Pubblicato in: approfondimento, tratti da libri

Persuasione di Jane Austen vs Persuasione di Netflix – recensione

“Non conversavano insieme, non si parlavano se non per scambiarsi i saluti richiesti dalla più elementare buona educazione.
Una volta avevano rappresentato tanto l’uno per l’altra! Ora nulla! Vi era stato un tempo in cui, avrebbero trovato estremamente difficile smettere di parlare tra loro. […] non potevano esservi stati altri due cuori così aperti, altri gusti così simili, altri sentimenti così all’unisono, altri volti così amati.
Ora erano come estranei; no, peggio che estranei, poiché non avrebbero mai potuto diventare amici.
La loro era un’estraneità perpetua.”

Credevamo che la fortunata serie Bridgerton del mondo Shondaland, di cui abbiamo ampiamente parlato qui, ci avesse ormai abituato ad un taglio più moderno ed all’avanguardia, ma evidentemente non si era fatto i conti con i fan di Jane Austen.
La nuova trasposizione cinematografica, tratta dal romanzo Persuasion di una delle scrittrici più conosciute nel panorama della narrativa neoclassica a livello mondiale, è uscito da poco più di una settimana ed è già stato fortemente stroncato dalla critica e dai fan accaniti della Austen.
Terzo adattamento cinematografico di questo romanzo, dopo quello del 1995 e del 2007, è diretto da Carrie Cracknell, regista teatrale per la prima volta dietro una macchina da presa. Nei panni dell’eroina anticonformista Anne Elliot c’è Dakota Johnson che parla direttamente agli spettatori, rompendo la quarta parete.
Diverso, e forse fin troppo a dire di molti.
Persuasione non ha convinto in quanto considerato troppo moderno.
Se lo prendete non paragonandolo al romanzo, sappiate che non è male: è leggero e la particolarità sta proprio nel fatto che la protagonista parla direttamente agli spettatori.
E’ anche vero che siamo stati abituati a Pride & Prejudice (2005) capolavoro di Joe Wright – si riguarda ciclicamente ogni anno – e dal più recente Emma (2020) diretto da Autumn de Wilde con una splendida Anya Taylor-Joy nei panni della protagonista ed è plausibile che all’inizio si possa rimanere spiazzati, soprattutto per il linguaggio non adatto all’epoca e per i costumi che non appartengono al periodo regency, ma il film non è inguardabile.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma dopo aver guardato il film su Netflix sono andata a leggere il romanzo e devo dire che in alcune parti mi stavo davvero addormentando.
In soldoni, esiste nell’universo cinematografico qualche film decisamente peggiore.

Persuasione è l’ultimo romanzo scritto dalla Austen prima della sua morte. Il titolo, a quanto si dice non scelto dall’autrice, si riferisce al fatto che la giovane Anne Elliot, figlia di un baronetto, viene persuasa a rompere il fidanzamento ed a non sposare il marinaio Frederick Wentworth in quanto povero e non adatto ad una donna del suo rango.
Otto lunghi anni dopo i due si rincontrano: lei è ancora sola ed è ancora circondata dalla sua fastidiosa famiglia bigotta, lui al contrario ora è Capitano ed è ricco. [me cojoni!… e scusate il francesismo. ]
Tra incontri voluti probabilmente dalla provvidenza, sguardi e sospiri, silenzi e brevi frasi, alla fine tutto ovviamente sarà risolto e vivranno tutti più o meno felici e contenti.
Come ogni eroina di Jane Austen che si rispetti avrà il suo lieto fine.

A cura di Rossella Zampieri

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