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La sindrome di Proust – Lorenzo Sartori

La sindrome di Proust esce oggi 22 giugno ed è un vero piacere per noi poterne parlare.
Il romanzo lo abbiamo letto in anteprima e ci siamo divertite con lo stile scorrevole e fluido al quale Sartori ci aveva già abituato nei suoi altri lavori, questa volta è edito da Lambda House costola per la narrativa generale di Plesio Editore.
Di Lorenzo abbiamo letto praticamente tutto e già recensito Alieni a Crema e il bel fantasy L’ombra del primo Re.
Indubbiamente è un autore che ci piace e che seguiamo con piacere, non è edito da grandi case e non lo troverete (ancora) sugli scaffali dei supermercati, ma non ha niente di meno in freschezza e capacità di coinvolgimento rispetto ai suoi omologhi scrittori di thriller. Il libro non è lungo ma se pure lo fosse non sarebbe un problema perché farebbe piacere continuare a leggere di Alec Raines, il protagonista, e delle sue peripezie.
Non possiamo negare di sperare in una qualche continuazione della storia.

Abbiamo parlato direttamente con Lorenzo, che ringraziamo come sempre per la disponibilità, e gli abbiamo fatto alcune domande proprio sul filo di lana prima dell’uscita de La Sindrome di Proust. 

Il tuo nuovo lavoro è, fondamentalmente, un thriller: quali sono le tue fonti di ispirazione?

La Sindrome di Proust è un thriller, ma non un thriller classico. Non ci sono serial killer sempre un passo avanti alla polizia, vittime prescelte secondo uno schema e uccise secondo un rituale o investigatori che lottano contro i propri demoni e al tempo stesso contro il serial killer. Ne La sindrome di Proust non c’è nulla di tutto questo. C’è un tizio che per lavoro ha accesso ai ricordi delle persone e questo fatto lo metterà al centro di un qualcosa più grande di lui. Credo che la maggiore influenza per questo specifico romanzo sia stata l’opera di Philip Dick, uno dei primi autori ad avere affrontato il tema della digitalizzazione dei ricordi, “scoperta” che sono convinto sia molto più vicina di quanto possiamo immaginare. Il romanzo ha poi un incedere molto cinematografico e credo che un certo cinema americano sia stata un’altra importante influenza.

Nel romanzo si parla di una procedura di digitalizzazione dei ricordi, se fosse possibile ti sottoporresti ad un ‘memory Download’?

Bella domanda. Credo che in parte dipenda dalla risposta a un’altra domanda, che Alec Raines, il protagonista, si pone spesso: per farne cosa? Lui passa il tempo a sistemare i ricordi delle persone, ma non sa nemmeno lui che ne sarà di quei ricordi. Perché esiste la tecnologia per scaricarli e conservarli ma non per reimpiantarli. La società che descrivo è al tempo stesso affascinata e spaventata da questa scoperta che ovviamente ha tante implicazioni, anche dal punto di vista etico. I ricordi sono la cosa più preziosa che abbiamo e quindi l’idea di preservarli può essere istintiva, ma le conseguenze sono davvero notevoli. Dopotutto sarebbe il primo passo verso l’immortalità. Io personalmente, fossi vissuto nel mio romanzo, non mi sarei sottoposto a questa procedura, ma non dubito invece che in molti sceglierebbero il contrario.

C’è la possibilità di un seguito, sentiremo ancora parlare di Alec Raines?

Il romanzo è autoconclusivo ma la possibilità c’è e sul finale si può intuire l’appiglio. Del resto ho in testa molte idee per un possibile sequel, che comunque rappresenterebbe una storia a se stante, ma con la stessa ambientazione e gli stessi personaggi. Alec poi ha la naturale predisposizione a finire nei guai, per cui direi che c’è speranza 😉

Sei un downloader o un uploader?

Ahahah. Nessuno dei due. E per fortuna, aggiungerei.

A chi consiglieresti il tuo romanzo?

A chi cerca una storia avvincente, a chi ama la serie Black Mirror, a chi è stato a Londra e a New York, dove si svolge la maggior parte della storia, a chi ha voglia di leggere un thriller con colpi di scena e morti ammazzati, ma non il solito thriller, a chi non crede che a fare la differenza siano sempre i soliti eroi e che i cattivi lo siano senza una ragione.

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Quarta di copertina:
Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l’editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il “Memory download”, la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all’improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine. Incastrato da una misteriosa agenzia di intelligence, gli viene rivelato di avere una dote che altri non hanno: oltre che designer è anche downloader, ovvero un individuo con la predisposizione genetica a far propri brevi ricordi altrui, e così, suo malgrado, si ritrova coinvolto nel tentativo di sventare un complotto contro il presidente degli Stati Uniti.

Booktrailer del libro

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Wishlist Giugno

Il periodo è quello che è. Non possiamo fare niente per cambiarlo.
È un dolore dover entrare in una libreria e indossare un paio di guanti per poter sfogliare la carta che tanto amiamo, ma nonostante questo fastidioso dettaglio i libri li compriamo comunque e anche in quantità maggiori.
Dopo due mesi senza poter entrare in una libreria noi lettori abbiamo una vera e propria crisi d’astinenza.
Per invogliare voi lettori ad entrare in una libreria possibilmente indipendente- anche se con guanti e mascherina – dopo qualche mese d’assenza torna la nostra wishlist!
Siamo a metà anno e abbiamo saltato tante cose, in primis l’amatissimo Salone del Libro ma non si molla mai e noi Bistrotte abbiamo pensato di tornare a segnalare i libri che ci interessano.
Pochi, ma buoni.
Alcuni non vediamo l’ora di leggerli e di averli tra le mani.

 

3 Giugno 2020, Einaudi 

9788806243135_0_0_551_75Quarta di copertina: Se non vi è mai successo di nascondere in casa una ragazza in mutande appena fuggita da una retata in un bordello al quarto piano del vostro palazzo, non siete il tipo di persona a cui capitano queste cose. Vincenzo Malinconico lo è. Dovrebbe sapere che corre un rischio bello serio, visto che è avvocato, e invece la fa entrare e poi racconta pure un sacco di balle al carabiniere che la inseguiva e va a bussargli alla porta. È cosí che inizia I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) , il romanzo in cui Malinconico – avvocato di gemito, piú che di grido – oltre a patrocinare la fuggiasca in mutande (che poi scopriremo essere figlia del sindaco, con una serie di complicazioni piuttosto vertiginose), dovrà affrontare la malattia che lo travolgerà all’improvviso, obbligandolo a familiarizzare con medici e terapie e scatenandogli un’iperproduzione di filosofeggiamenti gratuiti – addirittura sensati, direbbe chi va a cena con lui – sul valore della pena di vivere. Un vortice di pensieri da cui uscirà, al solito, semi-guarito, semi-vincente e semi-felice, ricomponendo intorno a sé quell’assetto ordinariamente precario che fa di lui, con tutti i suoi difetti e le sue inettitudini, una persona che sa farsi voler bene, pur essendo (o forse proprio perché è) un uomo cosí cosí. Eccolo di nuovo tra noi, l’avvocato d’insuccesso piú amato dagli italiani, in compagnia di un nuovo esilarante socio, di una nuova riluttante fidanzata, e dei suoi soliti pensieri inconcludenti. Ed eccolo alle prese con una nuova causa che sembra già pronto a perdere. C’è una ragazza in mutande sul suo pianerottolo, assomiglia a Pippi Calzelunghe senza trecce, trema, gli chiede aiuto. Ma è una bomba a scoppio ritardato. Vincenzo Malinconico prende in mano quella bomba senza pensarci e se la porta dietro fino alla fine, anche quando la malattia irrompe nella sua vita storcendone l’andatura. Perché ai personaggi capita quello che capita alle persone. E quando diventano di famiglia, di libro in libro li vediamo innamorarsi, nascondersi, combattere, ridere, ammalarsi: vivere, in una parola.


3 giugno 2020, Salani 

Harry Potter non ha certo bisogno di presentazioni. A vent’anni dall’uscita del primo libro Harry Potter e la pietra filosofale, la casa editrice Salani vuole celebrare questo traguardo con un cofanetto contenente tutti e sette i libri della saga del maghetto di amato di sempre. Per l’occasione le splendide copertine sono state illustrate da Brian Selznick.

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4 giugno 2020, Marsilio 

9788829705894_0_0_551_75Quarta di copertina: Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni inflitte dall’ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna autonoma, si è rifatta una vita all’estero, Jack è in prigione e la società da lei fondata, la Revenge, va a gonfie vele. Ma nuove sfide potrebbero incrinare la sua serenità così faticosamente conquistata. Sull’azienda e sul lancio del marchio Revenge negli Stati Uniti pesa una grave minaccia, tanto che Faye è costretta a rientrare a Stoccolma. Non può e non vuole rischiare di perdere tutto quello per cui ha tanto lottato. Questa volta, però, la determinazione non basta, e per risorgere dalle ceneri e riprendere il controllo della situazione ci vuole un piano ancora più diabolico. Così, con l’aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, Faye torna a combattere per difendere ciò che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari.


4 giugno 2020, Feltrinelli 

9788807033957_0_0_551_75Quarta di copertina: Nahr è rinchiusa nel Cubo: tre metri quadrati di cemento armato levigato, privata di ogni riferimento di tempo, con i suoi sistemi di alternanza luce e buio che nulla hanno a che vedere con il giorno e la notte. Vanno a trovarla dei giornalisti, ma vanno via a mani vuote, perché Nahr non condividerà la sua storia con loro. Il mondo lì fuori chiama Nahr una terrorista e una puttana; alcuni forse la chiamerebbero una rivoluzionaria o un esempio. Ma la verità è che Narh è sempre stata molte cose e ha avuto molti nomi. Era una ragazza che ha imparato, presto e dolorosamente, che quando sei un cittadino di seconda classe l’amore è un solo tipo di disperazione; ha imparato, sopra ogni cosa, a sopravvivere. Cresciuta in Kuwait, è una ragazza arrivata in Palestina con le scarpe sbagliate e che, senza andare a cercarseli, trova scopi, passione politica, amici. E trova un uomo dagli occhi scuri, Bilal, che le insegna a resistere; che prova a salvarla ma quando è già troppo tardi. Nahr si mette seduta nel Cubo e racconta la storia a Bilal. Bilal che non è lì, che forse non è più neanche vivo, ma che è la sua unica ragione per uscire fuori.


11 giugno 2020, Feltrinelli 

9788807033933_0_0_551_75Quarta di copertina: Febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull’Appennino all’ombra dei Castagni Gemelli, popolato da leggende paurose e da un’umanità bizzarra e variopinta: ci sono Bue e suo padre Chicco, Slim e i sette fratelli Carta, Pietrino detto Zanza che di Febo è il più caro amico, Celso l’indio silenzioso con il suo cavallo Strappafiori. E poi c’è Ca’ Strega, dove vive Luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici. Il destino di Febo e Luna è segnato da un pomeriggio al luna park, e dalla profezia su una misteriosa mano di ferro. Le loro strade si dividono – lei finisce in un istituto di suore dove il dottor Mangiafuoco le farà recuperare la voce, mentre lui va a studiare in città dove ritrova un padre megalomane, sempre sul punto di concludere “un grande affare” e una madre amareggiata. Pur se lontani, Febo e Luna non smettono mai di pensarsi e di volersi bene. Lui tutto grandi teorie e proclami, lei concreta e battagliera. Il destino della loro vita è lasciarsi e ritrovarsi, e ogni volta il loro distacco è preceduto dalla separazione, premonitrice e crudele, di un’altra coppia di amanti. Anche quando, sullo sfondo di un’Isola cristallina, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, si perderanno. Gli anni passano, Febo adesso ha un figlio amato e indipendente, e della passione per la natura e l’ecologia ha fatto un mestiere; Luna aiuta i deboli e insegna la lingua dei segni a chi non ha la voce. Su di loro incombe l’ultima separazione, lei nel gelo del Nord, lui nel cuore di una foresta tropicale.



22 giugno 2020, Lambda Edizioni

97974621_1449887741885296_6651212648375386112_oQuarta di copertina:Londra 2067. La digitalizzazione dei ricordi ormai è una realtà. Ad Alec Raines, giovane memo designer della Keepsake, agenzia di grafica multisensoriale, viene affidato l’editing della memoria di Alice Grossman, la neuro scienziata premio Nobel che con le sue scoperte ha reso possibile il “Memory download”, la pratica che consente lo scarico dei dati mnemonici. Ma prima ancora di avere il tempo di analizzare quei dati neurali, Alec viene travolto da una serie di eventi: è accusato di un omicidio che non ha commesso e scopre all’improvviso di non potersi fidare delle persone a lui più vicine. Incastrato da una misteriosa agenzia di intelligence, gli viene rivelato di avere una dote che altri non hanno: oltre che designer è anche downloader, ovvero un individuo con la predisposizione genetica a far propri brevi ricordi altrui, e così, suo malgrado, si ritrova coinvolto nel tentativo di sventare un complotto contro il presidente degli Stati Uniti.


25 giugno 2020, Feltrinelli 

9788807033988_0_0_551_75Quarta di copertina: Sayoko e Yōichi hanno avuto un incidente, lei è rimasta gravemente ferita, lui invece non c’è più. La loro era una storia bellissima, in cui la scarsa volontà di impegnarsi era compensata da un amore profondo e libero, e senza di lui Sayoko si sente vuota, o forse, come le dice l’amico okinawano Shingaki, deve solo andarsi a riprendere il suo mabui. È proprio la ricerca del mabui, di una cosa che somiglia molto all’anima e che Sayoko non sa nemmeno se la rivuole per davvero, il tema centrale di un romanzo che, con profondità e delicatezza, racconta il dolore e la rinascita di chi è sopravvissuto alla morte di qualcuno che amava. Ambientato fra i templi e gli onsen di Kyoto, con riferimenti a Frankenstein e agli zombie, Il dolce domani, scritto dopo l’incidente di Fukushima, sembra suggerire la nostalgia per ciò che si è perduto come mezzo per superare il trauma di aver vissuto il disastro di Fukushima e le sue conseguenze.

Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY, Narrativa contemporanea, Romanzo

L’ombra del primo re – Lorenzo Sartori

Risultati immagini per l'ombra del primo reTitolo: L’ombra del primo re
Autore: Lorenzo Sartori
Casa Editrice: Gainsworth Publishing 2016
Pagine: 322 pagine
Prezzo: € 17,00 cartaceo Ebook: € 3,99
Valutazione: ✐✐✐✐✐

Descrizione:

Nel regno di Tidor, una nebbia perenne avvolge la misteriosa foresta di Liwiz e si dice che sia frutto del maleficio di una strega.
Il re Yudra è pronto a dare la propria figlia, Sari, in sposa al cavaliere che sarà in grado di eliminare la strega e far finalmente alzare la nebbia. Per l’occasione, indice un torneo ma non sa di aver innescato così una serie di eventi destinati a rompere un equilibrio antico e a mettere a rischio l’esistenza del regno e tutto ciò che ha di più caro.
Sviluppato su tre racconti legati tra loro, L’ombra del primo re è un romanzo fantasy costruito su atmosfere fiabesche, battaglie epiche, malefici, intrighi di corte e numerosi colpi di scena.


La recensione breve:

Vi piace il genere fantasy? Leggete ‘L’ombra del primo re’.
Non vi piace il genere fantasy? Leggete ‘L’ombra del primo re’. Sicuramente lo apprezzerete anche se non siete soliti leggere questo genere.

La recensione normale:
L’ombra del primo re è un romanzo ascrivibile all’universo fantasy formato da tre racconti legati tra loro a comporre una trama unitaria e ben costruita. La narrazione si dipana come un grande affresco complessivo, ma diviso in un trittico.

Ascrivibile al fantasy, si diceva, ma un fantasy in cui i mondi sono credibili e veritieri senza essere descritti con troppi fronzoli, la storia prosegue lontana da lunghe descrizioni che portano altrove senza dirci nulla. La digressione inutile, difetto che molti autori fantasy tendono ad avere, forse per rendere più vero un universo altro, per creare quel mondo prima per loro stessi, poi per i lettori.
Sartori non ne ha bisogno, la sua scrittura è asciutta ma esemplare e attenta, pervasa da una vena ironica e divertente, ci accompagna direttamente a Tidor e Ekon, la foresta di Liwiz ci incuriosisce come se fosse dietro casa nostra.

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Ed è proprio a casa che ci sentiamo leggendo L’ombra del primo re, perché per noi amanti del  fantasy questo è il romanzo perfetto, non perché vi paia di averlo già letto, come accade a volte. No, assolutamente, stavolta è perché i personaggi sono credibili, realistici e ben tratteggiati, perché il grande lavoro fatto sui caratteri e sulle personalità, sull’immagine dei singoli personaggi, lo rende maturo e allo stesso tempo moderno, scorrevole e avvincente.
Sono molti i personaggi femminili in figure centrali, cosa piuttosto rara in un fantasy “classico” soprattutto se scritto da un uomo. Belle anche le mappe, il cui autore è Enrico Ricciardi (Erregrafica).
Speriamo di incuriosirvi con un plauso particolare al mutaforma, bellissimo personaggio.  Plauso che, però, si allarga allo scritto tutto e allo scrittore suo creatore.
Sartori non scrive solo fantasy, anzi tra i suoi lavori di fantasy troviamo solo questo, ed è infatti una vera eccezione.
Fatevi un favore, procuratevelo.

A cura di Bianca Casale, una versione di questa recensione è presente anche sul portale Fantasy Era.


L’autore

Lorenzo Sartori è nato a Brescia nel 1967 e vive tra Crema e Milano. Dal 2000 è editore e direttore responsabile della rivista Dadi&Piombo, la prima testata italiana che si occupa di wargames e ricostruzioni storiche in miniatura (www.dadiepiombo.it).
Autore di diversi giochi di simulazione, storici e fantascientifici, alcuni dei quali tradotti in diverse lingue e apprezzati in tutto il mondo, è direttore artistico della rassegna DeGenere e del festival Inchiostro (www.festivalinchiostro.it)
La sua produzione letteraria spazia dal genere fantasy al thriller, dall’horror alla fantascienza. Ho pubblicato i seguenti romanzi: Home Run (romanzo breve, Sad Dog Project), Sonata per violino (romanzo breve, Sad Dog Project), Memory Download, La Sindrome di Proust (Alcheringa Edizioni), Michael Farner (Nativi Digitali Edizioni), L’ombra del primo re (Gainsworth Publishing).
Nel 2018 è uscito per Plesio il romanzo Alieni a Crema, (la nostra recensione) in cui si ipotizza che una delegazione aliena venga a far visita alla cittadina lombarda (per maggiori info)

 

Pubblicato in: #fantascienza, Fantascienza

Alieni a Crema – Lorenzo Sartori

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Titolo: Alieni a Crema

Autore: Lorenzo Sartori

Edizione: Plesio 2018

Prezzo: 13 €

Pagine: 244

Valutazione: ✓✐✐✐✐✐

Descrizione: È una calda giornata d’estate e il sindaco di una cittadina di provincia si sta godendo il weekend nella sua casa di villeggiatura quando qualcuno suona il campanello: sono i servizi segreti e sono venuti a prelevarlo. Il Presidente del Consiglio lo attende d’urgenza a Roma. Nella capitale il premier comunica al disorientato sindaco che la sua città, Crema, dovrà ospitare per dieci giorni cento abitanti di un pianeta lontano. È in gioco il prestigio del Paese. Ma cosa sono venuti a fare cento alieni a Crema? Quale segreto nascondono?


Si può scrivere un romanzo di fantascienza in italia e ambientarlo in una cittadina come Crema?
Lorenzo Sartori può. Lo fa e crea una storia divertente che si legge con lo stesso piacere che si riserva ai dolci quando si è a dieta.
I protagonisti sono illustrati, e uso consapevolmente questo termine, in maniera precisa senza però incorrere in inutili descrizioni. Lo stile di Sartori è asciutto e puntuale, moderno e disinvolto.
Il pretesto per l’avvio della narrazione è l’arrivo di 100 alieni a Crema, è il Governo a chiedere al Sindaco della città di accogliere per dieci giorni questi visitatori intergalattici.
Uno youtuber complottista di nome Kastigo cercherà subito la fregatura, l’adolescente Ginevra si troverà alle prese con un intrigo che non solo prende in considerazione pianeti diversi ma anche la linea del tempo.

Niente è scontato in “Alieni a Crema” e il ritmo serrato non esclude temi di fondo molto profondi come l’integrazione e le problematiche adolescenziali.
Sono alieni ma sono prima di tutto diversi, sono così diversi da non riuscire a tollerare i tortelli cremaschi.

Alieni intolleranti sbarcano a Crema.

Non hanno nomi, anzi li hanno ma sono troppo difficili, per cui hanno un numero e delle tute speciali.
Ma siamo sicuri che siano davvero non belligeranti? Sulla città cade una sorta di obbligato embargo, una bolla che blocca le comunicazioni con l’esterno, niente internet niente smartphone, niente di niente. Ricordate Under the dome?
Adolescenti senza smartphone? Fantascienza!
Kastigo ci avrà visto giusto? Questi cento amici stellari cosa nascondono?

Dovrete leggerlo per saperlo ma anticipiamo che in un attimo siamo diventate Team 21. E che speriamo in un seguito o almeno in uno spin-off.

Durante Stranimondi abbiamo incontrato l’autore e parlato con lui. Il risultato è il video che trovate qui sotto: