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La Libraia Tascabile, un podcast di Spotify

Non esiste il libro perfetto per tutti, ma esiste il libro perfetto per te.

Potrebbe essere l’incipit di un romanzo, di un romanzo che parla di libri ma in realtà è un podcast (contenuti audio diffusi via internet) chiamato appunto ‘La Libraia Tascabile’ di Cristina Di Canio, prodotto da Chora Media in esclusiva su Spotify.
Di cosa stiamo parlando?
Tutto parte nel lontano 2010 quando Cristina Di Canio, classe 1984, decide di lasciare un contratto a tempo indeterminato per aprire la sua libreria chiamata ‘la Scatola Lilla’ per via delle dimensioni e del colore delle pareti. Oltre ad essere una libraia è anche un formatrice di librai ed una consulente editoriale. Il 1 giugno 2022 è uscito il suo romanzo La libraia tascabile, edito da Giunti Editore. Per lei i social media sono una parte fondamentale della vita di un lettore perché citandola leggere è sempre condividere storie.

Una mattina d’autunno, in libreria arriva la mail di Alberto, un anziano cliente, con dentro l’identikit di una donna: “Non so niente di lei, se non che porta una borsa molto grande, verde acqua, in cui rifugia gli occhi e le mani quando qualcuno la guarda. Cerca qualcosa e non lo trova mai, secondo me fa solo finta, per non incrociare lo sguardo degli altri…”. Alberto sa che Cristina, la sua libraia, saprà trovare il libro giusto per questa donna schiva. E sa che quel libro, come una mano tesa, aprirà la porta a un incontro. Le librerie sono posti così: che a tintinnare sia la porta d’ingresso o la notifica di un messaggio dei lettori, da lì passano i fili di molte vite che intessono con i libri la tela invisibile di nuove storie. Tutto questo però non sarebbe possibile senza il quotidiano impegno di fare la spola con i grossisti, alzare la serranda, aprire scatole, spolverare copertine, gestire fatture e resi… Ci sarebbe da scoraggiarsi, ma la protagonista di queste pagine non aspira a essere una libraia qualunque, lei desidera farsi “libraia tascabile”: sa bene di non poter tenere nel suo piccolo negozio tutti i libri che vorrebbe, di non conoscere tutta la letteratura del mondo, ma vorrebbe poter scivolare nelle tasche dei suoi lettori come una di quelle edizioni economiche che, da ragazzi, ci hanno fatto innamorare per la prima volta. Perché un buon libraio è una creatura straordinaria, che sa far tornare i conti e organizzare eventi, che si sente parte di una grande rete fatta di persone e per questo non teme le nuove possibilità offerte dal web, che – soprattutto – legge instancabilmente i libri e gli animi di coloro che li cercano. In queste pagine la libraia tascabile ci racconta i suoi incontri, ci svela che cosa accade quando la serranda si abbassa, ci contagia con la sua incrollabile fiducia nel potere trasformativo delle parole.


[Se volete acquistare il romanzo cliccate qui!, altrimenti scorrete l’articolo per sapere di più sul podcast]


Dove eravamo rimasti? Ah sì…nel 2010 Cristina diventa la fiera proprietaria de ‘La scatola Lilla’ ed è così che comincia la sua avventura.
Avete presente quando andate in libreria, prendete in mano un libro, leggete la quarta di copertina e quel primo incontro fra voi e la storia non è andata a buon fine?
Ok, bene capita a tutti. Niente panico.
Poi fate dei giri lunghissimi – settimane, mesi, anni – e magari riprendete in mano quel romanzo scartato per svariati motivi e ecco che la storia vi divora e vi apre nuovi orizzonti? Ed ecco la magia.
Rileggendo e consigliando uno stesso titolo la libraia Cristina si è innamorata milioni di volte di diversi personaggi ed ha potuto viaggiare – senza ritardi di voli e senza passaporto! – in mondo di non sospettava neanche l’esistenza.

E ogni volta che ho trovato una storia ho subito voluto condividerla: “Per fortuna il libro non prevede monogamia!”. Il libro dev’essere amato da tantissime persone e amato in maniera diversa. Perché i libri sono questo, i libri sono vita. Ci sono lettori che li stropicciano, piegano le pagine, li sottolineano, anche con la penna! E altri che aprono le pagine con delicatezza. Ci sono lettori che prestano i propri volumi agli amici e altri che ne sono gelosi. E ci sono libri che abbiamo divorato in una notte e altri che ci aspettano in fondo a una pila, sperando che presto venga il loro turno.

La Libraia Tascabile” è quel podcast di cui non credevi di avere bisogno fino a quando non hai ascoltato il primo episodio. Dove i classici ed i titoli contemporanei vengono riscoperti e scoperti e tu vorrai avere subito il libro tra le mani per poterlo leggere.
La Libraia Tascabileè il podcast che ha la capacità di raccontare la letteratura al di là del tempo perché non è importante quando questi libri siano usciti freschi dalla tipografia, l’importante è quanto ancora siano capaci di parlarci, di emozionarci e di farci viaggiare in mondi a noi ancora sconosciuti.

Noi siamo arrivate all’episodio 4, abbiamo già tipo 5 libri in coda da leggere e manca poco alle vacanze.
Sinceramente? Non vediamo l’ora!

Pubblicato in: #recensione, Narrativa contemporanea, Romanzo

Recensione: Follia, Patrick McGrath

«Già, l’amore» dissi. «Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?».
Qui Stella fece un’altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: «Se non lo sai non posso spiegartelo».
«Allora non si può definire? Non se ne può parlare? È una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient’altro. Esiste, e basta».
«Queste sono parole, Peter» mormorò Stella.

Perchè?
Durante la lettura di “Follia” mi sono fatta questa domanda più e più volte, senza riuscire a trovare davvero una risposta. Mi sono anche domandata se io potrei mai cadere in un amore del genere – così ossessivo, autodistruttivo e malato – all’apparenza di punto in bianco.
Perché si precipita in questa spirale?
Ci sono persone predisposte o forse è solo la noia a spingere la mente umana a cedere?
Perché la psiche ceda effettivamente a questo tipo di ossessioni è una domanda che molti si sono posti e hanno studiato a fondo la cosa e forse, non mi sono informata al riguardo, non hanno ancora trovato una vera e propria risposta.
La mente umana è “famosa” per essere solita arrendersi a dei colpi di testa (ehm), le pagine di cronaca ne sono piene!
Ma cosa scatta? E perché scatta?
Ansia.
Un altro sentimento che mi viene in mente per tentare di spiegarvi cosa ho provato leggendo questo romanzo. Subito dopo seguono le parole: cupo, amaro, spietato.
E badate bene, in questo contesto specifico non le considero proprio parole negative.
La prima volta che ho sentito parlare di “Follia” stavo passeggiando con una mia amica, in una finta giornata primaverile e Shirin con passione mi ha raccontato la trama e mi ha molto incuriosita, anche se non ero certa di volerlo leggere: qualcosa non mi convinceva.
Tempo una settimana ed il libro era tra le mie mani pronto per essere letto.
Non so ancora dirvi in che senso, se positivo o negativo, ma la prima impressione che ho avuto leggendo i primi capitoli è stata: “Accidenti, ma sei sicura di cosa stai leggendo?”
Non posso dire che sia un brutto libro perché non sarei sincera: non è scritto male, anzi il ritmo è incalzante e vuoi capire che cosa succede, o almeno speri che alla fine qualcuno te lo spieghi.
La lettura ti prende e ti tiene incatenato al racconto pacato, a tratti compassionevole, di Peter Cleave, lo psichiatra che si ritrova ad avere in cura questi due amanti sfortunati.
Un po’ di amaro in bocca me lo ha lasciato.
La trama è ben strutturata, i personaggi sono molto ben caratterizzati – soprattutto Stella – ed alla fine, come descritto nella copertina bisognerà fare una scelta e decidere se la “follia” che caratterizza tutto il romanzo è solo nell’amore vissuto da Edgar e Stella o se è anche in Peter.
A mio parere è solamente nell’amore – sarebbe meglio dire nell’ossessione perché quello che i due provano l’uno per l’altra, per me, non è amore – dei due protagonisti.
Per concludere, lo consiglio perché come romanzo mi è piaciuto ed è un’ottima lettura.
Un viaggio nella testa, nella psiche può essere davvero affascinante, ma anche agghiacciante. Questo romanzo fa anche ragionare e domandare: potrebbe mai capitare a me? E se capitasse, sarei in grado di uscirne?
Un romanzo che fa riflettere sulle proprie debolezze e sulle proprie forze.

Da questo libro è stato tratto anche un film del 2005 “Asylum” diretto da David Mackenzie che non ho ancora visto, ma rimedierò al più presto.


Quarta di copertina: Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

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Dicono dell’autore

Patrick McGrath, scrittore inglese, è nato a Londra nel 1950. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.
A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo. Tra gli altri suoi libri si ricorda: Racconti di follia (La Nave di Teseo, 2020).
Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005.

Recensione a cura di Rossella Zampieri