle saltare la copertura con ogni mezzo a sua disposizione. Quando Jade e Theo sono costretti a passare del tempo insieme la chimica che si crea tra loro è inarrestabile, però nessuno dei due può permettersi di innamorarsi, soprattutto perché Jade sembra decisa a tornare a casa. Dopo tutto, non può rimanere su quel pianeta alieno, vero?
Luka ha dedicato la sua vita a fare ricerche sulla fertilità nella speranza di scoprire una cura per i bassi tassi di natalità dei Clecaniani. Ma quando, dopo anni a lavorare senza sosta e con scarsi risultati, scopre un sinistro complotto per rapire specie compatibili dai loro pianeti d’origine, è determinato ad andare in fondo alla faccenda. Prima di poter raccontare a qualcuno quello che ha scoperto, però, viene catturato, drogato e gettato in una cella. Alice sta iniziando a rimettere in sesto la sua vita quando viene rapita da creature simili a lucertole giganti e rinchiusa in una cella insieme a un alieno aggressivo e disorientato per una specie di esperimento di riproduzione. Nonostante non siano in grado di comunicare, Luka e Alice trovano conforto nella compagnia dell’altro e, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile ignorare i sentimenti che stanno nascendo. Al punto che Alice inizia a chiedersi come sarebbe la vita con Luka fuori dalla loro cella buia. Così, quando si presenta l’opportunità di liberare se stessa, Luka e le altre prigioniere, non esita a coglierla. Potrà la loro relazione sopravvivere su quel pianeta? I malvagi criminali che li hanno tenuti prigionieri verranno mai assicurati alla giustizia? Luka e Alice potranno contribuire al salvataggio delle donne tenute prigioniere in quello strano mondo? Solo una cosa è certa: la vita di Alice non sarà più la stessa.
Una volta libera, Lily non aveva alcuna intenzione di aspettare che arrivassero i rinforzi – o peggio, che i suoi aguzzini tornassero alla carica. Cavarsela da sola su quel pianeta alieno non sarebbe stato facile, ma le alternative erano ben peggiori. Non avrebbe mai pensato che sarebbe stato un alieno piovuto dal cielo a scuoterle ogni convinzione. Un alieno scontroso, brusco e maledettamente sexy. Fidarsi di lui sarebbe un errore, eppure… come poteva lasciarlo lì, solo e ferito? Verakko avrebbe dovuto liberare le umane rapite e tornare a casa per adempiere ai suoi obblighi. Venire mollato nel bel mezzo della foresta ai piedi della donna più bizzarra che avesse mai incontrato non faceva parte del programma. Perciò l’aiuterà, ma poi ognuno andrà per la sua strada. Il piano è quello… finché non inizia a pensare che Lily possa essere la sua compagna. Lei non è una che si fida facilmente. Lui nasconde dei segreti e delle responsabilità alle quali non potrà sottrarsi in eterno. Solo una cosa è certa: se Lily e Verakko vorranno il loro lieto fine, i pericoli della foresta saranno solo parte del problema.
Alejandra è una sopravvissuta. Ha resistito a un rapimento, alle acque di un fiume in piena e a una foresta aliena. Pensava che le cose stessero finalmente iniziando ad andare per il verso giusto quando l’uomo più intenso, burbero e follemente attraente che abbia mai visto la salva dalle grinfie di un mostro. Purtroppo, però, è proprio allora che la situazione si fa ancora più complicata. Auzed ha degli ordini precisi: trovare l’umana che manca all’appello e portarla a Tremanta. Farsi sorprendere a sconfinare nel territorio di Sauven non faceva parte del piano, e nemmeno fingersi il futuro sposo della donna per evitare che sia costretta a sposare uno sconosciuto di Sauven… Eppure, è andata così. La loro relazione doveva essere finta, ma non passa molto tempo prima che inizino a chiedersi se il lieto fine sia possibile per due opposti come loro. E se lo fosse… fino a che punto sarebbero disposti a spingersi per ottenerlo?
Lei farà di tutto per tornare a casa. Lui farà di tutto per tenerla con sé… per sempre. Vanessa non può costruirsi un lieto fine su un nuovo pianeta come le altre sopravvissute al rapimento alieno. Deve tornare sulla Terra. La sua famiglia ha bisogno di lei e non può permettersi di deluderla di nuovo. Quindi troverà un modo per infrangere la legge clecaniana e tornare a casa, anche se ciò significa dover sposare – e tradire – un affascinante pirata spaziale. Fejo non riesce a credere che Vanessa, una splendida umana dalla lingua tagliente, lo abbia scelto come marito. Non ha idea di cosa abbia fatto per meritarsi una tale fortuna, ma è determinato a fare di tutto per renderla felice. Se solo riuscisse a capire perché la sua sposa è così riluttante ad accettare la gentilezza, e soprattutto il piacere, che lui è tanto desideroso di offrirle… Il piano di Vanessa era semplice fino a quando non ha iniziato a innamorarsi del marito. Ora deve trovare un modo per tornare a casa senza spezzare il cuore di Fejo, o il proprio. Facile, no?
A quanto pare, innamorarsi in rotta di collisione… è possibile. Katie si è adattata bene alla sua nuova vita dopo il rapimento da parte degli alieni. Ha trovato lavoro come assistente reale e tutto sommato l’incarico attuale, a bordo di una crociera galattica, è persino piacevole… Almeno finché l’astronave non viene abbattuta da una razza ostile. Ora deve salvare i suoi amici e fuggire da un pianeta pericoloso, contando solo sulle proprie forze… Finché non incontra un affascinante sconosciuto che le stravolge la vita. Maladek non aveva previsto di finire in un campo di prigionia nemico, ma i suoi problemi possono aspettare: per quanto impossibile, la sua compagna è proprio lì, su quel pianeta. Ora deve concentrarsi sul portarla in salvo e convincerla che il legame d’accoppiamento è reale. Peccato che fare l’eroe non sia il suo punto forte… La situazione è disperata e il tempismo è pessimo. Anche se riusciranno a sfuggire ai loro aguzzini, ci sarà davvero un lieto fine per Katie e Maladek? Stanno per scoprirlo… *** Questa novella è stata originariamente pubblicata nell’antologia a scopo benefico Claimed Among the Stars (2022).
Venire rapiti dagli alieni e portati su un altro pianeta non è sempre un dramma… Meg non è come le altre umane rapite. Non le manca la sua vecchia vita, soprattutto non le manca il bambinone con cui era sposata. I Clecaniani che l’hanno salvata le hanno anche permesso di ricominciare da zero e stavolta ha intenzione di godersi la vita. Venire riconosciuta come compagna non è nei suoi piani. Ma un alieno scontroso, possessivo e sexy da morire ha altri piani per lei… Maxu non avrebbe mai pensato di trovare una compagna, eppure gli è bastato meno di uno sguardo per riconoscere Meg. Peccato che lei sia molto meno entusiasta di lui e lo respinga a ogni occasione. Meg prova a scappare ma si rende conto che è impossibile nascondersi da un cacciatore come Maxu; non si arrenderà facilmente. Se lui vuole un futuro con lei, dovrà lottare per ottenerlo. Fortuna che Maxu è abituato a giocare sporco…
Sophia never thought she was unlucky until she was kidnapped by aliens. Twice… Sophia had simple expectations for her planetary tour. She assumed she’d see the sights, meet new people, and fend off her boredom. She never thought she’d end the trip as an alien captive. But here she is, the guest of a grumpy, sexy, warrior king who looks at her like he’s not sure if he wants to kill her, or claim her as his own… Sikthand hadn’t planned to take the stubborn little human hostage. But with political tensions at an all-time high, he had no choice. He would unflinchingly use her as a bargaining chip to secure better relations with the new Tremantian ruler. He would not, however, fall prey to her charms. No matter how tempting she might be… When Sophia and Sikthand realize how far their enemies are willing to go to grab galactic power, they’re forced into an unlikely alliance—and possibly a marriage of convenience—to protect their people. It’s a good plan, too…if they don’t do anything irrational along the way. Like falling in love…
Catching the bewitching beauty was easy. Keeping her? That’ll be more challenging… Being kidnapped by aliens was bad enough. But participating in a contest where she’s chased down (quite literally) and forced to marry the demon who caught her? That was a nightmare. Or so Aurora thought. But when the giant, horned warrior who catches her turns out to be unexpectedly sweet, she’s forced to rethink everything… Rhaego hadn’t intended to catch Aurora. He was supposed to win a different abducted human on behalf of her fated mate. But one look at her stole his breath along with all his best intentions. He’s never wanted anyone the way he wants her. Still…how could he expect a divine female like Aurora to stay with a blight like him once his mission is complete? Gathering the abducted humans and smuggling them out of his homecity, Tuva, will be no easy feat. When it’s all said and done, can Rhaego and Aurora turn their marriage of convenience into a happily ever after?
Curiosità: in lingua originale esistono anche delle versioni con copertine ‘discrete’ richieste a gran voce dalle lettrici e che l’autrice (victoriaavelineauthor) ha accettato prontamente di realizzare. E sono proprio belle!
La classifica dei prestanti alieni tra le lettrici del bistrot Dopo aver navigato tra le foreste e le città di Clecania, ecco come si posizionano i protagonisti nel cuore del bistrot (in attesa di leggere gli ultimi due in lingua originale):
«Le persone che ti amano per la tua utilità non ti amano affatto.»
Con The Knight and the Moth Rachel Gillig torna a tessere atmosfere oscure, intrise di fede e menzogna, portandoci nel regno di Traum, cuore inquieto dello Stonewater Kingdom.
La protagonista è Sei, una delle Divinatrici cresciute nella cattedrale di Aisling. Da quasi dieci anni il suo corpo viene immerso nella fonte sacra, per ricevere visioni dagli Omen, le divinità che governano il regno. Il prezzo? La perdita dell’identità. Il suo passato è cancellato, il suo nome ridotto a un numero. Solo in segreto le è rimasto quello vero: Sybil Delling.
Quando il nuovo re, Benedict Castor III, giunge alla cattedrale per conoscere il proprio destino, porta con sé due figure decisive: la cavaliera Maude e il sarcastico, affascinante Roderick “Rory”, scettico e insofferente ai dogmi religiosi. La divinazione, però, non porta chiarezza: porta sospetto. Un furto misterioso, la sparizione delle altre Divinatrici, e un’ombra che si allunga sulla fede stessa di Traum.
Costretta a lasciare la cattedrale, Sei si ritrova coinvolta in una missione per recuperare reliquie perdute, accompagnata da un improbabile alleato: uno stravagante gargoyle, ironico, petulante e segretamente malinconico (che chiama tutti “Bartholomeus”). Ed è proprio fuori dalle mura della “sua” gabbia sacra che Sybil inizia finalmente a scegliere — non solo a obbedire.
Tra complotti religiosi, verità scomode e un romance nemici-amanti che cresce con naturalezza, Sei scoprirà che la fede può essere una prigione… o un’arma.
«Cosa è più intricato?” rifletté. “I disegni degli uomini, che cercano di raggiungere gli dei, o quelli degli dei, che cercano di raggiungere gli uomini?»
Punti di forza:
Atmosfera gotica impeccabile: cattedrali, acqua, pietra e sogni. Gillig è bravissima a costruire un mood cupo e suggestivo.
Una protagonista che si conquista la libertà: Sybil cresce, si spoglia dei ruoli e impara a guardarsi come persona, non come strumento.
Un romance ben dosato: tensione, ironia e sviluppo equilibrato tra lei e Rory.
Un pizzico di originalità: gargoyle, divinazioni, simbolismo dell’acqua, mitologia degli Omen — tutto funziona e resta impresso.
Cosa funziona meno:
Ritmo centrale altalenante: la struttura “quest” a tratti rallenta.
Alcune dinamiche previste: l’arco romantico e alcuni snodi sono familiari ai lettori del genere.
World-building a tratti nebuloso: il rapporto Traum/Stonewater rischia di confondere.
Finale aperto: chi vuole una storia completamente chiusa potrebbe storcere il naso.
Verdetto:
Un fantasy gotico romantico e accessibile, con personaggi carismatici, ottimo clima emotivo e un messaggio forte: non devi essere utile per meritare amore. Meno cupo rispetto a One Dark Window, ma altrettanto coinvolgente. Prevedibile in alcuni punti, sì — ma anche tremendamente godibile.
Se amate i fantasy con un pizzico di romance, magia, misteri religiosi, sarcasmo e legami che nascono dal conflitto, questo libro vi chiama per nome (non per numero).
La mia esperienza mi ha insegnato che l’impegno crea aspettative, e queste, a loro volta, generano menzogne, sofferenza e delusione. Cose che preferisco non sperimentare, né imporre ad altri.
Conosciuta, e da noi amatissima, come la regina indiscussa delle commedie romantiche in ambito STEM (le cosiddette “STEMinist rom-coms” di cui abbiamo parlato qui), Ali Hazelwood ha costruito un vero e proprio impero su protagoniste geniali e impacciate e su interessi amorosi burberi ma dal cuore d’oro. Con Check & Mate effettua la sua prima incursione nel genere Young Adult abbandonando i laboratori di biologia e i dipartimenti di fisica per un’arena altrettanto competitiva e altrettanto dominata dagli uomini: il mondo degli scacchi professionistici. La scommessa appariva rischiosa: il suo stile e le sue dinamiche avrebbero funzionato anche con protagonisti più giovani e un’atmosfera meno accademica? La risposta è un sonoro sì. Check & Mate non è solo un romanzo ottimo, ma una delle opere più fresche e riuscite dell’autrice.
La storia di Check & Mate ruota attorno a Mallory Greenleaf, una diciottenne il cui rapporto con gli scacchi è, a dir poco, complicato. Un tempo bambina prodigio, ha abbandonato il gioco quattro anni prima, dopo che un evento traumatico ha distrutto non solo la sua passione, ma anche la sua famiglia. Ora, per sbarcare il lunario e aiutare la madre e le due sorelle minori, Mallory si accontenta di un lavoro mediocre come meccanico. Il suo unico obiettivo è tenere la famiglia a galla, anche a costo di sacrificare i propri sogni.
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Il suo esilio autoimposto dal mondo degli scacchi viene bruscamente interrotto quando, spinta dalla sua migliore amica, accetta di partecipare a un torneo di beneficenza. Lì, in un colpo di scena tanto inaspettato quanto umiliante per il suo avversario, riesce a battere nientemeno che Nolan Sawyer, l’attuale campione del mondo, il “Re” imbattuto e temuto da tutti. Questa vittoria accidentale la catapulta di nuovo sotto i riflettori, offrendole la possibilità di guadagnare premi in denaro che potrebbero risolvere i problemi economici della sua famiglia. Combattuta tra l’odio per un gioco che le ha tolto tutto e il disperato bisogno di soldi, Mallory si ritrova a percorrere una strada che aveva giurato di non imboccare mai più, scontrandosi ripetutamente con un Nolan Sawyer tanto enigmatico quanto, sorprendentemente, intrigante.
Anche in questo romanzo, il cuore pulsante della narrazione sono i personaggi. La protagonista, Mallory Greenleaf, è una figura hazelwoodiana DOC: brillante, sarcastica e autoironica, ma gravata da un carico di insicurezze e traumi che ne guidano ogni decisione. È la sua voce narrante a fare da motore al romanzo, e il suo percorso per riscoprire la passione per gli scacchi (e per se stessa) dopo una profonda ferita emotiva costituisce il vero arco narrativo del libro.
A farle da contrappunto troviamo Nolan Sawyer, l’archetipo del “grumpy hero” che i fan dell’autrice amano. In qualità di campione del mondo, è percepito da tutti come arrogante, freddo e distaccato; un uomo che parla poco, sorride ancora meno e sembra vivere solo per il gioco. Naturalmente, Hazelwood è maestra nel rivelare lentamente le vulnerabilità che si nascondono sotto questa corazza, e Nolan non fa eccezione. È proprio dal contrasto tra la sua apparenza e il rispetto che nutre per il talento di Mallory che scaturisce la loro deliziosa chimica, basata sull’intramontabile e riuscitissima dinamica “rivals-to-lovers”.
La chimica tra i due, dicevamo, è forte, indiscutibile e palpabile. I loro dialoghi sono scoppiettanti, pieni di battute sarcastiche e di una tensione che cresce pagina dopo pagina. In questo romanzo è il rispetto reciproco per le abilità sulla scacchiera a diventare la base per un legame più profondo.
Parlare di Check & Mate rende necessario parlare dello stile inconfondibile di Ali Hazelwood, che qui viene affinato e adattato al pubblico YA con grande abilità.
Lo stile di Ali Hazelwood, personalissimo e brillante, si esprime pienamente attraverso la scelta fondamentale di una narrazione in prima persona, raccontata esclusivamente dal punto di vista della protagonista, Mallory. Questa prospettiva permette al lettore di immergersi completamente nel suo mondo interiore, vivendone le ansie, sentendone la confusione, ma soprattutto ridendo per il suo costante sarcasmo. L’umorismo e l’autoironia, infatti, non sono affidati solo ai dialoghi, ma sono parte integrante della narrazione, con Mallory che commenta costantemente gli eventi con un’ironia tagliente, sdrammatizzando le situazioni di tensione e risultando incredibilmente simpatica e realistica.
Questa carica interiore trova poi la sua massima espressione nei dialoghi leggeri e elettrici, che rappresentano il punto di forza assoluto del romanzo. Il botta e risposta tra Mallory e Nolan è veloce, intelligente e pieno di sottotesti, ed è proprio attraverso il loro modo di parlare che la loro chimica esplode e la relazione si sviluppa.
L’intero impianto stilistico è gestito magistralmente per adattarsi al genere Young Adult: i temi sono calibrati per un pubblico più giovane – dal primo amore alla ricerca della propria strada – e la componente “spicy”, tipica dei suoi romanzi per adulti, è qui quasi assente o elegantemente risolta con la tecnica del “fade-to-black”. Forse, però, la prova più grande di questa abilità risiede nel modo in cui l’autrice riesce a rendere accessibile un mondo di nicchia come quello degli scacchi. Il gioco diventa una metafora della vita e, filtrato attraverso le emozioni e i pensieri di Mallory, trasforma ogni partita in un momento di tensione narrativa, appassionante anche per chi non sa distinguere un arrocco da un’apertura siciliana, come noi per esempio.
Sotto la superficie, e la copertina, tipica di una commedia romantica, Check & Mate esplora temi importanti e profondamente intrecciati tra loro. Uno dei veri motori della trama è il legame di Mallory con la sua famiglia e il sacrificio che è disposta a compiere per essa. Questa lealtà innesca il conflitto centrale del romanzo: la lotta interiore tra la passione per il gioco e la responsabilità di dover giocare per soldi. È proprio questa responsabilità che la spinge a rimettersi in gioco, obbligandola a scontrarsi con le dure realtà del mondo agonistico. Da un lato, il romanzo esplora con sensibilità il peso del talento, mostrando come la pressione esterna e le aspettative possano trasformare una dote da “prodigio” in un fardello pesante e addirittura opprimente, portando al burnout. Dall’altro, in quanto giovane donna in un ambiente quasi esclusivamente maschile, Mallory deve costantemente affrontare e combattere commenti, pregiudizi e comportamenti sessisti, che mettono alla prova la sua determinazione.
Check & Mate è una lettura deliziosa, una boccata d’aria fresca che conferma il talento di Ali Hazelwood come una delle voci più riconoscibili e amate del romance contemporaneo. È un libro perfetto per i fan di lunga data dell’autrice, come noi, che ritroveranno tutti gli elementi che amano in una nuova, convincente ambientazione. La cosa interessante è che è adatto anche a chi non conosce l’autrice ma cerca una commedia romantica Young Adult intelligente, divertente e con una forte carica emotiva.
Ma ha anche dei difetti; obbiettivamente segue una formula a tratti prevedibile, anche molto prevedibile talvolta (la dinamica tra i protagonisti non si discosta molto da quella dei suoi precedenti successi), ma nonostante questo la freschezza dell’ambientazione e la profondità dei temi trattati lo rendono un romanzo riuscito che riesce ad intrattenere lasciando al lettore anche qualcosa di duraturo.
Se lo avete letto, o lo leggerete, fateci sapere cosa ne pensate nei commenti!
Da quando gli scacchi hanno distrutto la sua famiglia, Mallory Greenleaf ha deciso di chiudere per sempre con il gioco. Ora la sua unica priorità è prendersi cura della madre, delle sorelle e mantenere il lavoro che permette loro di andare avanti. Almeno finché, quasi controvoglia, accetta di partecipare a un torneo di beneficenza, dove finisce per umiliare Nolan Sawyer, il campione del mondo noto come l’«Ammazza Re». La sconfitta del ragazzo per mano di una perfetta sconosciuta lascia tutti senza parole. Ma ancora più sorprendente è il desiderio di Nolan di giocare di nuovo contro di lei. Per Mallory la scelta più sicura sarebbe lasciar perdere. È pur vero, però, che quella vittoria inattesa potrebbe spalancarle le porte di una nuova vita: premi in denaro, opportunità, un futuro diverso. E poi c’è lui. Nolan. Enigmatico, brillante ed esasperante. Più scala la classifica, più Mallory cerca di proteggere la sua famiglia dal gioco che l’ha già rovinata una volta. Ma mentre la sua passione per gli scacchi si riaccende, capisce che le partite davvero importanti non si giocano sulla scacchiera. Nel gioco e nella vita, i riflettori sono più spietati di quanto immaginasse, e la competizione può essere incredibilmente affascinante, intelligente, e assolutamente impossibile da ignorare.
Ali Hazelwood è un’autrice con numerose pubblicazioni—ahimè, si tratta di articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria sulla scienza del cervello, in cui nessuno si bacia e il ‘per sempre felici e contenti’ non è sempre garantito. Originaria dell’Italia, ha vissuto in Germania e Giappone prima di trasferirsi negli Stati Uniti per conseguire un dottorato di ricerca in neuroscienze. Quando Ali non è al lavoro, la si può trovare a fare uncinetto, a mangiare cake pop, o a guardare film di fantascienza con i suoi tre gatti-sovrani (e il suo marito leggermente meno felino).
In vacanza, puoi essere chiunque tu voglia. Come un buon libro o un vestito incredibile, essere in vacanza ti trasporta in un’altra versione di te stesso.
Emily Henry addicted, fatevi sentire! È risaputo: i romanzi di Emily Henry sono pura magia. Un equilibrio perfetto tra romanticismo travolgente e messaggi profondi, che li rende semplicemente imperdibili. Non a caso, le sue storie conquistano tutti!
E il mondo del cinema (e non solo) lo sa bene! Ben cinque dei suoi titoli più amati – da ‘Beach Read‘ a ‘People We Meet on Vacation‘, passando per ‘Book Lovers‘ e ‘Funny Story‘ – sono già in fase di adattamento cinematografico. ‘Happy Place‘ invece diventerà una serie tv. Riguardo a ‘Great Big Beautiful Life‘, il suo ultimo romanzo uscito il 22 aprile in America (e ancora senza traduzione italiana), non ci sono ancora annunci ufficiali… ma siamo pronti a scommettere che tra poco arriverà la notizia! Quale adattamento cinematografico attendevate con più impazienza? A chi ha risposto ‘People We Meet on Vacation‘ si prepari perchè Netflix (e figuriamoci!) ha annunciato la data di uscita con un video attraverso i suoi canali social!
Il 9 gennaio 2026 (sempre che sia disponibile anche sul netflixita) potremmo vedere la storia di Axel e Poppy comodamente seduti sul divano con cioccolata calda e mashmellow.
“Cosa pensa Alex Nilsen dei viaggi? Amore o odio?”
“Voglio dire, non ho mai viaggiato davvero da nessuna parte. Ma stamattina ho visto questa bellissima alba su un posto in cui non ero mai stato prima e non ci sarei mai stato se tutto fosse andato secondo i piani. Quindi amore. Sto pensando all’amore.”
Preparatevi ad ascoltare le voci delle star Emily Bader (My Lady Jane) che interpreta Poppy e Tom Blyth (La Ballata dell’usignolo e del serpente) che interpreta Alex nel teaser, dove risuonano sullo sfondo di una spiaggia, portandoci direttamente nell’atmosfera del film. Nel cast figurano anche Sarah Catherine Hook (The White Lotus), Jameela Jamil (The Good Place), LucienLaviscount (Emily in Paris) e Lukas Gage (The White Lotus). Completano il cast Miles Heizer, Tommy Do, Alice Lee, Alan Ruck e Molly Shannon.
La regia è stata affidata a Brett Haley (Hearts Beat Loud) mentre la sceneggiatura è di Yulin Kuang (I Ship It, Dollface). Marty Bowen, Wyck Godfrey e Isaac Klausner di Temple Hill sono i produttori. Laura Quicksilver ed Erin Siminoff (sempre di Temple Hill) supervisionano il progetto per 3000 Pictures.
Noi fan di EmHen possono dormire sonni tranquilli: l’autrice stessa è stata in prima linea per assicurarsi che Poppy e Alex siano perfetti. ‘Mi fido dei registi e penso che abbiano veramente capito,’ ha dichiarato a marzo 2024. ‘Sanno anche che ho a cuore i miei lettori e desidero la loro felicità. Per questo, in ogni adattamento in cui sono coinvolta, il mio obiettivo principale è rappresentare al meglio gli interessi dei miei lettori.’
Con oltre un milione di copie vendute negli Stati Uniti e un debutto al numero 1 della classifica del New York Times nel 2021, il successo del libro è innegabile. R.F. Kuang, in un’intervista con ELLE.com (aprile 2024), ha elogiato People We Meet on Vacation, sottolineando come ‘ci siano più location che in un film di James Bond qui dentro. La storia fa quello che serve in termini di romanticismo e rinvigorisce il genere.’ Ha aggiunto di apprezzare gli ‘elementi sul lato più malinconico dello spettro emotivo umano nel lavoro di Emily con cui sono davvero in sintonia’.
Quali sono i trops? second-chance romance; friends to lovers; opposites attract; forced proximity; vacation setting; slow burn.
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Poppy e Alex: lei uno spirito libero, lui un tipo tranquillo. Amici inseparabili fin dal college, nonostante le differenze e la distanza. Per un decennio, hanno trascorso insieme una settimana di vacanza ogni estate. Ma due anni fa, qualcosa è successo, interrompendo la loro amicizia. Ora Poppy si sente incompleta e riconosce che la sua vera felicità è legata a quell’ultimo viaggio con Alex. Decide così di proporgli una nuova vacanza, un’occasione per chiarire tutto. Miracolosamente, Alex accetta. In una sola settimana, Poppy dovrà affrontare la verità nascosta che ha sempre complicato la loro relazione, sperando di sistemare le cose una volta per tutte.
Rimanete su questi schermi in attesa del trailer ufficiale. Gennaio comunque ci sembra davvero molto, molto lontano.
«Sai come si fa a vivere per trecento anni?» gli domanda. Quando lui le chiede in che modo, lei sorride. «Come si vive per uno soltanto. Un secondo alla volta.»
Pubblicato nel 2020 da Mondadori, ‘La vita invisibile di Addie LaRue‘ racconta la storia di Adeline “Addie” LaRue, una giovane donna francese che, la notte del 29 luglio 1714, scappando da un destino che le sta stretto – un piccolo villaggio, un matrimonio indesiderato, figli – stringe un patto faustiano con un’entità oscura che cambierà totalmente la sua vita.
In cambio della libertà di decidere della sua vita, Addie verrà maledetta, condannandosi a un’ esistenza di solitudine, perché destinata a essere dimenticata da chiunque la incontri. Non riuscendo a lasciare neanche una traccia di sé stessa (o forse sì), Addie impara a dare valore ai piccoli momenti, a custodire la sua anima. Un incontro inaspettato metterà in discussione tutti i suoi tre secoli di vita.
«Tre parole, abbastanza grandi da far ribaltare il mondo. Io mi ricordo.»
Un viaggio emozionante, lungo ben trecento anni nel cuore dell’immortalità, che segue due linee temporali: il passato di Addie, che ripercorre i secoli della sua esistenza, e il presente, dove incontra un giovane uomo di nome Henry Strauss che, non si sa come, si ricorda di lei al contrario di tutte le altre persone. Addie è immediatamente perduta?
È proprio il caso di dirlo: bello fuori, meraviglioso dentro. Ho amato ogni cosa di questo romanzo, a partire dall’edizione cartacea, edita da Oscar Vault, fino alla scrittura molto suggestiva, un worldbuilding per nulla banale e una profondità emotiva che riesce a catturare la bellezza e la malinconia della storia di Addie. È una storia d’amore, di perdita e ricerca di sé stessi, di memoria che esplora l’essenza dell’umanità e il desiderio di essere ricordati, anche solo da una singola persona. Un romanzo che fa riflettere sulla natura del tempo, dell’amore e dell’identità. Ma anche, è necessario porre l’accento anche su questo, è un romanzo fantasy indimenticabile: una storia originale e avvincente, personaggi sviluppati meravigliosamente, sono certa che non riuscirete a metterlo giù.
Cos’è una persona, se non il segno che lascia al proprio passaggio? Lei ha imparato a destreggiarsi tra le erbacce spinose, ma a certi graffi è più difficile sottrarsi: un ricordo, una fotografia, un nome.
Questo romanzo è stato paragonato a opere come “Vita dopo vita” di Kate Atkinson e “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffenegger, ma con un pizzico di oscurità in più. Nel lontano 2021 è stata annunciata una trasposizione cinematografica, ma ad oggi non si sa ancora nulla. Forse perché rendere una tale meraviglia sullo schermo è risultato troppo difficile. Addie ha la maledizione di essere dimenticata ma il romanzo che narra la sua storia invece è assolutamente impossibile da scordare, è davvero una lettura imperdibile.
Victoria “V.E.” Schwab è l’autrice di bestseller numero 1 del New York Times di più di una dozzina di libri, inclusa l’acclamata serie ‘Shades of Magic‘ che comprende i romanzi ‘Magic‘, ‘Legend‘, ‘Dark‘, la saga di Cassidy Blake che comprende i romanzi ‘Città di spettri‘, ‘Tunnel di ossa‘ e ‘Ponte di anime‘. Un altra serie, inedita in italia, è ‘Monsters of Verity che include i romanzi ‘This Savage Song‘ e ‘Our Dark Duet‘. Il suo lavoro ha ricevuto il plauso della critica, è stato menzionato sul New York Times, Entertainment Weekly, Washington Post e altri, è stato tradotto in più di una dozzina di lingue ed è stato opzionato per la televisione e il cinema. Quando non sta infestando le strade di Parigi o arrancando sulle colline inglesi, vive a Nashville e di solito è rannicchiata nell’angolo di un bar, immaginando mostri.
Jay Allen vive di sogni e paure. È cresciuta con una madre alcolizzata che non le ha insegnato molto, se non l’importanza di lottare per realizzare i propri desideri. E Jay intende farlo, a ogni costo. Quando si imbatte in un ragazzo misterioso e in una situazione all’apparenza inspiegabile, antiche paure tornano a bussare alla sua porta. Ciò che vuole è dimenticare e togliersi di torno quel tipo strambo e bellissimo e la sua allettante proposta. Perché lei non sarà mai in vendita. Axel Valentine Junior è ricco da fare schifo. Talmente ricco che può permettersi di realizzare ogni suo desiderio e comprare qualsiasi cosa. Anche il silenzio della ragazza che, per puro caso, si ritrova a scoprire il suo più intimo segreto. Eppure, farla tacere sembra più difficile del previsto, ma Axel non si lascia scoraggiare. Perché i soldi comprano sempre tutto, oppure no?
«Attento a ciò che desideri. Tu cosa vuoi davvero?». Un patto, una missione da portare a termine e una lanterna piena di desideri da realizzare. Tra Jay e Axel è odio a prima vista, ma dovranno fare i conti con un contrattempo che metterà in discussione ogni cosa: un’attrazione irresistibile.
WISHES – La lanterna dei desideriè il primo volume della dilogia New York Dreams. Il secondo capitolo della storia di Jay e Axel è di prossima pubblicazione.
Chi è l’autrice?
Ornella De Luca, classe ’91, è nata a Messina. Nel 2014 si è laureata in “Teorie e tecniche della comunicazione giornalistica e dell’editoria” all’Università degli studi di Messina con il massimo dei voti. Durante i suoi studi ha sempre amato confrontarsi con gli altri mandando a vari concorsi i suoi scritti, classificandosi: seconda al premio “Maria Messina” nel 2009 con il racconto “Diapositiva di un ricordo”; 16esima a livello nazionale al concorso “C’era una svolta” promosso dalla scrittrice Simonetta Agnello Hornby; al 2° posto al premio “Nanà” nel 2010 con il romanzo “In una prigione di carta”, nel 2012 allo stesso concorso ma nella sezione adulti, sempre al 2° posto, con il romanzo breve ”Raccontami del vento”. Nel settembre 2014 ha partecipato al concorso ‘Parolexdirlo’ organizzato da Donna Moderna e Scrivo.me classificandosi al primo posto con il racconto ‘Caro giorno che vorrei’, pubblicato anche in un’antologia di racconti scaricabile gratuitamente online.
A fine aprile 2015 ha esordito grazie alla casa editrice Onirica Edizioni con il suo primo romanzo, La consistenza del bianco, un romanzo d’avventura e d’amore a sfondo storico. A novembre 2016 ha pubblicato il fantasy Il sacrificio degli occhi sempre con l’Onirica Edizioni e a febbraio 2017 ha esordito con Rizzoli Youfeel con il New Adult I colori del vetro. Da novembre 2017 pubblica anche in self su Amazon KDP, con Adesso apri il occhi è cominciata la serie The orphanage. Gestisce la pagina Fb “Coffee, books and dreams”, la sua pagina autore “Ornella De Luca- Autrice” e la pagina “The orphanage series”, in più il profilo Ig “Coffee, books and dreams” e il canale YouTube “Ornella De Luca”, dove collabora come recensore delle ultime novità letterarie per diverse case editrici tra le quali Newton Compton e Sperling&Kupfer. Inoltre è co-founder di “Ariadna Servizi Editoriali”, dove lavoro come editor e ghostwriter.
Il tempo pare che stia passando molto lentamente. Da quando è stata rivelata la data di uscita, i lettori di tutto il mondo sono in trepidante attesa. Per farci soffrire ancora di più sono stati pubblicati degli estratti che non fanno altro che aumentare l’hype. La scrittrice considera questo romanzo il migliore mai scritto fino ad ora della serie e dalle anticipazioni non possiamo che confermare. Il primo estratto è stato pubblicato qualche mese fa dalla stessa autrice, invece il secondo è stato pubblicato l’11 novembre sulla rivista Cosmopolitan. Il terzo romanzo della serie The Empyrean Onyx Storm, di Rebecca Yarros, sarà pubblicato il 21 gennaio 2025 da Red Tower Books. Il romanzo arriverà in Italia in contemporanea per la casa editrice Sperling & Kupfer. Non vediamo davvero l’ora di avere tra le mani questo romanzo. Ed è già preordinabile.
Vi lasciamo qui sotto i tre estratti in italiano in modo da poter soffrire tutti insieme!
Il potere s’innalza, vibrando dentro di me con una richiesta insistente, e alzo la mano destra, puntando il palmo verso il cielo dell’anfiteatro aperto. Xaden scompare da dietro di me un secondo prima che io rilasci il colpo. “Sei sorprendente,” dice. “Ma devi imparare a trovarmi.” Le ombre si avventano contro la mia pelle, e meno di un respiro dopo sono scomparse, lasciandomi a fissare la schiena di Xaden che si allontana mentre sale le scale. «Questa dimostrazione è finita. Mi aspetto che veniate tutti preparati alla prossima sessione,» dice voltando leggermente la testa. “Perchè io?” chiedo, ben consapevole degli altri cadetti che mi fissano mentre ritrovo l’equilibrio. “Xaden!“ Non si ferma nemmeno continuando la sua salita. “Perché sei l’unica in grado di uccidermi.”
Il secondo è decisamente più lungo e ci lascia con il fiato sospeso. Cosa starà succedendo? A che capitolo siamo?
Venin. Il mio cuore si ferma. Non li abbiamo trovati durante la perlustrazione, perché sono già dentro. ”Sono dentro le mura!” urla Tairn. “L’ho già capito.” Scambio i miei pugnali con due con l’impugnatura in lega sulle mie cosce e mi muovo velocemente per porgerne uno a Sawyer. «Nessuno di noi muore oggi.» Lui annuisce, prendendo la lama per l’impugnatura. Lui annuisce, prendendo la lama per l’elsa. «Maren, proteggi Sawyer», ordina Rhiannon. «Cat, aiuta chiunque puoi. Andiamo!» «Immagino che… resterò qui?» ci chiama Sawyer, borbottando una parolaccia mentre ci lanciamo a tutta velocità tra le file di letti dell’infermeria. Siamo i primi ad arrivare alle porte, dove Winifred tiene per le braccia il cadetto di fanteria che si lamenta. «Violet, non uscire…» inizia. «Chiudi a chiave le porte!» urlo mentre corriamo. «Come se questo li fermasse?» mi sfida Ridoc mentre entriamo nel tunnel, poi tutti e tre ci fermiamo di colpo alla vista che abbiamo davanti. Le coperte di ogni letto lungo il corridoio straripante sono state gettate indietro, rivelando corpi disseccati. Il mio stomaco crolla. Come è potuto succedere così in fretta? «Oh merda.» Ridoc, alla mia destra, estrae un altro pugnale mentre altri due cavalieri sfrecciano attraverso le porte dell’infermeria dietro di noi, entrambi della Seconda Ala. Allungo la mano verso Xaden e scopro che i suoi scudi non solo sono alzati, ma impenetrabili. Frustrante, ma va bene. Sono perfettamente in grado di combattere da sola, e ho Ridoc e Rhi con me. “Non hai un condotto“, mi ricorda Tairn. Il che significa che non riesco a individuare i miei fulmini, soprattutto non in casa. “Sono sempre stato molto più precisa con i pugnali che con il mio potere. Avverti i cavalieri che proteggono la pietra.“ “Già fatto“, risponde. «Controllate il ponte!» ordina Rhiannon ai due della Seconda Ala, e decollano verso il Quadrante dei Cavalieri. “Una volta che avete finito di ucciderli, portate i loro corpi fuori, così possiamo arrostirli per divertimento“, suggerisce Andarna. “Non adesso.” Calmo il respiro e mi concentro. «Occhi aperti», dice Rhiannon, con voce ferma come la sua mano, mentre estrae un pugnale con l’impugnatura in lega e si sposta alla mia sinistra. «Andiamo.» Poi ci muoviamo come un tutt’uno, silenziosi e rapidi mentre percorriamo il corridoio. Tengo gli occhi puntati in avanti mentre Rhi e Ridoc controllano rispettivamente a sinistra e a destra, e il loro silenzio mi dice tutto quello che devo sapere. Non ci sono sopravvissuti. Seguiamo la curva del tunnel, oltrepassiamo l’ultima branda e uno scriba vola fuori dalla tromba delle scale di fronte a noi, con le vesti che svolazzano dietro di lui mentre corre verso di noi a tutta velocità. Giro il pugnale nella mia mano e ne prendo la punta, mentre il mio cuore inizia a battere a velocità doppia. «In che direzione sono andati?» chiede Rhi al cadetto. Il cappuccio dello scriba cade all’indietro, rivelando occhi cerchiati di rosso con vene ragnatelose alle tempie. No, decisamente non è un cadetto. Infila la mano sotto la tunica, ma io ho già mosso il polso quando afferra il pomo di una spada. Il mio pugnale si conficca nel lato sinistro del suo petto, e i suoi occhi si spalancano per lo shock mentre cade senza grazia sul pavimento del tunnel. Il suo corpo si raggrinzisce nell’arco di un battito cardiaco. «Accidenti. A volte dimentico quanto sei brava in questo», sussurra Rhi, scrutando i dintorni mentre andiamo avanti. «Come lo sapevi?» chiede Ridoc con lo stesso tono sommesso, dando rapidamente un calcio al guscio di un corpo e recuperando la mia lama. «Uno scriba sarebbe corso verso gli Archivi.» Riprendo la lama e avvolgo la mano intorno all’elsa. «Grazie.» Il ronzio di potere della lega è un po’ più debole ma c’è ancora, sperando sia in grado di sferrare un altro colpo mortale. Quanti di loro avevamo visto io e Imogen e io mentre camminavamo verso l’infermeria senza nemmeno rendercene conto? «Ecco come si nutrivano senza farsi notare. Sono vestiti da scribi.» Due figure in abiti color crema si avvicinano dal lato opposto del tunnel, la luce magica illumina il loro grado del primo anno, e io mi preparo a lanciare di nuovo. «Togliete i cappucci», ordina Rhi. Entrambi sussultano e la cadetta sulla destra abbassa rapidamente il cappuccio, ma c’è un leggero tremito nelle mani della sua controparte mentre obbedisce, i suoi grandi occhi azzurri fissi sul corpo ai miei piedi. «È quello…» sussurra e la sua amica le avvolge un braccio attorno al corpo che trema. «Sì.» Abbasso la mia lama, notando che nessuna delle due ha del rosso negli occhi o sulle tempie. «Tornate agli Archivi e avvisate gli altri.» Le cadette si girano e scappano. «Su o giù?» chiede Ridoc, rivolto verso i gradini. Qualcuno urla sotto di noi. «Giù», diciamo simultaneamente Rhi e io. «Fantastico.» Ridoc ruota il collo. «Giù per le scale fino alla camera delle torture dove aspettano un numero imprecisato di oscuri detentori appena nutriti. Bei tempi.» Prende il comando, spostando il pugnale nella mano sinistra e sollevando la destra per prepararsi a brandirlo mentre Rhiannon cammina dietro di me. Scendiamo rapidamente le scale, tenendo le spalle al muro di pietra, e ringrazio silenziosamente Eran Norris per aver costruito Basgiath con scale di pietra invece che di legno, che rischiavano di scricchiolare… o bruciare. “Presta attenzione al presente, non al passato“, dice Tairn. Il metallo rimbomba sotto di noi, il tono varia dal tintinniodelle lame che si scontrano allo stridore assordante dell’acciaio che raschia contro la pietra. Ma è la risata maniacale mescolata a grugniti di dolore che mi fa correre più veloce, il potere che sale, crepitando lungo la mia pelle. “Controllalo!” ordina Tairn. “Ora del silenzio“, gli ricordo, alzando i miei scudi per bloccarlo, sapendo che può ancora farsi strada se vuole. «Smettetela di giocare con la vostra preda e aiutateci ad aprire questa porta!» ordina qualcuno da sotto. Se vogliono che la porta della cella venga aperta, non sono di certo dalla nostra parte. Sono venuti per Jack. «Quante guardie ci sono a guardia di Barlowe?» sussurra Ridoc mentre ci avviciniamo alla curva della scala che ci esporrà a chiunque aspetti lì sotto. «Due—» La risposta di Rhiannon viene subito attutita dal suono di un urlo basso e doloroso. «Fallo», rispondo, preparando la mano destra al lancio. Appare l’anticamera della cella e il mio sguardo sorvola lo spazio fin troppo familiare, facendo rapidamente il punto della situazione. Due uomini oscuri vestiti con abiti da scriba tirano la maniglia immobile della porta della cella di Jack, mentre una donna passa la sua spada dall’impugnatura di rubino sul collo di un sottotenente che è stato inchiodato allo spesso tavolo con dei pugnali conficcati nelle mani, e un quarto è in piedi ai margini dell’ombra. La sua lunga treccia argentata ondeggia libera dal cappuccio mentre la sua attenzione si sposta nella nostra direzione, e il suo sguardo rosso e inquietante salta al mio e si allarga leggermente sotto un tatuaggio sbiadito sulla fronte. Il mio sangue si gela quando un sorrisetto le inclina la bocca, distorcendo le vene rosse sulle tempie, e poi lei… scompare. Sbatto le palpebre contro la brezza improvvisa che fa muovere una ciocca sciolta della mia treccia, poi fisso lo spazio vuoto prima occupato. Almeno credo che lo fosse. Sto vedendo cose adesso? Rhi sussulta dietro di me, e la mia attenzione si sposta sulla guardia imprigionata. Il sangue della ferita del cavaliere riempie la tavola, e io inghiotto l’acido che mi brucia la gola, scorgendo due cadaveri a sinistra, uno in crema, l’altro in nero. La donna con la spada ingioiellata seduta al tavolo si gira verso di noi, i suoi corti capelli biondi le colpiscono gli zigomi affilati e rivela rami di vene rosse sulle tempie. Muovo il polso nel caso in cui anche lei sparisca. «Cavalieri—» Il suo allarme si spegne quando la mia lama si conficca nel mezzo della sua gola. Ridoc si lancia contro i due verso la porta, ma loro sono già pronti: uno di loro estrae una spada, ma Ridoc la blocca con una spessa striscia di ghiaccio. Lancio il mio pugnale rimanente all’altro mentre faccio gli ultimi due passi, ma il venin dai capelli scuri si muove in modo innaturale e veloce, schivando il colpo. La mia lama rimbalza sul muro di pietra dietro di lui mentre corro verso il cavaliere che sanguina sul tavolo. Fanculo! Rhi salta sopra il corpo della femmina, dirigendosi verso Ridoc, e io continuo a camminare, tenendo d’occhio quello che mi è sfuggito. Il Venin muove il braccio e una sagoma vola verso di me. «Gettati a terra, Vi!» urla Ridoc, allungando la mano con il palmo rivolto verso il basso, e un brivido mi percorre la parte anteriore delle gambe mentre delle punte mi colpiscono il viso. Mi inginocchio e scivolo su una piccola lastra di ghiaccio mentre la mazza mi sferza la testa, fendendo l’aria con un sibilo. «Non i capelli argentati!», grida il portatore oscuro con la spada, e io mi alzo in piedi, scivolando sulla pietra ricoperta di sangue. «Abbiamo bisogno di lei!» Per controllare Xaden? Fanculo. Non sarò mai più usata contro di lui. «Ora è mio!» urla Rhi, e quando guardo a sinistra, sta roteando la mazza contro il suo precedente proprietario, dandomi il tempo di raggiungere il cavaliere che si contorce sul tavolo. «Aspetta…» gli dico, allungando la mano verso la sua gola per fermare l’emorragia, ma mi fermo mentre il suo ultimo respiro gli scuote il petto e lui cade inerte. Se n’è andato. Il mio cuore si stringe per un battito prima che io estragga altri due pugnali e mi giri verso i miei amici. Il venin dai capelli neri si muove in modo confuso, chinandosi sotto la mazza che Rhiannon brandisce, poi appare davanti a me come se fosse stato lì tutto il tempo. Veloci. Sono troppo, dannatamente, veloci. Il mio cuore sussulta mentre gli punto il pugnale alla gola, e lui mi studia con nauseante eccitazione nei suoi occhi rossi. Il potere mi inonda le vene, riscaldandomi la pelle e sollevando i peli lungo le braccia. «Ah, la portatrice di fulmini. Sei molto lontana dal cielo, e sappiamo entrambi che non puoi uccidermi con quel coltello», mi schernisce, e le vene lungo le sue tempie pulsano mentre Rhi si avvicina furtivamente da dietro, il suo pugnale con l’elsa in lega pronto a colpire. Le ombre tremano ai bordi della camera e un angolo della mia bocca si solleva. «Non dovrò farlo.» I suoi occhi brillano di confusione per un millisecondo prima che le ombre esplodano intorno a noi, divorando immediatamente ogni granello di luce in un mare di nero infinito che riconosco immediatamente come casa. Un fascio di oscurità mi avvolge i fianchi e mi tira indietro, poi mi sfiora delicatamente la guancia, stabilizzando il mio battito cardiaco galoppante e placando il mio potere. Le urla riempiono la stanza, seguite da un paio di tonfi, e so senza ombra di dubbio che ogni minaccia alla mia vita è stata estinta. Un attimo dopo, le ombre si ritirano, rivelando i corpi raggrinziti dei portatori oscuri sul pavimento, con i pugnali dall’impugnatura in lega conficcati nel petto. Abbasso le armi mentre Xaden avanza verso di me dal centro della stanza, con le impugnature delle due spade che tiene legate alla schiena che spuntano dalle sue spalle. Indossa spessi abiti invernali in pelle da volo, privi di qualsiasi segno se non il suo grado di sottotenente, e punteggiati di minuscoli puntini d’acqua che mi dicono che è stato nella neve. Sottotenente. Lo stesso grado delle guardie di Barlowe. Lo stesso di Garrick, che si trova ai piedi dei gradini dietro Xaden, e di quasi tutti gli altri ufficiali temporaneamente di stanza qui per proteggere Basgiath. Il mio cuore balbetta e il mio sguardo scorre lungo la figura alta e muscolosa di Xaden, alla ricerca di qualsiasi segno di ferita. Occhi di onice punteggiati d’oro incontrano i miei, e il mio respiro si calma solo quando mi rendo conto che è illeso e non c’è la minima traccia di rosso nelle sue iridi. Tecnicamente potrebbe essere un iniziato, ma non è per niente come il venin che abbiamo appena combattuto. Dio, quanto amo quest’uomo. «Dimmi una cosa, Violence.» Un muscolo della sua mascella squadrata si contrae mentre mi fissa, increspando la pelle bruna della sua guancia ispida. «Perché sei sempre tu?»
«Lasciaci fare minacce».
Manca solo un mese! (Iperventilazione da parte mia)
Non voglio mentire, questa è una delle mie battute preferite del libro. Non vedo l’ora di condividere il resto con voi! 💚
«Lascia che mi innamori dell’unica donna del continente che non potrò mai avere».
Il capitolo bonus di FOURTH WING nella versione americana del libro in brossura FW è ora disponibile gratuitamente sul mio sito come promesso! Divertiti con Xaden, peeps!
«Puoi combattere quanto vuoi, ma quel potere che scorre nelle sue vene?» Jack lo provoca, le sue parole diventano più chiare man mano che mi avvicino alle ultime curve. «C’è un motivo per cui i superiori la vogliono. Un piccolo consiglio fraterno? Mettiti in riga e trova qualcun altro con cui andare a letto. Il tuo famigerato controllo, se anche solo sfiora la sua direzione—» «Non lo farei mai,» ribatte Xaden, la voce gelida e mortale. Il mio battito cardiaco raddoppia e mi fermo proprio prima dell’ultima curva della scala, rimanendo nascosta. Jack sta parlando di me. «Nemmeno tu hai voce in capitolo su quali parti di noi vengano prese per prime, Riorson.» Jack ride. «Ma parlando per esperienza personale, il controllo svanisce rapidamente. Guardati, appena nutrito dalla fonte e già qui sotto, disperato per una cura. Scivolerai, e dopo… Beh, diciamo solo che quei capelli d’argento che ti hanno così stregato diventeranno grigi come il resto di lei, e quegli anelli iniziali indeboliti nei tuoi occhi non dureranno solo pochi giorni— Saranno permanenti»
Quarta di copertina: Un maestoso palco di corna scolpite in legno candido si allungava verso l’alto, dalle ramificazioni pendevano lucide foglie rosso sangue. Due cavità buie nascondevano gli occhi dell’incubo che mio padre aveva dipinto in notti insonni. Il re cervo teneva il suo sguardo vuoto puntato dritto verso di me.
Quello che Nara riceve il giorno del suo ventunesimo compleanno non è il regalo che si aspettava. Ha sempre amato la morte, ma tenere tra le mani le ceneri di suo padre supera le sue aspettative più angoscianti.
Per liberarsene ha ricevuto precise istruzioni: tornare sull’isola in cui è nata, e di cui ha perso qualsiasi ricordo. Un compito semplice, o almeno è ciò che pensa prima di raggiungere le sponde fredde e inospitali. Isolata, l’eccentrica popolazione ha mantenuto tradizioni dimenticate da secoli e custodisce segreti che non vogliono essere svelati.
Le sorprese che il destino ha in serbo per lei sono tutt’altro che finite: Nara scoprirà in fretta, sulla sua pelle, quanto sia difficile sfuggire alle grinfie dell’isola una seconda volta, ora che l’enigmatico Re Cervo ha posato di nuovo i suoi occhi su di lei…
Lasciati stregare da una storia di magia, fascino e mistero, che ti porterà in un mondo senza tempo ispirato alle grandi storie dell’orrore.
Chi è l’autrice?
Amaranth è una di quei tipi strani che non riesce a tenere i sogni per sé. Vive qui e là, in Italia, terra che non ha mai lasciato se non per qualche viaggio su ali di drago o a bordo di un vascello pirata di passaggio. Ama i romanzi fantastici, i film dell’orrore, i videogiochi violenti, la musica metal e crede fortemente nel potere dell’immaginazione. Scrive a lume di candela e segue le orme di H.P. Lovecraft come maestro della fantasia. Adora i vecchi libri di fantascienza, le saghe epiche, le armi antiche e non potrebbe più vivere senza la sua dose quotidiana di ASMR, che la aiuta a raggiungere le terre oniriche nelle notti difficili. Strega moderna, anima antica, legge i tarocchi e ricerca la magia nel mondo di ogni giorno.