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I libri per non dimenticare

27 Gennaio, giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto, una selezione di titoli per mantenere vivo il ricordo e non dimenticare mai.

Liliana Segre ha detto: «sono pessimista: temo che man mano che noi testimoni saremo morti tutti la Shoah diventerà una riga in un libro di storia e poi nemmeno quella».
Nel nostro piccolo vogliamo dare il nostro contributo per fare in modo che questo non avvenga, che il pessimismo della senatrice sia il monito per far l’esatto contrario.
Lo possiamo fare tutti: a scuola, al lavoro, in famiglia, con gli amici, con i nostri figli e pure con i figli degli altri.
Lo possiamo fare ed è un dovere morale farlo.
Lo possiamo fare cominciando la settimana del 27 Gennaio, Giorno della memoria.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i superstiti.
Un giorno di tanti anni fa una professoressa di italiano della scuola media Umberto Saba di Torino tenne delle lezioni sulla seconda guerra mondiale ad una classe terza, diede poi un libro da leggere, si trattava del testo “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” (When Hitler Stole Pink Rabbit) un romanzo per ragazzi di Judith Kerr .
Tra i compagni della terza c’ero anche io, avevo avuto un nonno partigiano e i ricordi dei nonni sugli anni di guerra mi avevano già dato un’idea di quanto tragico fosse stato il periodo.
Ma nessuno mi aveva ancora spiegato una cosa come l’Olocausto. Oppure se lo avevano fatto io non l’avevo capito.
Avevo 12 anni e non potevo credevo l’uomo capace di tanto odio, di tanto orrore.
Nel libro della Kerr c’è la storia della fuga di una bambina dalla natia Germania attraverso la Svizzera e poi la Francia per approdare nel Regno Unito.
Non era, col senno di poi, un titolo “pesante”, bensì una storia autobiografica con, tutto sommato, un finale quasi lieto.
Se vogliamo, però, questa storia fu quella giusta per “iniziare” a fare capire l’argomento.
Durante gli anni successivi Primo Levi, Anna Frank e Fred Hulman accorciarono il tiro e colpirono più duro.
A partire da questi classici noi del Bistrot vorremmo proporre un percorso, una selezione di testi narrativi sull’argomento. Non sono nemmeno lontanamente esaustivi, ma sono qualcosa per cominciare, abbiamo scelto anche qualche testo adatto ai ragazzi.
Un ringraziamento a tutti i professori, i genitori, i nonni, i bisnonni, gli amici di famiglia, gli scrittori, i bibliotecari che nel tempo si sono battuti per far entrare questa tragica pagina dell’umanità nel ricordo dei più giovani.
Se non dimenticheremo non saremo del tutto perduti.


” Una luce quando è ancora notte”
di Valentina Goby

 


« Ti farò reclutare al Betrieb. E’ meglio la sartoria per te. Il ritmo di lavoro è intendo, ma almeno sei seduta. D’accordo? »
« Non so. »
« Se dici di sì sarà il nostro bambino. Il tuo e il mio.
E non ti lascerò mai. »
Mila volta la testa: « Perché lo fai? Cosa vuoi? »
« La stessa cosa che vuoi tu. Una ragione per vivere.» 

  © Guanda, 2015




Il tatuatore di Auschwitz
di Heather Morris

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” Lale cerca di non alzare lo sguardo. Allunga la mano e prende il pezzo di carta che gli viene porto. Deve trasferire le cinque cifre sulla ragazza che lo stringe. Quando ha terminato, la trattiene per un braccio un attimo più del necessario e la guarda negli occhi. […] Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più. “

© Garzanti, 2018 




Le assaggiatrici ” 
di Rossella Postorino 

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” Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del  Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame. “



© Feltrinelli, 2018








Suite Francese
di Irène Némirovsky


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” Come sempre all’indomani di ogni catastrofe, ci sarebbero stati nuovi ricchi, uomini pronti a comprare il piacere pagandolo a caro prezzo, perché il loro era denaro facile, ottenuto senza fatica, e l’amore sarebbe stato sempre lo stesso. “

©
Garzanti, 2015




 



Aimée & Jaguar
di Erica Fischer 


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” Ascolta…
vorrei darti così tanto
e pensare sempre
a te soltanto!
Per noi due vorrei trovare
stelle sempre nuove!
Lo devo spiegare?
Ti amo. “

© TEA, 2007




Questa sera è già domani ” 
di Lia Levi 

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“Le avete viste le notizie? Parlano tutti degli ebrei. Lo sapevate che siamo troppi? Stiamo incominciando anche qui come in Germania?”.

©
Edizioni E/O 







Gli Aquiloni
di Romain Gary 

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” Da tempo mi era venuta ad annidare nella mente un’idea di cui in seguito ho fatto molta fatica a liberarmi, e forse non mi sono mai liberato del tutto. I nazisti erano umani. E ciò che di umano c’era in loro era la loro disumanità. “

©
Neri Pozza, 2017






La scelta di Edith
di Edith Eva Eger 

71rbumap+kl“Il tono sconfitto di mio padre mi disorienta. Tutti lo conoscono nella nostra città, e lo apprezzano. Spiritoso, sorridente, sembra sempre a suo agio e pieno di vita. È un piacere stare in sua compagnia e non è mai a corto di amici con i quali uscire. La sua sartoria ha vinto due medaglie d’oro. Lungi dal fare soltanto cuciture regolari e orli diritti, lui è un grande sarto. Fu così che conobbe mia madre: lei andò nel suo negozio perché aveva bisogno di un abito, e la sartoria di mio padre le era stata caldamente consigliata. Ma lui avrebbe voluto fare il medico, non il sarto, un sogno che suo padre aveva scoraggiato, e di tanto in tanto la frustrazione riemerge. «Tu non sei un semplice sarto, papà» lo rassicuro. «Tu sei il migliore dei sarti!» «E tu diventerai la signora più elegante di Košice» replica, facendomi una carezza sul capo. «Hai un fisico perfetto per l’alta moda.»

© Corbaccio, 2017



Le valigie di Auschwitz
di Daniela Palumbo 

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” Carlo, che adorava adorare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah. che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un’ Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione. “


© Piemme, 2011

 



Non restare indietro ” 
di Carlo Greppi 

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« Figo, no?  »
« Figo cosa? »
« Andare laggiù. »
« Non lo so, Kappa. Sono appena arrivato poi…vabbè, non so. »
« Oh, ti ricordi alle medie? Sembrava che ci fosse solo Anna Frank. »


©
Feltrinelli, 2016



La bugia che salvò il mondo ” 
di Nicoletta Bortolotti 

(Consigliato da La Piola libreria di Catia, libreria indipendente dove potete trovare questo e molti altri test )

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Amos non sa mentire. Cloe inventa bugie continuamente, soprattutto per non andare a scuola. Amos è figlio di un professore ebreo, Cloe è figlia di un maestro elementare, iscritto al partito fascista, che caccia Amos dalla sua classe proprio in quanto ebreo. Nell’ottobre 1938, a Roma, i due amici si incontrano regolarmente sulle rive del Tevere per chiacchierare e per pescare. Ai loro occhi, l’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina è “il Castello”, circondato da un fiume impetuoso come le curve della fantasia. E il primario Giovanni Borromeo è “il Re”, che il 16 ottobre 1943, quando le SS rastrelleranno il ghetto ed entreranno nell’ospedale, salverà la vita agli ebrei ricoverati. Come? Raccontando del terribile e contagiosissimo morbo di K, la malattia (inesistente) da cui sarebbero stati affetti. E spaventando perfino i nazisti. Perché a volte la storia è una meravigliosa bugia…

©
Einaudi Ragazzi, 2018

 

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