Quarta di copertina: A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi è a terra? Forse proprio la resa può regalare un’inaspettata felicità. Dopo “Il rosmarino non capisce l’inverno”, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilità maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanità. In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si è innamorato online vorrebbe incontrare chi è diventato per lui così importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci però di cercare un senso, di intravederlo lì dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: «Che cosa fa di un uomo un uomo?»
Chi è Matteo Bussola?
Matteo Bussola è nato a Verona nel 1971. Ha conseguito la laurea in architettura a Venezia ma poi ha preferito dedicarsi alla carriera di fumettista. Lavora con diverse case editrici di fumetti, italiane e straniere: con Eura Editoriale (oggi Aurea), Star Comics, con le case editrici francesi Soleil e Humanoides Associés. Nel 2011, insieme a Paola Barbato, crea il web-comic “Davvero”, poi pubblicato sotto il marchio Star Comics. Nel 2012 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore, entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie Adam Wild. Tiene una rubrica settimanale su “Robinson” dal titolo Storie alla finestra, e conduce con Federico Taddia un programma settimanale su Radio 24, I padrieterni, sul ruolo dei nuovi padri. Vive a Verona con la compagna, tre figlie e due cani. Il suo primo libro, Notti in bianco, baci a colazione è pubblicato da Einaudi (2016). Altri libri pubblicati con Einaudi sono: Sono Puri i loro sogni. Lettera a noi genitori sulla scuola (2017), La vita fino a te (2018), L’invenzione di noi due (2020) e Mezzamela (2023). Con Salani Editore ha pubblicato Viola e il Blu (2021)
Quarta di copertina: Una ragazza è seduta su una ruota di scorta bucata, in mezzo al nulla della campagna novarese. I suoi capelli, un tempo rosa zucchero filato, ora sono un garbuglio di colori improbabili. Pochi riconoscerebbero in lei Cloro, celebrità di internet con milioni di follower in tutto il mondo. Insieme a lei, a tentare di riparare un’auto che ha macinato migliaia di chilometri, c’è Leo, trentaquattrenne disilluso, che dalla vita non ha avuto nulla di ciò che si aspettava – e dire che non si aspettava molto. Soltanto uno come lui, senza niente da perdere, avrebbe accettato di partire da Milano alla volta dell’entroterra catanese per recuperare un amico finito in una presunta setta in cui si vive come negli anni Novanta. La setta esiste davvero, all’interno di una masseria abbandonata, ed è guidata da Zan, un uomo ambiguo e magnetico convinto di aver compreso la Verità dopo un lavoro da incubo come moderatore di una piattaforma. Leo rimane alla masseria per tre mesi, ma si accorge di Cloro solo quando lei gli chiede un passaggio per Milano. Inizia così il loro viaggio in auto dalla Sicilia alla Lombardia, sedici ore previste che si dilatano in cinque giorni, attraverso varie tappe in città e paesini dalle atmosfere sempre più surreali, perché l’Italia sta per entrare in lockdown. Leo e Cloro, che non potrebbero essere più diversi, durante il viaggio ricostruiscono le loro vite e le ragioni che li hanno portati alla masseria, discutono, si fraintendono, si allontanano e si avvicinano di nuovo, più simili di quanto entrambi siano disposti ad accettare.
Chi é Eleonora C. Caruso?
Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo Comunque vada non importa (Indiana Editore). Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Le ferite originali, ristampato nel 2022 dopo un passaparola entusiastico dei lettori su TikTok; nel 2019, sempre per Mondadori, è uscito Tutto chiuso tranne il cielo. Vive a Milano con il marito e la sua collezione di manga.
Ed eccoci di nuovo qui, benvenutə nella nuova puntata de ‘I libri sono sempre meglio dei film’. Ti parliamo oggi di una serie apparsa su Apple tv, infatti il servizio streaming ha nel suo palinsesto la serie Silo, ispirata dalla ‘Trilogia del Silo‘ di Hugh Howey.
Ti mancavano le serie distopico fantascientifiche? Beh, eccoti accontentatə. Come accennavamo, Silo è uscita a maggio 2023 su Apple Tv e già a giugno è stata già rinnovata per una seconda stagione. La serie viene considerata un incrocio tra Westworld e Snowpiercer ed è già valutata come un gioiellino di Apple tv (oltre l’85% su rottentomatoes). Il cast è noto e di serie A, conta tra i protagonisti Rebecca Ferguson e Tim Robbins. (vedi il trailer) Ci sono alcune differenze con i romanzi, ma nel complesso la serie parrebbe essere una riproduzione fedele dei libri, l’autore è anche produttore esecutivo. Ma di cosa si tratta?
Ordunque, Howey diede inizio a questa serie fantasy, nel lontano 2011, pubblicandola in versione digitale su Amazon diventando il testimonial di Amazon Kindle Direct Publishing. Il primo romanzo Wool (che ha dato il nome successivamente anche alla prima raccolta) ha ottenuto molto successo e l’autore ha quindi continuato a scrivere e pubblicare arrivando a ben 9 volumi.
Wool (Libri 1-5)
Parte 1 – Holston (Book 1: Wool) – Libro Primo
Parte 2 – Il giusto calibro (Book 2: Proper Gauge) – Libro Secondo
Parte 3 – Intrecciare le maglie (Book 3: Casting Off) – Libro Terzo
Parte 4 – Lo svelamento (Book 4: The Unraveling) – Libro Quarto
Parte 5 – I dimenticati (Book 5: The Stranded) – Libro Quinto
Shift (Libri 6-8)
Primo turno – Il Lascito (Firt Shift:Legacy – Book 6) – Libro Sesto
Secondo turno – L’Ordine (Second Shif: Order – Book 7) – Libro Settimo
Terzo turno – Il Patto (Third Shift: Pact – Book 8) – Libro Ottavo
Dust (Libro 9)
Prima parte – Lo scavo
Seconda parte – L’esterno
Terza parte – Casa
Howey inoltre finanziò la stampa presso la Simon & Schuster per pubblicare Wool e per prenotare i rivenditori online. Questo metodo è stato molto criticato nel settore letterario, ma i lettori usando il passaparola su internet (se ti dico Booktok ti rimembro qualcosa?) l’hanno fatto salire comunque in vetta alle classifiche.
In questa saga viene narrata la storia in una Terra post apocalittica e molto cupa dove gli umani, per riuscire a sopravvivere, abitano all’interno del Silo, una città sotterranea di ben 144 piani, visualizzabile quasi come un grattacielo rivolto verso il sottosuolo. Esiste una gerarchia rigida nel Silo composta da piani alti, medi e bassi e la vita sociale è decisamente classista: all’interno è molto ristretta con risorse limitate, nascite controllate e la proibizione di rapporti extraconiugali. Insomma niente uguaglianza, niente inclusione e certamente niente ascensore sociale. [Che con 144 piani avrebbe fatto bene comodo 😊] Immaginate che ci siano tanti segreti, qualcuno che si ribella e via discorrendo, of course. Dal sesto all’ottavo ‘romanzo’ (raccolta Shift) viene trattato quanto accaduto in precedenza a quello raccontato in Wool ed è infatti considerato come prequel; infine il nono romanzo, Dust, collega le storie. Fanucci editore (prima era stato edito da Fabbri editore) ha raccolto tutti romanzi in tre volumi così suddivisi:
Woolche racchiude i romanzi chiamati Holston, Il giusto calibro, Intrecciare le maglie, Lo svelamento ed I dimenticati che vanno dal 1° al 5° libro.
Shift racchiude i romanzi chiamati Il Lascito, L’Ordine ed Il Patto che vanno dal 6° all’ 8° libro.
Dust racchiude uno solo romanzo diviso in tre parti: Lo scavo, L’esterno e Casa.
Purtroppo non avendo Apple tv non potremmo vedere la serie, ma sicuramente siamo molto incuriosite dalla trasposizione cinematografica di una serie di romanzi avvincenti e veramente ben riusciti. La lettura dei libri risale oramai a parecchi anni or sono, a prima della nascita di questo blog. I ricordi sono quindi un po’ confusi ma di certo rimane nella mente l’atmosfera opprimente del Silo e la voglia di rivalsa, di fuga. Forse l’idea di fondo non è originalissima ma nel loro insieme i libri sono certamente coinvolgenti e ti tengono ‘dentro’ fino all’ultima pagina. Fino ad un finale che… devi scoprire da solə, perché questo è un blog spoiler free. Non ci resta che consigliare la lettura dei tre romanzi editi da Fanucci e invitarvi a vedere la serie così da poterne commentare la riuscita. Nel frattempo noi cercheremo qualche amico con AppleTv per portelo fare a nostra volta!
Il mondo esterno è un ambiente tossico e inabitabile, lo si può intravedere solo in parte e parlarne è proibito. Gli umani superstiti vivono sottoterra all’interno di un unico silo. Tra questi, alcuni individui sono ancora capaci di sperare, di sognare e diffondere il loro ottimismo tra la popolazione. Questo li rende soggetti pericolosi e la loro pena è di essere mandati all’esterno. Dopo l’uscita dal silo del precedente sceriffo, Juliette, un ingegnere di basso rango, viene inspiegabilmente promossa a capo delle forze di sicurezza. Investita di un nuovo potere e priva di riguardo nei confronti di quelle tradizioni che dovrebbe osservare e di cui dovrebbe farsi garante, Juliette individua diversi elementi che puntano all’esistenza di un complotto. Seguire questa nuova traccia significa andare incontro a una terribile verità… o alla morte di tutti gli esseri umani ancora in vita. Il primo libro della trilogia bestseller del New York Times e acclamata dalla critica racconta la storia di un’umanità disposta a tutto pur di sopravvivere.
Nel 2007, il Centro per l’Automazione nelle Nanobiotecnologie (CAN) progetta dei sistemi che un giorno permetteranno a robot di dimensioni più piccole di una cellula umana di compiere diagnosi mediche, dirigere le operazioni e autoriprodursi. Nello stesso anno, viene scoperta una pillola in grado di cancellare la memoria di qualsiasi evento traumatico. E all’incirca in questo stesso momento della storia umana, l’umanità si ritrova con tutti gli strumenti pronti a causare la propria definitiva distruzione, ma anche ad avere i mezzi per dimenticarsi che questa sia mai avvenuta. Nel secondo volume, seguito di Wool, Hugh Howey ripercorre i primi giorni di vita all’interno del silo, per introdurci all’atto finale di questa trilogia postapocalittica.
Juliette, ora a capo del Silo 18, non si fida del Silo 1, in particolare del suo comandante, Donald. Ma nell’universo del Silo, bianco e nero non esistono, ogni cosa è una particolare sfumatura di grigio. Donald potrebbe, infatti, non essere il mostro che Juliette pensa che sia, bensì la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. Riusciranno a lavorare insieme abbastanza a lungo da vincere questa sfida? Nell’ultimo capitolo della trilogia di Hugh Howey, le scelte prese da Juliette e Donald potrebbero indicare la via della salvezza… o della morte del resto del pianeta.
Ha iniziato a scrivere Wool nel 2011, in pausa pranzo, mentre lavorava come commesso in una libreria, autopubblicandolo poi su Amazon. Dopo l’enorme successo mondiale di questo primo capitolo, ha pubblicato anche Shift e Dust, disponibili in BUR, completando la Trilogia del Silo. La Twentieth Century Fox ha acquisito i diritti di Wool per trasformarlo in un film per la regia di Ridley Scott.
Quarta di copertina:Una scuola piena di misteri, un club supersegreto, un’oscura, terribile minaccia. Dove? Qui, solo Qui.
È il primo giorno di scuola, il primo di un nuovo inizio. Iris si guarda attorno, orfana della sorella più grande che adesso la ignora e non la vuole più tenere per mano. Osserva e vede le minacce nascoste dentro le mura dell’edificio scolastico, le vere regole che reggono il “gioco” dentro l’istituzione, tra i ragazzi. E decide che terrà duro qualsiasi cosa accada. Ma cosa avviene in realtà dentro la scuola? Impronte di scarpe sui soffitti come se qualcuno camminasse a testa in giù, banchi che si spostano da soli, il Club Ultrasegreto che raccoglie alcuni allievi alla ricerca di una sostanza misteriosa che provoca le stranezze della scuola e poi…
Chi è Christelle Dabos?
Classe 1980, originaria della Costa Azzurra, è una scrittrice francese. E’ cresciuta a Cannes in una famiglia di musicisti ed artisti. Ha iniziato a scrivere le sue prima storie all’università. Si è specializzata come bibliotecaria e si è unita ad una comunità, la Silver Plum, di scrittori su internet. Dal 2005, vive e lavora in Belgio.
Quarta di copertina: Rachele sa bene che cosa va di moda e che cosa no, ed è da sempre una grande esperta dei trend del momento al punto che l’ha reso il proprio lavoro: nella Milano più divertente, tra un aperitivo con gli amici nell’ultimo locale aperto e un evento privato, lei scrive di lifestyle su una testata online di successo. Quindi se di eredità, atti notarili e faccende giuridiche connesse non ne sa nulla è ampiamente giustificata. Per esempio: perché mai dovrebbe fare come vuole suo padre e rinunciare a scatola chiusa alla bella casa che suo zio le ha lasciato in eredità? Le sembra una follia economica e, in più, il suo intuito da giornalista le suggerisce che in quella casa c’è qualcosa di interessante. Forse si sta lasciando suggestionare, ma sarà che lo zio lei non se lo ricorda nemmeno, visto che era la pecora nera della famiglia; sarà che suo padre si rifiuta persino di fare il suo nome; sarà che le circostanze della sua morte non sembrano chiarissime… ma tutta questa storia la intriga, e non poco. Rachele rispolvera allora un vecchio contatto della sua rubrica, un compagno del liceo che per una curiosa coincidenza del destino è diventato notaio. Al nome di Manfredi Malacarne risponde un trentenne affascinante e tremendamente disponibile… Proprio quando per un’altra, curiosa coincidenza del destino, la storia con Alessio, il fidanzato storico, è giunta a una svolta davvero sorprendente. Nel tentativo di svelare il mistero relativo alla casa e a certi segreti di famiglia, Rachele si ritroverà a capire che le cose che non sa sul mondo (e, soprattutto, su di lei) in realtà sono molte di più e che sarà piuttosto entusiasmante scoprirle tutte…
Chi è Alessia Gazzola?
Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018), vincitore del premio Bancarella 2019 e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Collabora con i supplementi culturali di La Stampa e del Corriere della sera. Vive a Verona con il marito e le due figlie. Con Questione di Costanza (2019) inaugura una nuova serie di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, a questo segue nel 2020 Costanza e i buoni propositi. Altre sue pubblicazioni sono: Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021).
Quarta di copertina: Esiste il lavoro dei sogni, e poi esiste il lavoro che il destino decide per te. Fortunata vorrebbe fare la pasticciera e, quando può, si rifugia nel laboratorio di Mario, un amico che le insegna l’arte dei dolci. Suo padre Emilio, però, è il titolare di un’agenzia di pompe funebri, e per mandarla avanti ha bisogno di lei, del suo talento nella preparazione dei defunti. Sempre a contatto con la morte, di cui si prende cura nel migliore dei modi, Fortunata insegue la vita e non chiede altro che essere libera di scegliere il proprio futuro. Ma cosa succede quando il destino si mette di traverso? Il rampollo di una dinastia di gioiellieri precipita da un palazzo veneziano. Un suicidio, o forse un tragico incidente. Il colonnello della guardia di finanza Dante Braghin ha più di un dubbio e chiede a Fortunata di esaminare il cadavere: il suo occhio sa notare dettagli che potrebbero sfuggire anche al miglior anatomopatologo. Suo malgrado, la ragazza verrà così coinvolta in un’indagine pericolosa, quando l’unica cosa che vorrebbe è creare torte e portare dolcezza nella vita delle persone. Sullo sfondo suggestivo della laguna di Chioggia e delle calli affollate di Venezia, Stefania Crepaldi costruisce una storia di straordinaria freschezza, che unisce i toni del giallo a quelli del black humour, dando vita a una serie di personaggi difficili da dimenticare.
Chi è Stefania Crepaldi?
Stefania Crepaldi è da dieci anni editor freelance di narrativa. Dirige l’agenzia letteraria Editor Romanzi e la scuola online di scrittura LabScrittore. Ha scritto diversi libri di narratologia. Ha vinto il concorso letterario IoScrittore. Ha creato la serie letteraria di Fortunata, la tanatoesteta. Del primo romanzo della serie, edita da Salani Editore, sono stati opzionati i diritti per la realizzazione di una serie TV.
È da poco uscito, per Piemme, “Il dono”, nuovo romanzo di Paola Barbato, una delle penne più talentuose ed apprezzate del thriller italiano contemporaneo.
“Il dono” non è il primo libro che leggo di Paola Barbato ma – voglio dirlo subito – nonostante mi sia piaciuto, non mi ha convinto come gli altri.
È un anonimo giorno di marzo a Roma, quando uno stimato giornalista dal viso rassicurante – nonché personaggio pubblico noto per essersi occupato per una vita, e in modo accurato ed attento, di omicidi e crimini efferati – accoglie la polizia con un coltello insanguinato tra le mani, nella villa dei suoi genitori. Genitori che ha appena ucciso. Nel primo interrogatorio informale, l’ispettrice Flavia Mariani si aspetta che l’uomo neghi, faccia finta di non ricordare, inventi favole, ma lui è calmissimo come sempre e no, non nega nulla. Solo che continua a dire che ad indurlo ad uccidere è stato il suo cuore, non è stato lui. Poco tempo prima, l’uomo ha infatti subito un trapianto ed ha ricevuto il cuore di Valerio Felici, un giovane morto in un banale incidente, del quale si è poi scoperto un passato da serial killer. Perché il giornalista è convinto che sia stato il cuore di Felici ad indurlo ad uccidere? Perché ci sono indizi che porterebbero a non escludere che abbia ragione? E, soprattutto, il cuore è solo uno degli organi donati dall’assassino: chi ha ricevuto gli altri?
Quelli scritti da Paola Barbato sono noti per essere thriller veri e propri, non gialletti da ombrellone: sono spesso ricchi di dettagli macabri, con trame molto articolate, tensione sempre ben calibrata e sapientemente dosata nei punti giusti; sono romanzi mediamente lunghi perché l’autrice si prende il giusto tempo di sviluppare la trama, approfondire l’argomento trattato e scandagliare i caratteri e le dinamiche psicologiche dei personaggi. Questo suo ultimo thriller non fa eccezione in nulla, è ottimamente congegnato dal punto di vista della trama, è approfondito nella trattazione del tema medico e della psicologia dei personaggi, è scorrevole e accattivante, ovviamente è scritto divinamente, eppure… Eppure, come anticipavo, non mi ha convinto quanto gli altri che ho letto.
Perché? Ci sto ancora pensando, è più che altro una sensazione di qualcosa che non va, di qualche ingranaggio che gira con fatica… Sensazione che mi sono portata dietro per tutta la lettura e che non si è dissipata a libro chiuso. A riprova di questo, c’è il tempo che ho impiegato a leggerlo: se i precedenti li avevo divorati in un giorno (nonostante si aggirassero sempre intorno alle 400 pagine) e non me ne staccavo un attimo, questo l’ho letto in quattro giorni e dovevo impormi di tornarci. Probabilmente sul mio giudizio molto hanno influito il non aver empatizzato con nessuno dei personaggi, nonché l’antipatia che ho provato per la protagonista, l’ispettrice Mariani: intransigente, testarda, supponente – e fin qui passi – ma persino arrogante, prevenuta verso chicchessia, incapace di interessarsi agli altri per ciò che sono e provano (e non solo per come vorrebbe che fossero) e di guardare oltre le proprie convinzioni… direi che dovrebbe curarsi l’acidità di stomaco perché rischia di diffondersi ad altri organi (giusto per restare in tema)! Anche il colpo di scena, sempre attesissimo da ogni lettore perché è la chiave di ogni thriller, non è d’effetto quanto mi sarei aspettata. Sì, dà una bella svolta, ma non mi ha fatto spalancare gli occhi dalla meraviglia o esclamare il mio classico “ehi!” ammirato.
Insomma, per quanto mi riguarda, una lettura discreta, ma non uno dei migliori thriller di questa bravissima autrice!
Nata a Milano, nel giugno del 1971, è una scrittrice e fumettista italiana. Fa parte dello staff di sceneggiatori del fumetto italiano Dylan Dog edito dalla Sergio Bonelli Editore.
Quarta di copertina: Seth, signore del Caos, dio dell’Ira e della Guerra, il più temuto e odiato tra gli dèi egizi, tanto da essere confinato nell’Oltretomba dai suoi stessi fratelli, lì dove ogni notte da millenni combatte contro Apopi, il mostro ancestrale. Una minaccia ben peggiore incombe però sul regno dei mortali e Seth viene liberato per fare ciò che gli viene meglio: uccidere mostri. Soledad sa bene cosa sia la paura. Da tre anni ci convive dalla parte sbagliata della canna di un fucile, prigioniera in un campo di lavoro del Cartello in Messico. Nulla però l’ha mai terrorizzata come la vista dell’individuo che stermina i suoi carcerieri e si proclama suo nuovo padrone. Lui è terrore, non è umano, è qualcos’altro… un dio dallo sguardo rosso che la trascinerà con sé a caccia di mostri e alla ricerca di un modo per scongiurare la fine del mondo. Due individui a cui la libertà è stata negata riusciranno a compiere una Profezia che non si piega alle leggi del Caos?
Seth – Dio del Caos Egizio
Seth il malvagio, Seth il distruttore, Seth il fratricida. Il Dio del Caos e dello spietato deserto. Colui che ogni notte, ritto sulla prua della barca solare, proteggeva il dio Ra e il suo lucente astro da Apopi.Un mostro per combattere altri mostri.
“Capii tre cose tutte insieme. Anzi, quattro. L’essere che mi stava osservando era antico, intelligente e folle. La quarta era che – sotto le vibrazioni innaturali che emanava – quell’essere era anche il pezzo di maschio più attraente su cui avessi mai posato gli occhi.”
Secondo un’antica profezia, il mondo presto giungerà alla sua fine per mano di quattro Distruttori provenienti dall’oscurità. E solo quattro ignoti campioni potranno contrastare la minaccia. Così, i re di tutti i pantheon hanno deciso di organizzare un torneo per decretare la loro identità.
I vincitori sono: Seth, Signore del Caos egizio; Lugh, Dio della Luce celtico; Nergal, Dio degli Inferi babilonese e Kári, Gigante norreno del Vento.
Le quattro divinità, ormai dimenticate dal mondo moderno, si ritrovano a dover adempiere alla loro missione e scoprire il luogo da cui ciascun Distruttore farà il suo ingresso nella nostra dimensione.
Tuttavia, lungo il loro percorso si imbattono in qualcosa che non avrebbero mai potuto prevedere: l’amore.
Quarta di copertina: Rebecca è un avvocato di successo. Vive a New York, in un piccolo appartamento a Manhattan, rifugio serale dopo giornate di lavoro intenso, quando l’unico desiderio è staccare la spina e rilassarsi. Una persona accanto? Ogni tanto ci pensa, ma non è la sua priorità. E comunque, dovrebbe essere come vuole lei: condividere i suoi interessi, avere i suoi stessi obiettivi. Essere simili e intellettualmente complici: questo è secondo Rebecca il segreto per un’unione duratura. Anche se gli appuntamenti con probabili anime gemelle si rivelano sistematicamente dei flop, Rebecca non è disposta a cambiare idea né a scendere a compromessi. Ma le sue certezze cominciano a vacillare quando una sera alla porta di casa sua si presenta un pompiere, per prelevarla a forza dopo che lei ha deliberatamente ignorato un allarme antincendio. Diretto, sicuro di sé, bellissimo, Niel è quanto di più distante possa esserci da lei. Eppure quell’incontro così rocambolesco e quelli, fortuiti, che seguono, sono destinati a lasciare un segno in entrambi. E se Niel non fa nulla per nascondere l’attrazione che prova per lei, Rebecca vuole solo tenerlo a distanza: perché lui è uno di quegli uomini che non temono di mettere a repentaglio la propria vita per salvare gli altri. E Rebecca non è proprio disposta ad accettarlo… Ma se correre questo rischio aprisse invece le porte a un’inaspettata felicità?
Chi è Anna Premoli?
È nata nel 1980 in Croazia; vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Il suo romanzo d’esordio, Ti prego lasciati odiare, è stato un libro fenomeno: per mesi ai primi posti nella classifica, ha vinto il Premio Bancarella. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice, L’importanza di chiamarti amore, È solo una storia d’amore, Un imprevisto chiamato amore, Non ho tempo per amarti, L’amore è sempre in ritardo, Questo amore sarà un disastro, Molto amore per nulla, Tutto a posto tranne l’amore, Non sono una signora, Sfida all’ultimo bacio, Un amore sulla neve e In amore vince chi rischia. Tre di questi titoli sono stati opzionati da case di produzione cinematografica.
Quarta di copertina:LE VICENDE TORMENTATE DI UN GRUPPO DI MATURANDI ALLE PRESE CON PRIMI AMORI, AMICIZIE COMPLICATE E GELOSIE SCONVOLGENTI.
Dopo aver accettato di essere irrimediabilmente attratti l’una dall’altro, Caterina e Adriano hanno stabilito una tregua, pur non avendo ancora rivelato a nessuno la verità sulla loro finta relazione. Il precario equilibrio, però, si rompe nel momento in cui il rapporto tra Leonardo e Beatrice comincia a incrinarsi. Quando alcuni segreti vengono svelati e alcune verità che tutti credevano sepolte riemergono con prepotenza, Cat, Adriano e Leonardo dovranno fare chiarezza in loro stessi e capire cosa provano davvero. Cat preferirà Adriano oppure tenterà di conquistare Leonardo?
Per me che sono di Torino, ho fatto le superiori alla fine negli anni ’90 e l’università intorno ai primi anni duemila, questo romanzo è semplicemente perfetto per rivivere quegli anni e quell’età. Geda infatti racconta l’adolescenza grazie ad una storia a due tempi, i tardi ’90 e i primi 2000, dove l’amicizia di quattro ragazzi – Anna, Andrea, Cora e Valerio – è la vera protagonista.
La scomparsa delle farfalle ci butta dentro le avventure, gli struggimenti e le emozioni di questi quattro adolescenti alle prese con amori, dolori, felicità e tormenti. Impossibile non rivedere se stessi di quel periodo, soprattutto in Andrea, tra i quattro quello che ‘sente’ la vita in modo diverso e con maggiore intensità.
Una mattina uno psicologo era andato da loro, a scuola, a parlare di ciò che accade nella testa degli adolescenti e aveva detto che l’intensità delle emozioni che si provano durante l’adolescenza non è dovuta al fatto che accadano cose più emozionanti, ma alla chimica del cervello che non sarà mai più così sensibile al calore emotivo degli avvenimenti, motivo per cui da adulti, si ricordano più eventi banali risalenti all’adolescenza che a qualsiasi altro periodo della vita
Torino è lo sfondo attivo di questa storia e la bottega, nonché il personaggio assolutamente non secondario, di Azeglio è il perfetto sunto di una certa ‘torinesità’ in cui le cose non si pubblicizzano, non si sbandierano, si fanno e basta. Azeglio è, per semplificare, un rigattiere. Ma è molto di più, Azeglio diventa una figura paterna e la sua bottega un rifugio. Il luogo di ritrovo, quando non c’erano gli smartphone e nemmeno i cellulari era tutto un ‘ci vediamo lì alle 18.00’, sembra una cosa incredibile oggi, in un quarto di secolo questa parte delle nostre vite è drasticamente cambiato. Oltre a Azeglio sono moltissimi i personaggi ‘altri’ perché secondari no, non è la parola giusta, comprimari forse, sicuramente parte del coro, una comunità che circonda Andrea e gli altri. E poi ad unire i quattro amici c’è anche la musica:
In anni in cui la musica era una religione e Torino un luogo di pellegrinaggio trovarono terreno comune in un concerto al PalaStampa, un palazzetto dall’acustica terrificante costruito pochi anni prima alle Vallette vicino allo stadio delle Alpi. […]Amici di Roland, Bandamanera, Cantovivo, Fratelli di Soledad, Funky Lips, Karamamma, La Cosa, Malasangre, Mao e la rivoluzione, Mau Mau, Persiana Jones, Perturbazione, Slep, Statuto. C’era solo un gruppo di cui non avevano ancora sentito palare, i Subsonica […]
Accade poi, in modo accessorio, che la crescita porti con sé il cambiamento:
Guardò i suoi migliori amici ed ebbe la sensazione che non si appartenessero più come si erano appartenuti in passato
Anche perché
Se l’inizio dell’adolescenza è di natura biologica, la sua fine è culturale.
Per buona parte di quella generazione, la mia generazione, la fine dell’adolescenza è segnata dai fatti di G8 di Genova
è tutto finito. – diceva.- Non ci risolleveremo più -. Parlava di una alleanza tra forze progressiste che avrebbero potuto finalmente trovare rappresentanza politica e che ora era dispersa, spazzata via. -Hanno vinto loro.
In questo libro, scritto con stile e garbo, si trova un coacervo di emozioni tutte da dipanare, ma anche tanto di Torino e delle vicine montagne, il romanzo scorre veloce e fluido come un film grazie alla scrittura asciutta ma efficace di Geda. E poi, dicevamo, c’è la vera protagonista: l’amicizia.
compagni di viaggio tra i tanti che avrebbero avuto, cambiato e incontrato e amato, tra quiete, tempeste, calore e confini e grammatiche, attraverso i luoghi e le conversazioni e le scelte e i chilometri che li avrebbero separati per periodi di diversa lunghezza e intensità, attraverso i modi che avrebbero trovato per non perdersi: le telefonate, i messaggi nelle segreterie, gli sms, le lettere, la posta elettronica, e poi i social network e i gruppi su WhatsApp e le foto e i video e i vocali e le cene, quando si riusciva, se ci riusciva, e a gennaio gli auguri, sempre, e gli anni accumulati e la routine, e i giorni difficili e quelli indulgenti, e l’amore e l’amicizia che ognuno, a modo suo, avrebbe continuato caparbiamente a coltivare.
Quarta di copertina: Quando in montagna Andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un’amicizia. Tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realtà quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l’energia della giovinezza. Un ritratto commovente di quella stagione dell’anima che più d’ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. Anna, Andrea, Cora e Valerio sono compagni di scuola. Assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. Il perno di queste esistenze – ancora brevi e già segnate da perdite e ferite – è il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di Torino, un luogo che diventa una specie di base, talvolta di rifugio. Il tempo, però, non regge la richiesta di perfezione, di assoluto, che l’adolescenza pretende. Il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. Andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensità maggiore, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. Ma nel momento in cui si troverà in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa età ti regala, saranno di nuovo con lui.
Chi è Fabio Geda?
Fabio Geda (1972, Torino), si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell’educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Esordisce nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; segue L’esatta sequenza dei gesti (2008) e Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) che ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all’estero. Nel 2011 esce L’estate alla fine del secolo, mentre del 2014 è Se la vita che salvi è la tua (Einaudi). Nel 2015 esce il primo volume della serie per ragazzi Berlin (Mondadori) scritta insieme con Marco Magnone, del 2017 Animescalze (Einaudi). Nel 2019 pubblica per Einaudi Una domenica.
Quarta di copertina: Langhe, 1935. La fuliggine delle fabbriche lascia il posto al dolce profilo delle colline infiammate dai colori dell’autunno. Mentre guarda il paesaggio che scorre dal finestrino del treno, Anita sa che ad attenderla non è una vacanza, ma una trasferta di lavoro per la rivista di gialli «Saturnalia», in compagnia dell’immancabile Sebastiano Satta Ascona. Per lei è così raro lasciare Torino che tutto le sembra meraviglioso. Inoltre è il periodo della vendemmia, il momento ideale per visitare le Langhe. Se non fosse che, pochi giorni dopo il suo arrivo, il corpo di un ragazzo viene trovato al limitare del bosco. In quel breve lasso di tempo, Anita ha scoperto che, insieme ad altri coraggiosi coetanei, il giovane faceva parte di un gruppo scout, in segreta violazione dei divieti imposti dal regime. Anita rimane affascinata da quella dimostrazione di carattere. E intanto, forse ispirata dal rosso del vino e dai mille volti di una terra ricca di inaspettati misteri, si avvicina come mai accaduto prima a Sebastiano. Ma perdere il controllo è un rischio, soprattutto se ci sono una verità da scoprire e la morte di un ragazzo a cui rendere giustizia. Anita è consapevole che solo le parole dei suoi amati detective possono mostrarle la strada verso la verità. Anche se il coraggio di non fermarsi davanti a nulla deve trovarlo dentro di sé. E ora ha bisogno di molto coraggio, perché i fili delle sue intuizioni la portano dove non avrebbe mai immaginato. L’appuntamento annuale con i libri di Alice Basso è finalmente arrivato. Trecentosessantacinque giorni possono sembrare lunghissimi, ma l’attesa è ripagata quando ci si tuffa nelle sue storie. Anita è di nuovo qui e con lei i racconti gialli che hanno fatto la storia della letteratura. Sullo sfondo dei vigneti incantevoli delle Langhe, la morte arriva puntuale, ma anche l’amore. Nessuno dei due in modo semplice, questo ormai Anita l’ha capito.