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Calendario dell’Avvento. Carlos Ruiz Zafón e le edizioni illustrate.

O lo ami o lo odi. Un po’ come l’opera lirica.
Noi Bistrotte pensiamo che per poter leggere questo particolare autore bisogna essere nel “mood” giusto… durante le vacanze di Natale potrebbe essere un buon momento, per esempio.
Sotto molti aspetti Carlos Ruiz Zafón, che ci ha tristemente abbandonati da poco, è un’autore complesso, con uno stile di scrittura a tratti macchinoso ed è per questo che non tutti riescono a leggerlo, ma soprattutto ad apprezzarlo.
Sono passati ben quindici anni dalla prima pubblicazione de L’ombra del vento ed è ancora uno dei romanzi più belli mai scritti. Con queste edizioni celebrative, la casa editrice Mondadori ha voluto ricordare così uno degli autori più amati del suo catalogo.
In queste edizioni illustrate sono presenti le incantevoli fotografie di Francesc Catalá-Roca, fotografo catalano.

L’ibrido che avete come amico potrà apprezzarlo o no, ma se è un suo fan ricevere una – o tutte – le edizioni illustrate potrebbe essere davvero un bellissimo regalo di Natale. Nel caso non lo apprezzi, noi Bistrotte saremmo ben liete di poter accogliere nella nostra libreria il libro non apprezzato.

Se vi abbiamo un po’ incuriositi, vi lasciamo di seguito le trame in ordine di lettura della tetralogia de Il Cimitero dei Libri Dimenticati.

L’ombra del vento

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Il gioco dell’angelo

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l’occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de “L’ombra del vento” hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore – scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

Il prigioniero del cielo

Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere – il memorabile protagonista di “L’ombra del vento” è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un’edizione di pregio di “Il conte di Montecristo” pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un’epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín – il narratore di “Il gioco dell’angelo” – al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista.

Il labirinto degli spiriti

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo “L’ombra del vento”, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. “Il labirinto degli Spiriti” è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

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Calendario dell’Avvento. Le 5 biografie da regalare a Natale

Tra le tante biografie è difficile scegliere ma abbiamo pensato di spaziare tra i secoli e i personaggi.

Ecco la nostra scelta, siamo certe che alcuni di questi libri staranno benissimo sotto l’albero, il vostro o quello dei vostri amici.

Suffragette. La mia Storia di Emmeline Pankhurst

  • Emmeline Pankhurst fu l’ispiratrice della più dura battaglia per i diritti delle donne nella storia dell’Occidente. Nel 1903 fondò la Women’s Social and Political Union, un’organizzazione militante che ricorse a metodi di lotta estremi: incendi di chiese o edifici abbandonati, irruzioni nelle sedi istituzionali, sabotaggi di linee telefoniche, aggressioni a politici e poliziotti. Molte suffragette, tra cui la stessa Pankhurst, subirono arresti e violenze. Quest’autobiografia fu completata agli inizi della Prima Guerra Mondiale, quando nell’interesse nazionale la battaglia suffragista fu temporaneamente sospesa. Nella prefazione la Pankhurst avverte: «La lotta per la piena emancipazione delle donne non è stata abbandonata; essa è stata, per il momento, semplicemente sospesa. Quando il fragore delle armi cesserà […] la richiesta verrà fatta di nuovo. Se non sarà accordata rapidamente, allora, ancora una volta, le donne prenderanno le armi che oggi hanno generosamente deposto. Non ci potrà mai essere una pace reale sulla terra finché alla donna, la metà materna della famiglia umana, non sarà data libertà nei consessi del mondo».

Marie Curie: Una Vita di Susan Quinn

Proprio un secolo fa, nel 1898, Marie Sklodowska Curie scopriva, con il marito Pierre, due nuovi elementi radioattivi, il polonio e il radio, spalancando così nuovi orizzonti alla conoscenza umana. Madame Curie può essere considerata una leggenda del suo tempo. Fu una delle prime donne a raggiungere notorietà mondiale in campo scientifico e si impose come uno dei più grandi scienziati di questo secolo. Fu la prima persona a ricevere due premi Nobel e fu anche la prima donna a varcare come docente le porte dell’Università della Sorbona a Parigi. Lavorando su materiali d’archivio inediti, compreso il diario della scienziata, Susan Quinn ripercorre la vita di Marie Curie senza dimenticare l’ambiente sociopolitico dell’epoca.


Abbandonare un gatto di Haruki Murakami 

Il primo memoir del grande autore giapponese: un racconto inedito per un Murakami inedito.

«Mi sono tenuto dentro questa storia per molto tempo, come una spina rimasta in gola. Finché, per caso, mi sono ricordato che una volta, da bambino, ero andato con mio padre ad abbandonare un gatto su una spiaggia…»

Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un’infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c’è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, e in particolare di suo padre. Ne nasce un ritratto toccante, il racconto sincero del «figlio qualunque di un uomo qualunque». E forse proprio per questo speciale. A tradurre in immagini questo delicato racconto autobiografico, le invenzioni di uno dei più importanti illustratori contemporanei, Emiliano Ponzi, che con i suoi colori aggiunge poesia alla poesia in un’edizione unica al mondo.


L’altra verità. Diario di una diversa di Alda Merini


Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del “sentire”. Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock sguardo della poetessa su questo inferno, come un’onda che alterna la lucidità all’incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo “sperdimento”, ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l’abitudine, l’indifferenza e la paura del mondo che c’è “fuori”.


La vita di J.R.R. Tolkien di Micheal White



Pochi scrittori possono vantare la popolarità e il fascino durevole di Tolkien. I suoi romanzi hanno venduto fino ad oggi oltre 160 milioni di copie, e a loro si deve tanto l’origine quanto la fortuna di un intero genere narrativo, la fantasy eroica. In questo volume Michael White ci conduce alle radici dell’immaginario di Tolkien: l’infanzia tra Sudafrica e Inghilterra, la prematura scomparsa dei genitori, la carriera accademica a Oxford, l’amore per Edith Bratt e l’amicizia con C. S. Lewis.

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Calendario dell’Avvento: Dal libro alla serie tv.

Il periodo più bello (e più brutto) dell’anno è arrivato. Nonostante, data la situazione in cui ci troviamo, sia decisamente meno “festoso”.
Ma torniamo al Natale. È il momento dei regali da mettere sotto l’albero e da regalare.
Che cosa gli regalo? Questo potrebbe piacergli? E quest’altro?
Raramente un amante dei libri riceve il libro che desidera davvero sotto l’albero, a meno che casualmente insieme alle palline sull’albero non ci sia anche una wishlist, apparsa come per magia.
Ora, cosa regalare a Natale a quell’amic@ – a quell’ibrido a metà tra un lettore seriale ed un cinefilo – che oltre a essere un’appassionat@ di libri è anche un’amante delle serie TV?
Molto semplice… il libro da cui è tratta una delle sue serie preferite.
Quasi sempre, il libro da cui è tratta la serie tv è decisamente meglio rispetto alla suddetta riproduzione televisiva e l’ibrido sopracitato rimarrà sorpreso dal vostro regalo.

Ci sono davvero moltissime serie tratte dalle serie tv. Noi ne abbiamo scelte alcune, ma l’elenco è davvero lungo.
Piccola postilla: è possibile che l’ibrido che avete come amic@ abbiamo già il libro della serie tv che adora per cui alla fine di questo primo post del Calendario dell’Avvento c’è una soluzione al vostro problema.

La regina degli scacchi

Impossibile non conoscerla se siete abbonati a Netflix, anche perché è ancora in tendenza. Come avete fatto a perderla? Noi Bistrotte ne abbiamo ampiamente parlato qui e, se il vostro ibrido ha visto la serie tv, ricevere il libro sarà sicuramente un regalo più che apprezzato. Il problema è trovarlo questo libro perché è di difficile reperibilità, attualmente, ma non demordete. Mancano ventiquattro giorni a Natale. Avete tempo.

Dash & Lily

Finito in wishlist in tre secondi netti, anche di questa love story natalizia ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, proprio qui.
Se da giorni sentite parlare l’ibrido che avete come amic@ di questa serie tv non potete non fargli trovare sotto l’albero di Natale il romanzo.

22.11.63

L’ibrido in questione starà ancora piangendo amaramente su questa meravigliosa serie tv, ma avrà anche il libro? Quasi sicuramente sì, forse no. Nel caso non lo abbia non può certo mancare alla sua collezione questo piccolo gioiello del genere sci-fi. Se invece il vostro ibrido preferito non conosce questo romanzo e questa serie tv potrete rendere il suo Natale decisamente più interessante. Per i primi mesi del 2021 vi parlerà solo di questo. Fatelo felice, guardate con lui/lei la miniserie in questione.

Virgin River

Con questa serie tv, vedrete che per ben 22 Natali starete beli che tranquilli. Infatti la tanto acclamata serie è composta da ben 22 romanzi. Sinceramente non ho ben capito quanti ne siamo stati effettivamente tradotti, ma abbiate fede tra 22 anni dovrebbero averli tutti tradotti nel caso. Aggiungiamo che la serie TV è nettamente migliore come intreccio e la storia risulta meno banale e più movimentata. Parliamo comunque di un drammone romance. Che sia chiaro.

The man in the High Castel

Questa è Amazon che colpisce e miete ibridi ossessionati da questa serie ambientata in un mondo completamente diverso dal nostro. Un libro ed una serie tv che non possono mancare nella collezione di ogni bibliofilo che si rispetti.

L’altra Grace

Questa serie tv non ha alzato polveroni ed è rimasta nelle retrovie per un bel po’ tempo, ma nel caso in cui il vostro ibrido non abbiamo letto il libro e non abbia visto la serie tv questa potrebbe essere l’occasione per farlo staccare dall’ennesimo rewatch della sua serie tv preferita.

Outlander

Chi non conosce questa serie? Anche qui non ne avrete per 22 anni, ma per una 20 di sicuro i regali tra Natale e compleanno sono sicuramente assicurati. Chiaramente chi segue la serie non è certo per quel gran scozzese di Sam Heughan, ma per la storia di per sè. Chi non vorrebbe d’altronde viaggiare nel tempo?

Questi sono solo alcuni esempi di serie tv tratte dai libri e potremmo stare qui fino a Natale dell’anno prossimo.

Soluzione: Se l’ibrido ha già il libro comprategli il cofanetto dei DVD. Nel mentre che lui o lei guarderà e riguarderà la serie consumando i DVD, voi avrete tempo di pensare al prossimo regalo.
Nel dubbio, comprate un paio di ciabatte. Sono utili, sono belle e non impegnano.

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Donne che leggono le donne.

«Quella gonna è troppo corta.» 
«Se l’è cercata.» 
«Era in giro da sola.» 
«Lo ha provocato.» 

Le avete già sentite, vero? Vengono ripetute spesso e pure troppo.
Il solo fatto di averle pronunciate dovrebbe essere denunciata come violenza.
Ogni volta che qualcuno le pronuncia noi donne abbiamo perso.
Abbiamo perso il diritto di sentirci a proprio agio con una minigonna, anche se scopre quel centimetro in più.
Abbiamo perso la sicurezza di sentirci amate, apprezzate ed al sicuro per quello che indossiamo che sia un pigiama con gli unicorni o delle calze velate con la riga dietro.
Il rossetto rosso, ad esempio, non è un invito a togliercelo senza il nostro consenso.

Una donna non dovrebbe mai difendersi da chi ama. Questa è la prima e unica regola che un vero uomo conosce.

(CannovaV, Twitter)


Ed è così, con questi luoghi comuni, che viene rimpicciolito e negato il diritto di una donna ad avere una gonna [la minigonna è un simbolo di stile e di storia, nata nel 1963. ] con la lunghezza che preferisce, a mettere un rossetto rosso solo per sentirci più belle. Si chiama autostima.
Nessuno dovrebbe avere il diritto, uomo o donna che sia, di decidere che quella determinata gonna è troppo corta e che le gambe siano troppo scoperte o che quel rossetto è troppo osè ed è un chiaro invito.

Oggi è la Giornata Mondiale contro la violenza contro le donne. Il femminicidio ogni anno sta raggiungendo livelli preoccupanti e con la pandemia in corso molte donne sono state costrette a rimanere a casa con i propri aguzzini.
Il numero di vittime di femminicidio, secondo i dati del rapporto Eures, che sono state assassinate nel corso del 2020 è 91.
Uomini, mariti, fidanzati, compagni…Un omicidio ogni tre giorni.

La più spregevole forma di debolezza appartiene a chi usa la violenza contro chi dovrebbe proteggere.

(istintomaximo, Twitter)

In occasione di questa importante giornata, attraverso la voce, GRRLS NIGHT ha organizzato un evento che noi crediamo sia importante diffondere. Cosa è GRRLS NIGHT? E’ progetto nato da donne per le donne.
Dal 2018, questo progetto promuove eventi dedicati all’imprenditoria ed alla creatività femminile.
La prima edizione si è svolta a Genova il 22 Maggio 2018.

L’evento che hanno creato e’ una maratona di lettura totalmente al femminile che si svolgerà online nel corso della giornata.
il titolo è #Donnecheleggonoledonne da cui noi abbiamo gentilmente preso in prestito il titolo per questo post.

Sui canali Facebook e Instagram di GRRLS NIGHT alcune donne leggeranno dei testi letterari di autrici femminili, storiche e contemporanee, tutto online. Un evento grande e formidabile per creare tutte insieme una lettura collettiva di voci femminili italiane e internazionali.

Questa idea è nata per celebrare questa giornata rendendo omaggio a tutte le donne che sono vittime di violenza.
Non è un caso se è stata scelta proprio la lettura. Ogni donna ha il diritto di esprimersi e di riaffermarsi, di essere ascoltata in ambito privato, lavorativo e pubblico.

Sui vari social di GIRRLS NIGHT è già possibile ascoltare i video di donne che leggono donne ed alle 21 ci sarò una diretta conclusiva.

Se stai leggendo queste parole e stai subendo maltrattamenti e violenza, sappi che non sei da sola.
NON E’ AMORE se ti picchia.
NON E’ AMORE se ti insulta.
NON E’ AMORE se limita la tua libertà.
NON E’ AMORE.
Chiedi aiuto.
Non sei sola.

Tu sei forte, tu sei bella, tu sei importante. [The Help, Kathryn Stockett (2009)]

Qui di seguito alcuni libri che riguardano questo tema. Uno spunto per poterne parlare, capire, conoscere, mettere in luce.



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Recensione: Il maestro dei morti, Yannick Roch

Parigi, anni trenta. Strascichi di Belle Époque conditi con la giusta dose di decadenza, ambientazione che calza perfettamente all’intreccio giallo, o forse noir, di questo romanzo.
L’autore è stato maestro, il titolo non è forse un caso, nel tessere una trama che potrebbe ricordare la Christie o forse Doyle.
Ma perché scomodare quei due inglesi quando nell’investigazione che si rincorre nella storia di Roch possiamo vederci degli echi del Maigret di Simenon?
Gli investigatori Renard e Tortue sono alla ricerca della signora Lathune, benestante, forse strozzata da un’esistenza intrappolata nella noiosa routine borghese di ‘buona famiglia’.
C’è lo spettacolo di un’ illusionista in città, il Maestro dei Morti, l’occultista Larnac.
Che la ‘povera’ Lathune sia caduta vittima del Maestro mentre era alla ricerca di uno sfogo dalla noia e dal perbenismo?
Lo scopriremo seguendo il duo Renard e Tortue tra le vie della Ville Lumière, ritratta nel periodo tra le due guerre, luccicante e a volte tetra. Bellissima ma inquietante come un baratro sul buio di una vita vuota.
Un romanzo ben scritto ed editato con cura, pubblicato da Le Flâneurs che ha sede a Bari ed ha un nome particolare che viene così spiegato:

Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia.

Affascinante, no?

L’autore, che ci ha gentilmente inviato il suo romanzo per poterlo leggere e recensire, si è anche prestato a farsi fare qualche domanda da noi:

– Il Maestro dei morti è un giallo, o forse un noir, che a me ha ricordato Simenon ma che in alcuni ha richiamato la Christie e Doyle. Hai avuto un’ispirazione diretta ad uno dei grandi maestri del genere?

Leggere che “Il Maestro dei morti” ti ha rammentato Simenon è un bel complimento. Ho letto molte opere dei maestri del giallo deduttivo come Agatha Christie, Sir Doyle, S.S. Van Dine o Ellery Quinn, ma non è che io mi sia ispirato a uno di loro. Credo che siano più le ambientazioni dei classici del genere (la famosa Golden Age nei primi decenni del secolo scorso) che mi abbia ispirato che un autore (o autrice) in particolare.

– L’occulto e la società borghese in Francia negli anni trenta del Novecento? Perché proprio questi temi e questa ambientazione?

Quando uno legge un giallo, è per poter scoprire la polvere sotto il tappetto mettendosi alla prova per risolvere un mistero (la “Sfida al lettore” di Ellery Quinn). Quando ho iniziato a scrivere le prime idee per “Il Maestro dei morti”, ho voluto tornare alle radici del giallo deduttivo: questo genere è nato virtualmente a Parigi con le opere di Edgar Allan PoeI delitti della Rue Morgue” e “Il mistero di Marie Rogêt”, poi è arrivato Gaboriau con il suo “Ispettore Lecoq” e così si sono aperte le porte del genere che conosciamo. Parigi era la città perfetta per il mistero, ma quando si nomina la “Ville Lumière”, si pensa subito alla borghesia o addirittura agli aristocratici e ho voluto giocare con questa immagine: gettare un secchio d’acqua sporca sull’immagine di una “Parigi bene” con gente che ha scheletri nell’armadio. La scelta del tema dell’occulto è per approfondire l’ambientazione: tutto quello che riguardava l’esoterismo era in voga, anche se non era più con lo stesso fervore di prima della Grande Guerra. E chi dice occulto dice anche segreti, il che è perfetto per questi borghesi con la coscienza sporca. 

– Hai in mente un secondo lavoro improntato alle investigazioni di Renard e Tortue?

Ma perché me lo chiedono tutti? (risata) Qualcosa bolle in pentola, ma non lo metto sul tavolo finché non è ancora cotto.

– Il tuo editore, les Flâneurs, ha un nome particolare che fa riferimento ad un certo tipo di intellettuale, ti definiresti un “flâneur”? 

Questa è una bella domanda! Direi che mi riconosco in parte nella definizione che Baudelaire dà del “Flâneur”, ma non è il mio stile di vita… si deve anche vivere nel mondo reale, quello delle scadenza da rispettare, delle bollette e dei tristi eventi che ci riguardano tutti. Però, questo non deve impedire a nessuno di cercare un motivo per meravigliarsi o semplicemente sorridere.

– Non sei molto presente sui social (no, non è assolutamente una critica) ma hai un bel blog all’indirizzo https://inchiostronoir.wordpress.com/, dove oltre a parlare della tua attività di autore scrivi anche del genere giallo e di giochi. Hai scelto il blog come metodo di comunicazione per il tuo romanzo e poi il resto è stata un’aggiunta oppure hai pensato ad un blog proprio per poter raccontare anche le tue passioni?

Grazie per il complimento! I social non mi interessano molto: li ho sempre considerati come una sorta di fast-food dell’informazione e quelli che erano importanti ancora cinque anni fa sono ormai in una fase discendente (Facebook, tanto per fare un esempio). Ho un account twitter (@incnoir), ma lo utilizzo solo per avere più lettori e per seguire qualche account che mi interessa.

La blogosfera è molto diversa del mondo dei social più recenti perché sono gestiti da gente con una passione e che vuole condividerla: “Il bistrot dei libri” ne è un ottimo esempio. Praticamente, “Inchiostronoir” è nato per promuovere “Il Maestro dei morti“. Ho passato settimane a programmare il blog in ogni dettaglio per renderlo facile da leggere e visualmente gradevole. Pur sapendo che un blog è come un essere vivente e che deve essere nutrito, non potevo sperare di campare parlando solo del romanzo. Quindi, ho deciso di parlare anche di altri temi che mi piacciono come vari tipi di giochi, fumetti, ma anche approfondire i temi del giallo, scrivere recensioni e fare interviste di autori (e non solo) e dare una mano ad altri aspiranti autori segnalando dei concorsi e premi letterari che possono permettere di entrare nel mondo dell’editoria. Il blog è anche un modo di fare incontri interessanti e scoprire tanto.

Speriamo di avervi incuriosito e terminiamo con la descrizione de ‘Il Maestro dei morti‘:

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Titolo: Il Maestro dei morti
Autore: Yannich Roch
Casa editrice: Le Flâneurs
Costo: 13 euro cartaceo e 2.99 in versione ebook, gratis per kindle unlimited

Quarta di copertina:
Settembre 1933. Mentre nell’alta borghesia della Ville Lumière esplode la moda degli spettacoli di magia dell’enigmatico Monsieur Larnac, la scomparsa improvvisa di madame Géraldine getta la famiglia Lathune nella disperazione. La polizia annaspa, finché l’intervento di due investigatori privati – lo stravagante Renard e il più posato Tortue – non riesce a districare la fitta trama tessuta dalle menti criminali che si nascondo dietro le facciate maestose dei palazzi parigini. Fra cervellotiche sciarade e incursioni nell’occultismo, Il Maestro dei morti offre al lettore il gusto classico del romanzo poliziesco e una riflessione sulle inquietudini che si annidano nell’animo umano.

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Dicono dell’autore:
Yannick Roch è nato in Francia nel 1983. Appassionato da sempre di lettura, di scrittura e di viaggi, si è trasferito da una decina di anni in Italia, dove insegna la lingua francese e lavora come traduttore.


Recensione a cura di Bianca Casale

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Segnalazione: Ancona-Lipari Con Le Provviste, Emanuela Schibeci

Quarta di copertina: Di origini eoliane da parte del nonno paterno, Emanuela sin da bambina trascorre i mesi estivi nella casa di famiglia a Lipari. Il viaggio che da Ancona la porta sull’isola è tra i ricordi più belli dell’infanzia; è una liturgia di immagini impresse nella memoria e scatti dal finestrino, un lungo sposalizio tra l’Adriatico e il Tirreno che ogni anno si rinnova, un cerimoniale sempre uguale eppure sempre diverso. Il tempo passa, l’isola resta, scoglio cui Emanuela àncora le proprie certezze; da figlia a moglie e madre, lì dove conserva la parte più vera di sé conduce i suoi figli, in una dimensione di eterna fanciullezza, per contemplare insieme, con sguardo bambino, la fulgida petrosità della terra d’origine.
Un libro che le donne, tutte, sentiranno vicino, che dà voce a quelle armonie che risuonano nel cuore quando ci si circonda di affetti e ricordi; ogni riflessione, ogni episodio narrato, è accompagnato dalle note di una canzone-capolavoro, colonna sonora di una personalità complessa, cristallizzata nel magico incontro tra il bollente flusso del magma e la placida distesa del mare.


Dicono dell’autrice.

Emanuela Schibeci è nata nel 1980 ad Ancona. Attualmente risiede ad Agugliano, in provincia di Ancona, dove lavora come educatrice per l’infanzia. Ha partecipato, nel maggio e nel giugno del 2019, a due edizioni di poetry slam amatoriale, presentando alcune delle sue poesie. Arrivata seconda ad entrambe le competizioni, si concentra sul progetto di Ancona-Lipari con le provviste, la sua prima pubblicazione.


Link diretto per poter acquistare il romanzo.

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Segnalazione: La Città di Vapore, Carlos Ruiz Zafón

AGGIORNAMENTO:
La data di uscita è prevista per il 9 Febbraio 2021

Quarta di copertina: L’ultima opera dell’autore de “L’ombra del vento”, l’omaggio letterario con cui Carlos Ruiz Zafón ha voluto congedarsi per sempre dai suoi lettori. «Posso evocare i volti dei bambini del quartiere della Ribera con cui a volte giocavo o facevo a botte per strada, ma non ce n’è nessuno che desideri riscattare dal paese dell’indifferenza. Nessuno tranne quello di Blanca.» Si apre così la raccolta di racconti che lo scrittore della saga del Cimitero dei libri dimenticati ha voluto lasciare ai suoi lettori. Un ragazzino decide di diventare scrittore quando scopre che i suoi racconti richiamano l’attenzione della ricca bambina che gli ha rubato il cuore. Un architetto fugge da Costantinopoli con gli schizzi di un progetto per una biblioteca inespugnabile. Un uomo misterioso vuole convincere Cervantes a scrivere il libro che non è mai esistito. E Gaudí, navigando verso un misterioso appuntamento a New York, si diletta con luce e vapore, la materia di cui dovrebbero essere fatte le città. “La città di vapore” è una vera e propria estensione dell’universo narrativo della saga di Zafón: pagine che raccontano la costruzione della mitica biblioteca, che svelano aspetti sconosciuti di alcuni dei suoi celebri personaggi e che rievocano da vicino i paesaggi e le atmosfere così care ai lettori. Scrittori maledetti, architetti visionari, edifici fantasmagorici e una Barcellona avvolta nel mistero popolano queste pagine. Per la prima volta pubblicati in Italia, i racconti della “Città di vapore” ci conducono in un luogo in cui, come per magia, riascoltiamo per l’ultima volta la voce inconfondibile dello scrittore che ci ha fatto sognare.


Carlos Ruiz Zafón, autore conosciuto e amato in tutto il mondo, è mancato lo scorso 19 giugno, ma forse ha lasciato per i suoi lettori un piccolo regalo?
La sua prematura scomparsa è una ferita aperta per i lettori che lo hanno seguito in tutti questi anni ed hanno amato i suoi romanzi. Come sempre quando un autore amato ci lascia i pensieri sono tanti, speravamo di poter leggere, in un futuro prossimo, qualche altro suo romanzo che ci avrebbe tenuti incollati alle pagine.
Ma purtroppo così non sarà, o forse no.

Secondo le voci che circolano sul web sarà pubblicato, il prossimo 17 novembre, dalla casa editrice spagnola Planeta, un’antologia intitolata La ciudad de vapor che conterrà l’omonimo racconto ed altri quattro, inediti almeno in Italia, dell’autore.
Questi quattro testi sono stati pubblicati precedentemente su altre riviste ed ora saranno raccolti in questa antologia che dovrebbe essere pubblicata da Mondadori nel corso del 2021.

Dalle prime anticipazioni: “l’eco del cimitero dei libri dimenticati risuona in quest’opera che l’autore ha concepito come un riconoscimento ai suoi lettori che lo avevano seguito durante la saga de L’ombra del vento”, quindi se ne deduce, anche secondo il quotidiano La Vanguardia, che i racconti si ricolleghino a personaggi e situazioni presenti nella meravigliosa e indimenticabile tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati che vi ricordiamo è formata da L’ombra del vento (2002), Il gioco dell’angelo (2008), Il prigioniero del cielo (2011) ed Il labirinto degli spiriti (2016).
Restiamo in attesa.

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Dash & Lily, il romanzo e la serie Netflix

Netflix ha colpito ancora. Non sbaglia un colpo negli adattamenti. Anzi, ultimamente sembra che stia proprio cercando di tenerci saldamente ancorate allo schermo per vedere da quale romanzo trarranno il prossimo grande successo.
Dal 10 novembre 2020, infatti, è approdata sulla piattaforma di streaming una nuova miniserie: Dash & Lily.
Complice una storia d’amore e una New York natalizia e luccicante, questa serie tv, composta da 8 episodi brevi, è già al 4° posto nella classifica italiana.

Per chi ha letto la nostra wishlist di Ottobre il titolo di questa miniserie potrebbe non risultare nuovo, era uno dei romanzi che abbiamo inserito. Dash & Lily è tratta da quel romanzo, che in realtà è una serie di romanzi young adult, tutti bestsellers, scritti a quattro mani da David Levithan e Rachel Cohn, già conosciuti per Nick & Nora, tutto accadde in una notte (anche in quel caso, libro e film tratto dal libro).
Il romanzo racconta di due ragazzi, Dash un ragazzo cinico che odia il Natale e Lily più impulsiva e amante di tutto quello che gira intorno alle festività. Aggiungeteci un pizzico di romanticismo, forse più di un pizzico, una moleskine rossa, le luci di Natale a New York ed il gioco è fatto.
Successo assicurato.
C’è da aggiungere che i due attori, Austin Abrams (the walking dead, Euphoria) e Midori Francis (Ocean’s 8, good boys), se la cavano davvero bene e la storia è stata adattata per lo schermo in maniera magistrale.
Se possibile, capita raramente, è più bella la trasposizione cinematografica che non il romanzo da cui è tratto.

Austin Abrams nella prima puntata della serie

Il libro sembra, in effetti, scritto apposta per diventare una sceneggiatura e magari è proprio così visto che è stato pubblicato nel 2010, dopo il successo dell’accoppiata libro/film Nick and Norah’s Infinite Playlist.
Come biasimare la coppia Levithan – Cohn per il tentativo di bis?
Hanno avuto ragione visto che ha funzionato alla grande.
Il romanzo arrivò in Italia già nel 2010 nella versione Mondadori, versione che si trova ancora su alcuni shop online.

Ora però, dieci anni dopo, il primo romanzo di questa serie è uscito nuovamente l’8 ottobre per HarperCollins.
I titoli che compongono la serie sono:

1) Dash & Lily Book of Dares ( Come si scrive ti amo, mondadori 2010 e Dash & Lily, HarperCollins 2020)
2) The twelve days of Dash e Lily (inedito in Italia)
3) Mind the Gap, Dash e Lily (prossima pubblicazione in lingua originale)

Ti ho lasciato degli indizi
se la cosa ti interessa gira pagina
altrimenti, per favore, rimetti il taccuino sullo scaffale.

Inutile dire che ce lo siamo già procurate, lo abbiamo letto e abbiamo visto la serie e vi consigliamo caldamente di dargli una possibilità.
Soprattutto in questi giorni, difficili e dolorosi, di pandemia e lockdown soft (che però poi tanto soft non sembra tanto) si sente il bisogno di una storia d’amore leggera e accogliente. L’ambientazione è quella giusta e nel libro si possono trovare anche molti rimandi ad altri romanzi e una buona dose di bibliofilia, per noi irresistibile richiamo. The STRAND, la libreria di NY con 18 miglia di libri, è un set stupendo che comincia e termina la serie TV.

Ci sono libri in tutte le puntate della serie e nel romanzo si trovano anche citazioni, Salinger, Howe, Moehringer.

La biblioteca della zia Lillian, vi sfido a non sbavare vedendola.

Il romanzo potrete trovarlo su ogni piattaforma online, nella nuova versione e magari ancora nella vecchia, ma dato che i libri sono un bene primario potreste voler andare dalle vostre librerie di fiducia che saranno sicuramente aperte e pronte ad accontentarvi. Noi, purtroppo in zona rossa, cerchiamo di utilizzare in gran parte il circuito Bookdealer per poter comprare dalle librerie indipendenti anche senza muoverci di casa.
Per la serie, accendete Netflix e cercate l’ammiccante locandina natalizia.

Titolo: Dash & Lily
Autori: David Levithan,Rachel Cohn
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 320
Prezzo: epub 6,99 €, rilegato 15,10 €

La trama del romanzo:
Lily ha lasciato una Moleskine rossa piena di piccole sfide tra gli scaffali della sua libreria preferita.
Una sorta di diario segreto che aspetta solo che il ragazzo giusto passi di lì e accetti di stare al gioco. Dash, che si ritrova a casa da solo per le vacanze di Natale, entra in libreria in cerca della compagnia di una buona lettura… e si ritrova in mano un piccolo taccuino rosso. Quello che segue è un vorticoso gioco d’amicizia che si trasforma in qualcosa di più via via che Dash e Lily si passano segretamente il diario in una New York tutta neve e lucine.
Riuscirà la loro relazione a distanza a rimanere così autentica anche di persona o questa speciale caccia al tesoro finirà in una disastrosa incompatibilità?
Questa è la vera sfida.

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Da dove viene ‘La regina degli scacchi’ (e degli ascolti)

Il titolo Netflix del momento è, senza dubbio, la miniserie La regina degli scacchi (“The queen’s gambit”), tratta dall’omonimo romanzo americano del 1983 di Walter Tevis.

Il gambetto di donna, the queen’s gambit appunto, è un’apertura del gioco degli scacchi. Ed è proprio negli scacchi che la protagonista di questa storia è un vero prodigio.

Ma il romanzo, e la serie quindi, non parla di questo; o almeno non solo. Affronta temi delicati e importanti: femminismo, alcolismo, dipendenza da droghe. 

La serie tv è diretta da Scott Frank e la protagonista è impersonata magistralmente da Anya Taylor-Joy (che abbiamo recentemente apprezzato nella nuova trasposizione di Emma di Jane Austen).
Bella anche la fotografia e la cura dei particolari, costumi e scenografie. La critica è assolutamente concorde nel lodare questa serie. E noi pure.
Si tratta di una miniserie di sette puntate di circa 60 minuti ciascuna, che copre interamente la narrazione del libro originale.
Chissà se Netflix, come già accaduto per serie di grande successo, cercherà di far continuare la storia oltre il suo naturale termine: è già accaduto che l’azienda californiana chiamasse l’autore del romanzo per fargli proseguire la sceneggiatura.
Qui la cosa pare piuttosto difficile visto che Tevis è mancato nel 1984.

Forse il nome di Walter Tevis potrebbe non richiamare subito alla mente nulla di importante,  ma se si nominano alcune delle sue opere allora le cose cambiano: Lo spaccone (1959), L’uomo che cadde sulla Terra (1963), Futuro in trance – Solo il mimo canta al limitare del bosco (1980), A pochi passi dal sole (1983) e Il colore dei soldi (1984).

Molti di questi sono diventati film famosi e indimenticabili: Il colore dei soldi interpretato da un magnifico Paul Newman accompagnato da un giovane Tom Cruise, è il seguito del più vecchio Lo spaccone, sempre con Paul Newman. 

Tevis è stato creatore di personaggi iconici ma fu, tutto sommato poco prolifico. Diventato professore, lasciò per molto tempo nel dimenticatoio la scrittura: “Te ne sei rimasto seduto sul tuo talento per vent’anni”, scrive nel suo ultimo lavoro e sembra citare se stesso.


Per fortuna per noi però, ebbe il tempo di ricredersi e regalarci qualche lavoro negli anni ottanta, tra cui The queen’s gambit.
Walter Tevis ha scritto il romanzo nel 1983, ma lo ambienta più indietro nel tempo, tra gli anni ‘50 e ‘60; ed infatti l’ambientazione vintage, con l’estrema cura dei dettagli, degli abiti e del modus vivendi dell’epoca sono una parte importante nella serie tv.

Una curiosità: La Regina degli Scacchi inizialmente doveva essere un film, Heath Ledger avrebbe dovuto debuttare alla regia con questo film prima della sua dipartita nel 2008 e Ellen Page avrebbe dovuto vestire i panni della protagonista Beth Harmon.

Beth Harmon, la nostra regina degli scacchi, è una sfortunata bambina orfana che si scopre, per caso, estremamente talentuosa nel gioco degli scacchi, gioco che nella vita gli regala la fama. La storia segue la sua crescita, tra problemi e dipendenze da droghe e alcool.

Il romanzo di Tevis vivrà certamente una stagione di revival dopo il grande riscontro della serie tv e non possiamo che esserne felici (e complici visto che lo recupereremo certamente) e intanto regalarvi l’incipit:

Beth seppe della morte della madre da una donna con la cartelletta. Il giorno seguente il suo ritratto apparve sull’Herald-Leader. La fotografia, scattata sotto il porticato della casa grigia di Maplewood Drive, mostrava Beth con un semplice abitino di cotone. Anche in quel momento riusciva ad essere tranquilla. Una didascalia sotto la foto recitava: “Rimasta orfana a causa del tamponamento di ieri du New Circle Road, a Elizabeth Harmon si prospetta un travagliato futuro. Elizabeth, otto anni, è rimasta senza famiglia a seguito dell’incidente, che ha causato due morti e alcuni feriti. A casa da sola al momento del fatto, Elizabeth ha saputo dell’incidente poco prima che la foto fosse scattata. Ci prenderemo cura di lei, hanno detto le autorità”.

Editore: Minimun Fax
Titolo originale: The Queen’s Gambit
ISBN: 978-88-7521-131-8
Pagine: 377
Pubblicazione: lug 2007

Trama: A otto anni, Beth Harmon sembra predestinata a una vita squallida come l’orfanotrofio in cui è rinchiusa: sola, timida, bruttina, dipendente dai farmaci e dall’alcol, terrorizzata da un mondo che non capisce e che non fa nulla per capirla. Finché un giorno si trova davanti una scacchiera. Gli scacchi diventano per lei non soltanto un sollievo, ma anche una speranza: Beth è brava, è più che brava, è un giovane prodigio, e la sua precoce ascesa all’olimpo scacchistico americano e internazionale la porta ad affrontare, a diciassette anni, il campione mondiale. Allo stesso tempo, però, è ancora una ragazzina spaventata, intrappolata nei suoi comportamenti autodistruttivi…
L’ultimo capolavoro di uno scrittore che è riuscito a narrare come pochi altri la speranza e il riscatto.

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Segnalazione: Effetti Collaterali, Rosario Russo

Casa Editrice: Algra | Prezzo: € 14,00 | Data di pubblicazione: 8 ottobre 2020

Quarta di copertina:

Una Sicilia vista attraverso le trame del giallo. Sei storie policrome, dal poliziesco al noir, che si snodano in un’isola densa di misteri, leggende e superstizioni per offrire al lettore un mosaico variegato e ricco di contraddizioni.


L’autore.

Rosario Russo, nato a Catania classe 1986, vive ad Acireale. Laureato in Scienze storiche e politiche con specializzazione in Storia e Società.
Svolge la professione di assistente amministrativo nelle scuole pubbliche ed ha sempre avuto la passione per la scrittura. Il suo romanzo d’esordio si intitola “Il Martirio del Bagolaro”, romanzo storico pubblicato nel 2012 dalla casa editrice Carthago e vincitore nel 2013 del Premio Letterario Nazionale Akademòn. Nel maggio del 2019 ho pubblicato “Quattordici Spine” (Algra editore), un poliziesco ambientato in Sicilia con protagonista
l’ispettore feltrino Luigi Traversa, premiato al Kaos Festival 2020 e vincitore del Premio speciale Città di Cefalù 2020. La sua nuova pubblicazione si chiama “Effetti Collaterali” (Algra Editore), una raccolta di sei racconti siciliani di genere.
Inoltre ha scritto diversi racconti inediti, vincitori di numerosi premi letterari.

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L’Ickabog, la fiaba rinata

Eravamo nel pieno del primo lockdown quando J.K. Rowling decise di allietare i più giovani con una storia che leggeva ai suoi stessi figli. Così, uscì un apposito sito dove la fiaba venne pubblicata a puntate e dove si dichiara inoltre che i proventi del libro sarebbero stati devoluti alla fondazione benefica The Volant Trust che si occupa di assistenza ai più colpiti dalla pandemia.

All’epoca tutto era in sola lingua inglese e, nonostante lo sforzo di molti traduttori in tutto il globo, si attendeva la data del 10 Novembre per vedere finalmente edito in varie lingue il lavoro della famosissima autrice di Harry Potter.
Oggi esce, in contemporanea mondiale ma in versioni diverse per ogni paese, il volume illustrato. Per noi è Salani editore (già editore della saga di Harry Potter) a portare il vessillo tricolore nella pubblicazione dell’attesissimo libro.
Le versioni sono diverse per ogni paese perché le illustrazioni sono realizzate da bambini vincitori di un concorso. In Italia ha avuto luogo tra Giugno e Luglio e oltre 34 illustrazioni sono state selezionate da una apposita giuria. I vincitori, oltre alla pubblicazione, otterranno una copia autografata dall’autrice e l’editore farà una donazione del valore di 500 euro in libri a una scuola o una biblioteca scelta dai bimbi vincenti.

«L’Ickabog» è disponibile da oggi 10 novembre in edizione cartacea (320 pp., euro 19,80) e in ebook (euro 11,99). L’audiolibro in italiano sarà invece disponibile in esclusiva su Audible.

La trama:

Un tempo Il regno di Cornucopia era il più felice del mondo. C’erano moltissimo oro, un re con i baffi più belli che si possano immaginare e macellai, pasticceri e casari le cui prelibatezze facevano piangere la gente di gioia. Era tutto perfetto: a parte le Paludi nebbiose del Nord, dove si narra vivesse il terribile Ickabog. Ogni persona di buon senso sapeva che l’Ickabog era solo una leggenda inventata per spaventare i bambini e convincerli a comportarsi bene. Ma le leggende sono strane e a volte assumono una vita propria.

Può una leggenda spodestare un re molto amato? Può una leggenda ridurre in ginocchio una nazione un tempo felice? Può una leggenda coinvolgere due ragazzini coraggiosi in un’avventura sorprendente e inattesa?

Ma chi è L’ikabog?
La leggenda dice che sputa fuoco e veleno, divora bambini e le pecore e, se cerchi di ucciderlo, guarisce magicamente. «La parola “Ickabog” – spiega l’autrice – deriva da “Ichabod” che significa “senza gloria” o “la gloria se n’è andata“. Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo? Cosa deve succedere perché il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo? Perché le persone scelgono di credere alle bugie?»
Dalle parole dell’autrice scopriamo alcune delle domande che ci attendono nel libro.

Questa storia attendeva di venire alla luce da oltre un decennio, la fiaba sul potere della speranza, della gentilezza e dell’amicizia era infatti quella che la Rowling leggeva ai propri figli per farli addormentare. Scritta tra un Harry Potter e l’altro.
Una cosa positiva il Covid-19 l’ha fatta, quindi: ha spronato l’autrice a riesumare questa storia e a renderla disponibile per tutti i bambini, a fin di bene per giunta.
Il volume è dedicato in primis a Mackenzie Jean, il figlio ora quindicenne, che pare abbia convinto la madre a scrivere come si deve la fiaba dell’infanzia sua e del fratello David (17).
Forse L’Ickabog non venderà 500 milioni di copie come la saga del giovane mago di Hogwarts ma siamo sicuri che un regalo di Natale come questo farà felice molti bambini e anche molti adulti.
Noi compresi.
Grazie Zia Row.

Portus - 📣UFFICIALE - L'Ickabog, il nuovo libro per... | Facebook
Autore : J.K Rowling
Titolo: L’ickabog
Copertina rigida: 320 pagine
ISBN-13 : 978-8831006705
Editore : Salani

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Segnalazione: Il cinema delle meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe, Michele Pinto e Alex Zaum

Casa Editrice: Dots Edizioni |Prezzo: € 14,00 | Data di pubblicazione: Ottobre 2020

Quarta di copertina:

I film targati Marvel sono difficilmente classificabili perché fondono con sapienza commedia, dramma e avventura. Gli autori con questo saggio si sono prefissati di superare ciò che in genere il pubblico scorge nel Marvel Cinematic Universe. Molti infatti si fermano alla superficie, pensando che i film della “Casa delle idee” siano solo
puro intrattenimento. Perché si ha poco tempo di osservare, di andare più a fondo e individuare cosa si nasconde dietro quello che ci circonda. Il cinema delle meraviglie è un viaggio nel cuore di quello che è stato un grande progetto d’ingegno che ha generato il più clamoroso successo cinematografico di sempre.

C’è chi ha aspettato religiosamente l’uscita di ogni film dell’Universo Marvel, chi ha compulsato numerose ore di spettacolo per recuperare tutti gli episodi precedenti e Poter vedere al cinema Endgame, chi considera l’amore per i supereroi un piacere colpevole.
E chi lo trasforma in un costume da cosplayer, chi confonde Marvel e DC e chi si schiera nettamente. Gli eroi in costume, nati sui fumetti e resi noti su scala globale grazie agli adattamenti cinematografici, sono parte dell’immaginario collettivo, costituiscono un pantheon di divinità contemporanee. E l’immaginario dell’umanità è da sempre plasmato dalle storie. La storia del Marvel Cinematic Universe dalle sue origini fumettistiche al successo del botteghino, una analisi delle storie e dei personaggi dei supereroi protagonisti di un franchise di successo mondiale.


Gli autori.

Michele Pinto (1975) è un regista, montatore ed educatore al linguaggio audiovisivo. Si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sulla censura cinematografica e la libertà di espressione, opera da vent’anni nel settore delle produzioni multimediali ed è specializzato nelle webserie e nella didattica delle immagini. Ha collaborato come giornalista cinematografico con La Sapienza di Roma e l’Università di Palermo ed è direttore artistico dell’Apulia Web Fest. I suoi lavori sono stati selezionati e premiati in
numerosi festival internazionali in tutto il mondo. È un accanito lettore e collezionista di fumetti (soprattutto Marvel) da oltre trent’anni, e ne possiede circa ventimila pezzi.


Alex Zaum (1978) è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato un romanzo di fantascienza, Memorie di un Cyborg, per la Eden Editori, ha collaborato o collabora con i blog Leggere Distopico, Geek Area, Giornale Pop, Mondourania e Indipendent Comics; è caporedattore della pagina Facebook Sci–‐fi Pop Culture, divenuta, con oltre 20.000 follower, la più seguita pagina sulla fantascienza in Italia ed è vicepresidente dell’omonima Associazione culturale. È stato membro della Giuria dell’Out of Bounds film festival di Barletta nel 2019 e speaker alle edizioni 2018 e 2019 del BGeek. Ha una impressionante collezione di fumetti che non riesce ancora a portarsi a casa. Fortunatamente sul lato romanzi è passato da tempo al digitale.