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Recensione: Virus Zombie, Ettore Spatola

di Bianca Casale

Edito da Armando Editore, il libro ha 574 pagine e costa 18 euro nella versione cartacea.


Pandemia. La parola d’ordine del 2020.
Anche in questo libro c’è una pandemia, non è il Covid-19, è un virus che trasmette una malattia che rende i colpiti degli esseri privi di umanità con l’unica volontà di aggredire a morsi qualsiasi malcapitato.
Una malattia che uccide, anzi peggio, rende zombie.
Siamo a New York (qui potreste gridare al cliché, non fatelo perché c’è dell’altro) e Lucas è un italiano che vive nella Grande Mela da molto tempo, apprezzandone alcuni aspetti e disprezzandone molti altri.
Non appena intuisce la tragedia che potrebbe abbattersi sul mondo Lucas pensa una cosa sola. Deve tornare a casa, riunirsi ai suoi, alla famiglia, agli amici.
Ed è così che atterriamo in Italia. Gli zombie arriveranno anche nella amata penisola che chiamiamo casa?
Sembra di sì, altrimenti non sarebbero giustificate le cinquecento (e oltre) pagine di questo romanzo d’esordio.
Un romanzo che pare un horror distopico e invece si rivela un’altra cosa. Rivela un marchio di indagine sulla natura umana, sulla rimozione delle superfetazioni e delle convenzioni sociali in condizioni emergenziali.
Sull’amore e sulla famiglia come fondamento della vita stessa.
La famiglia che conta, quella biologica ma anche quella che ci si crea intorno negli anni, il gruppo che sarà il tuo supporto, la tua rete e la tua possibilità di essere qualcosa per qualcuno.
E poi c’è la musica in questo libro, si può dire lo stesso di tutti i romanzi?
La copertina è di Luca Raimondo e l’editore è Armando editore di Roma.
Come Lucas anche Ettore Spatola vive a New York dove svolge la professione di architetto. Come Lucas anche Ettore Spatola è originario di Battipaglia e le analogie non finiscono qui. Lucas è Ettore, l’autore parla di se stesso e lo fa con il cuore.
Ci vuole coraggio a scrivere un horror sugli zombie e ambientarlo nella provincia di Salerno, Spatola non pecca di coraggio, evidentemente. E anche il suo Lucas, infatti, è un protagonista interessante e sfaccettato.
Diamo un’occhiata alla descrizione riportata nel risvolto di copertina:

New York. Lucas sta tornando dal lavoro, quando, davanti agli schermi di Best Buy, resta come ipnotizzato guardando un servizio televisivo di dubbia certezza. Un giovane reporter sta documentando un anomalo attacco a morsi in un piccolo villaggio africano. Ancora confuso, Lucas raggiunge gli amici per un happy hour su un noto roof-top della città. Adesso è distratto dal ricordo di quelle immagini mosse, ma chiare ai suoi occhi, e non riesce a rilassarsi.
Conosce una ragazza e con lei scambia qualche parola con la promessa di ritrovarsi.
I giorni che verranno lo porteranno a dubitare delle certezze sulle quali ha costruito la sua esistenza, mentre un virus sconosciuto sembra impadronirsi del mondo, trasformandole persone in esseri aggressivi e privi di memoria.


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Ho terminato il romanzo in poco tempo e il finale, ovviamente non svelerò nulla in più di quello che si può rivelare senza creare spoiler, non è per niente scontato ed è un aspetto assolutamente importante nella narrazione.
Per tutto il tempo si ha la sensazione di trovarsi in un film di Romero anche se l’ambientazione italica crea un piacevole sfasamento. La natura inoltre è estremamente centrale in questo libro, quasi una denuncia della negativa influenza della presenza antropica sugli equilibri e sugli ecosistemi.
Il mare, l’oceano da attraversare per tornare a casa e poi il mediterraneo delle origini. Il mare che è casa, vita e sostentamento. Il mare è dentro questo romanzo.
Indubbiamente Spatola è alle prime armi come romanziere e pecca, in alcune parti, di prolissità. Inoltre i personaggi femminili sono talvolta, a mio avviso, lacunosi e tendono a ricadere in schemi prevedibili. Come se fosse un fumetto. Non è detto che sia un male, tenendo anche conto che il genere non è certamente tra i miei preferiti, il romanzo è più che soddisfacente. Ritmato e avvincente si arriva alla fine con facilità.
Ritengo che potrebbe essere un ottimo spunto per un film o una serie tv. La sceneggiatura sarebbe già pronta e le location farebbero invidia a Hollywood.
Chissà che un giorno la storia di Lucas non venga adattata per gli schermi?
Per ora limitiamoci al cartaceo.
Se sono riuscita ad incuriosirvi il lavoro di Spatola si può trovare dal primo ottobre in tutte le librerie ed ordinabile già da adesso sul sito della casa editrice armandoeditore.it

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I libri ai tempi del Covid-19: Eris Edizioni e la sua iniziativa “Adotta una Libreria”

Con il Covid-19 tutti stiamo cercando di adattarci a uno stile di vita da reclusi e le case editrici ci stanno aiutando, per quanto possono, ‘bombardandoci’ con ebook gratuiti per farci passare qualche ora di serenità.
E chi non possiede un e-book reader come fa? Cosa fa? Dove può acquistare i propri libri? La risposta più semplice è sicuramente gli store online, ma non è sempre così.
Eris Edizioni infatti sta promuovendo una fantastica iniziativa che non può passare inosservata. Ogni libreria indipendente sta passando un momento non facile ed è giusto aiutarli, anche da lontano.
L’iniziativa si chiama Adotta una Libreria, creata dalla casa editrice Eris Edizioni che ha deciso di “adottare una libreria”.

Cosa vuoi dire?
Seguendo alcuni semplici punti, la casa editrice ci spiega l’iniziativa:
⭕️ Nei giorni stabiliti dal calendario, ordinando dal nostro sito contribuirai a sostenere una libreria indipendente, proprio come se comprassi i libri lì;
⭕️ Per ogni ordine fatto dal nostro sito, la libreria del giorno avrà la normale percentuale che gli spetta da ogni nostro libro, proprio come se lo avesse venduto lei;
⭕️ Saremo noi a evadere gli ordini e spedire, ma sarà come comprare i libri direttamente in libreria;
⭕️ Le spese di spedizione saranno gratuite per ordini sopra i 35€, per gli altri ordini saranno applicati i 6€ di spese di spedizione;
⭕️ Tutti gli ordini verranno evasi solo il venerdì per limitare gli spostamenti, non abbiate fretta. I libri non scadono.
⭕️Per qualsiasi domanda o richiesta particolare scriveteci pure a ordini@erisedizioni.org

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Potete acquistare online, ma ci sono persone che si sono messe al vostro servizio per farvi recapitare i libri a casa, in totale sicurezza e magari vi consigliano anche quale libro acquistare o leggere a seconda delle vostre esigenze.
Ci mancano gli abbracci ed il contatto umano…e un libro consigliato da qualcuno può rasserenarvi la giornata anche solo per poco.

Qui si seguito potete trovare in ordine di regione le librerie che aderiscono all’iniziativa:

CAMPANIA

Il mattoncino, GIUGLIANO


EMILIA ROMAGNA

La confraternita dell’uva// Libreria, Cafè and Wine Bar, BOLOGNA
Giocolibreria Semola, CAVRIAGO


LIGURIA

Ex Libris, GENOVA
Book Morning – Libreria e Servizi Editoriali, GENOVA
falsoDemetrio Libreria, GENOVA
Bookwski, GENOVA
Comics Corner Fumetteria OnLine, GENOVA



LAZIO

Ottimomassimo Librerie per ragazzi, ROMA
Bookish libreria, ROMA
Bookstorie – libri, incontri, racconti, ROMA


PUGLIA

AnimaMundi, OTRANTO
SPINE Bookstore, BARI
Lik e Lak, PUTIGNANO


PIEMONTE

Libreria To Liber, GIAVENO
La Libreria del Golem, TORINO
NORA Book & Coffee, TORINO
Belleville Comics, TORINO
Libreria Trebisonda, TORINO
POPstore, TORINO


SICILIA

Colapesce – libri, gusti, idee, MESSINA
Libreria Vicolo Stretto, CATANIA


TOSCANA

Periferica – Libreria fuori dal centro, ALBINIA
Todo Modo, FIRENZE


UMBRIA

Mannaggia – Libri da un altro mondo, PERUGIA

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

La musica nelle tue parole, Serena Nobile

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Titolo:
La musica nelle tue parole

Autore: Serena Nobile

Casa Editrice: HarperCollins Italia, Edizione © 2017

Prezzo: € 14.90

Pagine: 282 pagine

Valutazione: ✓✐✐✐✐

Note: Secondo libro della serie ” Cinque Sensi”

 


Trama: Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d’altri tempi. L’unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt’altro che d’accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un’emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l’apparente ostilità.
Resistere è impossibile, dimenticare inaccettabile, e il pericolo si prepara a emergere dall’ombra.


[ Recensione a cura di Rossella Zampieri ]

Cinque sensi per esplorare l’universo femminile. Cinque passioni travolgenti. Cinque amiche inseparabili… e un mistero che lega i loro destini.

Donna non vidi mai simile a questa. 
Poco tempo dopo l’uscita del primo capitolo, ” Quello che i tuoi occhi nascondono ” , Serena Nobile ha stupito tutti – scrivendo questo romanzo in meno di due settimane – tornando con un nuova ed intrigante storia della serie “Cinque Sensi”.
Dalla misteriosa e affascinante Roma, ci siamo spostati nella calorosa e viva Napoli, spettatrice d’eccezione, insieme al teatro San Carlo, nelle vite di Vittoria Dennesy, giovane soprano esuberante e dalla bellezza tutta mediterranea, e di Lorenzo Ruiz de Silva tenore argentino tanto perfetto, quanto passionale, quanto illegale.
Vittoria e Lorenzo si conosco da tempo, ma il loro astio e l’antipatia reciproca è percepibile fin dalle prime pagine.
Entrambi in realtà cercano di combattere con sentimenti nascosti e molto profondi che non hanno mai avuto il coraggio di esternare.

Ne ” La musica delle tue parole ” vi ritroverete a brindare “Alla dannata Tosca” al Borgo Marinari in un grazioso bar con i divanetti bassi in stile arabeggiante, in una piazza incorniciata da palazzi antichi.  A sentire il profumo del mare tanto da visualizzare chiaramente nei vostri pensieri la splendida costiera amalfitana, a desiderare un pranzo preparato dalla signora Tita e un Limoncino fatto in casa con tanto amore e a scoprire i più reconditi desideri e le passioni dell’essere umano.

«E tu chi sei?» sbottò.
«E tu chi sei?» ripeté il pappagallo.
«Lorenzo» si sentì in dovere di rispondere.
«Idiota» sentenziò il pappagallo.
Pessimo inizio.

E a volere un pappagallo di nome Pietro come animale domestico.

Oltre alla passione, al teatro e a Pietro il Pappagallo la suspence non manca di certo. Il segreto e il mistero che unisce fin dal college Bianca, Vittoria, Catherine e Elenoire s’infittisce sempre di più prendendo forma e diventando sempre più concreto e ponendo le quattro amiche di fronte ad una scelta difficile, ma necessaria.

Tutto è ricominciato. Come fermarlo e tornare alle proprio vite?

Proprio come dice la descrizione di questo nuovo romanzo resistere ad un libro di Serena Nobile – Virginia de Winter, o Savannah a seconda di come la conoscete – è impossibile, dimenticare i suoi personaggi e le sue storie è inaccettabile. Come sempre la scrittrice, con il suo stile unico e ricco di particolari, riesce a tenerti incollata alle pagine dei suoi libri fino all’ultima pagina e alla fine ti ritrovi a chiederne ancora e ancora.
Come una droga.

Se amate il sud, le storie d’amore e la lirica questo è il romanzo che fa per voi.

© Rossella Zampieri

Pubblicato in: Romanzo

Recensione: Fai uno squillo quando arrivi, Stella Pulpo

51SQnHDukrL._SX325_BO1,204,203,200_Titolo: Fai uno squillo quando arrivi

Autore: Stella Pulpo

Casa Editrice: Rizzoli, Edizione © 2017

Pagine: 375 pagine

Prezzo: € 19,00

Valutazione: ✓✐✐✐✐

Note:  Auto conclusivo

Accompagnamento musicale: FUSQA – Full Soundtrack

 


 

Trama:  Nina ha trent’anni, i capelli ricci e un amore autoimmune nell’anima, “ al quale si sopravvive, ma dal quale non si guarisce “. Come tante giovani single, per affrontare la giungla sentimentale di Milano colleziona appuntamenti più o meno riusciti con uomini conosciuti su Tinder, ma il ricordo del suo ex le brucia ancora dentro. Non importano i chilometri che li separano né le volte che si sono detti addio: la loro storia sembra impossibile da cancellare. Finché è lui a dimenticare tutto – o quasi – dopo un’overdose di LUV, potentissimo allucinogeno che dà l’illusione di viaggiare nel tempo. Ora l’ex di Nina è convinto di vivere alla fine degli anni Novanta: non sa cosa siano Facebook e WhatsApp, comunica con sms e squilli e, soprattutto, crede di stare ancora con lei. Quando Nina torna in Puglia per l’estate, ad attenderla a casa trova rose rosse, lettere e compilation. Ed è costretta a chiedersi: quante volte si può amare la stessa persona sbagliata? Quanti tentativi sono ammessi prima di dichiarare una storia finita? Quand’è che l’ultima possibilità è davvero l’ultima?

Un romanzo “ revival” insolito e brillante che racconta i sentimenti prima delle dating app, quando la tecnologia era imperfetta e l’amore sembrava molto più semplice.


 

[ di Rossella Zampieri ]

 

La moda anni Novanta, le canzoni del Festivalbar, gli ex fidanzati molesti. Tutti abbiamo un passato che preferiremmo dimenticare. E se ritornasse?

Vi ricordate gli squilli del telefonino che ti facevano capire che quella persona ti stava pensando in quel momento?
Vi ricordate le lettere scritte a mano, i lettori cd, il festivalbar?
Vi ricordate la vostra vita senza internet, uno smartphone, lo streaming, Netflix ( una delle poche cose che potrebbero mancarmi), WhatsApp, le dating app?
Io sì, vagamente almeno, e leggendo “Fai uno squillo quando arrivi ” non ho potuto fare a meno di ricordare: riesumare ricordi di bambina che mi hanno fatto rivivere pezzi di una vita che ormai sembra lontana anni luce.
Ridevo e annuivo da sola mentre leggevo perché mi ricordavo tutto.
Ogni piccola cosa.
Sono stata catapultata agli inizi degli anni Novanta ed è stato un bel viaggio nel tempo.
Ero ancora una bambina, ma la nostalgia c’è stata.
Oltre alla nostalgia, ho potuto vedere una futura me esattamente tra sei anni e questo mi ha un po’ terrorizzato e fatto riflettere: tanto di cappello avere trent’anni, essere indipendente, avere un bel lavoro, un bel gruppo di amici, ma prima o poi magari anche uno straccio di compagno, di fidanzato, di gatto – no, quello c’è l’ho già – di ermafrodita che mi sopporti dal mattino quando mi sveglio alla sera prima di andare a dormire, dopotutto potrebbe anche non dispiacermi. Ad una certa, insomma.

Antonia Dell’Oglio all’anagrafe, Nina per gli amici, single per il resto del mondo.
Milanese d’adozione e pugliese di nascita, ha trent’anni e divide la sua vita tra il lavoro, le amiche single, quelle sposate e appuntamenti – riusciti e non – con uomini conosciuti sulla dating app Tinder.
Nina ha trent’anni ed è affetta dalla sindrome da cuore sospeso: quell’amore finito, quell’amore al quale si sopravvive, ma dal quale non è possibile guarire. È uscita da alcuni mesi da una relazione durata dodici anni – tra tira e molla – con l’uomo della sua adolescenza, l’uomo delle sue prime volte, l’uomo che lei credeva sarebbe diventato quello della sua vita.
Così non è stato.

Trovo la forza per lasciarlo e il problema di lasciare un uomo che ami, anche se non hai alternative, anche se è l’unica cosa giusta – o accettabile – da fare, è che ti disintegra il cuore. Te lo polverizza. Te lo riduce in una specie di cenere sporca, una fuliggine, uno scarto radioattivo dell’amore, che non riuscirai mai a spazzare via del tutto.

Una storia d’amore iniziata, finita, ripresa, finita di nuovo e ripresa ancora.
Un circolo vizioso al quale Nina cerca faticosamente di uscirne integra e con il cuore attaccato con lo scotch, ma ancora capace di amare.
E se un giorno la tua vacanza estiva nella tua città d’infanzia si trasformasse in un tunnel di ricordi? E se l’uomo che non riesci a dimenticare ritornasse indietro nel tempo, per colpa di una droga, dimenticando completamente la vostra storia?
Saresti disposta ad aiutarlo a ricordare?
Saresti disposta ad aprire il tuo personale vaso di Pandora?
A ricordare, tu stessa, cose che con tanta fatica hai sepolto sotto metri e metri di cemento mentale?

La verità, se dovessi dirgliela tutta, è che mi chiedo quante volte si possa provare ad amare la stessa persona sbagliata. Quanti tentativi sono ammessi in una vita sola? Quanto possiamo ostinarci, prima di farci rinchiudere alla neuro? Quante volte abbiamo diritto di commettere lo stesso errore? E possiamo davvero cambiare? Possiamo davvero imparare dai nostri sbagli, diventare migliori, tentare di vivere ciò che non abbiamo saputo vivere mai? Quand’è che è tardi davvero?

Fai uno squillo quando arrivi è un romanzo che ti fa rivivere l’amore ai tempi del contatto, ti riporta indietro nel tempo facendoti ricordare com’era tutto più semplice prima, quando la tecnologia era solo un appunto, scribacchiato velocemente al fondo di una pagina nel libro della tua vita. Quando Whatsapp, facebook e le dating app non erano ancora neanche un’idea, forse.
La storia di Alessandro e Nina è raccontata attraverso i ricordi più importanti della loro relazione – dagli inizi fino alla fine -, ma come accompagnamento d’eccezione c’è una colonna sonora di tutto rispetto che ho ascoltato tutta, ovviamente. La potete trovare anche voi su Spotify e ascoltarla tutta perdendovi tra le pagine di questo romanzo, e magari rendendovi conto che alcune canzone fanno parte anche della vostra storia.
Ritornate indietro.
Prendetevi del tempo per poter ricordare, anche attraverso la musica.

Stella Pulpo, classe 1985, è nata a Taranto, ma vive a Milano come la sua protagonista.
È la fondatrice del seguitissimo blog, dal titolo tutto al femminile, Memorie di una vagina.
Con il tempo l’ha resa una delle voci femminili più apprezzate e seguite del web.
Fai uno squillo quando arrivi è il suo romanzo d’esordio.
Una storia d’amore, di vita, di un passato che a volte fa bene ricordare, per poterlo superare.

© Rossella Zampieri

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Pubblicato in: LETTERATURA FANTASY, Senza categoria

Il Marchio del Serpente – Alberto Chieppi

copertina 600x800Titolo: Il Marchio del Serpente – Le Cronache del Reame Incantato Vol.1

Autore: Alberto Chieppi

Casa Editrice: autoprodotto, self-publishing

Pagine: 500 circa

Prezzo: €  1,49 (formato epub, mobi)

Valutazione: ✓✐✐✐✐


Trama: Sam è un teppistello quindicenne che vive nei sobborghi milanesi, passando le giornate saltando la scuola e vagando per la città senza meta. Una notte, la sua intera esistenza viene stravolta quando l’avvenente vicina di casa lo salva dal tentativo di rapimento da parte degli Spector. Sam scopre così di essere uno stregone destinato a salvare il Reame Incantato dall’oppressiva tirannia del Cancelliere Magnus Paladin, a cui gli Spector rispondono. Incredulo ma convinto a scoprire la verità sulle proprie origini, Sam attraversa il portale magico che lo catapulta in un mondo pericoloso abitato da maghi e stregoni in perenne rivalità. Sirio Paladin, figlio minore del Cancelliere, vive invece all’ombra del nome della sua potente famiglia e dei fratelli ben più abili e coraggiosi; il giovane mago, durante il suo addestramento, resta coinvolto in un complotto ai danni del padre che cercherà di sventare con ogni mezzo. I due ragazzi scopriranno, ognuno a suo modo, che le loro vite sono in balia di forze oscure e che dovranno lottare per salvarsi e trovare il loro posto in un mondo popolato da goblin pasticcioni, misteriose confraternite e draghi terrificanti, proprio mentre un antico male viene liberato e minaccia di distruggere l’intero Reame Incantato a capo di un esercito di orchi, non-morti e uomini lucertola.


Recensione:

Andiamo per gradi: mi sono divertita leggendo “Il Marchio del Serpente”.

Ma.

Il Reame Incantato, il mondo fantastico creato da Alberto Chieppi è un posto che appare, ai lettori abituali di fantasy come una sorta di summa di ambientazioni note. Harry Potter soprattutto, ma non solo.

I personaggi sono anche loro “conosciuti”. Tutto sommato anche l’intreccio della storia si percorre con un senso vago di deja vu.
Allora, vi chiederete, perché dovremmo leggere “Il Marchio del Serpente”?

(Ho già detto che mi sono divertita nel leggerlo?)

Perché a volte le cose già viste sono le nostre preferite, perché a volte alcuni personaggi ci mancano così tanto che ci piace moltissimo “vederli” di nuovo (anche se declinati in salsa diversa), perché a volte rigiocare lo stesso livello di un gioco è l’unico modo per goderselo veramente.

Leggo fantasy da tanto di quel tempo che quasi non ricordo più qual è stato il mio “primo tomo” di una saga. Posso dirvi quindi, con adeguata certezza: la saga di Chieppi non può che migliorare. L’avventura del libro primo serve per ambientarsi, per farci conoscere i personaggi e darci la voglia di andare avanti.

Nel complesso “il Marchio del Serpente” ha il materiale per diventare un ottimo libro, avrebbe però bisogno, a mio avviso, di una dose di editing. Manca, infatti, quasi completamente, la componente affettiva e relazionale. Spesso, attraverso la tensione tra i personaggi (e non sto parlando per forza di amore e sesso, prima che pensiate che io sia la solita donnetta ammattita per il romance) si fa in modo di far volare via le pagine sotto le mani del lettore. Altrimenti di paludi nebbiose, maghi e stregoni, laghi cristallini e goblin puzzolenti ne avremmo piene le tasche.

Ho scritto tasche. Chiaramente questo blog mi sta ammansendo.

Torniamo a noi, parliamo di un libro pubblicato in proprio, per questo ancora passibile di miglioramento.

Cinquecento pagine (anche di più, il mio amico kindle ne conteggiava 721) sono molte per un libro primo, alcune cose sono forse superflue? Un esempio, l’atmosfera delle due scuole – sì qui sono due – potrebbe essere maggiormente “spinta” anche senza lunghe descrizioni, inoltre alcuni tra i vari personaggi “adulti” avrebbero modo di essere più interessanti se pennellati più brevemente, ma intensamente, senza bisogno di molti dialoghi.

Il cattivo di turno, invece, è simpaticamente cattivello, ha i modi da negromante come si deve. Staremo a vedere cosa ci combinerà nelle prossime puntate.

Il finale – tranquilli, niente spoiler – ci lascia l’adeguato amaro in bocca per la “non conclusione” della storia.

Ringrazio molto Alberto Chieppi per avermi fatto divertire con il suo lavoro e mi auguro di leggere presto anche il secondo volume.


© Bianca Casale

Il marchio del serpente, Pagina Facebook

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