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Giorno della memoria: i libri per non dimenticare le vittime della Shoah.

La storia umana è intrisa di guerre e sangue, crudeli mattanze e immani tragedie senza nome. Ma niente arriva nemmeno vicino all’orrore dell’Olocausto.
Il nostro articolo del 2019 cominciava con una citazione di Liliana Segre:  «sono pessimista: temo che man mano che noi testimoni saremo morti tutti la Shoah diventerà una riga in un libro di storia e poi nemmeno quella».

Tre anni dopo ritorniamo con un nuova selezione di titoli (no, non sono MAI abbastanza) e tra questi anche il libro della Segre: ‘Fino a quando la mia stella brillerà‘, torniamo con lo stesso sentimento e con immutata volontà.
Leggere per non dimenticare, comunicare e insegnare per non dimenticare.

L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.

(Primo Levi)


Quasi tutti i libri proposti e segnalati sono usciti nel 2022 ma abbiamo anche inserito alcuni volumi meno recenti che, probabilmente, sono più facili da reperire in biblioteca o in prestito.

Le gemelle di Auschwitz di Eva Mozes Kor e Lisa Rojany Buccieri 

Le due sorelle deportate a soli dieci anni nel più terribile campo di sterminio e miracolosamente sopravvissute

Nell’estate del 1944, Eva Mozes Kor giunse ad Auschwitz con la sua famiglia. I genitori e le due sorelle maggiori furono subito mandati alle camere a gas, mentre Eva e la sua gemella, Miriam, vennero affidate alle cure dell’uomo che è passato alla storia come l’Angelo della morte: il dottor Josef Mengele. Eva e Miriam avevano solo dieci anni. Nonostante ai gemelli fosse concesso, all’interno del campo, il “privilegio” di conservare i propri vestiti e i capelli, non venivano loro risparmiati i più atroci esperimenti. Sottoposti ogni giorno a procedure mediche mostruose, moltissimi di loro non sopravvissero. In un racconto crudo, che tratteggia in modo semplice quali erano le condizioni di vita nel più brutale campo di sterminio della storia, l’autrice offre la testimonianza di una bambina che si trova a fronteggiare il vero volto del male. Eva Mozes Kor ha dedicato tutta la vita a tener vivo il ricordo dell’Olocausto, lavorando al tempo stesso per trasmettere un messaggio di pace e perdono che, anche di fronte all’orrore, rappresenta il tesoro più prezioso da conservare.


Come foglie al vento di Riccardo Calimani

Lo struggente racconto di un nonno ai nipotini è l’occasione per ripercorrere i giorni drammatici delle persecuzioni contro gli ebrei veneziani, in una testimonianza in cui il ricordo personale si alterna ai documenti e agli avvenimenti pubblici dell’epoca, e che restituisce non solo la storia di quegli anni, ma anche il senso di straniamento e incredulità delle vittime della Shoah. Proprio come le foglie al vento, anche le donne e gli uomini evocati nel racconto sono travolti da una forza superiore, violenta, incomprensibile, e da un orrore inimmaginabile. Molte cose, infatti, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, non si sono sapute, e anche quello che si sapeva era troppo terribile per essere creduto, e chi ha vissuto in quegli anni ha preso coscienza di quella tragica realtà a poco a poco, tra incertezze e contraddizioni. Riccardo Calimani, uno dei massimi studiosi ed esperti di Venezia e della storia degli ebrei italiani, fonde in questo libro la dimensione privata con quella storica, e dà vita così a una memoria famigliare e nello stesso tempo a una ricostruzione rigorosa e densa degli anni più terribili del Ventesimo secolo.


Quando scende la notte, Jennifer Robson

1943. Per gli ebrei italiani la situazione si fa di giorno in giorno più difficile e pericolosa. I nazisti hanno occupato gran parte del paese, e il rischio di essere imprigionati e deportati è sempre più concreto. Per Antonia Mazin, ormai, l’unica speranza di sopravvivere è lasciare la città e i genitori, cambiare nome e rifugiarsi in campagna insieme a un uomo che conosce appena, Niccolò Gerardi.
Nico studiava per diventare prete prima che le circostanze lo costringessero a lasciare il seminario, ma un idealista dall’animo puro come lui non può assistere passivamente ciò che fascisti e nazisti stanno facendo, e per portare Nina al sicuro nella fattoria della sua famiglia accetta di fingere che lei sia la sua sposa.
Ma la vita in campagna non è semplice per una ragazza di città come lei, che sognava di diventare medico come suo padre: i vicini faticano ad accettare quella sconosciuta dolce e istruita, e quel che è peggio la loro diffidenza è condivisa da un ufficiale nazista che nutre sentimenti di vendetta nei confronti di Nico.
Per i due giovani, il passo dalla finzione alla realtà è breve, i loro sentimenti diventano a poco a poco più profondi e in breve i due ragazzi si scoprono innamorati. E iniziano a temere che prima o poi qualcosa, o qualcuno, finirà per separarli…


La ragazza tedesca di Armando Lucas Correa

Maggio 1939. Sono 937 gli ebrei a bordo del transatlantico St. Louis, in fuga dalla Germania nazista. Tra loro, Hannah Rosenthal e Leo Martin. Sebbene siano solo due ragazzini, sanno di voler passare il resto della vita insieme. Ma è un sogno destinato a non avverarsi: quando la St. Louis arriva in porto, Hannah è tra i pochissimi fortunati a ottenere il permesso di sbarcare. Tutti gli altri sono costretti a tornare in Germania. Compreso Leo… New York, 2014. Anna Rosen riceve uno strano regalo per il suo dodicesimo compleanno: la lettera di una certa Hannah Rosenthal, che sostiene di essere la sua prozia paterna. Per Anna è un’occasione da cogliere al volo: Hannah è l’unica che conosca la verità su suo padre, scomparso prima che lei nascesse. Così decide d’incontrarla, e scopre la storia di una donna che ha lottato per farsi strada in un Paese straniero, e che ha dovuto dire addio al suo amore, senza mai perdere la speranza di poterlo riabbracciare. E, grazie ad Anna, Hannah riuscirà finalmente a riconciliarsi col proprio passato e a capire che per essere felici non basta sopravvivere, ma bisogna essere pronti ad affrontare sino in fondo tutte le sfide che il futuro ha da offrire.


La figlia dello straniero di Joyce Carol Oates

In fuga dalla Germania nazista alla vigilia della guerra, la famiglia Schwarts si trasferisce in un piccolo paese dello stato di New York. Il padre, che in patria si era laureato ed era stato un professore di matematica e tipografo, è costretto ad accettare l’unico lavoro disponibile, il becchino. Ma i pregiudizi dei concittadini nei confronti dei nuovi arrivati e la fragilità degli Schwarts, ancora provati dalle esperienze vissute in Europa, portano a una tragedia imprevedibile. Rebecca, la figlia dello straniero, è costretta a crescere in fretta e a imparare presto, insieme al piccolo Niley, che in fondo l’America è anche questo: partire e reinventarsi. Riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e suo figlio? Dal genio letterario di Joyce Carol Oates, un romanzo sulle radici che tengono unita una famiglia, nonostante tutto. Una storia che scopre le contraddizioni del mondo in cui viviamo, che parla dei muri che ci dividono e dei gesti d’amore che li possono abbattere.


Fino a quando la mia stella brillerà di Liliana Segre e Daniela Palumbo

La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi. Introduzione di Ferruccio de Bortoli. Età di lettura: da 11 anni.


Le sarte di Auschwitz di Lucy Adlington 

Irene, Renée, Bracha, Katka, Hunya, Mimi, Manci, Marta, Olga, Alida, Marilou, Lulu, Baba, Boriška… Durante la fase culminante dello sterminio degli ebrei d’Europa, venticinque giovani internate nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau furono selezionate per disegnare, tagliare e cucire capi d’alta moda destinati alle mogli delle SS del lager e alle dame dell’élite nazista berlinese. Tranne due prigioniere politiche francesi, le ragazze erano tutte ebree dell’Europa orientale, la maggior parte slovacche, giunte al campo con i primi trasporti femminili nel 1942, dopo essere state private di tutto. Trascorrevano le giornate chine sul loro lavoro, in una stanza situata nel seminterrato dell’edificio che ospitava gli uffici amministrativi delle SS. La loro principale cliente era la donna che aveva ideato l’atelier: Hedwig Höss, la moglie del comandante. Il lavoro nel Laboratorio di alta sartoria – così era chiamato il locale – le salvò dalla camera a gas. I legami di amicizia, e in alcuni casi di parentela, che univano le sarte non solo le aiutarono a sopportare le persecuzioni, ma diedero loro anche il coraggio di partecipare alla resistenza interna del lager. Attingendo a diverse fonti, comprese una serie di interviste all’ultima sopravvissuta del gruppo, Lucy Adlington narra la storia di queste donne. Mentre ne segue i destini, intreccia la loro vita personale e professionale all’evoluzione della moda e della condizione femminile dell’epoca e alle varie tappe della politica antiebraica in Germania e nei territori via via occupati dal Terzo Reich. “Le sarte di Auschwitz” racconta gli orrori del nazismo e dei campi di concentramento da una prospettiva originale e offre uno sguardo inedito su un capitolo poco noto della Seconda guerra mondiale e dell’Olocausto. E allo stesso tempo è un monito a non sottovalutare la banalità del male.

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I libri per non dimenticare

27 Gennaio, giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto, una selezione di titoli per mantenere vivo il ricordo e non dimenticare mai.

Liliana Segre ha detto: «sono pessimista: temo che man mano che noi testimoni saremo morti tutti la Shoah diventerà una riga in un libro di storia e poi nemmeno quella».
Nel nostro piccolo vogliamo dare il nostro contributo per fare in modo che questo non avvenga, che il pessimismo della senatrice sia il monito per far l’esatto contrario.
Lo possiamo fare tutti: a scuola, al lavoro, in famiglia, con gli amici, con i nostri figli e pure con i figli degli altri.
Lo possiamo fare ed è un dovere morale farlo.
Lo possiamo fare cominciando la settimana del 27 Gennaio, Giorno della memoria.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i superstiti.
Un giorno di tanti anni fa una professoressa di italiano della scuola media Umberto Saba di Torino tenne delle lezioni sulla seconda guerra mondiale ad una classe terza, diede poi un libro da leggere, si trattava del testo “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” (When Hitler Stole Pink Rabbit) un romanzo per ragazzi di Judith Kerr .
Tra i compagni della terza c’ero anche io, avevo avuto un nonno partigiano e i ricordi dei nonni sugli anni di guerra mi avevano già dato un’idea di quanto tragico fosse stato il periodo.
Ma nessuno mi aveva ancora spiegato una cosa come l’Olocausto. Oppure se lo avevano fatto io non l’avevo capito.
Avevo 12 anni e non potevo credevo l’uomo capace di tanto odio, di tanto orrore.
Nel libro della Kerr c’è la storia della fuga di una bambina dalla natia Germania attraverso la Svizzera e poi la Francia per approdare nel Regno Unito.
Non era, col senno di poi, un titolo “pesante”, bensì una storia autobiografica con, tutto sommato, un finale quasi lieto.
Se vogliamo, però, questa storia fu quella giusta per “iniziare” a fare capire l’argomento.
Durante gli anni successivi Primo Levi, Anna Frank e Fred Hulman accorciarono il tiro e colpirono più duro.
A partire da questi classici noi del Bistrot vorremmo proporre un percorso, una selezione di testi narrativi sull’argomento. Non sono nemmeno lontanamente esaustivi, ma sono qualcosa per cominciare, abbiamo scelto anche qualche testo adatto ai ragazzi.
Un ringraziamento a tutti i professori, i genitori, i nonni, i bisnonni, gli amici di famiglia, gli scrittori, i bibliotecari che nel tempo si sono battuti per far entrare questa tragica pagina dell’umanità nel ricordo dei più giovani.
Se non dimenticheremo non saremo del tutto perduti.


” Una luce quando è ancora notte”
di Valentina Goby

 


« Ti farò reclutare al Betrieb. E’ meglio la sartoria per te. Il ritmo di lavoro è intendo, ma almeno sei seduta. D’accordo? »
« Non so. »
« Se dici di sì sarà il nostro bambino. Il tuo e il mio.
E non ti lascerò mai. »
Mila volta la testa: « Perché lo fai? Cosa vuoi? »
« La stessa cosa che vuoi tu. Una ragione per vivere.» 

  © Guanda, 2015




Il tatuatore di Auschwitz
di Heather Morris

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” Lale cerca di non alzare lo sguardo. Allunga la mano e prende il pezzo di carta che gli viene porto. Deve trasferire le cinque cifre sulla ragazza che lo stringe. Quando ha terminato, la trattiene per un braccio un attimo più del necessario e la guarda negli occhi. […] Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più. “

© Garzanti, 2018 




Le assaggiatrici ” 
di Rossella Postorino 

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” Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del  Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame. “



© Feltrinelli, 2018








Suite Francese
di Irène Némirovsky


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” Come sempre all’indomani di ogni catastrofe, ci sarebbero stati nuovi ricchi, uomini pronti a comprare il piacere pagandolo a caro prezzo, perché il loro era denaro facile, ottenuto senza fatica, e l’amore sarebbe stato sempre lo stesso. “

©
Garzanti, 2015




 



Aimée & Jaguar
di Erica Fischer 


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” Ascolta…
vorrei darti così tanto
e pensare sempre
a te soltanto!
Per noi due vorrei trovare
stelle sempre nuove!
Lo devo spiegare?
Ti amo. “

© TEA, 2007




Questa sera è già domani ” 
di Lia Levi 

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“Le avete viste le notizie? Parlano tutti degli ebrei. Lo sapevate che siamo troppi? Stiamo incominciando anche qui come in Germania?”.

©
Edizioni E/O 







Gli Aquiloni
di Romain Gary 

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” Da tempo mi era venuta ad annidare nella mente un’idea di cui in seguito ho fatto molta fatica a liberarmi, e forse non mi sono mai liberato del tutto. I nazisti erano umani. E ciò che di umano c’era in loro era la loro disumanità. “

©
Neri Pozza, 2017






La scelta di Edith
di Edith Eva Eger 

71rbumap+kl“Il tono sconfitto di mio padre mi disorienta. Tutti lo conoscono nella nostra città, e lo apprezzano. Spiritoso, sorridente, sembra sempre a suo agio e pieno di vita. È un piacere stare in sua compagnia e non è mai a corto di amici con i quali uscire. La sua sartoria ha vinto due medaglie d’oro. Lungi dal fare soltanto cuciture regolari e orli diritti, lui è un grande sarto. Fu così che conobbe mia madre: lei andò nel suo negozio perché aveva bisogno di un abito, e la sartoria di mio padre le era stata caldamente consigliata. Ma lui avrebbe voluto fare il medico, non il sarto, un sogno che suo padre aveva scoraggiato, e di tanto in tanto la frustrazione riemerge. «Tu non sei un semplice sarto, papà» lo rassicuro. «Tu sei il migliore dei sarti!» «E tu diventerai la signora più elegante di Košice» replica, facendomi una carezza sul capo. «Hai un fisico perfetto per l’alta moda.»

© Corbaccio, 2017



Le valigie di Auschwitz
di Daniela Palumbo 

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” Carlo, che adorava adorare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah. che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un’ Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione. “


© Piemme, 2011

 



Non restare indietro ” 
di Carlo Greppi 

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« Figo, no?  »
« Figo cosa? »
« Andare laggiù. »
« Non lo so, Kappa. Sono appena arrivato poi…vabbè, non so. »
« Oh, ti ricordi alle medie? Sembrava che ci fosse solo Anna Frank. »


©
Feltrinelli, 2016



La bugia che salvò il mondo ” 
di Nicoletta Bortolotti 

(Consigliato da La Piola libreria di Catia, libreria indipendente dove potete trovare questo e molti altri test )

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Amos non sa mentire. Cloe inventa bugie continuamente, soprattutto per non andare a scuola. Amos è figlio di un professore ebreo, Cloe è figlia di un maestro elementare, iscritto al partito fascista, che caccia Amos dalla sua classe proprio in quanto ebreo. Nell’ottobre 1938, a Roma, i due amici si incontrano regolarmente sulle rive del Tevere per chiacchierare e per pescare. Ai loro occhi, l’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina è “il Castello”, circondato da un fiume impetuoso come le curve della fantasia. E il primario Giovanni Borromeo è “il Re”, che il 16 ottobre 1943, quando le SS rastrelleranno il ghetto ed entreranno nell’ospedale, salverà la vita agli ebrei ricoverati. Come? Raccontando del terribile e contagiosissimo morbo di K, la malattia (inesistente) da cui sarebbero stati affetti. E spaventando perfino i nazisti. Perché a volte la storia è una meravigliosa bugia…

©
Einaudi Ragazzi, 2018