Recensione: Accendimi, Marco Presta

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Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: € 18.00
Pagine: 238 pagine
Valutazione: ✓✐

Quarta di copertina: Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte… La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è « intasata come una litoranea in agosto ».
Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai.
Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, « un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna ». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da lì dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita.



Recensione:

Ci ho pensato moltissimo prima di decidere se scrivere o no questa recensione: non mi piace dare valutazioni negative, ma sono consapevole che ogni tanto può capitare.
È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo per tenere alto l’onore del bistrot.

Quando scelgo cosa leggere, di solito, mi baso sulla copertina, sul titolo del libro, la fama dell’autore (a meno che non sia esordiente) e l’interesse per la trama.
In questo caso, sia la copertina che il titolo di questo romanzo mi hanno tratta in inganno: ci sono cascata con tutte le scarpe.
L’unica cosa di cui posso essere contenta è che per leggere Accendimi non ho speso un euro visto che l’ho preso in prestito in biblioteca.
Grazie, grazie e ancora grazie Bibliobus.
Leggendo la trama ho creduto che si trattasse di tutt’altro libro, di tutt’altra storia, ma continuando imperterrita nella lettura – perché verso metà libro dovevo sapere come sarebbe finito anche se ne avevo una vaga idea – mi sono resa conto che mi ha delusa, e anche parecchio.
Le alte aspettative che avevo di questo romanzo sono crollate, insieme all’autostima e alla dignità della protagonista, probabilmente.
Non saprei davvero come classificare Accendimi nei vari generi letterari, forse in un vero e proprio nonsense, perché davvero un senso questo libro non lo ha, per me.
La prima impressione provata una volta finito di leggere è stata la sensazione di non averlo trovato completo. Un leggero gusto amaro, a fondo gola. Come quando mangi qualcosa che credi che sia buono, invece poi si reputa tutt’altro che buono.
Ancora adesso, dopo qualche giorno dalla fine della lettura, continuo a credere che manchi qualcosa: una vera conclusione? O forse uno sviluppo più complesso?
Sto ancora cercando di decidere.

Se siete insicuri, dopo questa recensione, prenderlo o meno – ognuno ha il suo punto di vista e magari voi ci troverete qualcosa di bello in questo libro – non spendeteli questi 18.00 €, prendetelo in prestito in biblioteca.
Se l’avessi comprato, la mia copia sarebbe già stata scaraventata fuori dalla finestra.

Per concludere, come citato nella copertina del libro, “
C’è chi trova l’amore nell’aria”.
Se state leggendo questa recensione e siete single, signore mie, non vi preoccupate la vostra anima gemella è probabilmente nell’aria, dentro una radio oppure disperso in qualche universo parallelo.
Abbiate fede.

[ A cura di Rossella Zampieri ]


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