Quarta di copertina: Doppio Senso è una piccola città dove le strade sono tutte a senso unico. Qualcuno, arrivando da fuori, sarebbe portato a pensare che si possa solo entrare ma non uscire; invece, la circolazione scorre tranquilla e, prima o poi, la strada per andare a In Mona, il paese vicino, la trovano tutti. Nella sala conferenze della biblioteca comunale è in corso la presentazione del libro di Armando Bentivoglio, un noto scrittore sui generis con monomanie bizzarre. Il romanziere, a un certo punto, decide di scrivere sulla lavagna una frase ricca di significati e che possa contenere un’emozione: “Ah… Ahh… Ahhh”. Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. Viene messa in luce la differenza tra “le intenzioni di chi scrive un messaggio” e “il modo in cui può essere interpretata la scrittura”. Si tratta di una parody comedy all’italiana con le sue nevrosi e le sue megalomanie grossolane e i personaggi grotteschi non meno suggestivi. Il ritrovamento di un cadavere richiederà la presenza del commissario Loquace, un poliziotto dai metodi alquanto singolari. Un turbinio di battute e dialoghi caustici, spesso inconsapevolmente comici dei vari protagonisti, caratterizzerà in maniera originale le varie scene, creando un surreale collage di schegge impazzite.
L’autrice.
Laurea in Lettere moderne. Abilitata all’esercizio della professione di docente di Lettere. Specializzata e abilitata all’insegnamento sul sostegno. Master biennale sulla scuola delle competenze. Docente di Lettere presso MIUR. L’amore per la letteratura nasce dalla consapevolezza che è uno strumento potente e versatile, sul piano delle competenze comunicative, emotive e sociali. Scrivere le permette di essere aperta alla creatività. È difficile trovare una propria “voce”, se non si entra prima in contatto con se stessi. Avverte, quindi, il desiderio di esprimere le proprie capacità, entrando in relazione con quel monologo interiore, per poterlo poi riportare nei suoi scritti. Sognare a occhi aperti aiuta, può farci uscire dalla nostra prospettiva limitata, in modo da esplorare altri modi di pensare. Tutto questo può essere una risorsa importante, in grado di favorire la condivisione delle proprie parole con un pubblico sempre maggiore.
Quarta di copertina: La bambina lo guardava e stava zitta. “Non parla.” “Come ‘non parla’? E perché?” chiese Galassi. “E che sono, un medico? I medici costano, e se fossi un medico non starei qua. Non parla. Capisce tutto, in due lingue, reagisce, ci sta con la testa… Però non parla. Se la vuoi, è tua!” Angelo Galassi aveva approfittato al volo di un errore burocratico che lo dichiarava deceduto, facendo perdere le sue tracce così bene che ormai tutti lo consideravano morto: i suoi genitori, il suo agente, il suo pubblico adorante. Il grande cantautore, l’idolo delle folle, era in realtà un uomo tormentato e depresso, che aveva sperato di riuscire a sfuggire a sé stesso e ai suoi problemi nascondendosi tra i grattacieli di New York. Ma la vita è più forte, e dal nulla appare Sophia, una figlia che Angelo non sapeva di avere, cinque anni, muta per scelta. Tiziano Ferro racconta la storia di una “disfatta salvifica”. Di una lunga discesa agli inferi, iniziata con un’adolescenza di abusi e ossessioni e culminata in una clamorosa rinuncia. La felicità al principio è un libro sorprendente, rabbioso come un urlo ma pieno di tenerezza.
L’autore.
Tiziano Ferro è un cantautore, paroliere e produttore discografico italiano. Salito alla ribalta grazie al singolo di debutto Xdono, che ottenne il terzo posto nella classifica dei singoli più venduti in Europa nel 2002, è ritenuto uno dei più influenti e innovativi cantautori italiani contemporanei.
Quarta di copertina: Adalyn Reyes si è imposta una ferrea disciplina: ogni mattina si sveglia all’alba, guida fino agli uffici del Miami Flames FC, la squadra di calcio della città, si impegna al massimo nel lavoro, torna a casa e ricomincia da capo la mattina seguente. Ma la sua perfetta e collaudata routine viene sconvolta da un video, diventato virale, che mostra Adalyn che aggredisce senza ritegno contro la mascotte del team. Per non licenziarla, il proprietario della squadra – che si dà il caso sia suo padre – la spedisce nella sperduta Carolina del Nord, dove le viene affidato il compito di risollevare le Green Warriors, la squadra di calcio locale, composta da bambine di nove anni che si allenano in tutù, hanno capre come animali domestici e sono terrorizzate dai modi bruschi di Adalyn. A complicare le cose, c’è l’affascinante coach Cameron Caldani, ex portiere prodigio e suo vicino di casa… Sembrerebbe il candidato perfetto per aiutare Adalyn nella sua missione quasi impossibile, e perché no, magari distrarla dai suoi problemi… Anche se passare ogni giorno insieme, tra incontri imbarazzanti nel giardino e continue frecciatine dalla panchina, sembra più difficile che mai. Abbandonare il campo, però, non è un’opzione. Ce la metterà tutta per riscattare il suo futuro e quello delle piccole Warriors. Con o senza l’aiuto di Cam.
L’autrice.
Laureata in Ingegneria chimica, dopo aver autopubblicato il suo primo romanzo, The Spanish Love Deception (Facciamo finta che mi ami), ha ottenuto un successo incredibile e la prestigiosa casa editrice statunitense Simon & Schuster ha comprato i diritti di pubblicazione. Le vendite e le recensioni entusiastiche dei fan sono cresciute esponenzialmente, il romanzo è diventato bestseller di «New York Times» e «The Sunday Times», un incredibile fenomeno di TikTok con milioni di visualizzazioni. Ha vinto il Goodreads Choice Award come miglior esordio dell’anno ed è stato pubblicato in oltre 25 Paesi. Facciamo finta che non finirà. The American Roommate Experiment è l’attesissimo seguito di Facciamo finta che mi ami. La pagina Instagram ufficiale dell’autrice è @thebibliotheque. Per saperne di più: www.authorelenaarmas.com
Quarta di copertina: Falls Landing, Florida. Luogo di parchi a tema, palazzoni fatiscenti, bouganville bruciacchiate dal sole e di un lago immobile e scuro come un presentimento. Sulla scena, un gruppo di tredicenni che osserva tutto e tutti: Hazel, Britney, Leila, Isabel, Jody e Christian. Guardare è per loro un atto di potere che esercitano tenacemente e all’unisono. Si accovacciano tra i cespugli e studiano i maschi sul campo da basket, attirano adulti ignari e incolpevoli verso nidi di formiche rosse e aspettano le loro urla, notano il trucco sbavato delle madri, le rughe intorno agli occhi e alle labbra, e vegliano sulla tenda in cui i ragazzi più grandi si intrufolano di notte. Qui vedono spesso anche Sammy, la figlia del predicatore, oggetto privilegiato del loro guardare ossessivo. Lei è diversa, interessante. Ed è innamorata di Eddie, il bello della scuola. Poi, all’improvviso, Sammy scompare nel nulla. La camera da letto vuota, lo schermo del pc in frantumi, la comunità in panico. Le voci delle madri riecheggiano ovunque, senza tregua: «Dov’è Sammy? Dov’è? Dov’è? Dov’è?» Scrutando la scena da lontano, mentre gli adulti si affannano nelle ricerche e le malelingue si mettono al lavoro, il gruppo assiste compatto, vigile. Un’amicizia densa, costellata di piccole brutalità e gioie maniacali. Un tutt’uno rauco, singolare, che sfugge a ogni definizione se non a quella materna: «Bestie! Come si può essere bestie del genere?» Così dicono le madri di Falls Landing, che da parte loro sembrano preoccupate più che altro di sottrarre le figlie, e sé stesse, a una mediocrità annunciata sperando nel talent show annuale. Le madri non possono capire, non possono trovare Sammy. Quando una ragazza scompare, c’è chi glorifica e chi equivoca. Hazel, Britney, Leila, Isabel, Jody e Christian, un’unica mente come un alveare, si avvicinano pericolosamente al segreto più torbido che aleggia sulla cittadina. Ma tutto questo ha un prezzo. Ciò di cui le ragazze saranno testimoni le perseguiterà per il resto della vita, culminando in un’onda di pura ed eterna distruzione.
L’autrice.
Dizz Tate è un’autrice statunitense. Ha pubblicato racconti per diverse testate, tra cui Granta, The Stinging Fly, Dazed, No Tokens Journal. Nel 2023 Neri Pozza pubblica Bestie, suo romanzo d’esordio
Noi bimbə amanti del genere romance aspettiamo Felicia Kingsley come Bridget Jones aspetta un fidanzato: con ansia e cariche di aspettative. La regina italiana del romance è tornata in libreria da poco ed ovviamente non ha sbagliato neanche questa volta, scalando subito le classifiche e posizionandosi al primo posto. Un bel mattoncino di cinquecento e passa pagine da cui sarà impossibile staccarsi fino alla termine delle pagine. Nello specifico, un regency romance con un pizzico di magia ed una piccola dose di thriller, una signora in giallo dell’ottocento! Chi, guardando i period drama (tra i più recenti ricordiamo la numerosa famiglia Bridgerton) non ha pensato, desiderato o magari sperato, di vivere per davvero quel determinato periodo storico, tutto danze, e merletti e ventagli? Alla protagonista di questo romanzo succede ed è lì che inizia la vera avventura! Rebecca Sheridan, che si considera una ragazza vintage, è appassionata di romanzi regency – grazie alla bizzarra vicina di casa in pensione Gwenda che l’ha iniziata al genere -, è una brillante studentessa di Egittologia che sopravvive nel ventunesimo secolo ed è single. Per quanto ci provi, Rebecca non riesce a trovare un uomo, nonostante le insistenze della sua amica e collega May che la fa iscrivere addirittura su una app d’incontri. Un uomo in carne ed ossa non potrà, in nessun modo, vincere contro uomini del calibro di Mr. Darcy, i famosi fratelli Bridgerton per l’appunto, il colonnello Brandon e via discorrendo. Insomma, il corteggiamento come si deve dov’è finito? Si è estinto insieme ai dinosauri? Molto probabilmente sì, perché la povera Rebecca colleziona una serie di appuntamenti disastrosi che la convinceranno ancora di più a preferire gli uomini di carta a quelli di carne. E cara Rebecca, ti capiamo perfettamente! Comunque, durante un Regency Revival, ovvero una rievocazione dove gli appassionati del genere regency si ritrovano a seguire le regole sociali dei primi dell’Ottocento, però tutto cambia: seguendo la fidata Gwenda, Rebecca attraversa una porta e si ritrova niente po’ po’ di meno che nel 1816! Un salto temporale di ben duecento anni. Da panico, no? Avrebbe potuto chiedere consiglio a Claire Randall Fraiser ma i tempi non combaciano. Inizia così l’avventura di Rebecca nel 1816 piena di segreti, complotti ed eventi sociali. Non ho intenzione di svelare altro perché dovrete assolutamente leggerlo per sapere cosa succederà. Un romanzo frizzante, divertente e per nulla scontato: una novità decisamente da non perdere dalla penna di una delle scrittrici italiane più apprezzate. Ho apprezzato molto ‘Una ragazza d’altri tempi’, anche se il mio preferito rimane, ancora oggi, ‘Ti aspetto a Central Park‘. Troverete, inoltre, degli easter egg che collegano ad altri romanzi, peculiarità che alla scrittrice piace tanto fare e a noi piace molto leggere.
A chi non piacerebbe vivere nella Londra di inizio ’800, tra balli, feste e inviti a corte? Di certo lo vorrebbe Rebecca Sheridan, perché a lei il ventunesimo secolo va stretto: vita frenetica, zero spazio personale e gli uomini… possibile che nessuno sappia corteggiare una ragazza? Brillante studentessa di Egittologia e appassionata lettrice di romance Regency, Rebecca ama partecipare alle rievocazioni storiche in costume e, proprio durante una di queste, accade qualcosa di inspiegabile: si ritrova sbalzata nella Londra del 1816. Superato lo shock iniziale, realizza di avere un’opportunità unica: essere la debuttante più contesa dagli scapoli dell’alta società, tra tè, balli e passeggiate a Hyde Park. Mentre è alla ricerca del suo Mr Darcy, attira però l’attenzione dell’uomo meno raccomandabile di Londra: Reedlan Knox, un corsaro dal fascino oscuro e dalla reputazione a dir poco scandalosa. Insomma, il genere d’uomo che una signorina per bene non dovrebbe proprio frequentare. Ma quando Rebecca scopre segreti inconfessabili e trame losche dell’aristocrazia, il suo senso di giustizia le impone d’indagare. Nessuno però pare intenzionato a mettere a rischio il proprio onore per aiutarla. Non le resta che rivolgersi all’unico che un onore da difendere non ce l’ha: Reedlan Knox. E se, dopotutto, il corsaro si rivelasse più interessante del gentiluomo che ha sempre sognato? Decidere se tornare nel presente o restare nel 1816 potrebbe diventare una scelta difficile…
Tre generazioni di donne accomunate da una storia familiare e da un segreto: sono Kate, Violet e Alta, le protagoniste di Weyward, il bel romanzo di esordio di Emilia Hart, pubblicato da Fazi con traduzione di Enrica Budetta.
Nel 2019 Kate trova il coraggio di fuggire dal marito violento e si rifugia nel cottage della sua prozia, Violet, che conosceva poco ma che alla sua morte lo ha lasciato proprio a lei. Entrandoci, Kate scoprirà molte cose sulla storia di Violet, della sua famiglia, delle sue antenate, ma soprattutto su di sé. La storia di Kate si intreccia indissolubilmente con quella della sua prozia, ambientata negli anni della seconda guerra mondiale, e con quella di Alta, la coraggiosa antenata Weyward vissuta – anzi sopravvissuta – cinque secoli prima. È proprio Alta a lasciare alle donne Weyward che verranno dopo un lascito importante e segreto: per le sue conoscenze la ragazza fu accusata e processata per stregoneria. Ma che cos’è, in fondo, la magia, se non una forma di esercizio della volontà? Volontà che ciascuna donna deve trovare dentro di sé: volontà di farcela, di sopravvivere, di ribellarsi.
Unita al potere della conoscenza e al forte legame con la natura, questa forza rende queste donne uniche… diverse… e come tutto ciò che è diverso, spaventa, fa paura, le condanna ad essere ostracizzate, umiliate, allontanate. Ma loro sono indomite e il loro coraggio le spinge a non arrendersi e a lottare per affermare il loro diritto di esistere, di essere ciò che sono. Un po’ quello che dovremmo fare noi, tutte noi, di fronte alle prevaricazioni quotidiane, al desiderio che diventa brama di controllo e possesso, a tutte le ingiustizie che, da sempre, subiscono le donne. Il libro è corposo, ma appassiona. Una storia magari vi catturerà più delle altre, ma tutte e tre meritano attenzione e considerazione, così come la merita ogni donna.
Quarta di copertina:Tre donne. Cinque secoli. Un segreto. La caccia alle streghe non è mai finita.
Hanno fatto di tutto per metterci in gabbia, ma una donna Weyward sarà sempre libera e selvaggia. 2019. Con il favore del buio della sera, la trentenne Kate fugge da Londra alla volta del Weyward Cottage, una vecchia casa di campagna ereditata da una prozia che ricorda appena. Avvolta da un giardino incolto su cui torreggia un acero secolare, la dimora la proteggerà da un uomo pericoloso. Presto, però, Kate inizierà a capire che le sue mura custodiscono un segreto molto antico. 1942. Mentre la guerra infuria, la sedicenne Violet è ostaggio della grande e lugubre tenuta di famiglia. Vorrebbe soltanto arrampicarsi sugli alberi e poter studiare come suo fratello, ma da lei ci si aspetta tutt’altro. Un pensiero inquietante, poi, la tormenta: molti anni fa, poco dopo la sua nascita, la madre è scomparsa in circostanze mai chiarite. L’unica traccia di sé che ha lasciato è un medaglione con incisa la lettera W. 1619. La solitaria Altha, cresciuta da una madre che le ha trasmesso il suo amore per il mondo naturale, viene accusata di stregoneria; rinchiusa nelle segrete di un castello, presto sarà processata. Un contadino del villaggio è morto dopo essere stato attaccato dalla propria mandria, e la comunità locale, coesa, ha puntato il dito contro di lei: una donna insolita. E le donne insolite fanno paura. Ma le Weyward appartengono alla natura. E non possono essere addomesticate. Intrecciando con maestria tre storie che attraversano cinque secoli, Emilia Hart ha dato vita a un potente romanzo sulla resilienza femminile e sulla forza salvifica della solidarietà tra donne in un mondo dominato dagli uomini.
L’autrice.
Emilia Hart è una scrittrice anglo-australiana. Nata a Sydney, ha studiato Letteratura inglese e Legge alla University of New South Wales per poi lavorare come avvocato a Sydney e a Londra. I suoi racconti sono stati pubblicati in Australia e nel Regno Unito. Nel 2023 Fazi Editore pubblica in Italia Weyward, il suo romanzo d’esordio successo di pubblico e critica.
Quarta di copertina: Il quinto capitolo della saga di Kingsbridge. “Le armi della luce” si svolge tra il 1792 e il 1824, un’epoca di grandissimi cambiamenti in cui il progresso si scontra con le tradizioni del vecchio mondo rurale e il governo dispotico è determinato a fare dell’Inghilterra un potente impero commerciale. A Kingsbridge l’industrializzazione si fa rapidamente strada riducendo alla miseria la maggior parte della popolazione dedita alla manifattura tessile, la principale fonte di reddito della città. La vita di un gruppo di famiglie collegate tra loro viene stravolta dalla nuova era delle macchine, mentre imperversa la guerra con la vicina Francia di Napoleone Bonaparte che giunge alla sua epocale conclusione con la battaglia di Waterloo. Scoppiano le rivolte del pane, gli scioperi e la ribellione contro l’arruolamento forzato nell’esercito. Una coraggiosa filatrice, un ragazzo geniale, una giovane idealista che fonda una scuola per bambini disagiati, un commerciante di tessuti travolto dai debiti del padre, una moglie infedele, un operaio ribelle, un artigiano intraprendente, un vescovo inetto, un ricco imprenditore senza scrupoli sono solo alcuni dei personaggi che animano questa storia indimenticabile. Eroine ed eroi carismatici combattono per un futuro libero dall’oppressione, personaggi cattivi e perversi cercano di mantenere ad ogni costo i loro privilegi in un complesso intreccio ricco di dettagli storici accuratamente documentati.
L’autore.
Nato a Cardiff nel 1949 è uno scrittore inglese. Laureato in filosofia, poi cronista in un quotidiano, è diventato uno dei più popolari autori di best-seller con La cruna dell’ago (Eye of the needle, 1978). Nell’infanzia è nata la sua passione per la lettura “Non avevo tanti libri, e sono sempre stato grato alla biblioteca pubblica. Senza libri gratuiti non sarei diventato un lettore accanito, e se uno non è lettore non può essere neanche scrittore” ha dichiarato. Nel settembre del 1970, appena uscito dall’università, lavora come cronista per il «South Wales Echo» di Cardiff e poi come editorialista dell’«Evening News» di Londra. Non avendo sfondato come “il giornalista investigativo fenomenale” che aveva immaginato di poter essere, Ken Follett si dedica alla scrittura di romanzi. Nel 1974 lascia il giornalismo e comincia a lavorare per una piccola casa editrice, la Everest Books. È La cruna dell’ago che lancia Follett come scrittore di best-seller. Pubblicato nel1978, vince il premio Edgar e vende rapidamente più di 10 milioni di copie: l’inizio di una carriera travolgente. Sulle abitudini di scrittura ha dichiarato: “Sono mattiniero. Appena mi sveglio, voglio sedermi alla scrivania. La sera invece preferisco riposarmi, mangiare, bere e fare quel genere di cose che non creano stress”. I suoi romanzi, che hanno trame ben congegnate e ricche di suspense, combinano avventura, ricostruzione storica, spionaggio e thriller: fra i molti, spesso portati con successo sullo schermo, si ricordano Il codice Rebecca (The key to Rebecca, 1980); L’uomo di Pietroburgo (The man from St. Petersburg, 1982); Sulle ali delle aquile (On wings of eagles, 1983); I pilastri della terra (The pillars of the earth, 1989); Una fortuna pericolosa (A dangerous fortune, 1993); Il terzo gemello (The third twin, 1996); Il martello dell’Eden (The hammer of Eden, 1998, premio Bancarella); Codice a zero (Code to zero, 2000); Il volo del calabrone (Hornet flight, 2002). Mondo senza fine, pubblicato nel 2007, è il seguito del popolarissimo I pilastri della terra. Il libro fa ritorno a Kingsbridge duecento anni dopo e mette in scena i personaggi de I pilastri. La saga di Kingsbridge prosegue con La colonna di fuoco (2017) e Le armi della luce (2023). I protagonisti del ciclo epico successivo in tre romanzi abbracciano cinque generazioni su tre continenti, nella Trilogia del Secolo. La caduta dei giganti (2010); L’inverno del mondo (2012); I giorni dell’eternità (2014). Del 2019 il breve scritto Notre-Dame, omaggio alla cattedrale prigina dopo l’incendio. Del 2020 Fu sera e fu mattina un viaggio epico che termina dove I pilastri della terra hanno inizio. Nel 2021 pubblica Per niente al mondo che segna una svolta nella sua carriera, a differenza delle precedenti pubblicazioni il titolo è ambientato ai giorni nostri e narra di una crisi globale.
Fonti: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007; sito ufficiale dell’autore.
Quarta di copertina: La laurea in un’università prestigiosa, un certo talento artistico, l’impiego come direttrice di una galleria locale. Poi, due anni fa, è arrivato il bambino. E dopo un disastroso tentativo di tornare al lavoro – il lavoro dei suoi sogni! – affidando il piccolo all’asilo nido, hanno deciso che era meglio se lei rimaneva a casa. E adesso il marito è sempre via per affari, la chiama da lontane stanze d’albergo, e lei si sente sola, esausta. Fino a che una notte succede qualcosa. Il suo corpo inizia a cambiare, la nuca si ricopre di una peluria sempre più folta. I canini si affilano. Sul fondoschiena le spunta una cosa che, sembra assurdo, pare proprio una coda… Sempre più smarrita e in preda a istinti animaleschi, la donna cerca informazioni su quello che le sta accadendo e si imbatte in uno strano libro, Guida illustrata alle donne magiche. Si trova così invischiata in un enigmatico gruppo di mamme che potrebbero non essere esattamente ciò che sembrano. Un romanzo scandalosamente originale che parla di arte, potere e femminilità sotto le vesti di una fiaba caustica. Un libro nel quale riconoscersi, che vi farà venir voglia di ululare. E dovreste farlo. Dovreste ululare quanto vi pare e piace.
L’autrice.
Rachel Yoder è l’autrice di Nightbitch (Doubleday), il suo romanzo d’esordio. Selezionato come Indie Next Pick nell’agosto 2021, Nightbitch è stato nominato miglior libro dell’anno da Esquire e Vulture e riconosciuto come finalista per il PEN/Hemingway Award for Debut Fiction, finalista per il VCU Cabell First Novelist Award, e lista per il premio McKitterick. Ad oggi, Nightbitch è stato tradotto in 13 lingue. Un adattamento cinematografico prodotto da Annapurna, diretto da Marielle Heller e interpretato da Amy Adams sarà rilasciato nel 2023. Rachel si è laureata al Iowa Nonfiction Writing Program e ha anche conseguito un MFA in narrativa presso l’Università dell’Arizona. Con Mark Polanzak, è una fondatrice di bozza: la rivista di processo.
Quarta di copertina: Bisogna stare attenti a ciò che si desidera. Mentre la mente di Mavor precipita sempre di più verso la perdizione, scisso tra sentimenti contrastanti, il segreto della relazione con Venus spinge entrambi a cadere nella stessa trappola: ritrovarsi e distruggersi a vicenda senza mai ammettere quanto si facciano anche bene. Lui è l’avvocato più in vista e temuto del tribunale penale di Londra. Lei, spogliarellista in un lussuoso locale del centro, è la vittima nonché testimone chiave del processo contro il suo cliente più importante. La posta in gioco è altissima e per Mavor, scegliere tra Venus e il caso che vuole vincere a tutti i costi sembra ormai l’unica opzione possibile. Ma la loro è una passione al limite, della quale non riescono a fare a meno, e gli ostacoli e i mondi diversi e inconciliabili a cui appartengono non sono altro che benzina sul fuoco. Gli intrecci pericolosi che affronteranno insieme non fanno altro che legarli in un nodo di sentimenti da reprimere, trascinandoli in un luogo lontano a rivangare un passato da dimenticare. Sospesi tra vita e morte, estasi e dolore, devianza e salvezza, capiranno a loro spese che il desiderio risponde a leggi ingovernabili e che ogni verità nascosta ha un conto salato da pagare.
L’autrice.
ELLIE B. LUIN è lo pseudonimo di una scrittrice italiana, nata e cresciuta a Roma, dove è tornata a vivere dopo aver girato per molte città italiane, portandosi nel cuore un mare di storie. Laureata in Giurisprudenza, quando scrive combina le sue varie passioni: l’amore per i viaggi, per i libri crime e per la letteratura classica. Ha una spiccata vena romantica ed è un’instancabile sognatrice.
Ed eccoci tornati ad un nuovo appuntamento con la nostra rubrica ‘Tratto dai libri’, stavolta parliamo di una serie che a pochi giorni dall’uscita del primo trailer è già sulla bocca di tutti.
‘I leoni di Sicilia‘ è il titolo del primo romanzo della fortunata saga familiare creata dalla penna di Stefania Auci. Una storia che mischia vicende private, quelle della famiglia Florio, con gli anni più inquieti della storia nostrana: dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi sulle coste siciliane. Pubblicati dalla casa editrice Nord, il primo romanzo è uscito nel 2019 mentre il secondo ed ultimo, L’inverno dei Leoni, vincitore del Premio Bancarella 2022, nel 2021. A distanza di quasi due anni dalla scritta ‘fine’ questa incredibile saga è ancora in testa alle classifiche con oltre 700 copie venduti e più di 35 edizioni. Ad oggi si conferma ancora una delle saghe più vendute degli ultimi anni. Il romanzo è in fase di traduzioni in ben 31 paesi ed è già stato pubblicato negli Stati Uniti, in Olanda ed in Spagna.
Ovviamente tutto questo successo ha portato ad una serie televisiva italo statunitense, che arriverà sulla piattaforma della The Walt Disney Company tra poco meno di un mese. La serie è diretta da Paolo Genovese (già regista di pellicole quali Immaturi, Tutta colpa di Freud, Perfetti Sconosciuti solo per citarne alcuni) che ne è anche produttore creativo. La serie sarà presentata in anteprima al Festival del Cinema di Roma con i primi due episodi ed in esclusiva su Disney + dal 25 ottobre saranno disponibili i primi quattro episodi, seguiranno i rimanenti dal 1 novembre. ‘I leoni di Sicilia‘ è stata scritta da Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo ed è prodotta da Francesco e Federico Scardamaglia per Compagnia Leone Cinematografica e da Raffaella Leone e Marco Belardi per Lotus Production, una società Leone Film Group. È composta da 8 episodi e nel cast troveremo: Michele Riondino nel ruolo di Vincenzo Florio, Miriam Leone in quello di Giulia Portalupi, Donatella Finocchiaro in quello di Giuseppina, Vinicio Marchioni nei panni di Paolo Florio, Eduardo Scarpetta nel ruolo di Ignazio Florio (figlio di Vincenzo), Paolo Briguglia in quello di Ignazio Florio, Ester Pantano nel ruolo di Giuseppina giovane e Adele Cammarata in quello di Giovanna D’Ondes.
Curiosi? Noi davvero tanto! È il caso dunque di dire…Appuntamento al 25 ottobre su Disney +!
Qui di seguito vi lasciamo le trame e i link per poter comprare i romanzi.
I Leoni di Sicilia.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.
Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l’acquisto dell’intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai, fino all’ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent’anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d’amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d’Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un’isola e di una città. Unici e indimenticabili.
Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola(Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani. Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l’autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia. A questo primo volume segue nel 2021 L’ inverno dei Leoni (Nord). Nel 2021 ha vinto il Premio letterario La Baccante.
Quarta di copertina: Haru Ueno è un giovane della cittadina montuosa di Takayama, dove il padre commercia in saké, ma la vita di provincia gli va stretta e, approdato a Kyōto all’età di vent’anni, brucia le tappe di una carriera folgorante che in breve lo vede diventare uno dei mercanti d’arte contemporanea più affermati del suo tempo. Una vita di successi che Haru cavalca con modestia, molto più attento ai valori dell’amicizia e dell’amore che non a quelli del denaro e della celebrità. Pur essendo giapponese fino al midollo e non avendo mai viaggiato fuori dal Giappone, ha un’attrazione per l’estero, un’attrazione che il destino trasforma in una figlia francese, Rosa (protagonista di “Una rosa sola” il precedente romanzo dell’autrice), avuta da una relazione fugace con una bella straniera di passaggio. Per volontà della madre Haru non la conoscerà mai, ma per tutta la vita la vedrà esistere e crescere grazie alle fotografie e ai rapporti di un investigatore privato da lui ingaggiato, le parlerà in cuor suo, le trasmetterà spiritualmente la parte giapponese che le manca, le rivolgerà il suo ultimo pensiero prima di morire. Seguire la vita di Haru ci porta attraverso uno strano Giappone sia antico che moderno in cui i giardini zen, il teatro nō e la cerimonia del tè convivono con il cemento, le insegne al neon e i fast food, e dove con lo sfondo di questo magnifico affresco popolato da spiriti degli antenati e volpi magiche si affrontano i temi chiave dell’esistenza e dell’individuo. Con “Un’ora di fervore” Muriel Barbery porta a compimento il dittico giapponese cominciato con “Una rosa sola”
L’autrice.
Pur essendo nata a Casablanca il 28 maggio 1969, è di fatto una scrittrice francese. Ha esordito con il romanzo Une gourmandise, pubblicato nel 2000 daGallimard,e in Italia da E/O nel 2008 con il titolo Estasi culinarie. Nel 2006, ancora con Gallimard, ha pubblicato L’Élégance du hérisson – L’eleganza del riccio (edito nel nostro Paese da E/O nel 2007 per la prima volta e ripubblicato nel 2012 in edizione economica), che si è rivelato un grande caso letterario in Francia e non solo. Il romanzo è stato infatti uno dei successi editoriali più importanti degli ultimi anni e ha venduto più di 2 milioni di copie, restando in classifica per più di tre anni. Ha conquistato molti premi: nel 2006 il Prix Georges Brassens; nel 2007 il Prix Rotary International, il Prix des libraires, il Prix des Bibliothèques pour Tous, il Prix Vivre Livre des Lecteurs de Val d’Isère, il Prix de l’Armitière (Rouen), il Prix « Au fil de mars » (Université de Bretagne-Sud), il Prix littéraire de la Ville de Caen. Muriel Barbery vive da alcuni anni in Giappone. Altri suoi libri pubblicati in Italia dalle edizioni E/O sono La vita degli elfi (2016), Uno strano paese (2020), Una rosa sola (2021) e Un’ora di fervore (2023).
Quarta di copertina: Nove storie in perfetto equilibrio fra realtà e magia, fra amore e terrore, fra desiderio e lotta, che in parte tornano a calarci nelle atmosfere delle “Cattive”. Nove storie di ultimi, abitate da personaggi stravaganti ma incredibilmente umani, costretti a confrontarsi con un mondo spesso impietoso: vittime di violenza, discriminazione, del neoliberalismo sfrenato, eppure sempre aperte al confronto, alla solidarietà, alla vita. Una donna che si guadagna da vivere facendo la parte della fidanzata di uomini gay, una nonna che considera la merenda un addestramento alla vita, una famiglia che tenta goffamente di ricomporsi dopo l’abbandono della madre, due parrucchiere queer strabiliate dall’incontro con Billie Holiday in una fumeria di Harlem. Che il punto di vista sia maschile o femminile, che la storia sia ambientata nella contemporaneità, negli anni Novanta o in un passato coloniale, in Argentina, in Messico o negli Stati Uniti, Sosa Villada si conferma un’autrice dallo stile unico, audace, e dalla versalità non comune, capace di affrontare con serietà e insieme un filo di leggerezza i temi più urgenti del nostro tempo.
L’autrice.
Camila Sosa Villada è un’autrice argentina transgender, nata nel 1982 a La Falda. Prima di intraprendere la carriera di scrittrice, è stata prostituta, venditrice ambulante, addetta alle pulizie. Dopo gli studi di Comunicazione e Teatro, ha avviato una carriera artistica come attrice e cantante. Oggi è anche una delle nuove voci letterarie più dirompenti del panorama argentino: con il suo esordio, Le cattive, pubblicato in Italia da Sur, ha vinto il Premio Sor Juana de la Cruz 2020. Nel 2023, esce il suo secondo romanzo Sono una pazza a volere te.