Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

Resta con me, sorella – Emanuela Canepa – RECENSIONE

A cura di Rossella Lazzari

Einaudi ha da poco pubblicato ‘Resta con me, sorella‘, l’ultima fatica letteraria della bravissima Emanuela Canepa, vincitrice del premio Calvino nel 2018.
Se dovessi etichettarlo (che brutta parola), direi che si tratta di un romanzo al femminile ambientato tra Padova e Venezia nei primi anni venti del Novecento, ma sarebbe un’etichetta oltremodo riduttiva.


È la storia di Anita Calzavara, una giovane donna che, per coprire il fratellastro e salvare la famiglia, si accolla la colpa di un grave furto al giornale dove lavorava insieme all’ingrato e insolente congiunto. Anita finisce in carcere alla Giudecca per diversi mesi e qui comincia per lei un difficile processo di adattamento alla vita da reclusa, reso ancor più arduo dall’ostracismo delle altre prigioniere. Una sola, però, non le è ostile: Noemi, temuta e parimenti scansata da tutte perché “ha il demonio dentro”, invisa persino alle suore, è l’unica che – in un modo tutto suo – le dimostra amicizia. Ma Noemi non rivela mai troppo di sé e del perché si trovi lì, e poi Anita lo sa che Noemi è pericolosa e che per la sua amicizia sta maturando un debito con lei. Le due si scambiano la promessa di aspettarsi, una volta fuori, per costruire un futuro insieme. Ma chi può dire cosa succederà davvero, una volta fuori dal microcosmo del carcere?
Attendevo da tempo un nuovo romanzo di Emanuela Canepa: apprezzo la sua sobrietà in tutto, dalla comunicazione sui social alla promozione editoriale, dalla sua scrittura per nulla iperbolica alle trame che non mirano sfacciatamente a catturare i lettori come troppo spesso mi capita di vedere ultimamente.
Ebbene, stavolta questa brava autrice si è superata: ha confezionato una storia articolatissima, oscura, piena di personaggi complessi e sfaccettati. Quella della Canepa è una scrittura sempre precisa, puntuale, ricercata e che non è solo mezzo per raccontare, ma diviene parte della storia stessa. Le narrazioni al femminile non sono mai banali o infarcite di clichés e le storie offrono sempre più piani di analisi.


In ‘Resta con me, sorella‘, ad esempio, troviamo sì, il punto di vista delle donne come già in ‘L’animale femmina‘ e ‘Insegnami la tempesta‘, ma acuito dal maggiore approfondimento della psiche dei personaggi, nonché dalla quantità e varietà delle figure femminili presenti. Vi è poi una forte componente storica che mancava nei romanzi precedenti: questo romanzo è ambientato nell’Italia degli anni venti del Novecento, oltre ad analizzare la condizione della donna in quel periodo storico particolarmente oscurantista, non si possono dimenticare gli strascichi importanti del primo conflitto mondiale, dell’epidemia di spagnola, per non parlare delle diatribe politiche che portarono, proprio poco dopo i fatti narrati, all’avvento del fascismo i cui venti spirano lugubri anche sulla Venezia in cui vive e si muove la giovane Anita Calzavara. Altri aspetti rilevanti e di grande interesse per chi volesse approfondire sono certamente la situazione carceraria delle detenute della Giudecca, l’influenza della Chiesa nella politica e nella vita della gente, il rapporto con il potere che è diverso per ciascuno dei personaggi e, ultimo ma non meno importante, il tema dell’amicizia che qui è sfuggente, tenuto sottotraccia, ma pure pressante ed incombente.
Resta con me, sorella‘ è un romanzo complesso, certamente, ma ricco di spunti di riflessione ed approfondimento, nonché un affresco a tinte lugubri su uno spaccato di storia sociale italiana.


Il libro.

Quarta di copertina: Quali sogni ti erano concessi in Italia, negli anni Venti del Novecento, se non eri un uomo? Con la consueta capacità di scrutare nell’animo femminile e nell’ambiguità delle relazioni, Emanuela Canepa racconta due donne che, imprigionate dal potere maschile o dalla propria incapacità di opporvisi, sognano di liberarsi dalle catene della Storia. Da quando suo padre è morto di febbre spagnola, Anita, orfana di madre dall’età di sette anni, vive con la matrigna e i suoi due figli. Uno lavora con lei nel giornale in cui il padre prestava servizio. Un giorno il fratellastro ruba dalla cassa e Anita decide di prendersi la colpa, perché il suo misero stipendio di donna non basterebbe a mantenere la famiglia, mentre quello del fratellastro sì. Rinchiusa nel carcere della Giudecca, incontra Noemi, una ragazza ombrosa da cui tutte si tengono alla larga – «ha il demonio dentro», dicono – e dalla quale persino le suore mettono Anita in guardia. Ma lei ne subisce il fascino e, malgrado Noemi non riveli mai il motivo per il quale è stata condannata, Anita si confida con lei. Le due stringono un patto: progettano di costruire un futuro insieme, una volta fuori. Sono convinte di poter trovare la propria strada nel mondo anche senza un marito. Ma oltre la soglia della prigione l’esistenza travolge e confonde come il brulichio incessante per le strade di Venezia, obbligando Anita a fare i conti con sé stessa e con il segreto inconfessabile che Noemi nasconde.


L’autrice.

Emanuela Canepa (Roma, 1967) è una scrittrice italiana. Si laurea in Storia medievale a Roma II-Tor Vergata con Chiara Frugoni e Alessandro Barbero, e poi in Psicologia a Padova, dove risiede dal 2000. Ha lavorato come bibliotecaria occupandosi di assessment presso la Scuola di Psicologia dell’Università di Padova fino al 2022.
Nel 2014/2015 frequenta a Rovigo la scuola di scrittura Palomar di Mattia Signorini.
Ha pubblicato racconti su Cadillac, Il Rifugio dell’Ircocervo, CattedraleIn Allarmata Radura.
Nel 2017 ha vinto la XXX edizione del premio Calvino con il romanzo ‘L’animale femmina‘ pubblicato da Einaudi Stile Libero il 30 aprile del 2018. Nel 2020 è uscito il suo secondo romanzo, sempre per Einaudi Stile Libero, ‘Insegnami la tempesta’, seguito nel 2023 dal romanzo storico Resta con me, sorella.
Dal 2019 insegna scrittura creativa presso la Bottega di Narrazione di Giulio Mozzi. Dal 2022 collabora anche con il Master di Tecniche Narrative della Scuola Palomar fondata da Mattia Signorini.

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Omicidio fuori stagione, Arwin J. Seaman – RECENSIONE

Arwin J. Seaman è lo pseudonimo di un noto autore italiano alla sua prima ‘avventura’ con un giallo nordico.

La storia ci porta su un’isola svedese a largo di Malmö: Liten. L’isola, non reale ma estremamente realistica, ed è la vera protagonista di questo libro. L’ambientazione è davvero il pilastro di ‘Omicidio fuori stagione‘. La stagione a cui fa riferimento il titolo è quella turistica, quella in cui l’isola si rende bella e accogliente per i forestieri che vogliono rilassarsi e fare belle foto alle barche e alle casette colorate. Fuori da questa stagione l’isola è abitata solo dai residenti che vivono come in attesa della successiva estate.
Liten in svedese significa ‘piccolo’ ma in un certo modo anche ‘insignificante’. Bene, non per questo romanzo.
L’autore vuole che sull’isola ci sia anche un vulcano spento nel cui cratere si sia formato un lago. Questo lago circolare sarà la scena del crimine.

Avverto subito che non sono un’ esperta di gialli/thriller/noir, li leggo di tanto in tanto ma non sono il mio pane quotidiano. Ciò non toglie che possa dire con cognizione di causa che questo in particolare non mi ha convinto del tutto.
Inizio con il dire che i personaggi non hanno la giusta tridimensionalità, sono piatti come delle sagome su una scenografia. In alcuni casi li ho trovati stereotipati, ma non nell’ accezione positiva, quando un personaggio pare di averlo conosciuto realmente proprio perché è un ‘tipo’. No, in questo caso stereotipati proprio per mancanza di profondità e caratterizzazione. C’è anche una pregressa relazione tra due di loro, relazione di cui però si perde un po’ il senso durante lo sviluppo della trama e si spogia di qualsivoglia interesse.

Lo stile di scrittura risulta eterogeneo, talvolta mi è apparso forzato.

La risoluzione del caso anche non soddisfa del tutto, non c’è una vera tensione nel voler scoprire chi è stato, perché alcune situazioni si svolgono lentamente, altri invece fanno scatti che risultano forzati per amor di trama.

Ho però apprezzato comunque l’intreccio, nonostante lasci quella lieve insoddisfazione, perché pur essendo un giallo classico ha una buona tessitura e una complessità lodevole. Ottimo, l’ho già detto ma lo ripeto volutamente, il ruolo dell’isola che da mera ambientazione diventa protagonista assoluta con tanto di temperamento e indole.
Purtroppo, essendo il primo di una possibile serie, mi sarebbe piaciuto di più ‘affezionarmi’ ai personaggi, invece non sono sicura di volerli ‘incontrare’ di nuovo.
Attendo commenti dai più esperti del genere e nel frattempo aspetto la risoluzione del mistero, forse il più avvincente di tutti, sull’identità dell’autore.


Il libro

“Mai successa una cosa del genere, qui.”

È questa la frase che l’ufficiale della Scientifica Henning Olsson sente pronunciare al suo arrivo su Liten, isola vulcanica che sorge in un tratto di mare tra Svezia e Danimarca. Perché l’omicidio di una ragazza di sedici anni non ha niente a che fare con la vita tranquilla e solitaria di quel mucchio di scogli e boschi su cui Henning non metteva piede da quattro anni. E in cui sperava di non dover tornare più. A Liten non accade mai nulla e questo lo sa molto bene, visti tutti i fine settimana che ci ha trascorso cercando di riportare sulla terraferma la donna che amava: l’agente Annelie Lindahl. Certo, il vulcano spento con il suo lago perfettamente circolare è una bella attrazione durante i mesi estivi. Ma ora proprio quel lago è diventato il teatro di un crimine orrendo, una ragazza uccisa, legata per farle assumere la forma di una stella, e abbandonata nell’acqua cristallina. No, nulla di tutto ciò è mai accaduto sull’isola.

Henning è stato chiamato per la sua grande esperienza nella Scientifica, ma ciò che dovrà fare a Liten sarà molto più di qualche rilievo. Lì nessuno sa come condurre una vera indagine e lui è l’unico ad averne le capacità. Lui e la persona che quell’isola gliel’ha fatta odiare: Annelie. Insieme a Kaj Bak, un giovanissimo fotografo con idee geniali e un bisogno atavico di riconoscimento, al commissario Owe Dahlberg, che nasconde una parte di sé, e alla giovane Malin, adolescente irrequieta e aspirante influencer, Henning e Annelie cercheranno di sbrogliare il primo capitolo di quello che sembra l’inizio di un incubo.


L’autore

Arwin J. Seaman è lo pseudonimo di uno scrittore italiano di grande successo. Questa è la sua prima indagine nordica, capitolo iniziale di una serie ambientata sull’isola di Liten.

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Doveva essere il nostro momento, Eleonora C. Caruso – segnalazione

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 20.00 | Data di pubblicazione: 20 giugno 2023


Quarta di copertina: Una ragazza è seduta su una ruota di scorta bucata, in mezzo al nulla della campagna novarese. I suoi capelli, un tempo rosa zucchero filato, ora sono un garbuglio di colori improbabili. Pochi riconoscerebbero in lei Cloro, celebrità di internet con milioni di follower in tutto il mondo. Insieme a lei, a tentare di riparare un’auto che ha macinato migliaia di chilometri, c’è Leo, trentaquattrenne disilluso, che dalla vita non ha avuto nulla di ciò che si aspettava – e dire che non si aspettava molto. Soltanto uno come lui, senza niente da perdere, avrebbe accettato di partire da Milano alla volta dell’entroterra catanese per recuperare un amico finito in una presunta setta in cui si vive come negli anni Novanta. La setta esiste davvero, all’interno di una masseria abbandonata, ed è guidata da Zan, un uomo ambiguo e magnetico convinto di aver compreso la Verità dopo un lavoro da incubo come moderatore di una piattaforma. Leo rimane alla masseria per tre mesi, ma si accorge di Cloro solo quando lei gli chiede un passaggio per Milano. Inizia così il loro viaggio in auto dalla Sicilia alla Lombardia, sedici ore previste che si dilatano in cinque giorni, attraverso varie tappe in città e paesini dalle atmosfere sempre più surreali, perché l’Italia sta per entrare in lockdown. Leo e Cloro, che non potrebbero essere più diversi, durante il viaggio ricostruiscono le loro vite e le ragioni che li hanno portati alla masseria, discutono, si fraintendono, si allontanano e si avvicinano di nuovo, più simili di quanto entrambi siano disposti ad accettare. 


Chi é Eleonora C. Caruso?

Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 in provincia di Novara. Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo Comunque vada non importa (Indiana Editore). Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Le ferite originali, ristampato nel 2022 dopo un passaparola entusiastico dei lettori su TikTok; nel 2019, sempre per Mondadori, è uscito Tutto chiuso tranne il cielo. Vive a Milano con il marito e la sua collezione di manga.
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La scomparsa delle farfalle – Fabio Geda – RECENSIONE

Per me che sono di Torino, ho fatto le superiori alla fine negli anni ’90 e l’università intorno ai primi anni duemila, questo romanzo è semplicemente perfetto per rivivere quegli anni e quell’età. Geda infatti racconta l’adolescenza grazie ad una storia a due tempi, i tardi ’90 e i primi 2000, dove l’amicizia di quattro ragazzi – Anna, Andrea, Cora e Valerio – è la vera protagonista.

La scomparsa delle farfalle ci butta dentro le avventure, gli struggimenti e le emozioni di questi quattro adolescenti alle prese con amori, dolori, felicità e tormenti.
Impossibile non rivedere se stessi di quel periodo, soprattutto in Andrea, tra i quattro quello che ‘sente’ la vita in modo diverso e con maggiore intensità.

Una mattina uno psicologo era andato da loro, a scuola, a parlare di ciò che accade nella testa degli adolescenti e aveva detto che l’intensità delle emozioni che si provano durante l’adolescenza non è dovuta al fatto che accadano cose più emozionanti, ma alla chimica del cervello che non sarà mai più così sensibile al calore emotivo degli avvenimenti, motivo per cui da adulti, si ricordano più eventi banali risalenti all’adolescenza che a qualsiasi altro periodo della vita

Torino è lo sfondo attivo di questa storia e la bottega, nonché il personaggio assolutamente non secondario, di Azeglio è il perfetto sunto di una certa ‘torinesità’ in cui le cose non si pubblicizzano, non si sbandierano, si fanno e basta. Azeglio è, per semplificare, un rigattiere. Ma è molto di più, Azeglio diventa una figura paterna e la sua bottega un rifugio. Il luogo di ritrovo, quando non c’erano gli smartphone e nemmeno i cellulari era tutto un ‘ci vediamo lì alle 18.00’, sembra una cosa incredibile oggi, in un quarto di secolo questa parte delle nostre vite è drasticamente cambiato.
Oltre a Azeglio sono moltissimi i personaggi ‘altri’ perché secondari no, non è la parola giusta, comprimari forse, sicuramente parte del coro, una comunità che circonda Andrea e gli altri.
E poi ad unire i quattro amici c’è anche la musica:

In anni in cui la musica era una religione e Torino un luogo di pellegrinaggio trovarono terreno comune in un concerto al PalaStampa, un palazzetto dall’acustica terrificante costruito pochi anni prima alle Vallette vicino allo stadio delle Alpi. […]Amici di Roland, Bandamanera, Cantovivo, Fratelli di Soledad, Funky Lips, Karamamma, La Cosa, Malasangre, Mao e la rivoluzione, Mau Mau, Persiana Jones, Perturbazione, Slep, Statuto. C’era solo un gruppo di cui non avevano ancora sentito palare, i Subsonica […]

Accade poi, in modo accessorio, che la crescita porti con sé il cambiamento:

Guardò i suoi migliori amici ed ebbe la sensazione che non si appartenessero più come si erano appartenuti in passato

Anche perché

Se l’inizio dell’adolescenza è di natura biologica, la sua fine è culturale.

Per buona parte di quella generazione, la mia generazione, la fine dell’adolescenza è segnata dai fatti di G8 di Genova

è tutto finito. – diceva.- Non ci risolleveremo più -. Parlava di una alleanza tra forze progressiste che avrebbero potuto finalmente trovare rappresentanza politica e che ora era dispersa, spazzata via. -Hanno vinto loro.

In questo libro, scritto con stile e garbo, si trova un coacervo di emozioni tutte da dipanare, ma anche tanto di Torino e delle vicine montagne, il romanzo scorre veloce e fluido come un film grazie alla scrittura asciutta ma efficace di Geda.
E poi, dicevamo, c’è la vera protagonista: l’amicizia.

compagni di viaggio tra i tanti che avrebbero avuto, cambiato e incontrato e amato, tra quiete, tempeste, calore e confini e grammatiche, attraverso i luoghi e le conversazioni e le scelte e i chilometri che li avrebbero separati per periodi di diversa lunghezza e intensità, attraverso i modi che avrebbero trovato per non perdersi: le telefonate, i messaggi nelle segreterie, gli sms, le lettere, la posta elettronica, e poi i social network e i gruppi su WhatsApp e le foto e i video e i vocali e le cene, quando si riusciva, se ci riusciva, e a gennaio gli auguri, sempre, e gli anni accumulati e la routine, e i giorni difficili e quelli indulgenti, e l’amore e l’amicizia che ognuno, a modo suo, avrebbe continuato caparbiamente a coltivare.

Recensione a cura di Bianca Casale


Quarta di copertina: Quando in montagna Andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un’amicizia. Tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realtà quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l’energia della giovinezza. Un ritratto commovente di quella stagione dell’anima che più d’ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. Anna, Andrea, Cora e Valerio sono compagni di scuola. Assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. Il perno di queste esistenze – ancora brevi e già segnate da perdite e ferite – è il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di Torino, un luogo che diventa una specie di base, talvolta di rifugio. Il tempo, però, non regge la richiesta di perfezione, di assoluto, che l’adolescenza pretende. Il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. Andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensità maggiore, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. Ma nel momento in cui si troverà in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa età ti regala, saranno di nuovo con lui.


Chi è Fabio Geda?

Fabio Geda (1972, Torino), si è occupato per anni di disagio giovanile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Ha scritto su «Linus» e su «La Stampa» circa i temi del crescere e dell’educare. Collabora stabilmente con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori di Torino e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Esordisce nel 2007 con Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani; segue L’esatta sequenza dei gesti (2008) e Nel mare ci sono i coccodrilli (2010) che ha avuto uno straordinario successo sia in Italia che all’estero. Nel 2011 esce L’estate alla fine del secolo, mentre del 2014 è Se la vita che salvi è la tua (Einaudi). Nel 2015 esce il primo volume della serie per ragazzi Berlin (Mondadori) scritta insieme con Marco Magnone, del 2017 Anime scalze (Einaudi). Nel 2019 pubblica per Einaudi Una domenica.

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Lacrime e stelle, Naike Ror – segnalazione

Casa Editrice: Always Publishing | Prezzo: € 15,90 cartaceo, € ebook | Data di pubblicazione: 31 marzo 2023


Quarta di copertina: Trixie Montgomery ha vissuto infinite vite, e ha ricevuto altrettante seconde occasioni. Ha ingoiato bocconi amari, digerito pesanti compromessi, e senza mai rinnegare il suo passato è riuscita a conquistarsi un futuro privilegiato all’interno delle Lancaster Industries e nella vita di Jaxon York, presidente della holding e suo migliore amico. Tutto sembra filare liscio, finché Trix non si troverà di fronte al bivio che cambierà la sua e molte altre esistenze, ponendola tutto a un tratto di fronte alla scelta di annientare o salvare il suo peggior nemico. Ad aspettarla al varco predisposto dal destino tentatore, c’è la persona più impensabile e pericolosa: Archie Lancaster, storico nemico di Jaxon, e l’unica persona in grado di minare tutte le seconde occasioni di Trix. L’uomo a cui è legata da una passione travolgente e feroce, da un sentimento intraducibile agli altri e da un segreto ingombrante, in grado di stritolare la vita di chiunque. A passi cadenzati, come condotti dalla potente musica di un’opera lirica, Trix e Archie si avvicineranno l’uno all’altra, delicati o irruenti, allineati o distanti. Ma un contorto meccanismo di menzogne e sotterfugi li avvolge nelle sue spire intricate, e in più un cinico nemico è pronto ad abbattersi su di loro senza esclusione di colpi. La disperazione prenderà il sopravvento, le lacrime di dolore sovrasteranno quelle di stupore e di gioia, o questo amore irrazionale sarà alla fine illuminato dal candore delle stelle?


Chi è Naike Ror?


Naike Ror è una scrittrice italiana che nasce nel mondo dell’editoria indipendente. Si definisce madre, spesso figlia, a tratti sorella e una lettrice compulsiva.
Conosciutissima nel panorama del rosa per aver pubblicato più di sedici romanzi in self publishing – che spaziano dal romance puro, al suspense, al new adult – con i suoi libri ha venduto più di 70000 copie.
Dopo aver raggiunto il primo posto con il suo ultimo romanzo indipendente, entra nel catalogo Always Publishing con Petali e spine, il suo primo libro che debutta ufficialmente in libreria.
(Biografia autrice presa dal blog Reading Love)

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Review Tour: La ragazza con l’ampersand – recensione

«Alla prossima, ragazza con l’ampersand.»
Alzo il polso e mi fisso il tatuaggio, talmente piccolo che a volte dimentico di averlo.
C’è sempre una &.

Ringraziamo Ornella De Luca e la Triskell Edizioni per averci dato la possibilità di leggere in anteprima il romanzo e di partecipare al Review Tour.

E’ uscito l’11 novembre per la casa editrice Triskell Edizioni, l’ultimo romanzo della scrittrice siciliana Ornella De Luca, già autrice di diversi romanzi.
La ragazza con l’ampersand‘ è un giallo, con un pizzico di romance, primo libro della serie Libri & Misteri. La sinossi del romanzo è accattivante e non potrete fare a meno di leggerlo, ve lo assicuriamo.
Una volta che inizierete non potrete smettere!
E’ la prima volta che leggiamo qualcosa scritto dalla De Luca e siamo rimaste stupite: il suo stile è veloce, divertente e si legge che è un piacere.
Se siete amanti di Alice Basso o di Alessia Gazzola, o addirittura di entrambe, e vi mancano sappiate che la carismatica Domitilla può fare al caso vostro, anche perché in questa trentenne un po’ Bridget Jones non è difficile immedesimarsi.
La cara Domitilla è una single incallita con una doppia identità. Ha alle spalle una famiglia di dubbia utilità, una bella laurea triennale in Editoria e giornalismo e una specialistica in Scienze storiche e un master in Editoria cartacea e digitale. Ha fondato la casa editrice Memory Publishing specializzata in biografie storiche e memoriali, ma è sull’orlo della bancarotta.
La notte, al sicuro nella sua casa, per poter tenere in piedi la sua casa editrice, diventa la scrittrice di romanzi erotici Tilly D. Powell che riscuote molto successo.
Due facce della stessa medaglia, una ragazza alla ricerca di sé stessa e coraggiosa abbastanza da mettersi in gioco per qualcosa in cui crede.
Due mondi – la casa editrice e la scrittura – collegati tra loro indissolubilmente.
Cosa fare quando l’azienda su cui hai investito tutta te stessa – sacrificando gli anni più belli della tua vita – è sull’orlo del fallimento?
Ti rimbocchi le maniche e la rimetti in sesto, ed è proprio quello che tenterà di fare Domitilla!
Con l’aiuto dei suoi collaboratori, sottopagati ma fedeli, trova una soluzione: ampliare il catalogo della casa editrice. Arriveranno molti manoscritti e saranno terribili, ma non uno, misteriosamente giunge in redazione un manoscritto bellissimo e che appare subito come il best seller di cui la casa editrice avrebbe disperatamente bisogno. Perfetto direte, invece no, perché l’autore è introvabile, scomparso ed il romanzo non è finito! Manca palesemente la parte conclusiva del romanzo che potrebbe salvare tutta la baracca e le sorti della protagonista.
Ed è così che inizia l’avventura per la nostra impavida Domitilla Paciotti: un viaggio che la porterà nella meravigliosa Umbria e all’interno di un bel mistero che dovrà risolvere con il prezioso aiuto di alcuni personaggi ben caratterizzati.
Tra questi abbiamo un bell’uomo affascinante e affidabile, serio e ‘a posto’ che presto verrà affiancato da un secondo uomo molto meno ‘a posto’ ma che sicuramente risulterà altrettanto affascinante.
Inutile dire che l’intreccio si farà interessante pagina dopo pagina e, tralasciando un plot twist davvero un po’ forzato, la narrazione scorre bene fino al termine accompagnando il lettore verso un finale compiuto ma che lascia aperta la via a nuove avventure della protagonista.
Aspettiamo il secondo volume per sapere quale sarà il futuro di Domitilla e per passare il tempo in attesa dell’uscita ci starebbe un suo bel libro sotto pseudonimo!


Quarta di copertina: Domitilla Paciotti sa esattamente ciò che vuole. O quasi. Trent’anni, single incallita e una doppia identità da difendere: di giorno, Domitilla veste i panni della seria editrice della Memory Publishing, specializzata in biografie storiche e memoriali; di notte, scrive appassionanti romance erotici con lo pseudonimo di Tilly D. Powell. Due lati opposti del suo carattere, senza compromessi. Eppure, per salvare la sua azienda dalla bancarotta, qualche compromesso dovrà pur accettarlo. Così, dopo un faticoso rebranding e una strenua campagna di marketing, in redazione arrivano centinaia di manoscritti, tra cui un thriller mozzafiato a cui mancano le ultime venti pagine. Secondo Domitilla, è il romanzo giusto per rilanciare l’azienda. Peccato che il talentuoso autore sia scomparso nel nulla. Sbrogliare l’intricata trama del libro e scoprirne il finale sembra l’unica chiave per risolvere il mistero, ma di mezzo si metteranno una serie di delitti sepolti nel passato, un pazzo circolo letterario, un avvocato bello e pignolo e un viaggio nel cuore medievale dell’Umbria. “La ragazza con l’ampersand” è il primo romanzo della serie Libri & Misteri, in cui amore, segreti e ironia sono legati dalla passione per la parola scritta.


Chi è Ornella De Luca?

Ornella De Luca è nata nel 1991 a Messina, dove si è laureata in Teorie e tecniche della comunicazione giornalistica e dell’editoria. Ha pubblicato romanzi storici e fantasy prima di approdare a Youfeel Rizzoli. Scrive per il sito ‘900letterario e tiene il blog ildiariodiornella.com.

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Nina sull’argine, Veronica Galletta – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Minimum Fax | Prezzo: € 16,00 | Data di pubblicazione: 6 ottobre 2021

Quarta di copertina: Caterina è al suo primo incarico importante: ingegnere responsabile dei lavori per la costruzione dell’argine di Spina, piccolo insediamento dell’alta pianura padana. Giovane, in un ambiente di soli uomini, si confronta con difficoltà di ogni sorta: ostacoli tecnici, proteste degli ambientalisti, responsabilità per la sicurezza degli operai. Giorno dopo giorno, tutto diventa cantiere: la sua vita sentimentale, il rapporto con la Sicilia terra d’origine, il suo ruolo all’interno dell’ufficio. A volte si sente svanire nella nebbia, come se anche il tempo diventasse scivoloso e non si potesse opporre nulla alla forza del fiume in piena. Alla ricerca di un posto dove stare, la prima ad avere bisogno di un argine è lei stessa. È tentata di abbandonare, dorme poco e male. Ma, piano piano, l’anonima umanità che la circonda – geometri, assessori, gruisti, vedove di operai – acquista un volto. Così l’argine viene realizzato, in un movimento continuo di stagioni e paesaggi, fino al giorno del collaudo, quando Caterina, dopo una notte in cui fa i conti con tutti i suoi fantasmi, si congeda da quel mondo. Con una lingua modellata sull’esperienza, Veronica Galletta ha scritto un apologo sulla vulnerabilità che si inserisce in un’ampia tradizione di letteratura sul lavoro, declinandola in maniera personale.


Chi è Veronica Galletta?

Se dovessi ricostruire la mia vita in maniera letteraria, di certo il primo elemento sarebbero i luoghi.
Sono nata in Sicilia per caso, o per volontà altrui, che poi forse è la stessa cosa; la mia famiglia infatti viveva già in Sardegna, a Ozieri, dove sono stata fino alla terza elementare.
Poi il ritorno in SiciliaSiracusa, fino al liceo, Catania per l’università, Genova per il dottorato, Parma per il primo lavoro, Livorno per un altro lavoro ancora, e il cambiamento. La SiciliaSiracusa, l’isola di Ortigia, rimangono un punto fermo del mio immaginario, con il quale, come tutti i siciliani, confrontarmi e fare i conti.
Sull’isola di Ortigia ho ambientato il mio primo romanzo Le isole di Norman, già finalista nella XXVIII edizione del Premio Calvino nel 2015, pubblicato nella primavera 2020 per i tipi di Italo Svevo Edizioni, premiato al Premio Campiello Opera Prima 2020, nella cinquina dei finalisti della 5° edizione del Premio Fondazione Megamark 2020 e nella sestina dei finalisti del Premio Wondy di letteratura resiliente 2021.
Ho fatto studi scientifici, e sono laureata in ingegneria civile idraulica, ho un dottorato in ingegneria idraulica, ho studiato e lavorato con fiumi e con mari. L’idraulica fluviale resta il mio grande amore, e a lei ho dedicato il mio secondo romanzo, Nina sull’argine, uscito nell’Ottobre del 2021 per i tipi di minimum fax.
Ho scritto racconti pubblicati su riviste on line e cartacee.
Ho scritto reportage narrativi contenuti nei volumi collettivi: ne Gli estinti, per CTRL magazine; in Circospetti ci muoviamo, per i tipi di effequ; in Toscana, l’atelier della bestemmia, per i tipi di Les Flaneurs edizioni.
Ho scritto la prefazione al romanzo La madre di Grazia Deledda, per i tipi di Alessandro Polidoro Editore.
Sulla rivista I libri degli altri ho risposto alla domanda Perché scrivo.
Collaboro con il blog di Donne Difettose, dove tengo una rubrica  dal titolo L’angolo della matrigna. Qui c’è la mia biografia difettosa.
Ho sempre in cantiere delle storie. Le storie mi fanno compagnia, mi consolano, mi danno coraggio. Storie con i bambini, ragazzi, storie nere, storie a Livorno, la città in cui vivo. Nonostante gli anni trascorsi, coltivo il mio occhio estraneo, dal quale guardare il mondo.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea

e poi saremo salvi, Alessandra Carati – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Mondadori | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 20 aprile 2021

Quarta di copertina: Aida ha appena sei anni quando, con la madre, deve fuggire dal piccolo paese in cui è nata e cresciuta. In una notte infinita di buio, di ignoto e di terrore raggiunge il confine con l’Italia, dove incontra il padre. Insieme arrivano a Milano. Mentre i giorni scivolano uno sull’altro, Aida cerca di prendere le misure del nuovo universo. Crescere è ovunque difficile, e lei deve farlo all’improvviso, da sola, perché il trasloco coatto ha rovesciato anche la realtà dei suoi genitori. Nemmeno l’arrivo del fratellino Ibro sa rimettere in ordine le cose: la loro vita è sempre “altrove” – un altrove che la guerra ha ormai cancellato. Sotto la piena della nostalgia, la sua famiglia si consuma, chi sgretolato dalla rabbia, chi schiacciato dal peso di segreti insopportabili, chi ostaggio di un male inafferrabile. Aida capisce presto che per sopravvivere deve disegnarsi un nuovo orizzonte, anche a costo di un taglio delle radici. “E poi saremo salvi” è insieme un romanzo di formazione, una saga familiare, l’epopea di un popolo; ma è soprattutto il racconto di come una piccola, densa vicenda privata può allargarsi fino a riflettere la tensione umana alla “casa”, il posto del cuore in cui ci riconosciamo.


Chi é Alessandra Carati?

Alessandra Carati vive a Milano.
Fino al 2010 ha svolto attività formativa e autorale per cinema e teatro.
Il suo libro, Bestie da vittoria, scritto con Danilo Di Luca, è uscito nella primavera del 2016 per Piemme ed è diventato un bestseller nel suo genere. L’edizione francese di Bestie da vittoria è uscita nel 2017 per City Editions.
Per Einaudi Stile Libero nel 2017 è uscito La via perfetta scritto con Daniele Nardi.
E poi saremo salvi (Mondadori) è il suo primo romanzo.
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Nova, Fabio Bacà – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Adelphi | Prezzo: € 18,05 | Data di pubblicazione: 7 Ottobre 2021

Quarta di copertina: Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all’università, e usa nel suo mestiere di neurochirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce della vita non elettrizzante che conduce nella Lucca suburbana: l’estremismo vegano di sua moglie, ad esempio, o l’inspiegabile atterraggio in giardino di un boomerang aborigeno in arrivo dal nulla. Ma in quei suoni familiari e sedati si nasconde una vibrazione più sinistra, che all’improvviso un pretesto qualsiasi – una discussione al semaforo, una bega di decibel con un vicino di casa – rischia di rendere insopportabile. È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo, enigmatico maestro, Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, non si sa. O si preferisce non sapere.


Chi è Fabio Bacà?

Fabio Bacà è nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto, dove vive e lavora. Si è occupato di giornalismo per qualche anno prima di approdare all’insegnamento delle ginnastiche dolci. Ha scritto alcuni racconti brevi e un romanzo inedito. Nel 2019 Adelphi ha pubblicato il suo esordio Benevolenza cosmica.
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Niente di vero, Veronica Raimo – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 1 febbraio 2022

Quarta di copertina: La lingua batte dove il dente duole, e il dente che duole alla fin fine è sempre lo stesso. L’unica rivoluzione possibile è smettere di piangerci su. In questo romanzo esilarante e feroce, Veronica Raimo apre una strada nuova. Racconta del sesso, dei legami, delle perdite, del diventare grandi, e nella sua voce buffa, caustica, disincantata esplode il ritratto finalmente sincero e libero di una giovane donna di oggi. “Niente di vero” è la scommessa riuscita, rarissima, di curare le ferite ridendo. «All’inizio c’è la famiglia. Veronica Raimo racconta che, specialmente se si è figlie, quell’inizio combacia con la fine» (Domenico Starnone). «Leggere questo romanzo è una festa. Ma molte pagine sono ferite da medusa: bruciano alla distanza» (Claudia Durastanti). Prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da Fleabag al Lamento di Portnoy, aggiungete l’uso spietato che Annie Ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in Italia ancora non c’era. Veronica Raimo sabota dall’interno il romanzo di formazione. Il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. All’origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. Circondata da questa congrega di famigliari difettosi, Veronica scopre l’impostura per inventare se stessa. Se la memoria è una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identità, allora il comico è una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all’indicibile. In questa storia all’apparenza intima, c’è il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell’energia paralizzante che può essere la famiglia, dell’impresa sempre incerta che è il diventare donna. Con una prosa nervosa, pungente, dall’intelligenza sempre inquieta, Veronica Raimo ci regala un monologo ustionante. «Veronica Raimo è l’unica che mi ha fatto ridere ad alta voce con un testo scritto in prosa da quando ero adolescente» (Zerocalcare).


Chi è Veronica Raimo?

Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978. Ha pubblicato i romanzi: “Il dolore secondo Matteo” per minimum fax (2007), “Tutte le feste di domani” per Rizzoli (2013), “Miden” per Mondadori (2018) tradotto in USA, UK e Francia, e “Niente di vero” per Einaudi (2022). Nel 2019 ha pubblicato per Feltrinelli la raccolta di poesie “Le bambinacce” scritto con Marco Rossari. Nel 2012 ha scritto la sceneggiatura del film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio. Traduce dall’inglese per diverse case editrici, tra gli autori: F. Scott Fitzgerald, Ray Bradbury, Octavia E. Butler. Ha scritto su varie testate, tra cui “Il Manifesto”, D-La Repubblica”, “Amica”, “Robinson”, “Rivista Studio”, “Linus”, “Rolling Stone” e oggi collabora con “TTL” e “Il tascabile”.

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Randagi, Marco Amerighi – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Bollati Boringhieri | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 26 agosto 2021

Quarta di copertina: A Pisa, in un appartamento zeppo di quadri e strumenti musicali affacciato sulla Torre pendente, Pietro Benati aspetta di scomparire. A quanto dice sua madre, sulla loro famiglia grava una maledizione: prima o poi tutti i Benati maschi tagliano la corda e Pietro – ultimogenito fifone e senza qualità – non farà eccezione. Il primo era stato il nonno, disperso durante la guerra in Etiopia e rimpatriato l’anno dopo con disonore. Il secondo, nel 1988, quello scommettitore incallito del padre, Berto, tornato a casa dopo un mese senza il mignolo della mano destra. Quando uno scandalo travolge la famiglia, Pietro si convince che il suo turno è alle porte. Invece a svanire nel nulla è suo fratello maggiore Tommaso, promessa del calcio, genio della matematica e unico punto di riferimento di Pietro; a cui invece, ancora una volta, non accade un bel niente. Per quanto impegno metta nella carriera musicale, nell’università o con le ragazze, per quanto cambi città e nazione, per quanto cerchi di tagliare i ponti con quel truffatore del padre o quella ipocondriaca della madre, la sua vita resta un indecifrabile susseguirsi di fallimenti e delusioni. Almeno finché non incontra due creature raminghe e confuse come lui: Laurent, un gigolò con il pallino delle nuotate notturne e l’alcol, e Dora, un’appassionata di film horror con un dolore opposto al suo. E, accanto a loro, finalmente Pietro si accende. Con una trama ricca di personaggi sgangherati e commoventi, e una voce in grado di rinnovare linguaggi e stili senza rinunciare al calore della tradizione, “Randagi” è un romanzo sulla giovinezza e su quei fragilissimi legami nati per caso che nascondono il potere di cambiare le nostre vite. Un affresco che restituisce tutta la complessità di una generazione: ferita, delusa e sradicata dal mondo, ma non ancora disposta a darsi per vinta.


Marco Amerighi (Pisa, 1982), laureato in Letteratura spagnola, ha conseguito un dottorato in Letterature straniere moderne. Vive a Milano, dove lavora come traduttore letterario per varie case editrici. Le nostre ore contate (Mondadori 2018) è il suo primo romanzo. Nel 2019 con i Zen Circus pubblica Andate tutti affanculo, edito Mondadori. Del 2021 è Randagi (Bollati Boringhieri).

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Spatriati, Mario Desiati – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 20,00 | Data di pubblicazione: 27 aprile 2021

Quarta di copertina: Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano più. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant’anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d’Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo “Candore” torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell’indagare i dettagli più ruvidi dell’istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell’atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l’acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull’appartenenza e l’accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.


Chi è Mario Desiati?

Mario Desiati è originario di Martina Franca, ha pubblicato tra gli altri: Il libro dell’amore proibito (Mondadori 2013) e Mare di Zucchero (Mondadori 2014). Per Einaudi ha pubblicato Candore (2016 e 2021) e Spatriati (2021).