2 settembre 1973 – Namaàrie professor Tolkien

“No!” disse Thorin. “In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto. Ma triste o lieto, ora debbo lasciarlo. Addio!”

Così si congeda Thorin ne ‘Lo Hobbit‘ ed è con queste parole che vogliamo immaginare il congedo di J.R.R. Tolkien dalla terra dei vivi. Accadde oggi nel 1973, Tolkien morì a Bournemouth nel Dorset, aveva 81 anni.

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Targa sulla panchina dedicata a Tolkien agli University Parks di Oxford.

Il professore di Oxford visse una vita che possiamo definire in molti modi fuorché insignificante, nacque in Sudafrica sul finire dell’Ottocento da famiglia inglese, attraversò i primi anni di vita e il primo quarto del Novecento tra trasferimenti, la perdita di entrambe i genitori e l’affido ad un tutore cattolico. Eccelse da subito nelle capacità linguistiche, crebbe orfano e si innamorò di Edith, vinse una borsa di studio e partì per la guerra, finì nella Somme e si ammalò.
Si sposò nel 1915 prima di partire per il fronte.

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l’ingresso della mostra “Maker of Middle Earth” tenutasi nel 2018 a Oxford, presso la Biblioteca Bodleiana.

Tornò dalla Francia segnato dal conflitto e avendo perso molti amici. Poco dopo nacquero i primi due figli e il professore cominciò la sua carriera accademica.
Tra il 1920 e il 1930 scrisse moltissimo e nel 1937 pubblicò ‘Lo Hobbit’.

La creazione della Terra di Mezzo prese buona parte degli anni successivi, fino al 1954/55 quando pubblicò, in tre volumi ‘Il Signore degli Anelli’.

Fu grande amante dalla natura e dopo il ritiro dal lavoro, avvenuto nel 1969, si trasferì con la moglie nella cittadina costiera di Bournemouth. Edith morì nel 1971 e lui la seguì due anni dopo.

 

 

 

 

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La lapide al Wolwercote Cemetery di Oxford

Dopo aver condiviso la vita giacciono insieme nella tomba del Wolwercote Cemetery dove la lapide ricorda i loro nomi e i loro soprannomi: Luthien e Beren.
Potremmo parlare della religione, della sua influenza sull’intero genere Fantasy e più in generale sulla letteratura, potremmo fare illazioni sull’ipotetico messaggio politico dei suoi scritti, potremmo. Ma non oggi.
Oggi rendiamo omaggio al nostro professore preferito, lo salutiamo con deferenza, prendiamo atto della sua mancanza e del suo lascito.

 

Namaàrie professor Tolkien.

 


A cura di Bianca Casale

 

 

 

 


A cura di Bianca Casale 


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