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Quel maledetto Vronskij, Claudio Piersanti – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Rizzoli | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 30 marzo 2021

Quarta di copertina: La storia di un uomo che non crede alla fine di un amore. Un romanzo di ossessioni, tenacia e tenerezza. “Perdonami, sono tanto stanca. Non mi cercare”. Solo questo lascia scritto Giulia, prima di scomparire nel nulla. E suo marito Giovanni, nella casa improvvisamente vuota, si sente un naufrago. Il loro è un amore fatto di cose minime: la colazione al mattino, con le fette imburrate e la marmellata; un bacio volante prima di andare al lavoro e un altro più lungo la sera, quando lui torna dalla tipografia con le dita sporche d’inchiostro; abbracciarsi in giardino, tra le rose che lei ha potato con cura. Dopo una vita insieme, non hanno ancora perso la voglia di farsi felici l’un l’altra. O almeno, così credeva lui. Adesso Giovanni, in cerca di risposte, guarda tra i libri di Giulia e dagli scaffali pesca il più voluminoso: Anna Karenina. Comincia a leggere. E si convince che sua moglie abbia trovato un altro uomo, un amante focoso, un maledetto Vronskij. Geloso e amareggiato, si chiude in tipografia, deciso a creare una copia unica del capolavoro di Tolstoj: carta pregiata, copertina in pelle, nella speranza, un giorno, di farne il suo ultimo pegno d’amore per Giulia. Ma la vita non è un romanzo, procede per strappi lievi e imprevedibili. Quando il mistero della scomparsa si svela, Giovanni capisce che c’è sempre qualcosa che ci sfugge, e tutto ciò che possiamo fare è smettere di averne paura.


Chi è Claudio Piersanti?


(Canzano, Teramo 1954) scrittore italiano. A lungo giornalista scientifico, ha ritratto nei suoi romanzi la quotidianità di uomini e donne comuni alle prese con il malessere sociale e la solitudine, e con una scrittura asciutta e quasi cruda ne aggira il pudore cogliendoli nella profondità dei sentimenti (L’amore degli adulti, 1989; Luisa e il silenzio, 1997, premio Viareggio; L’appeso, 2000; Il ritorno a casa di Enrico Metz, 2006). Fonte immagine: sito editore Feltrinelli.

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Spatriati, Mario Desiati – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 20,00 | Data di pubblicazione: 27 aprile 2021

Quarta di copertina: Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano più. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant’anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d’Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo “Candore” torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell’indagare i dettagli più ruvidi dell’istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell’atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l’acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull’appartenenza e l’accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.


Chi è Mario Desiati?

Mario Desiati è originario di Martina Franca, ha pubblicato tra gli altri: Il libro dell’amore proibito (Mondadori 2013) e Mare di Zucchero (Mondadori 2014). Per Einaudi ha pubblicato Candore (2016 e 2021) e Spatriati (2021).
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Sfida all’ultimo bacio, Anna Premoli – segnalazione

Casa Editrice: Newton Compton Editore | Prezzo: € 9,90 | Data di pubblicazione: 2 Maggio 2022

Quarta di copertina: Alicia Garcia e Anderson Douglas provengono da due mondi assolutamente diversi, eppure il loro primo incontro – durante una serata di gala – è destinato a rimanere memorabile. Anderson, rampollo di una potente famiglia della Georgia, è tornato ad Atlanta per presiedere una raccolta fondi al posto del nonno, senatore da decenni, ma al momento fuori gioco per un problema di salute. Alicia invece si è “infiltrata” alla festa per carpire qualche segreto sulla fazione politica avversa. Sulla carta Anderson e Alicia non hanno nulla in comune, anzi, sono dichiaratamente nemici. Eppure le loro strade sembrano destinate a incrociarsi in molte altre occasioni. E se alla fine scoprissero che le loro idee non sono così distanti, almeno non su tutto?


Chi è Anna Premoli?

È nata nel 1980 in Croazia; vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Il suo romanzo d’esordio, Ti prego lasciati odiare, è stato un libro fenomeno: per mesi ai primi posti nella classifica, ha vinto il Premio Bancarella. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurroFinché amore non ci separiTutti i difetti che amo di teUn giorno perfetto per innamorarsiL’amore non è mai una cosa sempliceL’importanza di chiamarti amoreÈ solo una storia d’amoreUn imprevisto chiamato amoreNon ho tempo per amartiL’amore è sempre in ritardoQuesto amore sarà un disastroMolto amore per nullaTutto a posto tranne l’amoreNon sono una signora Sfida all’ultimo bacio. Tutti bestseller, tradotti in diversi Paesi.

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ANTEPRIMA: Un raggio di buio, il nuovo libro di Ethan Hawke

Uscirà il 30 marzo 2022, edizione SUR, il nuovo romanzo di Ethan Hawke dal titolo ‘Un raggio di buio’ (A bright ray of darkness).
Hawke è (forse) più famoso come attore ma è anche regista, sceneggiatore e scrittore affermato, questa è la quarta opera letteraria (tradotta in italiano) del noto autore/attore/cineasta americano, dopo il promettente esordio del 1996 con L’amore giovane e la conferma con Mercoledì delle Ceneri, seguiti da Le regole del cavaliere (edizioni Sonda).

A PROPOSITO DI Un raggio di Buio

La copertina dell’edizione Knopf (2 febbraio 2021)

L’appassionante storia di un giovane che fa il suo debutto a Broadway in Enrico IV proprio mentre il suo matrimonio implode: un “romanzo spiritoso, saggio e sincero” (Washington Post) sull’arte, l’amore e la fama.

Il romanzo, al posto dei capitoli ha un prologo e 5 ‘atti’, è una forma di meditazione su fama e celebrità e sul potere redentore e curativo dell’arte; un ritratto delle devastazioni e della delusione che lascia un divorzio; una commovente considerazione sulla paternità e sull’essere uomini oggi; un romanzo intriso di rabbia e sesso, desiderio e disperazione; indubbiamente anche un’appassionata lettera d’amore al mondo del teatro,  Un raggio di buio mostra la qualità di Ethan Hawke come romanziere come mai prima d’ora.

Il narratore del romanzo è un giovane tormentato, disgustato da se stesso dopo il fallimento del suo matrimonio, in parte spera ancora in una riconciliazione che gli permetta di perdonarsi e andare avanti mentre goffamente, e talvolta in maniera esilarante, cerca di gestire le macerie della sua vita personale con whisky e sesso. Ciò che lo salva è il teatro: in particolare, la sfida di interpretare il ruolo di Hotspur in una produzione di Enrico IV sotto la guida di un brillante regista. 
Bruciante, crudo e assolutamente travolgente, Un raggio di buio è un romanzo da non perdere.

William è un giovane attore di talento che ha raggiunto il successo a Hollywood e ha davanti una nuova sfida: debuttare a Broadway nell’Enrico IV di Shakespeare. Ma alla vigilia dell’inizio delle prove una sua scappatella finisce su tutti i giornali e i siti di gossip: William dovrà gestire una seria crisi familiare insieme alle dinamiche di gruppo all’interno della compagnia teatrale, in vista di una delle performance più importanti della sua carriera. Un romanzo autobiografico e corale che racconta con sincerità, intelligenza e grande verve narrativa la tensione fra vita privata e immagine pubblica, e alla possibile disumanità della fama e del successo contrappone la potenza della creazione artistica.

A PROPOSITO DI Ethan Hawke

Nasce in Texas nel 1970 ma si trasferisce da bambino nel New Jersey con la madre, e inizia a prendere lezioni di recitazione. Frequenta la West Windsor-Plainsboro High School (ora più nota con il nome di West Windsor-Plainsboro High School South) e la Hun School of Princeton. Figurò in commedie teatrali scolastiche come Santa Giovanna di George Bernard Shaw. Si è iscritto due volte al programma di inglese della New York University ed è fondatore e direttore artistico della prima compagnia teatrale della città di New York, la Malaparte Theater Company. Ha anche frequentato la Packer Collegiate Institute a Brooklyn. Ha recitato in film di grandissimo successo come L’attimo fuggenteGiovani, carini e disoccupatiPrima dell’albaGattacaOnora il padre e la madre e Training Day, per il quale ha ricevuto una nomination all’Oscar. Nel 2005 è stato candidato all’Oscar anche come sceneggiatore, per Prima del tramonto. Alla carriera cinematografica unisce da sempre quella teatrale, sia come attore (è stato diretto da Tom Stoppard e Sam Mendes), che come regista. L’amore giovane, il suo romanzo d’esordio, è stato seguito da Mercoledì delle Ceneri e Le regole del cavaliere.

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I nostri cuori chimici, Krystal Sutherland – recensione

« Ti hanno corrotto con questa stronzata che “l’amore è pazienza, l’amore è gentilezza” fin da quando eri piccolo. Ma l’amore è scienza. Voglio dire, si tratta solo di una reazione chimica nel cervello. A volte la reazione dura una vita, ripetendosi costantemente. Altre no. Altre si trasforma in una supernova e inizia a spegnersi. Siamo solo dei cuori chimici. Questo rende l’amore meno folgorante? Non penso. Ecco perché non capisco perché la gente dica sempre ” il cinquanta percento dei matrimoni finisce in divorzio” come giustificazione per non sposarsi. Solo perché un amore finisce non significa che non sia stato vero amore.»

Quando ci si avvicina ad un romanzo definito ‘YA’ subito scatta la presunzione di avere a che fare con contenuti poco profondi, probabilmente banali e con uno sviluppo di trama quantomeno scontato. In alcuni casi questo è vero, in questo caso in particolare non è così.
I personaggi non sono adolescenti patinati e straordinariamente belli, non sono angeli/demoni/prescelti/stregoni/fate, non sono particolarmente ricchi e non vivono in nessun posto pazzesco e incredibile. Vivono in qualche città abbastanza normale e appartengono in gran parte alla middle class, frequentano una scuola ordinaria che non è il liceo fighetto e nemmeno la scuola devastata con i metal detector.
Attraversiamo la narrazione in velocità grazie alla scrittura brillante e fluida che rende il protagonista, molto ben caratterizzato, un buon amico nel giro di poche pagine. Molto azzeccate anche le varie citazioni sparse all’interno del romanzo che vi faranno sorridere.
Facile immedesimarsi nel personaggio di Henry Page, con i suoi amici, la famiglia e i sogni nel cassetto, meno facile il contraltare femminile, Grace Town, tutto da scoprire mano mano che la storia si dipana.
Nulla di scontato dunque in questi ‘cuori chimici’, nessuno (o quasi) stereotipo mainstream per la classica storia d’amore adolescenziale. Ci sono due persone che crescono in un rapporto difficile che forse è amore o forse è dipendenza, forse è un rapporto tossico o forse è quello che ci voleva per poter fare un passo avanti nella vita.
Un romanzo ricco e forte, numerosi i personaggi ‘secondari’ che ci piacerebbe conoscere meglio, prima di tutto la sorella maggiore Sadie e lo stravagante Murray.
Perfetto per giovani adulti ma sicuramente apprezzabile da tutti quelli che hanno ancora un po’ di verve adolescenziale.

Le persone non hanno anime gemelle. Le persone si creano la loro anima gemella.

Henry Page non è fisicato, non è famoso nei corridoi della scuola, è appassionato di scrittura, dotato di un sense of humor molto sviluppato, fondamentalmente è un bravo ragazzo che non è mai stato innamorato. Grace Town irromperà nella sua vita con un carico di mille megatoni, e ci vorrà un bel po’ prima che Henry possa venire a capo, per quanto possibile, del puzzle di pezzi componenti questa ragazza così strana.
Henry Page è uno di noi mentre Grace è l’outsider. Ma è davvero così?
Impossibile andare avanti senza fare spoiler, da noi sono vietati, quindi conviene fermarsi qui.
Il libro funziona ed è una spanna sopra molte pubblicazioni considerabili simili, certamente un buon romanzo con contenuti non banali e una profondità maggiore di quella che ci si potrebbe aspettare.

Perché non vali meno della polvere di stelle, ma tutto ciò che posso regalarti è sporcizia.



Il film omonimo tratto dal romanzo (che trovate su Amazon prime video) è inferiore da questo punto di vista ma è comunque di un ottimo livello, gli interpreti sono azzeccati (Grace interpretata da Lily Reinhart e Henry interpretato da Austin Abrams) e il personaggio di Henry Page è tratteggiato correttamente, lo sviluppo narrativo perde molti colpi in gara con il corrispettivo cartaceo ma vince in simpatia e la semplificazione della storia è piuttosto riuscita. Rimane vincente la figura della sorella maggiore, forse in questa versione persino migliore.

Riassumendo: da leggere se si apprezzano romanzi con una buona dose di romanticismo ma non scontati e, diciamolo, patetici. Il film è un sicuramente un buon modo per farsi un’idea e capire se merita la pena.
Per noi sì.

a cura di Bianca Casale


Quarta di copertina: Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con un bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry sempre di più.


Chi é l’autrice?

Krystal Sutherland è un’autrice pubblicata a livello internazionale. Il suo primo romanzo, Chemical Hearts, è stato pubblicato in oltre 20 paesi ed è stato nominato dall’American Booksellers Association come uno dei migliori debutti del 2016. L’adattamento cinematografico, prodotto da Amazon Studios, vede protagonisti Lili Reinhart (Riverdale) e Austin Abrams (Dash &Lili, Euphoria); Sutherland è stato produttore esecutivo del progetto. 
Il suo secondo romanzo, A Semi-Definitive List of Worst Nightmares , è stato pubblicato con successo di critica nel 2017 ed è stato scelto per l’adattamento da Yellow Bird US. Nel 2018, è apparsa nell’elenco annuale “30 Under 30” di Forbes. Originaria dell’Australia, ha vissuto in quattro continenti e attualmente vive a Londra. Il suo prossimo romanzo per giovani adulti, House of Hollow, sarà pubblicato da Penguin nella primavera del 2021.

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La mia tempesta, Monica B. (Dáimōn Series Vol. 2) – segnalazione

Casa Editrice: Self Publishing | Prezzo: € 19,75 | Data di pubblicazione: 24 novembre 2021

Quarta di copertina:

LUI

La mia esistenza è una bugia che affronto con leggerezza e noncuranza. Sono un demone burlone di cui nessuno conosce la vera natura.
Ero perso nel buio finché non sei diventata la mia luce.

LEI

Mi hanno definita sbagliata, un prodotto spregevole della vita. Lotto per una normalità che non riesco ad afferrare mentre nascondo al mondo l’oscurità che mi sommerge. Sei l’imprevisto che mi fa sentire giusta.
Mentre la lotta negli Inferi continua e vecchi nemici tramano nell’ombra, c’è chi combatte una battaglia completamente diversa. L’incontro tra Dantalion e Liberty è imprevisto. Un demone a cui manca il Paradiso e una mortale che, invece, ce l’ha nel sangue. Nulla possono contro l’attrazione che provano. Nulla possono contro il destino che si ostina a spingerli l’uno tra le braccia dell’altro.
Due creature che si legano mentre il mondo attorno a loro brucia. L’unica possibilità per sopravvivere è credere in loro stessi.
Dantalion e Liberty non potrebbero essere più diversi: che succederà quando fuoco e ghiaccio si incontreranno?


Dicono dell’autrice.

Monica B è una giovane donna che vive in Ciociaria, insieme con il marito, la figlia e un piccolo zoo. Lettrice accanita fin da piccola, ama leggere ogni genere di libro di narrativa. Scrittrice di storie e racconti, ama vivere in mondi diversi e sorprendenti. Amante delle storie d’amore e del lieto fine, “Il mio demone”, primo volume della serie Dáimōn, è il suo romanzo d’esordio.
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La felicità del lupo, Paolo Cognetti- recensione

«Silvia rise. E di cosa sa gennaio? Di cosa sapeva gennaio? Fumo di stufa. Prati secchi e gelati in attesa della neve. Il corpo nudo di una ragazza dopo una lunga solitudine. Sapeva di miracolo»

Con il romanzo vincitore del Premio Strega 2017, ‘Le otto montagne’, Paolo Cognetti è passato da autore emergente ad autore da oltre un milione di copie vendute.

Grande era quindi l’attesa del lavoro successivo; oltre l’attesa c’era anche l’ansia ed il timore che questo nuovo libro non fosse all’altezza del suo precedente più insigne. Poteva deludere le alte aspettative, non sarebbe stato certo il primo caso del genere.
Togliamo subito il velo del sospetto: il romanzo è ottimo, le recensioni positive si sprecano e la stella dello scrittore è vivida e ben alta nel cielo. Un cielo montano.
Perché sì, Cognetti parla ancora di montagna e dei suoi abitanti ma anche di ricerca di sé e di amore. La cifra stilistica riconoscibile e ben delineata torna a colpire come l’accetta dei taglialegna per cui il protagonista Fausto lavorerà.
La narrazione prende quota, è il caso di dirlo, immediatamente e con forza. Quella che arriva invece con calma è la profondità della visione, la luce ed il taglio dei personaggi principali.
L’amore, recuperato e un po’ naufrago tra Silvia e Fausto, e anche l’amicizia, il sodalizio.


Fausto ha quarant’anni, è uno ‘scrittore’ ma ha un solo libro all’attivo, ha mollato la città e anche la storia (lunga) con la sua compagna, si rifugia in montagna a fare il cuoco nel ristorante dell’enigmatica Babette, nome d’arte di una donna di certo eccezionale.

«C’è sempre bisogno di qualcuno che faccia da mangiare; di qualcuno che scriva, non sempre»

Sempre da Babette, lavora anche Silvia, ventisettenne con la volontà di salire ancora più in alto, vuol lavorare sul ghiacciaio del Rosa.
Santorso, ex forestale e montagnino doc e ancora Pasang, lo Sherpa che ama filosofeggiare sulle scalate e poi il Quintino Sella e la vita di rifugio d’alta quota.
Cognetti ci permette di seguire i destini dei suoi personaggi senza giudicarli, accompagnandoli per un porzione di esistenza e raccontando una visione ‘analogica’ della vita; ben distante dal luccichio degli schermi degli smartphone e dal brillio fasullo dei social media.
Espone ben chiaro il tentativo di ricerca della felicità o quantomeno della serenità, di mollar giù un passato ormai scomodo come un vecchio zaino sformato e di come alle volte non sempre la felicità sia da cercare lontano, in alto o a Nord, bensì dentro le proprie scelte. E non c’è immutabilità ma solo rassicurazione, si può stare fermi nello stesso posto come un albero (o Santorso e gli altri montagnini) oppure muoversi erranti come i lupi. Quei lupi che stanno facendo ritorno ai territori abbandonati dal predatore uomo, felici di una felicità radicata nella libertà di essere sé stessi e assecondare il proprio ritmo, il proprio fiato.
Il racconto parla chiaro e forte di quel momento, che sia l’età di mezzo di Fausto, quella più giovane di Silvia o ancora quella più attempata di Babette, in cui giunge l’ora di assecondare il proprio divenire e passo dopo passo occorre seguire un sentiero, nuovo o conosciuto che sia.

a cura di Bianca Casale



Arrivato alla fine di una lunga relazione, Fausto cerca rifugio tra i sentieri dove camminava da bambino. A Fontana Fredda incontra Babette, anche lei fuggita da Milano molto tempo prima, che gli propone di fare il cuoco nel suo ristorante, tra gli sciatori della piccola pista e gli operai della seggiovia. Silvia è lí che serve ai tavoli, e non sa ancora se la montagna è il nascondiglio di un inverno o un desiderio duraturo, se prima o poi riuscirà a trovare il suo passo e se è pronta ad accordarlo a quello di Fausto. E poi c’è Santorso, che vede lungo e beve troppo, e scopre di essersi affezionato a quel forestiero dai modi spicci, capace di camminare in silenzio come un montanaro. Mentre cucina per i gattisti che d’inverno battono la pista e per i boscaioli che d’estate profumano il bosco impilando cataste di tronchi, Fausto ritrova il gusto per le cose e per la cura degli altri, assapora il desiderio del corpo e l’abbandono. Che esista o no, il luogo della felicità, lui sente di essere esattamente dove deve stare. Di Paolo Cognetti conosciamo lo sguardo luminoso e la voce limpida, il dono di osservare le relazioni umane nel loro dialogo ininterrotto con la natura, che siano i boschi di larici dei duemila metri o il paesaggio di roccia e ghiaccio dei tremila. Con le loro ferite e irrequietezze, quando scappano e quando poi fanno ritorno, i suoi personaggi ci sembrano amici che conosciamo da sempre, di quelli rari. È per questo, forse, che tra le pagine vive di questo libro purificatore abbiamo l’impressione di attraversare non le stagioni di un anno, ma di una vita intera.


Chi è l’autore?

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Ha esordito con alcune raccolte di racconti pubblicate da Minimum Fax. Ha scritto, tra le altre cose, Il ragazzo selvatico (Terre di Mezzo, 2013), Le otto montagne (Einaudi, 2016) e Senza mai arrivare in cima (Einaudi, 2018). Con Le otto montagne, che è stato tradotto in oltre 40 Paesi e che nel 2022 uscirà nei cinema, ha vinto nel 2017 il Premio Strega, il Premio Strega Giovani e il Prix Médicis étranger. Nel 2021 è uscito sia come film-documentario sia in forma di podcast: Sogni di Grande Nord.

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“Se due che come noi”, Micaela Miljian Savoldelli – recensione

Lasciare tutto e partire. Sfido a non averci pensato, diverso però è lasciare tutto e con due figli piccoli, poi aumentati di uno, girare il mondo per tre anni.
Esattamente così hanno fatto Micaela e Julien, raccontando su Instagram e poi su https://www.likemiljian.com/ il loro percorso di viaggio fino al trasferimento a Bali.
Questa storia però meritava di essere raccontata sotto una forma mediatica differente ed infatti il libro, un romanzo autobiografico, scritto da Micaela Miljian Savoldelli, edito da Vallardi, è uscito lo scorso giugno.

Quando si cresce i sogni non si ridimensionano. Si diventa più bravi a disegnarli.

Micaela diventa Selvaggia e Julien diventa Jules in questo primo lavoro letterario della Savoldelli. Un esordio gradevolissimo e scorrevole, una narrazione affascinante per la profondità e la delicatezza dell’autrice nel descrivere anche momenti non facili e drammatici.

La vera avventura non è raggiungere l’altra costa, Selvaggia. Basta una buona barca e potrai lasciarti portare dal vento. La sfida sarà non voler tornare a prendere ciò che di te ti sarai lasciata alle spalle

L’intero libro è pervaso di una luce particolare, la stessa che si intravede nelle immagini del profilo Instagram dei due. É un romanzo a due voci, quella femminile e quella maschile, entrambe con le loro peculiarità e i loro punti di vista. Imperdibili personaggi secondari sono disseminati nello scorrere delle pagine e alcuni rimangono davvero nel cuore.

La storia si trasmette nel Dna. Le paure e le esperienze sono un’eredità da cui non c’è scampo, cara. Siamo quello che hanno vissuto i nostri genitori, e chi prima di loro. Portiamo avanti per generazioni battaglie che non sono le nostre perché nasciamo che fanno già parte di noi, congenite, come il colore degli occhi o la forma del sedere.

Innegabilmente la storia di questi due innamorati è particolare ma volendo potrebbe essere quella di ognuno di noi, fatta di trovarsi e ritrovarsi. Fatta di perdita e conquiste, tolleranza e sostegno e tanto tanto amore condiviso.
I due giovani diventano adulti, un passo dopo l’altro, fino alla consapevolezza che la crescita passa per la rinuncia e per le scelte, a volte nemmeno facili. La vita da studenti, poi l’incontro e lo scontro con il mondo del lavoro.
L’arrivo del primo figlio, un parto difficile, la depressione che coglie impreparati e la strada per uscire anche da questo impasse.

Sempre attraverso l’amore e la consapevolezza.
Sicuri di essere uguali ma diversi, abitanti di una città ma anche di tutte. Italiani e un po’ francesi, fiorentini e parigini, viaggiatori nello spazio concesso. Senza casa forse, o a casa dove c’è l’altro. Dove si è insieme, dove si è già famiglia seppur solo in due.

“E poi, all’improvviso, fu il monsone. Eravamo le uniche ombre nella piazza illuminata dai neon delle insegne fluorescenti di Lê Lai Road. Eravamo soli in una città di nove milioni di abitanti. I clacson dei motorini si confondevano con lo scroscio incessante della pioggia.

Eravamo finalmente liberi, sotto quell’oceano di lacrime rumorose che cadevano dal cielo.

Fu in quel preciso istante che accadde. Sarebbe stato li, sotto quel torrente instancabile, che avevamo trovato la nostra casa. Tutto era già scritto dalla prima sera, dal nostro primo incontro. L’avevamo scritto noi.

Recensione a cura di Bianca Casale



Book Cover

Quarta di copertina

Quando Selvaggia arriva a Firenze ha vent’anni e un passato scomodo. È scappata portando con sé solo un bagaglio di dilemmi e irrequietezza, per vivere appieno quelli che è convinta saranno gli ultimi anni della sua vita. Jules è francese, ama suonare la chitarra di notte a cavalcioni sul terrazzo e ogni giorno cambia itinerario, alla ricerca dell’inaspettato. Che puntualmente arriva, per entrambi, la sera del 24 ottobre 2009, in una serata tra amici, musica e blackout. Selvaggia e Jules non sanno cosa li aspetta, ma il destino ha già deciso per loro. E quando la vita li metterà di fronte alla prova più dura, proprio nel momento che per tutti gli altri è il più sbagliato, Selvaggia e Jules decideranno di seguire il proprio istinto e partire per realizzare quello che devono a se stessi, un’avventura schietta e tenera come la verità, nata da una promessa scambiata all’alba: qualsiasi cosa accadrà, non smetteranno mai di credere alla magia di quella sera.


Dicono dell’autrice.




MICAELA MILJIAN SAVOLDELLI
Classe 1988, italiana di nascita, parigina d’adozione, cittadina del mondo per vocazione. Per tre anni ha fatto il giro del mondo con il suo compagno di vita e due figli, diventati tre lungo il percorso. Autrice, direttrice creativa e imprenditrice, è la penna del profilo social @likemiljian. A breve lancerà la sua linea di abbigliamento etico e sostenibile ispirata alle donne e al viaggio. Ora vive a Bali. Se due che come noi è il suo primo romanzo.

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Segnalazione: Il Mio Demone (Dáimōn Series Vol. 1),Monica B.

Casa Editrice: Self Publishing | Prezzo: € 14,55| Data di pubblicazione: 24 giugno 2021

Quarta di copertina:

LUI
Sono il dolore, vivo nel buio e bramo la solitudine. Non conosco pietà, non concedo clemenza.
Ho scelto di desiderarti anche quando non avrei dovuto farlo.
Non posso averti eppure sei mia.

LEI
Vivo una vita a metà, con un nome che non è il mio. Ogni giorno fingo che tutto vada bene.
L’amore per me non esiste, ma tu mi fai credere che non sia così.
Ti ho visto e mi hai sconvolto l’esistenza.

Un demone che non crede nell’amore e una mortale che non pensa di poter amare.
Una guerra sotterranea che potrebbe distruggere le loro esistenze.
Tra intrighi e battaglie, nuove amicizie e un pizzico di magia, i protagonisti ci trasportano in un racconto dove tutto può accadere, anche l’inaspettato.



Dicono dell’autrice.

Monica B è una giovane donna che vive in Ciociaria, insieme con il marito, la figlia e un piccolo zoo. Lettrice accanita fin da piccola, ama leggere ogni genere di libro di narrativa. Scrittrice di storie e racconti, ama vivere in mondi diversi e sorprendenti. Amante delle storie d’amore e del lieto fine, “Il mio demone”, primo volume della serie Dáimōn, è il suo romanzo d’esordio.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, segnalazioni

Segnalazione: Promesse, Bryan Washington

Casa Editrice: NN Editore | Prezzo: € 19,00 | Data di pubblicazione: 20 maggio 2021

Quarta di copertina: Mike ha origini giapponesi e fa il cuoco in un ristorante fusion a Houston, Texas. Benson è nero, ha una famiglia ingombrante e fa il maestro d’asilo. Mike e Ben vivono insieme da qualche anno, ma non sono più sicuri di amarsi, nonostante l’affetto, il sesso, l’intimità conquistata a fatica. Quando la madre di Mike, Mitsuko, arriva a Houston in visita per la prima volta, Mike decide di partire per il Giappone: suo padre Eiju, che ha abbandonato la famiglia da anni, ha una malattia incurabile. Così, mentre Ben e Mitsuko si trovano costretti a condividere spazi e abitudini, in una strana convivenza che si costruisce in cucina, nella cangiante città di Osaka Mike si confronta con il padre e la sua eredità. Raccontato a turno da Benson e Mike, tra ricette giapponesi e comfort food, “Promesse” è una commedia dolceamara che parla di famiglia, tradimenti e scelte di vita. I personaggi di Bryan Washington sono eroi impacciati, alle prese con una nuova epopea delle relazioni, dove i sentimenti e i desideri non riescono a passare dalle parole ma dai piccoli gesti di ogni giorno, che hanno il potere di trasformare l’insofferenza in tenerezza, il rancore in compassione, e aprire il cuore alla felicità.


Dicono dell’autore.

Bryan Washington, classe 1993, è uno 
scrittore americano. 
Ha pubblicato la sua raccolta di racconti di debutto, Lot, nel 2019 e un romanzo, 
Promesse nel 2021.

Pubblicato in: #recensione

Recensione: Volevo solo sfiorare il cielo, Silvia Ciompi

Quando ti innamorerai ti capiterà di sentirti sbagliata, brutta, spettinata e poi bella e spaventata. Ma non te ne fregherà più niente delle smagliature, delle cicatrici, dei tuoi spigoli o dei tuoi chili di troppo, perché chi ti ama fa così: ti cura e ti migliora e ti porta via anche i complessi. Quando ti innamorerai sarete ovunque.

Maremma diavola, che romanzo!
Alzi la mano chi si ricorda del primo amore, chi ricorda le miriadi di sensazioni che porta con sé e tutto quello che ne consegue.
Quando ci si innamora si è ovunque, come dice la citazione: nella musica, nelle frasi altrui, nel fondo di una tazza di caffè, tra gli alberi. Insomma, innamorarsi a volte è una gran bella grana e citando il buon John Lennon: ‘l’amore è ciò che ti accade mentre fai altri progetti’.
Ed è proprio l’amore che dà la possibilità ai giovanissimi protagonisti di questo romanzo di sopravvivere e di trovare un senso a quel gran macello che è la vita.
Clelia ha appena compiuto diciotto anni, ha dei meravigliosi occhi, non ascolta più musica da oltre un anno, si veste sempre di nero ed è in cerca di se stessa.
Lorenzo ha diciotto anni, ricci ribelli, vive con le cuffie nelle orecchie, vagamente somigliante a Marlon Brando [a detta di Clelia] ed è in fuga da tutto e da tutti compreso se stesso.
La vita ha già lasciato cicatrici invisibili e visibili su entrambi ed anche se sono nell’età in cui hanno tutta la vita davanti, loro la vita non riescono più a sentirla.
Clelia e Lorenzo non hanno altri progetti in mente, ma inciamperanno l’uno nella vita dell’altra rendendo il loro amore l’unica àncora di salvezza.

Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia.


L’amore e la musica sono probabilmente le uniche cose di cui l’essere umano non si stancherà mai e che fanno girare – o quasi – il mondo.
É infatti attraverso la musica – ascoltata tramite cuffie o grammofoni – che si dipana la storia d’amore di Clelia e Lorenzo, ambientata tra le stradine della meravigliosa Isola d’Elba profumate di salsedine e la periferia romana.
All’interno della storia sono citate canzoni ‘d’annata’ e ‘più recenti’ ed è una particolarità che mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto perché anche io ascolto molta musica e spesso faccio un miscuglio tra nuovo e vecchio e per questo mi sono sentita in sintonia sia con Clelia e il suo grammofono che con Lorenzo e le sue cuffie.
Più in basso troverete il link di Spotify per andare ad ascoltare tutte le canzoni citate all’interno del romanzo.
Tra il viale dei ricordi della mia infanzia e nuove scoperte, la mia playlist personale è decisamente lievitata!

Volevo solo sfiorare il cielo‘ è sì, un romanzo che racconta il primo amore, uno che il cuore lo spacca davvero, ma è anche un racconto di due famiglie che hanno perso molto. Nonostante le disgrazie accadute però cercano di andare avanti come possono, passo dopo passo, cercando di superare il dolore, a volte non riuscendoci.
Il ‘dolore’ è un tema molto importante perché sia Clelia che Lorenzo sono fatti di dolore, di rabbia e di sensi di colpa. Stando insieme questi devastanti sentimenti si affievoliscono, dando loro la possibilità di vivere l’estate dei loro diciotto anni come qualsiasi diciottenne dovrebbe: a fare pazzie ed innamorarsi.

Silvia Ciompi è tornata con un nuovo romanzo capace di tenere incollati alle quattrocentoundici pagine, ancora una volta.
Calime’ e Parassita burino vi entreranno dentro, facendovi partecipi del loro sentimento ed attraverso le pagine vivrete davvero intensamente la loro storia perché l’amore vero ti resta addosso per tutta la vita e, a volte, riesce anche a salvarti.
Impossibile dimenticarsi di loro.



Cose da ricordare:
° Comprare assolutamente il libro
° Ascoltare in loop la playlist del romanzo
° Tornare ad ascoltare i vinili
° Iniziare a giocare ” Se questo momento fosse una canzone, sarebbe?”
° Cercare un migliore amico come Ahmed, perché tutti ne dovremmo avere uno.


Ringrazio Silvia Ciompi, Promozione Romanzi e la Sperling & Kupfer.


Quarta di copertina: Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore. E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita?


Dicono della scrittrice

Silvia Ciompi, classe 1993, vive in Toscana.
Scrive da sempre e ovunque: diari, poesie e ora romanzi. Ha esordito, prima su Wattpad e poi in libreria, con ‘Tutto il buio dei miei giorni‘, seguito da ‘Tutto il mare è nei tuoi occhi‘, facendo sognare migliaia di lettrici.
Potete trovare l’autrice sui social Facebook e Instagram.

Pubblicato in: #recensione

Recensione: Nonostante tutto, Jordi Lafebre

Proprio ora che ti ho ritrovato, vorrei tenere da parte un pezzetto della mia vita per te. Un pezzetto pieno di gabbiani, con vista sul mare.

edizione BaoPublishing

Come si può spiegare questa graphic novel?

I veri protagonisti sono, senza ombra di dubbio, i disegni di Lafebre.
Sono davvero meravigliosi e, secondo il mio parere, per poter davvero apprezzare appieno questo fumetto bisogna ‘leggerlo’ due volte: la prima volta leggendo i dialoghi e conoscendo la storia, la seconda volta solo attraverso le immagini. I disegni sono così ben fatti che non servono le parole.
Non sono un’appassionata di fumetti, ma ‘Nonostante tutto‘ mi ha subito attirata fin da quanto è entrato nella wishlist di Febbraio.
La peculiarità di questa storia è che parte dalla fine, ovvero dall’ultima lettera dell’alfabeto. Ed è proprio da quest’ultima che prende il nome il protagonista Zeno, eterno viaggiatore, studente per tutta la sua vita e libraio a tempo perso e arriva alla prima lettera dell’alfabeto grazie alla quale conosciamo anche Ana, sindaco per passione per più della metà della sua esistenza, madre e moglie assente. Ha sacrificato tutto ed ora a sessantasette anni ha deciso di prendere in mano la sua vita.
Zeno ha perso quarant’anni della sua esistenza a dimostrare la sua tesi, a detta di alcuni impossibile, consistente nel dimostrare la possibilità che il tempo possa andare all’indietro.
Insomma due persone che si rincorrono da sempre, fanno scelte discutibili, ma non se ne pentono.
Ed è proprio sulla base della tesi di Zeno che si fonda questa graphic novel.
I capitoli infatti sono numerati da 20 a 1, quindi al contrario, come se il tempo potesse davvero andare ‘all’indietro’, anche se per i nostri due protagonisti quello è il loro vero inizio.
Nel capitolo 20, a inizio storia, li vediamo in procinto di rincontrarsi dopo anni, emozionati come due ragazzini a godere della sudata pensione, finalmente insieme.
Nel capitolo 1 vediamo come è iniziata la loro storia, il loro primo rocambolesco incontro.

Con le incredibili illustrazioni di Lefebre si dirama una storia d’amore dolce amara dove attraverso il tempo due anime destinate a rincorrersi e, alla fine, raggiungersi nonostante tutto.
Trentasette anni a ritroso per poter dare loro la possibilità di vivere la loro occasione.

Amore in Nonostante tutto

Dicono dell’autore.

Jordi Lafebre è nato a Barcellona nel 1979, dove ha studiato fumetti e belle arti. Pubblica per diverse riviste spagnole, in particolare su «Mister K», in cui firma El munda de Judy con lo sceneggiatore Toni Front. Il suo incontro con lo sceneggiatore Zidrou è decisivo, e segna l’inizio di diverse collaborazioni: nel 2010 esce Lydie, nel 2014 La Mondaine e poi nel 2015 inizia la serie Un’estate fa, il cui primo volume (pubblicato nel 2019 in Italia da BAO Publishing) vince il premio Lucca Comics Award 2020, nella categoria Miglior Fumetto. In Italia, nel 2021, esce Nonostante tutto (Bao Publishing 2021).