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Segnalazione: Il mare senza stelle, Erin Morgenstern

Casa Editrice: Fazi Editore| Prezzo: € 18,50 | Data di pubblicazione: 16 Luglio 2020

9788893256360_0_0_502_75Quarta di copertina: Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più. Preparatevi a solcare le pagine del Mare Senza Stelle, a perdervi in questo viaggio straordinario attraverso mondi inimmaginabili, che celebra il potere delle storie e l’amore per i libri. Finché il Mare Senza Stelle non scriverà l’ultima pagina.

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Segnalazione: Una sirena a Parigi, Mathias Malzieu

Casa Editrice: Feltrinelli | Prezzo: € 15,00| Data di pubblicazione:  16 Luglio 2020

41O0DUzY72L._SX317_BO1,204,203,200_Quarta di copertina: Una pioggia ininterrotta si abbatte su Parigi. È giugno del 2016 e la Senna è in piena; un’atmosfera apocalittica e surreale avvolge la città. I dispersi sono sempre più numerosi e il fiume trascina oggetti di ogni tipo. D’un tratto, un canto ammaliante e misterioso attira l’attenzione di Gaspard Snow che, incredulo, sotto un ponte scopre il corpo ferito e quasi esanime di una sirena. Decide di portarla a casa per prendersene cura e guarirla, ma ben presto tutto si rivela più complicato di quanto non sembri. La creatura gli spiega che chiunque ascolti la sua voce si innamora di lei perdutamente fino a morire, e nemmeno chi come Gaspard si crede immune all’amore può sfuggirle. Inoltre, come può un essere marino vivere a lungo lontano dall’oceano? Gaspard non si dà per vinto e trova nell’ingegno, nell’estro e nel potere dell’immaginazione gli strumenti per affrontare questa mirabile avventura e difendere un altro grande sogno: salvare il Flowerburger, il suo locale a bordo di un’imbarcazione, un regno di musica, arte e libera espressione.

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Segnalazione: Il soffitto di cristallo, Gianni Perrelli

Oggi segnaliamo con piacere un romanzo edito da Di Renzo Editore. Uscito a Settembre 2019, dalla trama si può cadere in errore pensando che si tratti di un romanzo un po’ fantascientifico, ma come dice il detto la speranza è comunque l’ultima a morire e un giorno – forse, chissà, mai – un paio di tacchi a spillo prenderanno davvero potere all’interno del parlamento italiano.

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Il soffitto di cristallo_9788883235252Quarta di copertina: Livia Serantoni è la prima donna a ricoprire la carica di
Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. La prima ad aver superato il soffitto di cristallo. Un traguardo diventato oggi la norma in Europa, ma quasi utopistico in
un paese machista come il nostro. Giorgio Recalcati è un giovane giornalista in promettente ascesa. Paolo Rizzi è un segretario di partito ormai dimenticato. Ognuno di loro ha pagato un prezzo. Forse troppo alto. Cosa e chi hanno sacrificato in nome della scalata al potere? Intorno a loro, il teatro della politica con i suoi intrighi di palazzo, le
oscure battaglie di partito, le ipocrite compiacenze, le illusioni mediatiche e le sirene dei social. L’attualità è l’ennesimo capitolo di una ragion di Stato ormai esausta, sopravanzata dalla propaganda populista. La prospettiva è la paura di perdere tutto che induce all’errore o alla facile promessa. Come resistere? Livia lo sa: questa è l’ultima occasione che ha per convincere e convincersi che la politica non s’improvvisa, si costruisce. Giorno dopo giorno.


Dicono dell’autore. 

Gianni Perrelli, giornalista e scrittore, intraprende la carriera giornalistica a Bari nelle redazioni de “Il Tempo” e “La Gazzetta del Mezzogiorno”, per poi passare da professionista a Roma, con l’agenzia di stampa Inter Press Service, dove si dedica a politica, cronaca e spettacoli. Si occupa di ciclismo e calcio per “Il Corriere dello Sport”, prima di diventare inviato speciale per “L’Europeo”, sui temi di politica nazionale e cronaca.
Nominato corrispondente dagli Stati Uniti negli anni ’80, al suo ritorno in Italia si trasferisce a “L’Espresso”, come responsabile degli esteri e dei servizi speciali. Vincitore nel 2005 del Premio Val di Sole per il giornalismo di politica estera, ha collaborato tra gli altri a “Il Fatto Quotidiano”, “La Repubblica”, e ha diretto il settimanale “Special”. Autore di saggi e romanzi, con Di Renzo Editore ha pubblicato “Habana libre” (2004), “Il tunnel”
(2012), “16 metri quadri” (2014) e “Professione reporter” (2019).

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Segnalazione: Ti regalo le stelle, Jojo Moyes

Segnaliamo l’uscita oggi di una stella del nostro personale firmamento di autrici.
Jojo Moyes è tornata signore e signori.
Non aspettavamo altro. Stiamo per buttarci in libreria pregando di trovare ancora una copia.
A leggere la quarta di copertina sembra una bomba assoluta. Voglio dire, tratto da una storia vera di donne libere e creatrici di una biblioteca ambulante a cavallo.
Cosa possiamo volere di più?

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Quarta di copertina: 1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve, lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosee aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventano sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte. La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O’Hare, una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tantomeno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inizia inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della WPA Packhorse Library. Leali e coraggiose, cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affrontando pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre. Ispirato a una storia vera, “Ti regalo le stelle” è una dichiarazione d’amore per la lettura e i libri.


Dicono dell’autrice: Pauline Sara Jo “Jojo” Moyes (Londra, 4 agosto 1969) è una scrittrice, sceneggiatrice e giornalista inglese, due volte vincitrice del premio RomanticNovel of the Year Award da parte della RoJojo Moyesmantic Novelists’ Association.

Ha lavorato come giornalista per dieci anni all’”Independent” prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Con Io prima di te (2013), da cui è stato tratto un film di grandissimo successo nel 2016, e Dopo di te (2016) è diventata una delle scrittrici più affermate al mondo. È tradotta in quaranta paesi e i suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche. Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi, tra cui Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato nel 2014, Un weekend da sogno e Una più Uno nel 2015. L’autrice vive nell’Essex con il marito e tre figli.

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23 Aprile – Il giorno dei libri e delle rose

Oggi è la giornata mondiale del libro. Evento patrocinato dall’Unesco che si festeggia il 23 aprile, fin dal 1996 ed ha come obiettivo la promozione della lettura e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il Copyright.
Perché proprio il 23 aprile?
Perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

Le manifestazioni sono tante in ogni parte del mondo ma quella che ci piace ricordare più delle altre è quella catalana in concomitanza con la festa di Sant Jordi (San Giorgio).
Per la tradizione barceloneta infatti gli innamorati si scambiano un dono, alle donne va una rosa, agli uomini un libro. Per fortuna sempre più spesso uomini e donne si regalano libri e rose.

Ne “Il labirinto degli spiriti”  di Carlos Ruiz Zafón:

Quel Sant Jordi prometteva di essere un giorno da cani.

«Allora quasi quasi è meglio non mettere le bancarelle in strada.»

«Nemmeno a parlarne. Don Miguel de Cervantes e il suo collega don William Shakespeare non sono morti tecnicamente lo stesso giorno, il 23 aprile, invano. Se sono schiattati entrambi con una tale precisione nella stessa giornata, noi librai non saremo da meno e non ci lasceremo intimorire. Oggi usciamo a unire libri e lettori anche se il generale Espartero ci bombarda dal castello di Montjuic.»

«Almeno mi porterai una rosa?»

La città di Barcellona, in ogni caso, in questa sorta di San Valentino catalano si trasforma in una libreria-fioraio a cielo aperto e i librai regalano una rosa per ogni libro acquistato, le rose sono il simbolo che richiama quelle che secondo la leggenda sarebbero sgorgate dal corpo del drago ucciso da San Giorgio.

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Recensione: Accendimi, Marco Presta

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Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: € 18.00
Pagine: 238 pagine
Valutazione: ✓✐

Quarta di copertina: Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte… La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è « intasata come una litoranea in agosto ».
Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai.
Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, « un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna ». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da lì dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita.



Recensione:

Ci ho pensato moltissimo prima di decidere se scrivere o no questa recensione: non mi piace dare valutazioni negative, ma sono consapevole che ogni tanto può capitare.
È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo per tenere alto l’onore del bistrot.

Quando scelgo cosa leggere, di solito, mi baso sulla copertina, sul titolo del libro, la fama dell’autore (a meno che non sia esordiente) e l’interesse per la trama.
In questo caso, sia la copertina che il titolo di questo romanzo mi hanno tratta in inganno: ci sono cascata con tutte le scarpe.
L’unica cosa di cui posso essere contenta è che per leggere Accendimi non ho speso un euro visto che l’ho preso in prestito in biblioteca.
Grazie, grazie e ancora grazie Bibliobus.
Leggendo la trama ho creduto che si trattasse di tutt’altro libro, di tutt’altra storia, ma continuando imperterrita nella lettura – perché verso metà libro dovevo sapere come sarebbe finito anche se ne avevo una vaga idea – mi sono resa conto che mi ha delusa, e anche parecchio.
Le alte aspettative che avevo di questo romanzo sono crollate, insieme all’autostima e alla dignità della protagonista, probabilmente.
Non saprei davvero come classificare Accendimi nei vari generi letterari, forse in un vero e proprio nonsense, perché davvero un senso questo libro non lo ha, per me.
La prima impressione provata una volta finito di leggere è stata la sensazione di non averlo trovato completo. Un leggero gusto amaro, a fondo gola. Come quando mangi qualcosa che credi che sia buono, invece poi si reputa tutt’altro che buono.
Ancora adesso, dopo qualche giorno dalla fine della lettura, continuo a credere che manchi qualcosa: una vera conclusione? O forse uno sviluppo più complesso?
Sto ancora cercando di decidere.

Se siete insicuri, dopo questa recensione, prenderlo o meno – ognuno ha il suo punto di vista e magari voi ci troverete qualcosa di bello in questo libro – non spendeteli questi 18.00 €, prendetelo in prestito in biblioteca.
Se l’avessi comprato, la mia copia sarebbe già stata scaraventata fuori dalla finestra.

Per concludere, come citato nella copertina del libro, “
C’è chi trova l’amore nell’aria”.
Se state leggendo questa recensione e siete single, signore mie, non vi preoccupate la vostra anima gemella è probabilmente nell’aria, dentro una radio oppure disperso in qualche universo parallelo.
Abbiate fede.

[ A cura di Rossella Zampieri ]

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Segnalazione: Un maledetto lieto fine, Bianca Marconero

Buongiorno, Bistrottiani!
Finalmente, da oggi potremmo avere tra le mani l’ultimo gioiellino di un’autrice italiana molto apprezzata e che noi Bistrotte leggiamo sempre volentieri!
Sapete già di chi stiamo parlando, vero?

In uscita oggi, per la Newton Compton Editore , vi segnaliamo l’ultimo libro di Bianca Marconero! 

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Prezzo: € 2.99 ( ebook ), € 7.45 ( cartaceo)
Amazon

Descrizione:

Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un’educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per “prova” sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più… Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni?

Inoltre, se seguite la pagina su facebook di Bianca Marconero saprete sicuramente de ” 100 novelle per 100 lettori”. Un’iniziativa che permetterà ai primi cento fortunati lettori che acquisteranno il cartaceo dell”ultimo libro, di ricevere anche la novella de ” Un maledetto lieto fine” , in versione cartacea intitolata “Montréal“, gratuita, numerata e firmata personalmente dall’autrice. Non siete elettrizzati? Noi, sì!

Per poter sapere come ricevere la copia, andate qui e buona fortuna!
Noi lo abbiamo già in pre-ordine e non stiamo più nella pelle!

Stamattina sulla pagina Facebook dell’autrice potete trovare anche il link per poter ascoltare uno dei quattro pezzi ispirati ai testi di Brando e degli Urban Knight.

Dicono dell’autrice:

Bianca Marconero è lo pseudonimo utilizzato da una scrittrice italiana che vive a Reggio Emilia, laureata in lettere, ha presentato una tesi su un poema cavalleresco. Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. ( menomale aggiungiamo noi! ). Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset.
E’ già autrice di una saga fantasy Albion, tradotta in inglese e spagnoloche potete trovare in tutti gli store online. Con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bellaL’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimoUn altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi, ottenendo un grande successo.


I libri di Bianca Marconero:

Saga Albion: 
Albion – Ciclo del primo anno Vol. 1( 2013) – Limited Editions Books
Albion – Diario di un’Assassina ( novella #1.5) – Limited Editions Books
Albion – Ombre Ciclo del primo anno Vol. 2. ( 2015) – Limited Editions Books
Albion – Il principe spezzato ( novella #2.5) – Limited Editions Books

La prima cosa bella – Newton Compton Editore
Ed ero contentissimo – Newton Compton Editore
L’ultima notte al mondo (2017) – Newton Compton Editore
Un altro giorno ancora (2018) – Newton Compton Editore
+ 1 – Un altro giorno ancora – Capitolo Extra – Limited Editions Books
Non è detto che mi manchi – Newton Compton Editore

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I libri per non dimenticare

27 Gennaio, giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto, una selezione di titoli per mantenere vivo il ricordo e non dimenticare mai.

Liliana Segre ha detto: «sono pessimista: temo che man mano che noi testimoni saremo morti tutti la Shoah diventerà una riga in un libro di storia e poi nemmeno quella».
Nel nostro piccolo vogliamo dare il nostro contributo per fare in modo che questo non avvenga, che il pessimismo della senatrice sia il monito per far l’esatto contrario.
Lo possiamo fare tutti: a scuola, al lavoro, in famiglia, con gli amici, con i nostri figli e pure con i figli degli altri.
Lo possiamo fare ed è un dovere morale farlo.
Lo possiamo fare cominciando la settimana del 27 Gennaio, Giorno della memoria.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i superstiti.
Un giorno di tanti anni fa una professoressa di italiano della scuola media Umberto Saba di Torino tenne delle lezioni sulla seconda guerra mondiale ad una classe terza, diede poi un libro da leggere, si trattava del testo “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” (When Hitler Stole Pink Rabbit) un romanzo per ragazzi di Judith Kerr .
Tra i compagni della terza c’ero anche io, avevo avuto un nonno partigiano e i ricordi dei nonni sugli anni di guerra mi avevano già dato un’idea di quanto tragico fosse stato il periodo.
Ma nessuno mi aveva ancora spiegato una cosa come l’Olocausto. Oppure se lo avevano fatto io non l’avevo capito.
Avevo 12 anni e non potevo credevo l’uomo capace di tanto odio, di tanto orrore.
Nel libro della Kerr c’è la storia della fuga di una bambina dalla natia Germania attraverso la Svizzera e poi la Francia per approdare nel Regno Unito.
Non era, col senno di poi, un titolo “pesante”, bensì una storia autobiografica con, tutto sommato, un finale quasi lieto.
Se vogliamo, però, questa storia fu quella giusta per “iniziare” a fare capire l’argomento.
Durante gli anni successivi Primo Levi, Anna Frank e Fred Hulman accorciarono il tiro e colpirono più duro.
A partire da questi classici noi del Bistrot vorremmo proporre un percorso, una selezione di testi narrativi sull’argomento. Non sono nemmeno lontanamente esaustivi, ma sono qualcosa per cominciare, abbiamo scelto anche qualche testo adatto ai ragazzi.
Un ringraziamento a tutti i professori, i genitori, i nonni, i bisnonni, gli amici di famiglia, gli scrittori, i bibliotecari che nel tempo si sono battuti per far entrare questa tragica pagina dell’umanità nel ricordo dei più giovani.
Se non dimenticheremo non saremo del tutto perduti.


” Una luce quando è ancora notte”
di Valentina Goby


« Ti farò reclutare al Betrieb. E’ meglio la sartoria per te. Il ritmo di lavoro è intendo, ma almeno sei seduta. D’accordo? »
« Non so. »
« Se dici di sì sarà il nostro bambino. Il tuo e il mio.
E non ti lascerò mai. »
Mila volta la testa: « Perché lo fai? Cosa vuoi? »
« La stessa cosa che vuoi tu. Una ragione per vivere.» 

  © Guanda, 2015




Il tatuatore di Auschwitz
di Heather Morris

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” Lale cerca di non alzare lo sguardo. Allunga la mano e prende il pezzo di carta che gli viene porto. Deve trasferire le cinque cifre sulla ragazza che lo stringe. Quando ha terminato, la trattiene per un braccio un attimo più del necessario e la guarda negli occhi. […] Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più. “

© Garzanti, 2018 




Le assaggiatrici ” 
di Rossella Postorino 

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” Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del  Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame. “



© Feltrinelli, 2018








Suite Francese
di Irène Némirovsky


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” Come sempre all’indomani di ogni catastrofe, ci sarebbero stati nuovi ricchi, uomini pronti a comprare il piacere pagandolo a caro prezzo, perché il loro era denaro facile, ottenuto senza fatica, e l’amore sarebbe stato sempre lo stesso. “

©
Garzanti, 2015




 



Aimée & Jaguar
di Erica Fischer 


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” Ascolta…
vorrei darti così tanto
e pensare sempre
a te soltanto!
Per noi due vorrei trovare
stelle sempre nuove!
Lo devo spiegare?
Ti amo. “

© TEA, 2007




Questa sera è già domani ” 
di Lia Levi 

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“Le avete viste le notizie? Parlano tutti degli ebrei. Lo sapevate che siamo troppi? Stiamo incominciando anche qui come in Germania?”.

©
Edizioni E/O 







Gli Aquiloni
di Romain Gary 

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” Da tempo mi era venuta ad annidare nella mente un’idea di cui in seguito ho fatto molta fatica a liberarmi, e forse non mi sono mai liberato del tutto. I nazisti erano umani. E ciò che di umano c’era in loro era la loro disumanità. “

©
Neri Pozza, 2017






La scelta di Edith
di Edith Eva Eger 

71rbumap+kl“Il tono sconfitto di mio padre mi disorienta. Tutti lo conoscono nella nostra città, e lo apprezzano. Spiritoso, sorridente, sembra sempre a suo agio e pieno di vita. È un piacere stare in sua compagnia e non è mai a corto di amici con i quali uscire. La sua sartoria ha vinto due medaglie d’oro. Lungi dal fare soltanto cuciture regolari e orli diritti, lui è un grande sarto. Fu così che conobbe mia madre: lei andò nel suo negozio perché aveva bisogno di un abito, e la sartoria di mio padre le era stata caldamente consigliata. Ma lui avrebbe voluto fare il medico, non il sarto, un sogno che suo padre aveva scoraggiato, e di tanto in tanto la frustrazione riemerge. «Tu non sei un semplice sarto, papà» lo rassicuro. «Tu sei il migliore dei sarti!» «E tu diventerai la signora più elegante di Košice» replica, facendomi una carezza sul capo. «Hai un fisico perfetto per l’alta moda.»

© Corbaccio, 2017



Le valigie di Auschwitz
di Daniela Palumbo 

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” Carlo, che adorava adorare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah. che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un’ Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione. “


© Piemme, 2011

 



Non restare indietro ” 
di Carlo Greppi 

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« Figo, no?  »
« Figo cosa? »
« Andare laggiù. »
« Non lo so, Kappa. Sono appena arrivato poi…vabbè, non so. »
« Oh, ti ricordi alle medie? Sembrava che ci fosse solo Anna Frank. »


©
Feltrinelli, 2016



La bugia che salvò il mondo ” 
di Nicoletta Bortolotti 

(Consigliato da La Piola libreria di Catia, libreria indipendente dove potete trovare questo e molti altri test )

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Amos non sa mentire. Cloe inventa bugie continuamente, soprattutto per non andare a scuola. Amos è figlio di un professore ebreo, Cloe è figlia di un maestro elementare, iscritto al partito fascista, che caccia Amos dalla sua classe proprio in quanto ebreo. Nell’ottobre 1938, a Roma, i due amici si incontrano regolarmente sulle rive del Tevere per chiacchierare e per pescare. Ai loro occhi, l’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina è “il Castello”, circondato da un fiume impetuoso come le curve della fantasia. E il primario Giovanni Borromeo è “il Re”, che il 16 ottobre 1943, quando le SS rastrelleranno il ghetto ed entreranno nell’ospedale, salverà la vita agli ebrei ricoverati. Come? Raccontando del terribile e contagiosissimo morbo di K, la malattia (inesistente) da cui sarebbero stati affetti. E spaventando perfino i nazisti. Perché a volte la storia è una meravigliosa bugia…

©
Einaudi Ragazzi, 2018

 

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Bruno Gambarotta e gli uomini d’oro – segnalazione

Una appassionante vicenda di nera raccontata come un romanzo giallo

Quei sacchi pieni di banconote che gli passavano ogni giorno tra le mani erano diventati un’ossessione.

 Il colpo degli uomini d'oro

Bruno Gambarotta
Il colpo degli uomini d’oro
256 pp.
Manni editore
Romanzo giallo
€ 16,00

Giovedì 27 giugno 1996, ore 8 del mattino: alla direzione delle Poste di Torino i funzionari dell’Ufficio Cassa aprono i sacchi raccolti il giorno prima dalle varie sedi postali. Sono pieni fino all’orlo, è in scadenza il pagamento dell’ICI.
Dentro però, invece del denaro, trovano fumetti di Topolino e pagine di libri scolastici tagliuzzati della misura delle banconote da 100 e 50.000 lire.
Nel giro di recupero che fa il furgoncino blindato, preceduto e seguito da due auto di scorta, è successo qualcosa, anche se tutto sembrava andare liscio e nessuno si è accorto di niente.
Quattro insospettabili – o forse di più? – e la ‘ndrangheta, le fughe in Albania e Costarica e due cadaveri nascosti in un noccioleto della Val Susa, pistole del secolo scorso ancora fumanti, playboy di provincia e mogli gelose…
Bruno Gambarotta ricostruisce la cronaca dettagliata del colpo sabaudo del secolo, una storia realmente accaduta che per molti mesi ha tenuto col fiato sospeso l’Italia. E lo fa lavorando sugli articoli della “Stampa”, intervistando avvocati e pubblici ministeri, studiando le carte del processo.
Una appassionante vicenda di nera raccontata come un romanzo giallo, dove le cose non sono mai quelle che sembrano.

Giovedì 17 Gennaio alle ore 21 Bruno Gambarotta presenterà il romanzo presso la Piola Libreria di Catia, Via Bibiana 31, Torino.
È Possibile prenotarsi al numero 349.5890676
Noi cercheremo di esserci 😀

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Alice Basso in quel di Borgo Vittoria

La serie di Vani Sarca 

Per chi si fosse perso per strada, o è in coda da qualche parte in giro per Borgo Vittoria, o ancora non si sia segnato sull’agenda l’evento che ci sarà domani sera alla Piola Libreria di Catia come punizione rimarrà fermo in coda in Piazza Baldissera fino a Natale.  
Al contrario, se siete super informati e sapete chi sarà ospite dalla nostra Libraia di zona Catia Bruzzo, permetteteci di farvi un breve riepilogo delle puntate precedenti per arrivare preparatissimi domani alle 21 in Piola di Via Bibiana 31 a Torino. 

Partiamo dall’autrice:
Nome: Alice
Cognome: Basso.
Classe 1979.
Nata nella caotica Milano, si è successivamente trasferita in un bel borgo medievale fuori Torino.
Lavora per diverse case editrici come valutatrice di proposte editoriali. redattrice e traduttrice.
Quando non è impegnata a sfornare nuove avventure di Vani Sarca, per la casa editrice Garzanti, canta e scrive canzoni per diverse band.
Suona il sassofono, è un’ottima disegnatrice, una pessima cuoca, a quanto scrivono, e voci di corridoio sussurrano che quando sale lei in macchina si salvi chi può.
Sportiva? Cos’è una parolaccia?  

La serie di Vani Sarca è composta da quattro libri e due ebook.


1° L’ imprevedibile caso della scrittrice senza nome ( 2015)  

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: da piccoli indizi che sembrano insignificanti, coglie l’essenza di una persona, riesce a mettersi nei suoi panni, pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune, sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ne ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi e lei riempie le pagine delle stesse identiche parole che avrebbe utilizzato lui. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda ad una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva possibile. Da tempo ha smesso di credere che potesse capitare anche a lei. Per questo sa di doversi proteggere perché dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino mette in atto il suo piano imprevisto e fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che in amore nulla è come sembra. Questa volta è difficile resistere a Riccardo e a quell’alchimia che pare non esser mai svanita. Proprio ora che Vani ha bisogno di tutta la sua concentrazione, di tutto il suo intuito. Un’autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. Perché c’è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore. Come nel più classico dei romanzi Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c’è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo, dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.

2° Scrivere è un mestiere pericoloso ( 2016) 

Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: da piccoli indizi che sembrano insignificanti, coglie l’essenza di una persona, riesce a mettersi nei suoi panni, pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune, sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ne ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi e lei riempie le pagine delle stesse identiche parole che avrebbe utilizzato lui. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda ad una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva possibile. Da tempo ha smesso di credere che potesse capitare anche a lei. Per questo sa di doversi proteggere perché dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino mette in atto il suo piano imprevisto e fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che in amore nulla è come sembra. Questa volta è difficile resistere a Riccardo e a quell’alchimia che pare non esser mai svanita. Proprio ora che Vani ha bisogno di tutta la sua concentrazione, di tutto il suo intuito. Un’autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. Perché c’è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore. Come nel più classico dei romanzi Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c’è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo, dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.

Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell’ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l’intuito di Vani può smascherarli. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.


3° Non ditelo allo scrittore (2017)

A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. 
Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.
Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani. Dopo il successo dell’Imprevedibile piano della scrittrice senza nome e di Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso torna con la perfezione e l’originalità di uno stile che le ha portato l’ammirazione della stampa più autorevole. Un nuovo romanzo, stesse caratteristiche imperdibili: libri, indagini, amore e una protagonista che diventerà come un’amica un po’ strana che non riuscirete più ad abbandonare.


3.1 La Ghostwriter di Babbo Natale (ebook, 2017) – Un racconto di Natale di Vani Sarca 

Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro… e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale.    

3.2  La nascita di una ghostwriter: Il primo lavoro di Vani Sarca (ebook, 2018)

Capelli corvini e abiti rigorosamente neri che le danno un’aria misteriosa e impenetrabile: è il biglietto da visita di Silvana Sarca, meglio nota come Vani, nel giorno del suo affrancamento. Da oggi ha un lavoro vero. Uno di quelli con cui potrà finalmente mettere a tacere le continue lamentele della madre sul suo modo di vestirsi e comportarsi. È la nuova ghostwriter delle Edizioni L’Erica, la casa editrice più illustre e antica di Torino. Qui ha il delicato compito di redigere i libri degli altri restando sempre nell’ombra: le bastano un’idea e pochi materiali da studiare per calarsi nei panni dell’autore e scrivere esattamente come avrebbe fatto lui. E ci riesce benissimo grazie al suo intuito infallibile e a uno spirito di osservazione senza eguali. Doti che non tardano a vincere le riserve dell’irrequieto direttore editoriale e a rassicurarlo che non poteva fare scelta migliore. Perché Vani non è una semplice ghostwriter, è molto di più. È la candidata perfetta per un lavoro che richiede massima discrezione e riservatezza.

4 ° La scrittrice del mistero (2018) 

Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.


Ora non avete più scuse: siete super preparati e pronti per andare ad ascoltare Alice Basso alla Piola Libreria di Catia. 

Ps.  Avete prenotato vero per la cena? I posti scarseggiano! 
Pps. TEAM RICCARDO SIEMPRE! 


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Il femminicidio.

Il bistrot dei libri è un blog, come tale non ha un luogo di residenza, vive nella rete, chissà dove.
Ma noi invece abbiamo una città, Torino,  e soprattutto un quartiere, Borgo Vittoria, che è casa nostra da sempre, qui siamo andate a scuola, qui abbiamo giocato da bimbe, qui siamo diventate grandi.

Ed ecco perché abbiamo aderito con piacere al Tavolo di Borgo Vittoria. Il Tavolo raccoglie entità diverse e collabora per promuovere iniziative culturali, sociali ed aggregative per fare in modo che questa nostra casa resti accogliente, sveglia, produttiva e sicura.
Per il 25 Novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ci sarà, proprio nel nostro borgo,  un evento speciale: Cuore Unico, spettacolo teatrale contro la violenza sulle donne.
Per i torinesi, trovate l’evento qui: https://www.facebook.com/events/2196507407227786/

Da questo evento noi del bistrot siamo partite per fare una carrellata sui libri che riteniamo siano di interesse rispetto a questo tema. Selezione personale che non vuole assolutamente essere esaustiva, ma vuol essere uno spunto. Per parlare, per leggere, per portare alla luce. 
Ecco:


Non potevano buttarci fuori di casa – in quella casa, in fondo, desiderano che restiamo – e allora ci hanno messo all’angolo: prima come madri, poi come casalinghe, puttane, pazze, isteriche, belle ma solo belle, intelligenti ma inguardabili. Nonostante tutto questo, ancora oggi, non sono riusciti ad afferrarci. Le parole continuano però ad essere il mezzo attraverso il quale provano a tenerci immobili. Alcuni libri nascono da un’idea forte, altri da una suggestione. In rari casi nascono dal bisogno di capire qualcosa che non era ancora chiaro prima che venissero alla luce. Brave con la lingua è questo: una raccolta di racconti di quattordici autrici italiane che usano la narrazione come strumento per liberarsi delle parole chiuse – ecco il loro nome – che per anni le hanno incastrate all’interno di definizioni errate. Quattordici autrici che ci aiutano a comprendere la condizione della donna nel nostro Paese e come questa sia anche una questione di linguaggio. Certi libri si pubblicano con la speranza che possano insegnarci qualcosa: come essere un po’ più bravi con la lingua, per esempio.

Raccontare le vittime di femminicidio come se potessero parlare in prima persona. Tra le mura delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa, che risponde al nome di violenza domestica. E che sale alla ribalta delle cronache quando ormai è troppo tardi. Un libro necessario che dà voce a tutte le donne che non sono state ai patti, pagando con la vita la loro disubbidienza.

Dopo un matrimonio fallito Adele cede al fascino dello sguardo intenso di Simone e si tuffa in una nuova relazione. Il rapporto con il nuovo compagno però è diverso sin dall’inizio perché lui la isola da tutti, allontanandola progressivamente dalle amicizie. Ma la coppia è forte, è unita, e Adele si fa bastare questo amore. Poi però rimane incinta e Simone diventa un altro, più freddo, più circospetto. La distanza aumenta con la nascita del bambino: da quel momento il compagno infatti si assenta sempre di più, tanto da far sospettare la presenza di un’amante… Un sms intercettato conferma i sospetti. Simone, smascherato, reagisce picchiando la donna davanti al figlio e dandole la colpa dell’accaduto. Poi se ne va di casa. Quella che potrebbe sembrare la fine di un rapporto è l’inizio di un incubo. Da allora infatti l’uomo inizia a seguirla dappertutto, a perseguitarla, a insultarla con parole e gesti e a fotografarla di nascosto. Le svuota il conto, le ruba i gioielli e le pellicce; si intrufola in casa e manomette caloriferi, contatori, boiler; cerca di manipolare il figlio contro di lei… Inizialmente distrutta dagli eventi, con il tempo Adele scopre in se stessa la forza di andare avanti ed esce dall’isolamento: riprende la vita sociale, la propria carriera e trova la forza di denunciare le violenze subite. A conclusione del volume, una lettera dell’autrice alle donne vittime come lei di stalking o violenza domestica e una dettagliata appendice dal titolo “Che cosa fare se sei vittima di violenza domestica o stalking” che offre strumenti utili per uscire dal dramma che ha vissuto Adele.

Ogni anno oltre cento donne vengono uccise in Italia da uomini che conoscevano o con cui, nella maggioranza dei casi, avevano avuto una relazione affettiva. Il numero delle vittime aumenta in maniera allarmante, a riprova che il femminicidio non è solo un atto empio e feroce ma anche il frutto di una cultura del disprezzo nei confronti della femminilità, di una modalità distorta di vivere i rapporti umani, di una visione dell’amore come smania brutale di possesso. Davanti a un fenomeno tanto odioso, è difficile – se non impossibile – restare semplicemente a guardare. Quaranta autori italiani hanno reagito con le armi della scrittura, donando il proprio racconto per realizzare questa antologia. Oltre al dramma, alla violenza, al vilipendio, troverete però anche la speranza in un futuro più umano e rispettoso, una speranza sostenuta concretamente con i proventi della vendita del libro, che andranno al Telefono Rosa, l’associazione di volontarie che conduce da venticinque anni una battaglia civile necessaria e improrogabile. Prefazione di Roberta Bruzzone.

Attraverso il racconto di ogni protagonista, i fatti, le emozioni, le botte, si svelano le cause scatenanti e le dinamiche di coppia. Episodi ripetuti di maltrattamenti alternati a “pentimenti” del partner. E la tragedia sempre in agguato. Tutto questo avviene nella “normalità” e nella convinzione che la violenza riguardi altri. Ma a un certo momento accade “qualcosa” per cui le donne capiscono che così non può continuare. Che cosa? Ogni storia ha una sua “chiave” che la tiene inchiodata alla violenza e una che la porta a non voler più subire. Qualche volta quel maledetto meccanismo si rompe prima che sia troppo tardi. Le protagoniste, raccontandosi, affrontano quella violenza subdola che colpisce le donne nel momento in cui dicono “no”, sottraendosi ai ruoli imposti da qualcosa che è nato come amore. Ma che non lo è più. Violenza fisica e anche psicologica che attraversa le classi sociali e spesso coinvolge i figli.

Regola n. 1: se ti picchia anche una sola volta, lascialo.
Regola n. 2: se ti picchia anche una sola volta, lascialo.


Åsa, studentessa di Belle Arti, incontra Nils che ha tutte le caratteristiche dell’uomo ideale: protettivo, gentile, attento. Nils è anche gelosissimo, un “difetto” che per Åsa non è niente altro che un’ulteriore prova di attaccamento. A poco a poco la gelosia diventa delirio narcisistico e Nils, in una lenta discesa nel dramma della violenza domestica, obbliga Åsa a rinunciare a tutto: vita sociale, amici, opinioni, gusti, storia personale, annientandone l’identità. La violenza psicologica diventa a poco a poco violenza fisica. 
Åsa, la protagonista di questo commovente graphic novel, è l’autrice stessa, la vicenda narrata è autobiografica, la sua scelta una scelta di denuncia.
Il libro contiene una prefazione di Loredana Lipperini e ha il patrocinio di Amnesty International Italia.
Ha vinto il Romics 2015 come Miglior Fumetto di Scuola Europea.
Il suo booktrailer ha vinto il Premio RAI 5 al Cortinametraggio 2015 per la Migliore Comunicazione del libro.

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Trieste, marzo 1989. Due giovani universitari si incontrano durante l’occupazione della facoltà. Si innamorano, si fidanzano, si sposano… ma lui si rivela autoritario, instabile e dedito alla droga. Un rapporto progressivamente sempre più difficile e claustrofobico, stretto fra l’ostinata convinzione di poter cambiare il destino ed un crescendo di menzogne, minacce e violenza, fino al tragico epilogo. Tratto dalla vicenda autobiografica di uno degli autori, il libro si presenta come una testimonianza “autentica” del distorsivo rapporto uomo/donna che, con agghiacciante frequenza ai giorni nostri, trova sbocco nel dramma del “femminicidio”. Prefazione di Susanna Camusso, presentazione di Lella Costa.





Otto donne si raccontano. Otto donne decidono di reagire al meccanismo della violenza, vincendo la paura riprendono in mano la loro vita. La narrazione dei loro racconti che si intersecano è basata su storie vere, vite molto diverse, vissute in balia dello stalking, della violenza psichica, fisica o sessuale. Il volume ci aiuta a individuare gli episodi, le dinamiche e i meccanismi della vita di coppia che potrebbero sfociare in episodi di violenza. Il libro è uno strumento di sensibilizzazione e di conoscenza rivolto a tutti, un campanello d’allarme e una una “guida” per donne che sentendosi in pericolo vorrebbero uscire dal vortice della violenza e riprendere in mano la propria vita.
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Stranimondi 2018 – Delos Veronesi

Sabato scorso siamo andate a Stranimondi  dove abbiamo visto tanti bei libri, tante belle case editrici e autori interessanti.
Abbiamo parlato a lungo con Delos Veronesi autore di Winter, edizioni Watson.
Avevamo recensito il libro  a fine agosto e ci interessava conoscere ed approfondire, sapere se e quando uscirà un seguito.
Il seguito ci sarà, assicura Delos, ci sono ancora dei dubbi sul titolo ma è già finito. Nel 2019 sarà realtà. Noi speriamo nel prossimo Salone del Libro di Torino.
Non vediamo l’ora di sapere cosa accadrà ai protagonisti di Winter ma ci spingiamo oltre nel chiedere quali altri progetti futuri abbia in serbo. Delos parla a ruota libera, scrive anche nello stesso modo, ci racconta. Progetti tanti, tempo poco. Ma lui ha volontà e noi siamo convinte che ce la farà. Forza Delos!
Dice quanto di lui abbia riversato in Winter e si intravede la maturità che ci vuole a tirare fuori se stessi, a mettersi in luce. Anche se dietro una maschera.
Ed è con le maschere che automaticamente viene fuori il Giappone. Siamo stati tutti praticanti di arti marziali e un po’ questa cosa ci porta su un territorio comune.
Parliamo della passione per il Giappone appunto, per la lettura poi, di traumi, di infanzia e di come leggere sia in qualche maniera un veicolo di fuga ma anche un’àncora di salvezza.
Alla fine della nostra giornata abbiamo chiesto a Delos di assecondarci per una “pillola” di 30 secondi dove doveva raccontarsi.

Ecco cosa è venuto fuori.

Intanto ringraziamo Delos per la disponibilità, per aver messo su la maschera giusta.
Se volete potete mettere un like alla sua pagina FB per rimanere aggiornati sulle novità:
https://www.facebook.com/DVScrittore/