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Recensione: ‘Sotto i soli di Gwalthur’, Mala Spina

Con ‘Sotto i soli di Gwalthur’ Mala Spina regala fantascienza “Sword and Planet con cyborg imbranati contro aliene feline, dinosauri mutanti e intelligenze artificiali egomaniache. Tra Flash Gordon, Avatar e John Carter di Marte”.

Il romanzo è diviso in capitoli narrati dal punto di vista della protagonista femminile Zorya, cacciatrice nativa di Gwalthur e altri da quello dell’agente Securforce Ben Sawyer. Sono tante le fonti di ispirazione che pervadono tutta la narrazione e a detta della stessa autrice ci sono ‘dentro’ anche film come Il pianeta ProibitoGuardiani della galassia e Avatar. Il romanzo è una grande avventura di scoperta e peripezie ed infatti, l’idea iniziale di Sotto i soli di Gwalthur è quella di un re-telling di Le avventure di Robinson Crusoe.

La definizione esatta del genere a cui appartiene Sotto i Soli di Gwalthur è il PLANETARY ROMANCE, dove Romance è inteso come Romanzo. Si tratta di storie basate sull’esplorazione e la scoperta delle meraviglie di pianeti alieni esotici e spesso primitivi.

Ma tralasciando le categorie, i generi e sottogeneri, è impossibile non amare questo bel romanzo avventuroso e divertente.
Duecentosessantacinque pagine con sedici illustrazioni sono proprio poche quando la narrazione corre al ritmo di dinosauri assatanati e inseguimenti da parte di umanoidi cacciatrici inferocite. Impossibile è anche non amare Ben Sawyer e Zorya: il primo è un umano con un braccio bionico e un chip neurale, argomento che non ama particolarmente come impareremo nel corso della lettura, mentre la seconda è una giovane cacciatrice appartenente ad una tribù autoctona del pianeta, è quasi umana se non fosse che è parzialmente ricoperta di pelo e dotata di coda.

Insomma non dobbiamo dare nulla per scontato mentre voltiamo una pagina dietro l’altra di questo avvincente romanzo, non scontato e ben architettato. La scrittura scivola via veloce e si ha l’impressione che i due protagonisti, con l’aggiunta dell’intelligenza artificiale Kowalski, siano perfettamente costruiti e fatti per essere letti da noi.
Un plauso anche alla ‘questione femminile’ che pervade il romanzo, la nostra Zorya vuole evadere dalle costrittive leggi della sua tribù e si arma di coraggio e forza nel distaccarsi da tutto quello che conosce per seguire il suo sogno e la sua volontà nonostante le enormi difficoltà a cui andrà incontro.
Troverà sul suo cammino Ben Sawyer, anche lui un uomo costretto, un soldato addestrato che ha dimenticato chi è a causa del chip neurale che gli hanno impiantato quelli della potentissima Corporazione e solo grazie ad un caso fortuito recupera parzialmente la sua libertà di pensiero.
La loro diversità parrebbe insormontabile ma di fronte alle difficoltà trovano la loro strada anche se fatta di difficoltà e coraggiose azioni, combattimenti e incomprensioni che spesso virano in gag ironiche.
L’intelligenza artificiale e il confronto tra il cyber e il reale, materico mondo è trattato con grande capacità narrativa, inoltre la tensione tra i due protagonisti è ben costruita e mai scontata.
Adatto a chiunque ami la fantascienza ma anche a chi non predilige il genere, per la sua godibilità può piacere anche alla fascia definibile YA. Qualche ora di intrattenimento puro e di buon livello sono assicurati con questo romanzo edito da Plesio.
Sarebbe davvero bellissimo se l’autrice tornasse a raccontare ancora altri accadimenti sotto i soli del pianeta Gwalthur.

Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle legge tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur

Dicono dell’autrice.

Mala Spina è lo pseudonimo di una scrittrice toscana appassionata di narrativa del fantastico e collezionista di fumetti. Lavora nel campo dell’editoria, illustrazione digitale e web design.
Scrive storie Fantasy, Steampunk e Horror. Ha pubblicato in proprio l’urban fantasy “Victorian Horror Story”, la black comedy horror “Il Mangiapeccati” e la serie fantasy-sword and sorcery “Altro Evo”.
Ha pubblicato racconti brevi in varie antologie: “L’oro dell’uomo nero” in Zappa e Spada per Acheron Books. “Testa di santo” in Eroica per Watson Edizioni. “Quattro regole di sopravvivenza agli zombie” in Zomb! Saga per Dunwich Edizioni. “Ultimo treno per Uomo Morto” in N di menare per Lethal Books.
Sito Internet: www.AltroEvo.com

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Segnalazione: Sotto i soli di Gwalthur – Mala Spina

Casa Editrice: Plesio Editore| Prezzo: € 13,00 | Data di pubblicazione: 28 dicembre 2020 | Link Amazon


Quarta di copertina: Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle leggi tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur.


Dicono dell’autrice:

Mala Spina è lo pseudonimo di un’autrice toscana appassionata di fantastico che lavora nel campo dell’editoria, illustrazione e web design. Ha pubblicato l’urban fantasy Victorian Horror Story, la black commedy Il mangiapeccati, la serie Altro Evo e il libro interattivo Gremlins ad alta quota. Il suo sito è http://www.altroevo.com

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Segnalazione: I legami delle tenebre. Inganni – Francesca Caizzi

Editore: Plesio Editore| Prezzo: € 15,00 | Data di pubblicazione: 15 dicembre 2020 | Link Amazon


Quarta di copertina: C’è qualcosa oltre il mondo che vediamo. Le tenebre strisciano nelle esistenze degli uomini, minacciandoli senza che questi se ne accorgano. Max lo sa. È più di una vita che insegue e dà la caccia alle creature degli inferi, fuggendo dai demoni che attanagliano la sua anima. In una Vancouver ignara delle creature che la infestano, una nuova minaccia si affaccia sulla scena, costringendo Max e la sua Squadra Omega a intervenire. Presto sarà costretto a confrontarsi con il passato, rivelare segreti sepolti e fare i conti con le conseguenze di un accordo stretto con il Diavolo in persona.


Dicono dell’autrice:

Francesca Caizzi è appassionata di serie tv, videogiochi, libri e fumetti. Ama i k-drama e gli anime. Insegna scrittura creativa alla Scuola di Fumetto Inkiostro di Foggia.
È arrivata tra i 300 finalisti di IoScrittore 2017. Ha esordito con il fumetto FANGO, per Edizioni Inkiostro.
I legami delle tenebre – Inganni è il suo primo romanzo.

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La sindrome di Proust – Lorenzo Sartori

La sindrome di Proust esce oggi 22 giugno ed è un vero piacere per noi poterne parlare.
Il romanzo lo abbiamo letto in anteprima e ci siamo divertite con lo stile scorrevole e fluido al quale Sartori ci aveva già abituato nei suoi altri lavori, questa volta è edito da Lambda House costola per la narrativa generale di Plesio Editore.
Di Lorenzo abbiamo letto praticamente tutto e già recensito Alieni a Crema e il bel fantasy L’ombra del primo Re.
Indubbiamente è un autore che ci piace e che seguiamo con piacere, non è edito da grandi case e non lo troverete (ancora) sugli scaffali dei supermercati, ma non ha niente di meno in freschezza e capacità di coinvolgimento rispetto ai suoi omologhi scrittori di thriller. Il libro non è lungo ma se pure lo fosse non sarebbe un problema perché farebbe piacere continuare a leggere di Alec Raines, il protagonista, e delle sue peripezie.
Non possiamo negare di sperare in una qualche continuazione della storia.

Abbiamo parlato direttamente con Lorenzo, che ringraziamo come sempre per la disponibilità, e gli abbiamo fatto alcune domande proprio sul filo di lana prima dell’uscita de La Sindrome di Proust. 

Il tuo nuovo lavoro è, fondamentalmente, un thriller: quali sono le tue fonti di ispirazione?

La Sindrome di Proust è un thriller, ma non un thriller classico. Non ci sono serial killer sempre un passo avanti alla polizia, vittime prescelte secondo uno schema e uccise secondo un rituale o investigatori che lottano contro i propri demoni e al tempo stesso contro il serial killer. Ne La sindrome di Proust non c’è nulla di tutto questo. C’è un tizio che per lavoro ha accesso ai ricordi delle persone e questo fatto lo metterà al centro di un qualcosa più grande di lui. Credo che la maggiore influenza per questo specifico romanzo sia stata l’opera di Philip Dick, uno dei primi autori ad avere affrontato il tema della digitalizzazione dei ricordi, “scoperta” che sono convinto sia molto più vicina di quanto possiamo immaginare. Il romanzo ha poi un incedere molto cinematografico e credo che un certo cinema americano sia stata un’altra importante influenza.

Nel romanzo si parla di una procedura di digitalizzazione dei ricordi, se fosse possibile ti sottoporresti ad un ‘memory Download’?

Bella domanda. Credo che in parte dipenda dalla risposta a un’altra domanda, che Alec Raines, il protagonista, si pone spesso: per farne cosa? Lui passa il tempo a sistemare i ricordi delle persone, ma non sa nemmeno lui che ne sarà di quei ricordi. Perché esiste la tecnologia per scaricarli e conservarli ma non per reimpiantarli. La società che descrivo è al tempo stesso affascinata e spaventata da questa scoperta che ovviamente ha tante implicazioni, anche dal punto di vista etico. I ricordi sono la cosa più preziosa che abbiamo e quindi l’idea di preservarli può essere istintiva, ma le conseguenze sono davvero notevoli. Dopotutto sarebbe il primo passo verso l’immortalità. Io personalmente, fossi vissuto nel mio romanzo, non mi sarei sottoposto a questa procedura, ma non dubito invece che in molti sceglierebbero il contrario.

C’è la possibilità di un seguito, sentiremo ancora parlare di Alec Raines?

Il romanzo è autoconclusivo ma la possibilità c’è e sul finale si può intuire l’appiglio. Del resto ho in testa molte idee per un possibile sequel, che comunque rappresenterebbe una storia a se stante, ma con la stessa ambientazione e gli stessi personaggi. Alec poi ha la naturale predisposizione a finire nei guai, per cui direi che c’è speranza 😉

Sei un downloader o un uploader?

Ahahah. Nessuno dei due. E per fortuna, aggiungerei.

A chi consiglieresti il tuo romanzo?

A chi cerca una storia avvincente, a chi ama la serie Black Mirror, a chi è stato a Londra e a New York, dove si svolge la maggior parte della storia, a chi ha voglia di leggere un thriller con colpi di scena e morti ammazzati, ma non il solito thriller, a chi non crede che a fare la differenza siano sempre i soliti eroi e che i cattivi lo siano senza una ragione.

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Quarta di copertina:
Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l’editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il “Memory download”, la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all’improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine. Incastrato da una misteriosa agenzia di intelligence, gli viene rivelato di avere una dote che altri non hanno: oltre che designer è anche downloader, ovvero un individuo con la predisposizione genetica a far propri brevi ricordi altrui, e così, suo malgrado, si ritrova coinvolto nel tentativo di sventare un complotto contro il presidente degli Stati Uniti.

Booktrailer del libro

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Alieni a Crema – Lorenzo Sartori

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Titolo: Alieni a Crema

Autore: Lorenzo Sartori

Edizione: Plesio 2018

Prezzo: 13 €

Pagine: 244

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Descrizione: È una calda giornata d’estate e il sindaco di una cittadina di provincia si sta godendo il weekend nella sua casa di villeggiatura quando qualcuno suona il campanello: sono i servizi segreti e sono venuti a prelevarlo. Il Presidente del Consiglio lo attende d’urgenza a Roma. Nella capitale il premier comunica al disorientato sindaco che la sua città, Crema, dovrà ospitare per dieci giorni cento abitanti di un pianeta lontano. È in gioco il prestigio del Paese. Ma cosa sono venuti a fare cento alieni a Crema? Quale segreto nascondono?


Si può scrivere un romanzo di fantascienza in italia e ambientarlo in una cittadina come Crema?
Lorenzo Sartori può. Lo fa e crea una storia divertente che si legge con lo stesso piacere che si riserva ai dolci quando si è a dieta.
I protagonisti sono illustrati, e uso consapevolmente questo termine, in maniera precisa senza però incorrere in inutili descrizioni. Lo stile di Sartori è asciutto e puntuale, moderno e disinvolto.
Il pretesto per l’avvio della narrazione è l’arrivo di 100 alieni a Crema, è il Governo a chiedere al Sindaco della città di accogliere per dieci giorni questi visitatori intergalattici.
Uno youtuber complottista di nome Kastigo cercherà subito la fregatura, l’adolescente Ginevra si troverà alle prese con un intrigo che non solo prende in considerazione pianeti diversi ma anche la linea del tempo.

Niente è scontato in “Alieni a Crema” e il ritmo serrato non esclude temi di fondo molto profondi come l’integrazione e le problematiche adolescenziali.
Sono alieni ma sono prima di tutto diversi, sono così diversi da non riuscire a tollerare i tortelli cremaschi.

Alieni intolleranti sbarcano a Crema.

Non hanno nomi, anzi li hanno ma sono troppo difficili, per cui hanno un numero e delle tute speciali.
Ma siamo sicuri che siano davvero non belligeranti? Sulla città cade una sorta di obbligato embargo, una bolla che blocca le comunicazioni con l’esterno, niente internet niente smartphone, niente di niente. Ricordate Under the dome?
Adolescenti senza smartphone? Fantascienza!
Kastigo ci avrà visto giusto? Questi cento amici stellari cosa nascondono?

Dovrete leggerlo per saperlo ma anticipiamo che in un attimo siamo diventate Team 21. E che speriamo in un seguito o almeno in uno spin-off.

Durante Stranimondi abbiamo incontrato l’autore e parlato con lui. Il risultato è il video che trovate qui sotto:

 

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