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Recensione: Volevo solo sfiorare il cielo, Silvia Ciompi

Quando ti innamorerai ti capiterà di sentirti sbagliata, brutta, spettinata e poi bella e spaventata. Ma non te ne fregherà più niente delle smagliature, delle cicatrici, dei tuoi spigoli o dei tuoi chili di troppo, perché chi ti ama fa così: ti cura e ti migliora e ti porta via anche i complessi. Quando ti innamorerai sarete ovunque.

Maremma diavola, che romanzo!
Alzi la mano chi si ricorda del primo amore, chi ricorda le miriadi di sensazioni che porta con sé e tutto quello che ne consegue.
Quando ci si innamora si è ovunque, come dice la citazione: nella musica, nelle frasi altrui, nel fondo di una tazza di caffè, tra gli alberi. Insomma, innamorarsi a volte è una gran bella grana e citando il buon John Lennon: ‘l’amore è ciò che ti accade mentre fai altri progetti’.
Ed è proprio l’amore che dà la possibilità ai giovanissimi protagonisti di questo romanzo di sopravvivere e di trovare un senso a quel gran macello che è la vita.
Clelia ha appena compiuto diciotto anni, ha dei meravigliosi occhi, non ascolta più musica da oltre un anno, si veste sempre di nero ed è in cerca di se stessa.
Lorenzo ha diciotto anni, ricci ribelli, vive con le cuffie nelle orecchie, vagamente somigliante a Marlon Brando [a detta di Clelia] ed è in fuga da tutto e da tutti compreso se stesso.
La vita ha già lasciato cicatrici invisibili e visibili su entrambi ed anche se sono nell’età in cui hanno tutta la vita davanti, loro la vita non riescono più a sentirla.
Clelia e Lorenzo non hanno altri progetti in mente, ma inciamperanno l’uno nella vita dell’altra rendendo il loro amore l’unica àncora di salvezza.

Quando sei triste, spaventata, felice, innamorata, eccitata, depressa, prova a pensare a una canzone. Per ogni momento della vita esiste una canzone in grado di alleviare il dolore o di amplificare la tua gioia.


L’amore e la musica sono probabilmente le uniche cose di cui l’essere umano non si stancherà mai e che fanno girare – o quasi – il mondo.
É infatti attraverso la musica – ascoltata tramite cuffie o grammofoni – che si dipana la storia d’amore di Clelia e Lorenzo, ambientata tra le stradine della meravigliosa Isola d’Elba profumate di salsedine e la periferia romana.
All’interno della storia sono citate canzoni ‘d’annata’ e ‘più recenti’ ed è una particolarità che mi è piaciuta davvero tanto, soprattutto perché anche io ascolto molta musica e spesso faccio un miscuglio tra nuovo e vecchio e per questo mi sono sentita in sintonia sia con Clelia e il suo grammofono che con Lorenzo e le sue cuffie.
Più in basso troverete il link di Spotify per andare ad ascoltare tutte le canzoni citate all’interno del romanzo.
Tra il viale dei ricordi della mia infanzia e nuove scoperte, la mia playlist personale è decisamente lievitata!

Volevo solo sfiorare il cielo‘ è sì, un romanzo che racconta il primo amore, uno che il cuore lo spacca davvero, ma è anche un racconto di due famiglie che hanno perso molto. Nonostante le disgrazie accadute però cercano di andare avanti come possono, passo dopo passo, cercando di superare il dolore, a volte non riuscendoci.
Il ‘dolore’ è un tema molto importante perché sia Clelia che Lorenzo sono fatti di dolore, di rabbia e di sensi di colpa. Stando insieme questi devastanti sentimenti si affievoliscono, dando loro la possibilità di vivere l’estate dei loro diciotto anni come qualsiasi diciottenne dovrebbe: a fare pazzie ed innamorarsi.

Silvia Ciompi è tornata con un nuovo romanzo capace di tenere incollati alle quattrocentoundici pagine, ancora una volta.
Calime’ e Parassita burino vi entreranno dentro, facendovi partecipi del loro sentimento ed attraverso le pagine vivrete davvero intensamente la loro storia perché l’amore vero ti resta addosso per tutta la vita e, a volte, riesce anche a salvarti.
Impossibile dimenticarsi di loro.



Cose da ricordare:
° Comprare assolutamente il libro
° Ascoltare in loop la playlist del romanzo
° Tornare ad ascoltare i vinili
° Iniziare a giocare ” Se questo momento fosse una canzone, sarebbe?”
° Cercare un migliore amico come Ahmed, perché tutti ne dovremmo avere uno.


Ringrazio Silvia Ciompi, Promozione Romanzi e la Sperling & Kupfer.


Quarta di copertina: Dopo la morte della madre Emma, Clelia ha smesso di vivere. Nasconde le cicatrici sotto il trucco pesante e le magliette scure troppo lunghe, con il silenzio unico compagno delle sue giornate, da cui la musica, tanto amata da Emma, è bandita. Il giorno del suo compleanno, quando la nonna le consegna la chiave di uno scantinato che le aveva comprato la madre per allestire una web radio, Clelia all’inizio non ne vuole sapere, poi la curiosità di scoprire il suo ultimo piano ha la meglio. Ed è proprio fuori dallo scantinato, sotto il sole cocente di giugno, che conosce Lorenzo, appena arrivato all’Isola d’Elba da Roma, con i suoi ricci ribelli, la faccia da schiaffi e un sorriso arrogante. Tra i due prima è guerra aperta, poi tregua armata, infine pace che assomiglia tanto all’amore. E all’improvviso, mentre l’estate infuria e l’afa diventa sempre più opprimente, Clelia non si nasconde più e la musica torna a fare da colonna sonora ai suoi giorni. Ma la ragazza non sa che Lorenzo è in fuga da tutto, soprattutto da se stesso, e si porta dentro un terribile dolore. Una volta che i segreti di entrambi verranno svelati, la loro storia sopravvivrà ai contraccolpi della vita?


Dicono della scrittrice

Silvia Ciompi, classe 1993, vive in Toscana.
Scrive da sempre e ovunque: diari, poesie e ora romanzi. Ha esordito, prima su Wattpad e poi in libreria, con ‘Tutto il buio dei miei giorni‘, seguito da ‘Tutto il mare è nei tuoi occhi‘, facendo sognare migliaia di lettrici.
Potete trovare l’autrice sui social Facebook e Instagram.

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Recensione: Nonostante tutto, Jordi Lafebre

Proprio ora che ti ho ritrovato, vorrei tenere da parte un pezzetto della mia vita per te. Un pezzetto pieno di gabbiani, con vista sul mare.

edizione BaoPublishing

Come si può spiegare questa graphic novel?

I veri protagonisti sono, senza ombra di dubbio, i disegni di Lafebre.
Sono davvero meravigliosi e, secondo il mio parere, per poter davvero apprezzare appieno questo fumetto bisogna ‘leggerlo’ due volte: la prima volta leggendo i dialoghi e conoscendo la storia, la seconda volta solo attraverso le immagini. I disegni sono così ben fatti che non servono le parole.
Non sono un’appassionata di fumetti, ma ‘Nonostante tutto‘ mi ha subito attirata fin da quanto è entrato nella wishlist di Febbraio.
La peculiarità di questa storia è che parte dalla fine, ovvero dall’ultima lettera dell’alfabeto. Ed è proprio da quest’ultima che prende il nome il protagonista Zeno, eterno viaggiatore, studente per tutta la sua vita e libraio a tempo perso e arriva alla prima lettera dell’alfabeto grazie alla quale conosciamo anche Ana, sindaco per passione per più della metà della sua esistenza, madre e moglie assente. Ha sacrificato tutto ed ora a sessantasette anni ha deciso di prendere in mano la sua vita.
Zeno ha perso quarant’anni della sua esistenza a dimostrare la sua tesi, a detta di alcuni impossibile, consistente nel dimostrare la possibilità che il tempo possa andare all’indietro.
Insomma due persone che si rincorrono da sempre, fanno scelte discutibili, ma non se ne pentono.
Ed è proprio sulla base della tesi di Zeno che si fonda questa graphic novel.
I capitoli infatti sono numerati da 20 a 1, quindi al contrario, come se il tempo potesse davvero andare ‘all’indietro’, anche se per i nostri due protagonisti quello è il loro vero inizio.
Nel capitolo 20, a inizio storia, li vediamo in procinto di rincontrarsi dopo anni, emozionati come due ragazzini a godere della sudata pensione, finalmente insieme.
Nel capitolo 1 vediamo come è iniziata la loro storia, il loro primo rocambolesco incontro.

Con le incredibili illustrazioni di Lefebre si dirama una storia d’amore dolce amara dove attraverso il tempo due anime destinate a rincorrersi e, alla fine, raggiungersi nonostante tutto.
Trentasette anni a ritroso per poter dare loro la possibilità di vivere la loro occasione.

Amore in Nonostante tutto

Dicono dell’autore.

Jordi Lafebre è nato a Barcellona nel 1979, dove ha studiato fumetti e belle arti. Pubblica per diverse riviste spagnole, in particolare su «Mister K», in cui firma El munda de Judy con lo sceneggiatore Toni Front. Il suo incontro con lo sceneggiatore Zidrou è decisivo, e segna l’inizio di diverse collaborazioni: nel 2010 esce Lydie, nel 2014 La Mondaine e poi nel 2015 inizia la serie Un’estate fa, il cui primo volume (pubblicato nel 2019 in Italia da BAO Publishing) vince il premio Lucca Comics Award 2020, nella categoria Miglior Fumetto. In Italia, nel 2021, esce Nonostante tutto (Bao Publishing 2021).

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Recensione: Il cerchio di pietre, Enrico Graglia

È colpa vostra. Avete smesso di credere a tutto quello che non potete toccare e state distruggendo il vostro mondo, pezzo per pezzo. Però le vostre paure sono intatte. Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso. E così ogni epoca ha i suoi mostri. E noi li incarniamo tutti.

Edito da GoWare editore, ‘Il cerchio di pietre‘ è quella storia che non ti aspetti e che credevi di non aver bisogno di leggere finché non inizi effettivamente a farlo e ti ritrovi così: catapultato dentro, insieme ai protagonisti.
É quel romanzo che salta subito agli occhi, per originalità e stile di scrittura fresco dell’autore; leggi la trama e ti incuriosisce, però non riesci a decidere: a volte noi lettori siamo dubbiosi ed è questo che ci frega. Nella testa una vocina continua a sussurrare: “Però, secondo me quel romanzo, ambientato in Italia…”
Cosa vuol dire poi dark? É un fantasy, un horror? Ma veramente è ambientato in Piemonte? Un cerchio di pietre, ad Asti?
Ti poni molte domande quando inizi a leggere Il cerchio di pietre, ma la risposta finale è una sola, che poi è una domanda: come ho fatto a non leggerlo prima? Perché mi è sfuggito?
L’idea è senza alcun dubbio geniale, sotto ogni sua forma: la trama, l’ambientazione ed i personaggi sono molto ben delineati.
Enrico Graglia, con questo romanzo d’esordio esplosivo, un po’ dark, fantasy e horror, riesce a catturare l’attenzione e a non farla perdere per tutta la durata della lettura; unico nel suo genere sotto molto aspetti, un’interessante lettura.
Accattivante – a tratti particolarmente crudo – non manca di colpi di scena. Non manca di parti piene di brivido ma, se siete appassionati del genere, ci andrete a nozze; se, invece, non siete avvezzi a questo tipo di lettura non escludo un lieve senso di spaesamento.

Lo scontro tra bene e male, le fragilità umana: temi sapientemente trattati attraverso la figura di un giovane uomo che ha appena iniziato a vivere e quella di chi, invece combatte con i propri demoni.
Graglia ha fatto sicuramente centro, con un romanzo di cui senza timore vi consiglio la lettura.

Enrico Graglia è stato così gentile da concederci una piccola intervista, rispondendo ad alcune nostre domande.

1) Come ti è venuta l’ispirazione per “Il cerchio di pietre?”

Anch’io da ragazzo andavo al fiume con gli amici, come Vincenzo, uno dei tre protagonisti del
romanzo; un giorno ho trovato un punto in cui l’acqua era più profonda e scura e ho immaginato
che qualcosa potesse nascondersi lì sotto. Ci sono voluti anni per capire di cosa potesse trattarsi, ma quella è stata la prima immagine, l’idea da cui si sarebbe poi sviluppata – in fasi successive – l’intera trama. Le fonti di ispirazione in corso d’opera sono state moltissime: dalla narrativa di Stephen King e di tanti altri autori del fantastico, agli innumerevoli film horror e di fantascienza visti, alla passione per l’Antico Egitto, all’interesse per antropologia, archeologia ed esoterismo, alla storia e alle tradizioni del Monferrato, ai viaggi in Norvegia, ai sogni, alla scrittura, alle esperienza di vita… posso dire di averci messo davvero tutto me stesso.

2) Quali sono i tuoi ‘scrittori guida’?

Due scrittori hanno influito più di ogni altro sul mio immaginario. A dieci anni ho letto “Il Signore
degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, che mi ha indirizzato al fantastico e resta il miglior romanzo che io
abbia letto. Da adolescente, le opere di Stephen King – tutt’ora il mio autore preferito – mi hanno spinto a scrivere. Sono sempre stato un lettore onnivoro: mi piace spaziare dalla narrativa, classica e contemporanea, alla saggistica, soprattutto di argomento storico e scientifico, ai fumetti. Tra gli scrittori moderni che attualmente leggo più spesso ci sono Richard Matheson, Clive Barker, Terry Pratchett, Joe R. Lansdale, Joe Hill; tra i classici Marcel Proust, Fedor Dostoevskij, Jack London.

3) Hai altri progetti in corso?

In questo periodo sto revisionando il mio secondo romanzo, finito circa un anno fa, e proseguo la stesura del terzo; entrambi attengono alla sfera del fantastico, ma in modi molto diversi. Ho anche ricominciato a scrivere racconti.

4) Come mai hai ambientato il tuo romanzo in Italia?

Perché credo che uno scrittore debba parlare di ciò che conosce. E perché amo profondamente l’Italia in generale e il Piemonte in particolare, tra astigiano e torinese: è la mia terra ed è ricca di tradizioni, suggestioni e spunti narrativi. Il paese immaginario di Castelvecchio d’Asti, dove è ambientata gran parte del romanzo, è la trasposizione letteraria di Castiglione d’Asti – il cui caratteristico campanile compare nell’illustrazione in copertina – , che è il mio posto nel mondo.

5) Lo consideri più un dark, un fantasy o un horror?

Direi che si tratta di un romanzo di genere fantastico, in cui rientrano aspetti dark fantasy e horror, con qualche accenno fantascientifico. Ma credo non sia soltanto questo: c’è anche molto realismo, una forte connotazione territoriale, le dinamiche che legano un gruppo di ragazzi di provincia, una storia d’amore, la vita di un uomo in cerca di riscatto… più elementi, insomma, che prescindono da una classificazione di genere, a volte un po’ limitante.

6) Si nota molto quanto tu abbia studiato per la stesura di questo romanzo. Quanto hai impiegato per scriverlo?

Mi fa piacere che si noti, perché ho dedicato davvero molto tempo alla stesura del romanzo e alla ricerca che c’è dietro. In totale, le varie stesure hanno richiesto circa sette anni, dal 2011 al 2018.
Poi ci sono voluti altri due anni per trovare la casa editrice adatta e concludere il processo di pubblicazione. Nel frattempo, “Il Cerchio di Pietre” ha vinto il premio Vallavanti Rondoni 2019 per la narrativa inedita.

Ringrazio l’autore Enrico Graglia per avermi inviato l’ebook del suo romanzo e aver risposto alle mie domande.



Quarta di copertina: Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre. I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Dicono dell’autore.



Enrico Graglia, nato a Torino nel 1980, non ricorda di aver trascorso un giorno della sua vita senza leggere. In casa non c’era un televisore e nel 1990 Il signore degli anelli cambiò per sempre il suo immaginario, indirizzandolo al fantastico. Al liceo scrisse i primi racconti, ispirato dalla letteratura italiana e rapito dai libri di Stephen King e Clive Barker, che rimangono tra i suoi autori preferiti. Laureato in legge, oggi vive in Piemonte, sulle colline del Monferrato. Il cerchio di pietre, vincitore del premio Vallavanti Rondoni 2019, è il suo romanzo d’esordio.

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‘Tutte le volte che ho scritto ti amo’ di Jenny Han diventano tre film su Netflix

Come tutti ben sappiamo oggi si festeggia la festa degli innamorati ed in occasione di questa ricorrenza cuoriciosa ( se si può dire petaloso…) Netflix continua imperterrito a non sbagliare un colpo.
Il 12 Febbraio è stato messo a disposizione degli utenti l’ultimo capitolo della trilogia cinematografica di ” Tutte le volte che ho scritto ti amo” basato sulla serie di romanzi contemporary romance YA di Jenny Han.

La trilogia da cui è tratta è composta da tre libri:

  • Tutte le volte che ho scritto ti amo (2014)
  • P. S. Ti amo ancora (2015)
  • Tua per sempre, Lara Jean (2017)

Non abbiamo letto i libri, ma dopo aver visto la versione sullo schermo, ci siamo decise a dare una possibilità a questi romanzi. Sono state segnalate comunque, come capita spesso, alcune differenze nella trasposizione, nonostante ciò i fans hanno approvato a pieni voti il lavoro di Sofia Alvarez e Katie Lovejoy che si sono occupate della sceneggiatura.



Tutte le volte che ho scritto ti amo




Quarta di copertina: Lara Jean tiene le sue lettere d’amore in una cappelliera. Non sono le lettere d’amore che qualcuno ha scritto per lei, ma quelle che lei ha scritto una per ogni ragazzo di cui si è innamorata, cinque in tutto. L’ultimo si chiama Josh, che è il suo migliore amico nonché, purtroppo, il ragazzo di sua sorella. Quando scrive, Lara Jean mette tutto il suo cuore sulla carta, raccontando cose che non si sognerebbe mai di dire ad alta voce. Eppure, un giorno, scopre che tutte le sue lettere d’amore sono state spedite. E quel che è peggio, ricevute. Improvvisamente, la sua vita diventa molto complicata, ma anche molto, molto più interessante.

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Ps. ti amo ancora




Quarta di copertina: Lara Jean non si aspettava di innamorarsi davvero di Peter. All’inizio era solo una recita per far ingelosire qualcun altro. E invece, alla fine, quello che fingevano di provare si è trasformato in una storia d’amore. Una storia vera, di quelle che possono spezzare il cuore. Naturalmente Lara Jean pensa che sarà lei a farsi male, che un giorno Peter tornerà con la sua ex. Poi però un ragazzo proveniente dal passato arriva a scombussolare le sue certezze. Una ragazza può amare due ragazzi? A volte innamorarsi è la parte più semplice dell’amore.

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Tua per sempre, Lara Jean




Quarta di copertina: Lara Jean sta vivendo il miglior ultimo anno di liceo che una ragazza possa sognare. È perdutamente innamorata del suo fidanzato, Peter, con cui andrà in gita a New York e poi al mare per un’intera settimana. Dopo il matrimonio di papà con la signora Rothschild, frequenterà un’università così vicina da poter tornare a casa ogni weekend a sfornare torte al cioccolato. Purtroppo, però, il destino ha altri piani, e Lara Jean, che detesta il cambiamento più di qualsiasi altra cosa, dovrà ripensare al proprio futuro. Quando il cuore e la testa dicono cose diverse, chi si dovrebbe ascoltare?

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Pubblicato in: Narrativa contemporanea, segnalazioni

Segnalazione: La verità è che non sei distante abbastanza, Chiara Parenti

Casa Editrice: Self-Publishing| Prezzo: € 0,99 solo formato ebook| Data di pubblicazione: 10 Agosto 2020

Quarta di copertina:
Un’ipocondriaca costretta in casa con l’ex fidanzato durante una pandemia globale. Riuscirà a sopravvivere al lockdown?

Marzo 2020.
Elena Tonelli è furiosa. L’Italia è in lockdown e lei è rimasta bloccata a Reggio Emilia in un appartamento che odia insieme a Lorenzo, l’ex fidanzato fedifrago che l’ha tradita e dal quale vorrebbe stare a molto più di un metro di distanza.
Pasti separati, letti separati, spesa separata. Le regole della prigionia sono chiare ma, anche così, le battaglie sono all’ordine del giorno. Ipocondriaca nel mezzo di una pandemia globale, Elena trascorre le giornate a disinfettare qualsiasi tipo di superficie, dalle 3564 fughe dei pavimenti di casa alle zampe del cane.
Lorenzo invece è molto più rilassato su questo punto: entra ed esce di casa ogni giorno con disinvoltura, senza mai dire dove vada, cosa che manda Elena fuori di testa. Per fortuna ci sono le amiche Rebecca, Asia e Giulia che, anche se lontane, le fanno sentire la propria vicinanza tra messaggi e videochiamate.
Ma a riempire di colore le giornate grigie di Elena è Alessandro, un affascinante giovane imprenditore che aveva conosciuto qualche mese prima e che sembra intenzionato a volere molto di più che chattare con lei.
Tutto cambia la sera del 18 marzo, quando alla tv passano le immagini dei mezzi dell’esercito che trasportano le bare via da Bergamo: per la prima volta, Elena e Lorenzo si rendono conto della gravità di quello che sta succedendo fuori dal loro appartamento, e allora anche la lite sulla tavoletta del wc rimasta alzata perde di significato.
Inaspettatamente ricominciano a parlare e in casa inizia il cessate il fuoco. Sarà solo una tregua provvisoria o, intrappolati insieme, riusciranno anche a riscoprire quello che li univa prima? E Alessandro cosa farà? Resterà a guardare?

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Segnalazione: Le melodie della tempesta, Enrico Pedace

Casa Editrice: PubMePrezzo: € 11,00 cartaceo, € 0,99 ebook | Data di pubblicazione:  21 Aprile 2020

Quarta di copertina: Roma, maggio 2018. Marco è un uomo di 36 anni che, dopo aver abbandonato gli studi di biologia all’università, ha deciso di intraprendere il percorso culinario e diventare uno chef. Raggiunto il suo obiettivo, ha iniziato a lavorare nel ristorante del suo grande amico Antonio e, vista la grande amicizia e la sintonia che c’è tra i due, Antonio ha invitato Marco a diventare socio del ristorante. Marco è sposato con Sara, sua coetanea. I due si sono conosciuti all’università durante le lezioni di chimica inorganica del corso di Laurea in Scienze Biologiche. Sara, a differenza di Marco, ha continuato gli studi biologici con grande successo arrivando ad ottenere un ruolo al Centro Nazionale delle Ricerche. Marco e Sara, però, attraversano un periodo di crisi dovuto al fatto che Sara è molto presa dal lavoro e dagli impegni che ne conseguono, arrivando a dimenticarsi della giornata che Marco aveva preparato solo per loro due. Quest’ultimo evento è la goccia che fa traboccare il vaso, scaturendo in Marco dei seri dubbi sulla fedeltà della moglie. Sentendosi trascurato e avvertendo la distanza affettiva della moglie, giunge alla decisione di confessare a Sara tutto il suo malcontento, chiedendole di essere sincera con lui. La sincerità di Marco non viene purtroppo ripagata e riconosciuta da sua moglie che, anzi, lo accusa di essere insensibile ed infantile. Tutto ciò causa in Marco una iniziale confusione e un senso di frustrazione. Al ristorante incontra la sua collega pasticcera, rientrata dopo un anno trascorso all’estero per frequentare un corso di specializzazione, si tratta dell’affascinante e sensuale Laura, sposata con un medico. Marco scopre di essere terribilmente attratto da lei e il suo desiderio culmina nella realtà quando scopre che anche Laura nutre una certa attrazione per lui. È l’inizio di una folle, intensa ed ardente relazione che porta i due giovani amanti ad addentrarsi nel vortice del tradimento.

Dicono dell’autore.

Enrico Pedace, classe 1983, nasce a Rossano, oggi comune di Corigliano Rossano, in provincia di Cosenza.
Dopo aver terminato le scuole superiori nella cittadina calabrese, ha deciso di proseguire gli studi e si è trasferito a Roma, nel 2001, iscrivendosi all’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, scegliendo il corso di laurea in Scienze Biologiche. Durante il percorso di studi, capisce che quella non è la strada giusta per lui e decide di intraprendere il percorso infermieristico.
Nel 2009 ha conseguito la laurea in Infermieristica e dopo varie esperienze tra assistenza infermieristica domiciliare e nelle case di riposo, è approdato, nel 2011, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Tra le sue passioni spiccano la lettura e la musica.
Il meraviglioso e affascinante mondo della lettura ha sempre stuzzicato l’ immaginazione e la fantasia di Padace, nutrendo il sogno nascosto di scrivere un romanzo. Da Aprile il suo sogno è diventato realtà Le melodie della tempesta è il suo primo romanzo.