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Guida ai bestseller di R.F. Kuang: tra storia e magia




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Il Mercante di Vendette: il retelling firmato Bianca Marconero è imperdibile


“Il Mercante di vendette” è ambientato alla Stratford, una prestigiosa scuola d’élite dove gerarchie, rivalità e inquietanti leggende si intrecciano con le lezioni e i segreti gelosamente custoditi. La leggenda più famosa è quella del “Mercante di vendette”, una figura misteriosa che regola i conti (dietro lauto compenso) per chi ne fa richiesta. Alcuni, come Otello Spencer e Iago McGregor, non credono alla sua esistenza; altri, come Bianca Duchamp, sono determinati a smascherarlo.
Nella sua ricerca della verità sul Mercante, Bianca si trova intrappolata nell’enigma che è Iago. Perché non riesce a stargli lontana e perché lui la tratta male, mentre con gli altri è sempre gentile? Dubbi e domande che porteranno Bianca a scontrarsi con una realtà scomoda e a mettere in gioco tutto: cuore, mente e anima.


Devo ammetterlo, conoscevo a grandi linee la tragedia di “Otello”, ma questo riadattamento mi ha piacevolmente scombussolato e sorpreso.
L’Otello è comunque un’insieme di sentimenti negativi che culminano in una tragedia. Ne ‘Il mercante di vendette‘, al contrario, ti ritrovi a fare il tifo per il “cattivo” #morallygrey della storia.
Se si aggiunge che mi sto appassionando sempre di più ai dark academy e, come previsto, lo stile di scrittura di Bianca Marconero non ha deluso le mie aspettative ne esce fuori un retelling che ti assorbe completamente.

La lettura mi ha tenuto incollata alle pagine (con anche un po’ di tachicardia in alcune parti) creando una tensione palpabile – Bianca è una maestra nel costruire atmosfere suggestive – e alimentando la mia curiosità su come si sarebbe evoluta una storia il cui finale è noto a tutti.
In alcuni momenti, mi ha ricordato ‘Dio di Illusioni‘ di Donna Tartt, soprattutto per l’ambientazione, gli intrighi complessi e alcune dinamiche psicologiche dei personaggi.

Acquistando il romanzo sul sito della Giunti o ordinandolo nella vostra libreria è possibile ricevere una copia personalizzata del romanzo con i meravigliosi sprayed edges di nola_sprayed_edges.

Ringraziamo Bianca Marconero e la Giunti Editore per averci dato, di nuovo, la possibilità, di leggere questo nuovo romanzo in cambio di una nostra opinione onesta.
Ed eccola quindi la nostra onesta opinione: dovete assolutamente procurarvi il romanzo e leggere con i vostri occhi come si può cambiare una storia tragica in una di rinascita e rivincita.


Chi è Bianca Marconero?

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Romanzi dark academia da non perdere

Questo (sotto) genere letterario, con i suoi misteri, le atmosfere cupe e i protagonisti intellettuali, ha conquistato molti lettori. E anche noi siamo tra questi.
Dark academia però è prima di tutto un’estetica nata online e sui social, anche se probabilmente sarebbe più corretto dire che è una rivisitazione in chiave contemporanea di correnti già esistenti che facevano capo, per esempio, a nomi del calibro di Oscar Wilde ma anche e soprattutto ad artisti e personalità del periodo Romantico, Lord Byron, Percy Shelley, Mary Shelley e Edmund Burke.
La derivazione è quindi principalmente dalle culture europee dell’alta borghesia del XIX secolo, dalla passione e dal revival dell’estetica del gotico. La borghesia di questo periodo enfatizzava un’educazione liberale in cui latino, retorica e classici erano materie normalmente insegnate. Adesso invece sono quasi universalmente viste come insolite, addirituttura esoteriche (con buona pace dei nostri liceali classici), creando un fascino che presenta la scuola o l’università come un’attività che coltiva un’aura mistery, che sviluppa una curiosità e una diligenza che non si vedono comunemente nella scuola contemporanea.
Il primo vero fandom ad alimentare la Dark Academia è stato quello di Donna Tart (considerata regina madre della Dark Academia) ma anche molti altri fandom hanno contribuito allo sviluppo. Molti degli elementi visivi per esempio possono venire dalla serie 
di Harry Potter, che era popolare all’epoca della nascita di questa estetica; il set dei film (in gran parte girata all’Università di Oxford), la stravaganza che circonda lo studio delle materie magiche, i libri rilegati in pelle e il mistero sono chiari collegamenti all’estetica di Dark Academia. Nel 2017/2018 su Tumblr si parlò molto di Deads poets society (da noi conosciuto con il titolo L’attimo fuggente), anche questo pervaso di quella stessa estetica decadente.
E poi è arrivato TikTok e dopo anche il bookTok ad alimentare questo filone.
Da allora è stata solo crescita.

Ma che cosa rende un romanzo Dark Academia?

Innanzitutto le ambientazioni prestigiose: spesso università, collegi esclusivi o antiche biblioteche. I protagonisti sono spesso intellettuali: personaggi brillanti e ossessionati dalla conoscenza.
Le atmosfere sono cupe e misteriose: segreti, cospirazioni e un senso di pericolo incombente. Ci sono poi dei temi ricorrenti: amicizia, rivalità, potere, la ricerca della verità e il confronto con il passato.

Una volta capito questo, ci rimane il dubbio sul perché leggere Dark Academia?
Sicuramente per immergersi in atmosfere affascinanti e farsi trasportare in mondi ricchi di storia e mistero. Inoltre sono un mezzo per riflettere su temi importanti: amicizia, lealtà, il desiderio di conoscenza e il peso del passato sono solo alcuni dei temi esplorati.
E se non basta ancora c’è un motivo di base, scoprire nuovi autori e mondi, infatti il genere Dark Academia offre una vasta gamma di romanzi e molti sono le autrici e gli autori che si sono cimentati nello scrivere qualcosa con questa tematica e questo stile, è davvero difficile non trovare qualcosa che ti appassiona.

Ti consigliamo alcuni romanzi da regalare, ovviamente il genere è ampio e i volumi potrebbero essere molti, questa è la nostra selezione:

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Dio di Illusioni di Donna Tartt e il ritorno alla ribalta grazie al booktok – la recensione

O lo ami o lo odi. Non c’è via di mezzo per il romanzo (e che romanzo!) d’esordio di Donna Tartt, pubblicato per la prima volta nel 1992.
Il titolo originale è The Secret History, in italiano tradotto con ‘Dio di illusioni‘ (titolo che acquista un senso solo a romanzo concluso mentre si sta ancora metabolizzando).
Io l’ho amato. Dalla prima all’ultima pagina ed è diventato il miglior romanzo che abbia letto nel 2024, almeno fino ad ora.
Oltre ad essere l’ultimo romanzo facente parte della mia #valigialibrosa di questa estate.

La storia parte piano, quasi in punta di piedi e il nostro, senza un soldo e rinnegato dalla famiglia, Richard Papen, protagonista principale e narratore dell’intera storia, ci mette subito davanti al misfatto accendendo la nostra curiosità.

Come si è arrivati a quel punto? Cosa ha spinto i nostri cinque – Henry Winter, Francois Abernathy detto Francis, i gemelli Charles e Camilla Macaulay e Edmund, detto Bunny, Corcoran – rampolli ricchi, intelligenti e giovani a fare quello che hanno fatto?

Con vibes da dark academy, ci viene presentato un romanzo che mischia thriller psicologico, romanzo di formazione e drammatico. Inutile dire che mi ha conquistata fin da subito con un l’incipit che parte già con il botto.

Tornato alla ribalta grazie a Tik Tok, non avevo grandi aspettative, ma ammetto di partire prevenuta quando si tratta di libri consigliati dal #booktok per il semplice fatto che nove volte su dieci non ho concluso il romanzo che consigliavano.

Questo, al contrario, per cinque giorni mi ha ossessionata, accompagnandomi ovunque, perché ero incapace di metterlo giù.
Il ritmo della Tartt può risultare, a tratti, prolisso e pieno di descrizioni, ma è perfetto proprio perché, attraverso le parole, riesce a far entrare il lettore nel circolo oscuro e affascinante della storia, quasi ti trovassi a vivere il dramma ed a conoscere i più oscuri e intimi segreti di questi sei giovani ragazzi.


La Tartt sa perfettamente come ammaliare il lettore perché tutto è collegato fino al più piccolo dettaglio per un finale che lascia davvero attoniti.
Nel romanzo vi sono continui riferimenti al mondo classico della letteratura greca e latina, in particolare gli autori Omero e Platone. Tutti e cinque i protagonisti parlano in latino e in greco antico tra di loro parlando in codice. Interessante anche il tema dell’esoterismo che all’interno della storia ha una funzione di spaccatura.
Un romanzo che consiglierò fino alla nausea.


Il romanzo.

Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato…


Chi è Donna Tartt?

Nata nel 1963 a Greenwood, in Mississippi, Donna Tartt è un’autrice statunitense. Nata a Greenwood, in Mississippi, dopo aver dimostrato capacità innate per la scrittura già in tenera età, ha pubblicato il suo primo sonetto a tredici anni. Si è laureata al Bennington College dove ha conosciuto lo scrittore Bret Easton Ellis, con cui stringe un’importante amicizia, fonte di ispirazione artistica.
Il suo romanzo d’esordio Dio di illusioni (1992) e Il piccolo amico ( 2002, vincitore nel 2003 del WH Smith Literary Award) sono diventati bestseller internazionali tradotti in 30 lingue. Nel 2014 vince il Premio Pulitzer per la narrativa con Il cardellino (2013). Nel 2019 il romanzo è stato adattato in un film per la regia di John Crowley.

DLIN DLON – comunicazione di servizio

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