Pubblicato in: #recensione, Narrativa contemporanea

Ti odio, anzi no, ti amo – Sally Thorne – RECENSIONE

Abbiamo parlato il mese scorso di The Hating Game, in occasione di San Valentino e curiosa come un gatto non potevo che leggere il romanzo che ha scatenato le romantiche di tutto il mondo, compresa me.
Non avevo alte aspettative, anche perché ho scoperto il romanzo, esordio di Sally Thorne, grazie alla pellicola cinematografica e avevo già i sudori freddi aspettando un film che non avesse niente a che fare con il romanzo ed un libro con i soliti cliché di un romanzo rosa. All’inizio appare proprio così, come un grande classico: lei odia lui, lui odia lei e poi alla fine…
In effetti la quarta di copertina trae in inganno, ma sono rimasta piacevolmente stupita.
Non è il solito romanzo rosa.
Ora, non lo considero un romanzone, ma rispetto a molti altri ha decisamente del potenziale. Scritto bene, la lettura è scorrevole e fluida e si ride anche, che non guasta mai.
Il film, strano ma vero, è simile al romanzo, ma come è ovvio tutte le sfaccettature del libro il film non può certo darle.
Durante la lettura del romanzo ci sono degli aspetti interessanti non presenti nel film. Consiglio per chi ha letto il libro di guardare il film e viceversa.
Non si distruggono uno con l’altro ed entrambi sono piacevoli.
Il finale è – come il miglior romanzo rosa che si rispetti – da carie, ma le romantiche come me apprezzeranno. Oltre ad iniziare a cercare un uomo nella realtà che somigli vagamente a Josh.
Vi avverto io, mie care, non esiste. Non in questo universo, per lo meno.


Quarta di copertina: Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il gioco degli sguardi, il gioco dello specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del gioco della grande promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

Pubblicato in: approfondimento, Narrativa contemporanea, tratti da libri

Ti odio, anzi no, ti amo! Sally Thorne – segnalazione

San Valentino è passato, ma Febbraio è chiaramente il mese del rosa e noi Bistrotte non possiamo non seguire le tradizioni (o almeno ci proviamo!) ed ecco che grazie a PrimeVideo abbiamo scoperto una nuova trasposizione cinematografica.
Di cosa parliamo?
Ma della nuova commedia romantica uscita proprio il giorno di San Valentino ‘The Hating Game‘ con Lucy Hale e Austin Stowell nel ruolo dei protagonisti.

Il romanzo è catalogato come hate to love, o anche enemies to lovers.
Non abbiamo ancora avuto modo di leggere il romanzo, ma sicuramente recupereremo per potervene parlare il prima possibile e vedere se il libro ed il film sono come al solito due cose totalmente diverse!

Casa Editrice: HarperCollins | Prezzo: € 14,90 | Data di pubblicazione: 13 ottobre 2016

Quarta di copertina: Lucy Hutton è convinta che l’impiegata modello si becchi, prima o poi, l’ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C’è il gioco degli sguardi, il gioco dello specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del gioco della grande promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde… meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell’orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull’odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un’innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?


Chi è Sally Thorne?

SALLY_FINAL_WEB.jpg

Sally Thorne è l’autrice bestseller della commedia romantica per ufficio The Hating Game (2016). È il suo romanzo d’esordio che ha venduto in oltre venticinque paesi ed è stato trasformato in un film importante, diretto da Peter Hutchings.
The Hating Game è stato nominato tra i primi 20 romanzi rosa del 2016 dal Washington Post ed è stato uno dei primi dieci finalisti nella categoria romance dei Goodreads Choice Awards. È stato citato come un libro che ha rinvigorito il genere della commedia romantica.
Il tanto atteso secondo romanzo di Sally, 99 Percent Mine, è stato pubblicato nel gennaio 2019 da William Morrow Books. Ha debuttato nell’elenco dei bestseller di USA Today ed è stato descritto da Goodreads come uno dei 28 migliori libri di successo della prima metà del 2019.
Sally ha firmato un altro contratto per due libri e sta attualmente lavorando al libro 4! Vive a Canberra, in Australia, e trascorre le sue giornate scrivendo, leggendo, bevendo tazze di tè e obbedendo a ogni capriccio di Delia the Pug e del suo dipinto Quarter Horse, Louie. Vive con suo marito in una casa piena di giocattoli vintage, troppi cuscini e una casa delle bambole infestata dai fantasmi.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo

La primavera perfetta, Enrico Brizzi – recensione

Scrivere questa recensione è disturbante. Potenzialmente potrebbe riassumersi così: è eccezionale, bellissimo e denso, ricco e realistico, talmente appassionante che sembra raccontare la tua vita; che diavolo fai ancora seduto lì? Corri a leggere il grandissimo nuovo libro di Enrico Brizzi!

Si può fare? Forse no, ecco la provenienza del disturbo. Come è possibile argomentare qualcosa per cui si è terribilmente entusiasti?
Quello che segue è quindi un tentativo sperimentale. Nel caso foste pigri direi che potete anche fermarvi qui. Il concetto credo sia chiaro.

Enrico Brizzi torna a far sentire la sua voce da narratore di altissimo livello e il risultato è un romanzo straordinario.



«Alla fine basta ricordare come ci si sentiva da giovani» spiego, e ora mi sembra di parlare al ragazzo che ero venticinque anni fa. «Non parlo del sentirsi perennemente sotto assedio e nemmeno dell’oscillare di continuo fra il sentimento di essere inadatti e la pretesa dell’invulnerabilità, ma del coraggio di credere ai sogni. Se c’è un segreto, è tutto qui»

Venticinque anni fa Brizzi era un ragazzo che aveva fatto il botto pubblicando ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’, romanzo dal quale si sarebbe dipanato il suo successo ma che sarebbe anche diventato il basto dal quale pare impossibile liberarsi. Trovare un articolo che parli dell’autore bolognese senza citare il suo primo, e purtuttavia mirabolante, romanzo d’esordio è sostanzialmente impossibile.
Ed infatti ecco che anche qui se ne parla eccome.
C’è da giustificarsi però, chi scrive questa recensione era ragazza, con pochi anni di differenza da Brizzi, quando ‘Jack’ era IL fenomeno editoriale. Fu uno di quei libri spartiacque, dopodiché ‘abbandonare’ il suo autore sarebbe diventato impossibile.
Quindi no, questa recensione non è assolutamente obiettiva.
MA.
Nonostante tutto è difficile non intravedere un capolavoro quando lo si legge. E questo lo è.
Un romanzo maturo e coinvolgente, ricco come la grassa terra delle colline bolognesi ma asciutto nella prosa, diretto e mai esagerato o esasperato. Perfetto.
Ironico e tagliente il romanzo racconta una meravigliosa storia d’amore. O forse di più.
Luca Fanti è piazzato bene, sembra. Bella moglie, due splendidi bambini e una casa nella operosa Milano, un lavoro invidiabile grazie al fratello campione di ciclismo.
Qualcosa in questo quadretto impeccabile comincia ad incrinarsi e presto un vorticoso turbine trascina il protagonista in un crescendo di avversità fino a quando pare tutto perduto. Lui appare perduto.
Ma sarà così? O ci sarà una primavera dopo l’inverno?

Le disfatte, mi dico ora, non sono tutte uguali. Se c’è qualcosa che fa la differenza tra la resa senza quartiere e ottenere l’onore delle armi, sta nella dignità che porta a lottare sino all’ultimo.
[…]
È servito sprofondare per intero in questo disastro, per intravedere una luce. L’affetto sconfinato dei miei figli. La soddisfazione di rispondere che la mia lealtà non è in vendita. La sorpresa che esiste ancora, su questo pianeta, una donna per la quale vale la pena sospendere ogni diffidenza e sentirsi emozionati.

La copertina ritrae un uomo che cammina su una fune tesa in mezzo alle montagne. Espressione della condizione umana, sempre mutevole, mai sicura e proprio per questo emozionante. Traballare, inciampare ma avere la forza di ritornare in equilibrio.
Tutto questo e tanto, tantissimo altro in 425 pagine divorabili in pochissimo ma che prenderanno più tempo ad essere digerite e metabolizzate, non è un libro leggero nonostante l’ironia e lo stile svelto e disinvolto.

La primavera perfetta di Enrico Brizzi | Bidon

Come un buon pezzo musicale (c’è anche una playlist dedicata su Spotify) pretende un po’ di ascolto prima di lasciarti davvero entrare.
L’ultima parte è una vera e propria bomba caratterizzata da uno stato di violenta e persistente emozione, passaggio obbligato verso la liberazione.
Al termine un vuoto, come se si fosse davvero su quella fune a guardare di sotto. E se si guarda bene è proprio così.
Un passo dopo l’altro. Con i giusti tempi per rifiatare. Camminando in una primavera perfetta.

✎©Bianca Casale


La primavera perfetta

Luca Fanti non avrebbe saputo dire qual era stato l’istante esatto in cui le cose avevano iniziato a mettersi male. Dopotutto era un uomo fortunato. Una moglie affascinante, due splendidi figli, un lavoro che in tanti gli invidiavano: fare il manager di suo fratello Olli, uno dei ciclisti più forti del mondo. Poi qualcosa aveva sbagliato, certo. Errori piccoli, ed errori grandi. E il castello delle sue certezze si era sgretolato. Il divorzio, gli alimenti impossibili da pagare, le accuse della figlia maggiore, perfino un processo per aggressione, una cosa ridicola, in fondo aveva solo tirato un pugno a un amico. Certo, con suo fratello l’aveva davvero fatta grossa… 



La primavera perfetta di Enrico Brizzi
Prezzo: €19.50
edito da Harper Collins Italia



Dicono dell’autore.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona

Enrico Brizzi (Bologna 1974) ha esordito a vent’anni con Jack Frusciante è uscito dal gruppo, al quale hanno fatto seguito Bastogne (1996), Tre ragazzi immaginari (1998) ed Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (1999). La passione dell’autore per i viaggi a piedi ha ispirato Nessuno lo saprà (2005), Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007), Gli Psicoatleti (2011) e Il sogno del drago (2017).
Tra i suoi ultimi titoli L’arte di stare al mondo (2013), Il matrimonio di mio fratello (2015) e Tu che sei di me la miglior parte (2018).