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Maschera per maschera, Vera lazzaro – recensione

Ah, l’amore e l’amicizia! Un binomio che risuona nel cuore di ogni essere umano, un’esperienza viscerale che dipinge le nostre esistenze con pennellate di gioia e, talvolta, con ombre di sofferenza.
Sono sentimenti potenti, capaci di edificare legami indissolubili e, in altre circostanze, di sgretolare certezze come vetro.
Molto spesso capita che queste due sfere affettive danzino in armonia, nutrendosi a vicenda e rendendoci forti. Forse, quasi invincibili. Altrettante volte, invece, solo una delle due fiorisce, illuminando un sentiero mentre l’altro rimane in ombra. E poi ci sono quei momenti, più amari, in cui ci si ritrova soli, avvolti nel silenzio di ferite che il tempo fatica a rimarginare.

Ci piacerebbe partire con una metafora: un pugno che ti arriva dritto in faccia, poi allo stomaco e infine al cuore.
Di fronte a tali tempeste emotive, ognuno di noi reagisce in modi diversi.
C’è chi affronta il dolore a viso aperto, cercando la guarigione nelle proprie risorse interiori, e chi, sopraffatto, sceglie la via della fuga. Proprio come ha fatto Pamela, la nostra protagonista, che ha cercato rifugio nell’accogliente Trieste, nella speranza di lasciarsi alle spalle un passato doloroso, un fardello troppo pesante da portare. Ma prima di addentrarci nel suo presente triestino, è necessario ripercorrere le tappe del suo vissuto, mettere ordine nei suoi ricordi, per comprendere appieno le ragioni di questa sua drastica decisione.

Pamela è una ragazza di ventidue anni immersa nella vivace ( e molto stressante) atmosfera universitaria e condivide la sua quotidianità con Acca, la sua fedele amica a quattro zampe dallo sguardo affettuoso e dalla coccola facile. La sua vita sociale è un mosaico di legami intensi con un gruppo di amici che stravede per lei (la dinamica affettiva che intreccia Michele, Andrea e Cordelia, un trio che esplora le sfumature del poliamore con delicatezza è davvero squisita). Nel suo cuore pare che ci sia Aku (scegli me, prendi me, ama me!), un ragazzo finlandese dal fascino nordico, una promessa di futuro stabile e accogliente, tra una risata e una coccola.

Questo precario equilibrio, costruito con tenacia e fatica lontano dalle ombre del passato, viene improvvisamente incrinato dalla notifica luminosa di un nome sullo schermo del telefono. Un presagio inquietante, un’ondata che rompe la superficie placida della sua nuova vita, annunciando il ritorno inatteso di un capitolo che Pamela credeva (molto inconsciamente?) ormai chiuso.

Una singola telefonata, una richiesta di aiuto, agisce come una scossa tellurica, smuovendo sentimenti repressi e riportando prepotentemente nella sua bolla una figura significativa del suo ieri: Iacopo D’Angelo. Definirlo una semplice “vecchia conoscenza” è un eufemismo che non rende giustizia alla profondità del loro legame. Iacopo è stato il compagno di banco, il confidente dei segreti adolescenziali, il primo battito del suo cuore ingenuo. Insieme hanno condiviso i banchi di scuola, le luci del palcoscenico amatoriale, le notti di spensierate baldorie, un’intesa simbiotica che li rendeva, agli occhi del mondo, inseparabili.

Eppure, quel legame apparentemente indissolubile si è trasformato in una ferita lacerante. Iacopo, con azioni e parole che hanno inciso profondamente nell’anima di Pamela, le ha sottratto frammenti di sé, giorno dopo giorno, fino a quando, stremata dal dolore, ha preso una decisione radicale: abbandonare tutto, recidere i ponti con quel passato opprimente e fuggire lontano, cercando un a pace che si è rivelata illusoria.

Ora, quel passato la insegue, reclamando la sua attenzione, costringendola a un confronto inevitabile, un resa dei conti definitiva. Pamela si trova così costretta ad intraprendere un viaggio interiore doloroso e catartico, un percorso accidentato costellato di ricordi amari e silenzi carichi di significato. Un viaggio necessario per sciogliere i nodi del rancore, per concedere e concedersi il perdono, unica via per liberarsi dalle catene del passato e volgere lo sguardo, finalmente sereno, verso quel futuro che la attende, un futuro da vivere appieno, senza il peso dei rimpianti.


Affrontare le pagine di questo romanzo ha rappresentato per noi un’esperienza emotivamente intensa. Non certo per una mancanza di fluidità narrativa o di piacevolezza stilistica, anzi, la scrittura si è rivelata gradevole e scorrevole. La vera difficoltà è scaturita dal denso carico emotivo che permea nelle pagine, dalla palpabile sofferenza che si irradia dalle vicende narrate.

Confessiamo di non aver sempre condiviso le scelte intraprese dalla protagonista, Pamela. In alcuni frangenti, la sua reazione, il suo cedimento, hanno suscitato in noi una punta di… fastidio, se possiamo usare questo termine. Ci siamo ritrovate a dissentire internamente, a immaginare un nostro diverso approccio di fronte agli eventi descritti.

Pensiamo, ad esempio, a quella telefonata, quel contatto inatteso dal passato. Istintivamente, la nostra reazione sarebbe stata diametralmente opposta. Avremmo risposto, non senza esitazione. Avremmo prestato ascolto alle parole, alla voce dall’altro capo del filo, non senza una buona dose di disagio e paura.
Avremmo accolto quel ritorno, quel riaffiorare di sentimenti che credevamo ormai sopiti, relegati in un angolo remoto della memoria, e che invece, forse, attendevano solo una scintilla per risvegliarsi dal loro torpore. Avremmo fatto i conti con quelle emozioni, anche con il rischio di riaprire vecchie ferite, per poi, con lucidità e fermezza, trarne le conclusioni e, se necessario, chiudere quella conversazione, quel capitolo.

La nostra reazione emotiva di fronte al dolore affettivo è, in effetti, molto diversa da quella di Pamela. Se qualcuno ferisce profondamente, se arriva a spezzare qualcosa dentro di noi, la risposta è netta, radicale: la cancellazione. Non si tratta di un semplice allontanamento fisico o emotivo, ma di una vera e propria eliminazione dalla sfera esistenziale. Quella persona cessa di esistere, come se fosse stata inghiottita da un buco nero della memoria.

Questo meccanismo di difesa, ormai rodato da tempo, forse persino eccessivo nella sua drasticità, rappresenta per me un baluardo protettivo, l’unica strategia che abbiamo trovato efficace per preservare la nostra integrità emotiva e sottrarsi al rischio di ulteriori sofferenze. È un confine netto, invalicabile, che abbiamo eretto a salvaguardia del benessere interiore, una barriera forse rigida, ma che nel tempo si è rivelata essenziale per la nostra ‘sopravvivenza’ emotiva. Leggere le reazioni di Pamela, così distanti dalle nostre, ci ha inevitabilmente portato a riflettere ancora più profondamente sulla personale gestione del dolore e sulla complessità delle dinamiche affettive.

Nel complesso possiamo dire che è un testo semplice ma tosto allo stesso tempo. Dove veniamo messi di fronte alla realtà, alle maschere che indossiamo e togliamo quotidianamente in base a chi frequentiamo e
a quanto vogliamo mostrare di noi stessi. Il lavoro fatto dall’autrice è interessante, da approfondire a livello di caratterizzazione in alcuni
punti ma molto ben fatto in altri.
La penna è veloce e coinvolgente, una struttura semplice e lineare.

Detto ciò abbiamo trovato ‘Maschera per Maschera’ di Vera Lazzaro, un buon romanzo d’esordio. Un romanzo che ripercorre un parte di vita, quella delle relazioni tossiche, che tutti ci ritroviamo almeno una volta nella vita a dover affrontare che si tratti di amore o amicizia. Molto azzeccato il binomio tra vita reale e il teatro che nel romanzo ha un valore molto importante per i protagonisti, soprattutto per quanto riguarda il dover indossare una maschera tutti i giorni.

ringraziamo l’autrice per averci fornito una copia di Maschera per Maschera in cambio di una recensione onesta.

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Pubblicato in: in valigia, Narrativa contemporanea, Romanzo

Valigia Librosa 7.0

Il Buon Lettore aspetta le vacanze con impazienza. Ha rimandato alle settimane che passerà in una solitaria località marina o montana un certo numero di letture che gli stanno a cuore e già pregusta la gioia delle sieste all’ombra, il fruscio delle pagine, l’abbandono al fascino d’altri mondi trasmesso dalle fitte righe dei capitoli.

— Italo Calvino

Le vacanze finalmente sono sempre più vicine ed è ora di iniziare a pensare alla ‘valigia’.
Come ogni buon lettore che si rispetti il mio primo pensiero è stato: ” Bene, ora posso leggere una quantità spropositata di libri senza sentirmi in colpa se non faccio il restante delle cose che dovrei fare “.
Una delle cose che dovrei fare è la valigia di abiti che mi osserva dal fondo del letto e io spero che si riempia da sola.
Purtroppo non lo sta facendo.
Fortunatamente non succede la stessa cosa con la mia valigia dei libri: è da settimane che decido, confronto, aggiungo e tolgo libri alla lista di quelli che devo portarmi in vacanza.
Pianifico, confronto e decido.
Ma.
Un po’ come succede a Capodanno dove – ti fai un’esame di coscienza – ti riprometti che farai un sacco di cose – palestra, dieta, giardinaggio, relazionarsi, – lo stesso succede quando devo preparare la mia valigia librosa.
La mia lista quest’anno è molto magra perché ho deciso di portarmi solamente 3 libri cartacei.
Ovviamente con me ci sarà anche il fedelissimo kindle, compagno di scorribande, pieno zeppo di libri da leggere. Diciamo che parto con la consapevolezza che potrò cambiare idea in diciotto giorni di panciolle.

Il primo romanzo che ho deciso di portare con me è ‘Dio di Illusioni‘ di Donna Tartt. Ne ho sentito parlare davvero bene, nonostante le chiacchiere arrivino dal booktok. E mi fido e non mi fido, ma la libraia me lo ha caldamente consigliato e chi sono io per non comprarlo?


Il secondo romanzo che porto in vacanza con me è ‘Quando avevamo le ali‘ di Ayanna Lloyd Banwo. Mi ha incuriosito moltissimo la trama ed è uscito da poco. Essendo edito da Einaudi l’ho preso con la promo ed ho ricevuto uno zaino in regalo.

Nella labirintica città di Port Angeles, a Trinidad, Darwin non trova altro impiego che al cimitero, a contatto con quei defunti che la fede rastafariana di sua madre gli imporrebbe di rifuggire. Yejide discende dai corbeaux e, come tutte le donne della sua famiglia, porta con sé il gravoso dono di comunicare con i morti. Sfidando la forza di una tradizione avversa, i due intrecciano i loro destini, divenendo i protagonisti di una salvifica storia d’amore in un mondo in bilico tra il bianco e nero delle miserie umane e il grandioso technicolor della natura. La vita su un’isola dei Caraibi può essere tutt’altro che idilliaca: anche in un luogo permeato dalla bellezza rigogliosa e terribile della natura, il contatto con la realtà urbana è necessario se si vuole sopravvivere. Occorre accettare compromessi, talvolta rinnegare il proprio passato. Lo sanno bene Darwin e Yejide, i due protagonisti di un’insperata quanto salvifica storia d’amore che nasce per entrambi da un desiderio di libertà e riscatto. Per poter aiutare sua madre, sola e ormai troppo affaticata per continuare a fare la sarta, Darwin deve cercare lavoro in città, ma questo significa adattarsi a una vita che non ha mai conosciuto. L’unico incarico che riesce a trovare, al cimitero Fidelis, è proprio quello che gli impone di abbandonare tutte le certezze che hanno plasmato e sostenuto la sua esistenza: il rastafarianesimo, i dreadlock, la promessa di non avere mai a che fare con i morti. Nonostante la fatica fisica e morale che gli viene richiesta per svolgere le sue mansioni, e il non facile rapporto con i suoi compagni di lavoro, Darwin riesce ad abituarsi a quella vita, o almeno così crede. Yejide, invece, è nata e cresciuta in una grande e tentacolare casa coloniale al confine con la foresta, e la sua natura è solo in parte umana: come tutte le donne della sua famiglia, discende dai corbeaux, grandi uccelli neri e voraci che volano a est verso il sole che sorge liberando le anime dei morti. Ed è proprio qui, in questa discendenza animale, che risiede il tragico talento di cui Yejide è depositaria: la capacità di vedere, sentire, comunicare con i morti e accompagnarli nel momento del trapasso. Un dono e una condanna insieme, che la costringe a un conflitto interiore tra l’accettare la pesante eredità di chi l’ha preceduta e il desiderio di essere normale, di poter amare ed essere amata. In un susseguirsi di momenti al confine tra realtà e sogno, i due giovani si incontrano, riconoscono la reciproca sofferenza e si concedono il lusso di un’umana passione in un mondo perennemente in bilico tra la vita dei vivi e quella dei morti. In una prosa ricca e ritmata che restituisce colori, luci e profumi delle isole caraibiche, realtà e fantasia si intrecciano in una storia dove la forza e i limiti dell’identità culturale si scontrano con la necessaria ricerca della propria identità personale.

Il terzo ed ultimo romanzo che finisce in valigia è ‘Gli spaiati‘ di Ester Viola. Lui l’ho scovato nella mia libreria e ho deciso di portarlo con me e di leggerlo finalmente. Anche perché anni fa ho letto il primo romanzo che segue la protagonista Olivia e mi era piaciuto.

«Tutto quello che so sull’amore l’ho imparato in tribunale ». Olivia ama Luca. Luca ama Olivia, ma per il bene della sua ex moglie deve trasferirsi da Napoli a Milano. Olivia per lui è pronta a buttare tutto alle ortiche, ma le ortiche pungono e lei lo sa bene. Non è facile innamorarsi, se di mestiere fai l’avvocato divorzista. Ma forse è un alibi anche questo. Forse, semplicemente, certe persone sono inadatte alla vita di coppia, sono nate spaiate. Al primo segnale che qualcosa non funziona, gli spaiati affondano anche il salvabile.

Pubblicato in: Narrativa contemporanea, Romanzo, young adult

Today, Tonight, Tomorrow – Rachel Lynn Solomon – RECENSIONE

a cura di Rossella Lazzari

Se Rowan Roth, la protagonista femminile nonché voce narrante di questo romanzo, leggesse ciò che sto per scrivere, mi beccherei come minimo un’occhiataccia e una filippica sulla bellezza, complessa e universale sottovalutazione dei romanzi rosa. Ebbene, lo dichiaro, io non amo i romanzi rosa!
Eppure ‘Today, Tonight, Tomorrow – Nemici oggi, innamorati domani‘ non solo è a tutti gli effetti un romanzo rosa, ma è anche un romanzo rosa Young Adult che parla di romanzi rosa!
Quindi perché l’ho letto? Perché due, tre volte l’anno, nel marasma di uscite editoriali, qualche romanzo rosa solletica la mia curiosità e supera le maglie strette delle mie scelte letterarie.
E c’è da dire che, immancabilmente, quello che leggo mi piace.
Nel caso del romanzo di Rachel Solomon di cui mi accingo a parlarvi, invece, non solo mi è piaciuto, ma mi ha anche divertito (il che accade di rado) e – cosa più importante – mi ha fatto riflettere.
Quando il sipario si apre, la diciassettenne Rowan Roth è pronta – si fa per dire – a vivere il suo ultimo, entusiasmante, terrorizzante giorno di liceo.
Sa che dopo dovrà separarsi dalla sua scuola, dalle amiche, dalla sua città per andare al College. E sa, soprattutto, che per l’ultima volta oggi dovrà competere con “la sua nemesi”, Neil McNeir, e dovrà batterlo.
La competizione tra Rowan e Neil ha origine nel concorso letterario tenutosi durante il primo anno, vinto da lui e al quale lei totalizzò solo un secondo posto. Da lì cominciò tutto: romanzi rosa contro classici, amore contro razionalità, presidente di quel club sportivo contro migliore in quell’attività… non c’era partita per nessun altro, i più bravi e i più competitivi erano loro, Rowan e Neil, Neil e Rowan… fino a quel fatidico ultimo giorno. Chi terrà il discorso di fine anno? E soprattutto, chi vincerà “Ulula al sole”? Se vi state chiedendo cos’è, beh, è una sorta di caccia al tesoro a tema letterario che per tradizione i ragazzi del terzo anno organizzano per permettere a quelli dell’ultimo di salutare in modo degno la loro città e i loro amici: giocando e portando al massimo la loro competitività. Rowan è determinatissima a vincere ed eliminare Neil, ma… e se per avventura i due si ritrovassero a collaborare? E se scoprissero di avere in comune più di quanto avessero mai pensato? E se non si detestassero poi così tanto? “Ulula al sole” dura tanto… e tutto può accadere.
Ecco, è chiaro che la trama non è la più originale che abbiate mai letto, ma la realizzazione potrebbe sorprendervi, ve l’assicuro. Tanto per cominciare, nonostante le premesse, il romanzo è meno melenso di quanto pensassi. Inoltre in 320 pagine l’autrice ha il tempo di affrontare tematiche che esulano dall’adolescenza: l’ebraismo, il sentirsi diverso, il senso di colpa se non si corrisponde pienamente alle aspettative altrui, tanto per fare degli esempi. E poi, come dicevo, questo romanzo mi ha fatto riflettere in particolare su due aspetti. In primis la competitività: tutti sappiamo quanto siano competitive le scuole americane, l’abbiamo sempre letto nei libri o visto in film e serie tv. Ma siamo poi così sicuri che la competitività sia sempre positiva? È vero che, al netto di scorrettezze, dovrebbe premiare l’eccellenza e spingere tutti ad impegnarsi al massimo per raggiungere risultati, ma, come ci mostra questo romanzo, impedisce anche alle persone di conoscersi davvero e di intessere quei rapporti di amicizia che sono fondamentali a tutte le età, ma specialmente quando si cresce e ci si forma. Chiediamoci, poi, come vengono visti dagli altri i cosiddetti “migliori”, i primi della classe? A quale pressione sono sottoposti? E cosa succede a chi resta indietro? Per tornare al romanzo, è senz’altro vero che sia Rowan che Neil non sono compartimenti stagni, hanno buone amicizie consolidate, ma è anche vero che pur gareggiando da quattro anni, devono arrivare all’ultimo giorno per non guardarsi in cagnesco e per cominciare a conoscersi davvero.
In secondo luogo, uno dei temi cardine su cui è imperniato il libro è il pregiudizio. L’autrice lo affronta approfonditamente in più declinazioni, ma a me hanno fatto riflettere le considerazioni in campo letterario. Quante volte diciamo “non mi piacciono i thriller”, “i romanzi d’amore sono per femminucce”, “che noia i classici”, “non leggo fantascienza”?
Ve lo dico io: troppe.

È come se leggere un determinato tipo di libri ci squalificasse agli occhi nostri e degli altri, ci rendesse lettori peggiori di altri… Non potremmo, invece, leggere semplicemente quello di cui abbiamo voglia sul momento, senza star troppo a pensare a presunti status di lettore (che inevitabilmente rimandano ad altrettanti status di intelligenza)?
Io stessa, all’inizio di questa recensione, ho dichiarato: “Io non amo i romanzi rosa!”. Mi sono sentita punta sul vivo, quindi, dalle riflessioni di Rowan Roth che mi hanno portata a pensare – con disagio – ai tanti pregiudizi letterari di cui sono vittima. Certo, i romanzi rosa non diventeranno le mie letture preferite da oggi in poi, ma se in futuro avrò voglia di perdermi nella coccola rassicurante di un lieto fine assicurato e di una storia che faccia sognare un po’, asseconderò l’istinto con più naturalezza. Questo è il mio impegno personale… e voi? Quanti e quali pregiudizi letterari avete? Pensateci, intanto leggete “Today, tonight, tomorrow” di Rachel Lynn Solomon.
Chissà che non scopriate cose nuove su voi stessi e i vostri gusti.


Il libro.

Quarta di copertina: Seattle. La diciassettenne Rowan Roth non ha un sogno, ma un obiettivo: essere la migliore per garantirsi l’accesso all’università che ha scelto. È un fuoco che le brucia dentro, indomabile. Lo stesso fuoco che le ha permesso di sopravvivere al liceo, in particolare a quell’insopportabile saputello di nome Neil McNair. Non c’è stato compito in classe o competizione in cui non si siano affrontati, soprattutto se c’erano di mezzo i libri. Per questo, quando l’ultimo giorno di scuola inizia la famosa caccia al tesoro degli studenti dell’ultimo anno, Rowan è determinata a vincere. È una gara spietata, in cui solo un vero esperto di letteratura può trionfare. Lei è pronta a tutto, persino ad allearsi con il suo acerrimo nemico. Con il passare delle ore, i due mettono da parte le divergenze e diventano una squadra imbattibile. Anzi, scoprono di avere molte cose in comune. Con stupore, Rowan deve ammettere che Neil non è così male. Che il caldo profumo della sua felpa è confortante. Forse, in tutti quegli anni, si è sempre sbagliata. O forse lui sta tramando qualcosa. Rowan non ne è certa, sa solo che non riesce a smettere di pensare a quel bacio rubato su una panchina.


L’autrice.

Rachel Lynn Solomon scrive di persone imperfette che si innamorano. È l’ autrice di bestseller del New York Times di The Ex Talk , Weather Girl , Today Tonight Tomorrow e altre commedie romantiche per adolescenti e adulti. I suoi libri sono stati opzionati per il cinema e tradotti in più di 15 lingue.
Al liceo, Rachel cantava e suonava la tastiera in una band di sole ragazze, e una volta faceva parte di un gruppo di persone che hanno battuto un Guinness World Record per le rosse più naturali in un posto. Dopo essersi laureata in giornalismo presso l’Università di Washington, ha lavorato per i media del nord-ovest come The Seattle Times e KUOW Public Radio.
Originaria di Seattle, attualmente sta navigando nella vita da espatriata con suo marito ad Amsterdam.

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La mia vita nella tua, Jojo Moyes – recensione

inspira per sei secondi, trattieni per tre, espira per sette.

Potremmo risultare ripetitive, ma anche questa volta non possiamo esimerci da dire che Jojo Moyes non delude mai.
A distanza di due anni è tornata, passando forse un po’ in sordina, con un nuovo romanzo incentrato sulle donne e non sbaglia il colpo neanche questa volta.


Carrie Bradshaw sarebbe orgogliosa di sapere che un paio di scarpe Christian Louboutin, nonostante lei sia una grande amante delle Manolo Blahnik, possa aver fatto la differenza nelle vite di Nisha e Samantha. Sono loro le due donne protagoniste, due donne con vite completamente diverse, ma che nella loro diversità si ritrovano unite da un paio di scarpe e forse qualcosa di più. Molto di più.


La Moyes è solita usare i suoi romanzi per raccontare il coraggio e la forza delle donne, le sue sono eroine contemporanee. Eroine alle prese con un mondo ancora patriarcale, per niente inclusivo e a tratti deprimente.
Ma come solo le eroine possono fare queste donne spazzano via tutto e si scoprono più forti quando sono unite.
A volte basta una coincidenza per fare di estranee completamente diverse una squadra inarrestabile. In questo caso, si tratta di un paio di Louboutin.


A nostro avviso ha superato il romanzo precedente e rimane una fuoriclasse intoccabile nella sua categoria.
La trama non è banale e mai scontata, è divertente e toccante al punto giusto.
Ogni volta Jojo Moyes riesce a scrivere qualcosa di più bello ed intenso, i personaggi pennellati benissimo prendono vita come se li si avesse davanti, anche quelli secondari.
Le donne di Jojo poi sono incredibili: personaggi perfetti che rendono onore e giustizia alla complessità dell’immenso universo femminile. Assolutamente delle protagoniste indiscusse come lo è la Moyes nell’empireo delle grandi scrittrici.

P.S. questo libro sarebbe un grande, grandissimo film.


Quarta di copertina: Nisha vive nel lusso grazie al matrimonio con un ricco uomo d’affari fino al giorno in cui, di punto in bianco, lui le chiede il divorzio e la estromette dalla sua vita, privandola di tutto ciò che fino a quel momento possedeva. Benché Nisha sia determinata a tenersi stretti i suoi privilegi, ciò che le rimane è solo una borsa da palestra di un’altra donna con dei vestiti a buon mercato che non le appartengono. Sola e abbandonata, comincia a capire cosa significhi non avere più nulla, il peggiore dei suoi incubi, e dover ripartire da zero. Sam, invece, sta vivendo una profonda crisi. Suo marito è disoccupato e depresso, sua figlia sembra non accorgersi neanche di lei e non ha nessuna soddisfazione sul lavoro. Sam è una donna dall’animo gentile, che si è dimenticata di se stessa per soddisfare solo i bisogni degli altri. Quando si accorge di aver preso per sbaglio la borsa di un’estranea in palestra e si trova costretta a indossare delle provocanti scarpe rosse di coccodrillo di Christian Louboutin per partecipare a una serie di riunioni di lavoro, inizia a rendersi conto che qualcosa deve cambiare: incredibilmente quei tacchi vertiginosi la portano a una svolta. Jojo Moyes ha un talento speciale nel parlare dritto al cuore delle donne, descrivendo con sensibilità le loro fragilità e la loro grande forza. La mia vita nella tua è una commedia ricca di sorprese e colpi di scena, ma soprattutto una storia sul valore dell’amicizia al femminile.


Chi è Jojo Moyes?

Pauline Sara Jo “Jojo” Moyes (Londra, 4 agosto 1969) è una scrittrice, sceneggiatrice e giornalista inglese, due volte vincitrice del premio RomanticNovel of the Year Award da parte della Romantic Novelists’ Association.
Ha lavorato come giornalista per dieci anni all’”Independent” prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Con Io prima di te (2013), da cui è stato tratto un film di grandissimo successo nel 2016, e Dopo di te (2016) è diventata una delle scrittrici più affermate al mondo. È tradotta in quaranta paesi e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche. Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi, tra cui Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015. L’autrice vive nell’Essex con il marito e tre figli.

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Tu prima di me (Two Wrongs Make a Right), Chloe Liese – segnalazione

Casa Editrice: Newton Compton Editore | Prezzo: € 9,90 | Data di pubblicazione: 7 febbraio 2023




Quarta di copertina: Jamie Westenberg e Bea Wilmot non hanno nulla in comune, a parte un primo incontro disastroso. Lei ha un disturbo nello spettro autistico, lui è un maniaco del controllo che detesta gli imprevisti. Per questo, quando i loro rispettivi amici gli tendono un tranello per farli mettere insieme, si sentono ingannati e realizzano di aver in comune finalmente una cosa: il desiderio di farla pagare a quegli insopportabili impiccioni. Fingeranno di essersi perdutamente innamorati, prendendosi gioco degli aspiranti Cupido, per poi rompere in maniera spettacolare, così da porre fine una volta per tutte alle intrusioni nelle loro vite sentimentali. C’è solo un problema: perché il piano funzioni è necessario che l’amore sembri autentico. Il che vuol dire trascorrere parecchio tempo insieme. E se fingere di essere innamorati diventasse improvvisamente sempre più facile? Forse, allora, gli intriganti Cupido non avevano sbagliato del tutto la mira…


Chi è Chloe Liese?




Chloe scrive romanzi che riflettono la sua convinzione che tutti meritino una storia d’amore. Le sue storie racchiudono un pugno di calore, cuore e umorismo e spesso presentano personaggi neurodivergenti come lei. Quando non sogna il suo prossimo libro, Chloe trascorre il suo tempo vagando nella natura, giocando a calcio e felicemente a casa con la sua famiglia e i gatti dispettosi.

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Lasciati portare via, Lilian McRieve – segnalazione

Casa Editrice: Ultima Stesura | Prezzo: € 0,99 | Data di pubblicazione: 30 giugno 2022

Quarta di copertina:

Cassandra Semoni è su un volo per Milano, con un manufatto unico tra le mani e l’incarico di venderlo a Ryou Tokugawa, il cliente più difficile dai tempi di Napoleone.
Purtroppo, però, non ha alcuna conoscenza del prodotto, o della lingua, o di come gestire una trattativa. Possibilità di successo: non pervenute.
Cassandra sa che sta dicendo addio alla sua carriera prima ancora di averla conosciuta, ma è decisa a tentare il tutto per tutto. Anche se questo significa seguire il mercante d’arte fino in Giappone per far saltare i piani della rigidissima nonna di lui, che lo vorrebbe incastrare in un matrimonio combinato.
Ma se poi Cassandra scoprisse che sotto la maschera del ricco e spietato affarista c’è un uomo intrappolato nelle regole di una tradizione che non sente propria? Riuscirebbe ancora a stare al gioco?
Un incontro di cuori, uno scontro di culture, e, come sempre, in amore e in affari tutto è lecito.


Chi è Lilian McRieve?

Un tempo scavava a Pompei, in cerca di antichi tesori. Tipo che Indiana Jones le faceva un baffo. Poi però è affogata in un pozzo di miele e ne è uscita gocciolando parole smielose. Non è ancora riuscita a levarselo tutto.

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Ho prenotato un albero in paradiso, Lucia Ruto – segnalazione

Casa Editrice: Vertigo | Prezzo: € 14,90 | Data di pubblicazione: 30 giugno 2022

Quarta di copertina: Un matrimonio in crisi, un vecchio amore che dal passato ritorna e riaccende la passione nel cuore e nella mente di una donna desiderosa di sorridere e guardare con rinnovato ottimismo alla vita. Scrive versi d’amore, trascinata da un’intima estasi di piacere, inebriata da una brezza ristoratrice che la consegna a giorni di piccole e preziose trasgressioni, dovendo al contempo affrontare gli ostacoli posti in essere da un marito ostinato, arroccato nella presunzione di averla ancora accanto, incapace di rinunciare a lei e a tutto quello che hanno costruito. Ma non c’è complicità, non c’è armonia. È l’egoismo a renderlo agguerrito e Bea lo sa. Dall’altra parte, Mauro rappresenta l’orizzonte incerto di una felicità ancora possibile. È una storia complicata, diremmo, vera e drammatica, vissuta su un equilibrio instabile che rischia di spezzarsi al primo passo falso. E dall’illusione alla delusione, la più cocente, il passo può essere breve. Rischia tutto, Bea. E noi lettori siamo con lei, tra bonaccia e tempeste, guardando a quell’angolo di paradiso che l’attende.

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Quel maledetto Vronskij, Claudio Piersanti – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Rizzoli | Prezzo: € 18,00 | Data di pubblicazione: 30 marzo 2021

Quarta di copertina: La storia di un uomo che non crede alla fine di un amore. Un romanzo di ossessioni, tenacia e tenerezza. “Perdonami, sono tanto stanca. Non mi cercare”. Solo questo lascia scritto Giulia, prima di scomparire nel nulla. E suo marito Giovanni, nella casa improvvisamente vuota, si sente un naufrago. Il loro è un amore fatto di cose minime: la colazione al mattino, con le fette imburrate e la marmellata; un bacio volante prima di andare al lavoro e un altro più lungo la sera, quando lui torna dalla tipografia con le dita sporche d’inchiostro; abbracciarsi in giardino, tra le rose che lei ha potato con cura. Dopo una vita insieme, non hanno ancora perso la voglia di farsi felici l’un l’altra. O almeno, così credeva lui. Adesso Giovanni, in cerca di risposte, guarda tra i libri di Giulia e dagli scaffali pesca il più voluminoso: Anna Karenina. Comincia a leggere. E si convince che sua moglie abbia trovato un altro uomo, un amante focoso, un maledetto Vronskij. Geloso e amareggiato, si chiude in tipografia, deciso a creare una copia unica del capolavoro di Tolstoj: carta pregiata, copertina in pelle, nella speranza, un giorno, di farne il suo ultimo pegno d’amore per Giulia. Ma la vita non è un romanzo, procede per strappi lievi e imprevedibili. Quando il mistero della scomparsa si svela, Giovanni capisce che c’è sempre qualcosa che ci sfugge, e tutto ciò che possiamo fare è smettere di averne paura.


Chi è Claudio Piersanti?


(Canzano, Teramo 1954) scrittore italiano. A lungo giornalista scientifico, ha ritratto nei suoi romanzi la quotidianità di uomini e donne comuni alle prese con il malessere sociale e la solitudine, e con una scrittura asciutta e quasi cruda ne aggira il pudore cogliendoli nella profondità dei sentimenti (L’amore degli adulti, 1989; Luisa e il silenzio, 1997, premio Viareggio; L’appeso, 2000; Il ritorno a casa di Enrico Metz, 2006). Fonte immagine: sito editore Feltrinelli.

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Spatriati, Mario Desiati – Premio Strega 2022

Casa Editrice: Einaudi | Prezzo: € 20,00 | Data di pubblicazione: 27 aprile 2021

Quarta di copertina: Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano più. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant’anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d’Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo “Candore” torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell’indagare i dettagli più ruvidi dell’istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell’atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l’acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull’appartenenza e l’accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.


Chi è Mario Desiati?

Mario Desiati è originario di Martina Franca, ha pubblicato tra gli altri: Il libro dell’amore proibito (Mondadori 2013) e Mare di Zucchero (Mondadori 2014). Per Einaudi ha pubblicato Candore (2016 e 2021) e Spatriati (2021).
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Sfida all’ultimo bacio, Anna Premoli – segnalazione

Casa Editrice: Newton Compton Editore | Prezzo: € 9,90 | Data di pubblicazione: 2 Maggio 2022

Quarta di copertina: Alicia Garcia e Anderson Douglas provengono da due mondi assolutamente diversi, eppure il loro primo incontro – durante una serata di gala – è destinato a rimanere memorabile. Anderson, rampollo di una potente famiglia della Georgia, è tornato ad Atlanta per presiedere una raccolta fondi al posto del nonno, senatore da decenni, ma al momento fuori gioco per un problema di salute. Alicia invece si è “infiltrata” alla festa per carpire qualche segreto sulla fazione politica avversa. Sulla carta Anderson e Alicia non hanno nulla in comune, anzi, sono dichiaratamente nemici. Eppure le loro strade sembrano destinate a incrociarsi in molte altre occasioni. E se alla fine scoprissero che le loro idee non sono così distanti, almeno non su tutto?


Chi è Anna Premoli?

È nata nel 1980 in Croazia; vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Il suo romanzo d’esordio, Ti prego lasciati odiare, è stato un libro fenomeno: per mesi ai primi posti nella classifica, ha vinto il Premio Bancarella. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurroFinché amore non ci separiTutti i difetti che amo di teUn giorno perfetto per innamorarsiL’amore non è mai una cosa sempliceL’importanza di chiamarti amoreÈ solo una storia d’amoreUn imprevisto chiamato amoreNon ho tempo per amartiL’amore è sempre in ritardoQuesto amore sarà un disastroMolto amore per nullaTutto a posto tranne l’amoreNon sono una signora Sfida all’ultimo bacio. Tutti bestseller, tradotti in diversi Paesi.

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ANTEPRIMA: Un raggio di buio, il nuovo libro di Ethan Hawke

Uscirà il 30 marzo 2022, edizione SUR, il nuovo romanzo di Ethan Hawke dal titolo ‘Un raggio di buio’ (A bright ray of darkness).
Hawke è (forse) più famoso come attore ma è anche regista, sceneggiatore e scrittore affermato, questa è la quarta opera letteraria (tradotta in italiano) del noto autore/attore/cineasta americano, dopo il promettente esordio del 1996 con L’amore giovane e la conferma con Mercoledì delle Ceneri, seguiti da Le regole del cavaliere (edizioni Sonda).

A PROPOSITO DI Un raggio di Buio

La copertina dell’edizione Knopf (2 febbraio 2021)

L’appassionante storia di un giovane che fa il suo debutto a Broadway in Enrico IV proprio mentre il suo matrimonio implode: un “romanzo spiritoso, saggio e sincero” (Washington Post) sull’arte, l’amore e la fama.

Il romanzo, al posto dei capitoli ha un prologo e 5 ‘atti’, è una forma di meditazione su fama e celebrità e sul potere redentore e curativo dell’arte; un ritratto delle devastazioni e della delusione che lascia un divorzio; una commovente considerazione sulla paternità e sull’essere uomini oggi; un romanzo intriso di rabbia e sesso, desiderio e disperazione; indubbiamente anche un’appassionata lettera d’amore al mondo del teatro,  Un raggio di buio mostra la qualità di Ethan Hawke come romanziere come mai prima d’ora.

Il narratore del romanzo è un giovane tormentato, disgustato da se stesso dopo il fallimento del suo matrimonio, in parte spera ancora in una riconciliazione che gli permetta di perdonarsi e andare avanti mentre goffamente, e talvolta in maniera esilarante, cerca di gestire le macerie della sua vita personale con whisky e sesso. Ciò che lo salva è il teatro: in particolare, la sfida di interpretare il ruolo di Hotspur in una produzione di Enrico IV sotto la guida di un brillante regista. 
Bruciante, crudo e assolutamente travolgente, Un raggio di buio è un romanzo da non perdere.

William è un giovane attore di talento che ha raggiunto il successo a Hollywood e ha davanti una nuova sfida: debuttare a Broadway nell’Enrico IV di Shakespeare. Ma alla vigilia dell’inizio delle prove una sua scappatella finisce su tutti i giornali e i siti di gossip: William dovrà gestire una seria crisi familiare insieme alle dinamiche di gruppo all’interno della compagnia teatrale, in vista di una delle performance più importanti della sua carriera. Un romanzo autobiografico e corale che racconta con sincerità, intelligenza e grande verve narrativa la tensione fra vita privata e immagine pubblica, e alla possibile disumanità della fama e del successo contrappone la potenza della creazione artistica.

A PROPOSITO DI Ethan Hawke

Nasce in Texas nel 1970 ma si trasferisce da bambino nel New Jersey con la madre, e inizia a prendere lezioni di recitazione. Frequenta la West Windsor-Plainsboro High School (ora più nota con il nome di West Windsor-Plainsboro High School South) e la Hun School of Princeton. Figurò in commedie teatrali scolastiche come Santa Giovanna di George Bernard Shaw. Si è iscritto due volte al programma di inglese della New York University ed è fondatore e direttore artistico della prima compagnia teatrale della città di New York, la Malaparte Theater Company. Ha anche frequentato la Packer Collegiate Institute a Brooklyn. Ha recitato in film di grandissimo successo come L’attimo fuggenteGiovani, carini e disoccupatiPrima dell’albaGattacaOnora il padre e la madre e Training Day, per il quale ha ricevuto una nomination all’Oscar. Nel 2005 è stato candidato all’Oscar anche come sceneggiatore, per Prima del tramonto. Alla carriera cinematografica unisce da sempre quella teatrale, sia come attore (è stato diretto da Tom Stoppard e Sam Mendes), che come regista. L’amore giovane, il suo romanzo d’esordio, è stato seguito da Mercoledì delle Ceneri e Le regole del cavaliere.

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I nostri cuori chimici, Krystal Sutherland – recensione

« Ti hanno corrotto con questa stronzata che “l’amore è pazienza, l’amore è gentilezza” fin da quando eri piccolo. Ma l’amore è scienza. Voglio dire, si tratta solo di una reazione chimica nel cervello. A volte la reazione dura una vita, ripetendosi costantemente. Altre no. Altre si trasforma in una supernova e inizia a spegnersi. Siamo solo dei cuori chimici. Questo rende l’amore meno folgorante? Non penso. Ecco perché non capisco perché la gente dica sempre ” il cinquanta percento dei matrimoni finisce in divorzio” come giustificazione per non sposarsi. Solo perché un amore finisce non significa che non sia stato vero amore.»

Quando ci si avvicina ad un romanzo definito ‘YA’ subito scatta la presunzione di avere a che fare con contenuti poco profondi, probabilmente banali e con uno sviluppo di trama quantomeno scontato. In alcuni casi questo è vero, in questo caso in particolare non è così.
I personaggi non sono adolescenti patinati e straordinariamente belli, non sono angeli/demoni/prescelti/stregoni/fate, non sono particolarmente ricchi e non vivono in nessun posto pazzesco e incredibile. Vivono in qualche città abbastanza normale e appartengono in gran parte alla middle class, frequentano una scuola ordinaria che non è il liceo fighetto e nemmeno la scuola devastata con i metal detector.
Attraversiamo la narrazione in velocità grazie alla scrittura brillante e fluida che rende il protagonista, molto ben caratterizzato, un buon amico nel giro di poche pagine. Molto azzeccate anche le varie citazioni sparse all’interno del romanzo che vi faranno sorridere.
Facile immedesimarsi nel personaggio di Henry Page, con i suoi amici, la famiglia e i sogni nel cassetto, meno facile il contraltare femminile, Grace Town, tutto da scoprire mano mano che la storia si dipana.
Nulla di scontato dunque in questi ‘cuori chimici’, nessuno (o quasi) stereotipo mainstream per la classica storia d’amore adolescenziale. Ci sono due persone che crescono in un rapporto difficile che forse è amore o forse è dipendenza, forse è un rapporto tossico o forse è quello che ci voleva per poter fare un passo avanti nella vita.
Un romanzo ricco e forte, numerosi i personaggi ‘secondari’ che ci piacerebbe conoscere meglio, prima di tutto la sorella maggiore Sadie e lo stravagante Murray.
Perfetto per giovani adulti ma sicuramente apprezzabile da tutti quelli che hanno ancora un po’ di verve adolescenziale.

Le persone non hanno anime gemelle. Le persone si creano la loro anima gemella.

Henry Page non è fisicato, non è famoso nei corridoi della scuola, è appassionato di scrittura, dotato di un sense of humor molto sviluppato, fondamentalmente è un bravo ragazzo che non è mai stato innamorato. Grace Town irromperà nella sua vita con un carico di mille megatoni, e ci vorrà un bel po’ prima che Henry possa venire a capo, per quanto possibile, del puzzle di pezzi componenti questa ragazza così strana.
Henry Page è uno di noi mentre Grace è l’outsider. Ma è davvero così?
Impossibile andare avanti senza fare spoiler, da noi sono vietati, quindi conviene fermarsi qui.
Il libro funziona ed è una spanna sopra molte pubblicazioni considerabili simili, certamente un buon romanzo con contenuti non banali e una profondità maggiore di quella che ci si potrebbe aspettare.

Perché non vali meno della polvere di stelle, ma tutto ciò che posso regalarti è sporcizia.



Il film omonimo tratto dal romanzo (che trovate su Amazon prime video) è inferiore da questo punto di vista ma è comunque di un ottimo livello, gli interpreti sono azzeccati (Grace interpretata da Lily Reinhart e Henry interpretato da Austin Abrams) e il personaggio di Henry Page è tratteggiato correttamente, lo sviluppo narrativo perde molti colpi in gara con il corrispettivo cartaceo ma vince in simpatia e la semplificazione della storia è piuttosto riuscita. Rimane vincente la figura della sorella maggiore, forse in questa versione persino migliore.

Riassumendo: da leggere se si apprezzano romanzi con una buona dose di romanticismo ma non scontati e, diciamolo, patetici. Il film è un sicuramente un buon modo per farsi un’idea e capire se merita la pena.
Per noi sì.

a cura di Bianca Casale


Quarta di copertina: Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con un bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry sempre di più.


Chi é l’autrice?

Krystal Sutherland è un’autrice pubblicata a livello internazionale. Il suo primo romanzo, Chemical Hearts, è stato pubblicato in oltre 20 paesi ed è stato nominato dall’American Booksellers Association come uno dei migliori debutti del 2016. L’adattamento cinematografico, prodotto da Amazon Studios, vede protagonisti Lili Reinhart (Riverdale) e Austin Abrams (Dash &Lili, Euphoria); Sutherland è stato produttore esecutivo del progetto. 
Il suo secondo romanzo, A Semi-Definitive List of Worst Nightmares , è stato pubblicato con successo di critica nel 2017 ed è stato scelto per l’adattamento da Yellow Bird US. Nel 2018, è apparsa nell’elenco annuale “30 Under 30” di Forbes. Originaria dell’Australia, ha vissuto in quattro continenti e attualmente vive a Londra. Il suo prossimo romanzo per giovani adulti, House of Hollow, sarà pubblicato da Penguin nella primavera del 2021.