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I 12 libri finalisti del Premio Strega 2021

Notizia fresca, fresca di giornata!

A mezzogiorno di oggi sono stati comunicati i 12 libri finalisti del Premio Strega 2021. Noi non ne abbiamo ancora letto nessuno, ma studiando le varie trame alcuni sembrano davvero, davvero interessanti.
Per quelli che non sono a conoscenza di cosa sia il Premio Strega ecco qualche info:

Il Premio è stato istituito nel 1947 a Roma da Maria Bellonci e Guido Alberti ed ha come obiettivo la diffusione della narrativa contemporanea italiana.
Si tratta, come ovvio, di un premio letterario e viene assegnato annualmente ad autori o autrici di un libro pubblicato obbligatoriamente in Italia, tra il 1° marzo dell’anno precedente ed il 28 febbraio dell’anno in corso.
La scelta del vincitore è affidata ad un gruppo di quattrocento tra uomini e donne di cultura, in cui sono inclusi anche gli ex vincitori. Questi quattrocento giurati posso proporre dei titoli che ritengono meritevoli di partecipare al premio, con il consenso dell’autore, giustificando la loro scelta con un breve giudizio critico.
Dal 1986 è gestito dalla Fondazione Bellonci.

Al momento è concessa la partecipazione ad un numero massimo di 12 opere.

Esiste anche dal 2014 il Premio Strega Europeo, grazie alla collaborazione tra Fondazioni Bellonci, Casa della Letterature, Letturature Festival Internazionale di Roma e Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Viene assegnato annualmente ed ha lo scopo di “diffondere la conoscenza delle voci più originali e profonde della narrativa contemporanea” ad un autore europeo che ha vinto un premio nazionale rilevante nel paese in cui è stato pubblicato. Il vincitore è scelto tra una cinquina di finalisti. Il premio è una somma di denaro riconosciuta ovviamente all’autore ed anche traduttore dell’opera.

Non perdiamo altro tempo ed iniziamo ad elencare i 12 finalisti perché tanto sappiamo che aspettate solo quello.

Il primo libro in finale è Il libro delle case di Andrea Bajani, edito da Feltrinelli è stato proposto dalla giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica Concita De Gregorio.

A quante parti di noi siamo disposti a rinunciare per continuare a essere noi stessi? E soprattutto: dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Quali case custodiscono in segreto o tengono in ostaggio i pezzi mancanti di noi? Per raccontare la vita di un uomo, l’unica possibilità è setacciare le sue case, cercare gli indizi di quel piccolo inevitabile crimine che è dire “io” sapendo che dietro c’è sempre qualche menzogna. Il libro delle case è la storia di un uomo – “che per convenzione chiameremo Io” –, le amicizie, il matrimonio nel suo riparo e nelle sue ferite, la scoperta del sesso e della poesia, il distacco da una famiglia esperta in autodistruzione, e la liberazione dal mobilio che per vent’anni si è trascinato dietro a ogni trasloco. Le case di Io sono tante. La prima è la Casa del sottosuolo a Roma, è sotto il livello della strada ma vi si sente ogni giorno il cannone che dal Gianicolo spara a salve contro la città. È lì che Io muove i primi passi a fine anni settanta, lì che si spartisce lo spazio con il resto della sua famiglia, lì che si rovesciano, dalla tv, le immagini di Aldo Moro sequestrato, del corpo di Pasolini rinvenuto all’Idroscalo. La storia di Io salta di casa in casa, su e giù per gli anni, tessere ciascuna di un puzzle che si costruisce tra l’ultimo quarto del millennio e il primo degli anni zero: è giovane amante di una donna sposata in una casa di provincia, infante che insegue una tartaruga a quattro zampe; è marito in una casa borghese di Torino, e bohémien in una mansarda parigina; adolescente preso a pugni dal padre in una casa di vacanza, e giovane universitario buttato sopra un materasso; e poi semplicemente un uomo, che si tira dietro la porta di una casa vuota. In questo romanzo costruito come una partita di Cluedo o un poliziesco esistenziale, Andrea Bajani scrive una prosa che si leva in poesia, sa di cielo e di angeli ma anche di terra e bruciato. È un viaggio, Il libro delle case, attraverso i cambiamenti degli ultimi cinquant’anni, nelle sue architetture reali così come in quelle interiori, i luoghi da cui veniamo e quelli in cui stiamo vivendo, le palazzine di periferia degli anni sessanta, lo sparo che cambia il corso della storia, e il bacio rubato dietro una tenda.


Il secondo libro è Il pane perduto di Edith Bruck, edito da La Nave di Teseo e proposto dal gionalista, scrittore e politico Furio Colombo.

Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.


Il terzo libro finalista è Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone, edito da Ponte alle Grazie e proposto dal poeta, traduttore e accademico Franco Buffoni.

“Splendi come vita” fa quello che fa la letteratura alla sua massima potenza: ridà vita a ciò che non c’è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Ma lasciamo che a parlarne sia l’autrice. «Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto. Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile»


Il quarto libro è L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, edito da Bompiani e proposto dallo scrittore Giuseppe Montesano.

Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subito Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti.


Il quinto libro è Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti, edito da Mondadori e proposto dallo scrittore Sandro Veronesi vincitore del Premio Strega 2019 con il suo Il colibrì.

Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po’ di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano. Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent’anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia – dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate –, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna ragazza. Come accadeva da adolescenti, i pensieri tornano a specchiarsi, a respingersi e mescolarsi. La protagonista perlustra il passato alla ricerca di una verità, su se stessa e su Livia, e intanto cerca di riafferrare il bandolo della propria esistenza ammaccata: il lavoro, gli amori. Livia era e resta un mistero insondabile: miracolo di bellezza preservata nell’inconsapevolezza? O fenomeno da baraccone? Avvolti nelle spire di un’affabulazione ammaliante, seguiamo la protagonista in un viaggio che è insieme privato e generazionale, interiore e concreto. E mentre lei aspira a fermare l’attimo per non perdere la gloria, la sorte di Livia è lì a ricordare cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile: una diciottenne nel corpo di una cinquantenne, una farfalla incastrata nell’ambra. “Sembrava bellezza” è un romanzo sull’impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso se stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l’autrice mette in scena le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza.


Il sesto libro è Borgo Sud di Donatella Di Pietrantonio, edito da Einaudi, e proposto dalla scrittrice, critica letteraria, accademica e traduttrice Nadia Fusini.

È il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo? Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande. Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa. Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte interminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi -, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. È lì, in quel microcosmo così impenetrabile eppure così accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos’è realmente successo, e forse fare pace col passato.


Il settimo libro è Cara pace di Liza Ginzburg, edito da Ponte alle Grazie, e proposto dalla scrittrice Nadia Terranova finalista del Premio Strega del 2018.

Maddalena, la maggiore, è timida, sobria, riservata. Nina, di poco minore, è bella e capricciosa, magnetica, difficile, prigioniera del proprio egocentrismo. Le due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare. Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi WhatsApp che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo affacciata su Villa Pamphili, dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma. È proprio a Roma che Maddi, da sempre chiusa nel suo carapace, decide di tornare, fuggendo dai ruoli che la sorella, prima, e la famiglia poi, le hanno imposto. Finalmente sola con sé stessa e con i suoi ricordi, lascia cadere le difese e, rivivendo i luoghi del passato, inverte le parti e si apre alle sorprese che riserva la vita. Padri e madri, amicizie e passioni, alberi e fiumi fanno da cornice a una storia d’amore e di abbandono che, come ogni storia viva, offre solo domande senza risposta. E misura con il metro felice della letteratura la distanza che intercorre tra la ferita originaria e la pace sempre e solo sfiorata della maturità.


L’ottavo libro è Le ripetizioni di Giulio Mozzi, edito da Marsilio e proposto dal critico letterario, filologo e accademico Pietro Gibellini.

Mario è un uomo che inventa storie, modifica la realtà, non è interessato alla verità, né sulle cose né sulle persone. Mario sfugge, per indolenza, all’obbligo di capire che tutti ci lega e tutti ci frustra. Vuole sposare Viola ignorandone la doppia, forse tripla vita. Anni prima è stato lasciato da Bianca, subito prima che nascesse Agnese, che forse è sua figlia o forse no. Tuttavia, se Bianca, spuntando dal nulla dopo anni, chiede aiuto, Mario subito accorre, disponibile ad accollarsi la paternità. È succube di Santiago, un ragazzo dedito a pratiche sessuali estreme, e affida alle fotografie la coerenza e consistenza della propria vita. Se dei giorni della vita di Mario possiamo dire – quasi sempre è il 17 giugno -, degli spazi in cui Mario si muove non siamo certi. La ripetizione è l’unica realtà di Mario. Con una scrittura avvolgente, sensuale e che procede per variazioni capitolo dopo capitolo, pur conservando un incalzare ipnotico, Giulio Mozzi in questo suo romanzo guida il protagonista, e chi legge, attraverso avventure in parte reali e in parte – ma la cosa è sempre indecidibile – del tutto immaginarie, portandoli a sfiorare le vite strane e misteriose di personaggi senza nome – il Grande Artista Sconosciuto, il Terrorista Internazionale, il Martellatore di Monaci, il Capufficio – che Mario contempla come enigmi incomprensibili e rivelatori. Arrivando, nell’ultima pagina, alla più orribile delle conclusioni.


Il nono libro è La casa delle madri di Daniele Petruccioli, edito da Terrarossa Edizioni e proposto dalla scrittrice Elena Stancanelli.





Ernesto e Elia sono gemelli e si inseguono in una specie di lontananza ravvicinata senza riuscire a toccarsi, come fossero rette parallele; Sarabanda e Speedy, i loro genitori, invece non la smettono di allontanarsi neanche quando credono di starsi vicino. E così Daniele Petruccioli ci conduce su e giù per le generazioni che si succedono in case dove le persone crescono, vivono, muoiono, traslocano e che sono forse le uniche vere custodi di una memoria che facciamo di tutto per rimuovere, ma permane ostinata.


Il decimo libro è Due vite di Emanuele Trevi edito da Neri Pozza e proposta dallo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo.

«L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti e cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità». Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all’apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia. Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all’ultimo trasparente e felice, quel legame che accade quando «Eros, quell’ozioso infame, non ci mette lo zampino».


L’undicesimo libro è Adorazione di Alice Arciuolo edito da 66thand2nd e proposto dal poeta e scrittore Daniele Mencarelli.

A Pontinia, piccolo centro di fondazione fascista nel mezzo dell’Agro Pontino, la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato. A distanza di un anno, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un’adolescenza normale. Nell’arco di un’estate afosa, vissuta fra le architetture metafisiche di Pontinia e di Latina e le sensuali dune di Sabaudia, e con Roma, la grande città, sullo sfondo, si intrecciano i loro destini. C’è Diana, con la sua voglia sulla gamba che la rende tanto insicura, e c’è la sua migliore amica Vera, che sembra invece non aver paura di niente. Ci sono Giorgio, il fratello di Vera, che era innamorato di Elena e non lo ha mai detto a nessuno, e Vanessa, cugina di Giorgio e Vera e migliore amica di Elena. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall’ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli. Faranno i conti con il vuoto e la passione, l’insicurezza e l’ansia, l’accettazione e l’affermazione di sé. La morte di Elena assumerà per ognuno un significato diverso, e per ognuno si sovrapporrà alla propria storia personale, a un’educazione sentimentale e sessuale fatta di estremi, in cui l’amore, la tenerezza e il desiderio si mescolano alla sopraffazione, all’umiliazione e alla vergogna.


Il dodicesimo ed ultimo libro è L’anno che a Roma fu due volte Natale di Roberto Venturini edito da SEM e proposto dalla scrittrice e giornalista Maria Pia Ammirati.

Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un’accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un’azione da parte dell’Ufficio d’igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone.
Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d’oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l’attrice, sofferente per la “separazione” dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche Alfreda non si è mai ricongiunta al marito, scomparso in mare durante una pesca notturna e mai più ritrovato.
Alfreda decide di mettere fine a quella “ingiustizia” e pone al figlio una condizione per lo sgombero del villino: trafugare la salma di Raimondo dal Verano e portarla al cimitero di Lambrate, da Sandra. Dopo le prime resistenze, Marco getta le basi del piano, aiutato da Carlo, un vecchio pescatore, e da Er Donna, il travestito più ambito della Pontina.
Con il suo secondo romanzo Roberto Venturini si conferma un autore particolarissimo, dotato di un umorismo sottile e in grado di creare situazioni surreali, abitate da personaggi indimenticabili
.

Il manifesto della LXXV edizione del Premio Strega realizzata dall’artista Lorenzo Mattotti

Il 22 giugno ci sarà la proclamazione dei 5 libri finalisti e per concludere l’8 luglio verrà decretato il vincitore di questa edizione.

Sui social [TWITTER, FACEBOOK e INSTAGRAM] del Premio Strega è possibile visionare tutti i romanzi che erano stati proposti. Magari qualcuno tra di loro li avete già letti o ne avete sentito parlare. Chissà!

Avete avuto modo, invece, di leggere qualcuno dei titoli elencati oppure come noi vi siete già segnati due o tre titoli da acquistare?

Attendiamo il prossimo luglio per poter sapere chi avrà vinto quest’anno e nel mentre ci immergiamo in qualche pagina di un nuovo libro.
Magari proprio uno dei finalisti dello Strega.

Pubblicato in: Uscite Mensili

Wishlist Settembre

Bistrottiani, Buon sabato!
L’estate sta finendo e il caldo se ne va, così cita una famosa canzone e quando l’ascoltiamo, purtroppo, le ferie sono davvero finite.
Siamo sicuri che oggi non è il primo di agosto?
Per chi è fortunato e sta partendo per le vacanze, sappiate che vi invidiamo moltissimo.
Per chi è rientrato e sta già contando quanto manca alle vacanze di Natale – ci hanno detto che mancano solo quindici Lunedì – sappiate che siamo con voi.
Per chi ha preparato il baule, la bacchetta, il proprio animale, ci vediamo al binario 9 e 3/4 e ci vediamo in Sala Grande.
Per chi rimane nel mondo reale, non temete, noi Bistrotte abbiamo preparato la wishlist dei libri in uscita a settembre per tenervi compagnia in questo nuovo mese del 2018.
Siamo pronte per condividerla con voi, sperando di tirarvi un po’ su di morale in questo primo sabato di settembre che sembra un po’ un Lunedì.

L’INFERNO É UNA BUONA MEMORIA, MICHELA MURGIA
Narrativa Letteraria

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Titolo: L’inferno è una buona memoria

Autore: Michela Murgia

Casa Editrice: Marsilio

Prezzo: € 12.00

Data di pubblicazione: 30 agosto 2018

Trama: Cosa hanno in comune Cabras, paesino nel cuore della Sardegna, e Avalon nelle distese britanniche? Ce lo racconta Michela Murgia che a Cabras ci è nata e che lo racconta in L’inferno è una buona memoria. Visioni da Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. La scrittrice sarda parte dalle acqua che circondano la Sardegna per giungere alle leggende di Re Artù che, proprio in Britannia, si svolsero sotto l’influsso di Morgana, Igraine e Viviana, denominate Signore del Lago nella letteratura e nella leggenda. In un incrocio e in un percorso in salita e in discesa, l’amatissima scrittrice sarda usa le somiglianze tra il piccolo paese dove è nata e cresciuta e tra Avalon per raccontarsi e per raccontare un pezzo di Sardegna, un cuore di cultura ancestrale che non può essere dimenticata e che ha radici e paragoni europei. Scopriamo così, attraverso l’esempio delle Signore del Lago, come e perché la Murgia sia diventata focosamente femminista e cosa l’abbia portata a questa presa di coscienza e ad una necessità che diventa urgenza nel reclamare parità assoluta e sempre. Tra queste figure di donne forti emergono anche altri temi e il mondo magico e religioso si mescola a quello femminile e, anche per questo, la Murgia ha deciso di non credere più nelle gerarchie religiose, ma di continuare a partecipare ai giochi di ruolo del mondo magico di Lot. L’inferno è una buona memoria diventa così racconto, ricordo e manifesto.


PREGHIERA DEL MARE, KHALED HOSSEINI
Narrativa Contemporanea

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Titolo: Preghiere del mare

Autore: Khaled Hosseini

Casa Editrice: SEM

Prezzo: € 15.00

Data di pubblicazione: 3 Settembre 2018

Trama: “Mio caro Marwan…” È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove “nessuno ci ha invitato”, dove chi la abita ci ha detto di “portare altrove le nostre disgrazie”. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.


L’IDIOTA, ELIF BATUMAN
Narrativa Contemporanea

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Titolo: L’idiota

Autore: Elif Batuman

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo: € 21.00

Data di Pubblicazione: 4 settembre 2018

Trama: “Nel 1995, mentre il mondo impara a usare le email e a comunicare via internet, Selim è una matricola all’università di Harvard. Per lei comunicare, con o senza internet, è sempre stato un problema; il suo rapporto con il reale passa soltanto attraverso i libri che considera depositari di un significato assoluto e chiaro. Il suo sguardo sulle cose è tanto acuto e brillante quanto ingenuo e innocente, come può esserlo solo quello di chi ancora non ha fatto sesso e nemmeno bevuto un bicchiere di vino. E così tutto della vita universitaria le pare assurdo. Il cavo ethernet della connessione di dipartimento serve per impiccarsi? Se si compra tequila per la festa, come mai anche il sale? E perché nessuno si rende conto di desiderare solo ciò che non può avere? Quando però incontra Ivan tutto cambia. Per la prima volta capisce quanto è bizzarro e doloroso il desiderio e quanto è difficile ottenere ciò che si vuole davvero. Ivan è un matematico ungherese, Selim lo conosce a un corso di lingua russa e inizia con lui una relazione fatta di dialoghi inconcludenti ma interessanti, malintesi e silenzi. Un amore decisamente meno passionale e romantico di quello tra Anna e Vronskji. Eppure per seguirlo si ritrova a insegnare inglese in un villaggio dell’Ungheria. Alla fine come ogni primo amore anche il loro svanisce, ma Selim avrà imparato che per crescere e diventare adulta dovrà, giorno dopo giorno, impegnarsi a ricucire lo strappo che per lei separa le parole dalla realtà.”


VOX, CHRISTINA DALCHER
Fantascienza

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Titolo: Vox

Autore: Christina Dalcher

Casa editrice: Nord

Prezzo: € 19.00

Data di pubblicazione: 6 Settembre 2018

Trama: Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.
Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

ogni giorno pronunciamo in media 16.000 parole
parole che usiamo per lavorare
per chiacchierare con gli amici
per esprimere la nostra opinione
ma, se non facciamo sentire la nostra voce,
ci rimarrà solo il silenzio.


ISOLA DI NEVE, VALENTINA D’URBANO
Narrativa contemporanea

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Titolo: Isola di neve

Autore: Valentina D’urbano

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo: € 19.90

Data di pubblicazione: 13 Settembre 2018

Trama: 2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo.L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta.
1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.


SONO CORSO VERSO IL NILO, ALA AL ASWANI
Narrativa Contemporanea

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Titolo: Sono corso verso il Nilo
Autore: Ala Al Aswani

Casa Editrice: Feltrinelli

Prezzo: € 18.00

Data di pubblicazione: 13 Settembre 2018

Trama: Cairo, 25 gennaio 2011. Venticinquemila manifestanti in rivolta contro Mubarak occupano piazza Tahrir. Mentre sbocciano storie d’amore e si infiamma la passione politica, un giovane attivista viene assassinato dai militari. Un delitto perpetrato alla luce del sole, eppure avvolto dal mistero. Dania, studentessa di Medicina nonché figlia del capo dei servizi segreti egiziani ‘Alwani, vede morire in piazza il suo ragazzo, Khaled. Lì ci sono anche Asma’ e Mazen. Lei è un’insegnante di inglese che si rifiuta di indossare il velo e di contribuire a un sistema scolastico corrotto. Lui è il figlio di un attivista degli anni settanta e lavora come ingegnere in un cementificio. Anche il più riluttante Ashraf, il cui appartamento si affaccia sulla piazza, si lascia coinvolgere nelle proteste. Di famiglia copta, nei giorni della rivoluzione si ritrova solo con la domestica Ikram: la moglie si è rifugiata lontano dal centro città a casa della famiglia paterna. I personaggi messi in scena da ‘Ala al-Aswani si ritrovano a un bivio e sono chiamati a compiere scelte delicate. Ma come Saturno la rivoluzione divora i suoi figli, soprattutto in una repubblica che è repubblica solo per finta.

“Credo fermamente, come te, che la nostra rivoluzione trionferà.
Sai cosa vorrei adesso?
Vorrei baciarti come ieri.”


INVICTUS, RYAN GRAUDIN
Fantascienza

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Titolo: Invictus

Autore: Ryan Graudin

Casa Editrice: Mondadori

Prezzo: € 19.00

Data di pubblicazione: 18 Settembre 2018

Trama: Faraway Gaius McCarthy è il figlio diciottenne di una viaggiatrice del tempo del 2354 d.C. e di un gladiatore dell’antica Roma. Nato fuori dal tempo, per le leggi della natura non dovrebbe nemmeno esistere. Il desiderio più grande del ragazzo è diventare, come la madre, un cronista del passato e viaggiare di epoca in epoca per osservare e “registrare” gli eventi storici. Dopo aver fallito inspiegabilmente l’esame per entrare nel programma governativo dei “cronisti”, Far viene contattato da un misterioso mercante che gli propone di mettere insieme una crew clandestina con la quale viaggiare nel tempo a bordo della navicella Invictus per rubare opere d’arte e manufatti del passato. Il ragazzo, pur di non rinunciare al suo sogno, accetta. Proprio durante uno di questi colpi, che ha luogo sul Titanic appena prima del suo affondamento, Far incontra Eliott, una misteriosa ragazza che trascinerà lui e la sua squadra in una missione pericolosissima. Una corsa contro il tempo per evitare che il mondo che conoscono e amano scompaia per sempre.


L’AMORE AL TEMPO DEGLI SCOIATTOLI
Narrativa Contemporanea

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Titolo: L’amore aL tempo degli scoiattoli

Autore: Elizabeth McKenzie

Casa Editrice: Marsilio

Prezzo: € 19.00

Data di pubblicazione: 20 Settembre 2018

Trama: A Palo Alto, nella California degli wasp, circondati da nuove fortune e vecchi valori, due teneri innamorati – Paul, brillante scienziato in carriera, e Veblen, comportamentista indipendente, esperta sollevatrice di animi – decidono di sposarsi. Peccato che il loro progetto sia come un ordigno pronto a saltare. E non tanto per la sciocca disputa intorno all’ossessione di Veblen per gli scoiattoli (li ama ed è convinta che le parlino, mentre Paul, al contrario, collauda veleni anti-roditori), quanto piuttosto perché i due futuri coniugi non si sono ancora mai incontrati con le rispettive famiglie, né queste tra di loro. È qui che deflagra la commedia. Da una parte, i genitori di Paul: ex hippy, coltivatori di marijuana, complottisti convinti, totalmente in balìa dell’altro figliolo, il primogenito ritardato. Dall’altra, la madre di Veblen, quintessenza della figura materna egocentrica, ipocondriaca, passivo-aggressiva, con un marito che la segue come un’ombra e un ex, il padre della figlia, rinchiuso in un ospedale psichiatrico. In un crescendo di quotidiana follia, dialoghi più veri della realtà e squarci di sconfinati paesaggi interiori, si arriva al sospirato atto finale di questo esilarante psicodramma esistenziale.


L’AMORE È SEMPRE IN RITARDO, ANNA PREMOLI
Narrativa Rosa

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Titolo: L’amore è sempre in ritardo

Autore: Anna Premoli

Casa Editrice: Newton Compton Editore

Prezzo: € 9.90

Data di pubblicazione: 27 Settembre 2018

Trama: Le prime cotte sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: il suo primo amore è stato Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, che l’ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l’adolescenza a comporre per lui terribili lettere d’amore in rima. Ogni volta che lo vede non riesce a trattenere una smorfia. Eppure, in genere è una donna controllata… Sta finendo il dottorato in Geologia alla Columbia e si dà da fare per cercare l’uomo giusto, dopo Norman. Peccato che i suoi incontri siano uno peggiore dell’altro. Proprio quando ha deciso di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone di lasciarsi i vecchi battibecchi alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole, dato il loro comune legame con Aidan. Alex accetta: trattarlo in modo cordiale non dovrebbe essere poi così difficile… O almeno, questo è ciò che crede!


ANIMALI NEL BUIO, CAMILA GREBE
Narrativa Contemporanea

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Titolo: Aninali nel buio

Autore: Camila Grebe

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo: € 19.50

Data di pubblicazione: 27 Settembre 2018

Trama: Peter Lindgren e la criminologa Hanne Lagerlind-Schön vivono ormai alla luce del sole la loro storia d’amore, nonostante la malattia che si mangia uno alla volta i ricordi della donna. Un cold case li vede di nuovo lavorare insieme, come quando è nata la loro relazione. Otto anni prima, un gruppo di adolescenti si è imbattuto nel cadavere di una bambina mai identificata. Da allora la gente di Ormberg, un paesino sperduto nel nulla, cerca di lasciarsi ciò che è successo alle spalle. Come Malin, la poliziotta che affianca Peter e Hanne nelle indagini. È stata lei, al tempo, a rinvenire quello che restava del corpo. Ormai ha cambiato vita, ma a quanto pare il passato non ha nessuna intenzione di lasciarla in pace. E quando Peter scompare, e Hanne subisce un trauma, è proprio Malin a doversi far carico delle indagini su un nuovo delitto, con il solo aiuto di un ragazzo che ha troppo da nascondere e dei ricordi che Hanne ha affidato alla carta perché non spariscano per sempre.