Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Persuasione di Jane Austen vs Persuasione di Netflix – recensione

“Non conversavano insieme, non si parlavano se non per scambiarsi i saluti richiesti dalla più elementare buona educazione.
Una volta avevano rappresentato tanto l’uno per l’altra! Ora nulla! Vi era stato un tempo in cui, avrebbero trovato estremamente difficile smettere di parlare tra loro. […] non potevano esservi stati altri due cuori così aperti, altri gusti così simili, altri sentimenti così all’unisono, altri volti così amati.
Ora erano come estranei; no, peggio che estranei, poiché non avrebbero mai potuto diventare amici.
La loro era un’estraneità perpetua.”

Credevamo che la fortunata serie Bridgerton del mondo Shondaland, di cui abbiamo ampiamente parlato qui, ci avesse ormai abituato ad un taglio più moderno ed all’avanguardia, ma evidentemente non si era fatto i conti con i fan di Jane Austen.
La nuova trasposizione cinematografica, tratta dal romanzo Persuasion di una delle scrittrici più conosciute nel panorama della narrativa neoclassica a livello mondiale, è uscito da poco più di una settimana ed è già stato fortemente stroncato dalla critica e dai fan accaniti della Austen.
Terzo adattamento cinematografico di questo romanzo, dopo quello del 1995 e del 2007, è diretto da Carrie Cracknell, regista teatrale per la prima volta dietro una macchina da presa. Nei panni dell’eroina anticonformista Anne Elliot c’è Dakota Johnson che parla direttamente agli spettatori, rompendo la quarta parete.
Diverso, e forse fin troppo a dire di molti.
Persuasione non ha convinto in quanto considerato troppo moderno.
Se lo prendete non paragonandolo al romanzo, sappiate che non è male: è leggero e la particolarità sta proprio nel fatto che la protagonista parla direttamente agli spettatori.
E’ anche vero che siamo stati abituati a Pride & Prejudice (2005) capolavoro di Joe Wright – si riguarda ciclicamente ogni anno – e dal più recente Emma (2020) diretto da Autumn de Wilde con una splendida Anya Taylor-Joy nei panni della protagonista ed è plausibile che all’inizio si possa rimanere spiazzati, soprattutto per il linguaggio non adatto all’epoca e per i costumi che non appartengono al periodo regency, ma il film non è inguardabile.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma dopo aver guardato il film su Netflix sono andata a leggere il romanzo e devo dire che in alcune parti mi stavo davvero addormentando.
In soldoni, esiste nell’universo cinematografico qualche film decisamente peggiore.

Persuasione è l’ultimo romanzo scritto dalla Austen prima della sua morte. Il titolo, a quanto si dice non scelto dall’autrice, si riferisce al fatto che la giovane Anne Elliot, figlia di un baronetto, viene persuasa a rompere il fidanzamento ed a non sposare il marinaio Frederick Wentworth in quanto povero e non adatto ad una donna del suo rango.
Otto lunghi anni dopo i due si rincontrano: lei è ancora sola ed è ancora circondata dalla sua fastidiosa famiglia bigotta, lui al contrario ora è Capitano ed è ricco. [me cojoni!… e scusate il francesismo. ]
Tra incontri voluti probabilmente dalla provvidenza, sguardi e sospiri, silenzi e brevi frasi, alla fine tutto ovviamente sarà risolto e vivranno tutti più o meno felici e contenti.
Come ogni eroina di Jane Austen che si rispetti avrà il suo lieto fine.

A cura di Rossella Zampieri

Pubblicato in: #mistery, Fantascienza, tratti da libri, young adult

7 Giorni 7 vite (Les 7 vies de Léo Belami) di Nataël Trapp diventa Le 7 vite di Léa per Netflix

7 giorni 7 vite‘ di Nataël Trapp è un romanzo che scorre via in una sera o poco più, piacevole, senza tante pretese, con una vena thriller ma a tratti dolcissimo, di quel grado di dolcezza che solo le storie adolescenziali riescono a donare.
Siamo a Valmy-sur-Lac, ipotetica cittadina della provincia francese, è il 2018, Léo ha 17 anni ed è un normalissimo studente medio, senza troppe pretese e immerso nelle miserie di una normale adolescenza di provincia. Manca una settimana al ballo della scuola, e sono passati trent’anni esatti dal ballo 1988, quello famoso per essere stato l’ultimo di Jessica Stein, ritrovata cadavere nel lago.
Léo si sveglierà ogni giorno in un corpo diverso nel 1988 e indizio dopo indizio scoprirà di più sull’omicidio della bionda Jessica e, non troppo incidentalmente, su se stesso e la sua famiglia.

La trasposizione in serie TV svolta il tutto dal punto di vista femminile e beh, diciamolo, svolta in tutto verso altri lidi. Gli anni ottanta diventano novanta (forse perché ora sono più di tendenza) e del libro rimane poco o niente. L’idea di base è quella, il resto è completamente diverso.
C’è anche qui il mettersi nei panni altrui, a volte di opposto genere, carattere e collocazione temporale e il giocare sulla curiosità con dei cliffhanger alla fine di ogni episodio. La trama però è davvero molto diversa, quindi per chi ha già letto il libro ci saranno alcune cose che stoneranno (non solo Léa nei panni di Ismael).
Il prodotto seriale è comunque avvincente e meritevole. Inoltre i campi lunghi sul Verdon e i suoi meravigliosi paesaggi riescono a rendere un vero incanto e un subitaneo innamoramento per l’ambientazione. Ci si trova immersi nella storia e si deve, forzosamente, sapere cosa è successo al bel Ismael.
Da vedere e soprattutto da leggere.


Quarta di copertina: Léo è un diciassettenne come tanti, voti mediocri, insicuro, interessato solo a guardare film su Netflix e a leggere manga. Vive con la famiglia a Valmy-sur-Lac, cittadina di provincia piuttosto grigia, e conta le ore che lo separano dalla fine dell’anno scolastico. Di lì a poco, infatti, non solo finiranno le lezioni, ma avrà luogo la festa del liceo, un’occasione imperdibile – così pensa Léo – per riconquistare l’ex fidanzata Valentine. Quest’anno, poi, si tratta di un evento particolarmente speciale, perché verrà organizzato in omaggio a Jessica Stein, una studentessa uccisa esattamente trent’anni prima proprio durante il ballo.
Una domenica mattina accade l’impensabile: Léo non solo si sveglia nel corpo di un altro ragazzo, ma lo fa proprio nei giorni che precedono la morte di Jessica. Da questo momento, e per il resto della settimana, ogni sua giornata si svolgerà due volte. Una nel passato, in un corpo ogni giorno differente, e una nel presente. Di qui l’idea: e se ne approfittasse per impedire l’omicidio di Jessica e scoprire l’identità dell’assassino?


Nataël Trapp  è nato nel 1982 e non si è mai ripreso del tutto. Ama le passeggiate in montagna, la metafisica e il lieto fine. Vive in Bretagna con la famiglia e la sua gatta Albertine.
Puoi seguirlo e scoprire il suo universo su Instagram @nataeltrapp.

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Guida astrologica per cuori infranti: dal libro di Silvia Zucca alla serie tv su Netflix.


Chiudo gli occhi. E penso alla cassetta di Dirty Dancing. “Nessuno può mettere Baby in un angolo”. E lei con sicurezza si alza e fa vedere a tutti di che pasta è fatta, anche se è bruttina e ha il nasone. La rivincita delle pseudozitelle.

Quarta di copertina: Trent’anni passati da un po’, single (non per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come “tagliatore di teste”. Insomma: non ce n’è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l’astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una “vera” lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l’anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda.

Due edizioni in meno di 5 giorni ed è arrivato subito in classifica: un caso editoriale straordinario.
I diritti di questo romanzo sono stati venduti in 15 paesi prima ancora che venisse pubblicato in Italia.
Guida astrologica per cuori infranti‘ racconta con pungente ironia ed estro i successi e i disastri di una donna piena di vita, di contraddizioni, di speranze e che come spirito guida ha lo Zodiaco. Perché anche se non crediamo nelle stelle, non possiamo fare a meno di guardarle (o di leggere gli oroscopi).
Dopo un successo letterario del genere, potevamo aspettarci che il Sig. Netflix ne tirasse fuori una serie tv, ed infatti: così è stato.
E ci ha visto giusto anche questa volta. Avevate dubbi? Noi, ovviamente no.

“Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l’affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno.”

C’è chi guarda l’oroscopo tutte le mattine e chi mente.
Anche se non credete nei segni zodiacali e pensate che sia una boiata immane perdere tempo a leggere l’oroscopo non potrete fare a meno le guardare questa serie tv e vedere cosa si ha da dire sul vostro segno zodiacale.
Prodotta da Italian International Film, a metà tra Bridget Jones e New Girl, ‘Guida Astrologica per cuori infranti’ ci ha tutti convinti fin dal primo minuto.
Diventata una di quelle serie da vedere per poter staccare un po’ la testa e stata creata da Michela Andreozzi e Bindu De Stoppani.
Viene considerata un piccolo gioiellino della televisione italiana e le fantastiche riprese di una splendida Torino valgono metà della serie.
Divertente e carina, senza grandi pretese, la serie tv conta ben 2 stagioni suddivise in 6 puntate, da 35 minuti ciascuna, chiamate (che ve lo dico a fare?) come i segni dello Zodiaco.
E comunque ve lo diciamo, no more Saturno contro. Ci sono buone speranze, in questo 2022, che una gioia arrivi per tutti.

Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

Lo strano mondo di Carrie Pilby di Lissner Caren è un film. Lo sapevate? Noi no.

Ci sono delle volte in cui escono film tratti dai libri e lo scopri solamente quando guardi la suddetta trasposizione cinematografica, magari anni dopo.
Il carizzimo Neflix, migliore amico di molti di noi, ha aggiunto al suo catalogo qualche anno fa Carrie Pilby, commedia drammatica del 2016 diretta da Susan Johnson e scritta da Dean Craig e Kara Holden. E indovinate un po’? Esatto: basato su un libro.
In questo caso l’omonimo romanzo best seller (inutile dire messo nel carrello anche questo. Ciaone stipendio!) è ‘Lo strano mondo di Carrie Pilby’ di Lissner Caren.
Sappiamo ben poco di questo romanzo, oltre a non essere così semplice da reperire.
Sul sito dell’autrice è possibile leggere (in inglese) la novella, ecco il sito ufficiale della scrittrice.
Vediamo nel dettaglio:


Quarta di copertina: Carrie Pilby non si sente o proprio agio da nessuna parte. Ha finito il college da poco, ha 19 anni, è un genio ed è convinta di essere circondata da esseri immorali, lascivi, ipocriti. L’unica persona che frequenta regolarmente è il suo analista, e quando questi se ne salta fuori con un piano a cinque punti per aiutarla a scoprire ‘gli aspetti positivi dell’interazione sociale’ Carrie, che preferirebbe starsene rintanata nel suo nido, è obbligata a guardare il mondo sotto una nuova luce.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 9 settembre 2016. A novembre 2016, la The Orchard ha acquisito i diritti di distribuzione del film negli Stati Uniti. Il film è stato distribuito in edizione limitata il 31 marzo 2017, in sei sale, e poi è diventato disponibile tramite video on demand il 4 aprile 2017. E’ stato il film iTunes più visto nella categoria dei film indipendenti per le prime tre settimane dalla sua uscita, ha poi tenuto il terzo posto durante la quarta settimana. In Italia è appunto distribuito su Netflix.

Carrie Pilby è una bambina prodigio di 19 anni che vive da sola a New York City. È sempre la persona più intelligente nella stanza, ma è troppo infelice per godersela. Con difficoltà a interagire, ha difficoltà a frequentarsi e a fare amicizia, ma ha sempre qualcosa da dire. E mentre può analizzare tutto, indipendentemente dalla situazione, ha più difficoltà a capire se stessa.
Carrie chiede al suo terapeuta, il dottor Petrov, in una sessione settimanale perché si pone così tanta enfasi sulla felicità. “Ci sono delle persone brillanti e infelici”. Ma il terapeuta, amico di lunga data del padre (assente e vedovo) di Carrie, è molto consapevole di quanto sia unica. Originaria di Londra, Carrie vive a New York da quando aveva 12 anni, quando sua madre è morta e ora da sola a Manhattan. Ha saltato tre classi, laureandosi all’Università di Harvard a 18 anni. Un anno dopo, lavora per uno studio legale come revisore di bozze su insistenza di suo padre, ma non ha davvero bisogno del lavoro.
Carrie è chiaramente sola e si sente strana, nonostante le apparenze esteriori. Ha trascorso l’ultimo anno in gran parte nascondendosi nel suo appartamento e vedendo il dottor Petrov. Quindi, le crea una lista di cose da fare per aiutarla a uscire dal suo auto-isolamento, “Dai una possibilità all’umanità” e trova gioia nella sua vita: trova un lavoro. Farsi un amico. Prendi un animale domestico. Andare ad un appuntamento. Fai qualcosa che ti piaceva da bambino.
Le sue avventure includono un appuntamento al buio con un ragazzo fidanzato, l’amicizia con un collega estroverso ma gentile e “il ragazzo della porta accanto”, che incontra mentre interpreta un didgeridoo nel vicolo dietro il loro condominio. Alla fine si conoscono attraverso una passeggiata in giro per la città.
Occasionali flashback sulla sfortunata storia d’amore di Carrie con il suo professore di inglese quando aveva solo 16 anni. Queste scene serie aiutano a spiegare le sue contraddizioni: saggezza intellettuale oltre i suoi anni combinata con l’immaturità emotiva di un’adolescente.
Quando Carrie inizia a completare l’elenco, le sue opinioni su sesso, romanticismo e mondo iniziano a cambiare, così come il modo in cui vede le relazioni e l’umanità.

L’avete visto? Avete letto il romanzo? Noi recuperemo al più presto! Non sia mai che ci perdiamo un pezzo per strada.


Chi è Lissner Caren?

Fin dal college, Caren ha lavorato come redattrice di giornali e reporter nel nord del New Jersey, coprendo storie e caratteristiche politiche cruente (e talvolta stravaganti). Ha anche pubblicato articoli seri sul New York Times, sull’Atlantic CityLab e sul Washington Post. Ha pubblicato satira sul Times , McSweeney’s, National Lampoon, la sezione “Funny Women” di Rumpus , Harper’s, il Philadelphia Inquirer, la rivista di ex studenti dell’Università della Pennsylvania e in altri ottimi punti vendita. Vedi i link intorno al sito.
Caren è cresciuta a Freehold e Old Bridge, nel New Jersey, dove la storia e i misteri suburbani l’hanno ispirata a inventare storie. Si è laureata all’Università della Pennsylvania durante i ruggenti anni ’90 e si è trasferita nel nord del New Jersey. Ha co-ospitato “Tuesday Night Trivia” a Manhattan per cinque anni.   
Attualmente sta finendo un nuovo romanzo, oltre a un libro di memorie nerd. 

Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

I Bridgerton: dai libri alla serie tv

L’anno nuovo corre decisamente veloce ed il vostro Autore preferito non può certo non parlarvi della novità che ancora manda tutti in visibilio, cari Lettori! Vi sveliamo che le stagioni sono due, ma sono già state confermate una terza ed una quarta più uno spin-off, tanto per cominciare. Non è sicuramente un ballo – anche se so che ci sperate molto – né tantomeno l’inizio della Stagione [se non di nuove serie tv!], ma della famiglia Bridgerton, la famiglia più prolifica dell’altà società londinese. Ne avete già sentito parlare,vero?

da «Le cronache mondane di Lord Netflix»
Marzo 2022

Con un incipit del genere, se siete assidui frequentatori di Netflix, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando. Una delle serie più chiacchierate che ha concluso ed iniziato il 2020 con uno share pazzesco. Uscita il 25 dicembre 2020, stiamo ovviamente parlando dei Bridgerton, serie tv britannico – statunitense prodotta dal colosso Shondaland che ha avuto visualizzazioni da record arrivando ad essere una delle serie più viste dell’anno.
Nel 2021, cinque mesi dopo il suo “debutto in società.”, la serie era ancora nella Top Ten di Netflix.
E’ stato annunciata l’uscita della seconda stagione a fine 2021, incentrata sul secondo romanzo Il visconte che mi amava della fortunata serie di Julia Quinn. I protagonisti principali sono Anthony Bridgerton e Kate Sheffield, diventata Kate Sharma per riflettere l’eredità indiana dell’attrice che la interpreta.
Inutile dire che non stiamo aspettando altro che il 25 marzo per poter vedere la nuova stagione.

Non so se vi è giunta voce cari Lettori, ma sta per esplodere, di nuovo, la #Bridgertonmania.


Scopriamo insieme qualcosa in più sul diamante più chiacchierato di Netflix:


Ma da dove arriva questa serie televisiva? Dai libri, ovviamente, cari Lettori!
Le padrone di casa qui hanno fatto in modo di sapere (leggere tutta la saga sembrava l’idea migliore) il più possibile per potervene raccontare con dovizia di particolari.
La saga dei Bridgerton è ispirata alla serie di romanzi a stampo storico – sentimentale di Julia Quinn che racconta appunto di questa famiglia composta dalla viscontessa Lady Violet rimasta vedova e dei suoi otto figli Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacinth. Come da tradizione familiare, a dire il vero più per comodità, hanno l’iniziale del nome in ordine alfabetico.
La saga è ambientata nel diciannovesimo secolo, a cavallo tra il 1813 ed il 1823, considerato il periodo regency.
Ci sono ben 8 romanzi, pubblicati tutti dalla casa editrice Mondadori, che seguono le vicende degli otto rampolli di casa Bridgerton a partire dal capofamiglia allergico all’amore Anthony per concludere con l’indomabile Hyacinth che all’inizio di tutto ha solamente dieci anni.
I romanzi sono così suddivisi:

  1. Il Duca e io – Daphne
  2. Il visconte che mi amava – Anthony
  3. La proposta di un gentiluomo – Benedict
  4. Un uomo da conquistare – Colin
  5. A sir Phillip, con amore – Eloise
  6. Amore un libertino – Francesca
  7. Tutto in un bacio – Hyacinth
  8. Il vero amore esiste – Gregory

E se volete saperne qualcosa in più sui libri in questione potete vedere cosa ne pensiamo qui.

I Bridgerton – tra debuttanti e scapoli d’oro, balli ed intrighi, l’etichetta dell’alta società ed i tanto amati/odiati pettegolezzi – ha scalato le classifiche, conclamando Julia Quinn come una delle migliori scrittici di genere regency presenti.
L’autrice si è molto divertita a scrivere anche un secondo epilogo per tutti e otto i romanzi: un modo per far conoscere ai lettori cosa avviene dopo la magica parola “ fine”. Tutti gli epiloghi sono raccolti in un ebook.

Non ci è ancora dato sapere il motivo per il quale si parte dal libro di Daphne e non si sia seguito il naturale elenco dei fratelli, cioè dal più grande al più piccolo, ma non ci poniamo troppe domande cari Lettori…la curiosità, come si dice, uccide il gatto.

Tra la serie tv ed i romanzi ci sono parecchie discrepanze e all’inizio sarà difficile riuscire a conciliare la lettura dei romanzi con la visione della serie tv targata Netflix. Il nostro consiglio è: o di leggere i romanzi o di guardare la serie tv – in quanto quest’ultima è piacevole da seguire e con un senso logico se non si hanno letto i romanzi – ma tanto vi conosciamo cari Lettori, voi siete avidi di notizie, come le vostre Autrici e farete sia l’una che l’altra cosa, sicuramente.

Per la croce di alcuni e la delizia di altri non ci resta dunque che aspettare il 25 marzo per poter iniziare la maratona.
Signore, insomma, arriva Anthony!

Pubblicato in: Anteprima, segnalazioni

365 giorni, Blanka Lipińska – segnalazione

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 7,99 (kindle) | Data di pubblicazione: 1 marzo

Quarta di copertina: Laura Biel e il suo fidanzato sono in vacanza in un luogo da favola: la Sicilia! Proprio il giorno del suo ventinovesimo compleanno, però, Laura viene rapita dal bellissimo don Massimo Torricelli. Cosa può volere un capomafia locale da una turista polacca? Massimo ha le sue ragioni: quella splendida donna, infatti, è identica all’angelica figura che gli è apparsa quando ha rischiato di morire in seguito a un attentato. Miracolosamente sopravvissuto, ha giurato che avrebbe fatto di tutto per trovarla e farla sua. A ogni costo. E ora intende mantenere quella promessa: terrà Laura prigioniera nella sua meravigliosa tenuta per 365 giorni, trascorsi i quali, se lei non si sarà innamorata, la lascerà andare. Ma se lei cercherà di scappare prima, ucciderà tutta la sua famiglia. Laura in effetti cede al fascino di don Massimo, ma riuscirà la loro precaria relazione a resistere alla forza del destino?

La trilogia è formata da:

  • 365 dni, Wydawnictwo Edipresse Polska, Warszawa 2018 – 365 giorni, Mondadori 2022
  • Ten dzień, Wydawnictwo Edipresse Polska, Warszawa 2018 – Inedito in Italia
  • Kolejne 365 dni, Wydawnictwo Agora, Warszawa 2019 – Inedito in Italia

Il trailer sulla piattaforma Netflix


Chi è Blanka Lipińska?

Blanka Lipińska (classe 1985) è una scrittrice polacca, conosciuta per la sua trilogia erotica 365 dni (365 giorni), da cui è stato tratto il film Netflix 365 giorni (2020).
Dopo il diploma ha conseguito una laurea in cosmetologia. Prima di diventare scrittrice Lipińska ha lavorato come terapeuta-ipnotizzatore. Ama lo sport, il fitness e la vela. Ha dichiarato che per scrivere la serie di romanzi di 365 dni si è ispirata a Cinquanta sfumature di grigio e l’idea per l’ambientazione le è venuta dopo un viaggio in Sicilia.
Pubblicato in: Calendario dell'Avvento

Avvento e Libri: Zerocalcare

Giunti all’ultimissima casella del nostro piccolo calendario dell’Avvento libroso, notoriamente deve essere la casella più grande, il dolcetto più ambìto e importante. L’abbiamo voluta dedicare al fenomeno Zerocalcare.
Impossibile non averne sentito parlare negli ultimi tempi e altamente improbabile non aver mai incrociato la coda chilometrica che si forma, invariabilmente, davanti agli stand della Bao Publishing quando c’è lui.
Indubbiamente è diventato il fumettista italiano più amato: Michele Rech, in arte Zerocalcare, classe 1983, romano di Rebibbia ma per metà francese. Un ibrido che cresce a liceo francese e centri sociali.

“I cuori non sono tutti uguali. Si modellano, si sagomano, sulle esperienze. Come un tronco che cresce storto adattandosi a quello che c’ha intorno.”

Negli ultimi tempi, dicevamo, ha fatto parlare di sè con la serie ‘Strappare lungo i bordi’, la prima (di tante?) del fumettista romano, disponibile solo su Netflix.
Ci aveva già regalato sorrisi e pensieri, in forma seriale, durante il lockdown: Rebibbia quarantine.
Ma torniamo a ora e alla sua ‘Strappare lungo i bordi’: successo immenso e forse non del tutto previsto data la mole di notorietà che si è riversata sul suo riservato autore. A detta sua pare che non l’abbia presa benissimo.
La serie è comunque un capolavoro e vi consigliamo assolutamente di guardarla, se ancora non l’avete fatto perché merita davvero: dalla sigla, ai disegni, alla poesia, all’ironia all’animazione e pure al doppiaggio e a come si sopravvive, in fondo.

E allora noi andavamo lenti perché pensavamo che la vita funzionasse così, che bastava strappare lungo i bordi, piano piano, seguire la linea tratteggiata di ciò a cui eravamo destinati e tutto avrebbe preso la forma che doveva avere. Perché c’avevamo diciassette anni e tutto il tempo del mondo.


Cos’altro sappiamo di Zerocalcare? Qualche cenno biografico lo abbiamo già riportato e sappiamo inoltre che il nome d’arte che lo ha reso famoso è un nickname nato per una discussione su internet. Sappiamo che aderisce ad uno stile di vita straight edge che vor dì che vive di astinenze: no fumo, no alcool e no droghe. Sappiamo che già nel 2019 aveva raggiunto il milione di copie vendute.

I libri di questo autore, tutti editi da Bao Publishing non sono per niente da sottovalutare, non sono scontati e sono la prova provata che i ‘fumetti’ possono dire molto e affrontare elementi emotivi e alti tanto quanto i loro parenti letterari più ‘classici’.
Ve li elenchiamo e speriamo che li comprerete tutti in massa, che li regalerete a Natale, ai compleanni ma pure senza motivo alcuno: così, senza senso.


L’opera è composta da storie di poche tavole l’una, per lo più autoconclusive, ma che messe insieme compongono un affresco più grande e complesso. Partendo dal momento in cui viene a sapere della morte di Camille, sua vecchia amica e primo grande amore, l’autore inframmezza flashback adolescenziali che descrivono la storia della loro amicizia a racconti della sua vita quotidiana da quasi-trentenne nella Roma degli anni duemila.
Nei diversi racconti è sempre affiancato dall’amico Armadillo, personaggio immaginario che incarna le sue paure e le sue insicurezze, oltre a diversi altri personaggi ricorrenti fra cui gli amici Secco e Greta e i propri genitori rappresentati con le fattezze di Lady Cocca per la madre e di Mr. Ping per il padre.


Il libro si svolge in tre fasi della vita dell’autore: dall’età delle elementari si passa alle superiori, sempre nella stessa scuola, per poi concludere con l’età adulta. Per tutte e tre le tappe, Zerocalcare viene sempre circondato dai suoi amici e compagni di scuola, e vengono raffigurati i suoi punti di riferimento del momento: ad esempio, per l’età infantile Zerocalcare viene consigliato da David Gnomo, He-Man e Dart Fener, per l’adolescenza segue gli insegnamenti di Kurt Cobain, Joe Strummer e Che Guevara, spesso in contrasto con loro, mentre nell’età adulta la sua coscienza viene impersonata dai tre porcellini.
Alle elementari, dopo essere stato con Sarah e Secco nel bosco vicino alla scuola, Zero viene messo alle strette da Madame Arbizzati e confessa che è stata Sarah a dirgli di andare nel bosco, certo che lei, essendo femmina, non sarà messa in punizione o mandata dal preside. Zero però si sbaglia, e quando Sarah ritorna dall’ufficio del Preside e pensa che Giulia Cometti sia la responsabile, non la contraddice. Sarah con l’aiuto di Secco umilierà Giulia davanti a tutta la scuola. Questo segreto accompagnerà Zero, sotto forma di un polpo aggrappato alla sua gola, nell’adolescenza fino all’età adulta, quando ritrovati i suoi compagni in occasione del funerale di Madame Arbizzati e aver passato con Sarah e Secco molte disavventure, alla fine riuscirà a confessare il suo segreto a Sarah, la quale però ci ride sopra.
A questa storia apparentemente banale si intreccia quella più drammatica di altri personaggi legati alla scuola.


Quasi due anni di blog. Il manifesto di una generazione raccontato attraverso le sfaccettate manifestazioni della coscienza, della morale e della cultura di Zerocalcare, che vanno dall’immancabile armadillo a un’infinità di icone dell’animazione, della TV, della cultura pop a cavallo tra anni Ottanta e Novanta. Corredato da quasi cinquanta pagine di materiale inedito a colori, “Ogni maledetto lunedì su due” documenta in maniera onesta, divertita e spietata la perdita delle illusioni e il bisogno di protrarre il più possibile il tempo in cui ci si può dire responsabili, senza ammettere di essere adulti.


Zero è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all’amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa. Prendendosi una pausa dal suo abituale sguardo sul mondo (e da se stesso come protagonista) Zerocalcare lascia andare a briglia sciolta le sue innumerevoli paranoie apocalittiche e racconta una storia avventurosa di rivalsa, rancore e speranza per il futuro, che fa il giro largo per spiegare l’incrollabile amore per un quartiere che tutto il mondo crede essere solamente un carcere.


Il punto di partenza è la morte di sua nonna, momento in cui l’autore si ritrova a fare i conti con la fine dell’infanzia/adolescenza e l’inizio dell’età matura. Da qui prende il via un racconto che mischiando fantasia e realtà racconta la storia di tre generazioni della sua famiglia: con l’amico Secco, Zero rievoca la storia della nonna e di sua madre, una vita rocambolesca che nasconde misteri, dispiaceri e avventure. Il romanzo si snoda su diversi piani temporali: quello più lontano che parte dall’infanzia della nonna e ne segue la misteriosa esistenza; quello dell’infanzia e dell’adolescenza di Zero e quello del presente, in cui il protagonista racconta il passato all’amico e in cui si svolge il funerale della nonna.




È la seconda raccolta delle storie brevi del blog, dopo ogni maledetto lunedì su due. Come nella precedente raccolta, oltre alle storie degli ultimi due anni del blog, il volume contiene anche un nuovo racconto inedito di quarantacinque pagine.


Kobane Calling è un fumetto dell’autore italiano Zerocalcare. Una parte dell’opera è stata pubblicata nel gennaio del 2015 sul settimanale Internazionale.

L’opera è un reportage in forma grafica del viaggio che ha portato l’autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi (YPG e YPJ) del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico.


Secco fa l’insegnante. Cinghiale si sposa. Le cose cambiano, velocemente. Nel suo libro più corale a oggi, Zerocalcare racconta la difficoltà di crescere, di scoprire il proprio ruolo nella società, di non perdere i legami che contano. “Macerie prime” ha un cast che attinge a tutti i libri precedenti dell’autore di Rebibbia, ne aggiunge di nuovi, e calibra con cura la distanza tra di loro, in una storia densa di simbolismi. “Macerie prime” è una storia su cosa ci rende umani. Sulle cose che, per quanto siano messe a dura prova dalla vita, dobbiamo proteggere a ogni costo. Un libro in cui un cast allargato rispetto al tipico narrare di Zerocalcare si confronta che le fragili realtà che, appena qualche anno prima, erano i loro sogni per il futuro. È una storia che è stata pensata per essere letta in due atti, e per questo non sarà mai pubblicata in volume unico.


Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?



Questa nuova raccolta di storie di Zerocalcare, precedentemente apparse sul suo blog, su Wired, su Best Movie, su Repubblica, l’Espresso e altrove, è la più corposa della sua produzione editoriale. Corredata da un preciso sommario cronologico, è impreziosita anche da una nuova storia inedita in tre parti, per un totale di venticinque pagine, in cui l’autore di Rebibbia riflette sul necessario equilibrio tra il suo narrare più impegnato e quello più dégagé.


Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana. Un romanzo grafico che l’autore definisce “più efferato del solito” a cavallo tra realtà e invenzione, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.



Natale… i regali, il cenone, i parenti… ma ci avete mai pensato alle condizioni di lavoro dei folletti nella fabbrica di Babbo Natale? Zerocalcare sì, e vi racconta per la prima volta la scabrosa verità dietro al business della consegna dei regali. Bonus! Le anziane rider della Befana scioperano insieme ai minatori sardi (le cui miniere di carbone vengono chiuse perché nelle calze i bambini preferiscono trovare gli orsetti gommosi), per ottenere migliori condizioni di lavoro!


Dalla condizione dei carcerati di Rebibbia durante la prima ondata della pandemia all’importanza della sanità territoriale, da una disamina approfondita sul fenomeno della cancel culture alla condizione degli ezidi in Iraq, questa raccolta di storie di Zerocalcare è tra le più “serie” della sua carriera, ed è impreziosita da una storia inedita di quasi cento pagine, sull’ultimo anno della sua vita, quando si stava occupando della sua prima serie animata, “Strappare lungo i bordi” (disponibile dal 17 novembre su Netflix in tutto il mondo). Un libro importante, solo apparentemente fatto di storie disgiunte, che raccontano mirabilmente gli ultimi due anni dal punto di vista del fumettista di Rebibbia.

E poi vi mettiamo pure la bonus track, per chi volesse cimentarsi nella rilassante arte del colore ecco a voi una vera chicca! Il dono perfetto per Natale!

L’unico libro da colorare di Strappare lungo i bordi, che ti permette di vivere momenti di relax condividendo la tua passione per il disegno e per le serie tv con i tuoi amici e le persone che ami!

Perché amerai questo libro:

  • 🎨 50 PAGINE DA COLORARE RILASSANTI. Ogni pagina da colorare è progettata per offrirti calma e relax e aiutarti ad esprimere la tua creatività.
  • 🎨 BELLISSIME ILLUSTRAZIONI. Immagini originali e di alta qualità per permetterti di creare delle vere e proprie opere d’arte.
  • 🎨 DISEGNI SU PAGINA SINGOLA. Ogni immagine è stampata appositamente su un lato accanto ad una citazione della serie
  • 🎨FORMATO GRANDE. Un grande album da colorare per ore di divertimento e svago.
  • 🎨PERFETTO PER TUTTI I LIVELLI DI ABILITÀ. Adatto sia per principianti che per livelli avanzati.
  • 🎨 CARTA BIANCA. Adatta a matite da colorare, pastelli da colorare, pennarelli, penne gel, penne a sfera, pennarelli sottili, acquerelli (in caso di pennarelli suggeriamo di mettere un foglio bianco dietro ogni pagina)
  • 🎨UN REGALO MERAVIGLIOSO. Un regalo originale e creativo per tutti gli amanti del disegno e delle serie tv

Pubblicato in: #recensione, approfondimento, Narrativa contemporanea, storico, tratti da libri

Recensione: La serie dei Bridgerton, Julia Quinn

Ricetta per il successo: prendete un po’ di balli, una storia d’amore, qualche intoppo ed il tanto agognato lieto fine ed ecco quasi pronta una saga perfetta per la ricerca di ore di tranquillità o di qualcosa di non troppo impegnativo.
Avete già capito di cosa stiamo blaterando? Moltitudini ne hanno parlato e straparlato, tutti sono impazziti ed è diventata una vera e propria mania.
Ovviamente stiamo ciarlando della serie dei Bridgerton, saga familiare che ha mandato in visibilio il web e non solo.
Non tutti sanno, o forse ormai lo sanno tutti, che la serie tv Netflix (che in verità ha scatenato tutto il putiferio) è stata ispirata da una serie di romanzi regency di Julia Quinn (pseudonimo di Julia Pottinger). Scopriamo che la serie è un mega bestseller dell’autrice americana e che esiste anche un prequel.
Dio ci salvi, e salvi anche la Regina, vista l’ambientazione della Londra vittoriana.
Ed eccoci immediatamente saltate in carrozza, grazie Netflix e grazie Shondaland.
Ma qui non discutiamo della serie TV, su cui avremmo ben delle cose da dire ma ci riserviamo un nuovo articolo apposito.
Focus sui libri. Siamo ad inizio 1800, i Bridgerton sono una famiglia della nobiltà inglese e la bella (e simpatica) Violet ha messo al mondo ben otto pargoletti insieme al suo amato Edmund (purtroppo non lo conosceremo, risulta schiattato prematuramente a causa di un insetto). Otto figli per otto libri, ma non in ordine di nascita.
Partiamo con Daphne, la prima figlia femmina, protagonista de ‘Il duca e io’ insieme al fascinoso Duca di Hastings.

Julia Quinn's Bridgerton Family | Personagens de livros, Personagens  literários, Romance de época

Ci sono voluti ben quindici giorni per poter finire tutta la saga (otto libri) e parlarne con qualche cognizione di causa: quindici giorni di delirio totale. Avete presente la metafora delle ciliegie che una tira l’altra?
Una volta iniziato a leggere il primo si deve assolutamente sapere cosa succede negli altri sette per poter avere un po’ di pace nella mente.
Passi che non è accurato, passi anche la noia mortale se fosse davvero accurato, ma veramente non si riesce a fare a meno di continuare nella lettura.
Alla fine è obbligatorio affezionarsi ad Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e Hyacinth, vederli arrivare alla fine dei loro rispettivi libri con il loro bel lieto fine e scoprire in realtà che hai già scelto i tuoi preferiti.
Per noi, sopra tutti vincono Micheal e Francesca, ma aspettiamo i vostri commenti.

I primi tre volumi, oscar bestsellers, sono disponibili in versione cartacea, editi da Mondadori, gli altri arriveranno in successione a distanza di un mese l’uno dall’altro. In ebook potete anche trovare i secondi epiloghi che la scrittrice ha fatto per soddisfare le domande dei fans. In ebook, tra l’altro, è possibile acquistarli tutti.

I titoli in ordine:

1-Il duca e io (il libro di Daphne)

2-Il visconte che mi amava (il libro di Anthony)

3-La proposta di un gentiluomo (il libro di Benedict)

4-Un uomo da conquistare (il libro di Colin)

5-A sir Philip, con amore (il libro di Eloise)

6-Amare un libertino (il libro di Francesca)

7-Tutto in un bacio (il libro di Hyacinth)

8-Il vero amore esiste (il libro di Gregory)

Esiste un nono volume che si chiama Felici per sempre e raccoglie gli epiloghi di tutti e otto i finali dei personaggi. In aggiunta si trova tutta la storia di Violet, da bambina a nonna. Per non avere più alcuna domanda…
Ah no, aspetta, c’è pure il prequel.
Ma per ora ci fermiamo qui.

Il duca ed io ( Daphne Bridgerton #1)

Quarta di copertina: Londra, 1813. Simon Arthur Henry Fitzranulph Basset, nuovo duca di Hastings ed erede di uno dei titoli più antichi e prestigiosi d’Inghilterra, è uno scapolo assai desiderato.
A dire il vero, è letteralmente perseguitato da schiere di madri dell’alta società che farebbero di tutto pur di combinare un buon matrimonio per le loro fanciulle in età da marito.
E Simon, sempre alquanto riluttante, è in cima alla lista dei loro interessi.
Anche la madre di Daphne Bridgerton è indaffaratissima e intende trovare il marito perfetto per la maggiore delle sue figlie femmine, che ha già debuttato in società da un paio d’anni e che rischia di rimanere – Dio non voglia! – zitella. Assillati ciascuno a suo modo dalle ferree leggi del “mercato matrimoniale”, Daphne e Simon, vecchio amico di suo fratello Anthony, escogitano un piano: si fingeranno fidanzati e così saranno lasciati finalmente in pace. Ciò che non hanno messo in conto è che, ballo dopo ballo, conversazione dopo conversazione, ricordarsi che quanto li lega è solo finzione diventerà sempre più difficile. Quella che era iniziata come una recita sembra proprio trasformarsi in realtà.


Il visconte che mi amava ( Anthony Bridgerton #2)

Quarta di copertina: La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.
Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.
Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.
Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.
L’impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.


La proposta di un gentiluomo (Benedict Bridgerton #3)

Quarta di copertina: Sophie Beckett discende da una nobilissima famiglia, ma non ha mai avuto una vita facile. Niente feste, coccole, agi per lei: è infatti la figlia illegittima del conte di Penwood ed è sempre stata trattata come una domestica, soprattutto dopo che il padre, morendo, l’ha lasciata sola con la matrigna e le sorellastre.
Mai e poi mai avrebbe immaginato di partecipare un giorno al celebre ballo in maschera di Lady Bridgerton. Né tanto meno di incontrarvi un principe azzurro che stesse aspettando proprio lei. Eppure, mentre volteggia leggera tra le forti braccia del bellissimo Benedict, secondogenito della famiglia, le sembra quasi impossibile che quell’incantesimo debba dissolversi allo scoccare della mezzanotte. Non dimenticherà mai quella serata, ne è sicura.
Neanche Benedict potrà scordare la sensazione provata danzando con quella sconosciuta.
Chi si celava dietro quella maschera?
Il giovane ha giurato a se stesso che l’avrebbe scoperto, per poi sposarla. Ma quando, anni dopo, conosce casualmente Sophie, che crede una cameriera, il suo proposito vacilla: è giunta l’ora di porre fine alla ricerca della misteriosa ragazza che gli ha rapito il cuore e abbandonarsi a un nuovo sentimento? Perché certo Sophie non poteva essere al ballo oppure sì?


Un uomo da conquistare (Colin Bridgerton #4)16 marzo 2021


Quarta di copertina: Penelope Featherington è segretamente innamorata di Colin Bridgerton, il fratello della sua migliore amica.
Da anni lo osserva da lontano ma all’improvviso si rende conto di non conoscerlo affatto.
Lo stesso Colin, rientrando da un viaggio all’estero, scopre che molte cose sono cambiate. Soprattutto Penelope: ora non riesce a smettere di pensare a lei.
È davvero la donna che potrà renderlo felice?



A sir Phillip, con amore (Eloise Bridgerton #5) 20 aprile 2021


Quarta di copertina: Di famiglia aristocratica, Eloise Bridgerton ha ormai ventotto anni compiuti ed è ancora senza marito. A spezzare il grigiore delle sue giornate arrivano le lettere di sir Phillip Crane, un botanico rimasto vedovo con due gemelli da crescere. Dopo un anno di corrispondenza lui le chiede di sposarlo, ma quando finalmente si incontrano, Eloise scopre che Phillip, più che una compagna, cerca una madre per i suoi figli. Riuscirà il suo amore a fare breccia nel cuore apparentemente insensibile di Phillip?


Amare un libertino ( Francesca Bridgerton #6)18 maggio 2021

Quarta di copertina: Quando Michael Stirling, il più audace libertino di Londra, incontra Francesca Bridgerton è amore a prima vista. Un amore non ricambiato: Francesca sta per sposare suo cugino John.
E anche se un evento improvviso libera Francesca da qualunque vincolo, Michael non osa confessarle il proprio amore e per dimenticarla parte per l’India.
Ma al suo rientro, inaspettatamente, Francesca gli chiede consiglio per trovare un buon marito: potrà Michael sopportare di gettarla tra le braccia di un altro?


Tutto in un bacio (Hyacinth Bridgerton #7) – 15 giugno 2021


Quarta di copertina: Gareth St. Clair scopre che il suo passato, e forse anche il suo futuro, è nascosto negli eleganti caratteri di un antico diario, scritto però in una lingua che lui non comprende: l’italiano. Per Hyacinth Bridgerton, esperta traduttrice, è una sfida davvero intrigante. Ma quando insieme a Gareth si immerge in quelle pagine scopre che le risposte che entrambi cercano non sono lì. E niente è più semplice, o complicato di un bacio.


Il vero amore esiste ( Gregory Bridgerton #8) 13 luglio 2021

Quarta di copertina: Gregory Bridgerton crede nel vero amore. Ma quando incontra Hermione Watson, la donna dei suoi sogni, scopre che lei ama un altro. Comunque deciso a conquistarla, Greg ha un asso nella manica: Lady Lucinda Abernathy, la più cara amica della fanciulla, si offre di aiutarlo. Ma ciò che Lucy, fidanzata dall’età di dieci anni con il futuro conte di Davenport, non ha previsto è di innamorarsi perdutamente proprio del pretendente dell’amica.

Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Dal libro al cinema: Arsenio Lupin arriva su Netflix

Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc sta per tornare, questa volta nella trasposizione creata per Netflix dal regista Luis Leterrier (premiato agli Emmy). In arrivo la prima parte l’8 gennaio con Omar Sy come protagonista.

Arsenio Lupin chi?
Maurice Leblanc nel 1905 era uno scrittore di poco conto ma quando creò Lupin, forse come contropartita francese dell’Holmes di Conan Doyle, creò un mito che dura da oltre cento anni e vanta una valanga di trasposizioni cinematografiche e televisive.

Maurice Leblanc – Arsène Lupin contro Herlock Sholmès (Recensione) | Pausa  Caffè

Un elegantissimo “gentleman cambrioleur”, è un ladro molto ma molto particolare, prende per se stesso ma anche per i bisognosi e sempre e solo ai ricchi. Ama le donne, il gioco, il lusso e ovviamente anche il denaro. Lupin ha uno humor incredibile ed è un abile trasformista, riesce a travestirsi per interpretare altre persone in maniera perfetta.
Intelligente e furbo, caparbio e divertente, è molto acculturato e s’intende d’arte.
Mai, è un gentiluomo non scordiamolo, ricorre alla violenza. I suoi nemici sono l’ispettore Garimard della polizia francese e il detective inglese Herlock Sholmes, personaggio chiaramente ispirato a Sherlock Holmes.

Parrebbe che l’autore si sia ispirato alla vita di Alexandre Marius Jacob, anarchico francese e geniale ladro.
Molti potrebbero ricordare la trasposizione in manga Lupin III del famoso mangaka Monkey Punch e soprattutto l’anime Le avventure di Lupin III  (ルパン三世 Rupan Sansei) e i suoi seguiti. Lupin III sarebbe stato il nipote del Lupin narrato da Leblanc.

Lupin III ルパン三世 Rupan Sansei (Prima serie) - www.cartoonlandia.net

I libri scritti da Leblanc nel corso degli anni sono molti e l’autore li scriverà fino al 1935, pochi anni prima di spegnersi nel 1941 a Perpignan (se volete fargli visita si trova al cimitero di Montparnasse a Parigi), l’autore venne anche insignito, nel 1921, con la Legion d’Onore per la sua opera.
Essendo ormai un classico, e pure un bestseller, sono innumerevoli le edizioni italiane. Tutte abbastanza a buon mercato e reperibili anche in biblioteca.
Ma veniamo alla serie TV Netflix, è una reinterpretazione in chiave moderna quindi non c’è da aspettarsi rigore rispetto ai testi di Leblanc e quindi, si spera, nessuno si lamenterà del fatto che il nuovo Lupin è un uomo di colore (come è stato per il chiacchieratissimo conte di Hastings versione Bridgertons).
Il risultato sono cinque episodi in cui colpi di scena e flashback portano alla luce una nuova versione del Lupin classico che recupera l’essenza del personaggio letterario, prendendo spunto proprio da alcuni tra i più famosi libri di Leblanc, tramutandoli però in una storia interamente originale.
Omar Sy è Assane Diop, anche lui un ladro gentiluomo: nel teaser trailer dice “da giovane ho ereditato una fortuna. Un giorno qualcuno è entrato nella mia vita e mi ha lasciato tutto ciò che aveva. Tesori incredibili, risorse infinite…e tante vite per godermeli. Ho ereditato un libro che è più di una semplice storia” e guarda caso quel libro è proprio Arsene Lupin – Il ladro gentiluomo.

Omar Sy è Lupin! La nuova versione del celebre ladro gentiluomo è black. Il  trailer

Ovviamente lo guarderemo anche solo perché il tesoro nominato è un libro, ma anche se così non fosse ci sono buone probabilità che questa sia proprio la bella serie che mancava per riprenderci dal termine de ‘la regina degli scacchi’.
E, perché no, trovare un bella scusa per recuperare i volumi di Leblanc e leggerne qualcuno.

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