Pubblicato in: approfondimento, segnalazioni

I 3 libri per Sanremo (o su Sanremo)

Molti lo amano, altrettanti lo odiano, tutti ne parlano e quasi tutti lo guardano.
Anche qualcuno di noi, ovviamente.
Si faranno le ore piccole, se finiamo come le scorse edizioni.
La settimana sacra di Sanremo ha ufficialmente aperto i battenti: stasera sugli schermi della tv degli italiani, e non solo, parte la 72esima edizione del Festival di Sanremo che andrà in onda dal 1° al 5 Febbraio.
( Il 6 Febbraio, per chi se lo fosse perso, comincia la terza stagione dell’Amica Geniale e ne abbiamo parlato qui. Tra l’altro le protagoniste saranno gradite ospiti del Festival).
La location è sempre il Teatro dell’Ariston ed il conduttore e direttore artistico è sempre il buon Amadeus, per il terzo anno consecutivo, insieme alle ‘sue’ donne, e anche la pietra miliare del Festival: l’unico, inimitabile – guarito dal COVID – ed amatissimo maestro Beppe Vessicchio a dirigere “Le Vibrazioni”.
Come si dice? Squadra vincente non si cambia.
Per la prima serata la reginetta del ballo sarà Ornella Muti, per la seconda serata Lorena Cesarina, per la terza serata ci sarà la mitica Drusilla Foer (che abbiamo visto al Salone del libro, eleganzissima), per la quarta serata ci sarà Maria Chiara Giannetta e per il seratone finale ci sarà la bella Sabrina Ferilli.

Che cosa è il Festival di Sanremo?

RaiBistrot24 (Grazie Pinuccio!) vi racconta qualcosina su questo Festival.
Nasce nel lontano 1951 ed è un evento che si tiene ogni anno, nella ligure Sanremo, da cui prende il nome. È considerato uno dei più importanti e longevi festival musicali del mondo ed un evento mediatico italiano veramente globale perché viene anche trasmesso in diretta televisiva, in Eurovisione, e pure in diretta radiofonica.
La statuetta del Leone di Sanremo è considerato il riconoscimenti più prestigioso per gli artisti italiani di musica leggera.
I brani in gara al festival vengono selezionati nei mesi immediatamente precedenti da un’apposita commissione sulla base delle candidature pervenute. Tali brani, che devono essere stati composti da autori italiani con testi in lingua italiana o, in alternativa, anche in una lingua regionale italiana, vengono proposti da diversi interpreti e devono essere inediti, quindi mai eseguiti pubblicamente prima della competizione, pena la squalifica.

Ci saranno 25 concorrenti in gara, l’anno precedente erano 22 e hanno fatto le 2 di notte… ci immaginiamo in questa edizione a che ora finiranno con 25 inediti che riempiranno la nostra radio per come minimo 3 mesi (nell’attesa che il buon Alvaro Soler ci sforni la nuova hit dell’estate), il ritorno dei Maneskin, la dance dei Meduza, la sorpresa Berrettini, una votazione rinnovata e naturalmente Fiorellone nazionale che almeno un po’ ci fa ridere.
Torna la serata speciale delle Cover, segnatevi la data (venerdì 4 febbraio) durante la quale gli artisti eseguiranno un brano degli Anni ’60, ’70, ’80 o ’90.
Sentiamo già le urla.
Vi lasciamo qui l’elenco delle cover che saranno proposte:

  • Achille Lauro con Loredana Bertè – “Sei bellissima” di Loredana Bertè
  • Aka 7even con Arisa – “Cambiare” di Alex Baroni
  • Ana Mena con Rocco Hunt – “Medley”
  • Dargen D’Amico – “La bambola” di Patty Pravo
  • Ditonellapiaga e Rettore – “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli
  • Elisa – “What a feeling” di Irene Cara da “Flashdance”
  • Emma con Francesca Michielin – “Baby one more time” di Britney Spears
  • Fabrizio Moro – “Uomini soli” dei Pooh
  • Gianni Morandi con Mousse T – “Medley”
  • Giovanni Truppi con Vinicio Capossela – “Nella mia ora di libertà” di Fabrizio De Andrè
  • Giusy Ferreri con Andy dei Bluvertigo – “Io vivrò senza te” di Lucio Battisti
  • Highsnob e Hu con Mr.Rain – “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco
  • Irama con Gianluca Grignani – “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani
  • Iva Zanicchi – “Canzone” di Don Backy e Detto Mariano nella versione di Milva
  • La Rappresentante di Lista con Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra – “Be my baby” delle The Ronettes
  • Le Vibrazioni con Sophie and the Giants e Peppe Vessicchio – “Live and let die” di Paul McCartney
  • Mahmood e Blanco – “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli
  • Massimo Ranieri con Nek – “Anna verrà” di Pino Daniele
  • Matteo Romano con Malika Ayane – “Your song” di Elton John
  • Michele Bravi – “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi” di Lucio Battisti
  • Noemi – “(You make me feel like) A natural woman” di Aretha Franklin
  • Rkomi con Calibro 35 – “Medley Vasco Rossi”
  • Sangiovanni con Fiorella Mannoia – “A muso duro” di Pierangelo Bertoli
  • Tananai con Rose Chemical – “A far l’amore comincia tu” di Raffaella Carrà
  • Yuman con Rita Marcotulli – “My way” di Frank Sinatra

Qui invece trovate l’elenco degli artisti con i loro brani inediti, e sinceramente siamo un po’ curiose di sentire le canzoni.

Ora vi domanderete per quale astruso motivo un blog di libri parli di Sanremo che riguarda la musica e non i libri… e invece, vi sveliamo l’incredibile.
Siete seduti? Nel caso non lo siate, fatelo perché probabilmente molti di voi non sanno (non potevamo immaginarlo nemmeno noi) che esistono dei veri e propri libri sul Festival di Sanremo.
Eccone qui tre che abbiamo scelto per voi!
E non ci siamo nemmeno infilate nel ginepraio dei libri scritti dai cantanti (o da bravi lavoratori dell’editoria chiamati ghostwriter).
Ma c’è sempre tempo.

Sanremo e il Festival. Dall’Italia del boom al rock dei Maneskin di Nico Donvito – editore D’Idee

Per molti il Festival è l’evento televisivo che catalizza davanti allo schermo per una settimana all’anno, uno spettacolo colorato, uno psicodramma tragicomico collettivo, un carrozzone fiorito stracolmo di cantanti, presentatori e vallette. Sanremo è un vero e proprio fenomeno di costume, la favola musicale più bella di sempre, lo specchio canterino del nostro Paese. L’obiettivo di questo volume è quello di cercare di raccontare questi anni di storia italiana, perché il Festival non è soltanto Domenico Modugno che allarga le braccia, il finto pancione di Loredana Bertè o Bugo che lascia Morgan da solo sul palco, ma tanto altro ancora da scoprire, custodire e tramandare. Sanremo è Sanremo, anche se nessuno di noi è mai riuscito a spiegarne il perché. Questo libro vuole essere un ulteriore determinato e appassionato tentativo. Prefazione di Amadeus.


Perché Sanremo è Sanremo: Guida sentimentale al festival e al suo pubblico. – Edizioni Epoké

1986. Loredana Bertè si esibisce con un pancione finto.
1995. Pippo Baudo salva un uomo che minaccia di buttarsi dalla balconata.
2010. Il televoto premia Italia amore mio e l’orchestra getta gli spartiti.
2020. Le brutte intenzioni, la maleducazione.
Questi e altri mille sono i motivi per cui Sanremo è Sanremo, e saranno tutti analizzati, sviscerati, mistificati o presi davvero sul serio nel volumetto che avete tra le mani. Un viaggio nell’evento televisivo per eccellenza, che ha toccato vette altissime ed è crollato sotto i colpi dei reality, per poi rialzarsi più forte che mai grazie agli ultimi: i Millennials.
Dai Jalisse a Bugo & Morgan, da Pippo Baudo ad Amadeus, in questo libro Polieri e Pugno raccontano Sanremo non solo come fenomeno musicale e di costume, ma anche come rifugio di una generazione: sono i trentenni ad aver salvato il Festival o è il Festival ad aver salvato loro?Durante le serate del Festival gioca con noi! Per rendere l’esperienza del libro ancora più interattiva abbiamo creato il Vessicchiòmetro, strumento insieme democratico e personalissimo, giusto e spietato, simpatico e autorevole, un po’ come il nostro venerabile Maestro. Visita il link qui sotto per giocare!


Non solo canzonette. L’Italia della ricostruzione e del miracolo attraverso il Festival di Sanremo. – Mondadori Education

Negli anni Cinquanta e Sessanta la società italiana attraversa un periodo decisivo, nel quale cambia in modo rapido e profondo, come forse mai nella sua storia. Il libro racconta questo momento di passaggio utilizzando una categoria di fonti storiche inconsueta e formidabile: le canzoni di Sanremo. Da Nilla Pizzi a Claudio Villa, da Modugno a Celentano, da Mina alla Cinquetti, quelle prime, seguitissime edizioni del Festival riflettono il percorso dell’Italia dal Dopoguerra al Boom, dalla povertà al benessere, da società contadina a moderna potenza industriale. Analizzando le canzoni sia da un punto di vista testuale che musicale ed inquadrandole nel generale contesto di ricostruzione storica di quegli anni, viene messo in luce come quelle musiche e parole, quei divi e quel pubblico rivelino i mutamenti (e le resistenze al cambiamento) di un Paese attratto e spaventato dalla modernità. Cambia il modo di rappresentare la realtà, di guardare all’America, nonché l’immagine dell’amore, della donna e della famiglia. Mentre partiti politici ed intellettuali come Pasolini, Eco, Fallaci e Montanelli si interrogano sul Festival, gli italiani ne decretano a gran voce il successo, canticchiandolo, criticandolo o facendo entrambe le cose.

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