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Il dado è tratto da una storia vera, Mauro Reperto – segnalazione

Casa Editrice: Youcanprint | Prezzo: € 10,00 | Data di pubblicazione: 11 Maggio 2021

Quarta di copertina: Uomini smarriti in un futuro distopico, civilità extraterrestri che ci hanno sempre deriso, animali demiurghi, inventori e santi disagiati, sogni dentro altri sogni… Che cosa unisce i protagonisti delle storie raccolte in questo libro? “Il dado è tratto da una storia vera” è un libro gnostico ma non ostico, che attraversa vari generi: fantascienza, grottesco, paranormale, realismo magico, onirico, fantasy. Al tempo stesso è un libro che vi farà ridere come uno specchio e riflettere come un deficiente. “Colui che vuole entrare nel regno dei cieli, vi giungerà. Se disprezza questo mondo e lo considera come un gioco, ne uscirà ridendo”. (Vangelo di Filippo, purtroppo a oggi apocrifo). È tutto troppo vero per essere bello?


Chi é Mauro Reperto?

Mauro Reperto è lo pseudonimo nonchè alter-ego di Roberto Becattini. Entrambi tengono a precisare di non essere fan degli 883, anche se “Con un deca” resta un pezzone, a prescindere. E magari con un deca, il prezzo di questo libro, potete andare una per un po’.

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Tre giorni poi sarà per sempre, Marco Conti – segnalazione

Casa Editrice: Ivvi | Prezzo: € 14,90 | Data di pubblicazione: 29 dicembre 2021

Quarta di copertina: “Tre giorni poi sarà per sempre”, è la storia di Giorgio e Asia che, innamorati da sempre e prossimi al matrimonio, trascorrono le serate nel cantiere in cui si sta costruendo la casa dei loro sogni. In questo tratto di terra spezzata dal mondo, al lume di una candela Giorgio e Asia si confidano, si amano e attraverso un cannocchiale, assistono a una sorta di “reality show clandestino” rubando tratti di vita vissuta alle famiglie che vivono nel palazzo vicino.
Proprio attraverso questo cannocchiale, Giorgio scoprirà qualcosa che turberà la sua anima al punto da mettere in discussione le sue certezze.


Chi è Marco Conti?

Marco Conti è uno scrittore italiano, abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista.
E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.
La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog, uno spazio su cui scrive e condivide le sue passioni e le sue idee.
Tre giorni poi sarà per sempre è il suo quarto romanzo ed è uscito da pochissimo anche nelle librerie.

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L’albero di nespole, Giulietta Fabbo – segnalazione

Casa Editrice: PAV Edizioni | Prezzo: € 13,30 | Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2022

Quarta di copertina: “L’albero di nespole” racconta la storia di una famiglia in un paesino del sud Italia, che, tra devastazione sociale e decisioni imponderabili, vede caratterizzare il destino dei suoi componenti. La speranza e l’amore però, riescono ad eludere il fato e a sopravvivere nonostante le miserie umane. Un libro che ripercorre, a cavallo della II guerra mondiale, gli avvenimenti che sconvolsero l’Italia, che determinarono la ripresa del bel Paese e nel quale gli eventi bellici e il boom economico prendono forma concreta nelle vite dei protagonisti.


Chi è Giulietta Fabbo?

GIULIETTA FABBO nasce ad Avellino il 12 gennaio 1971. È laureata in Lettere Classiche e insegna Materie Letterarie, Latino e Greco presso il Liceo Classico “Pietro Colletta” di Avellino. È sposata e ha due figli adolescenti. Appassionata di archeologia, ha pubblicato schede tecniche nel volume “NOTARCHIRICO 500.000 anni fa” a cura di M. Piperno (ed. OSANNA Venosa) e ha lavorato in qualità di archeologa preistorica presso la Soprintendenza Speciale al Museo Preistorico Etnografico Pigorini di Roma e presso l’area archeologica US Navy di Gricignano di Aversa (CE).

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Di morte e d’amore, Stefania Crepaldi – segnalazione

Casa Editrice: IoScrittore | Prezzo: € 3,99 | Data di Pubblicazione: 24 Marzo 2022

Quarta di copertina:
Chioggia, 2018 – Le mani di Fortunata sono magiche.
Sanno prendersi cura di uomini e donne, con dolcezza e premura. Lavano, vestono, abbelliscono e rasserenano, passano delicate sulla pelle e sul viso.
C’è solo un problema: i corpi cui Fortunata provvede sono quelli dei defunti. Lei è infatti l’ultima discendente di una stirpe di becchini, la più antica di Chioggia. Per questo suo padre, un uomo congelato nel dolore per la morte della moglie, vorrebbe che lei ereditasse l’impresa di famiglia. Per questo Fortunata è fin dall’adolescenza vittima dell’ignoranza e della superstizione dei suoi paesani. Il suo sogno sarebbe quello di diventare pasticciera, e mettere le sue mani così abili al servizio della gioia e della festa e non del lutto. L’occasione le si presenta quando viene assunta per uno stage nel catering dei fratelli Mengolin, famosi ristoratori veneziani. Per Fortunata potrebbe iniziare una nuova vita, ma il primo giorno di lavoro, durante lo sfarzoso matrimonio della figlia della famiglia Boscolo, il padre della sposa muore in circostanze poco chiare, e i sospetti sembrano convergere proprio sulla giovane tanatoesteta. Così Fortunata, per salvarsi, dovrà improvvisarsi investigatrice. E nel suo cammino così difficile il destino le offrirà uno strano alleato, un uomo misterioso quanto affascinante… Un romanzo giallo che intreccia sorrisi e dolori, con una protagonista piena di voglia di vivere e di amare che fa i conti con la malvagità e l’avidità del mondo, sullo sfondo magico di Chioggia, città magnifica che a volte sembra vivere di vita propria.


Chi è Stefania Crepaldi?

Editor di romanzi, consulente editoriale e autrice. Dirige l’agenzia editoriale Editor Romanzi. Ha scritto il manuale Lezioni di narrativa. Regole e tecniche per scrivere un romanzo (Dino Audino Editore, 2021). Tra i manuali di scrittura più venduti su Amazon. Esordisce nella narrativa con il romanzo Di morte e d’amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoesteta, vincitore del Torneo letterario IoScrittore (edizione 2020).

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Il nuovo libro di Alice Basso: Una stella senza luce – segnalazione

Ed ecco il nuovo romanzo, il terzo per la dattilografa Anita Bo, di Alice Basso. In uscita il 12 maggio e ambientato a Torino negli anni ’30. 
Il morso della vipera‘ (qui nostra recensione) è il primo romanzo con protagonista la bella Anita, sempre edito da Garzanti, seguito dal secondo romanzo Il grido della rosa.

Anita, Sebastiano e il mondo del cinema a Torino. Quando Torino era la capitale del cinema italiano, era più di Cinecittà, era quasi Hollywood, incontravi i divi nelle cioccolaterie del centro e i teatri di posa svettavano sul Lungo Po come giganteschi diamanti di ferro e vetro.


Questa volta la penna veloce e divertente di Alice Basso ci trasporta con facilità al fascino d’antan della Torino degli anni ’20 (quando era indiscussa capitale del cinema) pur lasciando l’ambientazione nel 1935. Un lavoro eccellente che lascia però ampio spazio alle avventure ‘moderne’ di Anita e Sebastiano alle prese con un nuovo ‘giallo’.
L’intreccio è, come sempre quando si parla della Basso, spassoso e ben congegnato nonostante, questa volta, un pochino ‘tirato’ e forse leggermente strascicato. Ci troviamo a fare grande tifo per la coppia di detective (in grande tensione per un rapporto che potrebbe ma invece no) e il finale ci lascia in attesa trepidante di Anita Bo #4!

Quarta di copertina: Torino, 1935. Il lunedì di lavoro di Anita inizia con una novità: Leo Luminari, il più grande regista italiano, vuole portare sul grande schermo uno dei racconti gialli pubblicati su «Saturnalia», la rivista per cui lei lavora come dattilografa. Il che significa poter curiosare dietro le quinte, intervistare gli attori e realizzare un numero speciale. Anita, che subisce il fascino della settima arte, non sta nella pelle. L’entusiasmo, però, dura solo pochi giorni, finché il corpo senza vita del regista viene ritrovato in una camera d’albergo. Con lui, tramonta il sogno di conoscere i segreti del mondo del cinema. Ma c’è anche qualcosa che inizia in quell’esatto istante, qualcosa di molto pericoloso per Anita. Perché dietro la morte di Luminari potrebbe nascondersi la lunga mano della censura di regime. Anita e il suo capo, Sebastiano Satta Ascona, devono evitarlo: hanno troppi segreti da proteggere. Non rimane altro che indagare, ficcando il naso tra spade, parrucche e oggetti di scena. Tra amicizie e dissapori che uniscono e dividono vecchi divi, stelle che, dopo tanti anni lontano dai riflettori, hanno perso la luce. Ogni passo falso può essere un azzardo, ogni meta raggiunta rivelarsi sbagliata. Anita ormai è un’esperta, ma questa volta è più difficile. Forse per colpa di quell’incubo che non le dà pace, un incubo in cui lei indossa l’abito da sposa, ma nero. Perché i giorni passano e portano verso l’adempimento di una promessa, anche se si vuole fare di tutto per impedire l’inevitabile.

Casa Editrice: Garzanti | Prezzo: € 16,90 | Data di pubblicazione: 12 Maggio 2022


Chi è Alice Basso?

Alice Basso è nata a Milano nel 1979. Ha lavorato per diverse case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, ama cantare e scrivere canzoni, suonare il sassofono e disegnare. Cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018), Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017), Nascita di una ghostwriter (2018).
Ha inoltre pubblicato una nuova seria con protagonista dattilografa di nome Anita:
Il morso della vipera (2020) e Il grido della rosa (2021).

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Ritratto di fanciulla, Marco Forneris – segnalazione

Casa Editrice: Florestano Edizioni | Prezzo: € 20,00 | Data di pubblicazione: 4 Marzo 2022

Quarta di copertina:

«Era diventata una faccenda privata, e il suo dovere era quello di cercare la testa del serpente e provare a schiacciarla».

Torino, 27 aprile 1945. Un convoglio militare tedesco riesce a sfuggire alle formazioni della Resistenza che hanno appena liberato la città e si dirige con un prezioso carico verso la costa ligure, seminando morte e distruzione al suo passaggio.
Sulle sue tracce un drappello di giovani partigiani che, pur non riuscendo a bloccarne la fuga, recupera in modo fortunoso una valigia dal contenuto sbalorditivo. Londra, 2006.
Sarah Cosworth, nipote di un giornalista ed ex agente delle Special Operations britanniche, rinviene fra gli averi del nonno alcuni documenti provenienti da ambienti
nazisti insediati in Sudamerica e un antico disegno a sanguigna di strepitosa bellezza,
forse il ritratto di una giovane Isabella d’Este. Kardamyli, Novembre 2006. Patrick Fermor, anziano scrittore inglese molto legato alla famiglia di Sarah, chiede al suo vicino e amico David Faure di incontrare la donna per aiutarla a chiarire il contenuto delle lettere e l’origine del ritratto. David è un uomo d’affari italiano da poco ritiratosi in quel tranquillo angolo della Grecia, ma ha un debito con Fermor e un passato che lo ha visto spesso coinvolto in delicate indagini a livello internazionale. Accetta dunque l’incarico che, dopo Londra e l’opaco mondo che ruota intorno alle sue case d’asta, lo porterà a Venezia, nei laboratori di restauro dell’Accademia, quindi nella soffitta della sua vecchia casa di Gressoney, in una riservata banca svizzera e infine a Tel Aviv, a colloquio con un famoso cacciatore di criminali nazisti.
Le attività investigative attirano tuttavia l’attenzione di antichi nemici e mettono a rischio la vita della famiglia di David, il quale decide di recarsi in Argentina per chiudere vecchi e nuovi conti, inclusi quelli lasciati in sospeso dal padre partigiano.


Chi è Marco Forneris?

Marco Forneris si è laureato in informatica a Torino e ha iniziato la sua carriera di manager nella mitica Olivetti. In seguito ha ricoperto il ruolo di Chief Information Officer di alcune delle più note aziende italiane: Il Sole 24 Ore, Assicurazioni Generali, Gucci, FIAT e Telecom Italia. Ha pubblicato per Teti Editore nel 2016 “Il nodo di seta” e nel 2019 “L’Oro di Baghdad”. In parallelo alla sua attività di scrittore, si occupa di M&A e Business Development per aziende di Information Technology, Private Equity e Banche d’affari.

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Le avventure metafisiche di Madame e L. Butterfly, Vanessa Apolito – segnalazione

Casa Editrice: PAV Edizioni | Prezzo: € 15,00 | Data di pubblicazione: 25 Marzo 2022

Quarta di copertina: Le avventure metafisiche di Madame e L. Butterfly è un Comic-Mystery in sette racconti. Le protagoniste, Madame e Little Butterfly, hanno uno spiccato potenziale magnetico nell’attrarre ogni genere di guaio, dal quale riescono a districarsi, più per fortuna che per bravura. Madame è un’aristocratica adoratrice del lusso, cura le sue ansie con l’alcool ed è affetta da ogni genere di fobia che una personalità bipolare può innescare. Little Butterfly è una quarantenne immatura, di dieci anni più giovane dell’amica, con il pallino dell’esoterismo e la dipendenza dai viaggi. È per causa sua, infatti, se le due si ritrovano invischiate in enigmi disastrosi. Caratteri tanto differenti concordano solo in materia di relazioni sentimentali, di natura univoca e con esito fallimentare. Dotate di cotanto bagaglio umano, le signore si cimentano in misteri dal potere catartico; riuscendo nell’impresa di peggiorare i propri difetti. Nonostante ciò, i benefici delle loro avventure investono i protagonisti secondari, regalando, quasi sempre, un lieto fine.


Chi è Vanessa Apolito?

Vanessa Apòlito nasce nel 1976 in Calabria. Amante del viaggio come “altrove da conquistare” è un’artista e creativa dalle molte sfaccettature con una particolare personalità metamorfica, che traspare nelle sue opere.

Pubblicato in: approfondimento, Romanzo, storico

Le avventure degli storici del Saint Mary – la serie di libri di Jodi Taylor (The Chronicles of St Mary’s Series)

Le avventure degli storici del Saint Mary: dietro la facciata apparentemente innocua di un istituto di ricerca storica si svolge un diverso tipo di lavoro accademico. Non possiamo semplicemente chiamarlo “viaggio nel tempo” perché questi storici indagano i principali eventi storici del mondo andando esattamente alla data e nel luogo su cui vogliono investigare. E non sono nemmeno inoffensivi questi storici e per dare una descrizione più accurata possiamo dire che mentre rimbalzano su e giù lungo la linea del tempo bevono té e calamitano disastri vivendo avventure incredibili.

The Chronicles of St Mary’s è una serie turbolenta e estremamente divertente della scrittrice britannica Jodi Taylor, tredici romanzi, oltre a racconti collegati e una serie spin-off. 
In Italia sono (per ora) editi solo i primi tre, tutti da Corbaccio:



La serie inizia quando la coltissima dottoressa Madeleine Maxwell (Max), abile archeologa sul campo, viene reclutata dal St. Mary’s, una venerabile branca dell’Università Thirsk che però non è assolutamente quello che sembra. Man mano che la serie avanza (è consigliabile leggerli in ordine) si apprende di più su Max e sui suoi adorabili colleghi, l’amato Leon Farrell e sulla sua lotta epica con lo storico rinnegato Clive Ronan. Sebbene i libri siano veramente divertenti, ricchi di british humor (bisogna apprezzarlo, non a tutti piace), Taylor porta anche profondità nella sua commedia, celebrando il coraggio e l’eroismo e facendoci credere che sia possibile sopravvivere a situazioni difficili e oltre il limite. L’autrice imposta mirabilmente l’ambientazione della serie in ogni libro e, a suo ulteriore merito, lo rende affascinante e conciso ogni volta. 
Gran parte dell’umorismo nei libri ha a che fare con la gestione interna del St. Mary’s, un’istituzione che, nonostante tutte le sue attività high-tech, fa ancora molto affidamento sulle scartoffie. 
In questo molti di noi si possono immedesimare benissimo…
Il St. Mary’s della Taylor è quasi militarista nella sua catena di comando e nelle tradizioni. In particolare, la formazione degli storici è molto simile a quella rappresentata in molti drammi e documentari sulla seconda guerra mondiale o sulla preparazione dei corpi speciali dell’esercito. Un estenuante esame finale mette alla prova le capacità di sopravvivenza delle reclute, principalmente i loro poteri di inganno, se non imbrogliano, non superano il test. 
Le capsule che trasportano gli storici in giro per la timeline sono strutture che assomigliano a banali capanne di pietra, per fondersi con qualsiasi ambiente storico. Dentro sono sporche, il gabinetto generalmente smette di funzionare e c’è un inspiegabile odore di cavolo. Insomma, niente a che vedere con navi futuristiche o simpatici Tardis.

La Storia, quella con la s maiuscola è sempre affascinante e la Taylor descrive vividamente il passato in tutto il suo squallore, gloria ed eroismo. 
Leggendo la saga si trovano accenni a Harry Potter, Dr. Who e Star Wars, e astuti riferimenti a Terry Pratchett, Douglas Adams e Jasper Fforde. Il St. Mary’s, ad esempio, assomiglia proprio a Hogwarts, con una vaga tecnologia avanzata che sostituisce le abilità magiche. L’antico edificio ospita molti eccentrici accademici e serve cibo britannico vecchio stile (salsicce, sugo, crema pasticcera, un sacco di tè e biscotti). Inoltre, ci sono frequenti riferimenti alla cultura popolare: gli storici amano molto i Queen e altri gruppi rock classici.
La miscela è davvero irresistibile e spiega perché dopo tanti volumi il pubblico ne chieda ancora.
In effetti anche noi aspettiamo con trepidazione l’arrivo delle traduzioni italiane dei capitoli successivi della saga per scoprire cosa accadrà a Max e Leon e, soprattutto, accompagnarli in indimenticabili scorribande nel luoghi e nel tempo che hanno fatto la grande Storia dell’umanità.


Jodi Taylor è ed è sempre stata una fanatica di Storia. Nata a Bristol e cresciuta a Gloucester (cose che entrambe le città negano risolutamente), ha trascorso molti anni con la testa altrove, con grande dispiacere della famiglia, dei professori e dei colleghi, finché ha deciso di concretizzare tutte le sue fantasie e ha finalmente preso in mano una penna. Non ha ancora idea di quel che farà da grande. Il suo romanzo d’esordio, La confraternita degli storici curiosi, è un mix di storia, avventura, commedia, romance, tragedia e qualunque altra cosa vi venga in mente, ed è diventato un bestseller internazionale, a cui, per il piacere dei lettori, hanno fatto seguito Le esotiche scorribande degli storici curiosi e Un insospettabile ladro di specchi. Per ora…

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Un italiano in Islanda. Storia e storie della Terra del Ghiaccio, Roberto Luigi Pagani

Casa Editrice: Sperling & Kupfer | Prezzo: € 17,90| Data di pubblicazione: 5 Aprile

Quarta di copertina: La chiamano la Terra del Ghiaccio e del Fuoco: una tundra avvolta dal gelo e punteggiata dai vulcani. È il Paese delle aurore boreali, delle pulcinelle di mare, degli iceberg e dei geyser. Comunemente, l’Islanda è tutto questo. Ma per conoscere veramente quest’isola, per scoprire la sua anima, non basta fermarsi alle prime impressioni. Perché ghiacciai e spiagge nere non sono solo meraviglie della natura, ma anche silenziosi testimoni di sbarchi di pirati e cacce agli stregoni. Perché sotto le luci del Nord vive un popolo con una cultura straordinaria, in parte molto diversa dalla nostra, ricca di capolavori letterari e tradizioni affascinanti. Perché l’architettura moderna, talvolta poco attraente, racchiude profumi ed esperienze sorprendenti. Questa Islanda ce la racconta Roberto Luigi Pagani, autore del blog Un italiano in Islanda. L’autore, che dal 2014 vive a Reykjavík, ci prende per mano e ci porta alla scoperta dell’isola attraverso venti tappe fondamentali: parte dal promontorio di Ingólfshöfði, dove ha avuto inizio la storia d’Islanda, e passa da luoghi come Hörgsland e le sue leggende elfiche. Dalle case di torba di Glaumbær all’isola di Flatey, che dà il nome al più prezioso manoscritto islandese. Dalle vie trafficate e dai bar profumati di cannella della capitale ai solitari altipiani. Questo libro è una guida in cui si fondono mito, magia, storia, costume, geologia. Ma non solo: scopriamo l’Islanda anche dal punto di vista dell’autore che, con voce appassionata, ci racconta senza censure le difficoltà e la bellezza del vivere in un luogo così remoto, scardina pregiudizi e preconcetti, svela le differenze tra le nostre culture e ci narra la sua meravigliosa storia d’amore con l’isola di ghiaccio. “Un italiano in Islanda” è un libro per scoprire un mondo sconosciuto e fantastico, una guida emozionale per chi ama viaggiare, anche solo con il cuore.


Roberto Luigi Pagani si è laureato con lode in lingue scandinave nel 2013. Nel 2014 si è trasferito in Islanda, e l’anno successivo si è specializzato in Studi medievali islandesi all’Università di Islanda, a Reykjavík, dove è poi diventato docente e ricercatore dottorando in Linguistica e paleografia islandese. A partire dal 2016 ha infatti ha insegnato diversi corsi, tra i quali Manoscritti medievali islandesi, la sua specializzazione. Poliedrico, come insegna lo spirito islandese, è anche guida turistica, traduttore e blogger. La sua pagina Un italiano in Islanda è la più seguita in Italia sul tema. Ha tradotto saghe medievali dall’Islandese antico e ama dedicarsi alla divulgazione della cultura islandese.

Pubblicato in: #recensione, Narrativa contemporanea

Ti odio, anzi no, ti amo – Sally Thorne – RECENSIONE

Abbiamo parlato il mese scorso di The Hating Game, in occasione di San Valentino e curiosa come un gatto non potevo che leggere il romanzo che ha scatenato le romantiche di tutto il mondo, compresa me.
Non avevo alte aspettative, anche perché ho scoperto il romanzo, esordio di Sally Thorne, grazie alla pellicola cinematografica e avevo già i sudori freddi aspettando un film che non avesse niente a che fare con il romanzo ed un libro con i soliti cliché di un romanzo rosa. All’inizio appare proprio così, come un grande classico: lei odia lui, lui odia lei e poi alla fine…
In effetti la quarta di copertina trae in inganno, ma sono rimasta piacevolmente stupita.
Non è il solito romanzo rosa.
Ora, non lo considero un romanzone, ma rispetto a molti altri ha decisamente del potenziale. Scritto bene, la lettura è scorrevole e fluida e si ride anche, che non guasta mai.
Il film, strano ma vero, è simile al romanzo, ma come è ovvio tutte le sfaccettature del libro il film non può certo darle.
Durante la lettura del romanzo ci sono degli aspetti interessanti non presenti nel film. Consiglio per chi ha letto il libro di guardare il film e viceversa.
Non si distruggono uno con l’altro ed entrambi sono piacevoli.
Il finale è – come il miglior romanzo rosa che si rispetti – da carie, ma le romantiche come me apprezzeranno. Oltre ad iniziare a cercare un uomo nella realtà che somigli vagamente a Josh.
Vi avverto io, mie care, non esiste. Non in questo universo, per lo meno.


Quarta di copertina: Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il gioco degli sguardi, il gioco dello specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del gioco della grande promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

I Bridgerton: dai libri alla serie tv

*AGGIORNAMENTO 4 STAGIONE*

Non so se vi è giunta voce cari Lettori, ma sta per esplodere, di nuovo, la #Bridgertonmania.

Durante il panel di San Valentino sono stati inoltre diffusi i titoli in lingua originali di tutti gli episodi:

Pubblicato in: #recensione

L’eredità dei Maddox, Christina Courtenay – RECENSIONE

‘L’eredita dei Maddox è un romanzo a doppia linea temporale ambientato principalmente nel IX secolo e nell’odierna Svezia. La trama ruota attorno alla storia dei due personaggi principali: Ceridwen, una giovane donna celtica di un villaggio gallese, e Haukr, il “Falco Bianco”, un capo vichingo. I due personaggi si incontrano per caso quando Haukr e i suoi uomini fanno irruzione nel villaggio di Ceridwen: la giovane donna è tra i prigionieri riportati all’insediamento vichingo per lavorare come schiavi o essere tenuti in ostaggio in attesa del pagamento di un riscatto. Ma quel giorno non sanno che quel raid cambierà le loro vite…
Tornando ai giorni nostri ecco Mia che eredita un cottage estivo in Svezia, appartenuto all’amatissima nonna, e deve decidere se venderlo o tenerlo. Di nuovo un incontro casuale, in un museo porta Mia a conoscere Haakon e soprattutto a indagare su ciò che potrebbe essere nascosto nel passato della sua proprietà, ed è allora che la sua vita inizia a ‘risuonare’ con ricordi che non sono suoi, ma di Ceridwen, complice un anello che appartiene alla sua famiglia da sempre. In Haakon ‘risuona Haukr e in Mia ritroviamo Ceridwen.
Presto capiamo che si tratta di amore a doppia linea temporale: la storia è ben ritmata ed è nel complesso piacevole da leggere. L’autrice mostra una buona conoscenza della storia e della cultura delle tribù vichinghe nel IX secolo, e l’andamento della narrazione che segue i ritrovamenti dei reperti negli scavi è piuttosto interessante.
I personaggi principali sono, purtroppo, un po’ stereotipati mentre gli antagonisti sono macchiette, totalmente cattivi e negativi, in tutti gli aspetti della loro personalità. Personalmente trovo preferibile quando i personaggi sono meno polarizzati verso gli estremi, sembrano più reali.
Alcuni dialoghi sono anche un po’ tirati e qualche volta ridondanti, non sono sicura che un vichingo nel IX secolo avrebbe mai risposto con delle frasi che paiono uscite da una serie TV attuale.

A parte questo, è una storia romantica e ben scritta, scorrevole e che sicuramente può piacere ai lettori interessati all’era vichinga e al romanticismo senza tempo.


Quarta di copertina: Mia si trova davanti a un dilemma. Ha appena ereditato dalla sua adorata nonna il cottage di famiglia in Svezia e, ancora affranta per il lutto, subisce la pressione del fidanzato Charles che le consiglia insistentemente di vendere quella vecchia casa e comprare un appartamento a Londra, dove vivono. Mia sa bene che i desideri di sua nonna sarebbero stati altri. L’avvio di uno scavo archeologico proprio nel giardino della proprietà le consente di prendere tempo: a quanto pare ci sono preziosissimi manufatti che potrebbero tornare alla luce. E Mia è sollevata di poter rimandare per un po’ quella scelta tanto difficile. Così parte per la Svezia, dove fa la conoscenza dell’affascinante archeologo Haakon Berger, responsabile dei lavori. Mentre lo scavo procede, tra i due sembra nascere un’intesa particolare… Cercando di resistere all’attrazione crescente, Mia e Haakon iniziano a ricostruire la storia di una nobildonna gallese, Ceri, e del misterioso vichingo noto come “Falco Bianco” che la portò via dal suo popolo. Può una storia d’amore antica di secoli condizionare due vite nel presente?


Chi è Christina Courtenay?

È una pluripremiata autrice di romanzi storici. È per metà inglese e per metà svedese e ha trascorso l’infanzia nei Paesi scandinavi: grazie a questa esperienza ha sviluppato una vera e propria passione per la storia dei vichinghi e i paesaggi suggestivi dei fiordi. Ha pubblicato undici romanzi e ha vinto due volte il prestigioso premio della Romantic Novelists’ Association. Vive in Galles.